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Covid-19: la terza ondata ”congela” il Safari Rally

La decisione è stata presa, ma si attende ad ufficializzarla per non essere accusati di eccesso di zelo. Il Safari Rally è destinato ad essere messo nel “congelatore” anche nel 2021. Le motivazioni sono identiche a quelle dello scorso anno: la crisi pandemica. In Kenya, come in tutto il continente africano (con appena 7 milioni di dosi somministrate), la terza ondata sta colpendo in modo violento la popolazione. E il governo ha dovuto reintrodurre pesanti restrizioni, tra cui il blocco delle manifestazioni (tra cui il Safari Rally) e la chiusura delle frontiere.

Gli organizzatori della gara sanno perfettamente che, con la situazione attuale, si andrà ben oltre la data del 24-27 giugno per tornare ad una situazione di normalità. Ma inutili, fino ad ora, sono state le pressioni esercitate sul governo kenyota, che in questi mesi è stato un esempio nella gestione della pandemia. Per cui, da ieri, il Kenya ha reimpostato le restrizioni Covid-19 dopo che il tasso di positività del paese questa settimana è balzato al 22%, con un aumento del 20% da gennaio e del 50% rispetto all’anno scorso.

C’è preoccupazione in Africa per l’andamento della curva pandemica di coronavirus in forte aumento in almeno altri undici Paesi, oltre al Kenya. Secondo l’ufficio regionale dell’OMS, la crescita dei contagi minaccia i già fragili sistemi sanitari, con le situazioni più critiche che stanno emergendo negli ospedali in Camerun, Etiopia, Kenya e Guinea. Secondo The Guardian, negli ultimi tre mesi in tutto il continente i contagi sono aumentati del 50%, mentre procede a rilento (per mancanza di dosi) la campagna di vaccinazione.

Rivolgendosi alla nazione, il presidente keniota Uhuru Kenyatta ha detto di aver bloccato la capitale, Nairobi, e le contee circostanti a tempo indeterminato. “Il settanta per cento dei casi segnalati in Kenya di Covid-19 sono stati registrati nelle contee di Nairobi, Kajiado, Machakos, Kiambu e Nakuru”, ha detto. “Queste contee sono individualmente e collettivamente dichiarate un’area infetta da malattia. Ci sarà una cessazione di tutti i movimenti su strada, ferrovia”. Insomma, si ferma tutto.

Nairobi è in testa nei casi di coronavirus, con sei persone su dieci risultate positive. “Se testassi cento kenioti per Covid, venti sarebbero positivi, questo rispetto a gennaio di quest’anno, quando solo due sarebbero stati positivi e questo ci dice che il nostro tasso di infezione è aumentato di dieci volte tra gennaio e marzo del 2021”, ha aggiunto il presidente, che alla fine ha dichiarato il lockdown.

Il Kenya ha anche vietato le riunioni pubbliche, ridotto l’orario di coprifuoco e ordinato la chiusura dei bar. L’Equator Rally del 24-25 aprile avrebbe dovuto offrire l’opportunità di assaporare un antipasto al rally, ma nonostante l’impegno del promoter, anche questa gara viene momentaneamente sospesa. Il Kenya ha registrato 125.000 casi di coronavirus e 2.100 morti. Le autorità dicono che le ultime misure rimarranno in vigore fino a nuovo avviso.

Peter Thul di WRC Promoter: 12 gare in questa stagione

Quasi un anno fa, il WRC si è fermato in Messico a causa della pandemia. Una pausa di quasi cinque mesi per ritrovarci con un calendario di quattro gare, di cui solo il Rally di Turchia e il Rally Italia Sardegna erano previsti nel calendario originale. “Per noi la sfida fin dal primo giorno è stata quella di essere l’unico sport all’aperto che non si svolge a porte chiuse”, afferma Peter Thul, Direttore di WRC Promoter GmbH.

“Abbiamo gare all’aria aperta e non ci troviamo nelle condizioni della Formula 1. Le gare in F1 si svolgono all’interno di un paddock e di un circuito protetto da recinzioni e cancelli. Quindi dobbiamo garantire di non creare problemi al Paese che stiamo visitando”. Questo è il motivo per cui la pausa è durata più a lungo nel World Rally Championship rispetto alla Formula 1 o alla MotoGP.

“I colloqui con la FIA e i team riguardavano la comprensione delle esigenze degli organizzatori. Abbiamo poi capovolto il calendario e abbiamo esaminato dove potevamo guidare e in quali condizioni”. La conclusione è che il WRC ha avuto sette rally nel 2020, il che ovviamente era anche dovuto al fatto che tre rally si erano già tenuti prima dell’inizio della pandemia. 

Il prosieguo della stagione, tuttavia, è stato associato ad alcuni sacrifici e nulla cambierà questo nel 2021 per il momento. “Se qualcuno mi avesse detto un anno fa che il Rally di Monte-Carlo sarebbe stato chiuso agli spettatori e che tutti sarebbero dovuti rimanere a casa, non lo avrei pensato possibile . Ciò invece è successo. Questo ci rende orgogliosi della collaborazione tra la FIA, gli organizzatori e i tifosi”.

Nel 2021, il Rally di Monte-Carlo e il Rally Arctic in Finlandia sono state le prime due gare senza spettatori. Secondo Thul, i prossimi rally non sono a rischio. “Il Rally di Croazia è ad aprile e ci sono due possibilità: puoi farlo senza spettatori o con gli spettatori. La tensione comunque rimane molto alta. “Il Safari Rally Kenya al momento non sembra in pericolo. Ma nessuno ha una sfera di cristallo e può dire cosa accadrà a luglio. Siamo determinati a riportare in vita questo leggendario rally e lo faremo quando sarà sicuro farlo”. Fondamentalmente, Thul è convinto che nella stagione 2021 si potranno tenere almeno dodici eventi. 

