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Rally, World Rally Championship

Il Campionato del Mondo Rally Costruttori va a Hyundai

Il Campionato del mondo rally 2020 è stato una stagione atipica, intensa e sorprendente, che ha comunque premiato con successo una delle coppie più forti della storia del rally, Sébastien Ogier e Julien Ingrassia, e ha visto la Hyundai Motorsport vincere il titolo costruttori in una battaglia difficile e spesso imprevedibile.

Il Campionato del mondo rally 2020 è stato la 48ª edizione della massima competizione rallistica internazionale, caratterizzata da una stagione profondamente segnata dalle conseguenze della pandemia di COVID‑19. Il mondiale si è svolto tra 22 gennaio e 6 dicembre 2020, e pur essendo inizialmente previsto su tredici eventi, ha subito modifiche, rinvii e cancellazioni senza precedenti, riducendosi alla fine a un calendario drasticamente più corto e concentrato, con continui adattamenti delle date e delle sedi di gara.

Come nelle precedenti stagioni, a giocarsi i titoli iridati sono stati i piloti, i copiloti e i costruttori, competendo con vetture conformi ai regolamenti World Rally Car e Gruppo R. Anche quest’anno il mondiale ha visto il supporto delle serie di contorno: World Rally Championship‑2, World Rally Championship‑3 e il Junior World Rally Championship sui turni selezionati del calendario.

Il contesto di partenza e la pandemia

La stagione 2020 era stata delineata con ambizioni molto elevate: per la prima volta nella storia il mondiale avrebbe attraversato ogni continente del pianeta (escludendo l’Antartide), con rally previsti in Europa, America del Sud, Africa, Nord America, Asia e Oceania. Tra questi figuravano appuntamenti storici come il Safari Rally del Kenya, tornato al calendario dopo anni di assenza, e il Rally del Giappone.

Tuttavia, l’irrompere della pandemia di Coronavirus dall’inizio di marzo 2020 ha costretto gli organizzatori e la FIA a rivedere completamente il programma. Numerosi eventi furono dapprima rinviati e poi cancellati a causa delle restrizioni imposte ai viaggi internazionali e alle manifestazioni pubbliche. Tra le gare eliminate figurano il Rally dell’Argentina, il Portogallo, il Safari Rally Kenya, il Rally di Finlandia, il Rally della Nuova Zelanda, il Wales Rally GB, il Rally del Giappone e l’Ypres Rally Belgium, quest’ultimo inizialmente inserito per sostituire il Giappone ma poi rimosso a causa dell’aumento dei casi di COVID‑19 in Belgio.

Il calendario fu quindi costretto a contrarsi drasticamente rispetto al progetto originario. Dopo vari aggiornamenti, la stagione 2020 si articolò su sette appuntamenti iridati, iniziando con il classico Rally di Monte‑Carlo e concludendosi con il Rally di Monza a dicembre.

Le squadre e i protagonisti del mondiale

Tra i protagonisti della stagione 2020 si riconfermarono alcuni dei principali team della stagione precedente. Parteciparono infatti tre dei quattro costruttori che avevano lottato per il titolo nel 2019:

  • M‑Sport World Rally Team, con la Ford Fiesta WRC,
  • Toyota Gazoo Racing WRT, con la Toyota Yaris WRC,
  • Hyundai Motorsport, con la Hyundai i20 Coupe WRC.

Assente invece la Citroën Racing, che alla fine della stagione 2019 aveva ufficializzato il ritiro dal campionato, lasciando uno spazio importante nella griglia dei partenti e riducendo il numero di vetture ufficiali impegnate nella massima categoria.

Una delle novità più significative riguarda i campioni in carica: gli estoni Ott Tänak e Martin Järveoja (Hyundai) erano entrati nella storia nella stagione precedente, ottenendo il primo titolo mondiale per entrambi al Rally di Catalogna 2019. Nel 2020, con la loro vettura e la fiducia accumulata, puntavano a difendere il titolo in un contesto competitivo e profondamente mutato.

