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Cosa sono i rally: uno sport che cambia

Hyundai i20 Rally1, Safari 2024

Rally, uno sport fantastico. Cinque lettere che fanno sognare milioni di spettatori. Ma cosa sono i rally? Cosa sono stati nella storia e cosa stanno diventando? Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla specialità regina del motorsport.

In questa disciplina, il regolamento stabilisce che i concorrenti debbano affrontare ogni ostacolo naturale. È comune vedere gare che si svolgono in piena notte, su strade innevate o con forte nebbia. Le strade pubbliche, chiuse al traffico per l’occasione e dove i concorrenti vengono cronometrati, sono chiamate prove speciali. Queste prove devono essere particolarmente tortuose e difficili, spesso caratterizzate da strade strette e sconnesse. In Italia, strade con queste caratteristiche si trovano principalmente in collina e in montagna. È più raro trovarle in pianura, ma in altri paesi con diverse morfologie del territorio, non è impossibile assistere a rally che si svolgono interamente in pianura. Le prove speciali non sono dotate di particolari misure di sicurezza, a differenza di altre competizioni su strada, salvo piccole protezioni in gomma o balle di paglia su oggetti sporgenti come alcuni guardrail o bordi di muretti. Nei Campionati del Mondo e nei Campionati Nazionali di altri Stati, non esiste un limite alla velocità media.

Le competizioni moderne di rally si sono sviluppate in Europa a partire dall’inizio del XX secolo, differenziandosi dalle gare su circuito per il fatto che le vetture non ripetevano un percorso chiuso, ma percorrevano lunghe distanze con controlli cronometrici in punti predefiniti. Queste gare assomigliavano più a prove di resistenza sia per i veicoli che per gli equipaggi. La Mille Miglia è considerata la gara più antica e prestigiosa, nonché la progenitrice di questa disciplina.

Nel corso del tempo, i rally moderni sono diventati meno lunghi e meno duri, enfatizzando l’aspetto competitivo e velocistico della disciplina. Tuttavia, hanno mantenuto parte della sfida avventurosa e di resistenza meccanica e umana, rendendoli ancora oggi una delle discipline automobilistiche più impegnative, soprattutto rispetto alle gare su pista. Una caratteristica distintiva del rally è la limitata conoscenza dei tratti delle prove speciali, che vengono esplorati solo pochi giorni prima della gara con vetture di serie su strade aperte, con un numero limitato di passaggi. Questo è diverso dalle gare su pista, dove i piloti effettuano molti giri di prove libere con vetture da corsa a velocità massima, o dalle gare di velocità in salita, dove si svolgono manche di prova su strada chiusa con vetture da gara. Nei rally, quindi, sono fondamentali l’istinto di guida, i riflessi e la collaborazione con il navigatore.

Dopo le ricognizioni, si svolge lo shakedown, un test in cui gli equipaggi provano la vettura su un tratto cronometrato di circa 6-7 km a piena velocità. Questo test si effettua solitamente il giorno prima della prima prova speciale (o la mattina del giovedì, se la prima prova è la sera), segnando l’inizio della competizione vera e propria.

Prima della partenza dei concorrenti, il percorso della gara viene verificato dalla “zero car”. Tutti i piloti e le vetture iscritte al rally devono sottoporsi a verifiche sportive e tecniche preliminari. Nei giorni stabiliti prima della gara, si effettuano le ricognizioni autorizzate, durante le quali gli equipaggi percorrono le prove speciali con vetture di serie, rispettando il codice della strada. Il numero di passaggi consentiti su ogni prova speciale varia da un minimo di due per le gare del campionato del mondo a un massimo di quattro per le gare nazionali. I commissari di percorso controllano che non vengano effettuate ricognizioni non autorizzate e possono squalificare gli equipaggi che infrangono questa regola. Gli organi di polizia stradale sanzionano qualsiasi infrazione al codice della strada durante le ricognizioni.

Ogni rally inizia con una cerimonia di partenza, solitamente in una piazza del paese più vicino alla zona della gara. Gli equipaggi poi percorrono tratti di trasferimento fino all’inizio delle prove speciali cronometrate, utilizzate per stilare le classifiche finali. La gara si conclude con una cerimonia di arrivo; gli equipaggi che non vi transitano sono considerati ritirati, anche se hanno completato tutte le prove speciali.

I concorrenti devono presentarsi ai “controlli orari” (C.O.) all’esatto minuto indicato nella tabella di marcia prima di affrontare ogni prova speciale; eventuali ritardi o anticipi comportano penalità di tempo. I C.O. sono posizionati prima della partenza di ogni prova speciale, all’ingresso e all’uscita dei parchi assistenza e dei riordini, e poco prima della partenza e dell’arrivo del rally.

