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Mirco Straffi di nuovo in testa al Peugeot Competition

A otto mesi di distanza dallo splendido tris di successi che gli aveva garantito il titolo nella scorsa stagione del Peugeot Competition 208 Rally Cup Pro, il ventiseienne empolese Mirco Straffi si è ripetuto sfoggiando il quarto asso consecutivo con la vittoria al Rally del Casentino, la gara che ha riaperto l’attività rallistica nazionale inaugurando anche la stagione 2020 del trofeo promozionale del Leone.

In effetti, gran parte dei protagonisti della serie 208 Rally Cup PRO, legata a quella nazionale IRCup Pirelli, hanno offerto prestazioni notevoli, dimostrando ancora una volta la straordinaria competitività e affidabilità delle loro Peugeot 208 R2B, vettura che sta continuando a dominare fra le due ruote motrici a livello nazionale (e non solo) ormai da sette stagioni: al Casentino hanno occupato i primi due posti della graduatoria delle “tutto-avanti” e tutti e 13 gli esemplari al via sono arrivati al traguardo.

Mirco Straffi è stato al comando sin dall’inizio, ma per tutto il rally ha dovuto guardarsi dall’altrettanto scatenato reggiano Alessandro Zorra: al traguardo i due – unici dei trofeisti presenti anche lo scorso anno – erano divisi da soli 20” e hanno concluso entrambi nella Top 20 assoluta.

Terzo posto per Paolo Oriella, molto efficace e costante, che ha preceduto il giovane Cristopher Lucchesi jr. – al via soprattutto per preparare il debutto di fine mese nella 208 Rally Cup TOP legata al CIR così come Davide Nicelli e Fabio Farina.

Proprio il trentino Farina l’ha spuntata per meno di 6” nel duello per il quinto posto sull’alessandrino Mario Cecchini. Buon rodaggio, infine, per il romagnolo Franco Ricciardi e per l’emiliano Giovanni Giaquinto. Prossimo appuntamento per il Peugeot Competition 208 Rally Cup PRO sarà a fine settembre al Rally di Bassano.

Marco Belli: ‘Il mio primo rally da guarito di Covid-19’

Lo ricorderà, questo Casentino. Eccome se lo ricorderà. Marco Belli, 55enne di Castelnovo Monti (nella foto d’archivio di Dino Benassi), serberà per sempre nella memoria il rally della Scuderia Etruria che ha aperto non solo le danze dell’IRCup, ma di fatto anche della stagione rallystica 2020: sulle strade aretine, infatti, il reggiano è tornato alle corse dopo aver debellato il Covid, lasciandosi alle spalle un capitolo di paura e dolore che lo ha ovviamente segnato nel profondo.

Il terzo posto di classe R4 conquistato al volante della Mitsubishi Evo X della MFT, per te, vale quanto i tanti titoli di raggruppamento inanellati nelle innumerevoli stagioni vissute nell’IRCup: al Casentino è stata quasi una rinascita.

“Sì, esame superato – sospira sorridendo il veterano che quest’anno batte bandiera Loran -. Avevo un gran voglia di tornare a correre, ma soprattutto di tornare alla normalità dopo questi mesi di paura… Al Casentino era un test, volevo capire se ci fossero le condizioni per continuare a correre. Tutti gli esami erano stati favorevoli, l’abilitazione a correre è arrivata senza patemi. Ma poi c’era da verificare l’impatto con la gara, il caldo, perché comunque qualche strascico il virus me l’ha lasciato… D’accordo con i medici che mi hanno curato e seguito, abbiamo deciso di andare al Casentino per cercare di riprendere subito il ritmo, contando sul fatto che le prove erano più corte del solito e non c’era la Talla a fine corsa. Per fortuna, a parte un momento sul primo passaggio sulla prova lunga (la Crocina, ndr) nel quale ho fatto fatica, poi è andato tutto bene”.

Insomma, sei ancora un pilota: a certificarlo, la bandiera a scacchi finale.

“Infatti l’arrivo è stato il momento più bello. Anche se un po’ distanti da Polisini, è stato emozionante capire che ci sono ancora, posso ancora lottare e, soprattutto, divertirmi correndo. Devo ringraziare il mio navigatore Stefano Costi, che mi ha aiutato tantissimo, e gli altri reggiani presenti: Tosi, Ferrarotti, lo stesso Alen Carbognani (organizzatore dell’Appennino Reggiano, ndr), che mi hanno seguito con premura, amicizia e simpatia durante la gara, dandomi grande supporto anche sul piano morale”.

Oggi possiamo gioire del fatto che abbiamo recuperato il Marco Belli pilota, ma nei mesi scorsi c’era in ballo qualcosa di molto più importante. Raccontaci la tua odissea nel Covid.

