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Raceday: Andreucci-Briani firmano il Rally delle Marche

Paolo Andreucci e Rudy Briani, su una Skoda Fabia R5, hanno vinto la 14^ edizione del Rally delle Marche, gara di apertura del Challenge Raceday Rally Terra, organizzata da PRS Group nella consueta location di Cingoli. Una gara spettacolare, confortata da una bellissima giornata di sole, quella corsa oggi sugli sterrati del “tetto delle Marche”, che ha conosciuto il dominio del pluricampione garfagnino, arrivato a correre a titolo di test gomme, oltre che per preparare l’ultima prova tricolore su terra della Coppa Liburna, prevista ai primi di novembre.

Andreucci ha preso il comando della classifica dalla prima prova speciale senza mai più lasciarlo, vincendo quattro prove sulle sei disponibili e lasciandosi dietro un’accesa bagarre, decisamente anche spettacolare, sul filo dei secondi. Alla fine, sotto la bandiera a scacchi il secondo gradino del podio lo hanno salito Jacopo Trevisani ed Andrea Marchesini, seconda gara con loro con la Skoda Fabia R5. Il giovane bresciano si è posto subito alle spalle di Andreucci con una certa autorità, per poi rischiare di vanificare tutto con un “lungo” durante la quarta prova, dovendo lasciare strada ai padovani, campioni uscenti del Raceday, Nicolò Marchioro e Marco Marchetti (Skoda Fabia R5).

Da quel momento in poi tra loro si è scatenato un acceso dualismo, con il classico “botta e risposta” dal quale alla fine è emerso Trevisani, che ha affrontato l’ambo di prove finali con estrema decisione e lucidità, la stessa che ha adottato il suo conterraneo, l’esperto Luigi Ricci, in coppia con Biordi su una Hyundai i20 R5.

Già vincitore della gara tre anni fa, Ricci ha sfoderato una notevole progressione dopo un avvio stentato dovuto ad un’errata scelta di gomme, problema ovviato con una parte centrale e finale del confronto estremamente efficaci e spettacolari, andando peraltro a siglare il miglior tempo sull’ultima prova portandosi così al terzo posto, pari merito con Trevisani, ma vincolato dalla discriminante della prima prova speciale (dove aveva fatto il sesto tempo). Quarto posto finale dquindi per Marchioro, che non ha comunque demeritato, confermandosi uomo di vertice, “bronzo” per l’inezia di soli nove decimi.

D’effetto anche la prestazione globale del francese Jean Philippe Quilichini, in coppia con Fabrice Gordon, alla fine quinti assoluti, penalizzati da una penalità di 10” pagata per una partenza anticipata (PS4). Sino ad allora il transalpino, vecchia conoscenza delle gare su terra italiane, aveva saputo salire sino al terzo posto, peraltro al debutto in questa gara. Sesto ha finito il ligure Andrea Maselli, sulla Hyundai i20 R5, condivisa con Milena Danese. Anche per Maselli una gara in progressione sia di riscontri cronometrici che si sensazioni alla guida della vettura sudcoreana.

Settima piazza finale per il piemontese Gianmarco Donetto, affiancato da Menchini (Skoda Fabia R5), subito efficaci nonostante il poco feeling con gli sterrati marchigiani e la loro conformazione, ottavo ha poi terminato il veneto Filippo Lorenzon, con Alice De Marco su una Ford Fiesta R5, gran finale di gara anche per loro, riuscendo a sopravanzare con il classico colpo di reni il sammarinese Jader Vagnini (Skoda Fabia R5), nono, per la prima volta affiancato dalla toscana Miriana Gelasi per quella che è stata una prestazione anche in questo caso in crescita da un avvio sottotono, per prendere ritmo.

La top ten è stata poi firmata dai trentini Cobbe-Turco (Skoda Fabia R5), mentre il gruppo N è andato nelle mani del sempre concreto Sloveno, innamorato degli sterrati italiani, Darko Peljhan, con una datata ma efficace Mitsubishi Lancer Evo IX. Tra le due ruote motrici il migliore è risultato il trentino Roberto Daprà, con alle note Luca Guglielmetti, sulla Peugeot 208 R2, la vettura giusta per aver avuto ragione di una nutrita schiera di pretendenti, tutti validi interpreti delle “tuttoavanti”, specie i giovanissimi Fontana e Nerobutto.

Tra i delusi della gara, sicuramente l’umbro Francesco Fanari, con Cristina Caldart per la prima volta al suo fianco: dopo un avvio a ridosso del podio, è stato costretto a rincorrere dalle retrovie dove era scivolato dalla seconda prova, con circa 30” persi per un’uscita di strada con la quale ha danneggiato un tirante del retrotreno sinistro della sua VolksWagen Polo R5. Ha poi proseguito per trovare il miglior feeling con la “tedesca”, finendo di poco fuori dalla top ten, undicesimo.

Sul numero di RS e oltre in edicola il 5 novembre: ci sarà un lungo approfondimento sulla gara

CIRT, Rally del Vermentino: Ucci pronto alla carica

Se è vero che Umberto Scandola tenterà l’allungo nella classifica per agguantare il titolo al Rally del Vermentino, è altrettanto vero che dopo il successo al Rally Italia Sardegna, Paolo Andreucci (M33 e Skygate) torna in terra sarda per proseguire l’attacco alla serie Tricolore su Terra. Infatti, seppure i favori della matematica giocano al momento a favore del veronese, i numeri dicono che entrambi possono aspirare al successo finale.

Per Andreucci si tratterà della seconda partecipazione nella gara con base a Berchidda (Sassari) dopo il quinto posto ottenuto nel 2018 quando questo rally fu valido, come per questa edizione, per il tricolore terra. Il successo nella gara al seguito del Campionato del Mondo Rally WRC e quello ottenuto all’inizio di agosto al 15° Rally Città di Arezzo Crete Senesi e Valtiberina vedono ora Andreucci al secondo posto nella classifica piloti con 60.5 punti.

Il pilota garfagnigno, che anche in questo appuntamento sarà navigato da Rudy Briani sulla Skoda Fabia R5 Evo gommata MRF Tyres, dovrà capitalizzare tutta la sua esperienza per ottenere altri punti importanti in una fase cruciale del campionato. Si tratta infatti della penultima gara, prima della finale di stagione al Rally Liburna Terra che avrà coefficiente 1,5.

“Si tratta di una gara per certi versi nuova – ha commentato Andreucci – dato che nel 2018 abbiamo disputato solo la prova di “Monte Olia” in comune con il percorso di quest’anno. Le caratteristiche sono impegnative, il terreno della Sardegna è sempre difficile da interpretare e se nel primo passaggio faremo un po’ di fatica per via della ghiaia che dovremo spazzolare, sul secondo e terzo passaggio servirà grande attenzione per evitare le pietre che sicuramente rappresenteranno uno dei principali rischi. Abbiamo fatto grandi progressi a livello di pneumatici, quindi sono sicuro che anche su questo terreno le MRF Tyres sapranno restituire un ottimo feeling”.

Amarcord: Paolo Andreucci e quel Rally del Salento 2011

Paolo Andreucci ed Anna Andreussi, Peugeot 207 Super 2000, hanno conquistato la vittoria nel 45- Rally del Salento, quinta prova del Campionato Italiano Rally; ottimo il secondo posto di Alessio Pisi, Peugeot, mentre al terzo posto ha chiuso Umberto Scandola, Ford Fiesta. Con questo successo, il quinto su cinque gare disputate, il pilota toscano vede ormai da vicino il titolo tricolore piloti ed avvicina la Peugeot ad un solo punto da quello Costruttori.

A contendere quasi fino in fondo la vittoria al pilota ufficiale di Peugeot Italia, sono stati i liguri Alessio Pisi e Fabio Cadore, anche loro su una Peugeot 207 Super 2000, che sono stati al comando della gara dalla terza fino alla undicesima prova speciale, subendo il sorpasso del campionissimo a tre prove dal termine. Al terzo posto dopo una straordinaria battaglia durata fino all’ultimo tratto cronometrato il veneto Umberto Scandola, navigato da Guido D’Amore con la Ford Fiesta Super 2000.

Alla fine di oltre 150 chilometri di prove speciali Scandola ha preceduto il friulano Luca Rossetti, Abarth Grande Punto, di soli 2 decimi. A questa lotta ha preso parte praticamente fino in fondo anche Franco Cunico, Peugeot 207 Super 200o, rallentato dalla rottura di un semiasse. Il vicentino ha chiuso alla fine al quinto posto davanti ad un altro protagonista del rally, il bergamasco Alessandro Perico anche lui allontanato dalla lotta per il podio da una foratura.

Paolo Andreucci, Rally del Salento 2011
Paolo Andreucci, Rally del Salento 2011

Nel Campionato Italiano Produzione la vittoria con dominio assoluto è andata a Maurizio Angrisani, Mitsubishi, settimo al traguardo, mentre per quanto riguarda il Campionato Rally Junior la battaglia tra la Citroen Ds3R3 del romagnolo Simone Campedelli e la Renault Clio R3T del siciliano Andrea Nucita è andato al primo che ha avuto la meglio del secondo proprio in vista del traguardo. A tradire Nucita, che era stato a lungo al comando , una foratura sulla penultima prova speciale. Ottimo infine il decimo posto di Francesco Rizzello, pilota di Ruffano piccolo centro della provincia di Lecce, naturalmente primo tra i piloti locali con la sua Peugeot Super 2000 della scuderia Piloti Salentini.

Il giorno prima Super Alessio Pisi

Dopo il prologo del giorno prima con due PS, primo giro sulle prove di Specchia e Ciolo ed il Rally del Salento fa subito vedere di non essere una gara qualsiasi . La prima prova odierna va al ligure Pisi. Chentre è secondo, Perico terzo e solamente quarto Andreucci. Tutti e quattro sono su Peugeot 207 Super 2000. Rossetti, Abarth Grande Punto, si ferma a metà prova per regolare una cintura slacciata e perde 43”7. Scandola fa ancora peggio, fora l’anteriore destra e perde oltre 1’46”. Crugnola, tocca ed apre una ruota della sua Citroen Ds3 R3.

Sul lombardo piomba la Mitsubishi di Rendina che nell’impatto rompe il ponte posteriore. Lo stesso Rendina dopo cento metri va a diritto, molto probabilmente per le conseguenze del primo urto, e si ferma contro un muretto con la vettura seriamente danneggiata. La prova viene sospesa e si va in trasferimento. Umberto Scandola vince la seconda prova che per il resto non regala particolari colpi di scena dopo i fuochi d’artificio della prima. Pisi si conferma in particolare forma realizzando il terzo tempo di un soffio alle spalle di Andreucci. In attesa che venga dato il tempo imposto sulla prima nel gruppo R sono Nucita, Renault, e Campedelli, Citroen, a mettersi in luce.

Secondo giro e subito il gruppone si trasferisce su Specchia. Pisi mette dietro tutti nuovamente confermandosi in splendida sintonia con la sua Peugeot 207 Super 2000. Alle sue spalle Andreucci ha nel frattempo recuperato la seconda posizione mentre Chentre e Perico lottano per la terza. Cunico è quinto ma dietro di lui si fa pesante la spinta di Rossetti. Angrisani è tranquillamente primo nel produzione, con un vantaggio di oltre 30” su Gianfico, mentre Perego, dopo un inizio così e così tira fuori qualche bel tempo con la sua Mini John Cooper.

Si torna su Ciolo. Rossetti fa un dritto e perde altro terreno dai migliori, retrocedendo nella generale al settimo posto dell’assoluto anche dietro al primo di gruppo N Maurizio Angrisani. La prova viene vinta da Scandola davanti ad Andreucci e Pisi che così chiude al comando dopo quatto prove con 6”8 sul toscano della Peugeot. Campedelli è ottavo con la sua Citroen mentre per il resto della classifica del gruppo R si deve ancora aspettare la pubblicazione del tempo imposto.

Classifica Finale 45. Rally del Salento 2011

1. Andreucci – Andreussi (Peugeot 207 Super 2000) in 1h 44’24”7 ; 2. Pisi – Cadore (Abarth Grande Punto) a 19”1; 3. Scandola – D’Amore (Ford Fiesta Super 2000) a 1’09”7; 4. Rossetti – Chiarcossi (Abarth Grande Punto) a 1’09”9 ; 5. Cunico – Pollet (Peugeot 207 Super 2000) a 2’ 22’ 1; 6. Perico – Carrara (Peugeto 207 Super 2000) a 2’29”2; 7. Angrisani – Pollicino (Mitsubishi Lancer Evo X) a 2’34”9 ; 8. Campedelli – Fappani (Citreon Ds3) a 2’50”8; 9. Chentre – Canova (Peugeot 207 Super 2000) a 2’55”5; 10. Rizzello – Sovrano ( Peugeot 207 Super 2000) a 4’01”7.

CIRT: Andreucci a mani basse al Rally Città di Arezzo

Sono Paolo Andreucci e Rudy Briani, con una Skoda Fabia R5, i vincitori del Rally Città di Arezzo-Crete Senesi e Valtiberina, proposto da Valtiberina Motorsport in questo fine settimana, quarta prova del Campionato Italiano Rally Terra (CIRT), valida pure per il Campionato Italiano Rally Terra Storico, per il tricolore Cross Country Rally “Side by Side”, gara per il Tour European Rally Series (TER) moderno e “historic” e altresì atto finale del Challenge Raceday Rally Terra 2020-2021.

Una messe di validità che hanno permesso di toccare la considerevole cifra di 105 iscritti, messi tutti in riga dal pluridecorato campione lucchese di Castelnuovo Garfagnana, autore di una prestazione tanto decisa quanto veloce ed esente da errori. Un lavoro costruito in due giorni di accesi duelli sulle strade bianche dell’aretino e del senese con otto Prove Speciali che hanno generato per lui il tris di allori in questa gara dopo quelli del 2008 e della passata edizione, tre vittorie con tre macchine diverse (Mitsubishi Lancer, Citroen C3 e Skoda Fabia).

Partito al comando dalla prima prova speciale, Andreucci non lo ha più lasciato, riuscendo a contenere con fermezza ogni singolo attacco che arrivava dalla concorrenza, soprattutto dal veronese Umberto Scandola, in coppia estemporanea con Fappani sulla Hyundai i20 R5. Leader della classifica provvisoria di Campionato alla vigilia della gara, il pilota scaligero sotto la bandiera a scacchi si è dovuto accontentare della seconda piazza, peraltro acquisita con merito, cosa che gli ha consentito di rimanere primo in campionato.

La terza piazza è andata alla fine a Simone Campedelli, con Rappa alle note, su una VolksWagen Polo R5. Una gara a tratti sofferta, quella del driver romagnolo, soprattutto per non aver mai trovato la quadra con il set up e con le gomme calzate dalla vettura tedesca. Sino alla sesta prova speciale il gradino più basso del podio era riuscito a tenerselo stretto il giovane boliviano Bruno Bulacia (Skoda Fabia R5), con al fianco Marcelo Der Ohannesian, poi fermato da un’uscita di strada quando dietro a loro incombeva decisa l’ombra appunto Campedelli.

Quarta posizione finale per il giovane padovano Niccolò Marchioro, in coppia con il fido Marco Marchetti, anche loro su Una Skoda Fabia R5. Reduci da una prima parte dell’anno sfortunata, caratterizzata da soli ritiri per guasti, si sono presentati al via della gara con il solo obiettivo di terminarla ed andarsi ad aggiudicare il titolo 2020-2021 del Challenge Raceday Rally Terra, davanti al diretto rivale Simone Romagna (Skoda Fabia R5), anche lui presente ad Arezzo.

La top five è stata completata da un altro interessante giovane, il bergamasco Enrico Oldrati, figlio e nipote “d’arte”, affiancato da De Guio, che all’esordio in questo rally ha sofferto la scarsa conoscenza delle strade nella prima porzione di impegno, partendo dalla tredicesima posizione per poi vederlo cresciuto – e con merito – di rendimento alla distanza. Il sugello di una gara di spessore il bergamasco l’ha messo in chiusura di gara, siglando il miglior tempo sull’ultima chrono, quando il duello per la vittoria era tutt’altro che sopìto.

Non troppo lontano da Oldrati ha chiuso, in sesta piazza, lo sloveno Aljosa Novak, in coppia con Okvirk (Skoda), costantemente con prestazioni da top ten e certamente da tenere in forte considerazione è stata la settima posizione finale dell’altro giovane bresciano Jacopo Trevisani, al debutto assoluto con una trazione integrale, nello specifico anche in questo caso una Fabia.

Prestazioni da incorniciare anche per i varii Tonso (Skoda, pur rallentato da una foratura durante la prima tappa), Hoelbling (Hyundai) e Dati (Ford Fiesta), che hanno firmato e chiuso la top ten dopo due giorni decisamente campali ma di grande soddisfazione corsi su strade mitiche, che appartengono alla storia dei rallies internazionali.

Nella sfida a due ruote motrici il migliore è risultato il toscano di Pistoia “Barone Jr”, al debutto con la Peugeot 208 Rally4 e per la prima volta con al fianco Sofia D’Ambrosio, mentre il Gruppo N ha invece parlato aretino, con il successo incamerato da Stefano Marrini e la sua Mitsubishi Lancer Evo IX, condivisa con Valentini.

Così il Challenge Raceday Rally Terra

Grandi battaglie tra i protagonisti del Challenge per raccogliere gli ultimi punti nella classifica assoluta e nei vari raggruppamenti. Questa gara aveva coefficiente 1.5 per il Challenge.

Nicolò Marchioro navigato da Marchetti su Skoda Fabia R5, ha mantenuto un passo costante per mantenere la leadership del Challenge e poterlo vincere, nonostante alcuni problemi all’assetto della sua vettura. Quindi ha deciso di non rischiare e di portare a termine la gara, terminando quarto assoluto in gara e laureandosi campione della 13^ edizione del Challenge Raceday Rally Terra, serie ideata da Alberto Pirelli. Ad insidiare la leadership di Marchioro un agguerrito Simone Romagna navigato da Addondi su Skoda Fabia Evo 5, che però non è mai riuscito ad avvicinarsi tanto da infastidirlo. Grande prestazione di Massimiliano Tonso/Bonato (Skoda Fabia R5) oltre che di Maselli/Danese (Hyundai i20 New Generation R5) e il giovane Trevisani navigato da Faustini su Skoda Fabia R5) che hanno progressivamente migliorato i loro tempi nel corso della gara.

Nella classifica assoluta finale di Raceday secondo un altro veneto, Simone Romagna navigato da Addondi su Skoda Fabia Evo 5. La classifica Under 23 è stata vinta da Daprà, navigato da Guglielmetti su Ford Fiesta Mk8. La classifica Under 28 è stata vinta dalla esuberante Rachele Somaschini, navigata da Zanella su Citroen C3 R5 che qui ha fatto un’ottima gara anche se ha perso parecchio tempo per un’uscita di strada.

La classifica delle 2 Ruote Motrici è stata vinta da Ciofolo, navigato da Alicervi su Renault Clio Sport R3. Una stagione molto complicata composta da quattro gare (Rally Adriatico Marche, Rally Terra Valle del Tevere, Rally della Val d’Orcia e quest’ultima gara finale). Tutte le gare sono state vinte da Nicolò Marchioro nonostante un notevole gruppo di agguerriti avversari. Ora Alberto Pirelli si concentrerà insieme a tutto lo staff, sulla preparazione della prossima edizione che promette alcuni cambiamenti e novità.

Top ten assoluta Rally Città di Arezzo

1. Andreucci-Briani (Skoda Fabia Evo R5) in 53’55.9; 2. Scandola-Fappani (Hyundai i20 New Generation R5) a 9”3; 3. Campedelli-Rappa (Volkswagen Polo Gti R5) a 44”1; 4. Marchioro-Marchetti (Skoda Fabia R5) a 1’58.7; 5. Oldrati-De Guio (Skoda Fabia Evo R5) a 2’11.0; 6. Novak-Ocvirk (Skoda Fabia R5) a 2’16.8; 7. Trevisani-Faustini (Skoda Fabia R5) a 2’19.3; 8. Tonso-Bonato (Skoda Fabia R5) a 2’21.9; 9. Hoelbling-Fiorini (Hyundai i20 New Generation R5) a 2’31.9; 10. Dati-Ciucci (Ford Fiesta R5) a 2’50.4.

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Copertina RS e oltre agosto 2021

Andreucci-Briani dominano la prima giornata del Valtiberina

Exploit del garfagnino che si aggiudica ogni passaggio sulla “Alpe di Poti”. Secondo Scandola (Hyundai i20 R5) a +13.2”, terzo in rimonta sul finale Bruno Bulacia (Skoda Fabia R5) a 20”. Domenica giornata finale con cinque prove in totale, due su “Monte S.Marie” e tre su “S.Martino in Grania” per chiudere il quarto round del Campionato Italiano Rally Terra.

La prima giornata del Rally Città di Arezzo Crete Senesi e Valtiberina si chiude nel segno di Paolo Andreucci e Rudy Briani, vincitori di ognuno dei tre passaggi sulla prova speciale “Alpe di Poti” (13,40km). Il garfagnino è stato dominatore sulla storica prova aretina, la più lunga di questo rally, che ha aperto le danze in vista dell’intensa giornata di domenica, strutturata su altre cinque prove speciali con un doppio passaggio su “Monte Sante Marie” (11,30km) e triplo su San Martino in Grania (8,20km).

Il triplo scratch di Andreucci, che ha sempre abbassato il suo crono ad ogni prova, lo spedisce in vetta alla classifica assoluta, della gara valida come quarto round del Campionato Italiano Rally Terra, con il tempo complessivo di 31’09.0. Alle sue spalle il primo ad inseguire stavolta è Umberto Scandola. Il leader del tricolore, affiancato da Danilo Fappani su Hyundai i20 R5, ha chiuso sempre in seconda posizione sulle prove speciali e al termine della tappa iniziale ha concluso con un distacco di 13.2’’ da Andreucci.

Qualche difficoltà soprattutto in avvio per Scandola, limitato da un problema di temperature accusato dalla vettura coreana che è andata in protezione e ha fatto fatica anche nei passaggi successivi. Sull’ultimo passaggio poi il veronese ha messo le ruote in un fosso per evitare una rotoballa. Si conferma tra i migliori del Campionato anche in questo primo scorcio di Valtiberina Bruno Bulacia Wilkinson, che riesce a strappare la terza posizione provvisoria a Simone Campedelli sull’ultima speciale di giornata. Il giovane boliviano, navigato dall’argentino Marcelo Der Ohannesian sulla Skoda Fabia R5, ha migliorato il rendimento ad ogni speciale al suo esordio nella gara aretina e ha concluso a +20’’ dal vertice.

Si piazza quindi in quarta posizione Simone Campedelli, con Gianfranco Rappa alle note sulla Volkswagen Polo R5. Sono 22.7 i secondi che separano il cesenate dal vertice, 10 di questi lasciati già sulla prima prova speciale per una scelta di penumatici troppo morbida. Altri 10 poi lasciati anche all’ultimo crono sul quale ha subito il sorpasso di Bulacia. Alle sue spalle quinta posizione per il padovano Nicolò Marchioro, leader di Raceday quest’anno da outsider del tricolore, che insieme a Marco Marchetti su Skoda Fabia R5 perde 53.7” di margine dal migliore.

Sesto lo sloveno Aljiosa Novak su altra Skoda Fabia R5, davanti a Massimiliano Tonso su stessa R5 ceca che sull’ultima prova di giornata ha forato l’anteriore destra a 2km dal termine e in totale ha perso 33.9’’. Ottavo assoluto l’altro veronese su i20 R5 Luca Hoelbling seguito dal bresciano Jacopo Trevisani, che all’esordio con una vettura di classe R5, la Fabia, ha segnato ottimi tempi. Buono in particolare il sesto assoluto sulla seconda prova. Completa la top ten assoluta il bergamasco Enrico Oldrati, anche lui su Fabia R5, che all’esordio nel Città di Arezzo ha sofferto la scarsa conoscenza delle strade al primo loop ed è scresciuto di rendimento alla distanza.

Sfortunata fin qui la parentesi per le vetture a due ruote motrici, molte delle quali hanno affrontato la prima e l’ultima prova in trasferimento; prima a causa dello stop di una vettura che ha bloccato il passaggio delle successive, poi per il calare dell’oscurità al tramonto che non ha permesso, come da regolamento, lo svolgimento della PS 3 per gli ultimi concorrenti.

