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Rally, World Rally Championship

Diretta WRC – Safari Rally Kenya 2026

La diretta dal Safari Rally Kenya, terza prova del Campionato del Mondo Rally 2026 e unico appuntamento africano del circus iridato, curata e aggiornata quotidianamente fino a fine gara dalla redazione di RS rallyslalom e oltre.

Day4 – Domenica 15 marzo

La domenica del Safari Rally Kenya 2026, ultima giornata di un’edizione brutale segnata da fango, pietre affioranti e ritiri clamorosi il giorno prima, si è aperta sotto un cielo più clemente con la PS17 Oserengoni 1 (18,22 km), dove il fondo in gran parte asciutto ha ridotto drasticamente le insidie rispetto al caos di sabato. Sébastien Ogier ha dettato il ritmo firmando lo scratch con un vantaggio di 3,8 secondi su Oliver Solberg, mentre Takamoto Katsuta ha scelto fin da subito la modalità sopravvivenza: ha ceduto 16 secondi ad Adrien Fourmaux ma ha conservato un margine schiacciante di oltre un minuto sul francese della Hyundai, spiegando con lucidità la sua filosofia: “16 secondi non sono nulla. Ho semplicemente cercato di evitare i punti più insidiosi. In realtà è più spaventoso andare piano, perché a bassa velocità vedi tutto più chiaramente che a tavoletta“. Sami Pajari ha difeso con solidità la terza posizione assoluta puntando al secondo podio consecutivo dopo la Svezia, Esapekka Lappi è rimasto quarto a 53,3 secondi con la sua consueta flemma: “Cerco solo di arrivare al traguardo e osservo se succede qualcosa. La prova era in buone condizioni per il 90%, qualche punto fangoso ma niente di sorprendente“, e nel WRC2 l’estone Robert Virves ha tenuto saldamente la quinta piazza overall e la vetta di classe davanti a Gus Greensmith.

La successiva PS18 Hell’s Gate 1 (10,48 km), più larga, veloce e con un fondo morbido che premiava le partenze avanzate, ha visto Elfyn Evans ritrovare il feeling perduto e siglare il miglior tempo in 5:32.4, precedendo di 3,5 secondi il duo Solberg-Ogier racchiuso in appena due decimi. Adrien Fourmaux ha però pagato cara una foratura che lo ha rallentato sensibilmente, permettendo a Thierry Neuville di avvicinarsi a soli 4 decimi nella bagarre per il Super Sunday; Katsuta, nono al traguardo di speciale, ha continuato a gestire senza prendere alcun rischio inutile, mantenendo un controllo totale sulla classifica generale con poco più di un minuto di margine su Fourmaux. Andreas Mikkelsen è stato il più rapido tra le Rally2, ma Virves ha conservato la sua quinta posizione assoluta.

In PS19 Oserengoni 2 (18,22 km), la penultima prova, la pioggia ha trasformato nuovamente il terreno in una trappola: superficie morbida, pietre che affioravano ovunque e solchi profondi che rendevano ogni traiettoria un azzardo. Katsuta ha adottato un passo volutamente tranquillo, evitando contatti e conservando un vantaggio solido oltre i 40 secondi su Fourmaux, ammettendo apertamente la tensione: “Questa speciale è più folle di prima. La pioggia ha reso la superficie così morbida che le pietre affiorano ovunque. Ho cercato di evitarle, ma ce ne sono troppe. Sarebbe più divertente lottare per i secondi, ma ora la priorità è un’altra. Questa pressione è pazzesca“. Oliver Solberg ha conquistato il comando provvisorio del Super Sunday superando Ogier per soli otto decimi, Fourmaux ha perso una posizione nella classifica domenicale a favore di un arrembante Neuville pur restando secondo assoluto, Pajari ha tenuto il podio con quasi un minuto su Lappi descrivendo la speciale come “divertente nel profilo ma ormai distrutta nel fondo“, e nella WRC2 Virves ha difeso la leadership con 31 secondi su Greensmith mentre Fabrizio Zaldívar resisteva agli attacchi di Mikkelsen, staccato di meno di dieci secondi dal paraguaiano.

L’epilogo è arrivato con PS20 Hell’s Gate 2 (10,48 km), Power Stage conclusiva: Oliver Solberg ha dominato con un tempo strepitoso di 5:32.2, precedendo Ogier di 2.8 secondi, Evans di 4.5, Neuville di 7.3 e Fourmaux di 9.4, mentre Katsuta ha chiuso nono a +24.0 optando ancora per la massima cautela, ormai con la vittoria in tasca. Takamoto Katsuta ha così tagliato il traguardo di Naivasha da vincitore assoluto in 3:16:05.6, conquistando la sua prima vittoria nel WRC al 94esimo tentativo e diventando il secondo giapponese a riuscirci dopo Kenjiro Shinozuka; Adrien Fourmaux ha chiuso secondo a +27.4 regalando a Hyundai il primo podio stagionale, Sami Pajari ha completato il podio Toyota in terza posizione a +4:26.1, Esapekka Lappi quarto a +6:07.3 e Robert Virves quinto assoluto vincitore WRC2.

Katsuta, visibilmente commosso, ha dichiarato: “Non so cosa dire. Abbiamo avuto così tanti momenti difficili, ma finalmente siamo qui. Devo dire grazie a Ott (Tänak), Akio san finalmente siamo qui sul gradino più alto!“. Fourmaux ha aggiunto “Sono molto contento di raggiungere il primo podio per Hyundai di quest’anno. Congratulazioni a Taka per la sua prima vittoria“. Terzo Pajari: “Sono molto contento per il risultato. Non ci sono molti che possono sorridere alla fine della gara“, Lappi ha ringraziato i meccanici per “il lavoro più difficile di sempre”. Una domenica di gestione magistrale, pressione costante e, alla fine, storia scritta nel fango keniota.

