L’esclusione di Andreucci dal Due Valli e le reazioni
Chi ha ragione e chi ha torto è la domanda che non si deve fare e che non faremo. Tecnicamente la risposta sembrerebbe semplice: c’è una regola e la si deve rispettare o fare rispettare. Giusto, ma a quale prezzo? È esattamente questo il punto.
Un’autorità sportiva prende decisioni estreme e inappellabili in applicazione dei regolamenti sportivi e della questione morale e non commenta il gesto, in cui però, da ciò che scrive nel dispositivo, crede fermamente. Un campione si appella alla “buonafede” ma viene punito. Migliaia di persone chiedono buonsenso, non pochi esultano: “Era ora che i Santi in Paradiso lo abbandonassero”. Dalla sera in cui Paolo Andreucci è stato tacciato di “malafede” e sbattuto fuori dalla gara dal Collegio dei commissari sportivi del Due Valli, presieduto dall’avvocato Raffaele Pelillo, abbiamo passato ore e giorni al telefono con ogni genere di tecnico, politico, organizzatore, pilota, copilota e appassionato o esperto di regolamenti. Ad un certo punto ci è sembrato di essere un’attività di pompe funebri durante la guerra.
Chi ha ragione e chi ha torto è la domanda che non si deve fare e che non faremo. Tecnicamente la risposta sembrerebbe semplice: c’è una regola e la si deve rispettare o fare rispettare. Giusto, ma a quale prezzo? È esattamente questo il punto. Meglio l’atto estremo di escludere dalla gara senza possibilità di appello (previsto dal Codice Sportivo Internazionale per gesti che violano palesemnete la lealtà e l’equità sportiva) o sanzionare economicamente e penalizzare in termini di classifica? Domanda che ci siamo posti anche quando al San Marino 2017 Rovanpera (Peugeot) si fermò e si ritirò, a totale beneficio di immagine di Andreucci (Peugeot), fino al Sanremo 2021, dove sotto l’ignara direzione di Stefano Bettati, al team manager di Hyundai, all’epoca Andrea Adamo, stava per riuscire un “giochino” con l’indimenticato Craig Breen, in questo caso a tutto beneficio di Andrea Crugnola (Hyundai) e a discapito di Fabio Andolfi (Skoda).
Torniamo al Due Valli 2024. Paolo Andreucci, sull’esclusione, ha spiegato di aver “sempre praticato questo sport nel pieno rispetto delle regole, e non credo di aver compiuto un atto illecito nemmeno in questa circostanza. Tant’è che l’ho fatto davanti a tutti gli altri team. Mentre mi recavo allo start della free practice mi accorgevo che la vettura aveva dei problemi tecnici, sentito il team mi recavo quindi alla zona assistenza predefinita. Il regolamento prevede che dall’inizio del programma di prove libere fino al momento della partenza individuale della fase di qualificazione, qualsiasi assistenza potrà essere effettuata solo nel parco assistenza principale o al parco assistenza designato dall’organizzatore a tal fine”. La buonafede di Andreucci ci è stata confermata, ad esempio, da Valerio Barsella, organizzatore del Rally Il Ciocco. “Non posso esprimermi sulla vicenda in sé perché, essendo avvenuta in un contesto in cui non ero presente, non ne conosco i dettagli. Sono certo, però, che Paolo Andreucci non fosse in malafede. Conosco bene l’uomo, l’appassionato e il campione. Questo mi basta per non avere alcun dubbio sulla sua buonafede”.
Max Rendina, organizzatore del Rally Roma Capitale e del Rally del Lazio, campione del mondo rally Gruppo N, imprenditore e manager impegnato nella crescita dei giovani piloti attraverso il CIR Junior, è meno diplomatico e spiega: “Essendo organizzatore nonché pilota riesco a vedere la situazione un po’ da entrambi i lati. Personalmente penso che la decisione presa dal Collegio dei commissari sportivi sia errata, spropositata ed ingiusta. Errata, perché si basa sulla errata interpretazione del regolamento. Spropositata perché assegnare una squalifica in una fase non obbligatoria della gara è senz’altro una decisione quantomeno discutibile. Ingiusta perché la formulazione della decisione non consente un ricorso che possa sospendere la decisione. Pertanto, un appello non avrebbe permesso a Paolo di partire per la gara. Sorprende senz’altro il fatto che in condizioni di palesi irregolarità, come gomme intagliate quando il regolamento lo vietava, per esempio, membri dello stesso Collegio dei commissari sportivi, abbiano deciso di non infliggere alcuna penalità. Come giustamente asserito da Paolo, la QFY si svolge prima dell’inizio della gara vera e propria, che inizia al TC0, pertanto normalmente le penalità non inficiano sulla gara… A maggior ragione se dovesse essere provato che altre vetture abbiano raggiunto il punto del service a mezzo di carri attrezzi, sempre secondo la teoria errata espressa dai commissari sportivi, altre auto avrebbero dovuto essere squalificate e per verificarlo bastava controllare le tracce dei tracking di tutti i concorrenti. Sono sicuro che questa faccenda meriti una approfondita analisi da parte degli organi sportivi nazionali affinché errori simili non si ripetano mai più”.
Affettuosamente