CLASSIFICA ASSOLUTA RALLY VALTIBERINA DOPO PS3

1. Andreucci-Briani (Skoda Fabia Evo R5) in 31’09.0; 2. Scandola-Fappani (Hyundai I20 New Generation R5) a 13.2; 3. Bulacia Wilkinson-Der Ohannesian (Skoda Fabia Evo R5) a 20.0; 4. Campedelli-Rappa (Volkswagen Polo Gti R5) a 22.7; 5. Marchioro-Marchetti (Skoda Fabia R5) a 53.7; 6. Novak-Ocvirk (Skoda Fabia R5) a 1’08.3; 7. Hoelbling-Fiorini (Hyundai I20 New Generation R5) a 1’16.9; 8. Tonso-Bonato (Skoda Fabia R5) a 1’16.9; 9. Trevisani-Faustini (Skoda Fabia R5) a 1’20.1; 10. Oldrati-De Guio (Skoda Fabia Evo R5) a 1’28.1.

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Copertina RS e oltre agosto 2021

Paolo Andreucci all’attacco del Valtiberina

Dopo la pausa estiva, riprende la sfida di M33 e Skygate insieme a Paolo Andreucci per il Campionato Italiano Rally Terra che riaccenderà i motori il prossimo weekend per il 15° Rally Città di Arezzo Crete Senesi e Valtiberina.

La compagine laziale e il pluricampione italiano si preparano ad una delle gare più affascinanti del calendario tricolore terra, con un percorso che riprende tratti cronometrati di quello che fu l’indimenticato Rallye Sanremo – Rally d’Italia valido per il Campionato del Mondo Rally WRC. Andreucci tornerà ad essere affiancato da Rudy Briani fino alla fine della stagione, su richiesta di MRF Tyres, dato che alla luce del suo ruolo di manager per MRF nel programma del costruttore indiano nel Campionato Europeo FIA ERC, Rudy è un ottimo conoscitore degli pneumatici, aspetto fondamentale in questa fase di sviluppo.

La vettura sarà sempre la Skoda Fabia R5 Evo preparata da H-Sport che in quest’occasione sarà al via con il numero #2. Le premesse a livello statistico sono ottime, dato che Andreucci ha già messo la sua firma in più di un’occasione su questa gara, l’ultima in ordine di tempo proprio lo scorso anno al volante della Citroen C3 R5.

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Copertina RS e oltre agosto 2021

Amarcord: Peugeot 106, 30 anni e non sentirli (VIDEO)

Il 12 settembre 2021 compie trent’anni, la Peugeot 106. Un traguardo che dà valore ad un mito amato ben oltre i confini francesi. Nelle sue conformazioni GTi, XSi, XS, Rallye (che fu la prima versione sportiva in ordine cronologico) e Maxi, dal 12 settembre 1991 ha fatto la felicità di tantissimi giovani appassionati di rally, che ancora oggi se ne prendono cura nei loro garage e, orgogliosamente, si battono in A6, piuttosto che in N2.

La 106 è un concentrato di simpatia, avvolta di sorrisi e rivestita di fascino, perfettamente a suo agio nei suoi 3,56 metri di sorprese e di stupore. “Progettata per essere polivalente: a misura di città, tagliata per la strada, scolpita per i rally e per le corse su strada in genere, è un concentrato di eleganza e di seduzione”, recitava il primo comunicato stampa ufficiale di presentazione.

Trazione anteriore e motore trasversale, esprimeva il meglio del know-how ingegneristico della Peugeot degli anni Novanta, periodo in cui rappresentava la prima vettura della “generazione 06” nel segmento delle piccole city car che, all’epoca, erano poco più di un terzo delle immatricolazioni europee e che, trent’anni anni dopo, rappresentano quasi il 45% delle immatricolazioni solo in Italia.

Diventando auto storica a pieno titolo, la 106 godrà di tutti i benefici fiscali riservati alle vetture di questa categoria e per festeggiare il traguardo sarà organizzata una festa. Le équipe del Museo de l’Aventure Peugeot, a Sochaux, sono già al lavoro per preparare un grande raduno di Peugeot 106 con il Club 106 Team Rallye e il Club 106 S16. L’appuntamento è programmato per sabato 11 settembre 2021.

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Andreucci tenta la fuga, spettacolo Scandola e Campedelli

Il primo giro del Rally San Marino, gara valida come quarto atto del Campionato Italiano Rally Sparco (con coefficiente 1.5) e terzo atto del Campionato Italiano Rally Terra, vede al comando delle operazioni un quartetto di piloti iscritti al Tricolore Terra.

Al comando della gara troviamo l’inossidabile Paolo Andreucci, su Skoda Fabia Rally2 della torinese H Sport gommata MRF Tyres, il pluricampione Italiano (vincitore di 11 titoli Tricolore) grazie ad uno scratch sulla prova lunga di Sestino comanda le operazioni con un vantaggio di 3”6 su Umberto Scandola (Hyundai I20 R5), seguito in terza posizione da Simone Campedelli (VW Polo GTi R5) a 9”6. Quarta piazza per Giacomo Costenaro su Hyundai I20 R5.

In difficoltà i piloti del CIR, penalizzati dalla posizione di partenza nel primo giro di prove e dalle pochissime gare su fondo sterrato del calendario, quinta piazza per il rientrante Fabio Andolfi, seguito dal leader del campionato Giandomenico Basso e dal campione italiano in carica Andrea Crugnola. Completano la top ten, Bruno Bulacia in ottava piazza, il locale Daniele Ceccoli e decima piazza per il monegasco Max Tonso.

Classifica generale

1.Andreucci 2.Scandola+3.6 3.Campedelli+6.2 4.Costenaro+9.6 5.Andolfi+22.7 6.Basso+30.5 7.Crugnola+33.0 8.Bulacia+35.0 9,Ceccoli+41.2 10.Tonso+42.0

A San Marino, Scandola è 0″39 più veloce di Ucci sulla PS1

Ha preso il via oggi il 49° San Marino Rally, gara valida come quarta prova del Campionato Italiano Rally, terza del Campionato Italiano Rally Terra, terza del Campionato Italiano Rally Terra Storico e come seconda prova della Coppa Rally della quinta Zona ACI Sport. Ad aprire le ostilità è stata la breve prova televisiva denominata “San Marino” (2,04km) che è andata, per questione di soli 39 centesimi di secondo, a Umberto Scandola in coppia con Guido D’Amore su una Hyundai i20 R5. Il veronese ha realizzato il miglior tempo davanti a Paolo Andreucci, affiancato da con Francesco Pinelli su Skoda Fabia. Si appaiano quindi in vetta alla classifica assoluta due protagonisti del Campionato Italiano Rally Terra, con Andrea Crugnola al volante della Hyundai i20 R5 condivisa con Pietro Elia Ometto, primo tra i piloti iscritti al CIR Sparco, terzi assoluti a 1.8’’ dal leader.

Dietro alle posizioni che contano, in punti della Power Stage, gli altri protagonisti delle due serie tricolori maggiori. A partire da Fabio Andolfi, con Stefano Savoia su Skoda Fabia a +3.1’’, tra i più attesi sulla terra sammarinese al ritorno sulle strade bianche con una R5 a distanza di due anni. Quinto sulla prova Edoardo Bresolin, altro pilota del Terra con Rudy Pollet su altra Fabia, che chiude a +3.4’’. Circa 5 decimi dietro l’altro vicentino del CIRT Giacomo Costenaro con Justin Bardini su i20 R5, appena due decimi meglio rispetto al cesenate Simone Campedelli affiancato da Gianfranco Rappa sulla Volkswagen Polo R5. Ottavo posto per i leader del CIR Sparco Giandomenico Basso e Lorenzo Granai su Skoda Fabia R5, partiti cauti a +4.3’’. Completano la top ten assoluta le due Skoda Fabia straniere dell’outsider svedese Stig Andervang, già tra i migliori all’Adriatico e del giovane boliviano del Terra Bruno Bulacia Wilkinson.

Al comando per il tricolore Due Ruote Motrici si piazza subito, come da pronostico, il tandem messinese dei fratelli Andrea e Giuseppe Nucita sulla Peugeot 208 Rally4.

La breve prova iniziale ha assegnato i punti come Power Stage anche per il Campionato Italiano Rally Junior. Il primo successo parziale è andato ad Emanuele Rosso e Andrea Ferrari, i migliori al volante delle Ford Fiesta Rally4 che hanno chiuso in 1’47.0. Ritardo di 7 decimi per Mattia Vita e Massimiliano Bosi, mentre i punti del terzo posto in prova vanno a Roberto Daprà e Fabio Andrian a +2.3’’ da Rosso-Ferrari. Subito un piccolo errore compromette invece l’avvio di gara per Alessandro Casella, navigato da Rosario Siragusano, uscito largo da un tornante e fermo per qualche secondo a bordo strada prima di ripartire. In totale il siciliano ha perso 39’’.

Dopo la prova d’apertura ed il lungo riordino notturno la gara entrerà nel vivo domani, sabato 26 giugno, con la disputa di tre prove cronometrate a partire dalla “Terra di San Marino” da effettuarsi tutta di un fiato nei suoi 4,75km. La prova successiva, “Macerata Feltria” di 7,47 km ha il primo tratto di circa due chilometri in versione inedita, mai utilizzato, presenta un fondo compatto con una larga carreggiata. Nella parte centrale due spettacolari dossi a cui segue un tratto veloce sul crinale in discesa e un finale con due curvoni veloci mozzafiato. Infine la terza prova speciale della giornata “Sestino” di 14,88km. Un tratto completo dove è transitato più volte il Mondiale e che presenta tutte le caratteristiche di una prova speciale, fondo molto compatto, un classico. Tratti veloci aperti sul crinale, stretti in salita ed in discesa, salto a San Martino. Una prova molto tecnica e difficile, da classifica. Il tratto di “Terra di San Marino” sarà ripetuto due volte, mentre sia “Macerata Feltria” che “Sestino” saranno ripetute tre volte, in tutto per il CIR, CIR Junior, CIRT e CIRTS. Le nove prove speciali avranno una lunghezza di 78,59 km su un percorso globale di 390,55km.

CLASSIFICA ASSOLUTA PS1 SAN MARINO

1. Scandola-D’Amore (Hyundai i20 NG) in 1’31.9; 2. Andreucci-Pinelli (Skoda Fabia R5) +0.03; 3. Crugnola-Ometto (Hyundai i20 R5) +1.8; 4. Andolfi-Savoia (Skoda Fabia R5) +3.1; 5. Bresolin-Pollet (Skoda Fabia R5) +3.4; 6. Costenaro-Bardini (Hyundai i20 R5) +3.9; 7. Campedelli-Rappa (Volkswagen Polo R5) +4.1; 8. Basso-Granai (Skoda Fabia R5) +4.3; 9. Andrevang-Eriksson (Skoda Fabia R5) +4.7; 10. B.Bulacia-Der Ohannesian (Skoda Fabia R5) +4.8.

CIRT: Ucci show nel Rally Italia Sardegna nazionale

Sono Paolo Andreucci e Rudy Briani su Skoda Fabia Rally2 gommata MRF Tyres i vincitori del Rally Italia Sardegna “nazionale”. Il pilota garfagnino da una dimostrazione di forza in Sardegna, vincendo tre delle quattro prove in programma infliggendo distacchi importanti ai propri rivali.

Alle spalle dell’undici volte campione Italiano chiude Umberto Scandola con Guido D’Amore alle note su Hyundai I20 R5 gommata Pirelli a 31”8 attardato però da un problema al catalizzatore della sua vettura, mentre completa il podio Simone Campedelli con Gianfrancesco Rappa su Volkswagen Polo GTi R5 gommata MRF Tyres. Quarta posizione per il boliviano Marquito Bulacia su Skoda Fabia Rally2, mentre la top five è chiusa da Enrico Oldrati su Skoda Fabia rally2.

Sesta posizione per Simone Romagna anche lui in gara con una Skoda Fabia Rally2, settima per un’ottima Tamara Molinaro su Citroen C3 rally2 gommata MRF Tyres, ottava piazza per il “locals” Giuseppe Dettori su Skoda Fabia Rally2 attardato da tre forature, nona piazza per Rachele Somaschini su Citroen C3 rally2, mentre conclude la top ten Edoardo Bresolin, rallentato anche lui da tre forature.

Nel CIR Junior vittoria per Giorgio Cogni e Gabriele Zanni, secondo gradino del podio per Emanuele Rosso e Andrea Ferrari rallentati sull’ultima prova da Olli (Peugeot 208 R2) e completa il podio Marcel Porliod, al suo debutto su fondo sterrato.

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Copertina RS e oltre giugno 2021

CIRT, Sardegna: sfida tra ”big”, tutti contro Andreucci e Scandola

Torna l’appuntamento con il Campionato Italiano Rally Terra in Sardegna e al via ecco i “big” nazionali del calibro di Paolo Andreucci e Umberto Scandola. Cominciamo da Ucci, undici volte campione italiano rally ed ex-pilota ufficiale di Peugeot Italia. Il pilota garfagnino sarà in cerca di riscatto nella gara sarda, visto l’avvio di stagione sfortunato al Rally Adriatico. Un rally conclusosi non nel migliore dei modi, ma dove è comunque riuscito a dimostrare il potenziale nello shakeodwn che aveva preceduto la gara. La vettura con il quale prenderà lo start, è sempre la Skoda Fabia R5 Evo2 del Team H Sport di Silvio Lazzara, con le coperture MRF Tyres e sarà supportato dalla scuderia M33 e Skygate. Ad affiancare Paolo Andreucci, in questa occasione non ci sarà il navigatore Francesco Pinelli, assente per impegni personali, ma ritorna sul sedile di destra Rudy Briani.

“Sarà un bel momento tornare in Sardegna – ha commentato Paolo Andreucci – la mia ultima partecipazione risale al 2015, nella gara del mondiale, che chiusi all’ottavo posto assoluto. Il 2014 è stata l’ultima occasione nella quale ho corso la gara nazionale a seguito del WRC e sono sicuro che anche questa volta sarà un rally molto duro. Occorrerà grande sensibilità di guida per seguire le linee tracciate dai piloti del WRC cercando di evitare pietre che potrebbero portare a forature inaspettate. Sappiamo di avere una macchina molto competitiva, quindi l’obiettivo sarà quello di massimizzare il nostro impegno per chiudere con un risultato importante che ci permetta di marcare dei punti utili per il campionato”.

Saranno quattro le prove speciali che i piloti del Rally Italia Sardegna valido per il CIRT impegneranno per darsi battaglia. Dopo lo shakedown in programma per giovedì, i piloti della serie tricolore battaglieranno su due prove speciali da ripetere due volte, la “Filigosu-Sa Conchedda” di 22.29km e “Terranova” di 14.36km. I piloti del tricolore però, impegneranno le prove in coda ai piloti del mondiale, quindi sarà fondamentale fare attenzione allo stravolgimento del fondo stradale, in seguito al passaggio della carovana del mondiale.

Umberto Scandola, Rally Adriatico 2021
Umberto Scandola, Rally Adriatico 2021

Attenzione c’è anche Umberto Scandola

A distanza di un mese dalla vittoria al Rally Adriatico, Umberto Scandola e Guido D’Amore tornano al volante della Hyundai i20 R5 seguita da SA Motorsport per affrontare il secondo dei sei round del Campionato Italiano Rally Terra. La presenza sulle strade sterrate del nord della Sardegna ha un duplice obiettivo. Il primo è puntare alla serie nazionale su terra viste le qualità della vettura e dell’equipaggio messe in mostra a inizio stagione. La seconda è aumentare l’esperienza con la i20 R5, quest’anno gommata Pirelli, in previsione dell’obiettivo prioritario di Hyundai Rally Team Italia e del pilota veronese che puntano a fare risultato nel Campionato Europeo al via tra due settimane in Polonia.

“È sempre un piacere tornare sulle prove speciali mondiali della Sardegna, strade dove ho dei bei ricordi – ha dichiarato Umberto Scandola -. Quest’anno lo farò all’interno del CIRT contro i migliori piloti del Campionato Terra, serie che ha raggiunto un livello molto elevato. Sarà uno stimolo importante a far bene per riconfermare il buon lavoro di inizio stagione. Sfrutteremo l’opportunità di essere in Sardegna per affrontare anche una giornata di test con Pirelli e per provare alcune soluzioni di assetto da utilizzare in gara e nell’immediato futuro. Saranno km importanti per me e per tutta la squadra in preparazione del Rally Poland il 18-20 giugno, dove partirà anche la nostra avventura europea con S.A. Motorsport”. 

Il Rally Italia Sardegna – CIRT è il secondo dei sei appuntamenti del Campionato Italiano Rally Terra 2021. Al via 44 equipaggi di cui 19 al volante di vetture R5 comprese le due Hyundai i20 per Scandola-D’Amore e Costenaro-Bardini.

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Copertina RS e oltre giugno 2021

Debutto con ritiro per la Clio Rally4: Ucci ci mette una ”pezza”

La Clio Rally4 affidata a Paolo Andreucci, con Francesco Pinelli alle note, ha fatto un quasi anonimo debutto mondiale sulle strade italiane del Rally Targa Florio. Due giorni di test prima del rally e il rally (anche per capire come siamo miseramente ridotti in termini di chilometraggi): hanno consentito di proseguire lo sviluppo della vettura di appena 338 chilometri sia su asciutto e sia sul bagnato per provare varie soluzioni.

Peccato che, poi, un lungo sulla PS4 abbia fatto perdere parecchio tempo all’equipaggio e che un non meglio specificato calo di potenza prima dell’ultimo “giro” di prove speciali abbia costretto Paolo Andreucci, Francesco Pinelli e la Renault Clio Rally4 ad alzare bandiera e a rientrare al parco assistenza senza riuscire a concludere la gara. Al di là di quello che dichiarerà Ucci, non è stato per nulla un bel debutto, se le gare sono ancora basate sulle classifiche.

“Il Targa Florio rappresenta sempre un rally che ha caratteristiche totalmente diverse dalla maggioranza delle altre gare, ed averlo scelto da parte di Renault come debutto della Clio Rally4 è la dimostrazione di voler puntare subito forte con uno sviluppo “duro”: non mi sono risparmiato e sin dal test ho messo la vettura alla frusta, senza risparmiarla e senza nasconderci”.

“Sono rimasto davvero ben impressionato dalla risposta della Clio Rally4: sente molto le regolazioni e ad ogni modifica si percepiscono subito nuove reazioni. Segnale che il lavoro fatto sulla telaistica e sulle regolazioni è davvero buono. I due giorni di test sono serviti a provare varie soluzioni, anche se l’aver affrontato la seconda giornata con la pioggia, pur consentendoci di portare avanti un lavoro da bagnato, non è stato mirato alla gara”.

“Il potenziale della vettura è ben chiaro: abbiamo dimostrato che i tempi e le prestazioni ci sono, poi purtroppo so cosa vuol dire portare al debutto una macchina e tutti sapevamo che eventuali sorprese escono solo quando la vettura è in gara”.

CIR: 60 equipaggi al via del Rally Targa Florio 2021

Con la pubblicazione dell’elenco iscritti entriamo ufficialmente nella settimana del Targa Florio, gara valida come terzo atto del Campionato Italiano Rally Sparco. La gara siciliana offre il meglio del rallysmo Tricolore, con tutti i protagonisti del nostro Campionato presenti a sfidarsi lungo i 92 chilometri (sic) del percorso, disegnato dagli organizzatori sulle difficili strade delle Madonie.

I big del CIR Sparco sono tutti presenti, dal leader Stefano Albertini ad Andrea Crugnola, passando per Fabio Andolfi, Giandomenico Basso e Craig Breen. A questi si aggiungono diversi outsider come Tommaso Ciuffi, Rudy Michelini e Luca Bottarelli che cercheranno in tutte le maniere di inserirsi nella lotta per la vittoria.

Lotta per il successo e per il podio che sarà sicuramente aperta anche per i locals dall’eterno Totò Riolo, passando per i due giovani Marco Pollara e Alessio Profeta che proveranno a portarsi a casa un risultato di prestigio. Tra le altre vetture R5/Rally2 iscritte troviamo il finnico Eerik Pieterainen e la nostra Rachele Somaschini. Tra le 2WD gli occhi di tutti saranno per Paolo Andreucci che porterà al debutto mondiale la nuova Renault Clio Rally4, anche se nell’elenco iscritti risulta al volante della Peugeot 208.

Clicca qui per guardare l’elenco iscritti

Rally Targa Florio: Paolo Andreucci e il record di vittorie

Il prossimo weekend parte l’edizione 2021 del Rally Targa Florio (qui i dettagli), con al via nuovi e “vecchi” protagonisti del CIR. La vittoria della gara siciliana è molto ambita e lo stesso calore del pubblico l’ha resa il sogno di molti equipaggi. Ma nel 2021 il pubblico non ci sarà. O meglio ci sarà ma non ci sarà. Nel senso che gli organizzatori, in ossequio al DPCM Draghi, non hanno previsto zone per il pubblico. Ma come fai a chiedere ad un appassionato siciliano di non andare a vedere il Rally Targa Florio?

Per entrare in atmosfera, ripercorriamo il Rally Targa Florio del 2011, quando proprio Paolo Andreucci (oggi uomo Renault, Michelin ed MRF Tyres) ed Anna Andreussi, sulla Peugeot 207 S2000 ufficiale della Racing Lions, si aggiudicavano l’edizione numero 95 del Rally Targa Florio, quarta prova del Campionato Italiano Rally. Il pilota toscano con i suoi sei successi conquistava il primo record di vittorie nella gara automobilistica siciliana, cinque volte vinta con la navigatrice friulana Anna Andreussi.

L’equipaggio ufficiale Peugeot è balzato in testa alla corsa dalla prova speciale 7, che ha concluso la prima tappa, quando è finito il duello con i friulani della Abarth Grande Punto, precedenti leader e vincitori di quattro crono, Luca Rossetti e Matteo Chiarcossi, costretti al ritiro per un guasto. I vincitori si sono imposti in 3 dei 12 crono in programma. Seconda posizione a favore del veronese Umberto Scandola navigato da Guido D’Amore sulla Ford Fiesta S2000-A Style, che con una bella prestazione si è confermato a suo agio anche sui difficili asfalti siciliani, sui quali ha vinto il primo ed il decimo crono.

Luca Rossetti, Rally Targa Florio 2011
Luca Rossetti, Rally Targa Florio 2011

Scandola è sempre rimasto nelle parti alte della classifica assoluta, grazie al proficuo lavoro effettuato dal team ad ogni assistenza. Sul terzo gradino del podio un particolarmente brillante giovane cefaludese Marco Runfola navigato da Giovanni Lo Neri sulla Pugeot 207 S2000 – Friulmotors. I portacolori Island Motorsport hanno vinto l’ultima prova della gara, rimanendo sempre nelle parti alte della classifica, nonostante un problema ad un passaruota nella seconda prova della 2^ tappa. Runfola, tra gli altri ha duellato con l’inossidabile vicentino Gianfranco Cunico, anche lui su Peugeot 207 S2000, con la quale ha concluso a ridosso del podio di gara e terzo tra gli iscritti al CIR, ottimo conoscitore delle insidie della “Targa”.

Quinto posto per l’aostano Elwis Chentre navigato da Carlo Canova sulla Peugeot 207 S2000, vincitore della PS “Gibilmanna” trasmessa in diretta su RAI Sport2. Il portacolori dell’Autosport Valle D’Aosta ha pagato la poca familiarità con le prove alle quali ha cercato di adeguarsi al meglio. Sesta posizione per il bergamasco Alessandro Perico, che ha ammesso di non essere mai entrato in sintonia con la gara siciliana, per la quale non è riuscito a trovare un buon set up per la sua Peugot 207 S2000.

Settima piazza sicuramente stretta per il pilota di Cerda Totò Riolo affiancato da Maurizio Marin sulla Peugeot 207 S2000, vincitore della prima prova della seconda tappa, sul quale ha pesato troppo la penalità sulla seconda prova della gara. Ottavo un altro esperto delle prove sulle Madonie come Antonio Stagno, anche lui sulla 207 del Leone. Nono il vincitore della classifica Junior Nucita su Renault New Clio, che sul finale ha scavalcato il ligure Alessio Pisi in difficoltà soprattutto nella prima tappa di gara.