Zone rosse e corse su strada: ecco cosa aspettarsi

Zone rosse e corse su strada: cosa succederà da lunedì 15 marzo con l’entrata in vigore del DPCM e del Decreto Legge firmati dal presidente del Consiglio, Mario Draghi? Più che altro quali riflessi avrà questo DPCM sullo sport tutto e in particolare sulle corse automobilistiche che si svolgono sulle strade pubbliche e che oggettivamente risultano difficili da svolgere a porte chiuse?

Cominciamo dall’inizio per fare una breve sintesi delle nuove regole del Decreto Legge 12 marzo 2021, che in parte inaspriscono e in parte completano il “disegno” del DPCM 2 marzo 2021. Almeno fino al 6 aprile, queste regole avranno un peso specifico sulle nostre vite e sui nostri hobby. Con un indice RT superiore a 1 tutti si è zona a rischio “alto”. A questo si abbina un’incidenza settimanale di positività ogni 100.000 abitanti di 250 casi, lo 0,25% e si diventa “rossi”. Sostanzialmente un lockdown, però non hanno il coraggio di chiamarlo così, altrimenti bisognerebbe ammettere che Conte stava gestendo al meglio la situazione.

Lunedì 15 marzo 2021 finiscono in zona rossa Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia e la Provincia autonoma di Trento, aggiungendosi così a Campania e Molise. Il DPCM durerà fino a dopo il periodo della Santa Pasqua. Il coprifuoco tra le 22 e le 5 del giorno seguente resta valido. In questa fascia oraria ci si può spostare solo per motivi di lavoro, necessità e salute. In zona rossa il regime è quasi identico anche durante la fascia oraria diurna tra le 5 e le 22, ma con la differenza specificata che di giorno è concesso lo svolgimento di attività motoria e sportiva individuale (entro certi limiti), mentre scattate le ore 22 non più.

Le regole della zona rossa sugli spostamenti sono piuttosto semplici. Fino al 6 aprile vale l’articolo 40: “È vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori in zona rossa nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza“.

Decreto legge Draghi e rally: cosa è previsto

In questo caso vale la pena ricordare cosa si può fare e cosa no, anche per capire quanto sarebbe a rischio la presenza di pubblico in prova speciale, o comunque a bordo strada, in quella che è una manifestazione da svolgere a porte chiuse. Piuttosto che correre dietro ai “per sentito dire su Facebook”, è meglio leggere cosa è scritto per quanto riguarda la mobilità individuale.

In zona rossa “è consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie”. Viene poi aggiunto che “è altresì consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto e in forma individuale”.

Qual è l’ambito territoriale per l’attività sportiva individuale in zona rossa? La risposta manca ufficialmente, anche se le precedenti FAQ del sito del Governo avevano determinato l’ambito comunale. Il governo deve però ancora aggiornare le FAQ relative al DPCM 2 marzo 2021, un ritardo peraltro tutt’altro che scusabile oramai essendo anche stato introdotto pure il nuovo Decreto Legge. Viene confermata, comunque, l’impostazione per cui l’attività sportiva individuale è ammessa dentro il proprio Comune se una Regione è definita zona rossa.

In zona rossa, inoltre, secondo quanto dispone il DPCM “tutte le attività previste dall’articolo 17, commi 2 e 3, anche se svolte nei centri sportivi all’aperto, sono sospese”. Questo significa, come segnalato dal Dipartimento per lo Sport, che “negli scenari a elevata gravità (zone rosse) sono sospese le attività sportive di base e le attività motorie in genere presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sia all’aperto che al chiuso“. In aggiunta, il DPCM 2 marzo 2021 chiariva: “sono altresì sospesi tutti gli eventi e le competizioni organizzati dagli enti di promozione sportiva“.

Decreto legge Draghi e rally: cosa è previsto
Decreto legge Draghi e rally: cosa è previsto

Enti di promozione sportiva, non federazioni. Non quindi le gare organizzate sotto egida di Aci Sport e convalidate dal CONI presso il Ministero dello Sport. Quindi va tutto bene? Non sembrerebbe. Intanto, la prima vittima è stata il Rally Vigneti Monferrini. Certo, il DL Draghi centra poco con il rinvio a data da destinarsi, la decisione è stata assunta dal sindaco di Canelli, in provincia di Asti, ma la vicenda ricade in quell’eterno conflitto legato alle decisioni dei competenti organi istituzionali territoriali a cui i DPCM si prestano a fare da sponda per evitare l’assunzione di ulteriori responsabilità: Amministrazioni Comunali e Prefetture.

Il primo cittadino di Canelli ha negato le autorizzazioni, anzi le ha sostanzialmente ritirate, perché ha ritenuto di aver appreso dalle meglio non definite cronache che nelle prove speciali dei rally c’erano spettatori, nonostante la manifestazione fosse chiusa al pubblico. Pur dovendo ribadire un concetto ormai noto: nessuno (tranne un magistrato autorizzato) può impedire a nessun altro di muoversi liberamente nel rispetto delle norme anti Covid-19. Ma in molti casi, in gare di “organizzatori inventati” si è esagerato. E ora si rischia di pagarne le conseguenze con uno spiacevole precedente.

Articoli 10 e 11: manifestazioni pubbliche e assembramenti

L’articolo 10 del DPCM 2 marzo recita. “Lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche è consentito soltanto in forma statica, a condizione che, nel corso di esse, siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento, nel rispetto delle prescrizioni imposte dal questore ai sensi dell’art. 18 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773”. Il successivo articolo 11 “Misure concernenti luoghi ove possono crearsi assembramenti” chiarisce ulteriormente: “Puo’ essere disposta per tutta la giornata o in determinate fasce orarie la chiusura al pubblico, delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali aperti e alle abitazioni private”.

