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Mirco Straffi di nuovo in testa al Peugeot Competition

A otto mesi di distanza dallo splendido tris di successi che gli aveva garantito il titolo nella scorsa stagione del Peugeot Competition 208 Rally Cup Pro, il ventiseienne empolese Mirco Straffi si è ripetuto sfoggiando il quarto asso consecutivo con la vittoria al Rally del Casentino, la gara che ha riaperto l’attività rallistica nazionale inaugurando anche la stagione 2020 del trofeo promozionale del Leone.

In effetti, gran parte dei protagonisti della serie 208 Rally Cup PRO, legata a quella nazionale IRCup Pirelli, hanno offerto prestazioni notevoli, dimostrando ancora una volta la straordinaria competitività e affidabilità delle loro Peugeot 208 R2B, vettura che sta continuando a dominare fra le due ruote motrici a livello nazionale (e non solo) ormai da sette stagioni: al Casentino hanno occupato i primi due posti della graduatoria delle “tutto-avanti” e tutti e 13 gli esemplari al via sono arrivati al traguardo.

Mirco Straffi è stato al comando sin dall’inizio, ma per tutto il rally ha dovuto guardarsi dall’altrettanto scatenato reggiano Alessandro Zorra: al traguardo i due – unici dei trofeisti presenti anche lo scorso anno – erano divisi da soli 20” e hanno concluso entrambi nella Top 20 assoluta.

Terzo posto per Paolo Oriella, molto efficace e costante, che ha preceduto il giovane Cristopher Lucchesi jr. – al via soprattutto per preparare il debutto di fine mese nella 208 Rally Cup TOP legata al CIR così come Davide Nicelli e Fabio Farina.

Proprio il trentino Farina l’ha spuntata per meno di 6” nel duello per il quinto posto sull’alessandrino Mario Cecchini. Buon rodaggio, infine, per il romagnolo Franco Ricciardi e per l’emiliano Giovanni Giaquinto. Prossimo appuntamento per il Peugeot Competition 208 Rally Cup PRO sarà a fine settembre al Rally di Bassano.

Marco Belli: ‘Il mio primo rally da guarito di Covid-19’

Lo ricorderà, questo Casentino. Eccome se lo ricorderà. Marco Belli, 55enne di Castelnovo Monti (nella foto d’archivio di Dino Benassi), serberà per sempre nella memoria il rally della Scuderia Etruria che ha aperto non solo le danze dell’IRCup, ma di fatto anche della stagione rallystica 2020: sulle strade aretine, infatti, il reggiano è tornato alle corse dopo aver debellato il Covid, lasciandosi alle spalle un capitolo di paura e dolore che lo ha ovviamente segnato nel profondo.

Il terzo posto di classe R4 conquistato al volante della Mitsubishi Evo X della MFT, per te, vale quanto i tanti titoli di raggruppamento inanellati nelle innumerevoli stagioni vissute nell’IRCup: al Casentino è stata quasi una rinascita.

“Sì, esame superato – sospira sorridendo il veterano che quest’anno batte bandiera Loran -. Avevo un gran voglia di tornare a correre, ma soprattutto di tornare alla normalità dopo questi mesi di paura… Al Casentino era un test, volevo capire se ci fossero le condizioni per continuare a correre. Tutti gli esami erano stati favorevoli, l’abilitazione a correre è arrivata senza patemi. Ma poi c’era da verificare l’impatto con la gara, il caldo, perché comunque qualche strascico il virus me l’ha lasciato… D’accordo con i medici che mi hanno curato e seguito, abbiamo deciso di andare al Casentino per cercare di riprendere subito il ritmo, contando sul fatto che le prove erano più corte del solito e non c’era la Talla a fine corsa. Per fortuna, a parte un momento sul primo passaggio sulla prova lunga (la Crocina, ndr) nel quale ho fatto fatica, poi è andato tutto bene”.

Insomma, sei ancora un pilota: a certificarlo, la bandiera a scacchi finale.

