Peugeot 205 T16: 40 anni dalla rivoluzione
La Peugeot 205 Turbo 16 rappresenta una pietra miliare non solo per il marchio Peugeot, ma per l’intero mondo dei rally. L’intuizione di Jean Boillot, la visione tecnica di Jean Todt e la capacità dei piloti nel portare la vettura ai massimi livelli hanno fatto della 205 T16 una delle vetture più iconiche e leggendarie degli anni Ottanta.
Negli anni Ottanta, il mondo dei rally subisce un’evoluzione senza precedenti. In questa fase, l’introduzione di vetture come la Lancia 037 e la rivoluzionaria Audi Quattro, con la loro leggerezza e i sistemi di trazione integrale, trasforma radicalmente il concetto di auto da competizione. La sfida per l’innovazione meccanica è ai massimi livelli, ed è in questo contesto che Jean Boillot, figura chiave della Peugeot, riconosce l’opportunità di posizionare la Peugeot 205 come protagonista del rally, valorizzandola anche in chiave commerciale.
La Peugeot 205 Turbo 16 rappresenta una pietra miliare non solo per il marchio Peugeot, ma per l’intero mondo dei rally. L’intuizione di Jean Boillot, la visione tecnica di Jean Todt e la capacità dei piloti nel portare la vettura ai massimi livelli hanno fatto della 205 T16 una delle vetture più iconiche e leggendarie degli anni Ottanta. Le innovazioni meccaniche e il design audace della T16 influenzeranno profondamente le strategie future nel motorsport, consacrando Peugeot tra le grandi protagoniste delle corse su strada e nei deserti, cementando il mito della 205 Turbo 16 come simbolo di un’epoca d’oro del rally.
La visione di Jean Todt
Per intraprendere questa sfida, Peugeot organizza la sua divisione sportiva, la Peugeot Talbot Sport, sotto la direzione di Jean Todt, che riceve carta bianca sul progetto. Todt decide di abbandonare l’idea di una berlina tradizionale per sviluppare una vettura a motore centrale, una scelta audace che si traduce nella Peugeot 205 Turbo 16. Con un motore da 1.700 cc, dotato di 16 valvole e turbocompressore, la vettura inizialmente produce 320 CV, una potenza notevole per l’epoca. La trasmissione a quattro ruote motrici, una novità assoluta, è progettata con un sistema differenziale che permette di modulare la distribuzione della potenza tra il 25-45% all’anteriore e il 55-75% al posteriore, rendendo la T16 estremamente versatile su terreni diversi.
L’omologazione del modello per le competizioni viene concessa il 29 marzo 1984, ma già da mesi Todt utilizza le gare per testare le potenzialità del prototipo. Nel Tour de Corse, Ari Vatanen impressiona tutti con la nuova 205 Turbo 16, dominando ben 18 prove speciali prima di ritirarsi per un incidente. L’annata 1984 diventa così il palcoscenico del debutto della Turbo 16, che inizia a consolidare la sua reputazione. Al Rally dei Mille Laghi arriva la svolta, con una vittoria schiacciante di Vatanen, seguita da successi al Sanremo e al RAC: tre vittorie su cinque gare. Nel 1985, la 205 Turbo 16 si aggiudica sette corse su undici, conquistando il Campionato del Mondo Rally, un traguardo storico che viene ripetuto l’anno successivo con sei vittorie su undici gare.
La sfida Italiana
La prima presenza italiana è al Rally 1000 Miglia, una gara su asfalto con l’obiettivo di battere le 037. Al traguardo la Turbo 16 sarà seconda, aggiudicandosi anche la sua prima prova speciale, a Vestone. In Costa Smeralda il terreno è diverso, non più asfalto, ma terra. Del Zoppo si aggiudica le prime due prove speciali, ma una foratura rallenta la corsa e alla fine della prima tappa la troviamo seconda. Poi, per colpa di un ulteriore foratura e della guarnizione della testa la T16 non potrà salire sul podio alla fine della gara. Anche all’Elba, per colpa della pompa dell’acqua i risultati non arrivano. Ci penserà il Rally Città di Sassari, con i suoi magnifici sterrati, a consegnare alla Turbo 16 italiana la prima affermazione assoluta. La Targa Florio, l’impegno successivo, vede ancora Gianni Del Zoppo e Betty Tognana vincere tutte e 8 le prove speciali della prima tappa e ripartire con 2 minuti e mezzo di vantaggio. Purtroppo, l’uscita di strada alla ventesima prova speciale li metterà fuori combattimento. A Biella, dopo aver dominato tutta la prima tappa su asfalto e arrivare sullo sterrato per la seconda tappa, alla Turbo 16 emergono problemi alla pompa dell’olio che la costringono al ritiro, come la rottura della sospensione durante il Rally di Piancavallo. Il 1985 termina così, con la dimostrazione delle potenzialità della Turbo 16, ma con un fato completamente avverso. Il 1986 riparte con le Turbo 16 italiane affidate al Team guidato da Claudio Berro e Mario Cavagnero. Al volante Andrea Zanussi e Popi Amati prende posto sul sedile passeggero. Una seconda PEUGEOT 205 T16, allestita partendo da un modello stradale, con livrea gialla, verrà affidata all’equipaggio femminile di Fabrizia Pons e poi Anna Cambiaghi con Mariagrazia Vittadello. La competizione è subito agguerrita e i risultati non mancano con il podio del Rally della Lanterna e a Limone Piemonte.
Peugeot 205 T16 Evo 2
Nel 1986, Peugeot introduce l’evoluzione della 205 T16, la Evo 2. Con un motore potenziato a 430 CV e un peso ridotto a soli 910 kg, questa vettura diventa un simbolo di potenza e agilità sui circuiti di rally. La T16 Evo 2 si distingue per l’alettone posteriore e un aspetto ancora più aggressivo, che permette a Peugeot di ottenere numerosi successi, tra cui vittorie al Rally della Lana, Piancavallo e Rally di Messina. L’ingegno ingegneristico e la guida esperta degli equipaggi si traducono in due Campionati del Mondo Rally consecutivi, nel 1985 e nel 1986, lasciando un’impronta indelebile nella storia dei rally.
Dal Rally al Raid
Con il divieto imposto alle vetture del Gruppo B nei rally per motivi di sicurezza a partire dal 1987, Peugeot decide di spostare la sua attenzione sulle competizioni di lunga distanza. La 205 T16 inizia così la sua avventura nei Grand Raid, particolarmente nella Parigi-Dakar. La struttura robusta e l’elevata potenza della vettura, ottimizzata per i terreni sabbiosi e accidentati, le permettono di affermarsi anche nelle gare desertiche, prolungando l’eco dei suoi successi nei rally.
La Peugeot 205 Turbo 16 rappresenta una pietra miliare non solo per il marchio Peugeot, ma per l’intero mondo dei rally. L’intuizione di Jean Boillot, la visione tecnica di Jean Todt e la capacità dei piloti nel portare la vettura ai massimi livelli hanno fatto della 205 T16 una delle vetture più iconiche e leggendarie degli anni Ottanta. Le innovazioni meccaniche e il design audace della T16 influenzeranno profondamente le strategie future nel motorsport, consacrando Peugeot tra le grandi protagoniste delle corse su strada e nei deserti, cementando il mito della 205 Turbo 16 come simbolo di un’epoca d’oro del rally.