Il giovane messinese Andrea Nucita che per l’occasione è stato navigato dalla piemontese Sara Cotone sulla sempre perfetta Renault New Clio R3 PA Racing, ha dominato la classifica junior del Campionato Italiano Rally, quella del due ruote motrici, unitamente a quella delle Renault New Clio, per le quali gli organizzatori del Trofeo Top hanno istituito un apposito monte premi extra per la gara non inserita nel monomarca, dove al secondo posto si è piazzato il trapanese Mistretta; seguito dal piacentino Andrea Carella, rallentato da una foratura ad inizio giornata.

Soddisfatto dei progressi suoi e della giovane Citroen DS3 ufficiale è Simone Campedelli navigato da Danilo Fappani, alla fine buon secondo tra gli junior, seguito dal compagno di squadra Andrea Crugnola con Roberto Mometti alle note. Il pilota il romagnolo e quello varesino della casa francese, hanno iniziato un attento studio delle difficili prove siciliane, che affrontavano per la prima volta, riuscendo a trovare una regolazione efficace, che ha molto ridotto il gap iniziale, indovinando le modifiche necessarie, immediatamente effettuate dalla squadra.

Nel Campionato Italiano Rally Produzione successo del napoletano Fabio Gianfico al volante della Mitsubishi EVO X – Rubicone Corse, passato al comando dopo l’uscita di strada del corregionale Angrisani su vettura gemella, durante la 1^ tappa. Gianfico ha duellato con un altro campano, Antonio Pascale, anche lui sulla EVO X di casa Mitsubishi – Vomero Racing, che nel finale si è pericolosamente avvicinato al vincitore, registrando un eccellente terzo tempo assoluto sulla PS 11.

Classifica assoluta Rally Targa Florio 2011

1. Andreucci – Andreussi (Peugeot 207 S2000) in 1.37’47”9; 2. Scandola – D’Amore (Ford Fiesta S2000) a 37”8; 3. Runfola – Lo Neri (Peugeot 207 S2000) a 48”8; 4. Cunico – Pollet (Peugeot 207 S2000) a 56”2; 5. Chentre – Canova (Peugeot 207 S2000) a 1’10”9; 6. Perico – Carrara (Peugeot 207 S2000) a 1’29”7; 7. Riolo – Marin (Peugeot 207 S2000) a 1’36”9; 8. Stagno – Palazzolo (Peugeot 207 S2000) a 3’24”7; 9. Nucita – Cotone (Renault New Clio R3) a 3’32”5; 10. Pisi – Cadore (Peugeot 207 S2000) a 3’35”7.

Campionato Italiano Rally dopo 4 prove

Conduttori: 1. Andreucci, punti 100; 2. Rossetti 51, 3. Scandola, 48; 4. Perico, 45 ; 5. Chentre 37.

Costruttori: 1. Peugeot, 154; 2. Ford, 54; 3. Abarth.
Campionato Italiano Rally Junior: 1. Nucita, 143; 2. Carella 93; 3. Campedelli 68; 5. Signor 55; 5.Andolfi, 50.

Campionato Italiano Rally Produzione: 1. Angrisani 68 ; 2.Gianfico, 62; 3. Rendina 33 ; 4. Griotti 27; 5. Vallario, 25.
Campionato Italiano Rally Produzione Costruttori: 1. Mitsubishi 166; 2. Renauot 84; 3. Subaru, 25.

CIR: Paolo Andreucci parla del debutto della Clio Rally4

Paolo Andreucci, pilota italiano di lungo corso e con una grandissima esperienza (11 titoli nazionali), avrà l’onore e l’onere di portare al debutto mondiale la nuova Renault Clio Rally4. La vettura sarà preparata è gestita dalla HK Racing, team molto noto per il suo impegno nelle varie serie Tricolore con le vetture Rally2 e da quest’anno Rally5.

Paolo Andreucci, si è detto emozionato e onorato della chiamata da parte di Renault: “Ho risposto con molto piacere alla chiamata della Renault, per portare al debutto mondiale la nuova Renault Clio Rally4 sulle splendide strade della Targa Florio. Sono onorato di essere stato scelto per il debutto di questa nuova vettura, poterlo fare sulle strade siciliane, rende questa prima ancor più leggendaria. Effettueremmo una due giorni di test in vista della gara, che lo scorso anno portammo a casa nonostante le difficilissime condizioni del meteo. Quest’anno le condizioni meteorologiche dovrebbero essere migliori, permettendoci di lavorare con più tranquillità alla preparazione del set-up per affrontare al meglio le insidiose strade siciliane e i mitici tornanti di Sclafani Bagni.

In casa Renault, c’è grande attesa per il debutto della nuova “arma”, che va ad inserirsi in una categoria che vede presenti già la Ford Fiesta rally4 e la Peugeot 208 Rally4. Benoît Nogier (direttore vendite Renault Sport) sogna di vedere la nuova nata sul podio più alto già dalla Targa Florio.

“Stavamo aspettando con impazienza il debutto ufficiale della Renault Clio Rally4, non appena la sua omologazione è stata annunciata. Sappiamo perfettamente che il momento e il contesto che stiamo attraversando non è il migliore per presentare nuovi modelli, ma siamo orgogliosi e felicissimi di vedere HK Racing, una struttura di altissimo calibro assieme a Paolo Andreucci pronti a raccogliere questa sfida. Questa è una grande prova di fiducia nei nostri confronti e nel nostro prodotto, da parte nostra lì supporteremmo a pieno in questa avventura. La nostra più grande soddisfazione sarebbe quella di vederli sul gradino più alto del podio sabato prossimo”.

Paolo Andreucci con la Renault Clio Rally4 al Rally Targa Florio

Rally Targa Florio 2021 sempre più gara delle sorprese. La terza prova del CIR, oltre ad essere sotto i riflettori per la lotta per la vittoria assoluta e per quella che si scatenerà tra gli equipaggi locali che faranno di tutto per ben figurare sulle strade di casa, offrirà il debutto nazionale della Clio Rally4 (HK Racing). L’annuncio è stato fatto oggi a Monza dai vertici di Renault presenti al weekend Tricolore firmato Aci Sport.

La notizia diventa clamorosa quando, parlando appunto dell’imminente debutto della “francesona” da rally, viene svelato il nome del pilota che la frusterà sulle PS del Rally Targa Florio 2021: Paolo Andreucci. Fantastico. Undici scudetti Tricolore cuciti sulla tuta, la Targa Florio è una delle sue gare preferite (e che interpreta anche al meglio, dategli solo una vettura potente con cui abbia feeling) .

Renault annuncia il lancio della Clio Rally4
Renault Clio Rally4

Il Paolino nazionale, oltre a tutte le sue doti sportive e tecniche, conosce molto bene anche la Peugeot 208 Rally4, avendo contribuito al suo sviluppo, per cui la sua esperienza in materia sarà di aiuto per i tecnici della Renault per avere una vettura al top dell’efficienza in breve tempo.

IRC, Rally di Sanremo 2012: Basso gioca al gatto col ”topo”

Avanti adagio, quasi indietro. Con una classifica scolpita nel granito ancor prima della fine della boucle del mattino del Rally di Sanremo 2012, le ultime tre prove non regalano emozioni. Non si può chiedere a Giandomenico Basso di rischiare una vittoria importante per allungare la sua serie di successi parziali e nemmeno a Paolo Andreucci di mettere a repentaglio il titolo italiano per arrampicarsi sul podio.

Insomma, nel finale di gara nessuno ci dà veramente dentro e finisce che Jan Kopecky si illude e ne approfitta per ridurre il suo svantaggio su Basso, che gli concede gli ultimi tre parziali. Ma va a vincere il rally. Da grande, perché lui è un grande vero. Avete presente quando il gatto gioca col topo come finisce, no?

Il pilota veneto su Ford Fiesta RRC vince il 54° Rally di Sanremo, gara valida per l’Intercontinental Rally Challenge e per il Campionato Italiano, precedendo il ceco Jan Kopecky su Skoda Fabia e Alessandro Perico su Peugeot 207. Basso domina questa edizione del Sanremo, sempre primo nella graduatoria generale dalla prima all’ultima speciale, vincendo 5 prove speciali su 10.

Il veneto, che aveva già vinto nel 2008, ha percorso i 200 km circa delle 10 speciali in 2 ore, 20 minuti e 37 secondi, precedendo di 35.7 secondi Kopecky-Dresler, e di 2 minuti e 13 secondi Perico-Carrara. Il giorno prima ha vinto la mitica Ronde Notturna (lunga 53,76 km) ed in totale 3 delle 4 speciali disputate (una è stata vinta da Kopeky). Oggi ha controllato gli inseguitori, si è imposto in 2 speciali su 6, lasciando 3 vittorie parziali a Kopecky e una a Perico.

Paolo Andreucci, grazie al quinto posto finale, ha conquistato il suo settimo titolo Tricolore con una gara d’anticipo. Il 54° Rally Sanremo era, infatti, la settima delle otto prove del Campionato Italiano Rally e la dodicesima delle tredici prove dell’Intercontinental Rally Challenge. Kopecky, con questo piazzamento si è guadagnato il secondo posto nella classifica del campionato IRC, scavalcando il compagno Juho Hanninen, costretto al ritiro.

I titoli del Trofeo Renault Gordini Top e del Citroen Racing Trophy Italia, sono andati a Fabrizio Andolfi e ad Andrea Crugnola. Sono stati 50 gli equipaggi partecipanti al rally provenienti, da tredici diverse nazioni. La parte del leone l’hanno fatta gli equipaggi italiani, ma sono stati ben 23 i piloti stranieri iscritti alla gara della Città dei fiori. Al “Sanremo” hanno gareggiato equipaggi di Australia, Austria, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Inghilterra, Irlanda, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Svizzera, Ucraina, Ungheria e Italia.

Classifica assoluta Rally di Sanremo 2012

1. Basso- Dotta (Ford Fiesta RRC) in 2:19´03.6 ; 2. Kopecky – Dresler (Skoda Fabia Super 2000) a 35.7 ; 3. Perico – Carrara (Peugeot 207 Super 2000) a 2’13.7 ; 4. Albertini – Scattolini (Peugeot 207 Super 2000) a 3’08.3 ; 5. Andreucci – Andreussi (Peugeot 207 Super 2000) a 3’55.5 ; 6. Breen – Nagle (Peugeot 207 Super 2000) a5’00 ; 7. Turan – Zsiros ( Ford Fiesta Super 2000) a 6’50.8; 8. Campedelli – Fappani (Citroen Ds3 R3) a 7’20.5 ; 9. P. Campana – S. De Castelli( Peugeot 207 Super2000)a 8’07.0 10.Vescovi – Guzzi (Renault Clio R3 C) a 8’18.9.

Classifica CIR Conduttori

Punteggio CIR: 1. Andreucci 138; 2. Scandola 112; 3. Basso 75; 4. Perico 66; 5. Albertini 64; 6. Gamba 63; 7. Campedelli 52; 8. Nucita 20; 9. Rendina 18; 10. Pajunen 14.

Classifica CIR Junior: 1. Campedelli (Citroen DS3); 2. Andolfi (Renault New Twingo)a 8’16.5 ; 3. Nucita (Citroen C2) a 10’33.3; 4. Tassone (Renault Twingo)a 10’44.4.

CIRT, Rally Adriatico: Scandola fa volare la Hyundai i20

È iniziato a tutti gli effetti il Campionato Italiano Rally Terra con la prima prova speciale del Rally Adriatico. I 5 chilometri cronometrati della PS Colognola hanno aperto il primo loop sulle tre prove speciali in programma nella gara marchigiana. Le 90 vetture moderne si sono alternate allo start per questo primo crono di 5 km, che verrà seguito poi dalla Panicali (5 km) e dalla PS dei Laghi (10 km).

Si parte subito con un colpo di scena alla prima vettura, la Skoda Fabia R5 di Paolo Andreucci e Francesco Pinelli che finiscono fuori strada ad inizio della piesse. Equipaggio illeso ma vettura k.o. Il miglior tempo è di Umberto Scandola con Guido D’Amore su Hyundai i20 R5 in 3’40.5 davanti al giovane esordiente della Meteco Corse, il boliviano Bruno Bulacia con Rogelio Penate su Fabia R5 a 8 decimi di secondo. Terzo crono iniziale per Costenaro-Bardini (Hyundai i20 R5) +1.1’’, un secondo dietro Bresolin-Pollet (Skoda Fabia R5). Quindi quinto tempo per Battistolli-Ometto (Skoda Fabia R5) +2.9’’ davanti a Campedelli-Rappa (Volkswagen Polo R5) a 4.6’’.

Alla fine del primo loop di prove, la classifica recita: tre scratch su tre per il veronese su Hyundai i20 R5 che comanda la classifica assoluta in 14’21.1. Secondo posto assoluto per Bresolin-Pollet a + 5.7”, terzi Bulacia-Penate a +6.4”, entrambi su Skoda Fabia R5.

Ecco le parole dei top di categoria R5 in questo primo appuntamento del Campionato Italiano Rally Terra dopo il primo giro di prove speciali. Prima della chiusura ci sono altri due loop di speciali in programma.

Giacomo Costenaro: “Tutto sommato è stato un buon giro. Mi aspettavo la Dei Laghi più pulita invece c’era molta ghiaia. Certo vedere subito l’incidente di Andreucci davanti destabilizza un po’ alla partenza. Non è stato il massimo alle 8 di mattina iniziare la gara così”.

Simone Campedelli: “Stiamo provando a fare il massimo ma gli altri vanno forte. Avevamo scelte diverse rispetto a Paolo, che purtroppo è uscito e non potremo compararli. La nostra scelta non ha pagato, ora vedremo se cambiare per gli altri giri. Di sicuro gli altri stanno facendo meglio”.

Umberto Scandola: “Gran feeling con la macchina e gomma perfetta. Sta andando tutto bene”.

Alberto Battistolli: “non ci stiamo prendendo rischi, continuiamo a fare esperienza. Stiamo cercando di fare la nostra gara e abbiamo capito cosa stiamo sbagliando quindi ora cerchiamo di migliorarci. Però fin qui primo passaggio positivo”.

Giuseppe Dettori: “Direi che è andata bene anche se abbiamo fatto qualche errore di troppo. Primo giro utile per togliere la ruggine, ora faremo due conti su come siamo messi in classifica. Ma possiamo migliorare tanto”.

Edoardo Bresolin: “Sono molto soddisfatto. Stiamo prendendo il feeling con la macchina, ma sta funzionando bene. Questa prova è stata più scivolosa del previsto, ma non è andata male”.

Bruno Bulacia: “Sì, la verità è che ci stiamo godendo questi passaggi e queste strade. Siamo contenti di essere qui a combattere per il vertice del Campionato”.

Rally San Martino 2011: festa per Andreucci, Cunico e Campedelli

Secondi che vanno e secondi che vengono. Quel 17 settembre 2011, dieci anni fa, non si risparmiano, Paolo Andreucci e Luca Rossetti, nelle cinque prove speciali della frazione conclusiva dell’ultimo appuntamento della serie Tricolore, il Rally San Martino di Castrozza. Forse giocano, ma lo fanno troppo bene e, perciò, meritano comunque i complimenti di appassionati e addetti ai lavori.

Così, la Peugeot 207 Super 2000, con dentro Paolo Andreucci ed Anna Andreussi, vince anche il 31° Rallye Internazionale San Martino di Castrozza e Primiero, ultima prova del Campionato Italiano Rally 2011, consegna definitivamente ad Ucci-Ussi il sesto titolo in carriera, oltre che settimo successo stagionale su otto gare disputate.

Il friulano con l’Abarth Punto firma i primi tre tratti della giornata e si avvicina al toscano con la Peugeot 207. Abbastanza da convincerlo a rimboccarsi un po’ le maniche e aggiungere altre due perline alla sua collana di successi parziali. Al secondo posto chiude, dunque, la Abarth Grande Punto dei due friulani Luca Rossetti e Matteo Chiarcossi che sono rimasti in lotta per la vittoria fino all’ultima prova speciale, dovendosi poi arrendere per soli 4”7.

“Abbiamo terminato con una vittoria – ragionava a fine gara Paolo Andreucci –. Si è trattato di un campionato straordinario per me, per Anna e per la Peugeot. Il punteggio, il numero dei successi possono trarre in inganno. E’ stata dura dall’inizio alla fine ed i miei avversari sono sempre stati molto bravi”.

Luca Rossetti, Rally San Martino di Castrozza 2011
Luca Rossetti, Rally San Martino di Castrozza 2011

Terzo importantissimo posto per il vicentino Franco Cunico, insieme a Rudy Pollet su una Peugeot 207 Super 2000. Con questo risultato Cunico si aggiudica il Trofeo Csai Indipendenti, riservato ai piloti privati, e per i migliori piazzamenti anche il terzo posto nella classifica assoluta della serie, nei confronti di Alessandro Perico qui solamente quinto alle spalle anche del ligure Alessio Pisi. Ma non solo. Il San Martino di Castrozza, che Cunico adora, è la sua trecentesima gara, festeggiata quindi sul podio e col titolo.

“E’ il mio dodicesimo titolo – spiegava quasi commosso ma sempre col sorriso Franco Cunico – ed è quello più sofferto perché ottenuto con tanta grinta ma anche con tanta esperienza. E’ stato un campionato bello e combattuto, molto difficile per noi privati”.

Simone Campedelli, Rally San Martino 2011
Simone Campedelli, Rally San Martino 2011

La corsa ha assegnato il Campionato Italiano Rally Junior. Il Tricolore è andato al romagnolo Simone Campedelli che, con la sua DS3 dl Citroen Team Italia, ha vinto in gara e ha conquistato il prestigioso titolo riservato ai piloti più giovani. Al termine di una stagione straordinaria che ha visto lui, il suo navigatore Danilo Fappani e la Citroen, conquistare anche la Coppa Csai 2RM, il romagnolo ha alla fine prevalso sul siciliano Andrea Nucita, Renault, qui ritiratosi per problemi al motore.

Se Campedelli ha sofferto per vincere, a soffrire di più è stato Andrea Crugnola che ha un po’ appannato una prestazione finalmente ad alto livello tagliando una gomma nel terzultimo impegno cronometrato.

“E’ un risultato straordinario per me e per il team – erano le parole di Simone Campedelli – che premia la grande professionalità di Citroen e la volontà di lottare fino in fondo per un risultato che sembrava ad un certo momento della stagione irraggiungibile. Non va infatti dimenticato che siamo partiti con una gara di ritardo rispetto ai nostri avversari. Devo ringraziare tutti a partire da Citroen che ha creduto in me, per proseguire con la Procar e con Andrea Crugnola, grande professionista e compagno di squadra leale”.

La Mitsubishi Castrol Evo Cup premiava Antonio Pascale, in coppia con Tiziana Biondi, mentre per quanto riguarda il Trofeo Clio R3 Top, monomarca di casa Renault, successo meritato in gara per Andrea Carella e nella classifica generale per Ivan Ferrarotti, pilota di Castlenuovo Monti in provincia di Reggio Emilia.

Così la prima tappa

Paolo Andreucci ed Anna Andreussi sulla Peugeot 207 Super 2000 hanno chiuso al comando la prima tappa del 31° Rallye Internazionale San Martino di Castrozza e Primiero, ultima prova del Campionato Italiano Rally. Il toscano dopo avere lottato nella prima parte della tappa soprattutto con il veronese Umberto Scandola, al comando con la sua Ford Fiesta Super 2000 fino alla quarta prova, e con il friulano Luca Rossetti, Abarth Grande Punto Super 2000, ha poi attaccato decisamente nel secondo giro dove il solo Rossetti è riuscito a mantenere il passo.

Problemi tecnici hanno infatti arrestato la corsa di Umberto Scandola e rallentato pesantemente quella di Perico. A trarre vantaggio da questi problemi sono stati il ligure Alessio Pisi e il vicentino Franco Cunico, entrambi su Peugeot, che hanno chiuso oggi al terzo e quarto posto dell’assoluta. Cunico è ancora in gioco per la conquista del Trofeo Indipendenti.

La prima tappa potrebbe è stata decisiva per l’assegnazione del Campionato Italiano Junior. La sfortuna che ha accompagnato Andrea Nucita, Renault Clio R3C, in questa ultima parte della serie Tricolore, ha toccato infatti l’apice proprio qui a San Martino. Prima un problema elettrico e poi un principio di incendio hanno definitivamente arrestato la corsa del siciliano dando via libera a Simone Campedelli ed alla sua Citroen DS3. Il romagnolo, che ora è dietro al compagno di colori, il lombardo Andrea Crugnola, dovrà però assolutamente vincere il gruppo e la classe per aggiudicarsi il titolo.

Classifica 31° Rally San Martino di Castrozza e Primiero

1. Andreucci – Andreussi ( Peugeot 207 Super 2000) in 1h 11’25” 3 ; 2 Rossetti- Chiarcossi (Abarth Grande Punto Super 2000) a 4”7 ; 3. Cunico – Pollet ( Peugeto 207 Super 2000) a 2’56”8; 4. Pisi – Florean (Peugeto 207 Super 2000) a 2’59”2; 5. Perico –Carrara (Peugeot 207 Super 2000) a 3’49”3; 6. Campedelli – Fappani ( Citroen DS3 R3T) a 4’51”9 ; 7 .Taddei – Gaspari ( Peugeot 207 Super 2000) a 5’47”4; 8. Bresolin – Zortea (Peugeto 207 Super 2000) a 5’49”3 ; 9. Crugnola – Monetti (Citroen Ds3 ) a 2’12”5 ; 9. Carella – Riolfo (Renault Clio R3C) a 5’50”7; 10. Ferrarotti – Fenoli (Renault Clio R3C) a 6’08”9

Classifiche Campionato Italiano Rally 2011

  • Conduttori: 1. Andreucci, punti 175 ( 193) ; 2. Rossetti 106; 3 Cunico e Perico 78; 5. Scandola 63.
  • Costruttori: 1. Peugeot, 313; 2. Abarth 110; 3. Ford, 75; 4. Citroen 47; 5. Renault 35; 6. Skoda 17.
  • Campionato Italiano Rally Junior: 1. Campedelli 193; 2. Nucita 192 ; 3. Signor 168; 4. Carella 136 ;5. Andolfi, 77.
  • Campionato Italiano Rally Produzione: 1. Gianfico 130; 2. Angrisani 93 ; 3. Vallario 76; 4. Pascale 61.
  • Trofeo Indipendenti: 1. Cunico 64; 2. Scandola 61; 3. Perico 57; 4. Pisi 53.
  • Campionato Femminile: 1. Penserini 39; 2. Zupanc 35; Mainiero 18.

CIRT, Adriatico: sfide bollenti, a cominciare da Ucci con la Skoda

Numeri record per la prima del Campionato Italiano Rally Terra, che prenderà il via questo fine settimana da Cingoli, splendida località nel cuore delle Marche. Saranno 121 gli equipaggi che si sfideranno lungo i 60 chilometri di prove disegnati dalla PRS Group attorno alla cittadina marchigiana. La gara sarà valida, oltre che per il CIRT anche per il primo round del CRZ 5 e per il secondo atto del CIR Storico Terra, nonché come terzo atto del Campionato Italiano Side by Side.

Scorrendo l’elenco iscritti la prima cosa che spicca è la presenza (già comunque annunciata) di Paolo Andreucci che sarà in gara non con la Citroen C3 Rally2 ma bensì con una Skoda Fabia R5 preparata dalla M33. A fronteggiare il vincitore dell’edizione 2020 della gara marchigiana troviamo Umberto Scandola e Giacomo Costenaro entrambi al via con le Hyundai I20 R5 e Simone Campedelli su Volkswagen Polo GTi R5.

Tanti gli outsider al via, si va dalle vecchie volpi Valter Pierangioli (Skoda Fabia R5), Giovanni Manfrinato (VW Polo GTi R5), Luigi Ricci (Hyundai I20 R5), Giuseppe Dettori (Skoda Fabia Rally2) e Luigi Cobbe (Skoda Fabia Rally2) ai giovani come Enrico Oldrati, Alberto Battistoli, Bruno Bulacia e Edoardo Bresolin tutti su Skoda Fabia Rally2. Al via, iscritte al campionato, anche due lady dal piede caldo e pesante come Tamara Molinaro e Rachele Somaschini entrambe in gara su Citroen C3 Rally2.