Classifica di fine gara

Pos.Pilota / CopilotaAutoClasseTempo / Distacco
1#18 Takamoto Katsuta – Aaron JohnstonToyota GR Yaris Rally1RC13:16:05.6
2#16 Adrien Fourmaux – Alexandre CoriaHyundai i20 N Rally1RC1+27.4
3#5 Sami Pajari – Marko SalminenToyota GR Yaris Rally1RC1+4:26.1
4#4 Esapekka Lappi – Enni MälkönenHyundai i20 N Rally1RC1+6:07.3
5#21 Robert Virves – Jakko ViiloŠkoda Fabia RS Rally2RC2+11:38.7
6#20 Gus Greensmith – Jonas AnderssonToyota GR Yaris Rally2RC2+12:09.0
7#23 Fabrizio Zaldívar – Marcelo Der OhannesianŠkoda Fabia RS Rally2RC2+12:20.0
8#22 Andreas Mikkelsen – Jørn ListerudŠkoda Fabia RS Rally2RC2+12:30.7
9#25 Diego Domínguez (H) – Rogelio PeñateToyota GR Yaris Rally2RC2+13:28.4
10#99 Oliver Solberg – Elliott EdmondsonToyota GR Yaris Rally1 [SR]RC1+16:44.5

Day3 – Sabato 14 marzo

La terza giornata del Safari Rally Kenya, sabato, si è aperta con un colpo di scena nella PS11 Soysambu 1 (24,94 km), che ha ridisegnato la lotta per la vittoria. Sébastien Ogier, che la sera prima aveva dichiarato di non voler correre rischi eccessivi, è stato tradito quasi subito da una foratura che gli è costata oltre due minuti, facendolo precipitare dal secondo al quinto posto. “C’era una pietra enorme al centro della strada, sulla traiettoria, in un punto veloce. Non c’era alcuna possibilità di evitarla. Il pneumatico è andato subito. Pensavo fosse l’anteriore sinistro, invece era il posteriore”, ha spiegato il francese.

Nella prova, disputata su fondo misto con alcune sezioni fangose lasciate dalla pioggia notturna, a dominare è stato Oliver Solberg, autore del miglior tempo e capace di fare la differenza nel settore finale, respingendo Elfyn Evans a tre secondi. In classifica generale lo svedese guida ora con 23,6 secondi su Evans, risalito secondo dopo i guai di Ogier. “C’era una lunga curva a destra completamente asciutta, poi all’uscita c’era acqua e ho fatto un testacoda. È impossibile sapere dove c’è l’acqua”, ha commentato Solberg. Evans ha invece sottolineato l’imprevedibilità del percorso: “Era una prova davvero imprevedibile. Non era facile, perché i solchi sono profondi e non si sa bene come affrontarli”.

Grazie alla disavventura di Ogier, Sami Pajari sale al terzo posto, a poco più di un minuto e mezzo da Solberg. La prova di apertura del sabato non è stata però delle migliori per il finlandese, che ha accusato quasi mezzo minuto di ritardo dal leader. “Non era facile, ma non so perché. Il tergicristallo non funzionava bene e faceva fatica a vedere. Su alcuni rettilinei ho dovuto frenare per questo”, ha ammesso Pajari. Quarto è Adrien Fourmaux, autore del terzo tempo. Il francese della Hyundai è a 24,4 secondi da Pajari, ma con Ogier che gli respira sul collo a soli 5,7 secondi. Thierry Neuville, dopo un errore nel primo settore e ulteriori perdite di tempo, scivola settimo, scavalcato anche da Takamoto Katsuta, risalito sesto. Esapekka Lappi prosegue con una tattica conservativa su indicazione del team, con l’obiettivo prioritario di portare la vettura al traguardo: ottavo in classifica, accusa 32,6 secondi dal miglior tempo nella speciale. In WRC2 la battaglia tra Robert Virves e Gus Greensmith continua ad essere serratissima: nella prova i due sono stati separati da appena un decimo di secondo.

Gus Greensmith foto Janus Ree

La PS12 Elmenteita 1 (18,01 km) ha trasformato la giornata di sabato in un campo minato di forature, stravolgendo la classifica e scatenando la rabbia di più di un pilota. Il danno più grave lo ha subito Sami Pajari: lo pneumatico è esploso ad alta velocità su un rettilineo, danneggiandone anche un secondo. Il finlandese si è fermato a bordo strada a valutare i danni, temendo il peggio, ma la situazione si è rivelata meno catastrofica del previsto. Tuttavia il tempo perso – oltre cinque minuti – lo ha fatto precipitare dal terzo all’ottavo posto in classifica generale. “Lo pneumatico è esploso fortissimo sul rettilineo. Ne sono andati due ed ero convinto che si fosse rotto qualcos’altro. Bisogna verificare la situazione”, ha dichiarato Pajari.

Forature anche per Oliver Solberg ed Elfyn Evans, entrambi bucati due volte nell’ultimo settore della prova. Lo svedese ha però limitato i danni e mantiene la leadership con 22,6 secondi sul gallese. Solberg non ha nascosto la propria irritazione per le modifiche apportate al percorso dopo le ricognizioni: “Cercavo di andare piano, ma i pneumatici si sono deteriorati progressivamente. La FIA e l’organizzazione hanno fatto un lavoro pessimo. Dopo le note sono state apportate grosse modifiche al tracciato, con tanto di video a supporto. Ma è pericoloso, perché la strada è cambiata moltissimo. Questo dovrebbe essere sicuro, invece è pericoloso”, ha tuonato Solberg.