“Infatti l’arrivo è stato il momento più bello. Anche se un po’ distanti da Polisini, è stato emozionante capire che ci sono ancora, posso ancora lottare e, soprattutto, divertirmi correndo. Devo ringraziare il mio navigatore Stefano Costi, che mi ha aiutato tantissimo, e gli altri reggiani presenti: Tosi, Ferrarotti, lo stesso Alen Carbognani (organizzatore dell’Appennino Reggiano, ndr), che mi hanno seguito con premura, amicizia e simpatia durante la gara, dandomi grande supporto anche sul piano morale”.

Oggi possiamo gioire del fatto che abbiamo recuperato il Marco Belli pilota, ma nei mesi scorsi c’era in ballo qualcosa di molto più importante. Raccontaci la tua odissea nel Covid.

“E’ iniziato tutto intorno al dieci marzo con una piccola influenza: il virus l’ho contatto in ambiente lavorativo, probabilmente all’aeroporto. Sta di fatto che poi, involontariamente, ho contagiato mio figlio. Da lì, sono entrato in un mese di dolore e soprattutto di paura: perché quando hai la febbre alta, non ragioni bene ed accendi la televisione sentendo tutto quello che stava accadendo, non potevi non avere paura. E tanta. Poi, settimana dopo settimana, seguendo le indicazioni e le terapie dei medici, ne siamo usciti sia io, sia mio figlio. Ma non senza strascichi: il virus attacca gli organi più deboli in quel momento, nel mio caso stomaco e reni. Ed ora devo fare i conti con un polmone che, causa una cicatrice lasciata in eredità dalla polmonite interstiziale, non lavora ancora al meglio. I medici mi hanno detto che ci dovrebbero volere dai sei ai dodici mesi, ma è anche possibile che non si rimargini e resti così com’è”.

In questo contesto, sei una delle persone più indicate a dire la propria sul protocollo varato da Acisport, su approvazione del governo, che ha permesso la ripartenza dei rally in Italia.

“La federazione ha studiato un protocollo davvero importante e ben fatto – sottolinea Marco Belli -. Tra le varie cose, apprezzo molto il nuovo sistema di verifiche, che spero resti invariato anche quando sarà terminata l’emergenza: ottimizza i tempi, rende tutto più snello. Il rally è stato organizzato al meglio, devo dire che Scuderia Etruria ha fatto un grandissimo lavoro in una situazione difficile, perché erano i primi a dar vita una gara dopo il lockdown. Hanno predisposto tutto al meglio, riordini e parco erano sistemati con attenzione certosina. Direi un ottimo esempio da seguire, anche se presumo ci sarà spazio per migliorare, con il tempo. Ma direi che è andato tutto bene, compresa l’assenza del pubblico…”.

Che ne dici dei rally a porte chiuse?

“Da pilota è difficile correre in queste condizioni: non vedere la gente che ti sostiene a bordo strada sembra un dettaglio, e invece fa la differenza. Il pubblico è una componente naturale dei rally, ma adesso dobbiamo capire tutti che, se si vuole correre, ci vuole pazienza e bisogna aspettare”.

Già, perché il Covid non è solo una semplice influenza…

“Ragazzi, non scherziamoci: serve stare attenti. Può colpire chiunque ed in ogni modo: io e mio figlio siamo stati fortunati e ce la siamo cavata, ma un amico di meno di 60 non è più qui con noi a raccontarla. Questo coronavirus non va sottovalutato”.

Che accoglienza hai trovato, arrivando a Bibbiena, lo scorso week-end?

“Ottima, da parte di tutti: è stato bello tornare nel nostro ambiente. Ma vorrei anche ricordare i tanti amici che, nei giorni più difficili, mi sono stati vicini: oltre ai tanti reggiani, cito persone come Michele Bernini e Felice Re, per esempio. Allora magari non avevo molta voglia di rispondere, ma ho apprezzato molto la loro vicinanza. Sono molto riconoscente a tutti loro, così come a chi si è occupato di me e di mio figlio”.