Cosa dice l’articolo 18 sulle competizioni

  1. Sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni di livello agonistico e riconosciuti di preminente interesse nazionale con provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e del Comitato italiano paralimpico (CIP) – riguardanti gli sport individuali e di squadra organizzati dalle rispettive federazioni
    sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva ovvero da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico
    . Le sessioni di allenamento degli atleti professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, partecipanti alle competizioni di cui al presente comma e muniti di tessera agonistica, sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate e Enti di promozione sportiva. Il Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e il Comitato italiano paralimpico (CIP) vigilano sul rispetto delle disposizioni di cui al presente comma.
  2. La partecipazione alle competizioni sportive per le persone che hanno soggiornato o transitato all’estero nei 14 giorni precedenti e’ consentita nel rispetto di quanto previsto agli articoli 49, 50 e 51.

Il futuro è adesso: la FIA rivoluziona WRC ed ERC

Oggi a Ginevra si è riunito per la prima volta in questo 2021 il World Motor Sport Council. L’incontro è stato presieduto dal presidente della FIA Jean Todt e dal vicepresidente Graham Stoker. I membri del WMSC si sono uniti in videoconferenza da tutto il mondo. Nel corso della riunione sono stati approvati i principi della nuova “piramide delle categorie rallystiche”, da implementare per WRC ed ERC.

L’ambizione di questa nuova struttura è quella di allineare i nomi dei Campionati con i nomi delle categorie di auto (ad esempio, le vetture Rally2 competono in WRC2 e le vetture Rally3 si sfidano nel WRC3), identificare un tema comune delle categorie Open e Junior tra le serie e rafforzare il posizionamento dell’Europeo come trampolino di lancio per il WRC che come obiettivo a sé.

Il WRC2, aperta alla categoria Rally2, sarà costituito da un Campionato Open e un Campionato Junior per i piloti under 30. Il WRC3, che sarà dedicato alle sole Rally3, comprenderà la serie Open e Junior per i rallysti al di sotto dei 29 anni.

Il titolo ERC2 non verrà assegnato dal 2022. Le vetture del Gruppo N e le Rally2 Kit saranno incluse nella classifica generale dell’ERC. In particolare, le auto R-GT saranno incluse in una categoria a sé stante dedicata alle R-GT.

Allo stesso modo, la classifica ERC3, aperta alla categoria Rally3, presenterà un Campionato Open e un Campionato Junior per i piloti Under 28, mentre la classifica ERC4, valevole per le classi Rally4 e Rally5, sarà divisa in Open e in Junior per i piloti di età inferiore ai 27 anni. Chi vince nelle serie Junior non potrà in futuro correre nella medesima serie.

Nel WRC e nell’ERC saranno attribuiti anche altri tipi di premi. Questi verranno assegnati prima dell’inizio della stagione, e Masters, per i piloti di età superiore ai 40 anni non inclusi. In conclusione, il consiglio ha approvato il regolamento tecnico finale delle nuove Rally1 Hybrid. Sono stati emanati ulteriori dettagli e novità tecniche sul motore 1.6 turbo, ma al momento non vengono pubblicati.

Ai Campionati Regionali Rally FIA sono state approvate le modifiche ai seguenti calendari 2021 a causa della pandemia da Covid-19.

FIA European Rally Championship

06-08 maggio (inizialmente 25-27 marzo)PortogalloRallye delle Azzorre
18-20 giugnoPolonia78 Rally Polonia 1
01-03 luglioLettoniaRally Liepaja 1
23-25 ​​luglioItaliaRally di Roma Capitale 1
27-29 agostoRepubblica Ceca.Barum Czech Rally Zlin 1
24-26 settembre (inizialmente 12-14 marzo)PortogalloRallye Fafe
22-24 ottobreUngheriaRally Ungheria 1
18-20 novembre (inizialmente 06-08 maggio)SpagnaRally Islas Canarias 1

1  Round del FIA ERC Junior Championships

FIA European Rally Trophy – Benelux Rally Trophy

09-10 luglioLussemburgoRallye Lëtzebuerg
28-29 agostoBelgioRally di Aarova
05-07 novembreBelgioRallye du Condroz

FIA European Rally Trophy – Celtic Rally Trophy

18-20 giugnoIrlandaRally internazionale di Donegal
25-26 settembreIrlandaRally internazionale di Cork 20
19-20 novembre (inizialmente 20-21 agosto)Gran BretagnaRally internazionale dell’Ulster

 FIA Asia-Pacific Rally Championship – Asia Cup

23-25 ​​aprile (inizialmente 26-28 marzo)IndiaRally dell’India meridionale
10-12 settembreGiapponeRally Hokkaido
22-24 ottobreCinaRally Longyou

Campionato FIA Asia-Pacifico Rally – Pacific Cup

15-17 ottobreAustraliaRally delle colline di Adelaide
27-28 novembre (inizialmente 20-21 novembre)AustraliaCoffs Harbour Rally

Campionato FIA Asia-Pacifico Rally – Finale

27-28 novembre (inizialmente 20-21 novembre)AustraliaCoffs Harbour Rally

FIA Middle East Rally Championship

28-30 gennaioQatarManateq Qatar International Rally
20-22 maggioGiordaniaJordan Rally
03-05 settembreLibanoRally del Libano
24-26 settembreCiproRally di Cipro
04-06 novembreKuwaitRally del Kuwait
TBA (inizialmente 18-20 febbraio)OmanRally di Oman

FIA African Rally Championship

23-25 ​​aprileKenyaRally dell’Equatore Kenya
25-26 luglioTanzaniaRally di Tanzania
20-22 agostoUgandaRally Perla d’Africa in Uganda
24-26 settembreZambiaRally Internazionale dello Zambia
05-06 novembreSud AfricaRally del Sud Africa
TBA (inizialmente 19-21 marzo)RuandaRwanda Rally di gorilla di montagna

Campionato FIA NACAM Rally

19-20 marzo (inizialmente 12-13 marzo)MessicoRally Colima
02-04 luglioCanadaRallye Int. Baie des Chaleurs
13-14 agostoMessicoRally Guanajuato
03-04 settembre (inizialmente 26-28 agosto)MessicoRally Sierra Juarez
25-26 settembre (inizialmente 28-30 maggio)BarbadosRally Barbados
27-28 novembreMessicoRally Montanas