“E’ iniziato tutto intorno al dieci marzo con una piccola influenza: il virus l’ho contatto in ambiente lavorativo, probabilmente all’aeroporto. Sta di fatto che poi, involontariamente, ho contagiato mio figlio. Da lì, sono entrato in un mese di dolore e soprattutto di paura: perché quando hai la febbre alta, non ragioni bene ed accendi la televisione sentendo tutto quello che stava accadendo, non potevi non avere paura. E tanta. Poi, settimana dopo settimana, seguendo le indicazioni e le terapie dei medici, ne siamo usciti sia io, sia mio figlio. Ma non senza strascichi: il virus attacca gli organi più deboli in quel momento, nel mio caso stomaco e reni. Ed ora devo fare i conti con un polmone che, causa una cicatrice lasciata in eredità dalla polmonite interstiziale, non lavora ancora al meglio. I medici mi hanno detto che ci dovrebbero volere dai sei ai dodici mesi, ma è anche possibile che non si rimargini e resti così com’è”.

In questo contesto, sei una delle persone più indicate a dire la propria sul protocollo varato da Acisport, su approvazione del governo, che ha permesso la ripartenza dei rally in Italia.

“La federazione ha studiato un protocollo davvero importante e ben fatto – sottolinea Marco Belli -. Tra le varie cose, apprezzo molto il nuovo sistema di verifiche, che spero resti invariato anche quando sarà terminata l’emergenza: ottimizza i tempi, rende tutto più snello. Il rally è stato organizzato al meglio, devo dire che Scuderia Etruria ha fatto un grandissimo lavoro in una situazione difficile, perché erano i primi a dar vita una gara dopo il lockdown. Hanno predisposto tutto al meglio, riordini e parco erano sistemati con attenzione certosina. Direi un ottimo esempio da seguire, anche se presumo ci sarà spazio per migliorare, con il tempo. Ma direi che è andato tutto bene, compresa l’assenza del pubblico…”.

Che ne dici dei rally a porte chiuse?

“Da pilota è difficile correre in queste condizioni: non vedere la gente che ti sostiene a bordo strada sembra un dettaglio, e invece fa la differenza. Il pubblico è una componente naturale dei rally, ma adesso dobbiamo capire tutti che, se si vuole correre, ci vuole pazienza e bisogna aspettare”.

Già, perché il Covid non è solo una semplice influenza…

“Ragazzi, non scherziamoci: serve stare attenti. Può colpire chiunque ed in ogni modo: io e mio figlio siamo stati fortunati e ce la siamo cavata, ma un amico di meno di 60 non è più qui con noi a raccontarla. Questo coronavirus non va sottovalutato”.

Che accoglienza hai trovato, arrivando a Bibbiena, lo scorso week-end?

“Ottima, da parte di tutti: è stato bello tornare nel nostro ambiente. Ma vorrei anche ricordare i tanti amici che, nei giorni più difficili, mi sono stati vicini: oltre ai tanti reggiani, cito persone come Michele Bernini e Felice Re, per esempio. Allora magari non avevo molta voglia di rispondere, ma ho apprezzato molto la loro vicinanza. Sono molto riconoscente a tutti loro, così come a chi si è occupato di me e di mio figlio”.

Ora che hai rotto il ghiaccio, te la senti d’imbastire un programma per il resto della stagione?
“Conto di tornare in azione, ma non so ancora dove e quando. Di certo, c’è che non potrei proprio mancare all’Appennino Reggiano: da quando ho debuttato, nel 1986, non ho mancato una presenza, divenendo il recordman della gara. E – chiude scherzando – non potrei concedere al mio amico Roberto Vellani di avvicinarsi al mio primato…”.

Andrea Crugnola vince tra gli applausi del ‘pubblico’

Solo sulla prova conclusiva, che era il secondo passaggio sui quasi 23 chilometri della PS Crocina, si è risolto l’intricatissimo Rally del Casentino 2020, primo rally in Italia del post lockdown in Italia. Nel passaggio precedente Andrea Crugnola aveva fatto segnare il miglior tempo in 13’43″7. E sulla ripetizione si è aggiudicato la gara mentre Pietro Ometto gli urlava le note, sfogando anche lui mesi di astinenza, silenzi, brutte notizie. Andrea Crugnola, il “privato” più amato da Citroen Italia, ha attaccato dall’inizio della gara e non ha concesso scampo, rosicchiando secondi e bruciando chilometri.

