Dario Cerrato, campione gentleman
La carriera del pilota piemontese si apre negli anni Settanta, periodo in cui il rally stava vivendo una fase di grande sviluppo. Nel 1974 e nel 1975 partecipa al Mondiale a bordo di un’Opel Ascona, senza ottenere punti, ma accumulando esperienza fondamentale per il futuro.
Dario Cerrato, nato a Corneliano d’Alba il 28 settembre 1951, rappresenta una delle figure più importanti del rally italiano degli anni Ottanta e dei primi Novanta. La sua carriera, lunga e costellata di successi, è caratterizzata da versatilità, continuità di rendimento e capacità di adattarsi alle diverse generazioni di vetture da rally, dalle compatte propulse a motore posteriore delle prime stagioni alle moderne quattro ruote motrici degli anni del Gruppo B. Cerrato è stato pilota capace di eccellere sia nelle gare nazionali sia su palcoscenici europei e mondiali, e il suo nome rimane legato ai successi della Lancia.
La carriera di Cerrato si apre negli anni Settanta, periodo in cui il rally stava vivendo una fase di grande sviluppo tecnico e agonistico. Nel 1974 e nel 1975 partecipa al Campionato del mondo rally a bordo di un’Opel Ascona, senza ottenere punti, ma accumulando esperienza fondamentale per il futuro. Negli anni seguenti, Cerrato guida la Opel Kadett GT/E, con cui partecipa a diverse gare internazionali. La sua prima apparizione significativa a livello mondiale avviene al Rally di Sanremo, dove comincia a consolidare la propria esperienza su prove miste di asfalto e sterrato, particolarmente insidiose e tecnicamente impegnative. La gestione delle vetture, spesso di cilindrata limitata rispetto alle avversarie più potenti, gli consente di sviluppare una sensibilità particolare nel controllo del mezzo e nella scelta delle traiettorie ottimali.
Il passaggio agli anni Ottanta segna l’inizio del periodo più brillante della carriera di Cerrato. Nel 1981, corre con la Fiat 131 Abarth, ottenendo punti nel campionato mondiale, e nei due anni successivi torna alla Conrero Squadra Corse con vetture Opel, tra cui l’Ascona 400 e la Manta 400. Questi anni servono a consolidare la sua tecnica e la sua capacità di leggere le prove speciali, mentre si affina la collaborazione con navigatori e tecnici, elemento fondamentale per il successo nelle gare lunghe e complesse del Campionato del mondo.
Il 1985 segna una svolta nella carriera di Cerrato, sia a livello nazionale sia internazionale. Con il supporto del Jolly Club, la squadra privata di Lancia, Dario passa alla Lancia Rally 037, vettura che rappresenta l’apice della tecnologia rally dell’epoca: compatta, leggera, motore posteriore e grande potenza. Grazie a questa combinazione, Cerrato conquista il Campionato Europeo Rally 1985, vincendo numerose gare e dimostrando una capacità unica di gestire la velocità estrema e il comportamento delicato della 037. Nello stesso anno si aggiudica anche il Campionato Italiano Rally, iniziando un periodo di dominio a livello nazionale che si protrarrà fino al 1991. La capacità di Cerrato di adattarsi alla Rally 037, macchina dalla guida impegnativa e dal bilanciamento critico, conferma la sua reputazione di pilota estremamente tecnico e preparato.
Il 1986 rappresenta un altro anno di rilievo nella carriera di Cerrato. Al Rally di Sanremo, una delle gare italiane più prestigiose e difficili, Cerrato ottiene il miglior piazzamento della sua carriera nel Mondiale: un secondo posto assoluto a bordo della Lancia Delta S4, insieme al navigatore Giuseppe Cerri. La Delta S4, icona del Gruppo B, era una vettura estremamente potente, con motore sovralimentato e trazione integrale, difficile da controllare anche per piloti esperti. Il risultato ottenuto dimostra non solo la bravura di Cerrato, ma anche la perfetta sinergia con il navigatore, elemento fondamentale nelle prove miste di asfalto e sterrato. Sempre nel 1986, Cerrato conferma la sua forza nell’Italiano, aggiudicandosi il titolo nazionale per la seconda volta consecutiva.

Il 1987 rappresenta il secondo titolo europeo per Cerrato, questa volta al volante della Lancia Delta HF 4WD, vettura che segna la transizione verso la trazione integrale e l’adozione di sistemi sempre più sofisticati di gestione della potenza. Questo Europeo conferma la capacità di Cerrato di adattarsi alle nuove tecnologie e di sfruttare al massimo le potenzialità delle auto moderne, anticipando la diffusione della trazione integrale nel Mondiale. Nello stesso periodo, la carriera di Cerrato continua a essere dominata dalla serie tricolore, dove, grazie a costanza e velocità, accumula ulteriori successi tra il 1988 e il 1991.