Coppa FIA RGT

21-24 gennaioMonacoRallye Monte-Carlo
07-09 maggioFranciaRallye Ain Jura
23-25 ​​luglioItaliaRally di Roma Capitale
13-15 agosto (inizialmente 25-26 giugno)BelgioRally di Ypres
14-17 ottobreSpagnaRallyRACC Catalunya

Rinviato a data da destinarsi il Rally le Touquet

La gara che si sarebbe dovuta svolgere nel Dipartimento del Pas de Calais, in programma dal 18 al 20 marzo, avrebbe dovuto aprire la stagione del Campionato Francese Asfalto, ma purtroppo non sarà così. Gli organizzatori hanno alzato bandiera bianca di fronte alla decisione delle autorità dipartimentali di mettere in vigore una sorta di lockdown per i prossimi tre fine settimana.

La notizia dell’annullamento dell’edizione numero 61 del Rally le Touquet è giunta nella serata del 2 marzo attraverso un breve messaggio da parte dello staff organizzativo: “Siamo molto delusi perché a causa delle voci che circolano questa sera, e che dovrebbero essere confermate nelle prossime ore, il Rallye le Touquet Pas-De-Calais purtroppo non potrà svolgersi nella data stabilita”.

Un duro colpo per tutto il movimento del motorsport francese, anche se gli organizzatori del Rally le Touquet sperano di trovare un’altra data in calendario per riproporre l’evento. “Vista la nostra grande determinazione abbiamo deciso di collaborare con la FFSA, gli organi statali e la città di Le Touquet per trovare una nuova data per la nostra edizione 2021 e che annunceremo entro giovedì!”.

Sicuramente la pandemia sta creando non pochi problemi, visto che anche il secondo appuntamento stagionale, il Rally Lyon-Charbonnières, si trova in una posizione abbastanza delicata a causa delle restrizioni attualmente in vigore sul territorio francese.

Il Rally Valle d’Aosta rinviato: rischio annullamento

Dopo l’ultima edizione svoltasi nel 2012, è tornato nel calendario nazionale il Rally Valle d’Aosta, appuntamento molto apprezzato da tifosi ed equipaggi del nord Italia, ma con una lunga storia e tradizione nelle massime serie Tricolore. I problemi per il Valle, nonostante la buona volontà degli organizzatori, c’erano stati già all’atto del trovare una data utile durante la composizione dei calendari gare 2021.

Dopo un balletto di date e nonostante le perplessità espresse dagli organizzatori era passata la data del 27 e 28 marzo, adesso scartata. Infatti, il presidente dell’Automobile Club Valle d’Aosta, Ettore Viérin, ha chiesto ufficialmente lo spostamento dell’evento in autunno. Viérin ha spiegato che i tempi per organizzare l’evento a marzo sono troppo stretti. Ma come prevedibile al momento non ci sono disponibilità di date nel calendario.

Gli organizzatori dell’evento, anche per la questione Covid-19, devono ancora approfondire diversi temi con la Regione, il Comune e la Questura. Il rischio è che, se non si dovessero liberare date, la gara valdostana verrebbe annullata. E sarebbe un vero peccato. La 42° edizione, come scritto in precedenza, fu svolta nel 2012 ed era valida per il Trofeo Rally Asfalto, per la Coppa Rally di Zona 2 e per la Suzuki Cup. La vittoria assoluta andò meritatamente a Felice Re e Mara Bariano con la Citroën C4 WRC gestita dalla Scuderia Etruria.

Aaron Johnston ha il Covid: Seb Marshal con Oliver Solberg

Il Covid-19 continua a colpire l’Arctic Rally Finland. Dopo la notizia di ieri, data dall’emittente locale YLE TV, che ha rivelato la presenza di tre positivi e di quattordici persone in isolamento, causa SarsCov2, oggi arriva la notizia della positività di un copilota. Si tratta di Aaron Johnston, navigatore di Oliver Solberg.

A darne notizia è lo stesso pilota scandinavo tramite i suoi canali social. In un post pubblicato sia su Twitter sia su Facebook, Oliver Solberg annuncia il cambio in corsa del navigatore, ufficializzando la presenza dell’esperto Seb Marshall al suo fianco in Finlandia.

“E’ la settimana dell’Arctic Rally Finland, gara che vedrà il mio debutto su una WRC del team Hyundai Motorsport. Sto facendo il conto alla rovescia dei secondi che mancano alla gara. Sfortunatamente devo darvi una brutta notizia, Aaron è risultato positivo al Covid-19, quindi non potrà essere al mio fianco in questa gara. Mi spiace tantissimo, gli auguro di rimettersi presto. Assieme a me ci sarà Seb Marshall, che ringrazio per la disponibilità data a poche ore dalla gara”.

Marshall (classe 1988) in carriera può vantare 60 presenze nel WRC. Nel corso degli anni ha dettato le note a Elfyn Evans, Molly Taylor, Kevin Abbring, Hayden Paddon con cui ha anche conquistato quattro podi e Kris Meeke.

Anche il Covid-19 corre all’Arctic Rally Finland

Secondo quanto si apprende da fonti finlandesi, YLE TV, tre persone del circus del WRC sono state trovate positive al Covide-19. Appartengono a tre diverse squadre straniere e sono stati immediatamente isolati e messi in quarantena dalle autorità locali. Ma oltre ai tre positivi, anche un totale di quattordici persone sono state isolate per essere state a contatto diretto con gli infetti di SarsCov2.

E così, una parte di WRC è finito in quarantena prima del via. C’era da aspettarselo. Al di là del tampone che si fa prima di partire per arrivare in Finlandia, gli ulteriori controlli fatti all’arrivo dei team all’Arctic Rally Finland hanno fatto scattare l’allarme, già alto, e di conseguenza è stato attivato il locale protocollo anti-contagio previsto in Finlandia, non tanto diverso dal nostro.

