La Suzuki Rally Cup e le incongruenze (ingiustizie?) di Alba
Il trofeo 2024 delle Racing Start nella Suzuki Rally Cup, sul finire della stagione, si annuncia col coltello tra i denti e sembra agevolare nella vittoria finale Lorenzo Varesco, certamente meritevole del piazzamento e di una probabile vittoria anche se le cose fossero andate come dovevano andare, rispetto a Jean-Claude Vallino, che sarà costretto a vincere, perché qualsiasi intoppo lo taglierebbe fuori dal successo e lo relegherebbe al secondo posto.
La classifica Racing Start della Suzuki Rally Cup 2024 rischia di lasciare l’amaro in bocca per una palese ingiustizia a più di un pilota che poteva ambire al successo finale e, di conseguenza, intascare il montepremi in denaro che consente di ripagarsi una stagione sportiva di fatiche, impegni e viaggi. Ma rischia di lasciare l’amaro in bocca anche a tanti appassionati. Senza la volontà di porre rimedio, tutto ciò appare chiaro già alla vigilia dell’ultima prova della serie monomarca che si corre con le auto giapponesi. Sia chiaro sin dall’inizio di questa storia che stiamo per raccontarvi: non è colpa di chi corre nel trofeo, né degli equipaggi e né dei team. Non ci saranno “vincitori fortunati” o “furbi”. Il problema si è creato ad inizio stagione e, ci viene raccontato, che nonostante le promesse di “riparare” alla situazione, non è stato mai fatto nulla di concreto.
Il trofeo 2024 delle Racing Start nella Suzuki Rally Cup, sul finire della stagione, si annuncia col coltello tra i denti e sembra agevolare nella vittoria finale Lorenzo Varesco, certamente meritevole del piazzamento e di una probabile vittoria anche se le cose fossero andate come dovevano andare, rispetto a Jean-Claude Vallino, che sarà costretto a vincere, perché qualsiasi intoppo lo taglierebbe fuori dal successo e lo relegherebbe al secondo posto.
Il concetto che è importante mettere a fuoco è il seguente: un pilota può perdere e deve sapere perdere, ma se la sconfitta ti viene servita per motivi incomprensibili di burocrazia e ignoranza (nel senso che si continua ad ignorare una serie di incomprensibili errori), per un giovane alle prime stagioni diventa difficile da accettare. Come una sberla che si sostituisce ad una carezza. Non è un aiuto a crescere e a guardare con fiducia nel futuro. Ma cos’è successo di preciso?
Cominciamo dall’inizio, visto che si tratta di una vicenda che seguiamo ormai dalla scorsa primavera. Andiamo ad Alba, dove si è corsa la seconda prova del Campionato Italiano Rally 2024. Il Rally Regione Piemonte ha scatenato una controversia significativa tra i concorrenti del Suzuki Rally Cup 2024, a causa della sospensione di quattro prove speciali, che ha sollevato dubbi sulla correttezza dell’assegnazione dei tempi equi (alla faccia dell’equo), sono anni che si rimpiangono i tempi forfettari. Le prove sospese di cui parliamo sono state la PS6 Vesime 1 (14,82 km), la PS8 Diano d’Alba 2 (11,95 km), la PS9 Vesime 2 (14,82 km) e la PS10 Santo Stefano 2 (14,10 km), per un totale di 55,69 km, ovvero il 49,8% dei 111,83 km totali del percorso. Una gara monca ha inevitabilmente condizionato l’esito della competizione tra i trofeisti, ponendo in discussione l’integrità della classifica finale. Anche in federazione, nei giorni successivi al “fattaccio” sembravano concordare sul fatto che quelle classifiche non potevano restare in quel modo. Ma perché non potevano e, per amor del vero, non dovevano restare in quel modo?
Regole applicate e discrepanze
Le regole stabilite dall’Art. 21.15 delle Norme Generali del settore Rally 2024 di Aci Sport prevedono che, in caso di interruzione di una prova speciale, i Commissari Sportivi possano assegnare un tempo che giudichino “il più equo” agli equipaggi coinvolti (in pratica, potrebbero stravolgere il risultato senza necessariamente applicare un metodo). Secondo la definizione Treccani, però, “equo” si riferisce a qualcosa di giusto e debitamente proporzionato, suggerendo che i tempi assegnati dovrebbero riflettere la giusta proporzione rispetto ai risultati precedenti. Diteci voi se questo è equo nel senso di come lo intende la Treccani.
