,

”I vigili del fuoco e il soccorso alpino hanno fatto il loro lavoro”

questore milone

Abbiamo raccolto telefonicamente il disappunto del questore di Siena, Pietro Milone, che ha replicato all’articolo dedicato a quanto capitato sulla PS6 del Rally del Brunello. Il dirigente superiore di polizia è colui che ha firmato l’ordinanza per la disputa del rally valido per il CIRT.

“Sono stato io a firmare l’ordinanza per l’effettuazione del Rally del Brunello e al suo interno ho inserito una nota che riguarda proprio la sospensione della gara o di prove speciali in caso di intervento delle forze dell’ordine anche per motivi di emergenza. E questa era un’emergenza. Ritengo che scrivere che il Soccorso Alpino e i Vigili del Fuoco hanno creato panico in prova speciale sia denigratorio del lavoro svolto da queste istituzioni per intervenire in soccorso di una persona che aveva chiamato il 112, il servizio di emergenza nazionale, perché aveva bisogno di aiuto”. Questo l’inizio della replica del questore di Siena, dottor Pietro Milone, manifestata direttamente al nostro giornale in riferimento all’articolo dedicato a quanto accaduto sulla PS6 del Rally del Brunello.

“Avete presente cosa si deve fare quando si incontra un mezzo di soccorso con le sirene accese? Avete presente che un ritardo anche di un solo minuto potrebbe costare la vita a qualcuno? Il fatto che la direzione di gara o gli organizzatori abbiano contatto i carabinieri di Montalcino, quando invece c’è un numero nazionale per le emergenze, è del tutto irrilevante – aggiunge il questore -. Il Soccorso Alpino e i Vigili del Fuoco con le sirene accese non forzano nessun blocco e gli ufficiali di gara non possono permettersi di rallentare o ostacolare un intervento di emergenza. In questo caso, i mezzi in questione avevano diritto di passare, stavano svolgendo il loro lavoro. Nessuna gara è più importante della vita umana. Quindi in questi casi si ferma tutto. E basta”.

I mezzi di emergenza, da quanto risulta al nostro giornale, sono entrati in PS in contromano per poco meno di 200 metri e in quei momenti era in arrivo la vettura con l’equipaggio Mangiarotti-Guzzi, la numero 73. Il commissario della postazione, a questo punto in panico, perché sapeva che poteva succedere un brutto incidente, ha iniziato a sventolare la bandiera gialla, perché alla sua postazione quella rossa non era assegnata, come da regolamento. La normativa Aci Sport attualmente in vigore prevede che la bandiera rossa sia presente solo nelle postazioni intermedie.

Quindi, siccome la bandiera gialla significa “rallentare” ma non “fermarsi”, il panico si è raddoppiato. E non perché lo abbiano creato i mezzi di soccorso, ma perché la situazione era da panico. Il fatto che Mangiarotti e la Guzzi si siano fermati con la bandiera gialla, conoscendo il regolamento, è legato a buon senso e professionalità dell’equipaggio in questione. Per capirci: riteniamo che o è stata la Guzzi o è stato Mangiarotti a volersi fermare, perché la bandiera gialla non stava ad indicargli di doversi fermare, ma solo di rallentare (rallentare in gare è spesso un concetto soggettivo). E abbiamo parlato di panico, perché sono stati secondi vissuti con grande tensione e paura non solo in prova speciale.

Da parte nostra non c’è mai stata alcuna intenzione di denigrare il lavoro delle forze di emergenza, siano loro polizia, carabinieri, vigili del fuoco, soccorso alpino, protezione civile, pronto soccorso… Il lavoro di questi uomini e donne si presta allo svolgimento e alla sicurezza dei rally stessi (sono loro che intervengono durante gli incidenti) e, quindi, ci sentiamo di confermare che nei confronti del loro operato c’è il massimo rispetto.

RS è in edicola tra il 5 e il 7 di ogni mese

RS

12 numeri all’anno, più di 120 pagine di novità ogni mese, test, inchieste, interviste, reportage, amarcord e storie. Siamo solo nelle migliori edicole di tutta Italia

I lettori possono prenotare RS direttamente tramite l’edicola, che può richiederlo a MePe Distribuzione di giornali, riviste e periodici