Markku Broaks, responsabile dei controlli anti Covid-19, che in Italia verrebbe chiamato “Covid manager”, ha dichiarato che “queste persone sono arrivate nel Paese con test negativi e ora si aggiungono al totale di 51 contagiati registrati in Lapponia nella settimana, in un’area scarsamente popolata”.

Guarisci dal Covid e vuoi tornare allo sport? Ti tasso

Guarisci dal Covid e vuoi tornare allo sport? Scatta la tassa di quasi 200 euro di extra-costi per chi guarisce dal Covid e vuole tornare all’attività agonistica. E in Piemonte scatta subito la polemica. Decine di associazioni e di enti di promozione sportiva lanciano l’allarme dopo un anno di chiusure e limitazioni: non imporre alle famiglie ulteriori costi per consentire ai ragazzi di tornare a fare attività fisica.

“Il documento elaborato dalla Federazione Medico-Sportiva Italiana prevede che per gli atleti che siano andati incontro ad infezione da Sars-Cov2, o che abbiano sviluppato sintomi simili, sia necessario integrare la consueta visita medica e i consueti accertamenti previsti per l’idoneità agonistica con ulteriori indagini per escludere conseguenze organiche dell’infezione”, si legge nel documento diramato da tantissime associazioni sportive e indirizzato alla porta del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, all’assessore allo Sport, Fabrizio Ricca, e ai consiglieri regionali.

Secondo i firmatari di questo documento “il costo di questi esami ricadrebbe completamente sulle famiglie con una stima che può arrivare fino 190 euro ad atleta”. Il timore, concludono, “è che i tempi necessari per effettuare gli esami aggiuntivi e il costo cui le famiglie andrebbero incontro possano compromettere la partecipazione alle competizioni o addirittura motivo di abbandono della pratica sportiva per l’anno in corso”.

La richiesta è che la Regione si faccia carico dei costi aggiuntivi ed estendere l’esenzione dal pagamento delle visite tradizionali per ottenere l’idoneità sportiva agonistica anche alle visite aggiuntive previste per chi è stato contagiato dal Covid-19. E’ incomprensibile che queste visite non siano gratuite. Lo sport è fondamentale oggi più che mai.

Rally 2021: tra incertezze e tante parole di fiducia

Rinviato a data da destinarsi. Un vero incubo e non tanto per gli equipaggi, che potrebbero dover fare a meno della gara scelta, ma che potranno comunque sceglierne un’altra o aspettare nella speranza che il rally rinviato a DDD possa essere recuperato, bensì per gli organizzatori, senza i quali non ci sarebbero i rally e non ci sarebbe la federazione.

Per organizzare un rally c’è bisogno di un capitale consistente. Rally da 150 chilometri hanno costi organizzativi che si aggirano, mediamente, tra i 120.000 e i 150.000 euro. Una gara di Coppa Italia di degna lunghezza (da 80 e più chilometri può arrivare anche a 90.000 euro, seppure in genere si attesta intorno agli 80.000). Queste cifre sono quelle degli organizzatori seri e non quelle di chi dopo anni ancora deve pagare il lavoro svolto dagli ufficiali di gara.

Il punto qual è? Fino all’era pre-coronavirus l’organizzatore di un rally si esponeva al rischio di saltare gambe all’aria se non aveva un certo numero di iscritti, adesso invece si espone al rischio della bancarotta ed è nelle mani di sindaci e prefetti. E visto che la stagione sta per ripartire, anzi sarebbe già iniziata se non ci fosse stato l’annullamento del Val Merula e il rinvio del Prealpi Master Show, vale la pena fare chiarezza (in questa sede) sulla realtà dei fatti e non su quella che intrinsecamente ed estrinsecamente ci viene sventolata a colpi di comunicati stampa federali. E non perché questi ultimi non rispecchino la verità, bensì perché propongono solo una verità di parte, che può riservare pessime sorprese.

Perché lo scriviamo? Perché non possiamo venire meno ad un rapporto di trasparenza con i nostri lettori. E perché è stata appena chiusa un’inchiesta giornalistica che sarà pubblicata sul prossimo numero in edicola il 5 febbraio 2021 su RS e oltre. In questa inchiesta abbiamo prima raccolto le paure (giuste e motivate) degli organizzatori, che si rifanno a quello che hanno vissuto lo scorso anno e che nel 2021 dovranno anche vedersela con i colori che questo Governo periodicamente proporrà nelle varie regioni.

Dopo aver parlato con diversi organizzatori (nelle nostre inchieste, condotte nella massima autonomia giornalistica, non pubblichiamo tutte le “chiacchierate” che facciamo con i diretti interessati, bensì solo le più concrete) abbiamo contatto la federazione nella persona del suo presidente della Commissione Rally, Daniele Settimo, che in questo caso è il massimo rappresentate politico dei rally italiani. Colui che si prende oneri ed onori.

L’inchiesta, come detto uscirà tra pochi giorni in edicola, ma una frase del presidente Daniele Settimo, dopo 24 ore dalla nostra intervista, l’abbiamo ritrovata su un comunicato stampa Aci Sport. Dunque, a prova di smentita. Il comunicato Aci Sport è molto lungo e scritto come al solito con in punta di burocratichese, ma una frase in particolare ci è balzata agli occhi perché si distacca da quanto contenuto dalla nota in questione (che potete leggere integralmente qui) e traccia in modo inequivocabile e preoccupante la stagione sportiva che ci aspetta. Non a tutti, ovviamente.

