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Parola di Jari-Matti Latvala: il più grande di sempre? Sebastien Loeb

“Il più grande di sempre? Sebastien Loeb”. A dirlo è Jari-Matti Latvala. Ma andiamo con ordine. Sulla pagina Instagram del WRC (World Rally Championship), è stato fatto un sondaggio tra i tifosi per votare il miglior pilota di rally della storia. Il migliore in assoluto.

Purtroppo, essendo stato organizzato da persone non eccelse nella storia dei rally, in questo sondaggio non erano presenti Sandro Munari o Henri Toivonen, tanto per citarne due su tutti. La situazione paradossale ha voluto, comunque, che in finale ci arrivassero due pezzi da 90: Sebastien Loeb e Carlos Sainz.

Tra Sebastien Loeb e Carlos Sainz ha vinto lo spagnolo, ma non tutti sono d’accordo su questa scelta. Uno dei tanti che ha voluto dire la sua c’è il pilota finlandese Jari-Matti Latvala, autore non solo di quattro secondi posti, ma anche testimone dell’ascesa di Sebastien Loeb, dai duelli con Solberg fino al dominio dei giorni nostri. Ascesa, quella del francese, che ha “segato” sia lui che Mikko Hirvonen.

Jari-Matti Latvala ha precisato: “Se parliamo del più grande di sempre, è scontato dire Sebastien Loeb. Ha vinto nove mondiali con lo stesso Costruttore, nella maniera più straordinaria possibile. Ha fatto pochissimi errori, e quando cadeva si rialzava sempre senza problemi. Ed è anche un’ottima persona, molto umile e onesto”.

Sandro e Flavia Munari: all’inizio fu un Peccato Veniale

Flavia era seduta sui cuscini del salotto nella hall del Grand Hotel di Cesenatico, quando quei due uomini entrarono in albergo. Flavia non li degnò di uno sguardo. Primo li considerava due dei vecchietti, avendo all’incirca dieci anni più di lei. Secondo, era furibonda per aver appena preso atto che la sua carriera di modella era terminata.

Studentessa di medicina con buoni risultati, la ragazza bolognese era di una bellezza mozzafiato, al punto di essere stata scelta come modella per la pubblicità delle motociclette Honda, che in quel periodo iniziavano a invadere l’Italia. Già si era vista a girare il mondo per sfilare sulle passerelle più prestigiose, guadagnare molti soldi come accadeva alle top model. E invece doveva chiudere lì.

E non perché non piacesse ai vertici italiani della Casa giapponese o all’agenzia di pubblicità che curava la campagna, che già le avevano proposto un prolungamento del contratto.

“Quando mio padre venne a sapere che avevo posato per una campagna pubblicitaria, pose seccamente il suo veto. Addirittura voleva restituissi i soldi che mi avevano dato per quel primo servizio” racconta mezzo secolo dopo Flavia Pretolani, oggi signora Munari, cui proprio non andava giù l’imposizione del padre, conosciuto e stimato dentista bolognese.

Ma era impensabile non ubbidirgli.

Flavia, quella sera, non aveva proprio testa di socializzare con la gente. Meno che mai con i due nuovi arrivati. Ma uno dei due la pensava diversamente e quando Flavia, con tutto il gruppo di suoi amici, si trasferì nella discoteca “Il Peccato Veniale”, il locale più in di Cesenatico, di proprietà di Giorgio Ghezzi, portiere titolare di Inter, Milan e Nazionale, che negli anni Cinquanta vinse tre campionati italiani e la prima Coppa dei Campioni conquistata da una squadra di calcio italiana, il suo nuovo ammiratore si appiccicò alla ragazza e ballò con lei tutta la notte, terminando la serata in un ristorante cenando con i gamberoni.

