Attilio Bettega, sogno italiano
Una delle prime affermazioni di grande rilievo di Attilio Bettega arrivò al volante della Lancia Stratos, con cui si classificò secondo assoluto nel Rally Valle d’Aosta, preceduto soltanto dalla leggenda Sandro Munari. Questo risultato non passò inosservato alla Fiat, che decise di ingaggiarlo, dando così avvio alla carriera del pilota trentino su palcoscenici di rilievo internazionale.
Attilio Bettega (Molveno, 19 febbraio 1953 – Zerubia, 2 maggio 1985), all’anagrafe si chiamava Attilio Luigi Antonio, è stato un pilota di rally italiano la cui carriera, seppur tragicamente interrotta, ha segnato un’epoca nel mondo delle competizioni su strada. Figura carismatica e tecnica, Bettega si impose con determinazione sui palcoscenici nazionali e internazionali negli anni in cui il mondo rally viveva la sua fase più audace e controversa: l’era del Gruppo B, caratterizzata da vetture potentissime e regolamenti che premiavano la prestazione al limite.
Nato e cresciuto a Molveno, nel Trentino, Bettega iniziò la sua carriera agonistica nel 1972 al volante di una Fiat 128 Rally di proprietà della sua famiglia, affrontando le gare locali con entusiasmo e talento emergente. Nel biennio 1973-1974 si cimentò con la Fiat 128 Coupé, mentre nel 1975 e nel 1976 guidò una Opel Ascona A e una Opel Kadett GT/E, consolidando le basi tecniche della sua guida e affinando esperienza in diversi contesti.
La svolta arrivò nel 1977, quando conquistò il premio destinato al vincitore del Trofeo A112 — un riconoscimento significativo per i giovani piloti italiani dell’epoca. Questa vittoria gli aprì la porta alle competizioni più ambiziose, portandolo ad affrontare competizioni di vertice.
Una delle prime affermazioni di grande rilievo arrivò al volante della Lancia Stratos, con cui si classificò secondo assoluto nel Rally Valle d’Aosta, preceduto soltanto dalla leggenda Sandro Munari. Questo risultato non passò inosservato alla Fiat, che decise di ingaggiarlo, dando così avvio alla carriera di Bettega su palcoscenici di rilievo internazionale.
Con il supporto della squadra ufficiale Fiat, Bettega disputò numerose competizioni nazionali e internazionali alla guida di vetture competitive come la Fiat 131 Abarth Rally e la Fiat Ritmo 75, dimostrando un’immediata capacità di adattamento alle diverse vetture e condizioni di gara.
Nel 1982 fece il suo ingresso nel team ufficiale Lancia Martini Racing, assumendo il volante della nuova 037 Rally, una delle vetture più iconiche dei quell’epoca. Con la 037, Bettega affrontò molte tappe del Campionato del Mondo Rally, ottenendo piazzamenti di rilievo e salendo più volte sul podio in prove valide per il mondiale.
Tra i risultati più significativi in carriera, spicca il secondo posto al Rally d’Italia 1984, il suo miglior piazzamento iridato, risultato che confermò la crescita costante di un pilota che sempre più stava diventando una presenza di riferimento nel calibro dei top driver rally degli anni ’80.
Bettega era conosciuto non solo per i risultati, ma anche per il suo stile di guida deciso e tecnico. La sua capacità di interpretare vetture diverse, dalla Stratos alla 037, passando per le Ritmo e 131, lo rese uno dei piloti più versatili del panorama rally italiano. Secondo testimonianze di colleghi e compagni di squadra, la sua umiltà e serietà lo resero un punto di riferimento, anche fuori dalle competizioni: come ricordato da alcuni protagonisti dell’epoca, esortava i giovani piloti a correre con istinto e fiducia nelle note piuttosto che nell’ossessione per la perfezione delle prove.
Nel corso della sua carriera, Bettega affrontò rivali di altissimo livello come Markku Alén, Hannu Mikkola e Michèle Mouton, confrontandosi con loro con grande competitività e guadagnandosi rispetto e ammirazione nell’ambiente.
La stagione 1985 prometteva di essere una nuova opportunità per Bettega nel Campionato del Mondo Rally. Dopo aver preso parte al Safari Rally, affrontò il Tour de Corse, una delle prove più tecniche e prestigiose del calendario, noto per le sue tortuose strade aspre e impegnative.