Curiosità anche per le prestazioni di Marco Pollara, alla sua prima uscita su terra con una vettura 4WD. Complessivamente sono 24 gli iscritti al “Tricolore Terra” con alcune new entry anche tra le vetture N4 come Christiano Gabbarini, Piergiorgio Bedini e Zelindo Melegari, in R3C troviamo Nicolaj Ciofolo, in R2C iscritto risulta il solo Fabio Battilani, tra le R2B due gli equipaggi iscritti, il sardo Michele Liceri e Roberto Daprà, in R1 al via troviamo Gianni Bardin e in N2 il giovanissimo (classe 2002) Pierluigi Frare.

CIRT 2021: il Tricolore incerto e spettacolare

Non è un Campionato di “serie B”. Il Campionato Italiano Rally Terra da un paio d’anni a questo parte ha ripreso vitalità, grazie ad alcuni importanti cambiamenti attuati dalla Federazione unito ad un giusto mix di giovani, stranieri e “vecchie volpi” che insieme hanno ridato vita al Tricolore riservato agli amanti dello sterrato. Anche per il CIRT 2021 questo mix si fonderà nuovamente per dar vita ad un Campionato che si annuncia incertissimo con tantissimi pretendenti al trono lasciato libero dal giovane boliviano Marquito Bulacia, delle Meteco Corse/Free Rally Team.

Tanta attesa e curiosità per Paolo Andreucci (Citroen C3 Rally2) e Simone Campedelli (Volkswagen Polo GTi R5) che avranno il compito di sviluppare in gara i pneumatici indiani MRF Tyres. I due “alfieri MRF” dovranno vedersela contro avversari di altissimo livello. Uno su tutti il veneto Giacomo Costenaro, reduce dal successo in Val d’Orcia che porterà in gara la Hyundai I20 R5 preparata dalla SA Motorsport.

Occhi puntati anche su due giovani dal piede pesante, Alberto Battistolli (Skoda Fabia Rally2), ormai maturo per centrare la sua prima vittoria in un rally moderno, e il boliviano (classe 2001) Bruno Bulacia (Skoda Fabia Rally2), fratellino di Marquito (anche lui Meteco Corse/Free Rally Team) che ha già dimostrato di avere il passo dei migliori nelle prime due uscite stagionali. A proposito di giovani, al via ci sarà anche Rachele Somaschini (Citroen C3 Rally2) sempre di più a suo agio sui fondi sterrati e Mattia Codato (Skoda Fabia Rally2) al suo primo campionato al volante di una R5/Rally2.

Proveranno a mettere i bastoni tra le ruote (in senso metaforico) a questi baldi giovani alcune “vecchie volpi” che ben conoscono i fondi sterrati come il sardo Giuseppe Dettori (Skoda Fabia Rally2) che punta al bottino pieno tra le strade amiche del RIS e del Vermentino, al quattro volte campione terra Mauro Trentin (Volkswagen Polo GTi R5), all’aretino Massimo Squarcialupi e al veneto Fabio Sandel entrambi su Ford Fiesta Rally2. Presente anche un altro sardo, il nuorese Andrea Gallu con una Peugeot 208 rally4, al momento è l’unico iscritto tra le vetture a due ruote motrici.

Ma sono tanti i piloti che stanno definendo i programmi e che dovrebbero o potrebbero aggiungersi alla già ricca pattuglia di iscritti, alcuni rumors danno in via di definizione le presenze di Luciano Cobbe (Skoda Fabia Rally2), del patavino Nicolò Marchioro (Skoda Fabia Rally2), dell’esperto Simone Romagna e di Emanuele Dati (Ford Fiesta Rally2) e dei francesi Younnes El-Kadaoiu e Jean-Philippe Quilicini (Skoda Fabia R5).

Paolo Andreucci: ottimo test per lo sviluppo

“Abbiamo raccolto numerosissimi dati al Ciocco, l’asfalto viscido ci ha aperto nuove strade per lo sviluppo”. Nella prima gara del Campionato Italiano Rally Sparco 2021, il pilota Paolo Andreucci, navigato da Francesco Pinelli, è riuscito a concludere la gara acquisendo una serie di informazioni importanti per il lavoro di sviluppo delle MRF Tyres.

A bordo della Skoda Fabia R5 Evo 2, curata dal Team H Sport di Silvio Lazzara, il pilota garfagnino ha condotto una gara incentrata sulla raccolta dati, per lo sviluppo delle MRF Tyres, coperture di cui è tester e sviluppatore. Le condizioni meteo della gara, ha permesso di studiare il comportamento delle gomme su varie condizioni climatiche e di asfalto.

“Abbiamo raccolto dati importanti per la nostra attività di sviluppo programmata con MRF Tyres – ha commentato Paolo Andreucci-. Il nono posto assoluto è legato alle scelte che abbiamo fatto durante la gara. Così come preannunciato prima dell’avvio del rally, abbiamo messo in atto delle scelte per testare le varie mescole e studiare il comportamento delle gomme sul fondo scivoloso del Rally del Ciocco. Sono felice di aver avviato questa collaborazione con il Team MRF Tyres. Il team ha una strategia di sviluppo aggressiva e stavamo lavorando per ottenere dati per lo sviluppo delle gomme”.

“È stato un rally impegnativo con le condizioni che sono cambiate tra lo shakedown del venerdì e power stage del pomeriggio e la gara del sabato. Durante il rally abbiamo fatto delle scelte volte ad analizzare il comportamento delle gomme su fondo scivoloso. Il riscontro è stato positivo, soprattutto sul bagnato del venerdì, dove abbiamo ottenuto sia allo shakedown, che nella prima prova il secondo tempo. Questo è stato il mio primo rally con MRF Tyres e ho imparato molto su come funzionano le gomme. Non vedo l’ora di lavorare sodo durante la stagione”.

Nelle prossime settimane, il pilota garfagnino comunicherà i suoi prossimi appuntamenti rallistici. In ordine cronologico ed in base agli impegni presi, il prossimo rally a cui parteciperà dovrebbe essere il Rally Adriatico, la gara di apertura del Campionato Italiano Rally Terra 2021, dove sarà presente per la sua prima gara su terra con le nuove coperture. 

CIR, Ciocco: MRF sfida le gomme italiane con ”Ucci”

Paolo Andreucci lo dice chiaro: “La nostra partnership con MRF Tyres inizia con il 44° Rally Il Ciocco e Valle del Serchio. Sarà un primo approccio con le gomme per lo sviluppo”. Dunque, MRF sfida le gomme italiane al Rally del Ciocco.

Nella prima gara del Campionato Italiano Rally Sparco 2021 si presenta ai nastri di partenza il garfagnino pluricampione italiano Paolo Andreucci, che per la prima volta sarà al via della gara di casa con le nuove coperture indiane MRF Tyres. Al suo fianco ci sarà ancora una volta il barghigiano Francesco Pinelli, che già lo scorso anno lo aveva affiancato sulle gare su terra.

“Manchiamo al Ciocco su una trazione integrale dal 2018 e quest’anno torniamo per un appuntamento diverso e ricco di novità – ha commentato il pilota Paolo Andreucci-. Sarà un banco di prova per testare le MRF Tyres su asfalto, in attesa di salire a bordo della Citroen C3 R5 per la prima del campionato italiano rally terra, in programma a metà aprile al Rally Adriatico.

Questo appuntamento, segna anche la mia presenza in gara a bordo di una Skoda, visto che per l’occasione, sarò al via su una Fabia R5 Evo2 curata dal Team Hsport.

La nostra partecipazione al Ciocco è focalizzata in ottica di sviluppo e raccolta dati. Le condizioni climatiche giocheranno un ruolo importante per il nostro lavoro di sviluppo. La nostra scelta per le mescole, in certe fasi della gara, potrà anche essere diversa rispetto al normale utilizzo, proprio per finalità di analisi.”

“Iniziamo alla grande questa stagione, con la partecipazione alla gara di casa – ha commentato il navigatore Francesco Pinelli-. Lo scorso anno è andato molto bene il primo approccio con Paolo, è mancata solo la vittoria del titolo, per via della concomitanza del Tuscan con l’appuntamento della serie tricolore. Adesso inauguriamo la stagione qui al Ciocco, una gara a me particolarmente cara e poter essere al fianco di Paolo, mi da una grande carica ed è di grande stimolo.”

Il rally si svilupperà quasi interamente nella giornata di sabato 13 marzo, che prevede tre prove speciali – Massasassorosso, Careggine e Molazzana – da ripetere tre volte, con l’“antipasto” gustoso e spettacolare di venerdì 12, che ha in programma la disputa della Super Prova Speciale all’interno della Tenuta Il Ciocco, la prima “Power Stage” della stagione, che verrà interamente trasmessa in diretta televisiva su Rai Sport.

La C3 di Andreucci: livrea MRF con le Scorpion

Ci sono cose che, anche alla fine di una giornata stancante, balzano agli occhi. Si tratta delle famose “note stonate”. Quelle situazioni che si sa che avvengono perché sono lecite e perché, a volte, servono a migliorare determinati confronti e a portare avanti in modo serio e professionale lo sviluppo di un determinato prodotto, ma che inevitabilmente fanno notizia.

Nello stesso giorno in cui arriva l’ufficializzazione del passaggio del campione Paolo Andreucci a MRF Tyres, una decisione che lo slega da Pirelli e lo lega ad un altro Costruttore di pneumatici, ci vengono inviate diverse foto pubblicate dalla Grafiche Ottoquadro di Berni, che mostrano la bella C3 R5 di Ucci con montate sopra le gomme Pirelli Scorpion.

Non sappiamo se è stato fatto un test comparativo e neppure lo supponiamo, limitandoci a guardare e condividere con i nostri lettori le foto in questione. Tantomeno poniamo dubbi sulle capacità e sulla professionalità dell’equipaggio a cui è destinata la vettura rappresentata nelle immagini.

Paolo Andreucci in livrea MRF ma con le Scorpion

Belle, non c’è che dire… Belle le foto pubblicate, bella la nuova livrea di Paolino Nazionale e belle anche e calzature della Pirelli, le Scorpion, che si distinguono in modo vigoroso da quelle con cui Andreucci-Pinelli dovrebbero poi correre nel CIR Terra 2021, ma che restano pur sempre un’ottima gomma…

Riceviamo da Michael Adam Berni, amministratore della Grafiche Ottoquadro di Berni, nonché montatore della vettura di Paolo Andreucci, e volentieri pubblichiamo una precisazione in merito a quanto scritto:

Le gomme Scorpion di Pirelli sono state montate casualmente sulla vettura di Paolo Andreucci, la Citroen C3 R5 MRF Tyres, con il solo scopo di consentire il lavoro di finitura grafica della stessa. In questo caso specifico, trattandosi di un allestimento grafico, non importava tanto se le gomme montate fossero state Pirelli, MRF o Michelin, in quanto in sede di lavorazione della medesima livrea, era richiesto che la vettura necessitasse per una migliore realizzazione grafica, di avere disponibile su di essa di cerchi e gomme per farla stare in piedi.

A tal proposito non era nell’intenzione della Nostra testata giornalistica creare in nessun modo illazioni.

Paolo Andreucci con MRF Tyres nel CIRT

Il team MRF Tyres sbarca nel Campionato Italiano Rally Terra e lo fa in grande stile, schierando l’11 volte campione Italiano Rally Paolo Andreucci, ex uomo Pirelli in Italia, con la Citroen C3. Una scelta importante, quella del produttore di pneumatici indiano, che sottolinea l’impegno di MRF per arrivare al vertice del mercato europeo e mondiale.

Il CIRT 2021 sarà strutturato su sei gare, si parte da aprile con il classico appuntamento del Rally Adriatico e si termina ad inizio novembre con il Liburna Terra. In mezzo gli appuntamenti del Rally Italia Sardegna, San Marino, Arezzo-Valtiberina e Rally dei Nuraghi e del Vermentino.

Di nuove ed importanti sfide parla Paolo Andreucci, che si occuperà anche dello sviluppo dei pneumatici indiani nel corso della stagione: “MRF Tyres è un’azienda molto importante nel settore automobilistico, negli ultimi anni ha investito tantissimo nel motorsport. Abbiamo obiettivi comuni, motivo per cui ho voluto sposare il loro progetto”.

“Amo le sfide, mi piace mettermi in gioco e questa per me sarà una nuova sfida e l’ha affronto con molto entusiasmo. Son sicuro che faremmo un’ottimo lavoro, questo grazie alle conoscenze, alle competenze e alla grande passione dei ragazzi di MRF Tyres. Nel 2021 vorremmo essere altamente competitivi nel CIRT e cosa più importante aiutare MRF nello sviluppo dei pneumatici da gara. Il potenziale è molto alto, così come è alta la voglia di far bene in questa stagione. Vogliamo raggiungere traguardi importanti e ambiziosi”.

Entusiasmo che trapela anche dalle parole di Mr. Arun Mammen, vicepresidente e amministratore delegato del gruppo MRF Tyres. “Siamo orgogliosi di quanto fatto nel 2020, il team MRF Tyres si è ben comportato nel Campionato Europeo Rally. All’interno del nostro Team si sta lavorando duramente e siamo felici di annunciare la nostra presenza nel Campionato Italiano Terra per la stagione 2021 con Paolo Andreucci”.

“Avere un’undici volte campione Italiano con noi è un’orgoglio e allo stesso è un chiaro intento che vogliamo continuare il nostro percorso di crescita in ambito Europeo e Internazionale. Non vediamo l’ora di iniziare questo 2021, voglio dare a nome dell’azienda il benvenuto a Paolo è augurargli le migliori fortune per la stagione che sta per partire”.

Calendario Campionato Italiano Terra Rally 2021

  • Rally Adriatico 2021 (24-25 aprile)
  • Rally Italia Sardegna 2021 (3-6 giugno)
  • Rally San Marino 2021 (26-27 giugno)
  • Rally Città di Arezzo – Valtiberina 2021 (30 luglio – 1 agosto)
  • Rally dei Nuraghi e del Vermentino 2021 ( 11-12 settembre)
  • Liburna Rally Terra 2021 (6-7 novembre)

Ucci al Ciocco nel cinquantesimo compleanno del CIR

Nel 2021 il Campionato Italiano Rally compie sessant’anni. Ad inaugurare la stagione ci pensa, come da tradizione, il Rally del Ciocco. E fu così anche dieci anni prima, nel 2011, quando sulla scena del CIR davanti a tutti c’erano gli imprendibili Ucci-Ussi, quando c’era Peugeot come Costruttore ufficiale e non come semplice trofeista. Quando, insomma, oltre ai nomi attuali c’erano ancora dei professionisti, piloti e copiloti che vivevano “di” e “per i” rally.

E visto che il Rally del Ciocco 2021 è vicino, abbiamo pensato di entrare in atmosfera Tricolore, ricordando l’edizione 2011, quella in cui Paolo Andreucci ed Anna Andreussi su Peugeot 207 S2000-Racing Lions hanno vinto l’edizione numero 34 della gara toscana.

Il pilota di Castelnuovo di Garfagnana e la navigatrice friulana hanno dominato la gara, prendendo il comando sin dalla prima speciale e vincendo 8 delle 12 prove in cui si è articolata la corsa toscana, prova d’Apertura del Campionato Italiano Rally, organizzata da Organization Sport Event Ciocco Centro motori.

Così la prima tappa del Rally del Ciocco 2011

Paolo Andreucci e Anna Andreussi su Peugeot 207 S2000 ufficiale hanno concluso al comando al tappa 1 del 34° Rally Il Ciocco e Valle del Serchio. I campioni italiani in carica hanno vinto quattro delle cinque prove speciali disputate sulle sei in programma. La prima prova è stata annullata per cause di forza maggiore, dopo che per domare un incendio è stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco. Seconda posizione provvisoria per i friulani ufficiali Abarth Luca Rossetti e Matteo Chiarcossi, che hanno cercato di attaccare i leader di classifica ed hanno vinto la PS3.

Sulla prima prova della giornata la “Orecchiella” da 14,80 KM, Andreucci, nonostante un lieve sottosterzo della sua 207, ha attaccato subito portandosi al comando con 5”5 di vantaggio sul friulano pilota Abarth diretto inseguitore. Rossetti ha risposto assottigliando il gap di mezzo secondo con il successo sui 13,81 Km del crono successivo la “Careggine”. Andreucci si è imposto successivamente sulle PS4, 5 e 6.

Animato duello per il terzo posto provvisorio tra il giovane veronese Umberto Scandola navigato da Guido D’Amore sulla Ford Fiesta S2000 e l’esperto vicentino Gianfranco Cunico affiancato da Rudi Pollet sulla Peugeot 207 S2000, concluso attualmente a favore del brillante giovane driver Ford, tallonato dall’inossidabile sei volte vincitore del Ciocco. Scandola è stato in zona podio sin dal via nonostante la sua Fiesta non disponga ancora degli ultimi aggiornamenti dell’assetto da asfalto.

Anche per il quinto posto la tensione è alta sul filo dei centesimi di secondo tra altre due Peugeot 207 S2000, dell’aostano Elwis Chentre navigato da Carlo Canova e del lucchese Rudy Michelini a cui legge le note Michele Perna, quest’ultimo migliore dell’avversario sui primi due crono, ha poi ceduto ad un deciso acuto di Chentre sulla PS4, ma sulla lunga ultima PS della giornata il driver locale ha riguadagnato e si è portato in vantaggio di due decimi di secondo a fine giornata.

In piena rimonta ha concluso la prima tappa in settima posizione il bergamasco Alessandro Perico che unitamente al copilota Fabrizio Carrara, dopo che sul crono iniziale una foratura all’anteriore destra della Peugeot 207 gli è costata oltre 36 secondi. Ottava piazza provvisoria per il ligure Alessio Pisi, che si è attestato nella posizione sin dalle prime battute di gara evitando rischi inutili e cercando la giusta confidenza con la Peugeot 207, seguito dal campano leader della classifica “produzione” Maurizio Angrisani che affiancato dal navigatore siciliano Marco Pollicino sulla Mitsubishi Lancer EVO X, ha duellato con il corregionale Fabio Gianfico al volante della versione EVO IX della vettura dei tre diamanti, undicesima a fine tappa.

A completare la classifica dei primi dieci l’esordiente Mini John Cooper 1600 turbo, con la quale il valtellinese Andrea Perego ha iniziato il lavoro di sviluppo in gara. Sfortunato il versiliese Nicola Caldani su Abarth Grande Punto, che ha lamentato noie all’assetto e perso tre posizioni sull’ultima speciale concludendo al 12° posto la tappa.

Dopo la prima frazione in vetta alla classifica junior e due ruote motrici è il francese Francois Fraymouth su Renault New Clio R3, al comando anche nella classifica del Trofeo Clio R3 Top 2011, nonostante una toccata nella prova 5, posizione conquistata con due successi, due secondi ed un quarto tempo di categoria, a contrastarlo ci hanno pensato due italiani che puntano al titolo, attualmente secondo il piemontese Alessandro Bosca, vincitore di due crono, 4° il siciliano Andrea Nucita, entrambi molto convincenti durante questa prima tappa, attualmente terzo il reggiano Ivan Ferrarotti.

Classifica dei primi 10 dopo la tappa 1

1. Paolo Andreucci – Anna Andreussi (Peugeot 207 S2000) in 49’08”0; 2. Rossetti – Chiarcossi (Abarth Grande Punto) a 16”9; 3. Scandola – D’Amore (Ford fiesta S2000) a 48”8; 4. Cunico – Pollet (Peugeot 207 S2000) a 57”2; 5. Michelini – Perna (Peugeot 207 S2000) a 1’04”3; 6. Chentre – Canova (Peugeot 207 S2000) a 1’04”5; 7. Perico – Carrara (Peugeot 207 S2000) a 1’22”7; 8. Pisi – Cadore (Peugeot 207 S2000) a 1’43”3; 9. Angrisani – Pollicino (Mitsubishi Lancer EVO X) a 2’14”4; 10 Perego – Pizzuti (Mini John Cooper 1.6 T) a 2’24”9.

L’attacco di Rossetti, la difesa di Ucci

Nella seconda e più lunga tappa, hanno inseguito e cercato di attaccare la vetta, i friulani Luca Rossetti e Matteo Chiarcossi che hanno portato la Abarth Grande Punto sul secondo gradino del podio e vinto la prova 3. Durante la seconda tappa Rossetti aveva assottigliato il gap favorito da un problema al freno a mano sulla 207 di Andreucci, ma il vincitore ha respinto con decisione ogni attacco. Bella la lotta per il terzo posto occupato fino alla prova numero 11 dal veronese Umberto Scandola navigato da Guido D’Amore sulla Ford Fiesta S2000-A Style.

Ma sull’undicesimo crono il veneto della Car Racing ha subito l’attacco dell’Aostano Elwis Chentre al volante della Peugeot 207 S2000-Vieffe Corse, sulla quale ha letto le note il piemontese Carlo Canova. Chentre nella seconda tappa è apparso in gran spolvero e determinato ad attaccare il podio, vincendo anche la penultima prova speciale. Vittoria nella classifica del Campionato Italiano Rally Junior per il 21enne siciliano Andrea Nucita su Renault New Clio. Primo di campionato Italiano Rally Produzione il campano Maurizio Angrisani su Mitsubsihi Lancer EVO X.

Tornando alla classifica assoluta, si è completata con il quinto posto assoluto ed il successo sulla prima prova della seconda tappa la bella rimonta del bergamasco Alessandro Perico navigato da Fabrizio Carrara sulla Peugeot 207 S2000, dopo che una foratura nelle prime battute di gara ha costretto l’equipaggio PA Racing a risalire la corrente.

Qualche noia di troppo ai freni della Peugeot 207, ha rallentato la corsa dell’inossidabile vicentino Franco Cunico con Rudi Pollet al suo fiuanco, che ha perso due posizioni e la possibilità di lottare per il podio, concludendo al sesto posto nell’assoluta. Settima posizione per il ligure Alessio Pisi al volante della Peugeot 207 S2000 – Zerosette Racing che ha condiviso con Fabio Cadore, alla fine di una gara in piena costanza e senza scossoni.

Ottava piazza assoluta e dominio nella classifica “Produzione” per il campano Maurizio Angrisani navigato dal siciliano Marco Pollicino sulla Mitsubishi Lancer EVO X – Vomero Racing. Terminato sul nono crono l’inseguimento del napoletano della Rubicone Corse Fabio Gianfico quando una gomma stallonata sulla sua Mitsubishi Lancer EVO IX ed una toccata lo hanno rallentato notevolmente.

Il 21enne messinese del Team Phoenix Andrea Nucita navigato da Giuseppe Princiotto, sulla Renault New Clio R3 ha vinto la classifica Junior del Campionato Italiano Rally, con il successo tra le due ruote motrici e quello nel Trofeo Clio R3 Top. Particolarmente accesa ed avvincente la sfida per il successo nella classifica Junior, dove non sono mancati i colpi di scena e tre concorrenti si sono alternati al comando.

Nella prima tappa ottime prestazioni per il giovane francese Francois Fraymouth anche lui su Renault New Clio, innervosito nella seconda giornata da una foratura prima e successivamente da un errore determinante sulla decima prova, quando ha sbagliato percorso dopo un testacoda. Il bravo piemontese Alessandro Bosca è stato poi leader fino a due prove dal termine, quando una toccata alla fine della PS11 ha danneggiato la Clio causando il ritiro per l’equipaggio Meteco Corse.

Classifica assoluta dei primi 10

1. Paolo Andreucci – Anna Andreussi (Peugeot 207 S2000) in 1h34’15”7; 2. Rossetti – Chiarcossi (Abarth Grande Punto) a 22”4; 3. Chentre – Canova (Peugeot 207 S2000) a 57”4; 4. Scandola – D’Amore (Ford fiesta S2000) a 1’10”0; 5. Perico – Carrara (Peugeot 207 S2000) a 1’29”2; 6. Cunico – Pollet (Peugeot 207 S2000) a 2’28”9; 7. Pisi – Cadore (Peugeot 207 S2000) a 2’52”9; 8. Angrisani – Pollicino (Mitsubishi Lancer EVO X) a 3’46”6; 9. Nucita-Princiotto (Renault New Clio) a 4’49”1; Ferrarotti – Fenoli (Renault New Clio R3) a 5’05”1.