Per fortuna, “Cru” non si è sentito troppo solo. Ha potuto sentire il calore del pubblico presente in PS che ha tifato per lui. Un pubblico ridotto, ma molto appassionato e ordinato. Persone che, pare, fossero in zona a raccogliere funghi e cercare fiori rari, ignari che da quelle parti passasse una prestigiosa competizione internazionale. Poi hanno sentito i rumori dei motori e il profumo di benzina bruciata ha superato quello dei porcini. Olé, via i cesti e in mano smartphone e macchine fotografiche. Qualcuno anche sui tetti. D’altra parte, come si poteva mancare al Rally del Casentino con i suoi 108 partenti tra piloti di vetture moderne e storiche?

Per tutta la gara, a dare filo da torcere a Crugnola è stato, come da pronostico, il bravo e veloce Damiano De Tommaso, navigato da Patrck Bernardi sulla Skoda Fabia R5. La nuova coppia ha conquistato il secondo gradino del podio e dimostrato di avere un ottimo feeling, lasciando ben sperare per il futuro. Damiano De Tommaso ha disputato una gara molto aggressiva e si è aggiudicato in modo spettacolare anche la PS6 in 5’24″2.

Uno scatto di Mattia Bonfanti del Rally del Casentino 2020
Uno scatto di Mattia Bonfanti del Rally del Casentino 2020

Peccato che proprio negli ultimi chilometri sia uscito di strada Gianluca Tosi. In terza posizione finisce Fabio Andolfi con alle note la ex copilota di De Tommaso, Giorgia Ascalone, anche loro sulla Skoda Fabia R5. Finalmente si rivede un Andolfi in forma incisivo. Speriamo riesca a togliere presto un po’ di ruggine e a tornare su una R5 nel Mondiale.

Dopo la PS5, a due prove da termine, in testa c’era già Crugnola, tallonato da De Tommaso e Andolfi. Non lontano Avbelj e Porro. Più staccati Rovatti e Razzini, Signor, Dal Ponte e Cresci. Nella classifica avulsa dell’IrCup, invece, essendo trasparente Andrea Crugnola, in testa c’era De Tommaso.

“Stiamo facendo uno shakedown generale: non è mai semplice con un navigatore nuovo. Abbiamo iniziato a lavorare bene con la squadra: non abbiamo tenuto un passo molto alto, ho fatto fatica a tenere le mie traiettorie”, ha detto De Tommaso.

Dopo un Rally del Casentino 2020 strano per come siamo sempre stati abituati a viverlo (ma menomale che si è riusciti ad organizzarlo), fuori al podio ha trovato posto Avbelj sulla Skoda, che ha staccato Porro e la Fiesta WRC. Sesta posizione per Rovatti con la Skoda, seguito da Razzini e da Signor, entrambi sulle Polo. Poi Dal Ponte (Skoda) e Cresci (Volkswagen).

Nel corso della diretta di Rallylink, Crugnola ha dichiarato: “Siamo contenti: abbiamo scoperto la macchina in gara dopo qualche mese di inattività. Non è stato facile nella prima speciale ma abbiamo cercato di prendere il ritmo facendo anche qualche modifica in vista di Roma”.

Un Marcello Razzini in versione ‘formica’ capitalizza una gara non priva di difficoltà mettendo in carniere i primi, preziosi punti nella classifica della International Rally Cup. Al rally del Casentino, gara che ha di fatto segnato l’inizio della stagione rallystica dopo la lunga sospensione imposta dal lockdown, il veloce e concreto 35enne ducale centra un significativo piazzamento che tornerà sicuramente utile nell’economia di un campionato basato ora su sole tre gare e senza alcuno scarto previsto. Il sesto posto nella classifica dell’IRCup – e settimo nella graduatoria finale assoluta del rally aretino – costituisce un risultato forse appena al di sotto delle aspettative della vigilia, ma permette comunque al portacolori di Collecchio Corse di lasciare Bibbiena con la serenità di chi sa di aver raccolto il massimo e di aver avere davanti a sé buoni margini di progresso.

Soddisfacente è anche il resoconto redatto da MM Motorsport a margine della partecipazione al Rally Internazionale Casentino, appuntamento definito “ripartenza” del movimento rallistico in quanto primo impegno agonistico dopo lo stop imposto dall’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Una gara che ha sancito l’avvio della collaborazione con Davide Nicelli, pilota pavese chiamato ad una programmazione 2020 incentrata nella partecipazione alle due massime espressioni della specialità: il Campionato Italiano Rally Asfalto, mirando alla classifica dedicata alle “due ruote motrici” ed il Campionato Italiano Rally Terra.

