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Ford Fiesta WRC: tecnica e storia di un mito

Sébastien Ogier e Julien Ingrassia a bordo della nuova Fiesta WRC durante il Rally del Portogallo 2017

Una delle caratteristiche più impressionanti della Fiesta WRC è la sua aerodinamica studiata in ogni dettaglio. Con vistose appendici anteriori, laterali e posteriori, l’auto genera un carico aerodinamico che la tiene incollata al terreno anche nelle curve più impegnative.

La competizione è il cuore pulsante che alimenta la passione dei piloti e dei fan. Neppure i rally possono sfuggire a questa regola. E quando si tratta di macchine da rally, poche hanno catturato l’immaginazione e la tenacia come la Ford Fiesta WRC. Questo bolide da competizione è il frutto dell’ingegno della M-Sport, guidata dal leggendario Malcolm Wilson, ed è stato progettato per dominare i terreni impegnativi del Campionato del Mondo Rally (WRC). L’arrivo della Fiesta WRC nel 2017 ha segnato un nuovo capitolo nell’epica saga della Ford nel rally. Sostituendo la sua antenata, la Fiesta RS WRC, che ha sfrecciato sulle piste mondiali dal 2011 al 2016, questa nuova incarnazione è stata concepita da un foglio bianco. Guidati dal brillante ingegnere capo della M-Sport, Chris Williams, il team ha risposto alle nuove specifiche del WRC Plus, approvate dalla FIA per la stagione 2017.

La Fiesta WRC è stata progettata per eccellere in tutte le condizioni di gara. Con specifiche WRC Plus che richiedevano vetture più potenti, leggere e dotate di appendici aerodinamiche visibili, la sfida era di rendere l’auto non solo veloce, ma anche gestibile. La risposta? Tecnologia di avanguardia in ogni componente. Il cuore della Fiesta WRC è un motore turbocharged che sprigiona una potenza incredibile, spingendo la macchina attraverso terreni variegati con facilità. Ma non è solo la potenza a fare la differenza; la gestione della trazione, l’assetto sospensivo e la distribuzione del peso sono stati ottimizzati per garantire una guida precisa e reattiva.

Una delle caratteristiche più impressionanti della Fiesta WRC è la sua aerodinamica studiata in ogni dettaglio. Con vistose appendici anteriori, laterali e posteriori, l’auto genera un carico aerodinamico che la tiene incollata al terreno anche nelle curve più impegnative. Questo non solo migliora la stabilità, ma consente ai piloti di spingere al limite senza perdere controllo. Dal ghiaccio delle foreste scandinave alle strade sterrate dei deserti africani, la Fiesta WRC è stata progettata per dominare su qualsiasi terreno. La sua versatilità e affidabilità l’hanno resa una presenza temibile su ogni tracciato, guadagnando rispetto e ammirazione da parte di piloti e appassionati di tutto il mondo.

I primi test si sono svolti a fine luglio del 2016, dopo circa 12 mesi di sviluppo, sugli sterrati della Cumbria (nell’Inghilterra settentrionale) dove il pilota ceco Martin Prokop e lo stesso Wilson, titolare della scuderia, hanno provato la nuova vettura, dichiarandosi soddisfatti della velocità e della meccanica, affermando di dover affinare ulteriormente l’aerodinamica, molto importante per le auto WRC della nuova era. Nella prima decade del dicembre 2016 la M-Sport svelò la nuova vettura (in livrea provvisoria totalmente bianca) nelle sue forme definitive rivelandone anche i dettagli tecnici.

Il motore, costruito su base Ecoboost, è un 1.6 litri quattro cilindri in linea a iniezione diretta, con alesaggio di 83 mm e corsa di 73,9 mm e dotato di turbocompressore con restrittore in aspirazione di 36 mm; esso eroga una potenza di 380 CV a 6000 giri/min e una coppia massima di 450 Nm (a 5500 giri/min). La trasmissione è a trazione integrale permanente con differenziale centrale attivo mentre l’anteriore e il posteriore sono meccanici, cambio sequenziale a sei rapporti e frizione multi-disco. Il telaio, con roll-bar multisaldato, è stato realizzato con l’obbiettivo di aumentare del 20% l’assorbimento di energia in caso di urti, a tutto vantaggio della solidità strutturale e della sicurezza. Le sospensioni sono di tipo MacPherson con ammortizzatori Reiger regolabili mentre l’impianto frenante (realizzato dalla Brembo) è dotato di pinze a quattro pistoncini e dischi autoventilanti da 300 mm di diametro in assetto terra e 370/355 mm (avantreno/retrotreno) su asfalto. L’auto monta cerchi da 18″ su asfalto e da 15″ su ghiaia e neve.

