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Rubriche, Storie

Chi era Gianfranco Silecchia, primo DS Fiat nei rally

Aveva 83 anni. Fece diventare grande il Reparto corse, volle a tutti i costi mettere sotto contratto il giovane Markku Alen e poi passò alla pista con la Lancia.

Gianfranco Silecchia, l’uomo Fiat per eccellenza, se n’è andato venerdì 18 novembre 2022, dopo alcuni giorni di ricovero in ospedale. Piemontese di Pinerolo, classe 1939, è stato il Direttore sportivo Fiat prima dell’unificazione con la Lancia.

Concluso il liceo alla fine degli Anni ’50, diventa corrispondente da Pinerolo per il quotidiano piemontese Gazzetta del Popolo e conosce così il dottor Robustelli, concessionario locale Fiat che lo fece conoscere a Torino. A metà anni ’60 corre come pilota e fonda con alcuni amici (tra cui Luciano Trombotto) la Pinerolo Corse. A partire dal 1967 è direttamente il Reparto esperienze di Mirafiori a rialzare le vetture dei piloti della scuderia.

Nel 1969 Silecchia viene convocato da “Tota” Rubiolo, la mitica responsabile dell’Ufficio stampa Fiat, da Enrico Caiano, pure lui dell’Ufficio stampa, e dall’ingegner Giovanni Sguazzini che gli affidano il ruolo di consulente della Direzione tecnica: “La prima sede – ricordava -era nel sottoscala della concessionaria di corso Bramante, a Torino, con gli allievi della scuola Fiat come meccanici. Le vetture sono delle 125 Gruppo 1 ed iniziano anche ad esserci delle Spider Gruppo 3. Per l’assistenza abbiamo i furgoni 238 che, d’estate, andavano su e giù per le autostrade”. La sede si spostapoi in corso Giulio Cesare dove c’era l’assistenza per i clienti con targa EE, Escursionisti Esteri. Lì i tecnici iniziano a fare anche i motori preparando delle Gruppo 2 e delle Gruppo 4. Nel 1971 Silecchia viene assunto dalla Fiat come Direttore sportivo ed il reparto si sposta in corso Marche 72, nei capannoni dove l’Abarth realizzava le marmitte sportive.

Silecchia rivendicava a sé l’ingaggio del giovane Markku Alen: “L’ho imposto io. Avevamo Pinto, Paganelli e Trombotto ma nessuno di loro conosceva la tecnica per saltare sui dossi finlandesi ed in atterraggio le macchine si piegavano in due. Nel 1973 vedo un giovane finlandese con una Volvo che arriva secondo, è Alen. Mi consulto con i miei collaboratori, parlo con Lindberg che era anche responsabile Pirelli per la Svezia, e lo mettiamo sotto contratto. All’epoca era sempre senza freni, li usava molto. In assistenza parlava solo inglese, i meccanici italiano e non si capivano: ad un certo punto ha tirato fuori la parola “Ferodo” e da allora tutti hanno capito quale fosse il problema”.

Visse da protagonista gli anni di contrasti Fiat-Lancia: “I rapporti non erano facili. Prima della X1/9 stavamo lavorando sulla Dino Spider. Abbiamo poi lasciato da parte quel progetto per concentrarci sulla X1/9, un’auto che era vincente e per la quale ho pianto quando ci è stato imposto di sospendere il progetto per una scelta politica. Dopo l’unificazione con la Lancia ci fu un periodo problematico: Fiorio è passato in corso Marche come Direttore del reparto corse, un ruolo che era in contrasto con quello di Avidano, Direttore di Abarth. E Fiorio si fidava solo dei “suoi” che appena prima del trasferimento aveva fatto promuovere ad un grado superiore rispetto agli uomini Fiat… Ma l’aspetto peggiore furono gli scontri tra i meccanici: quelli Fiat erano specializzati, periti usciti dalle scuole dell’azienda mentre quelli Lancia erano semplici operai. E questo a volte creava contrasti difficili da sanare».

Alla chiusura del programma in pista con la Lancia Silecchia passa ad occuparsi delle squadre esterne dei rally, soprattutto all’estero, per poi andare al Sestriere 3-4 anni a dirigere la parte sportiva agonistica. Si è quindi occupato di motonautica e della Lambo che ha corso nel Mondiale di F1 nel 1991.

Centinaia gli aneddoti su Silecchia e le corse. La Fiat nel 1975 si presenta al Rally del Marocco con Bernard Darniche, vincitore due anni prima con l’Alpine A110, che sa benissimo che ci sono dei punti in cui si può tagliare il percorso “risparmiando” una trentina di chilometri. Bisognerebbe bloccare quei passaggi, il mezzo migliore sarebbe l’elicottero. “Ma in Marocco, a quel tempo, ce ne sono solo tre: quello del re, quello della sua scorta e quello di suo fratello che lo noleggia. Recuperiamo un numero di telefono ed un indirizzo ma lì non c’è nessuno ed il telefono squilla a vuoto. Informiamo Tota Rubiolo che contatta a Casablanca la Somaca, azienda che assemblava vetture Fiat e Renault, intimando di mandare qualcuno, giorno e notte, davanti all’indirizzo che avevamo. Dopo tre giorni si presenta una persona, attraverso di lui riusciamo ad arrivare al fratello del re ed affittiamo per la gara l’elicottero con le insegne reali guidato da un colonnello in divisa. Lo facciamo atterrare dove pensavamo che passassero gli avversari, che arrivano davvero: sono costretti a tornare indietro perdendo tempo prezioso…”.

“Nel 1980 – raccontava Silecchia – la Fiat non ha in programma il 1000 Laghi ma Alen vuole assolutamente esserci. L’importatore Autonovo assicura che in caso di successo avrebbe ordinato subito 4.000 vetture in più. Alen, molto popolare in patria e con diversi agganci, trova lo sponsor Salora, tv, hi-fi e radio, e quindi partecipiamo. La Salora all’epoca collegava tutte le case sul territorio finlandese con una specie di radio ricetrasmittente: attraverso un operatore si chiedeva di essere messi in contatto con il numero prescelto. Alen recupera cinque di queste radio: una la tiene nell’auto da gara, una va sul furgone, una sulla mia vettura e due sui mezzi dell’Autonovo. Alen ha fatto si che nella centrale della Salora nei giorni della gara ci fossero degli operatori che parlassero italiano…».

La sua presenza è stata importante anche i pista. Negli anni ’80 i meccanicigiravano in tuta o maglietta e pantaloncini. Nel 1984, con la Lancia LC2, i rifornimenti avvenivano infilando il tubo della benzina a pressione mentre dall’altra parte un meccanico innestava nell’altro tappo un bidone da 25-30 litri dove defluiva il carburante in eccesso. “Al Nürburgring – spiegava -un meccanico rimase leggermente ustionato durante questa operazione: tornato a casa vado alla Sparco e compro tute, scarpe ignifughe per tutti i meccanici che le utilizzano a partire dalla 24 Ore di Le Mans”. Ciao “Silly”, grazie di tutto.

18 Novembre 2022/da Gian Domenico Lorenzet
Tags: abarth, fiat, markku alen
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