Sull’asfalto della provincia di Arezzo, il portacolori della scuderia Maranello Corse ha impostato una condotta di gara che si è rivelata limitante in fase di avvio e legata ad una soluzione di setup della Peugeot 208 R2B non congeniale alle caratteristiche di guida ma che – grazie alle indicazioni fornite dal driver di Stradella ai tecnici del team – ha permesso al pilota lombardo ed al suo codriver Alessandro Mattioda di affrontare le rimanenti prove speciali facendo registrare riscontri in linea con le aspettative della vigilia.

Ma non solo. Ha pagato, in casa Project Team, la prima uscita stagionale dopo lo stop dovuto all’emergenza epidemiologica. Al Casentino, infatti, il portacolori Christopher Lucchesi ha portato a termine una gara test in vista di un 2020 agonistico che lo vedrà impegnato nel Campionato Italiano Rally, categoria “due ruote motrici”, e nel Trofeo Peugeot. Il giovane talentuoso figlio d’arte, in coppia con l’esperto Marco Pollicino, ha macinato chilometri al volante della Peugeot 208 R2 curata dalla GF Racing, registrando sensazioni più che positive una volta giunto al traguardo.

Missione compiuta anche per Christopher Lucchesi, che ha debuttato in questa stagione in occasione del 40. Rally del Casentino (Bibbiena-Arezzo), prima prova del Campionato IRCup. Il giovane di Bagni di Lucca, figlio d’arte, da due anni impegnato nel Campionato Italiano Rally ha svolto un importante test sulle strade casentinesi in preparazione dell’avvio di Campionato tricolore, che avverrà tra tre settimane sulle strade del Rally di RomaCapitale. Una partecipazione, dunque, che non guardava assolutamente al risultato ma al ritrovare tutti gli equilibri, le sensazioni e le indicazioni giuste al volante della Peugeot 208 R2 di GF Racing, per i colori della Project Team, assecondato come consuetudine da Marco Pollicino.

L’intero arco della competizione, già dallo “shakedown” della vigilia, è servito a Lucchesi e Pollicino per macinare chilometri al volante della millesei transalpina che non guidava dallo scorso dicembre, registrando sensazioni più che positive una volta giunto al traguardo. Soprattutto, senza mai guardare ai riscontri cronometrici nei confronti degli avversari, si è lavorato sui set-up da usare, per capire quale fosse la migliore strada da prendere per arrivare preparati al meglio all’avvio “tricolore” di Roma.

Il Lana dei record e il valzer dei copiloti in Toscana

Si può parlare di Lana dei record e come di valzer dei copiloti in Toscana. Ma andiamo con ordine. Evidentemente i rally virtuali non sono stati sufficienti ad appagare la fame dei piloti, così le prime due gare post Covid stanno raggiungendo livelli da record o quasi. Il Rally Lana del prossimo weekend veleggia verso quota 130 (126) contro i 106 dell’anno passato ed i 97 del 2018, anno del suo ritorno in scena con il nuovo promoter rallyLANA.Alive e l’organizzazione tecnica della New Turbomark.

Il Rally del Casentino annuncia 108 al via: in quantità meglio ha fatto solo nel 2017. Ma il Rally del Casentino si annuncia un vero e proprio tourbillon sui sedili destra. Giorgia Ascalone si accomoda al fianco di Fabio Andolfi lasciando il posto accanto a Damiano De Tommaso a Patrick Bernardi, che a sua volta lascia Marco Signor, mentre quest’ultimo avrà come navigatore Francesco Pezzoli.

Nuova anche la coppia Marcello Razzini – Rudy Pollet mentre Jasmine Manfredi sarà con Michele Rovatti. Di lunghissimo corso rallystico come singoli ma Inediti in coppia ci saranno Maurizio Rossi e Paolo Zanini. Che il periodo della pandemia abbia lasciato il segno anche in abitacolo?

Andrea Crugnola in test prima del Rally del Casentino

Andrea Crugnola e Pietro Ometto, ex equipaggio ufficiale Citroen Italia che si è visto cancellare il contratto con la filiale italiana di Citroen a causa del Covid-19, sono degli ossi duri e non mollano, anzi rilanciano con una sessione di test. I due, il 25 giugno 2020 hanno ripreso ufficialmente le attività in vista degli appuntamenti del Campionato Italiano Rally, come si vede dalle immagini AmicoRally.

Andrea Crugnola e Pietro Ometto, che ora sono sostenuti privatamente dalla FPF Sport di Fabrizio Fabbri, che ha scritto la storia italiana dei rally a firma Peugeot e Citroen, hanno effettuato una sessione di test di preparazione in Toscana al Rally del Casentino, prova inaugurale di un IrCup mutilato a tre sole prove (anche in questo caso scelta obbligata dalla crisi causata dalla pandemia di nuovo coronavirus).

