Simone Miele e la sua grande una passione nelle corse

Simone Miele: ”Roberto a fianco è fondamentale”

L’International Rally Cup resta in quel di Varese anche in questo 2021. Infatti, dopo le due affermazioni di fila del giovane Damiano De Tommaso nel 2019 e nel 2020, fa seguito il successo ottenuto in questa annata da Simone Miele, che porta a casa il titolo al suo debutto nella serie privata dei rally internazionali non titolati.

Il 33enne driver di Olgiate Olona è stato affiancato nel corso della stagione dall’esperto Roberto Mometti, con cui condivide l’abitacolo da diverse stagioni, formando a livello nazionale uno dei sodalizi più quotati e affiatati dell’intero panorama. Al Rally Città di Bassano l’equipaggio DreamOne Racing ha corso una gara attenta e perfetta sotto il profilo della gestione tattica, badando come è giusto che fosse più al mezzo che al puro riscontro cronometrico. La stagione del varesino nell’IRCup è stata perfetta, sono arrivati due successi al Taro e al Casentino, mentre al Piancavallo è arrivato un terzo posto. Abbiamo raggiunto Simone Miele, subito dopo la fine della gara bassanese e con lui abbiamo chiacchierato di questo trionfo e non solo.

Partiamo dalla fine, dal terzo e ultimo passaggio sulla prova di Rubio, che era tra le altre cose la prova di chiusura del rally. Quanta tensione ed emozione c’era in auto lungo questa speciale?

“L’ultima speciale era infinita, così come lo sono state tutte le prove del rally. Siamo partiti con il solo obbiettivo di arrivare e credimi, questa è la cosa più complicata che esista per chi corre. E’ una sensazione che non ho mai provato in tutti questi anni di gare, ma era troppo importante portare a casa questo la vittoria, era il nostro obiettivo, soprattutto dopo le due precedenti e sfortunate annate”.

Prima stagione completa nell’IRCup e titolo. Ci fai un bilancio?

“L’IRCup è un’ottimo Campionato, eravamo l’unica WRC iscritta alla serie, ma questo non mi hai mai fatto sentire come favorito numero uno al titolo, vuoi per l’ottimo livello dei miei avversari, vuoi per la scarsa conoscenza che avevo delle gare. Abbiamo adottato con Roberto la stessa tattica usata nelle due precedenti annate di CIWRC, impostando il tutto nella “modalità campionato”, ovvero cercare di tenere in tutte le gare un passo costante. Sono uscite splendide vittorie al Taro e Casentino e un terzo posto sotto il diluvio al Piancavallo. Non ti nascondo che mi sarebbe piaciuto disputare più gare nel CIWRC, purtroppo le prime due non erano andate bene e quindi abbiamo deciso di dirottare tutte le attenzioni sull’IRCup”.

Quanto è importante la figura di Roberto al tuo fianco in questo titolo?

“La figura di Roberto in abitacolo è importantissima, la sua esperienza e il suo aiuto sono fondamentali in macchina, il 50% del lavoro in abitacolo è il suo. Mi spiace molto che l’ambiente che si è creato in Italia lo stia un po’ facendo stufare e stancare, un personaggio come Roberto fa solo bene ed è un patrimonio rallistico italico”.

Ti abbiamo visto anche al volante della Fabia Rally2 che giudizio dai alla vettura e quali differenze hai trovato tra la berlinetta céca e la DS3 WRC?

“La Fabia Evo Rally2, così come le ultimissime Rally2 sono auto estremamente competitive, che hanno prestazioni pari alle WRC. Sono auto molto diverse: con le WRC si sfrutta molto la potenza del motore nelle ripartenze, mentre con le Rally2 bisogna cambiare il modo di frenare ed affrontare le curve. Bisogna essere decisamente più veloci, perché l’evoluzione vera rispetto alle WRC e nell’assetto. Sicuramente pensioneremo la Citroen DS3 WRC, che tante soddisfazioni ci ha regalato nelle ultime stagioni, e dovremo completamente resettarci e cominciare da zero l’apprendimento di una nuova concezione di macchina. Ci vorrà tanto o poco? Non lo so e poco mi interessa. L’importante è continuare a divertirsi perché il mio unico obbiettivo da pilota della “domenica” e staccare la spina dal lavoro e fare quello che mi piace: correre”.