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Oliver Solberg e la mamma vincono in Svezia a porte chiuse

Oliver Solberg si aggiudica il Rally di Svezia a porte chiuse il 7 giugno 2020. Appena diciottenne, Solberg junior, che è stato copilotato da mamma Pernilla, ha superato Pontus Tidemand in entrambe le manche finali sulla corta prova speciale di Torsby Sprint di appena 2,50 chilometri, resa famosa dal WRC. Al volante della sua una Volkswagen Polo GTI, Solberg ha chiuso con un vantaggio di 0″8 secondi nell’andata della finale sul bagnato. Poi ha rosicchiato altri tre decimi nella seconda manche per vincere lo speciale per la PS TV di 1″1.

È stato il primo rally di alto livello da quando Covid-19 ha fermato il mondo e lo sport. Una gara ad eliminazione diretta, proiettata dall’emittente svedese SVT, chiusa ai fan e tenuta sotto stretto controllo sanitario. “È stato molto divertente. Alla fine la strada era piuttosto dissestata ed era difficile perché dovevamo spingere molto per rimanere davanti a Pontus”, ha ammesso Solberg.

“Alla fine è stata una lotta molto serrata, ma vincere è qualcosa di speciale per me e mia mamma. Ho passato molto tempo fuori dalla macchina e voglio dire grazie a tutti coloro che mi hanno permesso di risalirci”. Il rally ad invito ha attirato alcuni dei più grandi nomi del motorsport svedese e Solberg è stato il migliore come tempi durante la gara, che è stata davvero molto serrata, per quanto purtroppo anche troppo breve.

Oliver Solberg vince  il Rally di Svezia a porte chiuse
Oliver Solberg vince il Rally di Svezia a porte chiuse

Quando la pioggia ha iniziato a cadere, Solberg ha iniziato a volare e ha battuto il campione del mondo di rallycross 2016 Mattias Ekstrom in semifinale prima della vittoria ottenuta sulla Skoda Fabia di Tidemand. Tidemand, due volte campione del mondo nelle serie di supporto al WRC, ha eliminato il campione Junior WRC 2018 Emil Bergkvist in semifinale. Bergkvist aveva già stabilito il secondo miglior tempo in qualifica, solo un decimo più lento di Solberg. Aveva battuto Ekstrom per vincere la finale B.

La sfida del campione del mondo junior PG Andersson si è conclusa presto, in qualifica. Glenn Olsson, che sta dietro alla regia di questo Rally di Svezia a porte chiuse, ha dichiarato che l’evento ha suscitato entusiasmo e una forte competizione per i fan che lo hanno seguito in televisione.

WRC, il Rally di Svezia a caccia della neve più a nord

Il Rally di Svezia conta di restare a Torsby la prossima stagione, a differenza di come si era vociferato nei giorni scorsi. L’organizzatore, comunque, lavora ad una soluzione a lungo termine che garantisca la neve, quindi più a nord nel Paese e, magari, dal 2022.

Glenn Olsson, ha detto: “Dobbiamo avere certezza della neve. Stiamo sondando altre regioni per vedere quale interesse ci sia nell’evento e quale sia il volume di neve in quella zona durante l’inverno”.

“Prima di pensare a qualsiasi altra cosa, come lo spostamento della sede o di qualsiasi aspetto sportivo o commerciale, cerchiamo l’inverno, le condizioni e la neve”, spiega l’organizzatore che smentisce quasi infastidito le voci dei giorni scorsi. Ostersund è una delle regioni, ma Olsson ha confermato che dialoga con più regioni e comuni. Insomma, l’unica cosa certa è che lo Svezia è un evento invernale del Campionato del Mondo Rally e c’è bisogno di neve.

Svezia, è meglio il WRC3: Huttunen e Lindholm sbancano

Forse tra i loro piedi e le loro mani scorreva una linfa diversa, quella fame di gloria, quella voglia di misurarsi con i piloti ufficiali e di batterli, coscienti di avere, in quelle stesse mani, un ridotto programma di partecipazioni al Mondiale Rally, quasi un obbligo a rischiare, sfruttando al massimo la conoscenza dei fondi innevati. Jari Huttunen ed Emil Lindholm, cadetti finlandesi in un WRC3 quasi monomarca, hanno danzato meglio sulla, inesistente, neve del Rally Sweden e superato i più blasonati protagonisti del WRC2.

Diverse le vetture utilizzate, Hyundai per Huttunen e Skoda per Lindholm, ma pressoché identico il passo con il primo a comandare le operazioni nel WRC3 ed il secondo subito dietro, nell’ordine dei due secondi a prova speciale; un viaggio quasi parallelo che li ha portati a considerare sempre di più la classifica assoluta che quella di categoria con Olivier Solberg e Johan Kristofferson, compagni di classe, ormai lontani.

Dopo i centocinquanta chilometri cronometrati, di cui ventitre erano già stati cancellati per cause climatiche, Jari Huttunen navigato da Mikko Lukka ha chiuso al decimo posto assoluto mentre il connazionale Emil Lindholm, affiancato da Mikael Korhonen, all’undicesimo. Battuti dunque i vari Mads Ostberg, Christian Veiby e Pontus Tidemand, decorati da divise ufficiali ma non coriacei come i due giovani finlandesi, una lezione di grinta che ha marchiato con decisione la sessantottesima edizione della corsa nordica.

Svezia che insieme alla Finlandia rimane un crudele circolo per i soli equipaggi locali, capaci di tenere un altro passo. Adrien Fourmaux è il primo dei latini con circa due minuti di ritardo da Huttunen. Lui e Renaud Jamoul hanno chiuso al quarto posto di WRC2 difendendo i colori del M-Sport Ford WRT e dimostrando che la loro competitività non era ristretta a Montecarlo, dove l’assonanza fra cognomi e luoghi poteva far pensare ad una prestazione isolata.