IrCup 2020: rivisto calendario rally a 3 gare

Come avevamo anticipato, l’IrCup 2020 avrà un calendario rally di tre gare. L’International Rally Cup – Pirelli 2020 ha dato forma concreta al progetto di ripartenza. Con grande coraggio e tenacia gli organizzatori non hanno mai smesso di credere nella possibilità di poter disputare la Serie in questo difficile 2020 e ora non solo ripartono, ma saranno i primi a farlo.

Il 40° Rally del Casentino sarà il primo rally in Italia dopo l’emergenza Covid-19. Nonostante la necessità di rinunciare a due gare, un grande sforzo è stato fatto per salvaguardare il montepremi che resta superiore ai 200mila euro tra premi finali in denaro e premi a gara. Spiccano i 30mila euro per il vincitore assoluto, ma anche – novità nel panorama rallystico – i 5mila euro al miglior team tra noleggiatori e preparatori.

Il nuovo calendario rally dell’IrCup 2020

Il format rivisto dell’IrCup 2020 prevede un calendario rally tre gare, tutte nella formula “Internazionale”: il Rally del Casentino (3-4 luglio) , il Rally di Bassano (25-26 settembre) e infine il Rally dell’Appenino Reggiano (12-13 dicembre). Restano immutati il sistema di attribuzione dei punteggi dell’IrCup 2020 per ogni gara del calendario rally e la power stage, ovvero l’assegnazione di punti “bonus” al vincitore di una delle prove speciali scelta dall’organizzazione prima dell’evento, ma cambiano i coefficienti che faranno da moltiplicatore ai punti conquistati e che andranno a salire: coefficiente 1 per il “Casentino”, 1,5 per il “Bassano”, 2 per “l’Appennino Reggiano”.

I premi in denaro dell’IrCup 2020

Nonostante la diminuzione delle gare l’organizzazione ha cercato di salvaguardare il montepremi di inizio stagione: se il vincitore si poterà a casa 30mila euro, dai 20mila del secondo ai 5mila del quinto classificato i premi restano addirittura invariati rispetto a quelli annunciati a inizio stagione.

L’attenzione dell’IRC – Pirelli verso i giovani e le classi propedeutiche si traduce in un montepremi invariato anche per le classi N3 e N2. I concorrenti iscritti in N3 si giocheranno il premio di 10mila euro assegnato al campione a cui vanno aggiunti i 5mila per il vice e i 3mila per il terzo; nella N2 il più veloce si porterà a casa 8mila euro, 4mila al secondo e 2mila al terzo.

Nessuna variazione neppure per il raggruppamento S1600, R3C, R3T, A7 e Racing Start Plus. I primi tre vinceranno 10mila, 6mila e 4mila euro. 10mila e 5mila euro andranno invece ai primi due del raggruppamento S2000, R4, N4, e A8. Infine l’ambito e combattuto trofeo Peugetot 208 R2B garantirà al vincitore 12mila euro e premierà i primi quattro di classe.

L’IRC – Pirelli 2020 conferma anche l’attenzione verso i noleggiatori e i preparatori delle auto che manterranno la classifica dedicata annunciata a inizio stagione: il miglior team si aggiudicherà 5mila euro e 3mila il secondo. Mantenuti anche i premi a gara con pneumatici Pirelli e carburante Panta per i vincitori delle Power Stage e delle classi. In totale i premi in agevolazioni per i concorrenti sfiorano i 20mila euro

Andrea Crugnola guest star al Casentino, IrCup a 3 gare

Sarà Andrea Crugnola l’ospite d’onore del Rally del Casentino che riaprirà l’attività rallistica italiana nel primo weekend di luglio. Per il varesino si tratterà del debutto in gara con la Citroen C3 R5 curata dalla FPF di Fabrizio e Michele Fabbri: un test in gara quasi indispensabile in vista della prima gara del CIR (ma anche del ERC) 2020 a fine luglio a Roma.

Il rally capitolino sarà particolarmente delicato per tutti i protagonisti del rinnovato Tricolore, e quindi anche per la coppia composta da Andrea Crugnola e Pietro Ometto, visto che ognuna delle due tappe del Roma Capitale varrà come rally a sé stante ai fini dei punteggi.

Per il Rally del Casentino una presenza di richiamo che farà felice Loriano Norcini, organizzatore del rally aretino e coordinatore della serie, specie in un momento in cui la serie privata più affermata d’Italia deve fare i conti non solo con i protocolli per la ripresa, ma anche con le difficoltà collegate al calendario.

Infatti, dopo aver dovuto rinunciare al Rally del Taro (anche se non è escluso che il rally parmense possa in parte riproporsi in gemellaggio con il geograficamente contiguo Rally Appennino Reggiano, ultimo appuntamento del IRC Pirelli 2020), è di queste ore la scelta di rinunciare al Rally di Piancavallo, finito a calendario nella stessa data del Due Valli: una coincidenza di difficile gestione.