Al di là dei giusti proclami di “potere” che Aci (non Aci Sport) reclama e puntualizza quasi sempre – come ad esempio: “ACI è la Federazione Sportiva Nazionale, titolare sul territorio nazionale del potere sportivo automobilistico che gli proviene dalla FIA, è riconosciuta dal CONI per lo Sport automobilistico ai sensi dell’art. 2, comma 5 del decreto legislativo 8 gennaio 2004, n. 15 e svolge l’attività di Federazione Sportiva secondo la disciplina prevista dal proprio ordinamento (d.p.r. 8 settembre 1950, n. 881 e successive modificazioni)” – quello che fa davvero testo è la seguente frase:

”È possibile il regolare svolgimento dell’attività sportiva automobilistica, attraverso l’organizzazione e la partecipazione alle gare iscritte nel calendario allegato che abbiano ottenuto le necessarie autorizzazioni delle Autorità Locali”.

Avete capito benissimo, come sempre, le gare dovranno ottenere i preventivi permessi e, quindi, la preventiva autorizzazione a svolgersi in un dato territorio. Chi concede queste autorizzazioni allo svolgimento? Le autorità locali: Comuni, Province e Prefetture. Il nocciolo della questione è qui. Il sindaco di un qualunque centro abitato o il prefetto di un determinato capoluogo di provincia possono negare i permessi, o possono ritirarli dopo averli concessi. È da sempre così. Ma in un momento in cui le paure dilagano a macchia d’olio, molti sindaci e altrettanti prefetti hanno dimostrato di mettere in atto una regola di potere assoluto.

Qual è questa regola di potere assoluto? È presto spiegato: Aci sarà anche la federazione sportiva e detterà pure le leggi in gara da quando la competizione parte a quando la stessa termina, ma in questo caso Comuni, Province e Prefetture hanno un potere decisamente superiore (che glielo conferisce la Carta Costituzionale), quello esecutivo e legislativo sul territorio di pertinenza.

Quindi, potranno bloccare l’evento in qualunque momento e in totale autonomia, senza rispondere dei danni che arrecheranno ad un organizzatore, perché c’è il rischio Covid-19. Una triste realtà, ma anche una comoda scusa per chi non vuole assumersi responsabilità.

Le stesse cose, ma senza il problema aggiuntivo dei colori, le avevamo scritte l’anno scorso ed eravamo stati travolti da una sterile polemica finalizzata a farci rimettere il “coperchio sulla pentola” appena scoperchiata: il fallimento politico di non avere peso sull’attuale Governo che, adottando uno studio del Politecnico di Torino, ha inserito i rally tra gli sport di contatto. Le contestazioni ce le avevano mosse in tanti, tra cui anche Moreno Voltan, Simona D’Angelo, Mauro Rotunno e tanti altri, che però al di là delle “polemiche social” si sono visti non concedere i permessi e hanno dovuto annullare le loro gare.

Combinazione, poco prima che iniziasse lo stillicidio di rally e ronde che non fanno parte di “campionati di vertice” (così è scritto nel DPCM e così è stato successivamente chiarito dal presidente Conte), era stato emanato un comunicato Aci Sport dello stesso tenore di quello redatto il 22 gennaio scorso.

Speriamo solo che nel 2021 porti maggiore fortuna rispetto al 2020. Quali sono i Campionati di vertice? I Campionati Italiani fino alla Coppa Rally di Zona. Ce lo hanno confermato due avvocati che lavorano con le pubbliche amministrazioni e l’esperienza vissuta. E il tutto nonostante i rally non siano uno sport di contatto.

Aci Sport scrive che “Il 22 gennaio scorso, mentre DPCM 3 dicembre 2020, contenente le nuove misure per il contenimento dell’epidemia di COVID-19, riporta all’art. 1 comma 10 lettera e): “Sono consentiti gli eventi e le competizioni – riconosciuti di interesse nazionale con provvedimento del Comitato Olimpico Nazionale Italiano e del Comitato Italiano Paralimpico – riguardanti gli sport individuali e di squadra organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali”. Con il DPCM 14 gennaio 2021 è stata prorogata l’efficacia delle norme al 30 aprile 2021”.

Tenete bene in mente questa frase: “Con provvedimento del Comitato Olimpico Nazionale Italiano e del Comitato Italiano Paralimpico”. Prima i rally venivano autocertificati dalla federazione sportiva al Ministero competente, mentre invece ora devono essere avallate da un provvedimento del CONI. Cosa significa? Che devono essere certificate dal CONI. Ed è così da dicembre 2020. Da quando sono stati annullati gli eventi in programma. da quando sono nate le zone color pastello in Italia.

La verità è semplicemente questa. Per dirla con parole burocratiche: “La Federazione Aci gestisce l’attività sportiva automobilistica attraverso la formazione di un Calendario Nazionale annuale in cui vengono inserite tutte le gare che si svolgono sotto l’egida federale. La Federazione ACI ha inviato al CONI l’elenco delle gare attualmente iscritte nel Calendario Nazionale che si svolgono nel periodo dal 1° Gennaio al 30 Aprile 2021. Ogni gara iscritta nel calendario federale viene considerata d’interesse nazionale (comprese quelle fino ad ora annullate e rinviate a DDD, ndr) così come ogni conduttore in possesso della Licenza sportiva rilasciata dalla Federazione viene riconosciuto come atleta di interesse nazionale (non professionista, ndr); lo stesso vale per gli Ufficiali di Gara che, ai sensi dell’art.199 e seguenti del Regolamento Sportivo Nazionale, ne garantiscono lo svolgimento”.

Però, se un sindaco vuole, la gara in questione non si farà. E basta. A meno che Aci Sport non voglia spostare la location delle gare in un circuito, magari sul tetto di via Marsala a Roma. Perché, in effetti, se è vero che ognuno comanda a casa propria, è vero che il potere Aci non fuoriesce dalle stanze federali. Non in questo caso. Non per i rally (si pensi al Codice della Strada che da decenni ormai viene toccato solo per aumentare le sanzioni da comminare per le infrazioni, anche se Aci ha un proprio rappresentate all’interno del Ministero dei Trasporti). Se così non fosse, perché i rally sono ancora, dopo mesi, considerati sport di contatto pur non prevedendo il contatto fisico?

