Romina Saracco torna dopo la malattia
La navigatrice astigiana pronta a rimettere il casco dopo la battaglia più difficile, per ispirare tutte le donne.
La passione per i rally, la maternità, una malattia da affrontare a testa alta e ora un ritorno alle competizioni con un messaggio forte e chiaro: “Ce la posso fare, ce l’ho fatta, ho vinto!”.
Romina Saracco, 37 anni, piemontese di Castelnuovo Calcea, è pronta a risalire su una vettura da rally dopo un lungo stop. Una pausa forzata che ha avuto due volti: da un lato la scelta di dedicarsi completamente alla figlia Giulia, oggi dodicenne, e dall’altro la lotta, ancora in corso, contro un tumore.
“Ho iniziato a correre a soli 18 anni – racconta Romina – il mio primo rally è stato il “Colline” a Chivasso nell’aprile del 2006. A bordo di una Peugeot 106 A5, emozionatissima, portai subito a casa la mia prima coppa con un terzo posto di classe. Era il sogno che si realizzava“.
Una carriera che ha subito uno stop nel 2011, con la maternità e la scelta, difficile ma consapevole, di mettere la tuta da parte per dedicarsi a Giulia. Ma quel richiamo della strada e dei motori non è mai svanito. E anzi, è diventato più forte proprio quando la vita ha messo Romina di fronte alla prova più dura.
“Tre anni fa mi è stato diagnosticato un tumore maligno. Sono stata operata, e anche se oggi non posso ancora dire di esserne uscita completamente, ho voluto fare a me stessa una promessa: se avessi superato i primi due anni di convalescenza, sarei tornata a correre”.
Una promessa che oggi si trasforma in realtà: Romina è pronta a rientrare in gara, e lo farà, con tutta probabilità, al Rally di Castiglione Torinese a fine giugno. Non solo per se stessa, ma per tutte le donne che, come lei, hanno affrontato la malattia con forza, determinazione e coraggio.
“Vorrei dare voce a tutte coloro che lottano o hanno lottato contro il tumore. A chi ha stretto i denti nei momenti più bui, a chi non si è arresa. Come nello sport, serve resistere, crederci, avere fiducia. E un pizzico di fortuna, perché quella aiuta sempre”.
Romina sarà affiancata da una tifosa d’eccezione: sua figlia Giulia, che ha ereditato dalla madre la passione per i rally e oggi la guarda con orgoglio. Insieme, sono il simbolo di una nuova partenza, fatta non solo di cronometri e prove speciali, ma di resilienza e speranza.