Corsi e ricorsi 2011-2021: Ucci-Ussi campioni d’Italia

Corsi e ricorsi storici: 2021-2011. Un altro CIR. Ma alla fine i tifosi soffrivano “uguale-uguale” a oggi. Già a caccia di informazioni nelle chat di WhatsApp. A proposito, che giorno è oggi? Il calendario dice 17 settembre 2011. Paolo Andreucci ed Anna Andreussi (già Ucci-Ussi) sulla Peugeot 207 Super 2000 hanno vinto l’edizione numero 31 del Rally Internazionale San Martino di Castrozza e Primiero, ultima prova del Campionato Italiano Rally.

Per il pilota toscano, la navigatrice friulana e la loro Peugeot, si tratta del settimo successo stagionale su otto gare disputate. Al secondo posto ha chiuso la Abarth Grande Punto dei due friulani Luca Rossetti e Matteo Chiarcossi che sono rimasti in lotta per la vittoria fino all’ultima prova speciale, dovendosi poi arrendere per soli 4”7.

“Abbiamo terminato con una vittoria – diceva a fine gara Paolo Andreucci – un campionato straordinario per me per Anna e per la Peugeot. Il punteggio, il numero dei successi possono trarre in inganno. E’ stata dura dall’inizio alla fine ed i miei avversari sono sempre stati molto bravi”.

Terzo importantissimo posto per il vicentino Franco Cunico, insieme a Rudy Pollet su una Peugeot 207 Super 2000. Con questo risultato, Cunico si aggiudica il Trofeo CSAI Indipendenti, riservato ai piloti privati, e per i migliori piazzamenti anche il terzo posto nella classifica assoluta della serie, nei confronti di Alessandro Perico qui solamente quinto alle spalle anche del ligure Alessio Pisi.

“E’ il mio dodicesimo titolo – spiegava commosso Franco Cunico – ed è quello più sofferto perché ottenuto con tanta grinta ma anche con tanta esperienza. E’ stato un campionato bello e combattuto, molto difficile per noi privati”.

Ma tra i principali motivi di interesse della gara c’era l’assegnazione del Campionato Italiano Rally Junior. Il tricolore è andato al romagnolo Simone Campedelli che con la sua Ds3 dl Citroen Team Italia, ha vinto in gara ed conquistato il prestigioso titolo riservato ai piloti più giovani. Al termine di una stagione straordinaria che ha visto lui, il navigatore Danilo Fappani e la Citroen, conquistare anche la Coppa CSAI 2 Ruote Motrici, il romagnolo ha alla fine prevalso sul siciliano Nucita, Renault, qui ritiratosi per problemi al motore.

Campedelli-Fappani 2011

“E’ un risultato straordinario per me e per il team – raccontava emozionato Simone Campedelli – che premia la grande professionalità di Citroen e la volontà di lottare fino in fondo per un risultato che sembrava ad un certo momento della stagione irraggiungibile. Non va infatti dimenticato che siamo partiti con una gara di ritardo rispetto ai nostri avversari , Devo ringraziare tutti a partire da Citroen che ha creduto in me, per proseguire con la Procar e con Andrea Crugnola, grande professionista e compagno di squadra leale”.. Già, Andrea Crugnola, campione italiano rally 2021, insieme a Pietro Ometto.

“Sono molto felice per questa vittoria di Simone – diceva ai cronisti Jean François Liénéré, responsabile del Reparto Corse Clienti Citroen Racing – e di tutta la squadra corona questo primi anno di competizioni con la Citroen DS3 R3. La vettura si è dimostrata affidabile fin dalle prime gara con prestazioni di alto livello per tutta la stagione. Tutto questo è frutto di un lavoro ottimo degli equipaggi, del team, di Citroen Racing e di Citroen Italia”.

La Mitsubishi Castrol Evo Cup è stato vinto da Antonio Pascale, in coppia con Tiziana Biondi, mentre per quanto riguarda il Trofeo Clio R3 Top, monomarca di casa Renault, successo meritato in gara per Andrea Carella e nella classifica generale per Ivan Ferrarotti, pilota di Castlenuovo Monti in provincia di Reggio Emilia.

La gara dopo le prime 10 prove speciali

Giornata decisiva l’ultima, quella del 17 settembre, per le sorti del CIR e del Rally Internazionale San Martino di Castrozza e Primiero. Ancora apertissima sia la lotta per la vittoria assoluta, tra Andreucci e Rossetti, sia quella per il Trofeo Indipendenti con Cunico che in tutti modi deve superare Pisi per aggiudicarsi la classifica in gara ed il Trofeo Csai. Il romagnolo Campedelli nel frattempo intravede il tricolore Junior. Tra lui ed il successo rimane solamente l’altro Citroen, Crugnola che al via lo precede ancora.

La seconda tappa del rally inizia con un tris mattutino cominciando dalla “Gobbera” (11,14 km, start alle 8:35) nella Valle del Vanoi, proseguendo con il “Col Perer” (13,44 km, start alle 9:35) e la terza “Val Malene” (26,87 km, start alle 10:20). L’atteso attacco di Rossetti e della sua Abarth inizia fin dal primo mattino. Il friulano vince tutte e tre le prove , anche se rosicchia solo qualche secondo all’avversario.

Il suo distacco scende infatti dai 9”2 di ieri sera fino a 4”4, questo quando al termine del rally e del campionato mancano ancora circa 15 chilometri. Incandescente anche la lotta per il Trofeo Csai Indipendenti con Franco Cunico che si porta sotto a Alessio Pisi . Il vicentino che in caso di sorpasso si aggiudicherebbe il trofeo riservato ai privati è ora a soli 3”1 dall’avversario.

Mentre Alessandro Perico continua a navigare a vista dietro ai primi quattro Simone Campedelli ha superato il compagno di colori Andrea Crugnola, incappato anche in una foratura, ed è ora virtualmente Campione Italiano Rally Junior.

L’orgoglio di Ucci-Ussi

“Sette vittorie ed un secondo posto. Se me lo avessero detto ad inizio anno non avrei creduto che potesse accadere. Ero fiducioso ad inizio stagione perché cosciente della nostra forza ma, indubbiamente, si tratta di un risultato che va al di la delle più rosee aspettative. Oggi cala il sipario su una stagione, che al di là di quello che possono far immaginare i numeri, è stata molto combattuta dove abbiamo incontrato avversari molto tenaci e che non hanno mollato mai… il testa a testa di oggi ne è l’ennesima dimostrazione”, afferma il campione italiano più vincente di sempre.

“Il nostro San Martino? Iniziato sicuramente in salita… Appena entrato nella prima prova di giovedì sera mi sono accorto di avere un inconveniente all’idroguida, appena uscito dal tratto cronometrato avevo lo sterzo durissimo.Siamo stati bravi a limitare i danni ma ancora più bravi sono stati, come sempre, i meccanici della Racing Lions… in soli tredici minuti sono riusciti ad intervenire risolvendo tutto… Se non ci fossero stati loro oggi non sarei sicuramente a festeggiare sul gradino più alto del podio”.

“Da lì in poi ho un po’ sofferto perché partendo con il numero uno ho trovato le strade sporche e ho cercato di guidare il più pulito possibile…direi che abbiamo scelto un ottimo compromesso tra l’assetto e le gomme Pirelli, ancora una volta decisive per la mia vittoria. Questa mattina siamo partiti con l’idea, più che di attaccare, di controllare gli avversari…come ho detto alla vigilia per noi era importante portare la 207 Super 2000 all’arrivo per continuare l’impressionante striscia di risultati utili della vettura”.

Gli fa eco la “sua” Anna, la Andreussi: “Ne avevamo parlato con Peugeot e con il team alla vigilia…se proprio mancava ancora una ciliegina sulla torta di questi fantastici tre anni era proprio la vittoria al Rally San Martino di Castrozza. Io e Paolo, in una carriera lunga come la nostra, non eravamo mai riusciti a conquistare questa gara…proprio per questo la nostra gioia, oggi, è ancora più grande. Ci tenevamo particolarmente anche per un motivo in più, non volevamo perdere l’occasione di fare una dedica speciale a Patrizia Sala per la sua imminente pensione”.

Classifica finale 31° Rally San Martino di Castrozza

1. Andreucci – Andreussi ( Peugeot 207 Super 2000) in 1h 11’25” 3 ; 2 Rossetti- Chiarcossi (Abarth Grande Punto Super 2000) a 4”7 ; 3. Cunico – Pollet ( Peugeto 207 Super 2000) a 2’56”8; 4. Pisi – Florean (Peugeto 207 Super 2000) a 2’59”2; 5. Perico –Carrara (Peugeot 207 Super 2000) a 3’49”3; 6. Campedelli – Fappani ( Citroen DS3 R3T) a 4’51”9 ; 7 .Taddei – Gaspari ( Peugeot 207 Super 2000) a 5’47”4; 8. Bresolin – Zortea (Peugeto 207 Super 2000) a 5’49”3 ; 9. Crugnola – Monetti (Citroen Ds3 ) a 2’12”5 ; 9. Carella – Riolfo (Renault Clio R3C) a 5’50”7; 10. Ferrarotti – Fenoli (Renault Clio R3C) a 6’08”9

I ”big” guardano al CIRT: Campedelli, Andreucci, Bulacia

Mentre sul fronte del CIR l’incertezza dilaga, i programmi vacillano e non si riesce ad avere alcuna sicurezza, a parte il fatto che Citroen non ci sarà, Simone Campedelli sta cercando di imbastire un programma che preveda tutto il Campionato Italiano Rally Terra 2021. In realtà, Simone è al lavoro da quando la scorsa stagione è stata archiviata, anche perché l’anno non è dei più propizi a livello economico.

La terra piace a Campedelli e a Tania Canton, come piace ai suoi sponsor e alla squadra. Ma non solo. Rumors molto attendibili ci segnalano che al via del CIRT, salvo clamorosi cambi di direzione, dovrebbe esserci anche Paolino Andreucci (che però ci piacerebbe vedere con al suo fianco Anna Andreussi, senza nulla togliere al bravo e professionale Francesco Pinelli).

Esatto, il Paolino nazionale, che tra qualche mese darà alla luce un bellissimo libro autobiografico, sta programmando una stagione sulla terra. Un’altra. Di ieri è la notizia della presenza nella serie tricolore sterrata del fratello minore di Marco Bulacia. Insomma, il CIRT 2021 si preannuncia interessante, frizzante e ricco di lotta. Speriamo che anche il CIR possa essere di buon livello nonostante prove speciali mutilate all’italiana, mentre in Francia si continua a correre con oltre 220 chilometri di prove speciali.

Paolo Andreucci: ”Un titolo per festeggiare la stagione”

Con il quarto successo consecutivo, Paolo Andreucci e Anna Andreussi al Tuscan Rewind, vincono il titolo di campioni italiani rally 2 ruote motrici. Inarrestabili, quattro partenze e quattro vittorie, che gli hanno permesso di recuperare l’assenza nella gara iniziale di Roma che, nonostante avesse doppio punteggio, non è bastato agli avversari per aggiudicarsi il titolo.

Andreucci e Andreussi, a bordo della Peugeot 208 Rally 4 di FPF Sport gommata Pirelli, hanno portato a segno un poker di vittorie, non lasciando scampo agli avversari, che si sono visti recuperare il vantaggio accumulato nelle prime due gare di apertura campionato. Sia su asfalto, che sull’ultima gara su terra, l’equipaggio marchiato Peugeot ha messo a segno le vittorie che gli hanno permesso di conquistare l’ennesimo titolo, che si aggiunge ai tanti conquistati negli anni.

“Siamo soddisfatti di questa vittoria e di questo titolo – ha commentato il pluricampione Paolo Andreucci -. Nonostante la nostra assenza nella gara di apertura, siamo riusciti a recuperare il gap dagli avversari, risalendo fino alla prima posizione. Al Tuscan, su terra, abbiamo anche fatto la prima gara su terra con la nuova rally 4 di casa Peugeot, e sapevamo che su quel fondo, ci saremmo trovati bene con la 208, perché proprio su terra, riesce davvero ad esprimersi al meglio. Rimane il rammarico di aver dovuto rinunciare a gareggiare per il campionato italiano rally terra, dove eravamo primi in classifica e ci sarebbe bastato arrivare per conquistare il titolo, ma la concomitanza, non c’ha lasciato scampo”.

“È stata una stagione complessa, per vie delle restrizioni e del calendario corto, ma siamo riusciti ugualmente a raggiungere il nostro obiettivo, nonostante l’assenza nella gara iniziale di Roma e la mancata disputa del Rally di Sanremo. La vettura di FPF Sport si è dimostrata vincente, competitiva ed affidabile. Su quest’ultima gara su terra, nelle prime sei prove abbiamo spinto per guadagnare un buon margine, per poi amministrare nell’ultimo giro di prove, concludendo la nostra gara primi di classe e tra le due ruote motrici e con un ottimo quindicesimo posto assoluto, tra le tante vetture R5 al via. Adesso, iniziamo a lavorare per la prossima stagione, per organizzare il 2021 al meglio, anche grazie ai nostri partner che ci hanno affiancato quest’anno”.

“È stata una bella gara, in cui siamo riusciti a dare il massimo a bordo della Peugeot 208 Rally 4 – ha commentato la navigatrice Anna Andreussi -. Su terra Paolo riesce sempre a dare il meglio di sé, anche con le due ruote motrici e lo dimostra ad ogni occasione. Qui portavamo al nostro debutto la 208 Rally 4 sulla terra, dopo le precedenti su asfalto e già nello shakedown avevamo messo a punto molto bene la vettura. È stato un bel finale di stagione, peccato non aver potuto festeggiare con i nostri tanti amici e supporters”.

Tuscan Rewind 2020: la grande sfida Basso vs Crugnola

La mente ed il cuore di piloti, squadre, appassionati ed addetti ai lavori del mondo rallistico nazionale guarda sempre con maggiore interesse all’ultima prova del Campionato Italiano Rally. Sono già oltre cento le iscrizioni all’undicesima edizione del Tuscan Rewind 2020, in programma dal 20 al 22 novembre, in provincia di Siena, il rally che sarà l’ultima prova del Campionato Italiano Rally 2020 e che assegnerà il titolo di campione tricolore Cir e Cirt (campionato Terra).

Campionato Italiano Rally

Il Campionato Italiano Rally (CIR) anche quest’anno arriva a giocarsi sui magici sterrati del Tuscan Rewind 2020. Vincolante per far arrivare tutto nelle terre di Siena è stata la gara precedente, il Rally 2 Valli di Verona, dove entrambi coloro che si giocano lo scudetto – Andrea Crugnola ed il Campione uscente Giandomenico Basso – hanno fatto “harakiri” uscendo di strada, prima il varesino e nel finale il trevigiano che “vedeva” tricolore. Saranno dunque i quasi cento chilometri delle nove prove speciali di “profumo mondiale” a dare il verdetto definitivo, con Basso avanti di soli 4 punti sul rivale.

Forte interesse anche per la terza piazza, caratterizzata dal dualismo tra il bresciano Stefano Albertini (laureatosi già Campione “asfalto” a Verona) e l’altro trevigiano Marco Signor, che lo tallona a soli tre punti. Dietro a Signor, con un solo punto di scarto c’è Alessandro Re e dietro a lui si trova un cattivo cliente come Umberto Scandola, (25 punti), matematicamente in corsa per salire sul podio e sapendo della sua grande perizia sugli sterrati non è certamente da escludere che possa prendere il via.

Lotte tra Junior al Tuscan Rewind 2020

Tra gli Junior, in questa ultima chiamata per il titolo, si aspettano scintille tra Mazzocchi (visto a suo agio sulla terra di San Marino), Vita e Rosso, tre nel fazzoletto di 12 punti con il piacentino Cogni che cercherà il pieno riscatto dal ritiro in terra scaligera.

Così nella 2RM al Tuscan Rewind 2020

Nella “2 Ruote Motrici” il siciliano Casella (Peugeot 208) ed il toscano Campanaro (Ford Fiesta) sono appaiati in vetta alla classifica con 48 punti, seguiti da Andreucci a 3 punti. Facile prevedere un ribaltone, nel caso il pluricampione garfagnino dovesse presentarsi al via con la Peugeot 208 Rally4 (e si è iscritto con la 208) in luogo della Citroen C3 R5, con la quale sta anche concorrendo per il tricolore “terra” dove peraltro è al comando. Poi ci sono sia Nicelli che Lucchesi Junior (entrambi su Peugeot 208) che fremono per rimettersi sotto con il classico colpo di reni e la terra delle crete senesi potrebbe ispirarli.

Nel Campionato Italiano Rally Terra…

Nel Campionato Italiano Rally Terra, come sopra accennato, comanda la classifica con 40 punti Paolo Andreucci ed a soli quattro punti da lui si trova il romagnolo Simone Campedelli, rinvigorito dalle prestazioni ottenute con la Volkswagen Polo. Terzo, più staccato (25 punti) è il trevigiano Giacomo Costenaro (Skoda Fabia R5), a sua volta tallonato dal giovane boliviano Marco Bulacia, capace di grandi performance e certamente di rimescolare le carte sul tavolo di gioco.

Il Tuscan Rewind suona anche come l’ultima chiamata buona a risollevare le sorti della stagione per diversi, dai fratelli padovani Niccolò e Christian Marchioro all’umbro Fanari ed anche per il sammarinese Ceccoli, che all’ultima prova del Rally Adriatico è incappato in un incidente dal quale vorrà certamente riscattarsi.

Percorso, cambiamenti e DPCM

Anche l’ultimo decreto in tema di pandemia Covid-19 non ha introdotto controindicazioni circa la effettuazione della gara. Anzi, l’organizzazione smentisce categoricamente tutte le possibili voci di problematiche varie che possano precludere lo svolgimento dell’evento che ha il pieno sostegno, afferma, delle amministrazioni locali.

La gara ha, comunque, subìto un radicale cambiamento sul programma originario, per adattarla alle prescrizioni dei protocolli sanitari vigenti ed avrà una logistica del parco di assistenza a Buonconvento, completamente rivista rispetto allo scorso anno, concordata con la proprietà del luogo e con l’amministrazione comunale.

Ad evidenziare il rapporto di alto profilo tra Tuscan Rewind e il territorio, da ricordare che il Comune di Montalcino, quest’anno, è sempre più parte integrante dell’organizzazione, riaffermando “l’alta valenza dell’evento per l’immagine e la ricaduta economica sul territorio”.

Il Tuscan Rewind 2020 si svolgerà in tappa unica sabato 21 novembre, con partenza alle ore 7.01 ed arrivo alle ore 16.01, tutto in territorio di Montalcino – mentre domenica 22 novembre sarà riservata esclusivamente al campionato italiano rally storici su terra ed al cross country, con partenza alle ore 8 ed arrivo dalle ore 16, sempre a Montalcino – .

Il campionato italiano rally (Cir) e il campionato terra (Cirt), avranno 92,280 chilometri di prove cronometrate su un percorso totale di 248,150. Mentre le parti “historic” e “fuoristrada” avranno un percorso ridotto, con 64,710 chilometri cronometrati su 217,470 totali. Domenica si svolgerà, poi, la gara riservata alle vetture della “Regolarità Sport”. Insomma, ce ne sarà davvero per tutti i gusti.

CIRT: all’Adriatico sfortunato Bulacia, vince Andreucci

Una gara incertissima, un duello sul filo dei secondi iniziato nel primo tratto cronometrato e conclusosi solamente in vista della fine. Il Rally Adriatico, valido come terza prova del Campionato Italiano Rally Terra, ha vissuto tutto nella sfida tra la Citroen C3 R5 di Paolo Andreucci, nuovamente in tandem con Francesco Pinelli, e la Volkswagen Polo R5 di Simone Campedelli, per la prima volta al suo fianco dall’esperto navigatore toscano Sauro Farnocchia.

Teatro del rally i veloci sterrati marchigiani resi quest’anno ancora più insidiosi dalla pioggia copiosa abbattutasi sul percorso per due terzi della corsa. Alla fine a primeggiare è stato il pluricampione tricolore Paolo Andreucci che ha portato il suo attacco decisivo nelle due ultime prove della gara dove è riuscito a togliersi di scia Campedelli. Il vincitore ha preceduto alla fine il rivale di 17”2. Con questo successo il campione toscano rafforza la sua leadership nel tricolore riservato agli specialisti dei fondi sterrati.

Nella prima parte del rally, per la verità, il grande e indiscusso protagonista per la lotta al vertice era stato il pilotino della Meteco Corse, Marquito Bulacia, in gara con Marcel Der Ohannesian, su una Skoda Fabia Evo. Il giovane boliviano era riuscito a mettersi tutti alle sue spalle, compreso Ucci. Poi, la sfortuna si è manifestata sotto forma di foratura nella terza prova speciale e questo ha dato via libera alla danza vittoriosa di Paolo Andreucci e all’inseguimento di Simone Campedelli, con Bulacia che ha dovuto correre per recuperare il tempo perso.

Alla fine il ragazzino boliviano su cui ha scommesso Luciano Chiaramello, team manager di una delle più importanti e longeve scuderie piemontesi, ha concluso la gara in quinta posizione. Il ventenne pilota sudamericano ha comunque festeggiato, nel giorno del suo compleanno, il successo nella classifica della Quinta Zona della Coppa Rally di Zona.

La sfortuna si è accanita contro il "nostro pilotino Marquito Bulacia
La sfortuna si è accanita contro il “nostro pilotino Marquito Bulacia

Il gradino più basso del podio è andato invece a Giacomo Costenaro, in coppia con Justin Bardini, che si è dimostrato in netta crescita rispetto all’ultima prova della serie conquistando una posizione assolutamente meritata e il successo di gara tra i piloti partecipanti alla quinta zona della Coppa Rally di Zona. In quarta posizione hanno terminato Nicolò Marchioro e Marco Marchetti, Skoda Fabia. Anche per loro una bella gara portata a termine su un terremo praticamente impraticabile che ha conquistato la prima posizione tra i partecipanti alla serie Race Day La corsa marchigiana era infatti valida anche come prima prova dell’edizione numero tredici della serie.

A chiudere la top ten si sono quindi classificati sesti Andrea Dalmazzini con Alessandra Avanzi Ford Fiesta MKII R5, settimi Francesco Fanari e David Castiglioni, Skoda Fabia R5, secondi nella classifica della serie Race Day, mentre all’ottavo posto ha chiuso l’altro Marchioro, Christian, in coppia con Silvia dall’Olmo piazzatosi terzo nella gara Race Day. Noni assoluti a Cingoli si piazzano i sardi Giuseppe Dettori e Carlo Pisano con l’ennesima Skoda Fabia R5. Chiude con il decimo posto in gara il biellese Massimiliano Tonso con Massimo Bizzocchi con la VW Polo R5.

Tra i ritirati di rilievo quello di Daniele Ceccoli, in coppia con Piercarlo Capolongo, Hyundai i20, usciti rovinosamente di strada con un capottamento. Vettura distrutta e qualche problema ad una spalla per il bravo navigatore torinese. Ritiri sul finale per un problema meccanico anche per i francesi Nicolas Ciamin, in coppia con Yannick Roche, Citroen C3 R5 quando erano sesti assoluti a Cingoli per allenamento in vista del Mondiale Rally.

Il Gruppo N parla sloveno

Tra i confronti annunciati per quanto riguarda le altre classi nel Gruppo N la vittoria va allo sloveno Darko Peljhan con Matei Car su Mitsubishi Lancer Evo IX, davanti al romano Emanuele Silvestri ed a Riccardo Rigo, anche loro con la berlina giapponese. L’Adriatico-Marche ha fatto sorridere anche Mattia Codato su la Citroen Ds3 N5 dopo due round sfortunati in questo CIRT 2020.

Grande Trevisani tra le 2RM

Grande soddisfazione tra le vetture di classe R2 dove ha chiuso al comando della classifica riservata tra le piccole vetture a due ruote motrici il bresciano Jacopo Trevisani, che è riuscito a bissare la vittoria nell’ultima di campionato con la sua Peugeot 208 terminando davanti alla Ford Fiesta di Enrico Oldrati e Jean Philippe Quilichini su altra 208.

Caso Rally di San Marino: la sentenza dice ”Andreucci è innocente”

Giustizia è stata fatta per Paolo Andreucci e Francesco Pinelli a distanza di un mese dal Rally di San Marino: il pilota è innocente, come il copilota, la scuderia e il preparatore. Il ricorso di Paolo Andreucci contro la esclusione al rally di San Marino ha avuto successo e il TNA della FAMS ha ripristinato la classifica di gara in cui figurava al terzo posto (confermandolo così anche al comando del CIRT alla vigilia del Rally Adriatico) restituendo al pilota il deposito cauzionale di 3.000 Euro del ricorso.