Guida alla sopravvivenza in un Rally MonteCarlo blindato

Alla fine, e per fortuna, per il Rally MonteCarlo si prospetta la tacita conferma della conferma già data la settimana scorsa. I team sono al lavoro, testano e non sono soggetti a disagi maggiori di quelli che da oltre un anno a questa parte siamo tutti (più o meno) abituati a vivere.

Il percorso sarà confermato nel formato ridotto, con le prove che dovranno terminare il prima possibile, visto che il Governo francese ha ribadito, per dirla con le parole del ministro della Salute, “chiusure per almeno quindici giorni, perché la situazione resta fragile. La didattica resta in presenza, ma viene rafforzato il protocollo sanitario”. E infine, per l’accesso in Francia servirà l’esito negativo del test.

Tradotto: il Rally di MonteCarlo per ora non viene messo in discussione, formalmente, e non sono previsti annunci né in un senso né nell’altro. In fondo, le autorizzazioni in mano già le hanno. Ma gli organizzatori, che sono stati già costretti ad annullare l’evento dedicato alle auto storiche (qui l’articolo), sanno che stanno camminando su di un campo minato.

Una situazione è fragile quando può precipitare da un momento all’altro. Un rally nel rally. Ma la passione, per fortuna, è più forte anche di un terremoto. Il rally sarà a porte chiuse, con una prova in meno (trovate qui il nuovo programma), ma offrirà grandi spunti sportivi. Per chi è in Francia e per chi deve recarsi, quali sono gli aspetti principali da conoscere?

Coprifuoco in Francia dalle 18. Le autorità transalpine hanno imposto un coprifuoco a partire dalle 18 ”per almeno 15 giorni’‘ nel tentativo di contenere la diffusione del coronavirus, come annunciato dal primo ministro Jean Castex nel corso di una conferenza stampa nella tarda serata del 14 gennaio, precisando che il coprifuoco entrerà in vigore sabato 16 gennaio su tutto il territorio nazionale, compreso il Principato di Monaco.

“Con le eccezioni relative al servizio pubblico, tutti i luoghi, le attività commerciali o i servizi aperti al pubblico saranno chiusi alle 18″, ha detto Castex. ”La situazione è sotto controllo, ma resta fragile”, ha proseguito Castex, precisando che “la situazione, rispetto ad altri Paesi europei, è più che accettabile”. E questo consente di non ritirare i permessi concessi alla manifestazione monegasca.

Chi deve partire, anche per motivi di lavoro, lo faccia subito. Infatti, da lunedì 18 gennaio, la Francia “inasprirà notevolmente” le condizioni poste per l’ingresso nel Paese e chiederà un test negativo per Covid-19 a tutti i viaggiatori che provengono da un Paese extra Ue. Castex ha spiegato che chiunque voglia recarsi in Francia ”dovrà presentare un test negativo al Covid per salire a bordo di un aereo o di una nave”.

“Stiamo per inasprire in modo significativo le condizioni di ingresso nel territorio nazionale e rafforziamo i controlli alle frontiere” per “impedire” al ceppo variante del coronavirus “di diffondersi rapidamente” sul territorio. Chi arriva in Francia dovrà poi ”isolarsi per sette giorni”. La gendarmeria è allertata e ha ordine di respingere senza troppi complimenti. Ce lo avevano detto e lo abbiamo scritto sul numero di RS e oltre in edicola in questi giorni, adesso è stato solo confermato. Appassionati, fotografi e compagni sono avvisati.

L’AC Monaco annulla il Rally di MonteCarlo Historique

L’AC Monaco ha deciso di annullare il Rally di MonteCarlo Historique, previsto per dal 30 gennaio al 3 febbraio 2021. La scelta dell’annullamento è legata, per forza di cose, alla situazione sanitaria e alle restrizioni che la Francia sta adottando per contrastare questa nuova ondata di contagi.

Un vero peccato dover rinunciare a questa “classica” di fine stagione che in tanti aspettavano. Molti, infatti, erano anche gli equipaggi italiani che avrebbero voluto partecipare alla manifestazione, tra cui la rinata Scuderia del Grifone. La notizia è emersa in giornata e si attende ad ore il comunicato stampa dell’organizzatore.

Adesso il braccio di ferro si sposta sul fronte della gara moderna: il WRC 2021 partirà dal Rally di MonteCarlo o l’emergenza Covid-19 riuscirà a piegare anche un gigante come la manifestazione monegasca?

Il Covid-19 si prende Hubert Auriol nei giorni della Dakar

Nei giorni in cui si corre la Dakar arriva la triste notizia della morte di Hubert Auriol. Il francese (era però nato ad Addis Abeba ed era soprannominato l’Africano), aveva 68 anni anni ed è stato il primo pilota capace di vincere la maratona africana sia nelle moto (1981 e 1983) che nelle auto (1992) – impresa poi eguagliata da Stephane Peterhansel e Nani Roma – e poi è stato organizzatore della gara stessa.

Malato da tempo, Auriol era ricoverato da giorni in terapia intensiva dopo essere risultato positivo al Covid. La prima passione di Auriol furono le moto. In sella alla BMW conquistò per due volte la Parigi-Dakar e sfiorò la vittoria due anni dopo su Cagiva. Proprio in sella alla moto italiana, nel 1987 fu costretto al ritiro all’ultima tappa mentre era al comando per la frattura di entrambe le caviglie, riuscendo comunque a terminare la tappa nonostante i dolori lancinanti per l’incidente. Un episodio che è rimasto scolpito nella storia della gara. Passò alle auto e nel 1992 vinse con la Mitsubishi. Dal 1995 al 2004 è stato scelto come direttore di gara dall’organizzatore ASO.

