Il generale Tullio Del Sette prende il comando dell’Aci
La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha dato l’affondo all’Automobile Club d’Italia e ad Aci Sport e ha confermato, nominandolo, che il commissario straordinario sarà il generale Tullio Del Sette.
L’Automobile Club d’Italia (ACI), istituito come ente morale nel 1926, si trova adesso al centro di un’importante transizione istituzionale, un vero e proprio terremoto, con implicazioni dirette per la governance dell’ente e il rispetto della normativa vigente. La recente nomina del Presidente dell’ACI per il quadriennio 2025-2028 ha sollevato un acceso dibattito giuridico e istituzionale, culminato nella decisione del governo di nominare un Commissario straordinario per garantire la regolare operatività dell’ente fino alla prossima assemblea elettiva.
La governance dell’ACI è regolata da un complesso quadro normativo che coinvolge diverse disposizioni legislative e regolamentari. La legge 14 del 1978 stabilisce limiti precisi in merito alla possibilità di confermare un Presidente alla guida di un ente pubblico per più di due mandati consecutivi. Questa disposizione è stata richiamata nel caso dell’Ing. Angelo Sticchi Damiani, che ha già ricoperto tale ruolo per tre mandati consecutivi (2013-2016, 2017-2020, 2021-2024). Di conseguenza, la sua rielezione nel 2024 è stata dichiarata inammissibile dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, in accordo con il Dipartimento per lo sport.
L’articolo 6 dello statuto dell’ACI prevede che gli organi direttivi restino in carica quattro anni, in coincidenza con il quadriennio olimpico. Tuttavia, lo stesso articolo sottolinea che la perdita della qualifica di Presidente comporta automaticamente la decadenza dagli organi collegiali di amministrazione. Questa disposizione ha determinato, di fatto, lo scioglimento degli organi attualmente in carica, rendendo necessaria una soluzione commissariale.
Alla luce di questa situazione, il governo ha ritenuto indispensabile procedere alla nomina di un Commissario straordinario per garantire la gestione dell’ACI fino alla prossima assemblea elettiva, prevista per luglio 2025. Il decreto-legge 208 del 2024 ha confermato che il limite dei mandati previsto dalla legge del 1978 si applica anche agli enti pubblici con natura federativa sportiva, come l’ACI. Pertanto, la rielezione di Sticchi Damiani è stata ritenuta non conforme alla normativa vigente, creando un vuoto di potere all’interno dell’ente.
In virtù dell’articolo 65 dello statuto dell’ACI, il Ministro vigilante, in caso di gravi motivi, ha la facoltà di proporre lo scioglimento del Consiglio Direttivo e la nomina di un Commissario straordinario. In questa circostanza, il Presidente del Consiglio dei ministri ha deciso di intervenire con un decreto specifico, conferendo i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione al Commissario fino all’insediamento del nuovo Presidente eletto.
La decisione di commissariare l’ACI solleva diverse questioni di natura istituzionale e sportiva. Da un lato, si tratta di una scelta che mira a garantire il rispetto delle norme sulla rotazione degli incarichi, evitando la concentrazione del potere nelle mani di una stessa persona per un periodo eccessivamente prolungato. Dall’altro, emerge la necessità di assicurare continuità gestionale all’ACI, un ente che svolge un ruolo chiave nel settore automobilistico e sportivo nazionale.
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 184 del 2023, ha sottolineato l’importanza di limitare i mandati per favorire l’accesso democratico alle cariche direttive e prevenire la formazione di oligarchie interne. Questo principio è stato ribadito anche nel caso dell’ACI, evidenziando la necessità di un ricambio ai vertici.
La gestione commissariale durerà fino alla prossima assemblea elettiva, prevista per luglio 2025. Nel frattempo, il Commissario straordinario avrà il compito di garantire la stabilità operativa dell’ente, coordinando le attività in corso e predisponendo un quadro di governance che favorisca una transizione ordinata.
La vicenda dell’ACI rappresenta un caso emblematico di come la normativa sulla governance degli enti pubblici si intrecci con le dinamiche del mondo sportivo e associativo, richiamando l’attenzione su temi cruciali come la trasparenza, il rispetto delle regole e la necessità di garantire un ricambio effettivo ai vertici delle istituzioni.








