Miele e Ogliari svelano il Rally dei Laghi

Miele e Ogliari svelano il Rally dei Laghi

Mentre nei giorni scorsi i concorrenti ritardatari si affrettavano a formalizzare le ultime iscrizioni, la segreteria del Rally Internazionale dei Laghi si apprestava ad iniziare il corposo lavoro consistente nell’elaborazione dell’elenco iscritti, uno degli ultimi passaggi fondamentali prima della gara che, va ricordato, si svolgerà nelle giornate di sabato 27 e domenica 28 febbraio in provincia di Varese.

L’Asd Rally dei Laghi conferma che la gara si terrà a porte chiuse e quindi non vi sarà modo, per gli spettatori, di assistere dal vivo allo shake down su San Michele al sabato e ai passaggi delle vetture sulle due prove di Sette Termini e Valganna individuate per la giornata di domenica. Abbiamo scelto di farci descrivere le speciali del Rally dei Laghi da due protagonisti della corsa che, per diverse ragioni, non saranno al via dell’edizione 2021. Giacomo Ogliari, vincitore di ben cinque edizioni (1994-1997-2000-2001-2002) e Simone Miele (primo nel 2016 e in cover nella foto di Mattia Ozbot) ci accompagnano sul Sette Termini e sull’Alpe-Valganna.

PS1-3-5 Alpe-Valganna (13,70 km)

“E’ la prova più lunga delle due presenti quest’anno e sarà la più decisiva – spiega Simone Miele, pilota classe 1988 vincitore cinque anni fa insieme a Mometti- anche perché storicamente sul Sette Termini le prestazioni a parità di vettura sono sostanzialmente simili. La prova la si potrebbe suddividere in due macro blocchi distinti tra di loro; dallo start di Cuasso al Monte fino alla compressione di Ganna e da lì sino al fine prova posto prima delle case di Ghirla: del resto anche in passato erano due stage slegati l’uno dall’altro e solo in tempi recenti hanno formato un unico tratto. Le caratteristiche tra questi due pezzi di prova sono assai differenti e a loro volta potrebbero essere ancora suddivise in altre due parti; tutta questa varietà di condizioni è l’elemento estremamente affascinante dell’Alpe-Valganna. I primi due chilometri di speciale iniziano con una salita stretta e guidata ma con alcuni punti insidiosi come il passaggio nella frazione di Cavagnano; dopo i tanti “dentro-fuori” con una velocità non elevata, dall’abitato si aumenta il ritmo. Dal “cucuzzolo” dell’Alpe ci si immette in una discesa molto ripida e veloce in cui si usano marce alte: conterà il coraggio perché la strada è farcita di rettilinei, curve veloci e tornanti; il grip è abbastanza buono ma nei pressi delle staccate si scivolerà molto; importante è affrontare bene i tornanti in quanto si rischia di perdere troppo tempo nel fare le derapate specie con le vetture 4×4. Al km 5 vi è una chicane ed un successivo rallentamento: siamo alla celebre compressione di Ganna che invita alla salita; già da qui, scrutando gli intermedi, si potrà vedere chi ha fatto la differenza in discesa. La ripartenza è fulminea perché si tirano tutte le marce; ci sono curve molto veloci quasi tutte da fare in pieno. Si arriva alle famose “colonne” di Boarezzo dove una volta partiva la prova Valganna; si trovano diversi tornanti in salita; non sono troppo impegnativi se non l’ultimo tornante sinistro che è un po’ più stretto degli altri. Subito dopo si arriva al famoso dosso di Boarezzo: chi ha pelo riesce quasi a farlo pieno! Giunti nei pressi del ristorante “Ai Panigacci” c’è un accenno destro molto veloce in cui affiorano alcuni sassi; pizzicarli vuol dire forare e dire anche addio ai sogni di gloria. Si passa sulla temibile griglia -tende a portare all’esterno- e da lì si viaggia ad altissime velocità e quindi serve molto coraggio. Il primo dosso sinistro è da fare pieno mentre nel piano attenzione ai buchi e ai tagli: il grip è assai precario. Se il tempo fosse brutto è quasi certo trovare fango e nebbia! Il tratto pianeggiante è importante: chi entra senza ritegno nelle curve farà la differenza; si arriva a ritmi sostenuti fino al bivio di Marzio, altro punto significativo: non si può più tagliare a sinistra come un tempo: al mio primo Laghi nel 2008 finii sul terrapieno senza grosse conseguenze! La discesa in cui ci si immette è abbastanza larga e divertente sebbene abbia cappottato nel 2018 sotto il diluvio. Il tratto è velocissimo ed… elettrizzante: bisognerà curare le traiettorie vista la larghezza della strada; prima del fine prova ci sarà una curva “balorda”: si arriva in quinta e si trova un accenno sinistro cieco e poi subito una destra che va segnata bene nelle note. In questa prova sarà determinante la scelta delle gomme che non sarà per nulla facile: anche se asciutta ci sarà scarsa aderenza a causa del freddo o del sale gettato per il ghiaccio. Il primo passaggio farà la differenza specie nella prima discesa; è’ una prova in cui non è importante il modello di vettura che si ha quanto il “pelo” dei piloti. Le difficoltà stanno nell’adattarsi a cambiare il ritmo per quattro volte; concentrazione, coraggio, precisione e azzardo: questi i quattro elementi fondamentali per i quattro segmenti che ho descritto. Buon rally a tutti!”.