Lo avevamo anticipato (in questo editoriale), ma ovviamente non potevamo sostituirci al giudice sportivo. Ucci-Pinelli erano stati esclusi dalla classifica della competizione sammarinese perché in verifica la loro vettura non si era spenta alla prova effettuata con una pallina da tennis. Come noto la squalifica era arrivata alle due di notte in quanto la sua vettura non si spegneva occludendo il foro d’aspirazione – da cui dovrebbe passare tutta l’aria per la combustione – pur in presenza di una flangia verificata regolare. L’appello si è incentrato proprio sul concetto che potesse esserci un’altra fonte incidentale di aria trascurata e in grado di far restare in moto la vettura.

La successiva verifica più approfondita effettuata dal perito ingegner Roberto De Felice a metà settembre sulla vettura – sino ad allora rimasta chiusa in un garage a San Marino – ha confermato la correttezza tecnica dell’operato dei commissari tecnici di gara, ma ha anche indicato che andava approfondito il motivo di questo. E così facendo il perito nominato dalla FAMS ha evidenziato che il mancato spegnimento era riconducibile alla caduta di un O-Ring, innescata dal suo errato montaggio che l’ha probabilmente danneggiata e fatta cadere.

In tal modo si è creato un ulteriore orifizio – senza bypassare la flangia ma a valle del compressore – che consentiva al motore di restare in moto, mentre nel normale funzionamento senza la guarnizione ciò non causava un aumento dell’aria aspirata bensì una perdita anche di prestazioni.

Caso Paolo Andreucci: scoperta la causa

A inizio settimana a San Marino si è aperto il garage in cui era custodita la Citroen C3 R5 del team PRT dopo la squalifica al termine del Rally di San Marino che se confermata priverebbe Paolo Andreucci del terzo posto finale e quindi del primato in classifica generale.

Come noto la vettura non si era spenta “tappando” l’accesso dell’aria al motore attraverso la flangia da 32 mm, verificata come regolare. Il team aveva da subito ipotizzato che il mancato spegnimento fosse dovuto all’ingresso accidentale di aria da un altro punto dell’aspirazione. E a quanto ci risulta la cosa è stata confermata.

L’origine sarebbe una guarnizione del turbo che si è staccata (e pare addirittura ritrovata sulla slitta motore): ciò avrebbe permesso l’ingresso di un minimo di aria, ininfluente sulle prestazioni ma tale da consentire al motore di restare in moto. Ripristinata la guarnizione, la vettura si sarebbe regolarmente spenta.

Visto le nuove normative FIA, che differenziano i provvedimenti secondo tre fasce di gravità, a questo punto è ipotizzabile la revoca della massima punizione. Decisione prima di fine mese in tempo perché prima dell’Adriatico, prossimo appuntamento del CIRT, tutto sia chiarito.

Classifiche CIRT a confronto

Senza squalifica Andreucci

1. Andreucci 25 punti, 2. Campedelli 24, 3. Ceccoli 16, 4. Costenaro e Bulacia 15.

Con la squalifica Andreucci

1. Campedelli 24 punti, 2. Ceccoli 18, 3. Costenaro 16, 4. Andreucci e Bulacia 15.

”Caso Andreucci”: appuntamento il 14 settembre a San Marino

I consulenti tecnici della FAMS e del team PRT (quello che cura la vettura di Paolo Andreucci) si ritroveranno lunedì 14 settembre 2020, nel pomeriggio, a San Marino per un nuovo esame tecnico della vettura del campione toscano, vettura che è rimasta in custodia in loco dopo la sua esclusione decisa dopo le verifiche tecniche del Rally di San Marino e la successiva decisione del concorrente di interporre appello.

In quella occasione la Citroen C3 R5, di cui era stata verificata la corretta misura della flangia sull’aspirazione da 32 mm, non si era spenta una volta tappato il foro di ammissione dell’aria.

Quindi si dovrà procedere a stabilire, con una nuova prova, l’origine dell’aria che ha consentito al motore di restare in moto. Fra l’altro la vettura di Andreucci era equipaggiata con un motore nudo (quindi senza tubazioni e accessori esterni) avuto in prestito da FPF e in occasione del Rally del Ciocco lo stesso controllo svolto sulla vettura di Andrea Crugnola era risultato regolare (cioè la vettura si era spenta una volta tappata correttamente l’aspirazione).

Il processo di controllo per l’esame dell’appello è stato accelerato viste le conseguenze tecniche ed economiche di un prolungato blocco della vettura. Da quanto è dato sapere il verdetto potrebbe arrivare anche entro la fine del mese.

Paolo Andreucci annuncia appello e critica il metodo di verifica

Come è noto il Collegio dei commissari sportivi ha clamorosamente deciso di escludere dalla classifica del 48° San Marino Rally la vettura numero 1 di Paolo Andreucci, “per la non conformità tecnica della vettura segnalata nel verbale 3 del Commissario Tecnico Delegato. Nel particolare: passaggio di aria flangia aspirazione”. Il campione della Garfagnana si difende e spiega che interporrà appello. Intanto, con un comunicato stampa, Aci Sport ha annunciato: “È stata modificata la classifica finale di gara, escludendo l’equipaggio numeri 1 Andreucci P.-Pinelli F. sulla Citroen C3 R5 in questione”, confermando l’avvenuta esclusione dell’equipaggio di Peletto.

Paolo Andreucci, dopo qualche ora dalla doccia fredda, conferma l’appello verso la decisione assunta dal Collegio dei commissari sportivi e fornisce la sua versione: “Siamo rammaricati per quanto accaduto al San Marino Rally. Siamo certi che in fase di appello tutto verrà chiarito, così come già da noi esposto ai commissari. La Flangia è stata misurata ed è risultata regolare, ma non si è riusciti a spegnere la vettura con un metodo che definiamo discutibile”.

“Provo a spiegare cosa ci è successo al Rally di San Marino – ha detto Paolo Andreucci – per cercare di chiarire la vicenda con la massima trasparenza. Durante le verifiche post gara i CCTT hanno controllato il turbo, la flangia e la valvola pop off, particolari che sono risultati perfettamente conformi alle specifiche tecniche previste dall’Allegato J. Quindi i CCTT hanno provato ad occludere la flangia per verificare che l’aria necessaria per alimentare il motore passasse esclusivamente attraverso la flangia stessa, così come previsto dall’art 261 304-2 dell’allegato J”.

“Senza entrare al momento nel dettaglio della metodologia e degli strumenti utilizzati dai CCTT per detta operazione di verifica, posso solo far presente che detta operazione è stata svolta utilizzando una pallina da tennis e altri oggetti in plastica che avrebbero dovuto occludere ermeticamente l’apertura della flangia, impedendo totalmente il passaggio dell’aria e provocando, conseguentemente, lo spegnimento del motore. Purtroppo, dette operazioni non hanno portato allo spegnimento del motore e i CCTT, vuoi per mancanza di tempo, vuoi per la necessità di specifica strumentazione tecnica necessaria per eseguire più approfondite indagini finalizzate all’individuazione delle cause del mancato spegnimento del motore, si sono visti costretti a relazionare la riscontrata anomalia in asserita violazione di quanto previsto dall’art. 261 304-2 dell’allegato J”.

“A nostro avviso, la problematica potrebbe essersi verificata per una perdita di pressione nel sistema di aspirazione/giro aria intercooler, probabilmente dovuta ad un danneggiamento sofferto durante la gara, che comunque avrebbe fatto perdere potenza essendo dopo il turbo, o ad altri motivi che andremo ad analizzare nelle sedi opportune. Ci tengo comunque a precisare nuovamente che in sede di verifica non sono state riscontrate lavorazioni sui particolari meccanici analizzati, risultati totalmente conformi alle specifiche tecniche dell’allegato J, e che l’anomalia riscontrata in nessun modo avrebbe potuto comportare un vantaggio prestazionale, bensì una perdita di prestazioni”.

“Essere stato squalificato mi rammarica moltissimo, soprattutto perché non vi è stata la possibilità di individuare con certezza il reale motivo della problematica emersa. Ho totale fiducia nello staff tecnico che mi assiste e sono certo che a seguito delle ulteriori approfondite verifiche sul veicolo che andremo a svolgere nella deputata sede di appello (il veicolo è stato preso in custodia dalla FAMS), potrà essere accertata l’assoluta conformità dello stesso alle regolamentazioni tecniche. Attenderò quindi- ha concluso il pilota Paolo Andreucci – con fiducia il verdetto dell’Appello”.

Perché Andreucci è stato (per ora) escluso dal San Marino

Non bastasse una gara finita ex-aequo e decisa a favore dell’italo-sudamericano Marquito Bulacia ai danni di Simone Campedelli dalla breve prova Terra di San Marino – frazione che ha aperto (Bulacia più veloce di Campedelli, e questo ha deciso l’assegnazione della vittoria) e chiuso (dove Bulacia è stato il più veloce di tutti rimontando l’italiano) la gara – il clamoroso è arrivato dalle verifiche tecniche: squalifica per la Citroen C3 R5 di Paolo Andreucci, al traguardo terzo a poco più di un secondo dagli altri due. 

Fuori, ma perché? Per la (apparentemente) semplice verifica dell’aspirazione: a vettura in moto, tappando il foro dell’aspirazione – cioè il foro su cui è applicata la flangia di restrizione – la vettura di deve spegnere. Invece la C3, a differenza delle altre, è rimasta in moto. 

Ma è tutto così semplice? In realtà no. Perché il tappo deve essere tale da garantire che l’aria non passi. E non è detto che ci possa essere una infiltrazione d’aria altrove, generata truffaldinamente o come conseguenza di un urto: in fondo Scandola (vincitore di ben sei delle nove prove speciali) la gara l’ha persa sempre sulla prova Terra di San Marino – ma nel caso il secondo dei tre passaggi – per essersi ritrovato con un manicotto del turbo ko, e quindi con più aria ma senza sovralimentazione, in conseguenza di una spanciata nella prova precedente. 

Ora la vettura di Andreucci è rimasta chiusa in un garage di San Marino a disposizione per ulteriori verifiche, visto che il concorrente ha interposto appello, pare proprio per i motivi accennati sopra, e in particolare per il tipo di sfera usata come tappo ritenuta non consona per la particolare flangia della C3, che per ragioni di spazio è molto più bassa delle altre. 

Curiosità: Andreucci è stato immediatamente tolto dalla classifica in attesa dell’esito dell’appello. Ma in realtà le norme dallo scorso anno dovrebbero indicare il contrario: si resta in graduatoria sino al verdetto sull’appello. 

Campedelli cambia auto e sfida sulla terra Ucci, Scandola, Bulacia…

Simone Campedelli sarà al via del Rally San Marino con una nuova auto da rally. Cambia la Ford Fiesta R5 con la Volkswagen Polo R5 della Step Five. Un debutto importante per il driver da anni legato alla Ford Fiesta arancio. Non ci sarà solo Simone Campedelli al San Marino. Ci sarà anche Paolo Andreucci, attuale leader del Campionato Italiano Rally Terra e vincitore della prima gara stagionale, navigato da Francesco Pinelli.

“La partecipazione al doppio campionato, ci porta ad essere in macchina continuamente, visto che nei primi 6 mesi dell’anno non si è gareggiato – ha commentato il pilota della Scuderia Peletto Racing Team Paolo Andreucci- Anna continuerà a rimanere al mio fianco nel CIR, ma sarà ugualmente presente nelle gare terraiole. La Citroën C3 R5 del Team PRT ha dimostrato di avere tutte le carte in regola in quanto a affidabilità e competitività, grazie anche alle nostre coperture Pirelli. Allo shakedown testeremo nuove regolazioni, ma arriviamo da un buon punto di partenza con il set up del Valtiberina. Al San Marino Rally il nostro obiettivo è quello di difendere la leadership in campionato, anche se sappiamo bene che con il parco partenti e partendo davanti non sarà facile. Ci toccherà pulire le strade anche in questo caso, proveremo quindi a non perdere secondi preziosi nel primo giro di prove.”

Già annunciato nei giorni scorsi, il giovanissimo boliviano Marquito Bulacia correrà con la Skoda Fabia della Free Rally Service per i colori della Meteco Corse. Presente pure Umberto Scandola, che ha già vinto la gara sammarinese, oltre che nel 2013 anche nel 2017 e che utilizzerà la Hyundai i20, come farà anche Daniele Ceccoli con alle note Piercarlo Capolongo. Al via di San Marino ci sarà il finlandese Pietarinen, con la Skoda Fabia R5.

Al Rally di San Marino rivedremo in azione Nicolò Marchioro, Giacomo Costenaro, Francesco Fanari (Skoda), Tamara Molinaro, Mazzocchi, Rosso, Cogni e Vita, Sipsz, Costa e Pelliccioni. E anche Muccioli con il suo BMW 320 e Mombelli.

Paolo Andreucci commenta il suo debutto con la 208 Rally4

C’era grande attesa per il rientro della coppia più amata dei rally e loro, a bordo della nuova arma di casa Peugeot, la 208 Rally4 gommata Pirelli, non hanno deluso le aspettative, dominando la 2 Ruote Motrici.

“Rientrare nel campionato italiano rally e farlo nella gara di casa a bordo della vettura di casa PSA, è stato molto piacevole per noi – ha dichiarato il pilota Paolo Andreucci-. C’erano grandi aspettative per questo rientro, il piacere di rimetterci in gioco in mezzo a tanti giovani che volevano confrontarsi con noi, ma grazie all’ottima vettura messaci a disposizione dal FPF Sport ed alle gomme Pirelli, siamo riusciti a condurre una gara regolare e senza errori”.

“Nel corso del primo giro abbiamo riscontrato solo un piccolo problema di surriscaldamento nella prova speciale Tereglio 2, risolto poi in assistenza. Con Anna il feeling in macchina è quello di sempre, sembra non esserci mai fermati. La nuova Peugeot Rally 4 è molto performante, abbiamo trovato molto sporco in gara, non solo perché partivamo con il numero 32, ma perché davanti avevano tagliato un po’ dappertutto, secondo me anche dove in alcuni tratti non era necessario”.

Ucci-Ussi con la 208 Rally4 al Ciocco

“Abbiamo voluto condurre una gara senza prenderci troppi rischi, anche per evitare forature alle nostre Pirelli, che ci avrebbero attardato. Con le gomme ci siamo trovati sin da subito, così come con le regolazioni della nostra Peugeot, anche grazie ai test svolti prima del Valtiberina”.

“Peccato non aver trovato in prova il pubblico di sempre, ma purtroppo in questo momento siamo costretti a queste rigide regole per il contenimento del Covid 19. Apprezzo comunque lo sforzo fatto dalla Federazione e dagli organizzatori, per raggiungere il pubblico tramite tv e social. Anche noi, con le nostre dirette in assistenza e con i video delle ps, oltre che con le foto, proviamo a renderli partecipi il più possibile”.

Paolo Andreucci testa la nuova Peugeot 208 Rally4

Settimana impegnativa in casa FPF Sport. Iniziata oggi con i test su asfalto per Paolo Andreucci ed Andrea Crugnola in vista del Rally del Ciocco, gli uomini di Pier Fabrizio Fabbri saranno impegnati anche in gara al Rally Città di Arezzo – Crete Senesi Valtiberina.

Proprio in questi momenti il forte pilota garfagnino è impegnato nei primi chilometri di sviluppo della nuova Peugeot 208 Rally 4, con la quale l’undici volte campione italiano prenderà parte al Campionato Italiano Rally 2 Ruote Motrici. La nuova arma della Casa del Leone è arrivata più tardi del previsto, costringendo l’alfiere di Peugeot Sport a rinunciare al Rally di Roma Capitale.

Reduce dalla buona prestazione sulle strade romane, Andrea Crugnola sta affrontando una sessione di test al volante della Citroën C3 R5 con la quale fra due settimane sarà impegnato nel secondo appuntamento del Campionato Italiano Rally, il Rally del Ciocco e della Valle del Serchio.

“Dopo mesi di stop, con Anna torniamo ad assaporare la terra – ha commentato Paolo Andreucci-. Già in queste settimane siamo tornati sui campi di gare e siamo stati ospiti di Aci Sport nella trasmissione condotta da Camilla Ronchi, ma adesso è davvero tempo di tornare ad indossare tuta e casco e prendere il via alla prima del campionato italiano rally terra. Saremo al volante della Citroën C3 R5, vettura che ho avuto modo di saggiare a Torino, a febbraio, durante una esibizione ad Automotoracing”, ha detto Paolo Andreucci.

“Adesso su terra sarà tutta da scoprire, ma sono certo che il giusto feeling non tarderà ad arrivare. Al mio fianco Anna, che già al Ciocchetto, a dicembre scorso, aveva ripreso le vesti di navigatrice dopo un anno sabbatico – conclude Paolo Andreucci. Partiremo con il numero uno sulle fiancate, ci toccherà pulire le strade. Sarà un mese di agosto ricco di appuntamenti, questo di Arezzo sarà il primo, ma dopo una brevissima pausa torneremo sulle due ruote motrici. Per adesso – ha concluso Andreucci- concentriamoci su questo primo appuntamento, la scorsa stagione abbiamo fatto un bel campionato, peccato non essere stati al via in Sardegna”.

Scuola Rally Aci Sport ripartita con un due giorni di test

Due giornate di test rally presso la Pista Azzurra di Jesolo riportano i motori della Scuola Rally Aci Sport a pieno regime. Gli Istruttori federali Paolo Andreucci, Anna Andreussi, Alessandro Bettega, Piero Longhi hanno messo alla prova i partecipanti su Skoda Fabia R5 e Ford Fiesta N5. Due giorni di test, il modo migliore per lanciare a pieni giri la macchina operativa della Scuola Rally Aci Sport che non si è mai fermata: quella della Scuola Federale Aci Sport Michele Alboreto, tornata a correre in questi giorni per il settore rally.

A coordinare sul campo le attività di corsi e test messi a disposizione dall’Accademia Nazionale sono stati quattro istruttori di spicco. Nella L’istruttore Alessandro Bettega ha dato il via con la prima sessione di test abilitazione presso la Pista Azzurra di Jesolo, con tre driver che si sono alternati al volante di Skoda Fabia R5.

Quindi, la seconda giornata di test, stessa pista, con un terzetto d’eccezione composto dagli istruttori Piero Longhi, Anna Andreussi e Paolo Andreucci. In questo secondo test-day per la sessione pratica è stata utilizzata una Ford Fiesta N5. Sono quindi a disposizione tutti i corsi della Scuola Federale, per i rally come nei settori drifting, velocità e karting.

Citroen e Peugeot si fanno da parte: un CIR tutto privato

Un comunicato stampa breve e stringato quello diramato da Citroen e Peugeot Italia che ufficializzano il 17 giugno 2020 il loro ritiro dal Campionato Italiano Rally. La notizia circolava già da un mesetto circa, e purtroppo trova conferma. Il CIR 2020 si fonderà solo su equipaggi privati – compresi Crugnola-Ometto e Andreucci-Andreussi – e a questo punto diventa saggio aprire il titolo Costruttori a tutti i marchi e ovviamente senza iscrizione. Potrebbe essere la volta buona per vedere vincere Skoda o Volkswagen, ad esempio. In fondo nel Campionato Italiano Rally molti Marchi.

“Alla luce della pubblicazione del nuovo calendario del Campionato Italiano Rally 2020, la Citroën C3 R5 e la Peugeot 208 Rally4 (di imminente debutto) saranno gestite privatamente dal team FPF Sport di Fabrizio e Michele Fabbri con il consueto supporto tecnico di Pirelli”, la nota stampa è lapidaria e non lascia adito a dubbi.

Per fortuna, Fabbri conferma gli equipaggi composti da Andrea Crugnola e Pietro Ometto per la Citroën C3 R5, oltre a Paolo Andreucci e Anna Andreussi per la 208 Rally4. Poi, il doveroso saluto. La nota stampa recita testualmente: “Groupe PSA Italia augura in bocca al lupo a FPF Sport e ai piloti, con l’auspicio che possano contribuire ad arricchire la sua lunga storia di successi rallistici nel nostro Paese”.

Il possibile ritiro di Citroen Italia dal CIR 2020 (Campionato Italiano Rally), che purtroppo ha trovato conferma, RS e oltre lo aveva anticipato già a febbraio, ben prima dell’inizio dell’emergenza sanitaria da nuovo coronavirus in un’apposita anteprima che fece discutere molto gli appassionati: clicca qui.

Le conseguenze immediate sono chiare: nel CIR 2020 non ci saranno come previsto i team ufficiali di Citroen e Peugeot ma i relativi programmi continueranno regolarmente per entrambi sotto l’egida privata della FPF Sport. Anche se verosimilmente in forma più contenuta sul piano economico. Il CIR resta così senza squadre ufficiali: una situazione praticamente inedita.

Le motivazioni del “ritiro” formale rimandano inevitabilmente alle conseguenze della pandemia ed al taglio delle spese deciso a livello internazionale. Il che getta ovviamente un’ombra anche sul futuro inteso come stagione 2021, anche se la speranza è che la stretta economica possa rientrare almeno in parte se il mercato riuscirà a riprendersi da qui alla fine dell’anno.

Già chiarito, invece, che i trofei monomarca 2020 del marchio Peugeot sono confermati (seppure con regole, calendari e premi rivisti e che verranno resi noti in settimana) anche grazie a Pirelli, che a sua volta si appresta a confermare il nuovo Trofeo Pirelli Accademia legato alle Coppe di Zona).

Ucci-Ussi: perdere il cellulare, che colpo di fortuna

Ci sono sport individuali e ci sono sport di squadra. Il rally è uno sport di coppia. Pilota e navigatore. Coppie spesso ferree, passate alla storia in modo indissolubile. E non importa se l’equipaggio non ha disputato insieme tutte le gare della sua carriera. Markku Alen sta con Ilkka Kiwimaki. Munari con Mannucci, Biasion con Siviero, Andruet-“Biche”, Cerrato-Cerri, Loeb-Elena, Ogier-Ingrassia. Paolo Andreucci con Anna Andreussi, Ucci-Ussi, appunto.

Quasi che il destino avesse voluto legarli indissolubilmente anche nella fonetica. E nella vita. Ucci-Ussi è un binomio conosciuto da tutti e non solo nel mondo dei rally.

“Ho praticato lo sci agonistico per parecchi anni e quando ho smesso, avevo bisogno di un diversivo e mi è parso che i rally fossero una buona continuazione di quella passione che avevo per la velocità. Cominciai a fianco di Anita Fasiolo, una ragazza friulana, con la quale sono amica ancora oggi; velocissima, ma che aveva la fama di picchiare sovente. Forse per questo motivo che mi ha scelto anche se ero completamente a digiuno di rally”.

Gli annali informati delle statistiche della specialità non riportano cosa accadde nelle tre gare che le due ragazze friulane corsero insieme. Sta di fatto che a ottobre del 1994 Anna Andreussi, in possesso di abilitazione per salire su una top car, al suo quarto rally si siede a fianco di Luca Vicario al Rally di Bassano su una Lancia Delta Integrale. E vincono. “Senza togliere nulla alle grandi capacità di Luca, quella è la classica dimostrazione che il culo dei principianti esiste”.

Anna Andreussi continua a correre negli anni successivi senza più ripetere l’exploit di Bassano. Ma solo perché naviga piloti nei trofei Cinquecento e Seicento, che nella seconda metà degli anni Novanta vedevano al via frotte di ragazzi (e ragazze, come dimenticare l’altra friulana Masha Mularo) scatenati che sognano di diventare professionisti. Ma con la loro scarsa cavalleria (di motore), non possono certo puntare al successo assoluto.

“Quando passano i treni il più delle volte non te ne accorgi, anche nei casi in cui ci sali sopra ugualmente. Spesso senza accorgertene”. Il treno per Anna Andreussi passa nel gennaio del 2001 con il Rally Monte-Carlo.