Il miglior tempo della prova è andato a Sébastien Ogier, che precede Adrien Fourmaux e recupera la terza posizione provvisoria. Ogier paga però ancora quasi due minuti dalla vetta a causa della foratura della prova precedente. “È davvero un peccato. Non avrei potuto evitare quella foratura in nessun modo. Oggi succederà ancora di tutto, speriamo che la mia parte di sfortuna sia esaurita”, ha commentato il francese. Takamoto Katsuta mantiene la quinta posizione – pur tra un mezzo testacoda e una retromarcia – con appena tre decimi su Thierry Neuville. Dietro di loro Esapekka Lappi. In WRC2 Robert Virves allunga leggermente su Gus Greensmith, portando il vantaggio in classifica generale a 17,2 secondi.

La PS13 Sleeping Warrior 1 (18,41 km) ha trasformato la mattinata di sabato in un incubo per quasi tutti i piloti Rally1. Fango, acqua e condizioni al limite dell’impossibile hanno fatto vittime eccellenti, rimescolando completamente la classifica generale. Il colpo più duro lo ha incassato Elfyn Evans, fino a quel momento secondo in classifica: la sospensione posteriore destra della sua Toyota GR Yaris ha ceduto nel corso della prova. Il gallese ha percorso ancora qualche chilometro prima di essere costretto al ritiro definitivo. Per Evans si tratta del primo abbandono in un rally mondiale dopo 19 gare consecutive portate a termine; l’ultimo stop risaliva al Rally di Grecia dell’autunno 2024.

Elfyn Evans foto Janus Ree

Con Evans fuori, Sébastien Ogier ha attaccato senza esitazioni, firmando il miglior tempo della prova e risalendo in seconda posizione assoluta. “Bisognava solo portarla in fondo”, ha commentato laconicamente il francese. La foratura della prova precedente gli era costata quasi due minuti, ma ora il nove volte campione del mondo si trova a 42,6 secondi da Oliver Solberg. Lo svedese, però, ha vissuto la sua Sleeping Warrior da incubo: il liquido lavavetri si è esaurito nel corso della prova e il parabrezza ricoperto di fango ha reso la visibilità quasi nulla, costando oltre un minuto. “Non va bene. Cosa potevo fare? Non ho più gomme di scorta e non vedo niente”, ha detto un frustrato Solberg, che conserva comunque la leadership.

Situazione analoga per Esapekka Lappi, rimasto senza liquido lavavetri già nei primi chilometri e finito a due minuti e mezzo dal miglior tempo. Anche Adrien Fourmaux e Thierry Neuville hanno avuto seri problemi di surriscaldamento del motore – esattamente come nella prima prova della mattinata – riuscendo a completare la speciale ma fermandosi subito dopo il traguardo durante il trasferimento verso l’assistenza di Naivasha, prima di ripartire. “Vedremo se riusciamo a continuare”, ha detto Fourmaux all’intervistatore all’arrivo.

Takamoto Katsuta approfitta del caos generale e sale al terzo posto, portando Toyota a occupare le prime tre posizioni. Lappi è sesto davanti a Sami Pajari, ancora attardato dalla foratura della prova precedente. Le condizioni della Sleeping Warrior erano talmente estreme che la prova è stata interrotta dopo il passaggio delle vetture Rally1. Resta da decidere se il secondo passaggio pomeridiano potrà essere disputato secondo programma.

Il pomeriggio si apre con un nuovo dramma sportivo nella PS14 Soysambu 2 (24,94 km), una prova dalle condizioni più gestibili rispetto alle mattutine ma comunque capace di fare altre vittime illustri. Oliver Solberg e Sébastien Ogier non escono dal parco assistenza con le loro Toyota danneggiate dal troppo fango. Esapekka Lappi si presenta al controllo orario con sei minuti di ritardo, pagando quindi sessanta secondi di penalità. Va peggio a Josh McErlean: il suo ritardo è di 14 minuti per una penalità di 2:20.

Il colpo più duro lo incassa Thierry Neuville: il belga subisce una doppia foratura già al tredicesimo chilometro, poi buca nuovamente poco più avanti. Senza ruote di scorta, il pilota Hyundai è costretto al ritiro, perdendo una posizione che avrebbe potuto essere preziosa in questa classifica stravolta dagli eventi. Anche Jon Armstrong si ferma al chilometro 18,9 per un problema tecnico dopo aver cambiato una gomma qualche chilometro prima, ma l’irlandese riesce a ripartire e a raggiungere il traguardo, seppur con un grande ritardo che crea polvere e traffico per chi arriva dietro.

Sami Pajari ne fa le spese: il finlandese viene rallentato prima dalla nuvola di Neuville, poi da quella di Armstrong nella seconda parte della prova, accusando 46,3 secondi dal miglior tempo. Risale comunque quarto in classifica generale, a 1,5 secondi da Lappi, al momento terzo assoluto. “C’era un po’ di traffico. Prima abbiamo superato Thierry, poi sul rettilineo successivo ho visto già un’altra macchina davanti. Non c’è molto da fare”, ha commentato Pajari con filosofia.

Il miglior tempo della prova va ad Adrien Fourmaux, che precede Takamoto Katsuta di appena 0,7 secondi. Il giapponese della Toyota mantiene saldamente la testa della classifica generale con oltre un minuto di margine sul francese. La vera notizia è però Esapekka Lappi, che con una gestione prudente e senza commettere errori sale al terzo posto assoluto, a oltre cinque minuti e mezzo dalla vetta. “Si va avanti e basta. Non c’è altro bisogno di fare”, ha commentato il finlandese con la sua consueta flemma.

Oliver Solberg foto Janus Ree

Nonostante il ritiro, in classifica al quinto posto compare ancora Oliver Solberg, seguito da Robert Virves, capolista in WRC2 con oltre un minuto su Gus Greensmith, ottavo dietro al ritirato Sébastien Ogier. A 2,8 da Greensmith c’è Fabrizio Zaldivar, nono, con un margine di 46,2 su Andreas Mikkelsen che chiude i primi dieci, seguito da Thierry Neuville. Si ritirano anche Oliver Solberg e Sébastien Ogier! Le condizioni ambientali hanno fatto danni. Toyota Gazoo Racing ha comunicato che in assistenza è stata presa la decisione di fermare le due Yaris Rally1 di Oliver Solberg e Sébastien Ogier dopo il ko in prova di Elfyn Evans. Lo svedese ha rotto la sospensione, a cui si aggiunge la rottura dell’alternatore. Anche per il Campione del mondo il ritiro è dovuto a problemi all’alternatore. Takamoto Katsuta nuovo leader davanti a Thierry Neuville.

