Dakar – Cesare Zacchetti al via con Movisport su Honda
“Zac” torna alla maratona più dura del mondo. Settima partecipazione per il pilota torinese nel deserto saudita. Con Movisport e Honda, sfida totale nella categoria Original by Motul.
L’inizio del 2026, per Movisport, coincide ancora una volta con la parola che più di ogni altra ne ha segnato le ultime stagioni: la Dakar. Non si tratta di una semplice partecipazione sportiva, ma di una vera e propria tradizione che si rinnova, un rito che accompagna il passaggio all’anno nuovo e che riporta la scuderia reggiana nel cuore dell’avventura più estrema del motorsport mondiale.
Anche quest’anno, puntuale come il deserto che attende i concorrenti, Movisport è al via della maratona off-road più celebre e impegnativa al mondo, confermandosi protagonista di un progetto che va oltre il risultato e affonda le radici nello spirito più autentico delle competizioni di lunga distanza.
Al centro di questa avventura c’è ancora una volta Cesare Zacchetti, per tutti “Zac”. Il 56enne torinese rappresenta una delle figure più riconoscibili dell’off-road italiano e internazionale, un pilota che ha costruito la propria carriera tra grandi maratone e sfide estreme, soprattutto su due ruote.
La sua presenza alla Dakar Rally 2026 non era scontata fino a pochi giorni prima della partenza, ma proprio questa imprevedibilità è parte integrante della sua storia sportiva. Zacchetti ha deciso, anche quest’anno quasi all’ultimo momento, di rispondere alla chiamata del deserto saudita, confermando un legame ormai indissolubile con la gara che più di ogni altra mette alla prova resistenza, lucidità e spirito di adattamento.
Con quella del 2026, Zacchetti raggiunge quota sette partecipazioni alla Dakar, con un bilancio che parla di cinque arrivi al traguardo e due ritiri. Numeri che raccontano una carriera fatta di solidità, ma che non spiegano fino in fondo il valore della sua esperienza. Tra gli episodi più emblematici resta la notte trascorsa tra le dune durante la famigerata tappa da 48 ore dell’edizione 2024, diventata iconica a livello mondiale e simbolo della durezza estrema di questa competizione. Un episodio che ha contribuito a consolidare la reputazione di Zacchetti come pilota capace di affrontare l’imprevisto con determinazione e sangue freddo.
Dal 3 gennaio e fino al 17 gennaio, Zacchetti sarà impegnato nella 48ª edizione della Dakar in sella a una Honda CRF 450 Rally, schierandosi nella speciale e ambita categoria “Original by Motul”. Si tratta della classe più pura e selettiva della gara, riservata ai piloti che affrontano l’intero rally senza alcuna assistenza esterna: niente meccanici al bivacco, nessun aiuto diretto, solo il pilota, la moto e il deserto. Una scelta che racconta molto dell’approccio di Zacchetti alla Dakar, vissuta come una sfida totale, prima ancora che sportiva.
Il racconto della sua partecipazione è anche la fotografia di come, alla Dakar, nulla sia mai davvero definitivo fino all’ultimo istante. “Voglio prima di tutto ringraziare Lea e il servizio concorrenti ASO – ha spiegato Zacchetti – mi arriva una chiamata e mi sento dire: ‘avremmo piacere di averti con noi’. In un solo giorno si mette a punto una soluzione che mi vede alla partenza di Yanbu”.
Un incastro di eventi, relazioni e competenze che in poche ore ha reso possibile ciò che sembrava improbabile. Fondamentale, in questo senso, il supporto di Honda RedMoto e di Simone Agazzi, che hanno permesso a Zacchetti di schierarsi con una Honda CRF 450 Rally ufficiale. “È proprio un grande giro di ragazzi eccezionali – ha aggiunto – con la bacchetta magica di RedMoto, del Boss e di Michele Berera, viene immatricolata una moto nuova, caricata sul camion per la Spagna, e io mi ritrovo di nuovo su questa incredibile giostra”.
In questo mosaico di professionalità e passione, il ruolo di Movisport resta centrale. Anche per il 2026, la scuderia reggiana ha garantito il proprio supporto a Zacchetti, confermando un legame che va oltre la singola edizione. “Devo ringraziare anche Movisport – ha sottolineato il pilota – per il supporto che anche quest’anno mi ha assicurato”. Un sostegno che testimonia la volontà del team di essere presente nelle competizioni che incarnano il senso più autentico dell’avventura motoristica, rafforzando un’identità costruita negli anni attraverso rally, grandi eventi internazionali e progetti di lungo respiro.
Dal punto di vista sportivo, la Dakar 2026 si presenta con numeri imponenti. Il prologo, disputato il 3 gennaio, ha inaugurato ufficialmente la gara, mentre la città di Yanbu, affacciata sul Mar Rosso, rappresenta il fulcro logistico dell’evento, ospitando sia la partenza sia l’arrivo finale.
La carovana è composta da 812 partecipanti e 433 veicoli, chiamati ad affrontare sei intense giornate di gara prima della pausa prevista il 10 gennaio a Riyadh. Da lì, una seconda settimana di competizione porterà i concorrenti nuovamente a Yanbu il 17 gennaio, al termine di un gigantesco anello nel cuore dell’Arabia Saudita.
I numeri del percorso restituiscono la misura della sfida: 7.906 chilometri totali per le moto, di cui 4.748 cronometrati, e 7.994 chilometri per le auto, con 4.880 di prove speciali. Distanze che, sommate alle condizioni ambientali e alla complessità della navigazione, rendono la Dakar un banco di prova unico, soprattutto per chi, come Zacchetti, affronta la gara in completa autonomia meccanica.
L’edizione 2026 si inserisce così in un solco ben tracciato: quello di una Dakar che continua a rinnovarsi, ma che conserva intatta la propria essenza. Per Movisport e Cesare Zacchetti, questa nuova partecipazione rappresenta la prosecuzione di un percorso fatto di passione, competenza e capacità di affrontare l’ignoto. Non è solo una questione di classifica o di risultato finale, ma di presenza, di testimonianza sportiva e di appartenenza a una comunità che vede nella Dakar non una semplice gara, bensì un’esperienza di vita.
In un motorsport sempre più regolamentato e standardizzato, la Dakar resta uno degli ultimi baluardi dell’imprevedibile. Ed è proprio lì, tra sabbia, navigazione e resistenza estrema, che Movisport e Cesare Zacchetti hanno scelto ancora una volta di esserci.