“Con Piercarlo Capolongo facevamo un lavoro di reperimento dati sulla strada per Pirelli. Andavamo in anticipo sulle prove speciali, e con il nostro bravo termometro misuravamo le temperature, le scrivevamo su un foglietto che davamo ai ricognitori”. Uno di questi ricognitori è Paolo Andreucci, ma in quell’occasione Anna e Paolo (ancora ben distanti da immaginarsi Ucci-Ussi)”, praticamente non si incontrano mai.

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Andreucci, Andreussi e Motorsport Academy: un successo

Da molti anni Peugeot Sport Italia punta fortemente sulle nuove generazioni di piloti che corrono con auto del Leone nel trofeo promozionale Peugeot Competition, giunto quest’anno alla 41esima edizione. La filiale italiana della Casa lo scorso anno ha deciso di aggiungere un tassello molto importante in termini di servizio messo a loro disposizione e ha dato il via ad un piano di formazione sotto il cappello della Motorsport Academy Peugeot.

Forte della disponibilità di un 11 volte campione italiano di rally come Paolo Andreucci, la filiale italiana della Casa del Leone ha deciso di realizzare una serie di corsi di formazione totalmente gratuiti e dedicati alle nuove leve del rally italiano allo scopo di aiutarli a migliorarsi e a crescere professionalmente. Corsi di formazione teorica e pratica che si sono svolti durante la scorsa stagione e che verranno riproposti anche per la stagione 2020, compatibilmente con gli impegni del campione toscano impegnato nel CIR 2020. Ad affiancare Paolo in queste sessioni di formazione c’è stata la fidata Anna Andreussi, fondamentale coprotagonista dei successi del campione toscano.

Una formula semplice ma quanto mai efficace che ha condensato in una giornata attività in aula con spiegazione della teoria, dai concetti di sicurezza, all’impostazione della guida, fino all’analisi dello stile di guida di tutti i partecipanti. Sessioni in aula che sono poi state seguite da sessioni di guida per mettere in pratica gli insegnamenti appresi.

Nella stagione 2019 la Motorsport Academy Peugeot ha realizzato 6 sessioni, a ridosso di appuntamenti di campionato, così da ottimizzare gli spostamenti dei piloti che vi hanno partecipato: due sessioni in Sicilia, tre al Ciocco ed una a Udine per cercare di comprire un po’ tutte le zone d’Italia.

Come si sono svolti i corsi? Paolo e Anna hanno sempre avviato la formazione introducendo il concetto di sicurezza, partendo dai dispositivi che si trovano a bordo dell’auto; gps per l’allerta, uso corretto di impianto di estinzione, collare Hans, casco, posizione di guida, corretto uso delle cinture, modalità soccorso, interventi in auto, uso del radar, delle bandiere etc..

Fatta questa importante introduzione sugli aspetti relativi alla sicurezza, il programma della giornata prevedeva la teoria in aula con il supporto di slide e filmati, toccando tutti gli aspetti relativi alla gara: traiettorie, uso del cambio e dei freni, uso dello sterzo, corretta lettura delle note, delle regolazioni dell’auto, del rapporto con il navigatore e con la squadra. Il come rapportarsi con altre persone è un elemento molto utile in tutti gli ambienti, ma il self control diventa determinante nelle occasioni in cui la tensione è sempre alta, come nei rally.

Per agevolare il confronto e l’analisi degli stili di guida dei piloti intervenuti, è stato chiesto loro di portare il proprio filmato cameracar in modo da esaminarne il comportamento tenuto in gara e stimolare la discussione ed il confronto tra i partecipanti. Un aspetto molto apprezzato da tutti perché i consigli di un campione come Andreucci sono molto preziosi.

Durante la parte teorica è stato coinvolto anche il dottor Russo, medico che da anni collabora con Formula Medicine (segue tutti i migliori piloti di F1) per dare informazioni su alimentazione e preparazione fisica e mentale. Nulla è stato lasciato al caso.

Finita la teoria si è potuto passare alla sessione pratica, grazie alla disponibilità di alcune vetture PEUGEOT in ogni sessione, specie 308 GTi by PEUGEOT Sport. E’ stata una sorta di prova del nove di quanto appreso in aula, permettendo così l’attuazione degli insegnamenti ricevuti in aula.

Paolo Andreucci racconta la Peugeot 208 Rally4

Da poco è stato tolto il velo alla nuova Peugeot 208 Rally4, la versione da competizione derivata strettamente dalla nuova generazione della piccola della Casa del Leone che sta avendo un grande successo anche in Italia. La nuova vettura da corsa destinata ai rally capitalizza le caratteristiche innovative della versione di serie da cui deriva ed ha la grande responsabilità di eguagliare, se non superare, gli eccellenti risultati ottenuti dalla passata generazione sui capi di gara di tutto il mondo.

L’undici volte campione italiano rally nonché pilota ufficiale Peugeot Sport Italia Paolo Andreucci è stato scelto dalla divisione sportiva della Casa del Leone per lo sviluppo della nuova 208 Rally4. Peugeot Sport lo ha infatti coinvolto per saggiarne le qualità ma, ancor più, per prepararla adeguatamente per il debutto in gara, previsto in Italia verso metà della stagione 2020.

Paolo Andreucci (pilota ufficiale Peugeot Sport Italia), che come al solito è molto preparato, racconta: “Era da tempo che mi domandavo come sarebbe potuta essere la nuova generazione di quella 208 che ho portato più volte in gara e Peugeot, a poche settimane di distanza dal reveal della versione stradale, ha tolto il velo a quella da competizione, la 208 Rally4. La nuova nata del Leone, anche se con dimensioni leggermente più grandi della precedente, mi è sembrata ancor più reattiva e maneggevole della precedente generazione. Una bella sorpresa fin dall’inizio degli sviluppi in cui sono stato coinvolto da Peugeot Sport”.

“Nel corso dei mesi abbiamo fatto molti test che, principalmente, sono serviti a renderla meno confortevole ma più precisa, robusta e, soprattutto, più veloce in situazioni limite come quelle richieste nelle gare. Abbiamo fatto diversi km anche per testare la resistenza dei componenti meccanici come ad esempio gli ammortizzatori, i freni, i vari supporti di motore e cambio, le temperature motore in condizione limite. L’abbiamo davvero messa alla frusta, più di quanto si faccia in un rally”.

“In Portogallo, ad esempio, abbiamo scelto strade molto accidentate per avere tutti questi riscontri e stressare maggiormente l’auto. Ne è venuta fuori una vettura molto robusta. In particolare, nella seconda sessione dei test di luglio scorso, abbiamo scelto una strada con molti salti e sconnessioni che si susseguivano. Il problema delle vetture da rally non è solo affrontare un salto unico con un singolo atterraggio, ma anche affrontare sconnessioni o salti in sequenza che fanno lavorare gli ammortizzatori in maniera stressante: è in pratica un viaggiare costantemente su dissuasori di velocità, ma non a 30 all’ora come nei centri città, bensì a 120 km/h e oltre. Un grosso occhio alla robustezza certamente, ma anche al modo migliore per mantenere l’aderenza dell’auto al fondo stradale”.

“Da subito si è visto il potenziale di questa Nuova 208: nonostante le velocità di prova in continuo crescendo, non abbiamo avuto un solo problema legato alla robustezza dell’auto ed è una gran cosa perché, se è vero che questa è una versione da competizione, pur sempre deriva da una versione stradale e che ha oltretutto 5 porte al posto della vecchia 208 che ne aveva solo 3, intrinsecamente più rigida e resistente di carrozzeria. Questo ti dice che la vettura di base è veramente ottima”.

“Di solito le macchine R2/R4 definite “piccole” sentono troppo la strada, smorzando poco le asperità: con la nuova 208 Rally4 siamo su un altro piano perché possiamo sfruttare le caratteristiche di scocca e di sospensioni per staccare gli avversari. Sembra di guidare una vettura di categoria superiore”.

“Il suo passo, cioè la distanza tra gli assali, facilità non poco in termini di stabilità in curva. È infatti ben gestibile nella guida rallistica nel classico traverso fatto anche a velocità elevate di circa 140/150 km/h. Hai sempre il controllo del mezzo”.

“Avendo fatto anche prove di durata posso dire che è una vettura più facile da guidare della precedente perché impegna di meno alla guida e sarà una cosa molto apprezzata dai piloti che la guideranno”.

“La grossa differenza rispetto alla vecchia però è nel motore. Prima aspirato ora turbo, ma non solo. Siamo di fronte ad una versione da corsa dell’apprezzato motore 3 cilindri turbo della famiglia PureTech di Peugeot, un motore che è passato dai 100/130 CV della versione presente in listino di serie a ben 208 CV per quella da gara. Niente affatto male anche se la si confronta coi 185 CV aspirati della precedente 208 R2B. La coppia di questo nuovo motore è eccezionale, al punto di poter girare i tornanti su sterrato addirittura in terza marcia per evitare il pattinamento dovuto alla grande coppia motrice. Davvero sorprendente. Il cambio è un cinque marce sequenziale che si usa più spesso dalla terza alla quinta. La prima la si usa praticamente solo per partire e la seconda nei tornati stretti”.

“È un’auto molto divertente con cui anche i trofeisti a mio parere si troveranno molto bene. La facilità di guida della 208 fa sì che anche chi si approccia al rally da neofita possa trovare una vettura ideale con cui crescere e migliorarsi, proprio perché sincera nelle sue risposte di guida. Non vedo l’ora di metterla alla prova in gara perché questa Nuova 208 Rally 4 ne farà vedere delle belle, ne sono sicuro”.

Tornano Andreucci-Andreussi nel CIR con la 208

Alla presentazione dei trofei Peugeot è stato ufficializzato che nel 2020 si ricomporrà il mitico equipaggio composto da Paolo Andreucci e dalla sua dolce Anna Andreussi. I due correranno nel CIR. Prima gara Targa con la “vecchia” 208 R2B poi Roma, Sanremo, Due Valli e Tuscan Rewind con la nuova 208 Rally4: obiettivo titolo 2RM.

Paolo Andreucci da Castelnuovo di Garfagnana ha vinto 11 volte il campione italiano rally (2001, 2003, 2006, 2009, 201, 2011, 2012, 2014, 2015, 2017, 2018). È cittadino onorario dei comuni siciliani di Scillato e Santa Teresa di Riva. La passione di Paolino per i rally proviene d lontano.

Prima di esordire al volante di una Renault 5 GT Turbo, correva di nascosto con l’auto di sua mamma; questo è stato possibile grazie al fatto che, all’epoca, era permesso correre anche con auto strettamente di serie. Passa ai rally nel 1987 esordendo nella gara di casa, il Rally del Ciocco (organizzato dall’omonima tenuta di Barga), con una Renault 5 GT Turbo. Figurava come navigatore ma in realtà era lui a guidare: prima di ritirarsi sotto il diluvio era terzo assoluto.

Andreussi ha debuttato nel 1994, prima con brevi esperienze come pilota in pista e poi come copilota nei rally, affiancando Luca Vicario. Affiancò poi Fabio Roero nel Trofeo Fiat 600. Nel 2001 è diventata la copilota di Paolo Andreucci, divenuto poi suo compagno anche nella vita. Insieme hanno vinto dieci titoli nel Campionato Italiano Rally.

CIRT: ecco l’elenco aggiornato dei piloti prioritari

Di seguito, pubblichiamo l’elenco ufficiale e aggiornato di tutti i piloti prioritari rally del CIRT Campionato Italiano Rally Terra 2020.

PILOTI PRIORITARI RALLY 2020

FIA

  • BERTELLI LORENZO   
  • BRAZZOLI ENRICO                             

1° ELENCO ACI SPORT RALLY INTERNAZIONALE

  • ANDOLFI FABIO                                 
  • ANDREUCCI PAOLO                           
  • BASSO GIANDOMENICO                    
  • CAMPEDELLI SIMONE                       
  • CIUFFI TOMMASO                              
  • CRUGNOLA ANDREA                         
  • MARCHIORO NICOLO’                         
  • MIELE SIMONE                                  
  • PEDERSOLI LUCA                              
  • POLLARA MARCO                              
  • ROSSETTI LUCA                                 
  • RUSCE ANTONIO                               
  • SIGNOR MARCO                                

2° ELENCO ACI SPORT RALLY INTERNAZIONALE

  • ALBERTINI STEFANO                           
  • CARELLA ANDREA                            
  • CHENTRE ELWIS                                
  • DE TOMMASO DAMIANO                   
  • FONTANA CORRADO             
  • GILARDONI KEVIN                              
  • HOEBLING LUCA                                
  • LINARI GIANLUCA                               
  • MAZZOCCHI ANDREA                        
  • MICHELINI RUDY                                
  • NICELLI DAVIDE                                 
  • NUCITA ANDREA                               
  • PINZANO CORRADO                          
  • PEROSINO PATRIZIA                          
  • SCANDOLA UMBERTO           
  • SCATTOLON GIACOMO                      
  • SQUARCIALUPI MASSIMO                  
  • SOSSELLA MANUEL                          
  • TESTA GIUSEPPE                              
  • TRENTIN MAURO       

CIWRC: ecco l’elenco aggiornato dei piloti prioritari

Di seguito, pubblichiamo l’elenco ufficiale e aggiornato di tutti i piloti prioritari rally del Campionato Italiano WRC 2020.

PILOTI PRIORITARI RALLY 2020

FIA

  • BERTELLI LORENZO   
  • BRAZZOLI ENRICO                             

1° ELENCO ACI SPORT RALLY INTERNAZIONALE

  • ANDOLFI FABIO                                 
  • ANDREUCCI PAOLO                           
  • BASSO GIANDOMENICO                    
  • CAMPEDELLI SIMONE                       
  • CIUFFI TOMMASO                              
  • CRUGNOLA ANDREA                         
  • MARCHIORO NICOLO’                         
  • MIELE SIMONE                                  
  • PEDERSOLI LUCA                              
  • POLLARA MARCO                              
  • ROSSETTI LUCA                                 
  • RUSCE ANTONIO                               
  • SIGNOR MARCO                                

2° ELENCO ACI SPORT RALLY INTERNAZIONALE

  • ALBERTINI STEFANO                           
  • CARELLA ANDREA                            
  • CHENTRE ELWIS                                
  • DE TOMMASO DAMIANO                   
  • FONTANA CORRADO             
  • GILARDONI KEVIN                              
  • HOEBLING LUCA                                
  • LINARI GIANLUCA                               
  • MAZZOCCHI ANDREA                        
  • MICHELINI RUDY                                
  • NICELLI DAVIDE                                 
  • NUCITA ANDREA                               
  • PINZANO CORRADO                          
  • PEROSINO PATRIZIA                          
  • SCANDOLA UMBERTO           
  • SCATTOLON GIACOMO                      
  • SQUARCIALUPI MASSIMO                  
  • SOSSELLA MANUEL                          
  • TESTA GIUSEPPE                              
  • TRENTIN MAURO

100 anni di Storie di Rally in un elegante volume

Una storia, quella dei rally, raccontata in tante storie, 74 per la precisione e circa 200 brevi aneddoti. Il tutto raccolto in 280 pagine. Questo è “100 anni di Storie di Rally”, nuova opera curata dal “nostro” Marco Cariati e dalla redazione di Storiedirally.it che ha riadattato e trasferito su carta le storie più belle e più lette del sito, dopo averle riordinate in un percorso cronologico che – partendo da Carlo Abarth, un po’ più anziano del Rally di MonteCarlo, e passando attraverso storia e aneddoti sul Rally di Sanremo, Cesare Fiorio, Rally di Svezia, Lancia, Tour de Corse, Safari Rally, Sandro Munari, Ove Andersson, David Richards, Stig Blomqvist, Attilio Bettega, Walter Rohrl, Henri Toivonen, Miki Biasion, Carlos Sainz e molti altri – attraversa le varie epoche del rallismo internazionale e italiano.

“100 anni di Storie di Rally” arriva fino ai tempi più moderni del rallismo, quelli di Alex Fiorio e Giandomenico Basso emergenti nel Trofei Fiat Rally, o quelli ancor più recenti con i vari Andrea Aghini, Andrea Dallavilla, Marcus Gronholm, Paolo Andreucci, Jari-Matti Latvala, Petter Solberg, Richard Burns, Sebastien Loeb, eccetera, impegnati rispettivamente a cercare il proprio meritato momento di gloria. E poi c’è la contemporaneità. Giorni, quelli odierni, che raccontano di un italiano emergente, come Andrea Crugnola, di un italiano sul tetto del mondo, come Andrea Adamo, e della “scuola francese di rally” mestamente ritirata dal WRC. Ma non solo.

Tematiche punteggiate nel libro con una o più storie, aneddoti esclusi: Carlo Abarth, Rally di MonteCarlo, Virgilio Conrero, Rally d’Italia, Cesare Fiorio, Rally di Svezia, Lancia nei rally, Tour de Corse, La grande sfida di BMC, Safari Rally, Mini, Walter Rohrl, WRC, Rally del Marocco, Sandro Munari, La famiglia Scandola, Rally Nuova Zelanda, Campionato Autobianchi A112 Abarth, Ove Andersson, Rally del Portogallo, Lancia-Martini, Seat Panda 45 e rally, Miki Biasion, Stig Blomqvist, Audi Quattro, Peugeot 205 T16, David Richards e Prodrive, Gianni Delzoppo, Lancia Delta, Campionato Fiat Uno, Attilio Bettega, Ayrton Senna, Campionato Italiano Rally 1986, 2 maggio 1986.

E poi ancora: Rally della Lana 1986, Paolo Andreucci, Rally di Sanremo 1988, Tripletta Lancia 1989, 1000 Laghi 1990, Rally di Spagna 1991, Subaru Impreza 555, Trofeo Fiat Cinquecento, RAC 1997, Rally di Finlandia 1998, RAC 1998, Rally di Aosta 1998, Richard Burns, Ari Vatanen, Subaru Impreza P2000, Markko Martin, Rally del Giappone, Mexico Rally, la stagione degli addii nel WRC, Rally Costa Smeralda 2010, Andrea Crugnola, Jari-Matti Latvala, Olivier Quesnel su Loeb e Ogier, WRC 2017, Hyundai e Adamo, Citroen World Rally Team.

I Polverosi raccontati nel libro di Franco Carmignani

I Polverosi è il termine che ancor oggi indica i piloti rally degli anni Settanta-Ottanta, secondo molti la “Golden Age” della specialità. Lo spettacolo delle macchine in spazzolata su fondi in terra con i nuvoloni di polvere che coprivano tutto, la teoria dei fari nella notte, i dischi freno incandescenti, l’esercito delle assistenze e degli appassionati in continuo movimento, un rally nel rally! L’atmosfera…indimenticabili!

E’ il mondo in cui si è formato Paolo Amati, per tutti Popi, che ha poi raggiunto il top navigando Andrea Zanussi nell’irripetibile stagione con la Peugeot 205 Turbo 16 ufficiale. Da queste esperienze a tutto tondo è maturato il Popi Amati Direttore Sportivo, per tantissimi anni valore aggiunto nelle tantissime vittorie Peugeot e Maserati Corse come spiega in prima persona.

Il racconto è completato dalle testimonianze dirette di tanti altri personaggi incontrati nella sua carriera, dirigenti, copiloti e piloti, da Maurizio Verini a Graziano Rossi, da Stefano Fabbri a Michele Gregis e ovviamente Andrea Zanussi, Claudio Berro, Mariolino Cavagnero, Franco Cattaneo, Paolo Andreucci, Flavio Zanella, gli stessi Dario Cerrato e Geppi Cerri, Luca Rossetti ed Eleonora Mori, Tommaso Ciuffi e Nicolò Gonella, Roberto Calderoli ecc che in prima persona ricordano esperienze comuni e tanti aneddoti dai “Polverosi” ad oggi.

Il formato è 14×21, 190 pagine, 87 foto (oltre a 4 nella retrocopertina) b/n e colori, prezzo di copertina 22 euro (Iva compresa). Il libro è reperibile presso Libreria dell’Automobile e presso Libreria Gilena International Motor Books. Oppure lo si può ordinare direttamente alla mail: fstudioservice1@gmail.com

la scheda

I POLVEROSI

Autore: Franco Carmignani

Copertina: semirigida

Pagine: 190

Immagini: circa 90 a colori e in bianco e nero

Formato: 14 x 21 cm

Editore: FS Studio Service

Prezzo: 22 euro

Peso: 459 grammi

Al Ciocchetto si ricompone l’equipaggio Ucci-Ussi

Quella che senza peccare di presunzione si può definire la coppia più amata dei rally, torna insieme in occasione del Rally Il Ciocchetto, in programma il 20 e 21 dicembre in Toscana. Paolo Andreucci, che quest’anno è stato affiancato nel campionato italiano terra dal validissimo Rudy Briani, si presenterà ai nastri di partenza del rally di casa con Anna Andreussi.

Dopo un anno sabatico, la pluricampionessa italiana Anna Andreussi ritorna ad indossare tuta e casco proprio da dove aveva smesso. “Il Ciocchetto” dello scorso anno era stato per lei l’ultima gara prima dello stop.

“Sono felice di rivedere Anna al mio fianco in macchina –sono state le prime parole del garfagnino Paolo Andreucci-. Anna, anche in questa stagione non ha mai smesso di stare al mio fianco e la sua presenza in gara, anche da fuori macchina si è sentita. È stata una bella stagione terraiola a bordo della Peugeot 208 T16, ed il gradino più alto del podio del Tuscan Rewind, che ha anche segnato il nostro secondo posto nel campionato italiano rally terra, ci ha ripagato degli ottimi risultati di stagione. Siamo sempre andati a podio e non abbiamo commesso errori, portando i nostri colori ed i nostri sponsor sul palco d’arrivo di ogni gara”.

“Dall’ultima gara dello scorso anno, sono stati tantissimi i messaggi di amici e tifosi che mi volevano rivedere in auto -ha commentato la pluricampionessa italiana Anna Andreussi-. È stato un anno alternativo per me, mi sono dedicata principalmente al nostro negozio Sparco di Udine, ma non ho smesso di seguire i rally. Sono sempre stata presente agli appuntamenti rallystici di Paolo, anche se in altra veste, e adesso mi ritrovo a chiudere l’anno da dove l’avevo lasciato lo scorso anno, in macchina con Paolo al rally “Il Ciocchetto. In questi giorni, quando è trapelata la notizia del mio rientro in gara, ho ricevuto tantissime attestazioni di stima e la mia presenza a “Il Ciocchetto”, sarà anche un modo per ringraziare tutti”.

Il Ciocchetto Event presenta alcune novità nel percorso di gara – sempre disegnato interamente all’interno della Tenuta Il Ciocco – con una nuova Super Prova Speciale di cinque chilometri, che verrà disputata sia al venerdì che al sabato. Venerdì, dalle ore 9.00 alle 14.00 avranno luogo le ricognizioni del percorso, che precedono di poco la partenza della prima tappa del Ciocchetto Event, prevista per le ore 15.00 dallo Stadio de Il Ciocco. L’arrivo della prima frazione avverrà alle ore 21.45 presso Il Ciocco Parking2. Sabato 21 dicembre il via della seconda tappa, alle ore 9.30, con arrivo finale alle ore 17.15. Quattordici, in totale, le prove speciali previste, sette nella prima tappa e sette anche nella seconda, che comprendono anche un passaggio per ogni giornata sulla nuova Super Prova Speciale di 5 km.

CIRT, festa in gara al Tuscan Rewind per Ucci-Briani

Nella festa per il tricolore del CIR uno spazio se lo sono ricavato Ucci-Briani, che con la sua Peugeot 208 R5 è arrivato terzo in gara e primo tra i partecipanti al Campionato Italiano Rally Terra. Il tricolore Terra vede l’ormai ex campione italiano secondo assoluto, dietro al francese Stephane Consani, già trionfatore della serie, qui sfortunatissimo con un’uscita di strada durante lo shakedown che gli ha impedito di prendere parte alla gara.

Ucci-Briani chiudono il Tuscan davanti Giacomo Costenaro, secondo in coppia Justin Bardin su Skoda Fabia R5. Completa il podio del CIRT il veronese Luca Hoelbling insieme a Federico Fiorini al volante della Hyundai i20 R5. Sfortunati protagonisti della gara del Terra sono stati Umberto Scandola (Hyundai i20 R5), autore di una gara perfetta e costretto al ritiro per panne elettrica quando era al primo posto assoluto del Tuscan e Nicolò Marchioro, che si ritira nelle prime battute di gara per una toccata che ha piegato un braccetto della sua Fabia R5, ma chiude comunque la stagione da terzo del Campionato.