Stasera Aci Sport fa il punto: Casentino, Lana e Roma sono pronti

Stasera alle 21 sui canali social di Aci Sport (Facebook, YouTube, ecc.) intervista al presidente Angelo Sticchi Damiani e al segretario generale Marco Ferrari da parte dei direttori delle tre principali testate rallystiche (Andrea Cordovani di Autosprint, Gianni Cogni di RS, e Stefano Cossetti di TuttoRally) con Guido Schittone a fare moderatore. Oggetto della trasmissione il punto sulla situazione in fatto di ripresa dell’attività agonistica nei rally (ma non solo) e decisioni connesse, ad iniziare dal protocollo anti Covid-19 che verrà applicato nelle gare e dalle prospettive per il recupero del Rally Italia Sardegna iridato.

Pur restando decisive le scelte sullo sport che verranno annunciate domani dal ministro Spadafora, i maggiorenti di ACI Sport sembrano fiduciosi sulla possibilità che si torni a correre già ad inizio luglio – candidati ad aprire la ripresa sono il Rally del Casentino del 4 luglio e il Rally Lana della settimana successiva – cosa confermata anche dal fatto che il Rally di Roma Capitale ha già aperto le iscrizioni e pubblicato il proprio Protocollo Covid in attesa di conoscere ufficialmente quello nazionale. E quest’ultimo ovviamente evolverà – si spera in senso liberatorio – in funzione dell’andamento della pandemia Aci Sport, sempre entro domani, deve ricevere ufficialmente da tutti i singoli organizzatori le loro intenzioni sulla disputa dell’edizione 2020.

In base a queste verrà rapidamente stilato il calendario da qui alla fine dell’anno, che nelle intenzioni della Federazione dovrebbe comprendere un numero di gare tale da portare a termine tutti i campionati federali maggiori (CIR, CIWRC, CIRT) ma anche tutte le Coppe di Zona (senza limite minimo di eventi per zona) per definire i finalisti destinati ad affrontarsi al Rally di Como. Sempre nelle idee federali il numero di rally da qui a fine anno dovrebbe essere limitato in totale a poco più di una trentina di cui al massimo 6 per il CIR – alcuni con validità anche per il CIWRC).

Per favorire gli organizzatori il formati delle gare sarebbe in ogni caso ridotto (80-100 km di prove speciali al massimo per i CIR, 50 per i rally di zona), come già anticipato sul numero di RS in edicola a partire dal 5 giugno. Rispetto a quelle anticipazioni ci potrebbe essere una novità: il Rally di Roma Capitale potrebbe diventare gara doppia per il CIR (Gara 1 e Gara 2 associate alle due tappe e non più solo la 1^ Tappa), mentre potrebbe aumentare il numero di scarti per evitare che la gara romana abbia troppo peso in caso di doppio ritiro.

Damiano De Tommaso sbanca l’IRCUP: riflessioni sulla stagione

Tutto è bene quel che finisce bene. Damiano De Tommaso approva senza riserve l’assunto del vecchio detto popolare: “In effetti, quando ci capita di ripensare alla nostra stagione ci accorgiamo che anche gli episodi meno belli, anche quelli decisamente brutti come il principio di incendio che ci stoppò al Rally del Taro, ormai ci fanno sorridere…”.

Il talentino varesotto non usa quel pluralis majestatis che, non più prerogativa di papi e re, è diventato un vezzo per molti: quando parla al plurale è perché lo fa anche a nome di Giorgia Ascalone, la copilota salentina che lo ha accompagnato nella corsa verso il successo nell’edizione 2019 dell’International Rally Cup.

Ereditata nel finale, la vittoria al Città di Bassano è stata la cilegina su una torta bella e gustosa che i due ragazzi – quarantacinque anni in due – hanno confezionato gara dopo gara. A cominciare dall’Appennino Reggiano di aprile: “A prescindere da cosa ci riserverà il futuro, quel primo posto conquistato nell’ultima prova speciale è destinato a restare fra i nostri ricordi più belli”, racconta.

Poi spiega: “Al via di quell’ultimo tratto cronometrato, credevo veramente di potercela ancora fare, ma al tempo stesso non speravo di farcela. Capisco che possa sembrare contraddittorio e forse lo è, ma è proprio quello che provavo mentre eravamo in attesa del via”.