A dicembre 2016 venne svelata la livrea definitiva da utilizzare e furono annunciati ufficialmente i tre piloti ingaggiati per la stagione 2017, ovvero il quattro volte campione del mondo Sébastien Ogier, proveniente dalla Volkswagen Motorsport (ritiratasi dalle competizioni a fine 2016), l’estone Ott Tänak, riconfermato, e il gallese Elfyn Evans, già impegnato nell’anno precedente in WRC-2 con la stessa scuderia, retrocedendo così il francese Eric Camilli nel campionato cadetto al volante di una Fiesta R5.

La stagione del debutto della Fiesta WRC

La vettura dimostrò subito la sua competitività ottenendo la prima vittoria con Sébastien Ogier al Rally di Monte Carlo, segnando la quarta vittoria consecutiva in carriera per il pilota francese, nella gara inaugurale della stagione. Ott Tänak si piazzò al terzo posto, mentre Elfyn Evans arrivò sesto. Tre settimane dopo, al Rally di Svezia, Tänak e Ogier dovettero accontentarsi rispettivamente del secondo e del terzo posto, superati da Jari-Matti Latvala su Toyota Yaris WRC, che portò alla vittoria la casa automobilistica giapponese dopo 18 anni. Evans confermò il sesto posto ottenuto a Montecarlo. Il terzo evento dell’anno vide la carovana del WRC affrontare gli sterrati messicani, dove Ogier si classificò nuovamente secondo, stavolta dietro Kris Meeke su Citroën, con Tänak quarto ed Evans nono.

Il ritorno in Europa per il Tour de Corse, una gara completamente su asfalto, vide ancora una volta Ogier salire sul podio, conquistando il secondo posto dietro a Thierry Neuville su Hyundai i20 Coupe WRC, mentre Tänak ed Evans terminarono al di fuori dei punti. Un altro salto dall’altra parte dell’Atlantico per disputare il Rally d’Argentina vide una notevole prestazione di Evans, che guidò fino alla penultima speciale prima di essere superato da Neuville per soli sette decimi di secondo, mentre Tänak e Ogier conclusero rispettivamente al terzo e al quarto posto. A metà maggio, il ritorno nel continente europeo con la prima gara su terra, il Rally del Portogallo, vide di nuovo Ogier vincere davanti a Thierry Neuville e Dani Sordo della Hyundai Motorsport, mentre Tänak si classificò quarto ed Evans sesto.

Il successivo appuntamento, il Rally d’Italia-Sardegna, vide Ott Tänak ottenere la sua prima vittoria in carriera, con Ogier al quinto posto e Evans al 26º posto finale a seguito di un incidente avvenuto nella mattinata del venerdì. Tre settimane dopo, al Rally di Polonia, Tänak fu protagonista di un’intensa lotta con Thierry Neuville per la vittoria finale, ma un errore alla terzultima tappa lo costrinse al ritiro. Ogier conquistò il terzo posto, mentre Evans arrivò ottavo. Nel Rally di Finlandia, Evans si classificò secondo dietro Esapekka Lappi, con un vantaggio di soli 0″030 su Juho Hänninen (Toyota), mentre Ogier dovette ritirarsi alla quarta speciale e Tänak fu settimo.

L’estone si riscattò nel Rally di Germania, vincendo la gara, mentre Ogier arrivò terzo e Evans sesto. Le vetture di Ogier e Tänak conquistarono il podio nel successivo Rally di Catalogna, con Evans settimo e la wildcard Mads Østberg quinto. Nel Rally di Gran Bretagna, Elfyn Evans trionfò davanti a Neuville, mentre Ogier e Ingrassia conquistarono il titolo piloti con una gara di anticipo, e allo stesso tempo M-Sport vinse il campionato costruttori per la prima volta. La stagione si concluse in Australia, con Tänak secondo dietro Neuville, mentre Ogier ed Evans arrivarono rispettivamente quarto e quinto. Ogier e Ingrassia si confermarono campioni del mondo per la quinta volta consecutiva, mentre Tänak si classificò terzo e Evans quinto, primo tra i piloti con pneumatici DMACK.