Ora che hai rotto il ghiaccio, te la senti d’imbastire un programma per il resto della stagione?
“Conto di tornare in azione, ma non so ancora dove e quando. Di certo, c’è che non potrei proprio mancare all’Appennino Reggiano: da quando ho debuttato, nel 1986, non ho mancato una presenza, divenendo il recordman della gara. E – chiude scherzando – non potrei concedere al mio amico Roberto Vellani di avvicinarsi al mio primato…”.

Andrea Crugnola vince tra gli applausi del ‘pubblico’

Solo sulla prova conclusiva, che era il secondo passaggio sui quasi 23 chilometri della PS Crocina, si è risolto l’intricatissimo Rally del Casentino 2020, primo rally in Italia del post lockdown in Italia. Nel passaggio precedente Andrea Crugnola aveva fatto segnare il miglior tempo in 13’43″7. E sulla ripetizione si è aggiudicato la gara mentre Pietro Ometto gli urlava le note, sfogando anche lui mesi di astinenza, silenzi, brutte notizie. Andrea Crugnola, il “privato” più amato da Citroen Italia, ha attaccato dall’inizio della gara e non ha concesso scampo, rosicchiando secondi e bruciando chilometri.

Per fortuna, “Cru” non si è sentito troppo solo. Ha potuto sentire il calore del pubblico presente in PS che ha tifato per lui. Un pubblico ridotto, ma molto appassionato e ordinato. Persone che, pare, fossero in zona a raccogliere funghi e cercare fiori rari, ignari che da quelle parti passasse una prestigiosa competizione internazionale. Poi hanno sentito i rumori dei motori e il profumo di benzina bruciata ha superato quello dei porcini. Olé, via i cesti e in mano smartphone e macchine fotografiche. Qualcuno anche sui tetti. D’altra parte, come si poteva mancare al Rally del Casentino con i suoi 108 partenti tra piloti di vetture moderne e storiche?

Per tutta la gara, a dare filo da torcere a Crugnola è stato, come da pronostico, il bravo e veloce Damiano De Tommaso, navigato da Patrck Bernardi sulla Skoda Fabia R5. La nuova coppia ha conquistato il secondo gradino del podio e dimostrato di avere un ottimo feeling, lasciando ben sperare per il futuro. Damiano De Tommaso ha disputato una gara molto aggressiva e si è aggiudicato in modo spettacolare anche la PS6 in 5’24″2.

Uno scatto di Mattia Bonfanti del Rally del Casentino 2020
Uno scatto di Mattia Bonfanti del Rally del Casentino 2020

Peccato che proprio negli ultimi chilometri sia uscito di strada Gianluca Tosi. In terza posizione finisce Fabio Andolfi con alle note la ex copilota di De Tommaso, Giorgia Ascalone, anche loro sulla Skoda Fabia R5. Finalmente si rivede un Andolfi in forma incisivo. Speriamo riesca a togliere presto un po’ di ruggine e a tornare su una R5 nel Mondiale.

Dopo la PS5, a due prove da termine, in testa c’era già Crugnola, tallonato da De Tommaso e Andolfi. Non lontano Avbelj e Porro. Più staccati Rovatti e Razzini, Signor, Dal Ponte e Cresci. Nella classifica avulsa dell’IrCup, invece, essendo trasparente Andrea Crugnola, in testa c’era De Tommaso.

“Stiamo facendo uno shakedown generale: non è mai semplice con un navigatore nuovo. Abbiamo iniziato a lavorare bene con la squadra: non abbiamo tenuto un passo molto alto, ho fatto fatica a tenere le mie traiettorie”, ha detto De Tommaso.

Dopo un Rally del Casentino 2020 strano per come siamo sempre stati abituati a viverlo (ma menomale che si è riusciti ad organizzarlo), fuori al podio ha trovato posto Avbelj sulla Skoda, che ha staccato Porro e la Fiesta WRC. Sesta posizione per Rovatti con la Skoda, seguito da Razzini e da Signor, entrambi sulle Polo. Poi Dal Ponte (Skoda) e Cresci (Volkswagen).

Nel corso della diretta di Rallylink, Crugnola ha dichiarato: “Siamo contenti: abbiamo scoperto la macchina in gara dopo qualche mese di inattività. Non è stato facile nella prima speciale ma abbiamo cercato di prendere il ritmo facendo anche qualche modifica in vista di Roma”.