PS2-4 Sette Termini (9,750 km)

“Parliamo di una “classica” prova speciale sia del Rally dei Laghi che, solo per quanto riguarda la salita, anche del Rally Aci Varese. Anni fa infatti, la prova speciale del Sette Termini riguardava solo il tratto da Cugliate Fabiasco al Ristorante posto sulla sommità della salita in cui convergono ben sette comuni, da cui deriva il nome della località e di conseguenza anche della prova speciale. Vi era un trasferimento attraverso una “mulattiera” diventata successivamente – una volta asfaltata e allargata- la continuazione della prova speciale come la conosciamo oggi e cioè lunga fino a Montegrino.
Fin dai tempi in cui gareggiavo con le Lancia, le Toyota e le Renault, ho percorso centinaia di volte questo tratto perché è una strada particolarmente efficace per effettuare test e per sviluppare gli assetti e la motricità delle auto da gara. La partenza, all’altezza dell’acquedotto di Cugliate Fabiasco, è in salita e i primi chilometri sono guidati, con numerosi tornanti e allunghi con curve medio-veloci; durante la salita vi è spesso un cambio di aderenza in quanto l’asfalto non è sempre uguale e, in questo periodo dell’anno, presenta molti tratti umidi. Una volta giunti alla “sinistra lunga” nel territorio denominato Nave, ove sempre vi è molto fango, ricomincia la salita un po’ più ripida con tratti veloci intervallati dagli ultimi tornanti ampi.
Da alcuni anni, sulla sommità, per motivi di sicurezza, viene creata una chicane artificiale per rallentare in quanto il dosso risulterebbe eccessivamente veloce. Da lì, comincia una discesa molto veloce da “pelo sullo stomaco” intervallata sempre da tornanti e da curve che cambiano in modo repentino il proprio raggio. Vi sono dei tratti di sottobosco che presentano spessissimo umidità, fogliame e viscido che possono creare difficoltà nella guida. Verso la fine della prova, che è lunga quasi 10 km, vi sono alcuni “tagli obbligatori” e quindi vi sarà notevole sporco, terriccio o fango sulla strada specie per gli equipaggi con numeri alti: senza tagliare diventerebbe impossibile rimanere in strada o si dovrebbe percorrere in modo molto lento tali curve. La speciale si conclude poco prima del laghetto di Montegrino Valtravaglia, storico luogo dove partiva la “piesse” nel senso opposto fino al 2016.
Scorrendo la “tabella distanze e tempi” si può notare come il primo passaggio avverrà alle 8:41 e quindi si andrà incontro ad una scarsa aderenza viste le probabili basse temperature. Il secondo passaggio, che avverrà alle ore 12:42, dovrebbe essere, da un lato, un po’ più semplice, essendoci meno viscido ma la strada sarà sicuramente più “segnata” dal passaggio delle altre autovetture. Visto il grande lavoro di coinvolgimento coi media nazionali e locali da parte dell’organizzazione, chiedo con il cuore a tutti gli appassionati di restare a casa e di seguire via internet e sui social i tempi in prova speciale dei propri beniamini con la speranza che, il prossimo anno, si possa ritornare ad un Rally dei Laghi aperto a tutti con tanto tifo, elemento importantissimo per la nostra disciplina”.