Targa Florio 1965, Collesano, la Ferrari 330 P2 di Vaccarella-Bandini

Clamoroso: Targa Florio contesa tra Aci e Regione Sicilia

Si agitano le acque intorno al marchio Targa Florio. L’Aci può spendere fino a 4,3 milioni, ma anche la Regione Sicilia vuole poter partecipare alla trattativa. Scende in campo persino il sindaco di Palermo, proprietario della Floriopoli, che chiede un incontro con il ministro, con il presidente dell’Aci e con quello dell’Ac Palermo. Il pressing sull’Automobile Club d’Italia incalza, ma la Targa Florio sarà venduta.

La notizia emersa nei giorni scorsi di un’offerta da parte dell’Automobile Club d’Italia (potete leggerla qui) non è passata sotto traccia. Ha innescato preoccupazioni, che si sono velocemente trasformate in polemiche. L’Aci ha autorizzato il presidente Angelo Sticchi Damiani ad offrire 4,3 milioni di euro per acquistare il marchio della storica gara fondata da Vincenzo Florio. Giusto e lecito. Ma quanto vale davvero la Targa Florio? Poche centinaia di migliaia di euro, oppure 6 e più milioni? Pagarla 4,3 milioni è un affare o un “credito tossico” che potrebbe esplodere in pancia all’Automobile Club d’Italia?

Domande che si saranno fatti anche nella Regione Sicilia che, per bocca dell’assessore ai Beni Culturali, Alberto Samonà, in conferenza stampa a Bagheria, ha fatto sapere che “La Regione Sicilia è interessata ad acquisire il brand Targa Florio per evitare che lo portino via. Deve continuare a essere un bene di questa terra”. Una proposta che basa la sua validità nel vincolare all’identità siciliana il titolo della manifestazione sportiva, in modo da dotare la Regione Siciliana di un diritto di prelazione. L’ultimo passaggio della frase dell’assessore ha suscitato un silenzioso vespaio di polemiche si è trasformato in un silenzioso e snervante braccio di ferro politico.

La Regione vuole partecipare ad un’eventuale vendita del marchio. Un offerta a sorpresa, che rappresenta una sorta di alternativa alla proposta che presenterà Aci, per rilevare i diritti del brand, che ricordiamo essere una vera icona dell’automobilismo sportivo, sulla quale si è acceso l’interesse di Aci. “La Targa Florio appartiene alla nostra storia – dice l’assessore Samonà – e deve restare in Sicilia. È il primo brand italiano che diventa oggetto di riconoscimento di interesse culturale, ai sensi dell’articolo 10 comma 3 del codice dei beni culturali. Si è disposto che la Sovrintendenza di Palermo proceda con questa proposta di dichiarazione di bene culturale”. Un escamotage per tentare di interrompere la trattativa tra privati intervenendo con l’interesse pubblico.

Scende in campo direttamente il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, da sempre grande sostenitore della gara di casa sua. Il sindaco del capoluogo isolano ha inviato una lettera al ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, e ai presidenti dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani, e dell’Automobile Club Palermo, Angelo Pizzuto, per richiamare la loro attenzione sul futuro del “Rally Targa Florio”. Orlando ritiene che debbano essere coinvolte tutte le istituzioni, le realtà territoriali e in modo specifico la Città Metropolitana di Palermo, proprietaria dell’impianto Floriopoli.

Il sindaco ha chiesto un incontro al ministro affinché venga affrontato il tema legato al futuro della storica corsa automobilistica siciliana. A questo punto, l’Aci è stata costretta a replicare attraverso i suoi canali ufficiali. Il presidente Sticchi Damiani ha risposto al Sindaco di Palermo: “L’obiettivo è di replicare in Sicilia l’esperienza del Gran Premio d’Italia di F1 e del Rally Italia Sardegna nel WRC, con un progetto di ampio respiro che tuteli il futuro della Targa Florio”.