Takamoto Katsuta allunga ulteriormente nella PS15 Elmenteita 2 (18,01 km), portando il proprio vantaggio su Adrien Fourmaux a quasi un minuto e mezzo. Il giapponese della Toyota è in modalità gestione totale, consapevole che in queste condizioni ogni pietra può essere fatale. “Onestamente è molto più facile quando si attacca a fondo ovunque. Adesso è davvero stressante, cercare di evitare ogni singola pietra, anche le più piccole”, ha ammesso Katsuta.

Fourmaux, dal canto suo, non ha alcuna intenzione di rischiare in vista del secondo passaggio sulla temuta Sleeping Warrior – la prova che nella prima percorrenza aveva fatto tre vittime in casa Toyota – e si accontenta del terzo tempo di giornata, conservando comodamente la seconda posizione. Il miglior tempo della quindicesima prova speciale va ancora a Sami Pajari, al suo quinto scratch dall’inizio del rally. Il finlandese supera Esapekka Lappi e sale al terzo posto assoluto, a cinque minuti e mezzo dalla vetta. Gran parte del distacco accumulato risale alla foratura della mattinata. “Dopo la delusione del mattino bisognava semplicemente decidere di andare avanti. La strada era davvero sporca. La prova successiva è a solo un chilometro di distanza, ma lì piove e qui no”, ha riflettuto Pajari.

Adrien Fourmaux foto Janus Ree

Lappi subisce invece una foratura che gli costa 50,9 secondi dal miglior tempo e la terza posizione. Il finlandese della Hyundai si consola guardando al quadro generale: “Cerco solo di arrivare al traguardo. Il risultato non conta. Non ha senso lottare. Abbiamo colpito una pietra in una curva a sinistra dopo una cresta. Il pneumatico si è forato subito”, ha spiegato Lappi. In WRC2 Robert Virves prosegue il suo rally impeccabile con quasi un minuto di vantaggio su Gus Greensmith, che mantiene solo sei secondi su Fabrizio Zaldivar.

Il secondo passaggio sulla Sleeping Warrior PS16 (13,89 km) non si è disputato. I commissari di gara hanno preso la decisione di annullare la prova speciale pochi minuti prima dell’orario di partenza previsto, quando le Rally1 erano già in coda alla linea di partenza. Tutti gli equipaggi sono stati rimandati direttamente all’assistenza di Naivasha. La motivazione ufficiale è il peggioramento ulteriore delle condizioni: nel pomeriggio sono cadute nuove piogge sulla Sleeping Warrior, rendendo il percorso ancora più pericoloso di quanto non fosse già stato nella percorrenza mattutina. Gli organizzatori avevano già deciso in precedenza di proporre una versione accorciata della prova, ma alla fine hanno optato per la cancellazione totale.

La mattinata sulla Sleeping Warrior aveva già scritto pagine drammatiche: Elfyn Evans era rimasto fermo con la sospensione posteriore destra rotta e la prova aveva messo in ginocchio gran parte del gruppo. Ma le conseguenze peggiori si sono manifestate nella successiva fase di trasferimento: sia Oliver Solberg che Sébastien Ogier hanno dovuto abbandonare il rally con l’alternatore danneggiato dal fango. Per Solberg, leader della gara fino a quel momento, e per Ogier, risalito in seconda posizione dopo una rimonta straordinaria, si tratta di un finale amarissimo dopo una gara disputata ad altissimo livello. Per Thierry Neuville il ritiro è già arrivato nel pomeriggio per forature multiple.

Il sabato keniota ha dunque decimato il gruppo: su tutti i principali candidati alla vittoria, solo Takamoto Katsuta ha portato la propria Toyota al termine della giornata, ritrovandosi inaspettatamente in testa alla classifica con un vantaggio di quasi un minuto e mezzo su Adrien Fourmaux. Terzo è Sami Pajari, a cinque minuti e mezzo dalla vetta, seguito da Esapekka Lappi quarto. La domenica potrebbe consegnare al Mondiale rally un nuovo vincitore: nessuno dei tre piloti in testa alla classifica – Katsuta, Fourmaux e Pajari – ha mai vinto una gara del WRC. Dietro Lappi si trovano già i migliori della WRC2: l’estone Robert Virves è quinto nella classifica assoluta, con il britannico Gus Greensmith sesto.

La classifica a fine Day3

Nr.EquipaggioVetturaTempo / Distacco
1Katsuta Takamoto / Johnston AaronToyota GR Yaris Rally12:41:00.2
2Fourmaux Adrien / Coria AlexandreHyundai i20 N Rally1+1:25.5
3Pajari Sami / Salminen MarkoToyota GR Yaris Rally1+5:29.1
4Lappi Esapekka / Mälkönen EnniHyundai i20 N Rally1+6:18.5
5Virves Robert / Viilo JakkoŠkoda Fabia RS Rally2+9:42.1
6Greensmith Gus / Andersson JonasToyota GR Yaris Rally2+10:37.4
7Zaldívar Fabrizio / Der Ohannesian MarceloŠkoda Fabia RS Rally2+10:43.8
8Mikkelsen Andreas / Listerud JørnŠkoda Fabia RS Rally2+11:24.4
9Domínguez Diego / Peñate RogelioToyota GR Yaris Rally2+11:57.8
10Solberg Oliver / Edmondson ElliottToyota GR Yaris Rally1+18:21.0 [SR]