Cinque gare, tre primi posti. E tredici prove speciali vinte: quattro più di Manuel Sossella, cinque più di Paolo Porro e Alessandro Re che, fra tutti, sono stati quelli che gli hanno reso la vita più difficile. I numeri dicono molto e, soprattutto, legittimano più di milioni di chiacchiere da bar la sua vittoria nella serie che anche quest’anno ha proposto un mix di gare bene allestite, con “piesse” bene assortite e, soprattutto con un chilometraggio adeguato.

De Tommaso ne è conscio, anche se sta bene attento a non fare la ruota. La strada, la sua strada, è ancora in salita e lo sa. Ma intanto è salito di un altro gradino. “E – ricorda – non era neppure scontato che riuscissi ad avere la possibilità di provarci. Nato, una decina di giorni prima della chiusura delle iscrizioni dell’Appennino Reggiano, il progetto a un certo punto pareva essere andato in fumo e solo in extremis riuscimmo a far partire in tempo l’iscrizione”.

Il resto è venuto quasi da sé. Con il suo impegno, con la collaborazione di Giorgia, con il supporto di Munaretto. E l’affetto di molti appassionati capaci di vedere oltre le belle livree, i bei caschi. A domanda risponde, ma non sempre. Non quando si sente chiedere quale delle cinque gare dell’IRCup gli è piaciuta di più…

“E come si fa a dirlo? Ciascuna ha qualche caratteristica molto positiva, ciascuna mi ha lasciato dentro qualcosa di bello. Anche il Taro, malgrado il ritiro, alnche il Casentino, malgrado la foratura iniziale e i problemi che abbiamo risolto solo all’ultimo parco assistenza, cambiando i quattro ammortizzatori. Pare impossibile, ma appena fuori dal ‘service’ sentii di avere fra le mani un’auto diversa e difatti lo dissi subito a Munaretto, annunciandogli che se non avessi fatto il miglior tempo sulla magica Talla sarebbe stata solo colpa mia”.

“Piuttosto, quello che trovo manchi nel rallismo italiano – e non mi riferisco a un campionato o a una serie in particolare, ma lo dico in generale – è un maggior cameratismo fra noi che corriamo. Non capisco perché in Italia sia difficile, molto difficile, instaurare rapporti corretti, basati sulla stima reciproca: le gelosie, le ripicche, i sospetti servono solo a rovinare l’ambiente”.

Il successo di Manuel Sossella e Gabriele Falzone in Toscana

Dopo il meritatissimo secondo posto ottenuto al Rally del Taro (vinto da Alessandro Re), Manuel Sossella e Gabriele Falzone, su Ford Fiesta WRC, hanno vinto il Rally del Casentino numero 19. Per Sossella è il terzo successo nel rally toscano, dopo quelli del 2012 e del 2013. L’affermazione è arrivata grazie all’ottima prestazione nella lunga prova conclusiva Talla, di oltre 36 chilometri, disputata in notturna.

Stefano Albertini, leader fino a quel momento, era costretto a cambiare una ruota scivolando in ottava posizione finale, mentre Sossella, terzo, superava Porro-Cargnelutti (Ford Fiesta WRC) che hanno così chiuso al secondo posto. Terzi Gentilini-Zanchetta (Ford Fiesta WRC).

Problemi sulla PS2 per Alessandro Re e Damiano De Tommaso, entrambi su Skoda Fabia R5, tra i favoriti per l’assoluta e per l’International Rally Cup, che hanno forato accusando un grave ritardo. De Tommaso, navigato da Giorgia Ascalone, ha chiuso poi quarto al termine di un’eccellente rimonta con il record sulla Talla.

Alessandro Re, invece, pur avendo partecipato all’ultima PS non ha proseguito fino al traguardo per assistere il padre Felice vittima di un lieve malore al termine della stessa prova. Sarebbero arrivati terzo (Felice) e sesto (Alessandro). Alessandro si è premurato di ringraziare le persone che hanno soccorso il papà in attesa che arrivassero i soccorsi.

In quinta posizione l’equipaggio locale Cresci-Ciabatti (Ford Fiesta WRC), davanti a Gatti-Toni e Roncoroni-Orian ( entrambi su Skoda Fabia R5). La classifica dell’IRCup Pirelli ricalca nelle prime sette posizioni quella del Rally.

Ottavi Luigi Caneschi-Piras (primo tra le Super 1600 su Renault Clio), seguiti da Mirco Straffi in coppia con Marco Nesti vincitori nel Trofeo IRC R2b Peugeot dopo una accesa lotta con Rovatti.
Nelle altre classi Mariani vince nella A7 dell’IRC mentre Trinca Colonel è primo nella N2 dello stesso campionato.

Nel rally nazionale dominano per il secondo anno consecutivo Alessio Santini e Susanna Mazzetti su Skoda Fabia R5, col miglior tempo in tutte e nove le speciali. Al secondo posto Crippa-Pecis (Skoda Fabia R5), al terzo Luca Della Rossa e Fiorenzo Pancaldi sulla non recente Renault Clio Williams.