Durante i trasferimenti, gli equipaggi devono rispettare scrupolosamente il codice della strada, e possono essere sanzionati dagli organi di polizia stradale in caso di infrazioni. Solo le prove speciali sono chiuse al traffico, permettendo agli equipaggi di cercare di andare il più veloce possibile. Durante i trasferimenti, gli organizzatori possono istituire “controlli a timbro” per verificare il rispetto del percorso.

Ogni rally prevede uno o più “riordini”, soste in regime di parco chiuso che durano dai 10 ai 30 minuti per gestire eventuali ritiri. Gli equipaggi partono uno dopo l’altro, con intervalli variabili a seconda del tipo di gara e della classe delle vetture, solitamente di un minuto, ma possono essere di due minuti o più nelle gare su sterrato per problemi di visibilità causati dalla polvere.

Dopo ogni riordino, è previsto un “parco assistenza” della durata di 15-30 minuti, dove le vetture possono essere riparate. Nei parchi assistenza, regolati da un C.O. di ingresso e uno di uscita, gli equipaggi non devono superare i 30 km/h o guidare in modo pericoloso. Solo l’equipaggio può intervenire sulla vettura fuori dai parchi assistenza, ma può ricevere istruzioni telefoniche dai meccanici. Qualsiasi aiuto esterno è considerato irregolare, eccetto l’assistenza del pubblico per rimettere in carreggiata una vettura uscita di strada.

zippo vltava 1
Zippo, Vltava 2024

L’equipaggio: pilota e copilota

In ogni rally, gli equipaggi sono composti da due conduttori: il primo conduttore, solitamente il pilota, e il secondo conduttore, noto come navigatore o copilota. Il navigatore svolge un ruolo cruciale sia durante i trasferimenti che nelle prove speciali, garantendo che l’equipaggio rimanga sulla giusta rotta e rispetti i tempi prestabiliti.

Il compito del navigatore nei trasferimenti

Durante i trasferimenti, il navigatore segue il “road book” (o “radar”), un documento fornito dagli organizzatori che contiene mappe dettagliate degli incroci stradali, indicazioni sulla direzione da prendere, distanze e altre informazioni vitali. Questo strumento è essenziale per evitare errori di percorso che potrebbero portare all’esclusione dalla gara. Nelle edizioni più recenti del road book, sono incluse anche le informazioni sulla copertura telefonica delle varie compagnie, un’aggiunta utile in caso di emergenze.

Il navigatore è anche responsabile di monitorare i tempi di percorrenza per garantire che l’equipaggio arrivi puntuale ai “controlli orari” (C.O.). Ogni ritardo può comportare penalità di tempo, influenzando negativamente la classifica finale.

Il ruolo delle note nelle prove speciali

Durante le prove speciali, il navigatore legge le “note”, una codifica alfanumerica personalizzata che descrive al pilota il tipo di curva o tratto di strada imminente. Queste note, trascritte durante le ricognizioni, permettono al pilota di scegliere la velocità adeguata per affrontare ogni curva in sicurezza. La precisione del navigatore nel declamare le note con qualche secondo di anticipo è fondamentale per il successo dell’equipaggio.

Le note vengono inizialmente dettate dal pilota e scritte dal navigatore durante il primo passaggio di ricognizione. Nei passaggi successivi, il navigatore legge le note come durante la gara, permettendo al pilota di correggere eventuali errori e di affinare le descrizioni.

Flessibilità nel ruolo di conduttori

Il regolamento del rally non distingue rigidamente tra pilota e navigatore, definendo entrambi semplicemente come primo e secondo conduttore. Questo implica che i due possono teoricamente alternarsi alla guida durante la gara, anche se nella pratica ciò avviene raramente. La flessibilità del regolamento consente comunque a ciascun membro dell’equipaggio di assumere il ruolo più adatto in base alle circostanze, mantenendo sempre l’obiettivo di affrontare il percorso nel modo più efficiente e sicuro possibile.

In conclusione, la collaborazione e la comunicazione tra pilota e navigatore sono essenziali per il successo in un rally. Ogni ruolo, pur distinto, è interdipendente, e solo attraverso una perfetta sinergia l’equipaggio può aspirare alla vittoria.

Sébastien Ogier e Julien Ingrassia a bordo della nuova Fiesta WRC durante il Rally del Portogallo 2017
Sébastien Ogier e Julien Ingrassia a bordo della nuova Fiesta WRC durante il Rally del Portogallo 2017

Gruppi e classi di cilindrata

Un aspetto distintivo delle auto da rally è che sono tutte immatricolate. Nonostante le modifiche radicali rispetto ai modelli di serie omologati dalle case automobilistiche, queste vetture sono dotate di una targa e di una carta di circolazione standard. Ciò è necessario perché devono circolare su strade aperte al traffico durante i trasferimenti.

