Tecnologia ibrida a rischio nei Rally1 per il 2025
A settembre, Compact Dynamics, fornitore dell’unità ibrida, ha annunciato un aumento dei costi per interventi di manutenzione, che potrebbe richiedere una spesa di almeno 50.000 euro per ogni singola revisione. Questo incremento ha acceso nuovamente dibattito tra i team…
Il futuro della tecnologia ibrida nei Rally1 del WRC è nuovamente in bilico, con segnali sempre più concreti di un possibile ritorno ai motori esclusivamente a combustione già dalla stagione 2025. La stagione 2024 ha messo a nudo criticità significative: il campionato ha visto una riduzione di partecipanti e un calo di interesse non compensato dalle trasmissioni live. Un nodo centrale è proprio la tecnologia ibrida, introdotta con l’idea di attrarre nuovi costruttori e migliorare la competitività, ma rivelatasi onerosa e poco attrattiva per molti team.
A settembre, Compact Dynamics, fornitore dell’unità ibrida, ha annunciato un aumento dei costi per interventi di manutenzione, che potrebbe richiedere una spesa di almeno 50.000 euro per ogni singola revisione. Questo incremento ha acceso nuovamente dibattito tra i team, già costretti a misurarsi con le complessità tecniche di una tecnologia che non ha portato risultati in termini di visibilità e partecipazione, come invece sperato.
Durante l’ultima riunione della commissione rally della FIA, si è discusso seriamente dell’opportunità di eliminare il modulo ibrido e di proporre questa modifica al Consiglio Mondiale FIA di dicembre, previsto in Ruanda. Toyota e Hyundai sono aperte alla rimozione dell’ibrido, puntando a soluzioni che possano ridurre i costi operativi e aumentare la visibilità del campionato. M-Sport Ford, che in origine aveva fortemente sostenuto l’ibrido per volere della casa madre, si trova ora a fronteggiare una situazione finanziaria difficile e potrebbe appoggiare l’eliminazione della tecnologia, che faciliterebbe la gestione economica e potrebbe anche ampliare la presenza di vetture da noleggiare ad equipaggi “privati”.
Questa discussione si riapre nonostante solo pochi mesi fa il gruppo di lavoro FIA, guidato da David Richards, avesse suggerito di abbandonare l’ibrido dal 2025-2026, ricevendo però un netto rifiuto da parte dei team. A giugno, il Consiglio Mondiale in Uzbekistan aveva confermato la presenza dell’ibrido almeno fino al 2026, “in cambio” di un accordo decennale con l’Arabia Saudita per il calendario WRC.
Ora, a pochi mesi di distanza, le pressioni finanziarie e la necessità di attrarre nuovi partecipanti stanno spingendo verso un’ulteriore revisione della regolamentazione. Entro il Consiglio di dicembre, sapremo se il WRC abbandonerà definitivamente l’ibrido, aprendo una nuova fase per i Rally1 oppure si rimarrà ancorati alla “formula” ibrida, nel mentre il Rally Montecarlo, round di apertura stagionale 2025 si fa sempre più vicino.