Nel rally storico il ritiro di Openauer-Baumgartner (Ford Fiesta RS), di Bertelli-Neri (Opel Ascona 400) e di Merencsic-Laboncz (Suzuki Swift GTI), che avevano progressivamente comandato la corsa, vittoria di Gragnoli-Domini (Peugeot 205 Rallye).

La Mitropa Rally Cup ha visto l’affermazione della famiglia Gassner, con Hermann padre (Mitsubishi Evo X) che ha preceduto al traguardo il figlio Hermann Jr (Toyota Gt 86). Completa un podio tutto tedesco la Mitsubishi Evo VII di Martin Kainz.

IRCup 2019, fuori Lirenas e dentro Appennino: il calendario gare

Non solo un appuntamento in più nella prossima edizione della fortunata serie che dal 2002 distribuisce premi importanti: al Rally del Taro e al Casentino si aggiungeranno l’Appennino Reggiano, Il Piancavallo e il Bassano. “Devo dire di essere soddisfatto”. Archiviata la riunione-fiume per attribuire una data a ciascun rally che si svolgerà lungo lo Stivale nel corso della prossima stagione, il calendario dell’edizione 2019 dell’International Rally Cup può essere ufficializzato e Loriano Norcini tira finalmente il fiato.

La serie che porta avanti da ormai quasi un ventennio e di cui è coordinatore si appresta a passare da quattro a cinque atti proprio come erano in molti ad auspicare. E dei cinque appuntamenti in programma, quelli nuovi rispetto al recente passato sono ben tre: nell’ordine, l’Appennino Reggiano che aprirà le danze seguito dal Piancavallo e il Bassano che tornerà a chiuderle a fine settembre. Una mezza rivoluzione che non ha ovviamente coinvolto il Taro e il Casentino, i due rally-monumento della serie che sarà ancora sponsorizzata dalla Pirelli.

“Era arrivato il momento di cambiare e di allargare i nostri orizzonti coinvolgendo un’area importante per tutta la specialità come da sempre è il nord-est”, osserva l’organizzatore bibbienese. Che aggiunge: “Purtroppo ogni medaglia ha il suo rovescio e si è dovuto rinunciare a continuare la collaborazione con il Rally Lirenas e la Coppa Valtellina, due gare che in questi ultimi due anni hanno dato un apporto considerevole all’IrCup. Grazie soprattutto a Emiliano Cardillo e a Danilo Colombini ai quali va il ringraziamento di tutti noi”.

Grassano rally Team: ‘L’International Rally Cup ci ha rapiti’

Con l’ingresso nella International Rally Cup, nel 2019 la gara organizzata da Grassano Rally Team tornerà a far parte di una delle principali serie nazionali. L’approdo nella fortunata serie riservata ai rally Internazionali su asfalto si concretizzerà proprio nell’anno del quarantennale per dare vita ad un’edizione che scriverà un capitolo fondamentale nella storia della manifestazione.

“Quando abbiamo creato il Grassano Rally Team, avevamo tre obiettivi – spiega Alen Carbognani, presidente dell’associazione sampolese -: il primo era quello di rilanciare il Rally Appennino Reggiano, il secondo di riportarlo nella dimensione che gli è più consona, ovvero un campionato di alto livello. Il terzo target era quello di entrare nell’International Rally Cup. Siamo felici ed orgogliosi di aver concretizzato questo cammino, che abbiamo percorso con la fondamentale collaborazione di Automobile Club Reggio Emilia. Ora che siamo riusciti a riportare l’Appennino Reggiano ad alto livello, si apre una nuova pagina: quella che ci vedrà impegnati a consolidare la gara e proseguirne la crescita nell’ambito di un campionato nel quale crediamo da sempre, fermamente”.

“L’International Rally Cup – continua Carbognani – ci ha conquistati per la mentalità che, da sempre, contraddistingue i suoi animatori: penso all’attenzione verso i concorrenti, al ricco montepremi, all’omogeneità degli standard qualitativi proposti dalle gare ed a diversi altri dettagli che fanno di questa serie una delle più apprezzate in Italia, come dimostra l’elevatissimo numero di iscritti che l’IRC è solito collezionare. Per tutto questo, siamo convinti che il campionato nel quale l’Appennino Reggiano possa trovare il terreno più fertile nel quale crescere sia proprio l’IRC”.

Il calendario gare dell’IRCup 2019

6-7 aprile, Appennino Reggiano

11-12 maggio, Piancavallo

8-9 giugno, Taro

5-6 luglio, Casentino

29-30 settembre, Bassano