Pucci Grossi: ricordo di un grande campione di rally

Era il 20 agosto 2016, quando un malore improvviso ci rendeva tutti orfani di Pucci Grossi, che ancora una volta seguiva la sua passione: i motori. Se ne andava così, maledettamente in punta di piedi e circondato dal silenzio dei boschi, il campione riminese, di 59 anni. Conosciutissimo anche per la sua attività di albergatore, alla guida dell’Hotel National.

La tragica notizia ha fatto velocemente il giro del mondo, dando il via a messaggi di cordoglio e di dolore. Il 20 agosto è lo stesso giorno in cui ci lasciava, anni prima, Massimo Ercolani. L’incidente di Pucci Grossi è avvenuto nelle ore del primo pomeriggio di quel caldo mese di agosto, lungo le strade e i tornanti di Badia Tedalda in provincia di Arezzo, più precisamente Val di Brucia, in una zona che chi la conosce definisce molto impervia.

Pucci Grossi faceva parte di un gruppo di centauri che si stava allenando in sella a moto da enduro. L’allarme giunto al pronto soccorso “parlava” di un uomo deceduto in una scarpata. Mentre gli escursionisti si trovavano lungo il sentiero numero 19 e durante una sosta, Grossi si è sentito male, cadendo nella scarpata proprio in seguito al malore. Albergatore e rallysta di grande esperienza ha fatto sognare decine di appassionati a bordo di Lancia Delta HF, Toyota Celica e Corolla WRC e tante altre auto da rally.

Il suo primo titolo iridato porta la data del 1993, mentre è del 2009 il suo settimo e ultimo alloro. Commentando in quell’occasione i suoi molti anni di attività, Grossi ricordò il numero dei titoli vinti e disse: “Sono sette come quelli di Schumacher”. Non poteva sapere e neppure immaginare… In seguito ha avuto ruoli importanti anche nella Federazione, in particolare occupandosi della sicurezza dei rally, un tema che sentiva molto suo, soprattutto nei confronti dei giovani piloti e in ricordo degli amici persi.