La Rally5 Kit e il gatto sulla tangenziale
Suzuki Italia, ispirata dai successi oltreconfine, aveva intravisto in questa classe un’opportunità per rinnovare il panorama rallystico nostrano, adattando la Swift Rally5 Kit alle normative italiane con modifiche mirate: niente modulo ibrido per contenere i costi e altre belle idee. ma tutto ad un tratto succede che…
Cosa potrebbero mai avere in comune la Rally5 Kit e un gatto sulla tangenziale? Proviamo a spiegarvelo con una certa delicatezza, visto che (potete leggere qui) ci eravamo spesi con un certo entusiasmo nei confronti di questa classe e visto che il nostro articolo era finito sul tavolo di altri Costruttori che avevano valutato il progetto come molto interessante.
In questo un po’ schizofrenico mondo dei rally, c’è stato un momento in cui si è addirittura pensato di rivoluzionare il panorama italiano con una nuova categoria capace di unire competitività e costi contenuti: la Rally5 Kit. Un’idea nata dalla brillante esperienza spagnola, dove la Suzuki Swift Rally5 Kit ha già dimostrato tutto il suo potenziale, e pronta ad approdare sulle strade italiane. Tuttavia, come certi sogni che svaniscono all’alba, anche questo progetto sembra destinato a rimanere una chimera. In pratica si è impantanato nella tipica italianità e ora rischia di affondare nelle sabbie mobili.
L’origine del progetto
In Spagna, la Suzuki Swift Rally5 Kit ha guadagnato consensi grazie a un concept semplice ma efficace: offrire vetture economiche, robuste e divertenti, capaci di attirare nuovi appassionati e team emergenti. La formula vincente prevedeva soluzioni tecniche essenziali ma funzionali: un cambio sequenziale collaudato, un design agile, e una gestione delle superfici sconnesse che non richiedeva compromessi.
Suzuki Italia, ispirata dai successi oltreconfine, aveva intravisto in questa classe un’opportunità per rinnovare il panorama rallystico nostrano, adattando la Swift Rally5 Kit alle normative italiane con modifiche mirate: niente modulo ibrido per contenere i costi, l’adozione del cambio Sadev della Peugeot 208 Rally4 e interventi sul serbatoio di serie per rispettare i regolamenti FIA.
Tutto sembrava pronto per il debutto di una vettura capace di infiammare i cuori degli appassionati, garantendo gare più equilibrate e accessibili.
Il sogno infranto
Eppure, come un gatto che attraversa la tangenziale di Milano alle 18.30 di un venerdì 17, il progetto si è scontrato con ostacoli insormontabili. I preparatori, divisi tra opinioni tecniche e interessi personali spesso divergenti, non sono riusciti a trovare un accordo sui dettagli dell’omologazione. Suzuki, da parte sua, sembra aver perso la spinta iniziale, preferendo mantenere il focus sulle tradizionali e meno prestazionali Swift del Trofeo.
Voci diffuse da malpensanti raccontano che dietro questa scelta ci sarebbe anche un timore strategico della filiale italiana della Casa giapponese: la Rally5 Kit, con un secondo al chilometro in più di velocità rispetto alle attuali vetture, rischierebbe di oscurare le prestazioni delle Swift Trofeo, rompendo un equilibrio delicato. E per questo motivo si preferirebbe non aprire il trofeo monomarca alle due tipologie di vetture, Rally5 Kit e Gruppo RC5N, che invece sarebbe la scelta più saggia e coraggiosa.
Speranze per il futuro
Nonostante la delusione, c’è chi spera ancora in un colpo di scena. L’idea di una categoria come la Rally5 Kit rimane affascinante: un’opportunità per rendere il rally più accessibile, favorendo la partecipazione di nuovi piloti e team con budget limitati. La Swift Rally5 Kit, nata dall’intuizione geniale di Suzuki Spagna, potrebbe rappresentare la scintilla di una nuova era per i rally italiani, se solo venisse dato il via libera definitivo.
Nel frattempo, il mondo dei rally dovrà accontentarsi di sognare ciò che avrebbe potuto essere. Suzuki, siamo sicuri, continuerà a giocare un ruolo importante nelle competizioni nazionali, ma l’ombra di ciò che è stato solo immaginato resterà a lungo nei pensieri di chi crede nel futuro delle corse accessibili e sostenibili.
Non tutto è perduto definitivamente. I sogni, a volte, trovano il modo di tornare.








