Clamoroso: Ogier in Toyota, Citroen si ritira dal WRC
Il contesto nel quale matura questa scelta è quello di un profondo rinnovamento industriale e strategico del gruppo francese. PSA sta affrontando una fase di trasformazione cruciale sul piano automotive, con una chiara priorità assegnata all’elettrificazione, alla sostenibilità e a un riposizionamento dei marchi in chiave globale.
Mentre il sipario sta per calare sul Campionato del Mondo 2019, prima del Rally di Australia, dietro le quinte del Mondiale Rally si prepara un terremoto destinato a produrre effetti profondi e duraturi sull’intero sistema. Un terremoto che ha un nome preciso: PSA. Citroen scappa dal WRC. Si ritira. E Ogier andrà in Toyota.
Una nostra “talpa” interna al Costruttore ci ha confermato che entro metà novembre il gruppo automobilistico francese rivedrà in maniera radicale l’intera strategia della propria divisione motorsport. Dopo aver ufficializzato il ritorno nel World Endurance Championship a partire dalla Superstagione 2022/2023, PSA sarebbe pronta a compiere un passo ancora più drastico: l’uscita immediata di Citroën Racing dal WRC. Una decisione che, se confermata, rappresenterebbe uno spartiacque storico per il Mondiale Rally moderno.
Il contesto nel quale matura questa scelta è quello di un profondo rinnovamento industriale e strategico del gruppo francese. PSA sta affrontando una fase di trasformazione cruciale sul piano automotive, con una chiara priorità assegnata all’elettrificazione, alla sostenibilità e a un riposizionamento dei marchi in chiave globale. In questo scenario, il motorsport non è più concepito come un fine, bensì come uno strumento: una leva di marketing, una vetrina tecnologica e d’immagine destinata a valorizzare prodotti e marchi nei mercati di riferimento.
Alla luce di questa impostazione, diventa più chiaro il perché delle recenti scelte. Peugeot Sport è tornata al centro del progetto PSA, con l’impegno nel WEC che offre un palcoscenico coerente con le future powertrain ibride ed elettrificate di serie. Allo stesso tempo, DS Automobiles continuerà a recitare un ruolo di primo piano in Formula E, campionato nel quale il marchio premium del gruppo si è già distinto raccogliendo titoli e successi in collaborazione con Techeetah. Una categoria, quella full electric, perfettamente allineata alla narrativa industriale e tecnologica che PSA intende perseguire nei prossimi anni.
In questo quadro, il WRC appare sempre più come un corpo estraneo. Nonostante l’indiscutibile valore sportivo e mediatico del campionato, la direzione intrapresa dalla FIA e dal promotore per il futuro non ha convinto i vertici di PSA Motorsport. In particolare, il regolamento 2022, che introdurrà unità ibride sulle World Rally Car, non sembra aver fornito sufficienti garanzie in termini di ritorno d’immagine, contenimento dei costi e coerenza con la strategia di gruppo. Un fattore aggravato dal fatto che Citroën, nel 2019, non sia riuscita a conquistare alcun titolo proprio nell’anno del centenario della Casa, obiettivo simbolico che era stato indicato come prioritario.
L’eventuale uscita di Citroën dal WRC rappresenterebbe un colpo durissimo per il campionato. Con il marchio del double chevron, infatti, verrebbe meno uno dei tre Costruttori ufficiali attualmente impegnati. Ford, come noto, da tempo non figura più come entità ufficiale a pieno titolo, limitandosi a un supporto tecnico ed economico a M-Sport, struttura privata che continua a tenere in vita il progetto Fiesta WRC con risorse sempre più limitate. Il risultato sarebbe un Mondiale ridotto a una sfida a due tra Toyota e Hyundai, con inevitabili ripercussioni sulla credibilità e sull’attrattiva del titolo Costruttori.
Ma l’impatto della decisione PSA non si fermerebbe alle strutture. A essere scosso sarebbe soprattutto il mercato piloti, che si troverebbe improvvisamente ad assorbire una concentrazione di talento senza precedenti nelle ultime stagioni. L’uscita di scena di Citroën libererebbe infatti due nomi pesantissimi: Sébastien Ogier ed Esapekka Lappi.
Ogier, sei volte campione del mondo, tornerebbe prepotentemente al centro della scena come il profilo più ambito dell’intero WRC. Dopo il passaggio di Ott Tänak in Hyundai, consumatosi poche settimane fa, il francese diventerebbe il primo obiettivo di Toyota Gazoo Racing, alla ricerca di un nuovo leader carismatico e tecnico attorno al quale costruire il futuro. Un ritorno in una struttura ufficiale forte, competitiva e perfettamente organizzata rappresenterebbe per Ogier l’occasione di rilanciare la propria carriera in un contesto capace di offrirgli, ancora una volta, una vettura da titolo.
Diverso ma altrettanto significativo il discorso legato a Esapekka Lappi. Il finlandese, pur non avendo ancora espresso appieno il proprio potenziale in termini di continuità, rimane uno dei piloti più veloci e promettenti della sua generazione. Giovane, con esperienza su vetture ufficiali e già vincente nel WRC, Lappi si trasformerebbe in una pedina strategica per qualsiasi team intenzionato a investire sul medio-lungo periodo. Il suo profilo rappresenta un equilibrio ideale tra velocità pura, conoscenza tecnica e margini di crescita.
In prospettiva più ampia, l’addio di Citroën solleva interrogativi profondi sul futuro del Mondiale Rally. Il WRC si trova davanti a un bivio storico: da un lato la necessità di rimanere una disciplina autentica, legata al territorio, alla varietà delle superfici e alla tradizione; dall’altro l’obbligo di adattarsi alle esigenze industriali dei Costruttori, sempre più orientati verso elettrificazione, sostenibilità e ritorni misurabili. La difficoltà sta nel conciliare questi due mondi senza snaturare il prodotto sportivo.
Il paradosso è evidente: mai come negli ultimi anni il WRC ha offerto incertezza, spettacolo e pluralità di vincitori, eppure mai come oggi la sua stabilità strutturale appare fragile. L’uscita di PSA, se confermata, sarebbe il segnale più chiaro di un sistema che fatica a trattenere i grandi Costruttori nonostante un livello agonistico altissimo.
Il 2019, dunque, rischia di essere ricordato non solo come una stagione combattuta fino all’ultimo rally, ma come l’anno che ha segnato la fine di un’epoca. Un’epoca in cui Citroën era parte integrante del DNA del Mondiale Rally, protagonista di vittorie, titoli e pagine memorabili. Da qui in avanti, il WRC sarà chiamato a reinventarsi, consapevole che il futuro non potrà più essere costruito solo sul prestigio del passato.