WRC, Rally MonteCarlo: due ore e mezzo indietro tutto (forse)

Il Bullettin 2 del Rally di MonteCarlo, che dovrebbe essere la gara di apertura del Mondiale 2021 (si decide il 13 gennaio), ci racconta una gara strattonata e tirata da tutte le parti per esigenze legate alla crisi sanitaria, costretta di nuovo a cambiare il suo programma perennemente a rischio. E cambia di nuovo la gara del Principato.

Già le modifiche che erano state apportate al percorso lo rendevano il Rally di MonteCarlo più corto della storia. Poi le prime anticipazioni sugli iscritti regalavano un po’ di ottimismo. La decisione di renderlo a porte chiuse porte chiuse non basta più. La gara dell’Ac Monaco è una nave in balia delle onde. E punta dritta verso uno scoglio, l’annullamento a causa dell’impennata dei contagi in Francia e nello stesso piccolo Principato.

Il 13 gennaio è attesa la decisione definitiva sulla sorte del primo atto del WRC, che è nelle mani delle autorità di Gap, previsto per il 21-24 gennaio. I team, intanto, proseguono i test pre-gara. Per evitare il rischio cancellazione, Automobile Club Monaco ha nuovamente revisionato l’appuntamento del WRC, rendendo del tutto superate e inutili eventuali guide alla gara diffuse nelle edicole.

Adesso gli orari vengono compressi per evitare la mannaia del coprifuoco, imposto alle 18: tutto due ore e mezza indietro per giovedì, venerdì e sabato, in modo che gli equipaggi possano fare rientro al parco assistenza serale prima dell’inizio dell’ora fatidica in cui scatta il coprifuoco.

Per far ciò è stata cancellata una prova speciale, la PS8 di Montauban-sur-L’ouveze-Villebois-les-Pins, che va ulteriormente a mutilare e a sfregiare l’edizione 2021, che sarebbe appunto la più breve nella storia del MonteCarlo, al punto che lo stesso Thierry Neuville si è appellato per chiedere di spostare la gara a dicembre 2021.

Anticipate anche le ricognizioni di lunedì 18, martedì 19 e mercoledì 20 gennaio: dalle 7:30 alle 16:30 (lunedì e martedì) e fino alle 13:30 mercoledì. Invariato il programma dell’ultima giornata di gara. Tutto ciò solo nella disperata speranza che il Governo regionale di Gap e il Dipartimento delle Alte Alpi diano il via libera definitivo alla gara entro la settimana.

Le modifiche al percorso del Rally Monte Carlo 2021

Giovedì 21 Gennaio

14:08 – SS1 Saint-Disdier / Corps 20,58 km
15:06 – SS2 Saint-Maurice / Saint-Bonnet 20,84 km
16:59 – Service (Gap)

Venerdì 22 Gennaio

06:10 – SS3 Aspremont / La Bâtie des Fonts 19,61 km
07:28 – SS4 Chalancon / Gumiane 21,61 km
09:01 – SS5 Montauban-sur-l’Ouveze / Villebois les Pins 22,11 km
Service (Gap)
12:17 – SS6 Aspremont / La Bâtie des Fonts 19,61 km
13:38 – SS7 Chalancon / Gumiane 21,61 km
Service (Gap)

Sabato 23 Gennaio

06:30 – SS8 Saint-Clement / Freissinieres 18,31 km
08:18 – SS9 Saint-Clement / Freissinieres 18,31 km
Service (Gap)
12:18 – SS10 La Bréole / Selonnet 18,31 km

Domenica 24 Gennaio

08:30 – SS11 Puget-Théniers – La Penne, 12,93 km
10:08 – SS12 Briançonnet – Entrevaux, 14,31 km
10:45 – SS13 Puget-Théniers – La Penne, 12,93 km
12:18 – SS14 Briançonnet – Entrevaux, 14,31 km

L’appello di Thierry Neuville: ”Monte” a fine anno

La decisione del Governo è fissata al 13 gennaio 2021. Il Campionato del Mondo Rally partirà come previsto a fine mese o se ne riparlerà tra la fine di febbraio e il mese di marzo? Diversi contatti nel Principato ci parlano di una situazione tenuta a fatica sotto controllo. Quindi, oggettivamente il rischio di un rinvio del Rally di MonteCarlo esiste. Ma un Mondiale senza il “Monte” è un Mondiale diverso. Per gli appassionati, ma anche per gli sportivi.

Se l’escalation della pandemia di Covid-19 in Francia non dovesse accennare a diminuire l’attuale data del 21-24 gennaio si rivelerebbe impossibile da mantenere. Un’alternativa viene suggerita dal vincitore di MonteCarlo 2020, il simpatico Thierry Neuville.

Parlando degli ultimi sviluppi, il pilota di Hyundai Motorsport solleva la questione e suggerisce di spostare il Monte dall’inizio alla fine della stagione. Un’idea che trova fondamento con un Rally di Monza a agosto e il MonteCarlo a dicembre. Thierry Neuville preferirebbe vedere cambiare data al rally piuttosto che apprendere della sua cancellazione del tutto per il 2021.

Il Rally di MonteCarlo è un’istituzione storica e se crolla un gigante fa più paura. Neuville ha dichiarato: “Se riuscissero a mettere MonteCarlo alla fine dell’anno sarebbe bello e sarebbe davvero bello. Sarei deluso se non andassimo al Monte quest’anno, ma se c’è una soluzione, invece di annullare, allora secondo me va perseguita l’altra strada. L’obiettivo principale sarebbe quello di tenere viva la manifestazione”.

“Ho ricevuto un messaggio da mia madre – ha detto -. Mi chiedeva se era vero che MonteCarlo era stato cancellato. Ho risposto: “Non credo, dovrei avere la notizia prima di te…”. Non sarebbe la prima volta che si discute di uno spostamento dalla tradizionale data di gennaio del Monte. Quando il WRC valutava di passare a un format estivo piuttosto che al tradizionale calendario gennaio-novembre, MonteCarlo era stato inserito a novembre o a dicembre.