Day2 – Venerdì 13 marzo

La seconda giornata del Safari Rally Kenya, venerdì 14 marzo, è stata una vera e propria montagna russa di emozioni, con la classifica che si è ribaltata più volte e un duello al millesimo tra Oliver Solberg e Sébastien Ogier che ha tenuto tutti col fiato sospeso fino all’ultima prova. La mattinata è iniziata con la cancellazione della PS3 Camp Moran, resa impraticabile dal fango e dalle solcature profonde, lasciando i piloti partire direttamente dalla Loldia di 18,95 km, dove Sébastien Ogier ha subito piazzato il primo colpo: scratch e 16,2 secondi rifilati a Solberg, con il francese che commentava “recuperare il minuto perso ieri non è facile, stamattina i distacchi sono più contenuti, almeno ci stiamo godendo queste prove”. Sami Pajari ha chiuso secondo a soli 2,5 secondi, ma ha rischiato il ribaltamento in una curva in salita: “L’auto stava per ribaltarsi, ero convinto che saremmo finiti sul tetto, ma sono riuscito a raddrizzarla per un pelo, ho dovuto fare retromarcia e lì ho perso qualche secondo”.

Sulla PS5 Kengen Geothermal Pajari ha conquistato il suo primo scratch della gara, precedendo Ogier di tre secondi, mentre Solberg sceglieva la prudenza assoluta: “C’erano molte pietre, sono stato estremamente prudente, volevo evitare una foratura e preservare le gomme”. Ogier rosicchiava altri dieci secondi e si avvicinava a 38,1 dalla vetta. Sulla successiva PS6 Kedong Pajari firmava il secondo scratch consecutivo, rifilando 7,6 secondi a Ogier e oltre mezzo minuto a Solberg nel loop mattutino, con il finlandese che diceva “buone sensazioni, la prova era abbastanza veloce, con solo qualche scossone qua e là”. Solberg teneva la testa con Elfyn Evans a meno di mezzo minuto e spiegava che “la mattina è andata abbastanza bene, abbiamo cercato di goderci la corsa, imparare e soprattutto evitare forature, Ogier spinge forte, noi cerchiamo solo di arrivare puliti”.

Takamoto Katsuta, foto TGR WRT / McKlein

Il pomeriggio ha cambiato tutto: dopo il service park, sulla seconda Kedong Ogier vinceva la prova, ma Takamoto Katsuta subiva una doppia foratura anteriore, mentre Pajari, secondo, incassava una penalità di 20 secondi per ritardo all’assistenza e commentava: “Ho ricevuto informazioni sulle forature proprio prima di entrare in prova, con queste pietre enormi non sembra fare differenza guidare al massimo o no”. Ogier si lamentava: “Onestamente odio questa prova, sei lì a sperare che le gomme tengano, e non è per niente divertente, mi dispiace per Taka”. Solberg manteneva ancora 30,4 secondi di margine.

Poi la Kengen Geothermal 2 (PS8) ha ribaltato la situazione: Solberg forava lentamente al posteriore destro perdendo una trentina di secondi, raccontando che aveva “sentito qualcosa ma non ho visto nulla, era una foratura lenta, ho cercato di guidare con cautela per non distruggere il pneumatico, ma si è sgretolato a 200 metri dall’arrivo, ora probabilmente devo alzare il ritmo”. Pajari vinceva la terza speciale della giornata, Ogier recuperava tantissimo e il vantaggio di Solberg si riduceva a un solo secondo.

Sulla Loldia 2 (PS9) Ogier tornava a vincere per tre decimi su Solberg, che ammetteva: “Era davvero scivoloso, ho commesso qualche errore e ho cercato solo di gestire le gomme, mi sembra che chi viene dopo debba pulire parecchio”, mentre Ogier rispondeva che “era molto scivoloso, non ho guidato benissimo, ma va bene, speriamo che non piova quando torniamo in gara”. Pajari chiudeva a un secondo dal francese e commentava: “Per noi è andata davvero bene, abbiamo cercato di controllare il ritmo, molto pulito”. Esapekka Lappi, sulla Hyundai i20, regalava l’aneddoto della giornata: “All’inizio della prova c’era una famiglia di giraffe e il cucciolo si è messo davanti a noi, l’abbiamo seguito a lungo in prima marcia, abbiamo perso molto tempo, ma non importa, almeno la giraffa è salva”.

L’ultima Mzabibu 2 (PS10) vedeva ancora Pajari vincere, Solberg secondo a difendere il millesimo di vantaggio e Ogier che chiudeva la giornata con un sorriso: “La giornata è andata bene, in realtà è meglio non essere in testa, domani pomeriggio è prevista la pioggia, domani sarà una giornata grande”. Solberg teneva botta: “Ho cercato di dare il massimo e alzare un po’ il ritmo, ora siamo praticamente pari con Seb, vedremo cosa farà lui, oggi ha avuto una giornata fantastica”. Elfyn Evans, terzo a 20,5 secondi e leader di campionato, guardava al sabato con preoccupazione: “Era importante concludere la giornata senza problemi, domani ci sarà sicuramente l’inferno scatenato, non si è mai pronti per una cosa del genere”. Alla fine della seconda giornata Oliver Solberg chiudeva primo con 1:33:50.2 davanti a Sébastien Ogier a un solo secondo, Elfyn Evans a 20,5, Sami Pajari a 1:10.5 nonostante la penalità, con le Toyota a dominare ma Hyundai e le forature a tenere la gara apertissima in vista di una terza giornata che promette pioggia, fango e sorprese.

In WRC2, l’estone Robert Virves (Skoda) ha preso il comando della categoria superando Gus Greensmith (Toyota), che nel pomeriggio è stato costretto a gestire un problema al cambio. Virves chiude la giornata con 14,5 secondi di vantaggio in vista del sabato.