Tra i risultati più significativi del periodo, spicca la vittoria al Rally Targa Florio 1989, a bordo di una Lancia Delta HF Integrale del Jolly Club, con una prestazione che evidenzia ancora una volta la capacità di Cerrato di eccellere su percorsi tortuosi e tecnicamente complessi. La Targa Florio, con i suoi tratti stretti e insidiosi nelle montagne siciliane, rappresentava una delle gare più difficili del panorama nazionale, e il successo ottenuto conferma la precisione e la determinazione del pilota piemontese.
Il 1990 è un anno di grande equilibrio tra gare italiane e partecipazioni mondiali. Cerrato si piazza sesto nella classifica generale del Mondiale rally, grazie a tre quarti posti ottenuti in prove di rilievo come Monte Carlo, Portogallo e Sanremo. La continuità di rendimento in più gare e su terreni differenti testimonia la capacità del pilota di mantenere alte prestazioni su asfalto, sterrato e combinazioni miste, adattandosi alle condizioni variabili e alle sfide tecniche imposte dalle prove speciali. Sempre nel 1990, Cerrato vince l’Italiano, consolidando il suo dominio nelle prove speciali del nostro Paese.
Nel 1991, Cerrato ottiene l’ultimo podio iridato al Rally di Sanremo, con un terzo posto assoluto su Lancia Delta Integrale 16V, confermando la sua lunga carriera ad alti livelli. Nello stesso anno conquista l’ultimo dei sei titoli italiani, chiudendo un ciclo eccezionale di vittorie e dimostrando una capacità straordinaria di adattarsi alle evoluzioni tecniche del rally negli anni, dalle prime vetture a trazione posteriore fino alle moderne quattro ruote motrici.
La carriera di Dario Cerrato è contraddistinta da una grande capacità di gestire la pressione e di massimizzare il rendimento della vettura, indipendentemente dalle condizioni ambientali o dalla difficoltà tecnica del percorso. La sua abilità di lettura delle prove, combinata con una guida precisa e aggressiva quando necessario, gli ha permesso di ottenere risultati eccellenti sia nelle gare di campionato italiano sia in quelle europee e mondiali, mantenendo una costanza di rendimento rara nel panorama rallystico di quegli anni.
Il palmarès di Cerrato comprende quindi due titoli europei (1985 e 1987), sei campionati italiani rally (1985, 1986, 1988–1991) e ventuno vittorie della serie tricolore. A questi si aggiungono i tre podi ottenuti al Rally di Sanremo tra il 1986 e il 1991, la partecipazione a numerose gare del Mondiale rally con piazzamenti significativi e una lunga carriera caratterizzata dalla capacità di eccellere su vetture diverse, dai modelli Opel Ascona e Manta agli iconici modelli Lancia 037 e Delta Integrale.
Cerrato ha saputo interpretare in modo eccellente sia le vetture a motore posteriore, come la Lancia 037, sia le vetture a trazione integrale della generazione Delta, dimostrando una straordinaria capacità di adattamento alla tecnologia e alla strategia di gara. Questa versatilità gli ha permesso di competere ad alto livello su più generazioni di auto, mantenendo costante la competitività e l’efficacia della sua guida.
Il rapporto con il Jolly Club è stato fondamentale per la sua carriera. Grazie al supporto tecnico e organizzativo della scuderia privata, Cerrato ha potuto sviluppare un approccio tecnico avanzato alla gara, collaborare con navigatori di alto livello come Giuseppe Cerri e partecipare a competizioni sia italiane sia internazionali con vetture competitive, ottenendo risultati di spicco in entrambe le sedi.
Cerrato si distingue inoltre per la capacità di affrontare gare complesse come il Monte Carlo Rally, il Rally di Portogallo e il Rally di Sanremo, tutte prove di alto livello tecnico. La sua permanenza tra i punti mondiali per otto stagioni consecutive conferma una costanza di rendimento che pochi piloti italiani degli anni Ottanta hanno saputo eguagliare. Il sesto posto assoluto nella classifica WRC del 1990 rappresenta l’apice dei risultati mondiali, un riconoscimento internazionale della sua abilità e della sua regolarità nelle prove più difficili del calendario.
In sintesi, la carriera di Dario Cerrato è caratterizzata da una combinazione di talento naturale, capacità tecnica e continuità di risultati. La sua abilità di guidare vetture diverse, la collaborazione con navigatori e scuderie di primo piano, e i numerosi titoli conquistati testimoniano una carriera di altissimo livello. Cerrato rappresenta un esempio di pilota completo, capace di eccellere in ogni condizione e di interpretare al meglio le caratteristiche tecniche delle vetture, lasciando un’eredità di professionalità e competenza nel mondo dei rally.