“Io non avevo sicuramente preso in considerazione quel vecchio giovanotto, piombato per caso nell’albergo in cui trascorrevo le vacanze estive (come sempre il destino ci aveva messo lo zampino, facendo compiere una deviazione a Sandro e al suo amico, per andare a trovare il proprietario dell’hotel, loro conoscente) e nemmeno fui impressionata quando un mio cugino mi disse, tutto eccitato: ‘Quello è Sandro Munari, campione italiano rally (Munari aveva conquistato il suo secondo titolo italiano nel 1969 su Lancia Fulvia 1.3 HF affiancato da Arnaldo Bernacchini, bissando il successo del 1967, vinto sempre su Fulvia con Luciano Lombardini). Manco sapevo cosa fossero i rally”

Sandro Munari si era innamorato di Flavia al primo sguardo e inizio una corte serrata e da quale uomo tenace che è ottenne il successo più importante della sua vita sposando Flavia appena un anno dopo.

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100 anni di Storie di Rally in un elegante volume

Una storia, quella dei rally, raccontata in tante storie, 74 per la precisione e circa 200 brevi aneddoti. Il tutto raccolto in 280 pagine. Questo è “100 anni di Storie di Rally”, nuova opera curata dal “nostro” Marco Cariati e dalla redazione di Storiedirally.it che ha riadattato e trasferito su carta le storie più belle e più lette del sito, dopo averle riordinate in un percorso cronologico che – partendo da Carlo Abarth, un po’ più anziano del Rally di MonteCarlo, e passando attraverso storia e aneddoti sul Rally di Sanremo, Cesare Fiorio, Rally di Svezia, Lancia, Tour de Corse, Safari Rally, Sandro Munari, Ove Andersson, David Richards, Stig Blomqvist, Attilio Bettega, Walter Rohrl, Henri Toivonen, Miki Biasion, Carlos Sainz e molti altri – attraversa le varie epoche del rallismo internazionale e italiano.

“100 anni di Storie di Rally” arriva fino ai tempi più moderni del rallismo, quelli di Alex Fiorio e Giandomenico Basso emergenti nel Trofei Fiat Rally, o quelli ancor più recenti con i vari Andrea Aghini, Andrea Dallavilla, Marcus Gronholm, Paolo Andreucci, Jari-Matti Latvala, Petter Solberg, Richard Burns, Sebastien Loeb, eccetera, impegnati rispettivamente a cercare il proprio meritato momento di gloria. E poi c’è la contemporaneità. Giorni, quelli odierni, che raccontano di un italiano emergente, come Andrea Crugnola, di un italiano sul tetto del mondo, come Andrea Adamo, e della “scuola francese di rally” mestamente ritirata dal WRC. Ma non solo.

Tematiche punteggiate nel libro con una o più storie, aneddoti esclusi: Carlo Abarth, Rally di MonteCarlo, Virgilio Conrero, Rally d’Italia, Cesare Fiorio, Rally di Svezia, Lancia nei rally, Tour de Corse, La grande sfida di BMC, Safari Rally, Mini, Walter Rohrl, WRC, Rally del Marocco, Sandro Munari, La famiglia Scandola, Rally Nuova Zelanda, Campionato Autobianchi A112 Abarth, Ove Andersson, Rally del Portogallo, Lancia-Martini, Seat Panda 45 e rally, Miki Biasion, Stig Blomqvist, Audi Quattro, Peugeot 205 T16, David Richards e Prodrive, Gianni Delzoppo, Lancia Delta, Campionato Fiat Uno, Attilio Bettega, Ayrton Senna, Campionato Italiano Rally 1986, 2 maggio 1986.

E poi ancora: Rally della Lana 1986, Paolo Andreucci, Rally di Sanremo 1988, Tripletta Lancia 1989, 1000 Laghi 1990, Rally di Spagna 1991, Subaru Impreza 555, Trofeo Fiat Cinquecento, RAC 1997, Rally di Finlandia 1998, RAC 1998, Rally di Aosta 1998, Richard Burns, Ari Vatanen, Subaru Impreza P2000, Markko Martin, Rally del Giappone, Mexico Rally, la stagione degli addii nel WRC, Rally Costa Smeralda 2010, Andrea Crugnola, Jari-Matti Latvala, Olivier Quesnel su Loeb e Ogier, WRC 2017, Hyundai e Adamo, Citroen World Rally Team.