La classifica a fine Day2

Pos.EquipaggioVetturaTempo / Distacco
1Solberg Oliver / Edmondson ElliottToyota GR Yaris Rally11:33:50.2
2Ogier Sébastien / Landais VincentToyota GR Yaris Rally1+1.0
3Evans Elfyn / Martin ScottToyota GR Yaris Rally1+20.5
4Pajari Sami / Salminen MarkoToyota GR Yaris Rally1+1:10.5
5Neuville Thierry / Wydaeghe MartijnHyundai i20 N Rally1+1:46.1
6Fourmaux Adrien / Coria AlexandreHyundai i20 N Rally1+1:47.3
7Katsuta Takamoto / Johnston AaronToyota GR Yaris Rally1+1:53.3
8Lappi Esapekka / Mälkönen EnniHyundai i20 N Rally1+2:53.2
9Virves Robert / Viilo JakkoŠkoda Fabia RS Rally2+6:53.6
10Greensmith Gus / Andersson JonasToyota GR Yaris Rally2+7:08.1

Day1 – Giovedì 12 marzo

Oliver Solberg
Oliver Solberg (foto TGR WRT / McKlein)

Il Safari Rally Kenya ha aperto i battenti nel modo più brutale possibile, consegnando alla prima giornata un copione che solo le piste keniane sanno scrivere. Fango, pioggia, visibilità quasi nulla, distacchi misurati in minuti invece che in secondi: tutto quello che rende questo rally unico al mondo si è manifestato già nelle prime due prove speciali, ridisegnando la classifica e mettendo a nudo le fragilità di chi non era pronto ad affrontare condizioni estreme.

La prima prova speciale — i 24,35 chilometri di Camp Moran nei pressi di Naivasha — è andata in scena sotto una pioggia battente che ha trasformato le piste in un campo di battaglia fangoso. Oliver Solberg ha gestito il caos meglio di chiunque altro, portando la sua Toyota GR Yaris Rally1 al comando con oltre trenta secondi di vantaggio sul compagno di squadra Elfyn Evans al termine delle prime due prove. Un margine costruito soprattutto in quella prima speciale, dove le condizioni cambiavano metro dopo metro in modo imprevedibile.

Lo stesso Solberg ha ammesso di essere rimasto sorpreso dall’entità dei distacchi: “È stata un’avventura fin dall’inizio. Sono rimasto un po’ sorpreso dai gap, ma ho cercato di trovare un ritmo e leggere la strada. A volte era asciutta, poi all’improvviso bagnata dietro una curva.” Nella seconda prova, con il fondo leggermente più asciutto, lo svedese si è accontentato del terzo tempo mantenendo il comando senza correre rischi inutili. “Sono andato un po’ largo una volta, ma va tutto bene. Era una prova divertente e un po’ più facile.”

Elfyn Evans ha portato a casa il secondo posto assoluto dopo una prima prova tutt’altro che semplice. Il gallese ha esaurito il liquido lavavetri a metà speciale, ritrovandosi a guidare con il parabrezza completamente coperto di fango e una visibilità ridotta quasi a zero. Solo un improvviso acquazzone nei chilometri finali lo ha aiutato a pulire il vetro quanto bastava per arrivare al traguardo. Un episodio che poteva costare molto di più di quello che ha effettivamente costato.

Jon Armstrong, foto Janus Ree. Buona giornata per l’irlandese nonostante le condizioni estreme.

Sébastien Ogier chiude la prima giornata in terza posizione, a poco più di un minuto da Solberg. Il francese aveva previsto in anticipo l’effetto delle condizioni sui distacchi, e la sua lettura si è rivelata corretta: “Qui si gioca con i decimi. Nella prima prova i distacchi erano in minuti.” Nella seconda speciale, con il fondo più asciutto, Ogier ha firmato il miglior tempo dimostrando di essere il più a suo agio quando la pista si stabilizza.

Ancora più notevole, in un certo senso, la prestazione di Takamoto Katsuta: il giapponese ha percorso l’intera prima prova senza l’interfono con il navigatore Aaron Johnston, costretto a comunicare a gesti. Nonostante questo handicap assurdo, Katsuta è quarto a soli 10,2 secondi da Ogier. Sami Pajari è quinto, a quasi un minuto dalla testa.

Il vero protagonista negativo della giornata porta il logo Hyundai. Tutte e tre le i20N Rally1 della casa coreana hanno sofferto problemi di surriscaldamento nella seconda prova, con il fango che ha ostruito i radiatori rendendo impossibile il raffreddamento dei motori. Thierry Neuville ha visto il suo motore iniziare a fumare verso la fine della speciale, tagliando il traguardo senza fermarsi a parlare con i giornalisti. La spiegazione è arrivata qualche minuto dopo, con la voce di chi sta cercando di mantenere la calma davanti a una situazione preoccupante: “Condizioni oggettivamente difficilissime. Non si trovano le parole per descriverle. Non eravamo nella posizione migliore sulla strada, quindi abbiamo perso molto tempo. Nell’ultima prova ci siamo surriscaldati, penso che tutte e tre le Hyundai abbiano avuto lo stesso problema. Il radiatore era pieno di fango. Ho provato a pulirlo prima della prova ma c’era ancora troppo sporco.”

Adrien Fourmaux ha perso quasi 25 secondi per problemi analoghi e resta l’incognita sul motore dopo il colpo subito nella seconda prova. Esapekka Lappi, oltre al surriscaldamento, è anche sfuggito per un soffio a un ribaltamento. I meccanici hanno una notte per trovare soluzioni prima che la lunga giornata di venerdì rimetta tutti in strada.

Tra le note positive di giornata c’è la prestazione di Jon Armstrong. L’irlandese della M-Sport Ford, al suo debutto assoluto su sterrato in Rally1, ha chiuso settimo descrivendo la prima prova con un laconico quanto efficace “fango, fango e ancora fango”. Il compagno di squadra Josh McErlean è invece quattordicesimo dopo aver gestito un problema di temperatura dell’acqua nella seconda speciale.