Dal punto di vista storico, con l’assenza di piloti francesi campioni tra cui Sébastien Loeb o Sébastien Ogier in carica dal 2004 al 2018, il mondiale 2020 si presentava anche con una nuova pagina da scrivere per i driver più vincenti.

Il calendario definitivo e lo svolgimento delle gare

Il calendario ufficiale, pesantemente rivisto, fu composto da sette rally:

  1. 88ème Rallye Automobile de Monte‑Carlo (23‑26 gennaio) — asfalto e neve, apertura classica della stagione.
  2. 69th Rally Sweden (13‑16 febbraio) — una delle poche prove invernali del mondiale, con asfalto ricoperto di neve e ghiaccio.
  3. 17º Rally Guanajuato México (12‑15 marzo) — tappa su sterrato, che terminò anticipatamente per via delle misure sanitarie legate alla pandemia.
  4. 10. Rally Estonia (4‑6 settembre) — rientro del WRC dopo sei mesi di stop, gara su sterrato dal ritmo elevato.
  5. 13th Rally Turkey Marmaris (18‑20 settembre) — prova impegnativa su fondo sterrato tecnico e selettivo.
  6. 17º Rally Italia Sardegna (8‑11 ottobre) — trasferito in autunno e caratterizzato da tratti sabbiosi ed esigenti.
  7. ACI Rally Monza (4‑6 dicembre) — gara finale su asfalto, con prove speciali anche all’interno dell’Autodromo di Monza.

Tra queste, il Rally Estonia segnò il ritorno del WRC dopo sei mesi di sospensione dovuta alla pandemia. Esteso su 17 prove speciali e basato a Tartu, rappresentò anche la 600ª gara FIA World Rally Championship dalla sua fondazione, con vittoria di Tänak e Järveoja.

La tappa messicana, originariamente prevista per concludersi domenica 15 marzo, fu interrotta in anticipo sabato 14 a causa delle restrizioni sui viaggi imposte dalle autorità per la pandemia. In altri casi, come la Svezia, la scarsità di neve portò a un percorso più breve del previsto.

Andamento della stagione e principali eventi di gara

La stagione si aprì come da tradizione con il Rally di Monte‑Carlo, un evento che combina asfalto, neve e ghiaccio, richiedendo scelte strategiche di gomme e gestione del ritmo. Qui la tensione agonistica, seppur contenuta a causa dell’assenza di alcune gare, fu immediatamente evidente e anticipò la lunga battaglia per il titolo piloti.

Al Rally di Svezia, condizioni di neve e ghiaccio imposero un ritmo tecnico e costante, con il rally ridotto a causa delle condizioni del manto. Anche qui, la gestione degli equipaggi fu cruciale per accumulare punti importanti nella classifica iridata.

Il Rally Messico, dopo la cancellazione parziale delle speciali finali, fu l’ultimo evento prima della lunga pausa forzata. In quell’occasione, i piloti affrontarono le prime difficoltà legate alle restrizioni di viaggio dovute alla pandemia, mentre le decisioni di rinvio e cancellazione delle gare successive iniziarono a prendere forma.

La ripresa della stagione avvenne con il Rally Estonia, evento su sterrato caratterizzato da passaggi veloci e veloci cambi di ritmo. Tänak e Järveoja confermarono la loro leadership su questa superficie, conquistando la vittoria generale e consolidando la competitività della Hyundai Shell Mobis WRT.

Il Rally della Turchia fu caratterizzato da condizioni particolarmente dure su sterrato tecnico e polveroso, che favorirono spesso le scelte tattiche di gomme e assetto. Qui Elfyn Evans ottenne una vittoria significativa, rafforzando la sua posizione nella classifica piloti.

