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Rubriche, Storie

Carlos Sainz: la lunga vita del Re Matador

Carlos Sainz

Con qualche capello bianco e qualche ruga in più attorno ai formidabili occhi castani, ma senza dubbio, egli rimane sempre “il Re”. O “El Matador”, un altro appellativo con cui è spesso chiamato, non tanto per la nazionalità spagnola, quanto per il suo irriducibile desiderio di inseguire e superare qualsiasi rivale.

Carlos Sainz è uno di quei piloti che non è solo un nome, ma anche un grande sportivo. Quando era più giovane è stato infatti un giocatore professionista di squash ed ha conquistato due titoli mondiali di rally. Tempo fa provò la Toyota GT-One Le Mans e riuscì ad essere più veloce dei piloti regolari. Carlos Sainz è inoltre un caro amico della famiglia reale spagnola.

Sainz è diventato la leggenda che è soprattutto per la sua personalità avvincente, che lo rende quel tipo di persona attorno alla quale i miti crescono senza fatica. Non importa neppure se questi miti siano veri o meno: basta sapere che lo potrebbero essere. Ora, poi, Carlos ha un nuovo elemento da aggiungere, seppur con riluttanza, al proprio CV, insieme alla campagna Dakar: un figlio famoso.

Carlos non ha mai pensato che i successi di Carlos Sainz Jr, culminati con la conquista della guida della McLaren, abbiano a che vedere con lui, se si esclude l’incondizionata etica lavorativa che è sempre necessaria per raggiungere la vetta.

“La responsabilità è solo sua,” è il semplice verdetto di Sainz Sr. “Ho sempre sostenuto che lavorando con impegno e concentrandosi sull’obiettivo, raggiungerlo diventa possibile. E così è stato.”

C’è tuttavia una cosa che Carlos Sr ha sempre voluto disperatamente per suo figlio, e che egli stesso non ha mai avuto: il supporto della famiglia per fare decollare la carriera automobilistica.

Il panorama automobilistico spagnolo negli anni ’80, quando Carlos Sr era agli esordi della carriera, era molto diverso da quello odierno. Nella Formula 1 l’ultimo pilota spagnolo era Emilio de Villota, mentre nel rally l’uomo da superare era Antonio Zanini, molto famoso in Spagna ma praticamente sconosciuto all’estero.

Sainz è perciò cresciuto in un ambiente automobilistico desolante, non c’è quindi da stupirsi se il suo primo istinto è stato quello di darsi al calcio. Da giovane ha infatti giocato nel Real Madrid, la squadra di cui ancora oggi è un tifoso appassionato.

La prima auto da rally di Sainz è stata un improbabile bolide: una Seat Panda. Sainz riuscì a vincere la prima Copa Panda in maniera abbastanza convincente da attirare sostegno dall’esterno. Ciò gli permise di realizzare un enorme progresso grazie alle corse finanziate da Renault e Opel nel Campionato spagnolo di rally, quindi di conquistare il titolo mondiale con l’aiuto della sede Ford spagnola.

Come si conviene ad un pilota che ha iniziato la propria carriera internazionale su mono-posto, partecipando al Formula Ford Festival del 1983, il primissimo podio di Sainz fu in occasione del Rally del Portogallo del 1987 (il suo debutto WRC) a bordo di una Ford, in una fase di gara speciale tenutasi al circuito automobilistico di Estoril. Tre anni e 20 rally dopo, Sainz conquistò la sua prima vittoria WRC con il Rally dell’Acropoli.

Ma qual è la vittoria preferita di Sainz

Questa non è però la vittoria WRC preferita da Carlos (e può scegliere tra ben 26 podi). Al contrario, se dovesse proprio sceglierne una, sarebbe il Rally di Finlandia del 1990. Fino a quel momento, nessun pilota non scandinavo era riuscito a salire sul podio in Finlandia. Regnava la convinzione che i piloti dei paesi latini come Carlos fossero bravi solo sull’asfalto, ma Sainz ha dimostrato il contrario praticamente da solo.

“Penso che questa sia la cosa che mi rende più orgoglioso: ho contribuito al cambiamento” spiega Sainz. “Quando ho iniziato a praticare questo sport, c’erano ancora numerosi specialisti. Perciò ho realizzato che per superarli, dovevo specializzarmi un po’ ovunque. E mi sono impegnato per farlo.”

Ecco l’essenza di Carlos espressa in una sola frase. Egli è incredibilmente veloce, anche se non è mai stato il più veloce in assoluto, poiché per vincere i rally non è necessario (anche se è ancora al terzo posto nella graduatoria assoluta delle vittorie conquistate, dopo Sebastien Loeb e Markku Alen).

Tuttavia, Carlos è sempre stato veloce in maniera coerente. È la sua caparbia tenacia che tende ad annientare i rivali: ad ogni tappa metronomica corrisponde una nuova freccia nell’arco, fino a che l’affondo finale con la spada del matador giunge quasi con sollievo.

“Se guardo al passato, vedo che ho vinto un rally quasi ogni anno, dall’inizio fino alla fine della mia carriera,” aggiunge Carlos. “E questa è un’altra cosa che mi fa molto piacere. Ciò significa che sono rimasto sempre competitivo, che non ho mai ceduto. Per me è stato molto importante fermarmi con il WRC mentre ero ancora competitivo.”

Dopo quella prima vittoria nel 1990, nel corso della sua carriera WRC Carlos si è aggiudicato un podio ogni anno (ad esclusione del 1993, del 1999 e del 2001), fino al 2004, quando, a fine stagione, dopo la sua vittoria finale WRC (in Argentina), all’età di 42 anni annunciò il suo ritiro.

Tuttavia, la stagione seguente Sainz fu richiamato da Citroen per due rally, in sostituzione dell’irruente Francois Duval. Quello che è comunque stato l’ultimo rally in assoluto di Sainz si è svolto all’Acropoli, gara che aveva vinto per la prima volta ben 14 anni prima. In totale Sainz ha partecipato a 196 gare WRC: si tratta del secondo numero più alto di gare disputate della storia di questo sport (dopo Jari-Matti Latvala).

Nonostante ciò, Carlos non ha smesso di gareggiare. Dopo la sua carriera WRC, ha deciso di intraprendere il Rally Dakar, ossia il rally più impegnativo in assoluto, che prevede l’attraversata di interi continenti. E ha vinto ancora. “Gareggio ancora perché amo la sfida,” ha dichiarato Sainz prima della partenza a Gedda, in Arabia Saudita, quest’anno. “Se un giorno capirò che non mi piace più, smetterò. Al momento però non è cambiato assolutamente nulla rispetto al passato.”

19 Settembre 2021/da Marco Cariati
Tags: campionato del mondo rally, carlos sainz
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