In WRC2, Gus Greensmith conduce la classifica di categoria al volante della Toyota GR Yaris Rally2, al suo debutto su questa vettura.

La classifica a fine Day1

Pos.#EquipaggioVetturaClasseTempoDistaccoDist. Prec.Media km/hPos. prec. o altro
1.#99Solberg Oliver – Edmondson ElliottToyota GR Yaris Rally1RC130:18.6––65,7–
2.#33Evans Elfyn – Martin ScottToyota GR Yaris Rally1RC130:51.9+33.3+33.364,61
3.#1Ogier Sébastien – Landais VincentToyota GR Yaris Rally1RC131:23.7+1:05.1+31.863,51,96
4.#18Katsuta Takamoto – Johnston AaronToyota GR Yaris Rally1RC131:33.9+1:15.3+10.263,12,27
5.#5Pajari Sami – Salminen MarkoToyota GR Yaris Rally1RC132:25.0+2:06.4+51.161,53,81
6.#11Neuville Thierry – Wydaeghe MartijnHyundai i20 N Rally1RC132:40.5+2:21.9+15.5614,27
7.#95Armstrong Jon – Byrne ShaneFord Puma Rally1RC132:50.8+2:32.2+10.360,74,58
8.#16Fourmaux Adrien – Coria AlexandreHyundai i20 N Rally1RC132:56.7+2:38.1+5.960,54,76
9.#4Lappi Esapekka – Mälkönen EnniHyundai i20 N Rally1RC133:11.5+2:52.9+14.8605,21
10.#20Greensmith Gus – Andersson JonasToyota GR Yaris Rally2RC234:01.1+3:42.5+49.658,66,7

Shakedown Nawisa 6,31 km

Lo shakedown, disputato questa mattina (12 marzo) alle 6 ora italiana sul tratto Nawisa di 6,31 km, ha consegnato un primo verdetto interessante in vista delle prove speciali vere e proprie. Thierry Neuville (Hyundai i20 N Rally1) ha firmato il miglior tempo assoluto con 4:33.1 ottenuto nel terzo passaggio, precedendo le Toyota di Oliver Solberg e Sami Pajari.

Neuville ha migliorato progressivamente: 4:46.9 nel primo passaggio, 4:36.0 nel secondo e il definitivo 4:33.1 nel terzo, scalzando dalla vetta Solberg che nel secondo passaggio aveva segnato 4:34.9 (4:39.0 nel primo). Pajari ha chiuso terzo con 4:35.1 nel secondo giro, peggiorando a 4:38.1 nel terzo (+3”). Quarto posto per il leader di campionato Elfyn Evans (4:35.5 nel secondo e unico passaggio cronometrato valido), due decimi meglio di Sébastien Ogier (4:35.7). Esapekka Lappi ha fermato i cronometri su 4:36.6 nel terzo giro, mentre Josh McErlean (Ford Puma Rally1) ha segnato 4:36.9 nel secondo, miglior tempo della Puma.

Takamoto Katsuta ha chiuso ottavo con 4:37.5 nel terzo passaggio (dopo un 5:48.4 nel secondo), mentre Jon Armstrong ha ottenuto 4:37.6 nel secondo giro. Adrien Fourmaux ha segnato 4:38.6 nel primo run, ma un anomalo 5:01.0 nel secondo – probabilmente dovuto a un problema nel finale – ha compromesso il suo tempo complessivo.

Andreas Mikkelsen foto Janus Ree

In WRC2 Andreas Mikkelsen (Škoda Fabia RS Rally2) ha comandato con 4:53.9 nel secondo passaggio, precedendo di 0.6 Romet Jürgenson (Ford Fiesta Rally2, 4:54.5). Diego Dominguez (Toyota GR Yaris Rally2) ha chiuso terzo a 1.4 da Mikkelsen, davanti a Gus Greensmith (+5” circa) e Robert Virves (+1” su Greensmith).

Lo shakedown ha confermato un alto livello di competitività tra Hyundai e Toyota, con Neuville che parte favorito per la prima tappa. Appuntamento ora con le prove speciali vere e proprie.

Protagonisti al via

La squadra da battere resta Toyota Gazoo Racing, che ha vinto tutte le edizioni del Safari dal ritorno della gara nel calendario nel 2021, portando a 13 il totale delle vittorie della Casa nipponica nella storia dell’evento.

Il leader del campionato è Elfyn Evans, vincitore del Rally di Svezia e in testa alla classifica con 13 punti di vantaggio. Accanto a lui Toyota schiera il nove volte campione del mondo Sébastien Ogier, impegnato in un programma part-time, oltre a Oliver Solberg e Takamoto Katsuta. Sami Pajari corre invece con la seconda squadra Toyota Gazoo Racing WRT2.

Hyundai Shell Mobis WRT conferma la stessa formazione vista in Svezia con il campione del mondo Thierry Neuville, Adrien Fourmaux e Esapekka Lappi al volante della Hyundai i20 N Rally1. M-Sport Ford continua il proprio programma di sviluppo schierando due Ford Puma Rally1 per gli irlandesi Joshua McErlean e Jon Armstrong.

Elfyn Evans, foto Janus Ree

Grande attenzione anche alla categoria WRC2, con Gus Greensmith al via su Toyota GR Yaris Rally2, l’ex campione Andreas Mikkelsen con Toksport WRT su Škoda Fabia RS Rally2 e Robert Virves nella stessa squadra. Prosegue inoltre il suo percorso nel Mondiale il campione Junior WRC 2024 Romet Jürgenson, impegnato con una Ford Fiesta Rally2 di M-Sport.

