WRC – Il finale in Arabia Saudita è a rischio
A meno di due mesi dal finale di stagione, le restrizioni sui viaggi in Medio Oriente mettono in dubbio la presenza di due dei tre Costruttori Rally1. La Fia sta valutando la situazione.
Il WRC 2026 rischia di arrivare al suo appuntamento conclusivo in una situazione completamente inattesa. A meno di due mesi dal Rally dell’Arabia Saudita, previsto come ultimo round della stagione, la trasferta in Medio Oriente è infatti diventata un tema di forte preoccupazione per due dei tre costruttori impegnati nella categoria Rally1.
Toyota e Hyundai hanno scritto alla Fia per segnalare le difficoltà legate ai viaggi verso l’Arabia Saudita. Il problema non riguarda, almeno per il momento, la preparazione tecnica o sportiva delle squadre, ma le restrizioni sui viaggi imposte dalle rispettive aziende. Una situazione che potrebbe avere conseguenze pesanti sul finale del campionato.
Toyota: la decisione spetta alla casa madre
Secondo quanto riportato da DirtFish, Toyota Gazoo Racing World Rally Team ha spiegato di essere completamente dipendente dalle decisioni della Toyota Motor Corporation. La casa giapponese mantiene infatti una politica aziendale che, allo stato attuale, non consente ai propri dipendenti di effettuare viaggi nella regione del Medio Oriente.
La situazione viene rivalutata periodicamente dalla sede centrale, lasciando quindi aperta la possibilità che le direttive possano cambiare nelle prossime settimane. Il punto fondamentale è che la squadra WRC, anche qualora fosse pronta sotto il profilo tecnico e organizzativo, non avrebbe la possibilità di decidere autonomamente sulla propria partecipazione. La presenza di Toyota al Rally dell’Arabia Saudita dipenderà quindi dall’evoluzione delle disposizioni della casa madre.
Hyundai monitora la situazione
Anche Hyundai Motorsport si trova davanti a una situazione simile. La casa coreana ha confermato l’esistenza di limitazioni relative ai viaggi di lavoro verso il Medio Oriente e ha spiegato di monitorare la situazione quotidianamente. A differenza di un divieto definitivo, si tratta quindi di uno scenario ancora in evoluzione. Le restrizioni potrebbero essere modificate prima dell’evento e consentire alla squadra di raggiungere regolarmente l’Arabia Saudita.
Per il momento, però, Hyundai non può garantire la propria presenza. Ed è proprio questo il punto che preoccupa maggiormente il WRC: due dei tre Costruttori Rally1 non sono oggi in grado di assicurare la propria partecipazione al round conclusivo.
M-Sport segue le indicazioni delle autorità
La situazione appare leggermente diversa per M-Sport. Il team britannico ha spiegato di seguire le indicazioni del proprio Governo per quanto riguarda i viaggi internazionali. Attualmente le restrizioni riguardano una zona entro dieci chilometri dal confine dell’Arabia Saudita con lo Yemen, un’area che si trova lontano dal percorso previsto per il rally. Questo non significa però che M-Sport consideri la questione chiusa. La squadra ha ribadito che la sicurezza dei propri membri rimane la priorità assoluta e che qualsiasi decisione futura sarà presa tenendo conto dell’evoluzione della situazione.
Un problema che arriva nel momento peggiore
Il tempismo rappresenta uno degli aspetti più delicati dell’intera vicenda. Il Rally dell’Arabia Saudita dovrebbe essere il gran finale del WRC 2026 e, a meno di due mesi dall’evento, un’eventuale modifica del calendario richiederebbe necessariamente una macchina organizzativa importante. Il problema non riguarda soltanto la presenza delle squadre.
Se Toyota e Hyundai non potessero raggiungere l’Arabia Saudita, la Fia dovrebbe infatti valutare attentamente le conseguenze sportive di un appuntamento conclusivo privo di due dei tre Costruttori ufficiali Rally1. Per questo motivo le prossime settimane potrebbero diventare decisive.
Il precedente di Formula 1 e MotoGP
La situazione del WRC arriva inoltre in un contesto nel quale anche altre grandi categorie del motorsport hanno dovuto confrontarsi con le difficoltà legate agli appuntamenti in Medio Oriente. Formula 1 e MotoGP sono intervenute sul proprio calendario con maggiore anticipo, cancellando o modificando alcuni appuntamenti medio-orientali.
Anche per la Formula 1 si attende una possibile decisione sull’ultimo appuntamento nella regione, con Imola indicata come possibile soluzione alternativa. Il WRC, invece, per il momento non ha modificato il proprio programma e continua a monitorare l’evoluzione della situazione.
E se l’Arabia Saudita saltasse?
È questo lo scenario che, inevitabilmente, inizia a essere preso in considerazione. Non esiste al momento una decisione ufficiale sulla cancellazione del Rally dell’Arabia Saudita e, soprattutto, non esiste ancora un piano B definito. Tuttavia, iniziano a circolare alcune ipotesi.
Una delle possibilità riguarda il Six Cities Rally in Portogallo, evento che potrebbe essere interessante anche nell’ottica di una validità per il Fia European Rally Championship. Il principale ostacolo sarebbe però rappresentato dal calendario: con meno di due mesi a disposizione, organizzare un eventuale inserimento nel WRC richiederebbe tempi estremamente stretti.
Un’altra possibilità porta in Spagna. Da tempo esiste interesse per riportare un appuntamento del Mondiale sul territorio spagnolo e, in questo scenario, anche Catalogna e Granada avrebbero manifestato interesse a ospitare un eventuale rally. Ma anche queste possibilità, al momento, devono essere considerate per quello che sono: rumors e scenari ipotetici, non alternative ufficialmente confermate.
Il tempo stringe e la Fia deve monitorare ogni scenario
La situazione rimane quindi estremamente fluida. Toyota e Hyundai devono attendere l’evoluzione delle rispettive politiche aziendali sui viaggi, mentre M-Sport continua a seguire le indicazioni delle autorità britanniche. Parallelamente, la Fia e gli organizzatori devono necessariamente tenere aperti tutti gli scenari possibili.
L’auspicio, per il WRC, è naturalmente che le restrizioni possano cambiare e che il Rally dell’Arabia Saudita possa disputarsi regolarmente, permettendo al campionato di concludersi secondo il programma originale. Ma se questo non dovesse accadere, il tempo a disposizione per trovare una soluzione alternativa sarebbe sempre più ridotto. A meno di due mesi dal via, il gran finale del WRC 2026 è quindi ancora previsto in Arabia Saudita, ma per la prima volta iniziano a emergere dubbi concreti sulla possibilità che tutte le squadre riescano a raggiungere il Medio Oriente.
E mentre Toyota e Hyundai attendono l’evoluzione delle rispettive restrizioni, il paddock inizia inevitabilmente a guardarsi intorno. Per ora nessun piano B è ufficiale. Ma se la situazione non dovesse cambiare, la Fia potrebbe essere chiamata a riscrivere in corsa l’ultimo capitolo del WRC 2026.