Il 2 maggio 1985, proprio nella quarta prova speciale di quella corsa, denominata Zerubia, la sua Lancia 037 Rally, vettura simbolo dell’epoca e del Gruppo B, uscì di strada e si schiantò contro un albero. La vettura si spezzò in due per tutta la lunghezza e l’impatto risultò fatale: Bettega morì sul colpo mentre il navigatore Maurizio Perissinot ne uscì illeso.
La notizia scosse profondamente il mondo dei rally. La dinamica dell’incidente — la perdita di controllo su un tracciato difficile e la violenza dell’impatto — riportò all’attenzione le problematiche di sicurezza legate alle vetture del Gruppo B, costruite per prestazioni estreme e spesso al limite della controllabilità.
La scomparsa di Bettega in Corsica fu solo il primo di una serie di eventi che avrebbero cambiato per sempre il corso del rally moderno. Esattamente un anno dopo, durante lo stesso Tour de Corse del 1986, il suo compagno di squadra Henri Toivonen, con il navigatore Sergio Cresto, perse la vita a bordo di una Lancia Delta S4, in un incidente simile ma con esiti ancora più tragici a causa dell’incendio della vettura. Questo secondo evento spinse la FIA a bandire definitivamente le auto del Gruppo B a partire dalla stagione 1987, ponendo così fine all’era delle vetture più potenti e pericolose nella storia del rally.
Attilio Bettega fu sepolto nel suo paese natale, Molveno, dove la sua figura è da sempre ricordata con profondo affetto. Per onorarne la memoria, sin dal 1985 fu istituito il Memorial Bettega, una manifestazione che si svolse annualmente — per oltre trent’anni — al Motor Show di Bologna, diventando un appuntamento fisso per appassionati e colleghi che desideravano mantenere viva la memoria del pilota trentino.
Nel 2025, a quarant’anni dalla sua scomparsa, Molveno si è nuovamente mobilitata per ricordare Bettega, organizzando eventi, mostre e raduni di vetture d’epoca che hanno segnato la sua carriera. Tra le vetture presenti, spiccano le storiche Lancia 037 che il pilota guidò con maestria, mentre amici e colleghi della sua epoca — tra cui nomi leggendari del rally italiano ed europeo — condividono aneddoti e testimonianze sull’uomo e sul campione.
La passione di Bettega per i rally non si è fermata con la sua morte: il figlio Alessandro Bettega ha seguito le orme del padre nel motorsport, correndo anche in competizioni storiche e partecipando a manifestazioni come il Bettega Tribute, un evento dedicato al padre dove diversi piloti e appassionati si ritrovano per gareggiare e celebrare la sua figura.
Attilio Bettega non ha vinto rally nel Campionato del Mondo — un dettaglio che tuttavia non sminuisce il valore della sua carriera — ma si è imposto più volte con piazzamenti e podi che testimoniano una crescita costante e un talento naturale per la guida sportiva.
La sua tragica fine, avvenuta troppo presto, contribuì a una riflessione globale sulla sicurezza delle competizioni motoristiche e accelerò decisioni regolamentari che hanno trasformato il rally negli anni successivi. Allo stesso tempo, il suo nome è entrato nell’immaginario collettivo degli appassionati come simbolo dell’epoca più azzardata e romantica del rally: quella del Gruppo B, fatta di passione, rischio e innovazione tecnica.
Attilio Bettega, con il suo impegno, la sua personalità riservata e la sua abilità di guida, resta una delle figure più rispettate nella storia del rally italiano e mondiale: un campione accolto nel cuore degli appassionati, ricordato non solo per ciò che ha fatto sulle speciali, ma anche per ciò che ha rappresentato per le generazioni successive di piloti e fan.
| Attilio Bettega nel WRC | Scuderia | Vettura | Punti | Posizione finale |
|---|---|---|---|---|
| 1978 | Grifone Genova | Lancia Stratos HF | 0 | — |
| 1979 | Fiat | Fiat Ritmo 75 / Fiat 131 Abarth | 12 | 19º |
| 1980 | Fiat Italia / River Team | Fiat Ritmo 75 / Fiat 131 Abarth | 15 | 19º |
| 1981 | Fiat Auto Torino | Fiat Ritmo 75 / Fiat 131 Abarth | 12 | 20º |
| 1982 | Martini Racing | Lancia Rally 037 | 0 | — |
| 1983 | Martini Racing | Lancia Rally 037 | 42 | 7º |
| 1984 | Martini Racing | Lancia Rally 037 | 49 | 5º |
| 1985 | Lancia Martini | Lancia Rally 037 | 0 | — |