Categorie delle auto da rally

Le auto da rally sono suddivise in vari gruppi:

  • Racing Start
  • Gruppo A
  • Gruppo N
  • Super 1600
  • Super 2000
  • Gruppo Kit Car
  • Gruppo R
  • Gruppo B
  • Gruppo S
  • Gruppo Prod E e Prod S (per le auto di Gruppo A e Gruppo N senza serbatoio omologato dalla FIA nel 2018)

Questi gruppi sono ulteriormente suddivisi in classi basate sulle caratteristiche del motore e sul tipo di preparazione meccanica. La classe principale è la WRC, seguita da R5, S2000 e dalle nuove Regional Rally Car (RRC), che sono simili alle WRC ma meno potenti. Le WRC (World Rally Car) da 2000 cc raggiungono potenze spesso superiori ai 300 cavalli, fino a 330-340 cavalli, mentre le nuove WRC da 1600 cc sviluppano tra i 300 e i 310 cavalli.

Dettagli delle principali categorie

Super 2000 Questa categoria, introdotta nel 2006, include vetture con un peso a vuoto di circa 1150 kg e motori aspirati da 2000 cc con potenze di 280-290 cavalli. Questi motori, estremamente sofisticati, superano i 100 CV/litro e raggiungono i 9.500-10.000 giri/min. Il cambio è sequenziale meccanico a sei marce. La trazione è integrale, e la carreggiata può essere allargata fino ai limiti del regolamento. I cerchi misurano 18 pollici su asfalto e 15 su sterrato. Le principali Super 2000 includono Peugeot 207, Fiat Grande Punto, Ford Fiesta, Proton Satria, Skoda Fabia e Toyota Corolla.

RRC (Regional Rally Car) Le RRC, nate con la modifica del regolamento WRC, sono versioni depotenziate delle WRC 1600, con una flangia di diametro diverso all’aspirazione e una potenza di circa 270 cavalli. Le modifiche alla carrozzeria sono minime, e le prestazioni sono simili alle Super 2000. Le principali RRC sono Ford Fiesta, Mini Countryman e Citroen DS3.

Super 1600 Questa categoria, introdotta nel 2001 e dedicata al Campionato del Mondo Rally Junior, comprende vetture con un peso a vuoto di 1.000 kg e motori aspirati da 1600 cc con potenze tra 220 e 235 cavalli. Il cambio è sequenziale meccanico a sei marce, con rapporti corti e una velocità massima di circa 170 km/h. La trazione deve essere la stessa del modello di serie, quindi anteriore, con la possibilità di installare un differenziale autobloccante a lamelle. Le principali Super 1600 in Italia sono Renault Clio, Citroen C2, Peugeot 206, Citroen Saxo e Fiat Punto.

Racing Start Categoria recente e solo italiana, divisa in base alla cilindrata: RS2 (fino a 1400 cc), RS3 (fino a 1600 cc), RS4 (fino a 2000 cc) e RSTB (fino a 1600 turbo). Considerata l’entry-level dei rally, la preparazione è minima e include solo allestimenti di sicurezza, scarico Gruppo N, mappatura della centralina, molle e ammortizzatori. Il cambio deve rimanere di serie, e non è consentito installare un differenziale autobloccante. Le vetture non necessitano di fiche di omologazione.

Gruppo F (F2000) Categoria francese dagli anni ’70, divisa in base alla cilindrata: F2/12 (fino a 1400 cc), F2/13 (fino a 1600 cc), F2/14 (fino a 2000 cc). Non richiede fiche di omologazione. La preparazione meccanica è simile al gruppo Kit Car, permettendo aspirazione a 4 farfalle, allargamento della carreggiata e carrozzeria, e cambi sequenziali meccanici. Si può sostituire il motore con un altro della stessa casa costruttrice di cilindrata non superiore.

Gruppo B Le vetture di questo gruppo, ammesse al Campionato del Mondo WRC dal 1982 al 1986, avevano potenze ben superiori ai 500 CV nelle ultime evoluzioni. Con poche restrizioni di sviluppo, dovevano essere prodotte almeno 200 unità per l’omologazione. Abolito per l’alto numero di incidenti, il Gruppo B ha lasciato il posto al Gruppo A. Esempi celebri includono Lancia Delta S4, Peugeot 205 T16, Audi Quattro Sport, Ford RS200, Mg Metro e Lancia 037.

Gruppo S Questo gruppo, destinato a sostituire il Gruppo B, avrebbe incluso auto ancora più potenti, come Lancia ECV1 ed ECV2 e Audi Quattro RS 002. Tuttavia, il progetto fu abbandonato con l’abolizione del Gruppo B.

Regolamentazione dei rally

I rally internazionali sono regolati dalla Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA), con il massimo livello rappresentato dal Campionato Mondiale Rally. In Italia, la gestione è affidata alla CSAI, diretta dall’ACI.