Il mondo dei rally dice addio ad Hannu Mikkola

Il mondo dei rally dice addio ad Hannu Mikkola

Nonostante il ritiro all’inizio degli anni Novanta, le diciotto vittorie nel Campionato del Mondo Rally mantengono ancora oggi Hannu Mikkola tra i primi dieci piloti di rally di maggior successo nella storia del mondo. Ha vinto il Campionato del Mondo Rally nel 1983 su un’Audi Quattro, ma anche tre volte è arrivato secondo e tre volte è arrivato terzo. E oggi, il rallysmo mondiale piange questo grande campione, deve dire addio ad Hannu Mikkola, che nella tarda serata del 26 febbraio ha esalato l’ultimo respiro.

La notizia, condivisa via social dalla famiglia, è stata confermata anche da un portavoce del WRC all’Afp. Il pilota Ford e Audi, più conosciuto come “Il Finlandese volante”, vinse il titolo iridato rally nel 1983 e per sette volte il Mille Laghi, la difficile prova di casa in Finlandia, una delle corse più celebri dell’automobilismo. E fa effetto pensare che Mikkola se ne sia andato proprio nei giorni della prova iridata finlandese del mondiale, in programma questo fine settimana.

Hannu Mikkola era ingegnere e, in un paese dove i rally sono lo sport nazionali e dove per molto mesi l’anno si viaggia al buio e sul ghiaccio, iniziò a correre in auto in età adulta, quando aveva oltre vent’anni. Allora, all’epoca eroica dei rally, per diventare un grande campione serviva un requisito: essere nato nella penisola scandinava.

Per i primi anni del Mondiale, istituito nel 1973 come Costruttori ed affiancato dal 1979 anche dal titolo riservato ai Piloti, i ragazzi del grande Nord (e in particolare i finlandesi) vincevano più gare di tutti gli altri messi insieme. L’albo d’oro parla chiaro: Aaltonen, Toivonen padre e figlio, Makinen, Mikkola, Alen, Waldegard, Blonqvist, Salonen, Kankkunen, tutti campioni del mondo per i primi dieci anni con la sola parentesi del tedesco Walter Rohrl.

Mikkola ha iniziato a pennellare traiettorie prima che nascesse la serie iridata e poi ha messo in bacheca 18 rally mondiali, vincendo con navigatori e macchine che hanno fatto la storia, a tutte le latitudini. Hannu esordì nel 1963 come pilota privato nei rally nazionali, poi fu ingaggiato dalla casa di Goteborg Volvo.

Nel 1966 le prime vittorie mettendosi alle spalle Aaltonen (uno dei moschettieri del team Mini Cooper) e Makinen. Nel 1967 Cesare Fiorio gli affida una Fulvietta a Montecarlo: gran bella gara, ma nessun risultato. Nel 1968 passa alla Ford e, al volante della Escort, vince all’età di 26 anni il Mille Laghi, la prova iridata finlandese. Quella vittoria è stata la prima di una lunga serie, Hannu trionfò altre sei volte sui velocissimi sterrati e sui salti della corsa di casa.

Il suo primato è stato solo eguagliato, ma non battuto, negli anni Duemila dal connazionale Marcus Grönholm. Mikkola ha vinto dappertutto (Portogallo, Nuova Zelanda, Svezia, Argentina), ma i suoi amori furono le fangose foreste dell’autunno britannico dove si impose quattro volte al Rally Rac, l’Africa, dove dominò in Marocco, Costa d’Avorio e due volte al mitico Safari in Kenya.

Adorava anche le maratone, fu primo alla Londra-Maxico City. Fu navigato dal Jean Todt, ex capo della Ferrari nell’era Schumacher e per tre mandati di fila presidente della Federazione Internazionale (FIA). Ha vinto, oltre che con la Volvo e la Ford, anche con la Peugeot, la Toyota, la Mercedes e l’Audi. Proprio con la casa dei Quattro Anelli il periodo più bello e i risultati migliori.

Hannu viene ingaggiato infatti nel 1980 dal leggendario ingegner Piech per sviluppare il progetto rivoluzionario della Quattro. Mikkola era stato due volto vice campione del mondo: nel 1979, per un solo punto dietro a Waldegard, e nel 1980 alle spalle di Rohrl. Nel 1981 ottiene la prima vittoria per l’Audi in Svezia. L’anno successivo è terzo in classifica generale preceduto dalla compagna di squadra e pilotessa più forte di tutti i tempi Michel Mouton che contese il titolo al solito Rohrl. Nel 1983, finalmente, arriva il meritato titolo.

L’ultima vittoria è con l’Audi 200 quattro al Safari del 1987. Nel 1994, a 42 anni, decise di lasciare lo sport professionistico, anche se seguirono quattro deludenti stagioni con le Mazda 323. L’ultima uscita di Mikkola nel WRC, arrivò nel 1993 – il 1000 Laghi – guidando una Toyota Celica Turbo con cui concluse settimo assoluto, all’età di 51 anni.

I figli gli hanno reso omaggio con messaggi sui social: “Abbiamo perso mio padre Hannu per cancro questo fine settimana – ha twittato Vesa Mikkola, uno dei due figli – la maggior parte lo conosceva come un grande del rally che ha inaugurato gli anni d’oro dello sport. Per me era papà, e incredibile in questo”.

Altri veterani delle corse come i campioni del mondo Carlos Sainz, Sebastien Ogier e Petter Solberg hanno pianto la sua morte. “Mi scalda il cuore nel vedere i post che ricordano mio padre – ha scritto su Twitter Juha Mikkola, l’altro figlio del pilota – io lo ricorderò come un marito straordinario di mia madre Arja, padre di Vesa e me, e nonno. Grazie di tutto papà, ci hai dato un incredibile esempio da seguire nella vita.”