Perché la modalità di assegnazione dei tempi forfettari nel Suzuki Rally Cup ha suscitato perplessità?
- PS6 Vesime 1: È stato attribuito lo stesso tempo a tutti i concorrenti, mantenendo invariata la classifica.
- PS8 Diano D’Alba 2: È stato è stato attribuito un tempo proporzionale alla classifica assoluta alla prova precedente (PS 7).
- PS9 Vesime 2: Non è chiaro quale criterio sia stato adottato, ma i tempi assegnati risultano “impossibili” da realizzare in condizioni normali, e questo stravolgendo completamente la classifica.
- PS10 Santo Stefano 2: È stato utilizzato un tempo proporzionale basato sulla classifica della PS9, che però era già stata compromessa da tempi inappropriati per l’utilizzo di un metodo da noi non compreso (e se qualcuno vuole spiegarcelo siamo a disposizione).
Impatto sulla classifica e problematiche
Se analizziamo le classifiche dopo l’assegnazione dei tempi forfettari delle prove non disputate, vediamo che fino alla PS8 la situazione è rimasta in linea con i risultati delle prove effettivamente disputate. Tuttavia, la PS9 ha creato una rottura nell’equilibrio, distorcendo completamente la classifica. Di conseguenza, anche la PS10 è stata basata su dati alterati, compromettendo l’intera competizione.
Un punto centrale del dibattito è la mancanza di uniformità nell’assegnazione dei tempi. Se per la PS6 si è scelto di dare lo stesso tempo a tutti, per equità sarebbe stato logico applicare la stessa regola anche alle altre prove sospese. Questo avrebbe garantito che la classifica rimanesse congelata sulla base dei risultati ottenuti nelle prove effettivamente disputate. In particolare, nella PS9, dove sono transitati solo quattro concorrenti, per equità sarebbe stato corretto assegnare a tutti gli altri il tempo del peggiore tra i quattro. Invece, sono stati usati tre metodi diversi per quattro prove della stessa gara. Normale? Secondo noi, c’è qualcosa che non va, quantomeno c’era qualcosa da rivedere.
Se fosse stata seguita la “nostra” logica (ma solo perché ha una logica), la classifica corretta avrebbe dovuto essere:
- Dallapiccola
- Fichera
- Pellè
- Santero
- Varesco
- Gelsomino
- Olivieri
- Vallino
Invece, a causa dei tempi distorti della PS9, la classifica ufficiale risulta profondamente alterata, con Pellè scivolato al quarto posto e Varesco salito al terzo. Ovviamente, questo ha compromesso il risultato finale.
Conseguenze per la Suzuki Rally Cup
Nonostante gli errori siano stati segnalati tempestivamente, a sei mesi di distanza non è stato preso alcun provvedimento per correggere la classifica. Considerando che manca solo il Rally di Sanremo per concludere la stagione, queste anomalie incidono pesantemente sul risultato finale della serie: se Vallino Jr. dovesse arrivare secondo non potrebbe vincere la classifica Racing Start del monomarca, mentre se si fosse applicato un solo metodo per i tempi imposti ad Alba, il giovane Jean-Claude (per la regola degli scarti) avrebbe vinto la Rally Cup Racing Start 2024 in modo più agevole e sicuramente più equo all’andamento di stagione. Le variazioni apportate alla classifica di Alba influenzano in modo diretto la lotta per il titolo di categoria, mettendo a rischio la correttezza e la sportività dell’intera competizione. Vi pare poco?
È evidente che l’assegnazione di tempi forfettari non allineati con la realtà delle prestazioni in gara mina l’integrità di tutta la stagione. In una competizione così serrata, dove ogni secondo conta, risulta incomprensibile che un campionato possa essere deciso da tempi forfettari che non riflettono le effettive performance dei concorrenti. E risulterebbe incomprensibile il mancato intervento dell’organizzatore.
La gestione dei tempi forfettari nella Suzuki Rally Cup Racing Start 2024 al Rally Regione Piemonte ha creato una situazione di evidente ingiustizia, che richiede un intervento immediato degli organizzatori e/o promotore della serie o della federazione per garantire la correttezza del campionato. La mancanza di uniformità, comprensibilità e trasparenza nell’applicazione delle regole rischia di compromettere la credibilità dell’intera competizione, lasciando l’amaro in bocca ai piloti a cui viene inspiegabilmente negata la possibilità di battersi per la vittoria.