Tra i piloti locali spiccano il campione africano in carica Karan Patel su Škoda Fabia Rally2 e il plurivincitore del Safari Carl “Flash” Tundo, iscritto su Ford Fiesta Rally2. Non figura nell’elenco iscritti nessun concorrente italiano se non il navigatore Marcelo Der Ohannesian, valtellinese d’adozione che corre con il paraguayano Fabrizio Zaldivar a bordo di un’altra berlinetta ceca.

Con un percorso impegnativo, condizioni spesso imprevedibili e una tradizione leggendaria, il Safari Rally Kenya si prepara ancora una volta a mettere alla prova il mondiale rally su uno dei terreni più iconici e selettivi dell’intero campionato.

Guida alle prove speciali

Il rally si apre con lo shakedown Nawisa, completamente nuovo e situato nei pressi del Service Park di Naivasha. Il percorso inizia con una salita su strada sabbiosa e sconnessa; al km 1,47 entra in una cava circondata da rocce, mentre al km 2,35 il fondo diventa molto stretto e irregolare prima di tornare più largo e veloce nella discesa finale.

La prima prova del rally è Mzabibu (PS1/10), che attraversa i vigneti della Morendat Farm. I primi 4,3 km sono molto tecnici su sentieri stretti tra alberi e cespugli, seguiti da un tratto velocissimo su strada stretta con erba al centro. Dal km 5,9 il fondo diventa più lento e sconnesso fino al nuovo traguardo introdotto per questa edizione.

La Camp Moran (PS1/3) è una speciale tecnica e molto dura, accorciata rispetto al 2025. Il tratto tra km 11 e km 21 è particolarmente roccioso e devastato, con continui avvallamenti, dossi e variazioni di pendenza.

La Loldia (PS4/9) mantiene la configurazione dello scorso anno. Dopo un inizio con rettilinei e incroci, tra km 3,75 e km 8 il percorso diventa molto tecnico su una salita strettissima e sconnessa. Dal km 8,2 inizia la discesa tortuosa fino al km 11,5, prima di un finale più veloce.

La Geothermal (PS5/8) parte su una strada stretta e ondulata. Attorno al km 4 compaiono tratti molto rovinati, mentre al km 5,2 la strada torna stretta e accidentata per quasi un chilometro. Dal km 7,9 la speciale si immette su una carreggiata più ampia e veloce con numerose curve in appoggio.

La Kedong (PS6/7) presenta una nuova sezione iniziale con molti tratti rocciosi e continui dossi. Circa metà del percorso è inedita e include il celebre salto Mbili, dove le vetture si staccano da terra in modo spettacolare.

La Soysambu (PS11/14) alterna lunghi rettilinei veloci su terreno aperto a strade strette e accidentate. Gli ultimi 1,5 km sono tecnici e lenti, dopo un lungo rettilineo al km 22,3, con una popolare area spettatori.

La Elmenteita (PS12/15) si disputa in direzione opposta rispetto al 2025. L’inizio è veloce su strade strette con erba al centro e molti dossi. Dopo l’incrocio al km 10 la speciale diventa più scorrevole lungo il lago Elmenteita, mentre al km 12 attraversa una sezione nel bosco molto sconnessa.

Tra le prove più iconiche del rally c’è Sleeping Warrior (PS13/16), che prende il nome dalla montagna che ricorda un guerriero Maasai sdraiato. La nuova partenza introduce un lungo rettilineo seguito da altri due tratti veloci prima dell’ingresso in una sezione irregolare nel bosco al km 8,3. Dopo il tornante al km 12,3 la speciale torna su strade più aperte e scorrevoli.

Nel finale di gara arrivano Oserengoni (PS17/19) e Hell’s Gate (PS18/20).
Oserengoni inizia con 2 km molto tecnici nella foresta, seguiti da un rettilineo di quasi 2 km dal km 4 e da una sezione lenta e stretta prima del finale più veloce.
Hell’s Gate è invece una delle prove più rapide del rally: tra km 5 e km 7 il fondo può essere insidioso per la presenza di rocce sulla traiettoria ideale, mentre il finale presenta un incrocio impegnativo poco prima del traguardo.

Programma

Il FIA World Rally Championship (WRC) affronta il terzo appuntamento della stagione con il Safari Rally Kenya, in programma dal 12 al 15 marzo 2026. Unica prova africana del calendario, il rally rappresenta una delle sfide più dure del mondiale per equipaggi e vetture.

Dopo il ritorno nel calendario nel 2021, il Safari si è nuovamente affermato come una gara estremamente selettiva. Le piste alternano tratti rocciosi e molto sconnessi a sezioni sabbiose, mentre la pioggia può trasformare rapidamente le strade polverose in fango profondo. Per affrontare queste condizioni i team adottano soluzioni specifiche, tra cui sistemi snorkel per proteggere il motore nei passaggi con acqua o sabbia molto morbida.

Il percorso 2026 prevede 20 prove speciali per 350,52 km cronometrati distribuiti su quattro giorni, con il parco assistenza situato sulle rive del Lake Naivasha, circa due ore a nord-ovest di Nairobi, la capitale del Paese. Il rally entra nel vivo dopo le ricognizioni previste tra lunedì 9 e mercoledì 11. Giovedì mattina si disputa lo shakedown di Nawisa, seguito nel pomeriggio dalla cerimonia di partenza al Mzabibu Rally Village e dalla prima prova speciale.

La gara prosegue venerdì 13 e sabato 14 con le sezioni centrali del percorso, mentre l’ultima giornata di competizione è prevista domenica 15 marzo con le prove finali e la cerimonia del podio a Hell’s Gate nel pomeriggio. Il nuovo format concentra l’intero programma su quattro giorni, mantenendo comunque un percorso impegnativo che richiede concentrazione e gestione del mezzo fin dal primo chilometro.

15 Marzo 2026/da Redazione
Tags: campionato del mondo rally, ford, hyundai, m-sport, safari rally, toyota
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