CIR- La Coppa Italia è di Ivan Carmellino
Per il piemontese un titolo in extremis. Al Tirreno Messina la Coppa Italia Rally ACI Sport 2025 cambia padrone all’ultima curva
A volte i rally sanno regalare quei finali che sembrano scritti per restare nella storia. Il Rally del Tirreno Messina 2025 è stato uno di questi: una battaglia serrata, 83 chilometri vissuti sul filo dei secondi, fino al momento in cui Ivan Carmellino e Massimo Minazzi hanno affondato il colpo definitivo, conquistando una Coppa Italia Rally ACI Sport che sembrava sfuggire loro fino all’ultimo.
L’avvio era stato quasi da manuale per Antonio Rusce e Gabriele Zanni. La loro Skoda Fabia RS aveva imposto subito un passo imponente, di quelli che lasciano presagire una fuga solitaria. Giorno dopo giorno, prova dopo prova, Rusce aveva costruito un vantaggio che sembrava robusto.
Ma il bello dei rally è proprio questo: nulla è scontato, soprattutto quando alle spalle hai avversari come Marco Pollara – affamato di riscatto davanti al pubblico siciliano – e un Carmellino che, come spesso ha dimostrato in carriera, sa aspettare il terreno giusto per far valere la sua guida pulita e aggressiva.
Il momento chiave arriva sulla lunga e tecnica “Peloritani”, una prova che serpeggia nel cuore dei monti e che mette a nudo ogni esitazione. È qui che Carmellino – dieci volte campione italiano Neve-Ghiaccio – lascia la firma che riapre tutto. Il fondo insidioso, il ritmo intermittente, l’aderenza ballerina: un contesto perfetto per chi conosce l’arte di far correre l’auto quando il grip scarseggia. Il distacco si assottiglia, e all’ingresso dell’ultima speciale il rally è completamente riaperto.
L’epilogo si consuma sulla mitica “Rometta”, poco meno di nove chilometri che pesano come macigni. Carmellino parte sapendo che deve inventare qualcosa, Rusce si gioca tutto difensivamente. Ma l’attacco del valsesiano è feroce, lucido, chirurgico. Sul traguardo la sentenza è netta: 2”6 guadagnati e sorpasso in classifica generale. È il colpo che ribalta un’intera stagione nell’arco di pochi minuti.
Pollara e Princiotto chiudono terzi, dopo aver infiammato la prima parte della domenica con una leadership provvisoria che aveva acceso le speranze dei fan siciliani. Alla fine saranno 8”6 i secondi che li separano dalla vetta, ma la loro prova resta una delle più convincenti.
Per Carmellino questo trionfo ha un sapore speciale. Dopo anni di dominio sui terreni innevati e ghiacciati, arriva finalmente un titolo tricolore conquistato sull’asfalto, su un rally veloce e tecnico come quello messinese. Un successo che suggella un percorso di crescita costante, condiviso con una squadra che non ha mai smesso di crederci.
Alla fine della “Rometta”, l’equipaggio è travolto dall’emozione. Carmellino, ancora con il casco in mano e la voce rotta, sussurra: “È incredibile… abbiamo vinto davvero! Non so cosa dire. Grazie alla squadra, a Max, alla mia famiglia e a chi ci ha sostenuti. Che gara…“