Un Marcello Razzini in versione ‘formica’ capitalizza una gara non priva di difficoltà mettendo in carniere i primi, preziosi punti nella classifica della International Rally Cup. Al rally del Casentino, gara che ha di fatto segnato l’inizio della stagione rallystica dopo la lunga sospensione imposta dal lockdown, il veloce e concreto 35enne ducale centra un significativo piazzamento che tornerà sicuramente utile nell’economia di un campionato basato ora su sole tre gare e senza alcuno scarto previsto. Il sesto posto nella classifica dell’IRCup – e settimo nella graduatoria finale assoluta del rally aretino – costituisce un risultato forse appena al di sotto delle aspettative della vigilia, ma permette comunque al portacolori di Collecchio Corse di lasciare Bibbiena con la serenità di chi sa di aver raccolto il massimo e di aver avere davanti a sé buoni margini di progresso.

Soddisfacente è anche il resoconto redatto da MM Motorsport a margine della partecipazione al Rally Internazionale Casentino, appuntamento definito “ripartenza” del movimento rallistico in quanto primo impegno agonistico dopo lo stop imposto dall’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Una gara che ha sancito l’avvio della collaborazione con Davide Nicelli, pilota pavese chiamato ad una programmazione 2020 incentrata nella partecipazione alle due massime espressioni della specialità: il Campionato Italiano Rally Asfalto, mirando alla classifica dedicata alle “due ruote motrici” ed il Campionato Italiano Rally Terra.

Sull’asfalto della provincia di Arezzo, il portacolori della scuderia Maranello Corse ha impostato una condotta di gara che si è rivelata limitante in fase di avvio e legata ad una soluzione di setup della Peugeot 208 R2B non congeniale alle caratteristiche di guida ma che – grazie alle indicazioni fornite dal driver di Stradella ai tecnici del team – ha permesso al pilota lombardo ed al suo codriver Alessandro Mattioda di affrontare le rimanenti prove speciali facendo registrare riscontri in linea con le aspettative della vigilia.

Ma non solo. Ha pagato, in casa Project Team, la prima uscita stagionale dopo lo stop dovuto all’emergenza epidemiologica. Al Casentino, infatti, il portacolori Christopher Lucchesi ha portato a termine una gara test in vista di un 2020 agonistico che lo vedrà impegnato nel Campionato Italiano Rally, categoria “due ruote motrici”, e nel Trofeo Peugeot. Il giovane talentuoso figlio d’arte, in coppia con l’esperto Marco Pollicino, ha macinato chilometri al volante della Peugeot 208 R2 curata dalla GF Racing, registrando sensazioni più che positive una volta giunto al traguardo.

Missione compiuta anche per Christopher Lucchesi, che ha debuttato in questa stagione in occasione del 40. Rally del Casentino (Bibbiena-Arezzo), prima prova del Campionato IRCup. Il giovane di Bagni di Lucca, figlio d’arte, da due anni impegnato nel Campionato Italiano Rally ha svolto un importante test sulle strade casentinesi in preparazione dell’avvio di Campionato tricolore, che avverrà tra tre settimane sulle strade del Rally di RomaCapitale. Una partecipazione, dunque, che non guardava assolutamente al risultato ma al ritrovare tutti gli equilibri, le sensazioni e le indicazioni giuste al volante della Peugeot 208 R2 di GF Racing, per i colori della Project Team, assecondato come consuetudine da Marco Pollicino.

L’intero arco della competizione, già dallo “shakedown” della vigilia, è servito a Lucchesi e Pollicino per macinare chilometri al volante della millesei transalpina che non guidava dallo scorso dicembre, registrando sensazioni più che positive una volta giunto al traguardo. Soprattutto, senza mai guardare ai riscontri cronometrici nei confronti degli avversari, si è lavorato sui set-up da usare, per capire quale fosse la migliore strada da prendere per arrivare preparati al meglio all’avvio “tricolore” di Roma.