In Sardegna, terreno sabbioso e temperature elevate misero a dura prova vetture e equipaggi, con Dani Sordo protagonista nel conquistare la vittoria grazie a una prestazione solida e gestita con sapienza.

La stagione si concluse infine con il Rally di Monza, corsa su asfalto con condizioni meteo imprevedibili che introdussero tratti di nebbia e umidità variabile lungo le prove speciali. Qui Sébastien Ogier e Julien Ingrassia vinsero la gara e si aggiudicarono matematicamente il loro settimo titolo mondiale piloti e copiloti, davanti a Ott Tänak e Martin Järveoja, consolidando una stagione intensa e irregolare.

Classifiche e titoli iridati

Il titolo piloti 2020 andò a Sébastien Ogier e al suo copilota Julien Ingrassia, alla guida di una Toyota Yaris WRC ufficiale del team Toyota Gazoo Racing. Ogier conquistò così la sua settima corona iridata, eguagliando il record di Juha Kankkunen come uno dei pochi piloti ad aver vinto il mondiale con tre costruttori diversi (Volkswagen, M‑Sport/Ford e Toyota). La vittoria matematica nel campionato avvenne proprio nell’ultima gara, il Rally di Monza, dove Ogier sopravanzò il suo compagno di squadra Elfyn Evans, leader della classifica fino a quel momento, dopo un’uscita di pista che lo estromise dalla zona punti.

Nella classifica piloti complessiva, Ogier chiuse con 122 punti, seguito da Evans con 114 e da Ott Tänak con 105. Thierry Neuville si piazzò quarto, mentre Kalle Rovanperä e altri giovani piloti contribuirono a impreziosire una classifica finale combattuta fino all’ultimo.

Il titolo costruttori fu vinto da Hyundai Motorsport, coronando per la seconda volta consecutiva gli sforzi della formazione sudcoreana nel mondiale rally. Questo risultato consolidò la competitività di Hyundai in un campionato caratterizzato da gare difficili, condizioni di grande incertezza e risposte tecniche rapide da parte dei team.

Classifiche delle categorie supplementari

Oltre alla massima serie piloti e costruttori, nel 2020 furono assegnati i titoli in altre categorie importanti:

  • WRC‑2: titolo piloti e copiloti vinse la coppia norvegese Mads Østberg e Torstein Eriksen su Citroën C3 R5 con la squadra PH Sport, mentre il titolo costruttori di categoria andò alla Toksport WRT.
  • WRC‑3: titolo piloti e copiloti fu conquistato dai finlandesi Jari Huttunen e Mikko Lukka su Hyundai i20 R5.
  • Junior WRC: vittoria piloti e copiloti per gli svedesi Tom Kristensson e Joakim Sjöberg, al volante di una Ford Fiesta Rally4.

Queste categorie supplementari hanno ulteriormente arricchito l’esperienza agonistica nel 2020, dando spazio a giovani talenti e concorrenti privati di competere su palcoscenici internazionali e fornendo punti preziosi nelle rispettive classifiche.

Riflessioni sulla stagione e impatto della pandemia

La stagione 2020 resterà nella memoria non soltanto per il risultato sportivo finale, ma soprattutto per il modo in cui il mondiale si è adattato al contesto globale segnato dal COVID‑19. La capacità della FIA e del promotore del campionato di riorganizzare il calendario, di introdurre nuove prove come il Rally Estonia e il Rally di Monza, e di garantire lo svolgimento delle gare in condizioni di sicurezza, rappresenta un esempio di resilienza organizzativa nello sport moderno.

Molti addetti ai lavori riterranno questa stagione un caso di studio per la gestione di eventi sportivi internazionali in situazioni di crisi, poiché ha mostrato come flessibilità nei protocolli, dialogo tra organizzatori e team e prontezza nel modificare le date siano elementi fondamentali per la sopravvivenza di una serie agonistica globale.

6 Dicembre 2020/da Redazione
Tags: campionato del mondo rally, covid-19, hyundai, toyota
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