Quarto posto in gara per Luciano Cobbe in coppia con Fabio Turco su Skoda Fabia R5 che chiude ai piedi del podio Terra al Tuscan dopo una stagione in crescita costante, sia nei risultati che e nelle prestazioni sulle strade bianche. Esaltante anche il piazzamento per Barone Jr.

Simone Baroncelli chiude infatti al quinto posto del CIRT al volante di Peugeot 208, davanti ai rivali di Campionato in R2B, coronando un’annata più che positiva al debutto nel tricolore. Alle sue spalle i due sardi di classe R2, rispettivamente Andrea Gallu e Michele Liceri, entrambi su 208 comunque protagonisti di una gara complessa e piena di insidie portata fino al traguardo.

Liceri in particolare è stato rallentato sin dalla prima prova della seconda giornata a causa della rottura ai freni. Completa l’impresa personale Davide Cagni che al volante di Renault Clio si porta a casa la vittoria di Coppa ACI Sport in classe N Due Ruote Motrici.

Nel Trofeo Gruppo N 4 Ruote Motrici by Yokohama, serie ufficiale ACI Sport, la vittoria in gara va a Christian Gabbarrini, Subaru Impreza Sti davanti a William Toninelli su altra Impreza. Nel Trofeo sfortunato ritiro per il vincitore della competizione Mattia Codato a causa della rottura del differenziale della sua Mitsubshi Lancer Evo X durante la prima prova della giornata.

CIRT, Andreucci con Rudy Briani al Rally Nido dell’Aquila

Dopo la pausa estiva, il garfagnino Paolo Andreucci torna ad indossare tuta e casco per il penultimo appuntamento stagionale del Campionato Italiano Rally Terra, in programma per questo weekend a Nocera Umbra.

Il Nido dell’Aquila, gara organizzata da PRS Group, insieme al Comune di Nocera Umbra ed a Radio Subasio, si presenta quest’anno con la logistica confermata a Nocera Umbra ma con il percorso in parte rivisto rispetto all’edizione 2018. Sono infatti previste due sole prove speciali in luogo delle tre proposte nel 2018, entrambe da percorrere tre volte. Il Pilota garfagnino è reduce dalla gara tricolore di Udine di fine agosto, vissuta da coach Peugeot e da importanti impegni con ACI Sport, e torna adesso a bordo della vettura della casa francese per divertirsi sulla terra di Perugia.

“Un nuovo tracciato su cui correre non capita spesso – ha commentato il pluricampione Paolo Andreucci – soprattutto per me che sono anni che corro in giro per l’Italia. Al Nido dell’Aquila non ho mai corso, è una gara del tutto nuova per me e mi fa piacere scoprire nuovi tracciati. Al San Marino stavamo iniziando ad avere un buon passo e spero di continuare da dove avevamo lasciato. Grazie ai nostri sponsor, a Stefano Peletto su tutti, FIAMM e adesso anche con Tomei Nautica Service stiamo portando avanti un buon campionato, continuiamo ad aumentare anche il feeling con la vettura ed a bordo con il mio navigatore Rudy Briani. Da venerdì saremo pronti per far divertire i tanti appassionati che ci seguiranno a bordo della nostra fiammante Peugeot 208 T16, certi di non passare inosservati”.

Paolo Andreucci, che come sempre si affiderà alle gomme Pirelli e già dallo shakedown “Case Basse / Bagni” (km. 2,020), punterà a trovare il giusto set up per la vettura francese. Lo shakedown utilizza un nuovo percorso che parte da Case Basse a circa 1 km. dal Parco Assistenza di Nocera Umbra. La partenza è in leggera salita con una serie di curve medie con careggiata stretta. Nella parte centrale si velocizza un po’, ma in prossimità di Bagni ridiventa lento. Il percorso rispecchia la tipologia di fondo delle prove che si troverà in gara, anche se con careggiata ridotta e termina proprio alle porte di Bagni di Nocera.

La gara entrerà nel vivo venerdì mattina con le verifiche sportive e distribuzione road-book, seguite dalle verifiche tecniche e dallo shakedown, per permettere successivamente ai piloti di effettuare le ricognizioni regolamentari nel pomeriggio. Sabato mattina il semaforo verde scatterà alle 09:01 dalla piazza Umberto I di Nocera Umbra ed i piloti vedranno la bandiera a scacchi nello stesso posto alle 16:00, dopo che avranno percorso 146,30 chilometri in totale, di cui 70 di prove speciali.

Intervista a Paolo Andreucci: Consani, CIRT e stagione 2020

Andreucci è sempre Andreucci. Anche in questo 2019, in una veste del tutto inedita dopo un decennio sempre sulla cresta dell’onda, il garfagnino sta vivendo una stagione da protagonista nel Campionato Italiano Rally Terra. Insieme a Rudy Briani sulla Peugeot 208 T16 R5 di MM Motorsport gommata Pirelli, il pluricampione italiano è salito sul terzo gradino del podio in entrambe le gare disputate nella serie tricolore. Dopo l’ottimo feeling dimostrato nel San Marino Rally, Paolo Andreucci proverà ora a fare un passo avanti nel prossimo round di Campionato al Nido dell’Aquila.

Rally Nido dell’Aquila: una delle poche gare nuove per te, cosa ti aspetti?

“Non l’ho mai corsa. Però ho un ricordo del ’90. Se non sbaglio andai per fare delle prove nei pressi delle speciali di oggi. Ricordo uno sterrato veloce e con diversi tornanti a salire. Però effettivamente è una gara che non conosco. Credo che sarà un rally sulla falsariga degli altri per quanto riguarda il Campionato. Ci saranno i soliti piloti delle gare precedenti. Gli avversari sono sempre quelli e sarà di nuovo un rally bello combattuto. Noi cerchiamo di andare bene e di fare sempre meglio. Anche nell’ultimo round a San Marino infatti sentivo sempre più confidenza. Dopo qualche gara avevo iniziato a migliorare e mi sarebbe piaciuto fare qualcosa in più di quello che alla fine abbiamo raccolto.”

Il CIRT ad oggi ha avuto un protagonista assoluto, forse inaspettato: Stephane Consani. Si può riaprire il discorso tricolore?

“Al momento credo che lui sia davvero avvantaggiato. Ha un buon margine di punti di vantaggio su tutti e la questione Campionato sembra abbastanza indirizzata. In più Consani è un bravo pilota con una buona macchina. Quindi la vedo difficile che si possa riaprire”.

La tua opinione su questo Campionato Italiano Rally Terra

“Questo è davvero un bel campionato. Le gare su terra in Italia poi sono tutte molto belle. Ai piloti fa sempre piacere correre sulla terra, in più, in questo Campionato ci sono tante macchine e piloti di livello. Tutto questo rende il contesto particolare e molto interessante, sia per chi corre che per gli appassionati.”

Come stai vivendo questa stagione piena di novità per te?

“Quest’anno mi sono trovato bene. È stata un’esperienza positiva con i corsi Peugeot, a seguire i trofeisti e i giovani piloti. Che sono molti. Mi ha fatto piacere avere anche un anno sperimentale e staccarmi un periodo dal CIR per studiare altre cose. Ho avuto l’opportunità di confrontare e guardare diversi ambienti, conoscere molte situazioni e farmi un’idea su diversi contesti. È servito come nuovo punto di vista per capire lo status dei piloti in Italia e analizzare anche come e cosa si può fare per aumentare il livello dei piloti italiani.”

Paolo Andreucci cosa vede per il 2020?

“Non so. Mi piace sempre condividere i programmi insieme a Peugeot e Pirelli. Con loro abbiamo dei piani ancora da definire e alcuni progetti da portare avanti. Sinceramente però, ad oggi non abbiamo ancora parlato del futuro. Stiamo portando avanti anche dei test, ma non abbiamo ancora abbozzato nulla in prospettiva. Guardando avanti comunque posso dire che mi piacerebbe continuare a correre, ma non voglio farlo a tutti i costi.”

CIR 2RM, Paolo Andreucci valuta la prestazione di Tommaso Ciuffi

È ancora Peugeot. Bella prestazione della squadra ufficiale del Leone con la 208 R2B guidata da Tommaso Ciuffi al 55° Rally del Friuli. Navigato dal fidato Nicolò Gonella, il pilota toscano ha saputo accumulare secondi su secondi di vantaggio nel corso delle 11 prove speciali vincendo così il rally nella categoria 2 Ruote Motrici.

Ancor più significativo, se possibile, l’8° posto assoluto in classifica generale della gara! Un risultato frutto della grande preparazione e strategia azzeccata da parte della squadra, ma anche di una Peugeot 208 che si conferma ancora una volta una gran vettura con cui correre nelle competizioni.

La prima volta di Tommaso e Nicolò al Rally friulano è stata quindi un grande successo ed il vantaggio sui diretti inseguitori è lì a testimoniarlo. Oltre due minuti e mezzo sui diretti inseguitori sono frutto di una gestione attenta dell’intera gara e di un’auto che ha saputo esser protagonista del week end.

Paolo Andreucci, coach di Tommaso Ciuffi, è soddisfatto. “Gran lavoro di Tommaso e Nicolò anche in questa occasione! Stanno crescendo gara dopo gara e la maturazione dell’equipaggio è sotto gli occhi di tutti, segno che ci stanno mettendo cuore e testa. È stata una edizione molto calda sotto il profilo meteorologico e caratterizzata da qualche problema di olio lasciato dalle storiche che correvano prima del CIR, ma complessivamente una gran bella edizione”.

“Tanta gente accorsa sulle prove e al parco assistenza, merito dell’ottimo meteo ma anche di una passione che si dimostra sempre forte ad ogni latitudine. Meno due all’alba quindi: 2 Valli e poi il Tuscan, a fine novembre. Sono convinto che la squadra possa ripetere le ottime performance messe a terra finora”.

Paolo Andreucci sogna il podio del Rally San Marino

Il pluri-titolato garfagnino, Paolo Andreucci, sempre affiancato dal navigatore conterraneo su una Peugeot 208 (classe R5) di MM Motorsport, si riaffaccia sul palcoscenico del Campionato Italiano Rally Terra. A due mesi dal bronzo dell’Adriatico, Andreucci cerca sugli sterrati del Rally San Marino un nuovo arrivo in zona medaglie per restare nella bagarre scudetto.

Riprende dal Rally San Marino la campagna nel tricolore terra di Paolo Andreucci e Rudy Briani (foto Leonardo D’Angelo). L’equipaggio garfagnino, al via con una Peugeot 208 del team di Porcari MM Motorsport, torna dunque in azione a due mesi di distanza dalla ouverture stagionale all’Adriatico con un solo obiettivo possibile: quello di concludere anche il rally titano sul podio.

Traguardo indispensabile per restare agganciati al treno scudetto, visto che la mancata partecipazione al Rally Italia Sardegna (che assegnava punteggi maggiorati) ha visto i principali rivali allungare in classifica; urge dunque dare un poderoso scossone al pallottoliere, e questo terzo round tricolore rappresenta un’occasione da non perdere: sulle strade sammarinesi, Andreucci ha sempre dato il meglio di sé, centrando in carriera cinque successi (l’ultimo, nel 2016). La sesta sinfonia è certamente nelle corde del campione lucchese ma, come si è visto a Cingoli, la concorrenza farà di tutto per comprometterne l’esecuzione.

“Dopo il podio sugli sterrati marchigiani, torniamo ad indossare tuta e casco nella gara sammarinese, dove proveremo a dire la nostra con grande determinazione. Le prove sono molto belle e la classica frazione di Sestino, molto tecnica nonché la più lunga tra quelle in programma, sarà il tratto cronometrato che, con molte probabilità, andrà a delineare la classifica. Infine, concorrenti ed appassionati potranno divertirsi nella spettacolare prova su asfalto sotto le mura di San Marino che, come ogni anno, conclude la gara”.

Il Rally San Marino segna il giro di boa del CIRT

Il Campionato Italiano Rally Terra è pronto per affrontare l’appuntamento di metà stagione nel 47° San Marino Rally. La gara organizzata dalla Federazione Auto Motoristica Sammarinese si svolgerà sulle strade bianche attorno alla Repubblica biancoazzurra nelle giornate di venerdì 12 e sabato 13 luglio, intervallate dalla consueta passerella serale a Riccione, in viale Ceccarini, per la presentazione degli equipaggi.

Si inizierà a fare sul serio nelle seconde 24 ore, con tre giri su tre diversi tratti cronometrati che anticiperanno la risolutiva speciale “San Marino”. L’ultima prova, tutta su asfalto, lancerà i vincitori direttamente all’interno di Borgo Maggiore per la cerimonia finale.

La corsa torna quest’anno esclusiva per i terraioli, che in questo terzo episodio si sfideranno per indirizzare la fase finale del Campionato. Il San Marino sarà quantomai gara spartiacque. Con due rally alle spalle, ma soprattutto altri due a seguire, inciderà sicuramente sulle sorti del CIRT. I big delle strade bianche non si sono quindi lasciati pregare e hanno risposto al completo.

Alla vigilia del San Marino la serie sembra indirizzata a favore di Stephane Consani e Thibault De La Haye sulla Skoda Fabia R5 di Erreffe Rally Team con gomme Pirelli. Il pilota francese ha iniziato al meglio l’Italiano con due vittorie consecutive. Successi che gli hanno attribuito il ruolo di leader del Terra. Dopo aver impressionato per il ritmo mantenuto nell’appuntamento del Mondiale, Consani potrà provare a dare l’ennesimo segnale importante per la lotta al titolo. Nulla è ancora scritto però, lo sanno bene i suoi rivali.

Nicolò Marchioroè attualmente il numero 2 dell’assoluta e proverà a cambiare passo, come lo scorso anno, in vista della fase calda del Campionato. Ancora affiancato da Marco Marchetti su Fabia R5 di RB Motorsport gommata Yokohama, il giovane padovano si presenta nel “piccolo stato” con la voglia di migliorare il terzo posto assoluto del 2018. Punterà alla prima vittoria stagionale. Da tenere d’occhio soprattutto chi sa come si fa a domare il Titano. Ci è riuscito due volte (2013-2017) Umberto Scandola.

Il veronese è necessariamente tra i più attesi ad ogni rally su terra. A maggior ragione nel prossimo, dove sarà chiamato, insieme a Guido D’Amore, a colmare il gap dal leader Consani dopo il rodaggio ultimato sulla i20 NG R5 di Hyundai Rally Team Italia con pneumatici Michelin. A San Marino torneranno in ballo altri due pezzi grossi. Nuova chance per Paolo Andreucci. L’undici volte campione italiano detiene il primato nella hall of fame, ma torna al San Marino Rally dopo il ritiro dell’ultima edizione.

Con alle note Rudy Briani sulla Peugeot 208 T16 R5 di MM Motorsport proverà a centrare il sesto sigillo nell’albo d’oro e la prima vittoria dell’anno per invertire le sorti del Terra. Quindi il più atteso. Daniele Ceccoli con Piercarlo Capolongo è pronto per affrontare di nuovo la gara di casa. Dopo l’assenza ad Alghero, il sanmarinese torna in corsa sulla Fabia R5 di PA Racing per tentare il bis dopo il trionfo di un anno fa.

Molti altri proveranno ad inserirsi tra i primi. Vuole confermare la prestazione rocambolesca mostrata al RIS l’altro veronese di Hyundai Rally Team Italia Luca Hoelbling, di nuovo sulla R5 coreana insieme al subentrato navigatore Federico Fiorini. In cerca di riscatto il vicentino Giacomo Costenaro, reduce da due uscite di strade nelle prime due gare, questa volta navigato da Filippo Alessandro Bordignon sulla ceca R5 di GF Racing. Vuole rifarsi anche il modenese Andrea Dalmazzini che rientra dal ritiro sull’Isola con Giacomo Ciucci a bordo della Ford Fiesta R5 di GB Motors. Sarà interessante vedere se riuscirà a ripetersi Massimo Squarcialupi, quarto a sorpresa nella sfida iridata e ora nella top 5 del CIRT insieme al fratello Giovanni su Fiesta R5. Atteso allo start anche Tullio Luigi Versace che rimette in strada la sua Fabia R5 affiancato da Cristina Caldart.

Tra le note positive di questo primo scorcio stagionale c’è sicuramente l’equipaggio svizzero formato da Luca Maspoli e alla destra Marco Menchini, che hanno portato a punti la loro Mitsubishi Lancer Evo IX R4 al RIS e ci proveranno ancora nel sanmarinese. Imposterà una gara ragionata il giovane Mattia Codato, insieme a Christian Dinale già leader del Trofeo Gruppo N-4 Ruote Motrici by Yokohama. Rientra dal debutto nell’Adriatico Filippo Baldinini insieme a Giancarlo Rossini su Citroen DS3 R3T.

Sarà un duello tra giovani su Peugeot 208 R2B per Fabio Battilani con Jasmine Manfredi e Simone “Barone jr.” Baroncelli stavolta con Massimo Moriconi. Completa la flotta di equipaggi del CIRT Davide Cagni con Stefano Palù a bordo di Renault Clio ProdS3.

C’è grande curiosità anche per il debutto dei Side by Side all’interno di una gara della massima serie rally su terra. Il San Marino infatti sarà il primo dei tre appuntamenti del Campionato aperti alla partecipazione di giovani piloti al volante delle scattanti vetture già protagoniste nel Cross Country. Si tratterà di un’iniziativa sperimentale per offrire l’opportunità di partecipazione a gare di rally su terra con bassi costi ma prestazioni di livello. Tra i Side by Side saranno cinque equipaggi, tutti a bordo di Yamaha YXZ 1000 R, a contendersi la vittoria finale. Da tenere d’occhio soprattutto i torinesi Amerigo ed Icaro Ventura.

Paolo, Anna e i Leoncini al Ciocco con le Peugeot 308

Inizio luglio di intenso lavoro al Ciocco per i “professori” della Motorsport Academy di Peugeot Italia, capitanati da Paolo Andreucci. Il gruppo di allievi che si è alternato al corso teorico e pratico di guida (a bordo di diverse Peugeot 308) è stata quella dei protagonisti delle due serie principali del Peugeot Competition – 208 Rally Cup TOP e 208 Rally Cup PRO – e delle più attive “pilotesse” che hanno corso (e spesso vinto la classifica femminile) con le vetture Peugeot nel corso del 2018 e di questo primo scorcio del 2019.

Come già accaduto nella precedente tornata di corsi Peugeot, che però non si sono tenuti al Ciocco, ma a maggio in Sicilia, l’iniziativa voluta da Peugeot Italia per i suoi clienti sportivi che partecipano al trofeo promozionale Peugeot Competition è stata un grande successo e, soprattutto, ha avuto l’apprezzamento dei protagonisti che hanno avuto una occasione gratuita per affinare la loro guida e il loro approccio alle gare e alla preparazione fisica e alimentare grazie ai consigli ricevuti dal medico sportivo presente all’evento.

Ad aprire tre giorni di full immersion, martedì 2 luglio, nei locali e sulle strade del Centro Federale de Il Ciocco sono stati gli iscritti alla serie legata al CIR, il 208 Rally Cup TOP, che si stanno preparando per il fondamentale appuntamento del Rally di Roma Capitale in programma il 20 e 21 luglio.

Mercoledì 3, la giornata era dedicata agli iscritti alla serie legata al IRC Pirelli, il 208 Rally Cup PRO, che proprio in quel giorno hanno iniziato le ricognizioni del Rally del Casentino che si disputerà nel fine settimana ed in cui potranno immediatamente applicare almeno una parte degli insegnamenti ricevuti.

Il 4 luglio è stata la volta delle protagoniste al femminile, seppure con inserimento anche di qualche fortunato che per i propri impegni ha chiesto un cambio di turno decisamente affascinante. Proprio le ragazze sono state le più attive nel porre domande, entusiaste dell’iniziativa e anche dell’insolita occasione di ritrovarsi insieme fra di loro, normalmente impegnate in gare diverse, e alternarsi alla guida della potente PEUGEOT 308 GTi dove il “professor” Andreucci ha potuto apprezzare il loro grande impegno.

“Ci siamo concentrati sull’analisi e sul miglioramento di alcuni aspetti della guida da rally – ha spiegato Paolo Andreucci – analizzando anche i camera car dei singoli partecipanti. Inserimento in curva e staccata sono stati quelli di maggiore interesse, anche perché quelli con maggior margine di miglioramento”.

“Vorrei ringraziare Paolo, Anna e Peugeot per l’incredibile opportunità. Per I piloti è molto positivo poter ricevere nozioni tecniche in forma teorica e poi sperimentarle con i test sulle vetture, mentre per i navigatori i consigli di Anna sono impagabili” ha scritto uno dei partecipanti sulla chat del gruppo, sintetizzando il giudizio di tutti.

L’esordio di Paolo Andreucci come prof

Il primo corso teorico e pratico di guida rally condotto da Paolo Andreucci è stato un successo al di là di ogni previsione, con il tutto esaurito e qualcosa in più: tanto che alla prevista sessione di mercoledì 8 maggio se ne è dovuta aggiungere una seconda l’indomani. Teatro del debutto delle iniziative della Motorsport Academy, voluta da Peugeot Italia per i suoi Clienti sportivi che partecipano al trofeo Peugeot Competition, è stata la Sicilia nei giorni immediatamente precedenti alla Targa Florio 2019.

Una scelta che ha voluto essere anche un ringraziamento per i piloti di una delle regioni italiane rallysticamente più appassionate e che in questo momento vanta il maggior numero di iscritti al Peugeot Competition del Quarantennale: saliti a ben 26 proprio nell’imminenza della gara simbolo dell’isola.

Praticamente tutti (pochissime le rinunce e solo per motivi di lavoro) sono accorsi all’evento condotto dal “professor” Paolo Andreucci. Le due giornate si sono sviluppate fra una parte teorica svoltasi sul lungomare di Campofelice di Roccella ed una pratica, con Andreucci e i piloti del Peugeot Competition ad alternarsi alla guida delle potenti Peugeot 308 GTi by Peugeot Sport per consentire al campione di verificare il loro ‘profitto’.

Paolo Andreucci durante la Peugeot Academy Sicilia
Paolo Andreucci durante la Peugeot Academy Sicilia

“Giornata a dir poco stupenda con un grande pilota ma anche una grande persona. Grazie a Peugeot per l’iniziativa e a Paolo per gli insegnamenti che ci ha dato. Speriamo che questa giornata sia solo l’inizio e possa ripetersi” ha scritto Peppe sulla chat dei partecipanti. “Grazie Paolo per tutto. Riuscire poi a correggere in gara gli errori che ci hai evidenziato sarebbe il giusto epilogo per una esperienza memorabile” ha aggiunto Giacomo. E sono solo due dei commenti, tutti entusiastici, degli oltre 20 partecipanti: un gruppo eterogeneo di età compresa fra 21 e 50 anni che gareggiano con ben 9 modelli differenti di Peugeot da competizione.

Il programma della Motorsport Academy di Peugeot Italia proseguirà nelle prossime settimane – la data è in via de definizione – con Paolo Andreucci che tornerà nei panni del docente sulle strade della Garfagnana per affinare le doti dei protagonisti delle due serie principali del Peugeot Competition 2019 – 208 Rally Cup TOP e 208 Rally Cup PRO. E non solo …

Clamoroso, al RIS 2019 Breen e Andreucci i grandi assenti

Le iscrizioni del RIS 2019 sono ufficialmente chiuse e i due principali nomi che mancano sono proprio quello di Craig Breen, atteso al confronto con Giandomenico Basso, Simone Campedelli e Luca Rossetti sulla difficile terra sarda, e quello di Paolo Andreucci, che sognava di disputare il Rally italia Sardegna con Rudy Briani ma alla fine non è riuscito nell’intento. Mentre di Ucci c’era pieno sentore del forfait in una manifestazione come il Rally Italia Sardegna, la notizia di Breen giunge come fulmine a ciel sereno. E soprattutto non ci si aspettava un’assenza così lunga nella serie tricolore, che inevitabilmente finirà per penalizzarlo in classifica: quella sarda sarà già la seconda prova che il driver irlandese che ha dovuto ripiegare sul Cir 2019 salterà.

A ben vedere non sembra proprio il miglior periodo per Breen, pilota di indubbio talento che continua a lottare contro avversità economiche senza smettere neppure per un minuto di credere nel proprio valore sportivo. Dopo aver dovuto rinunciare al Rally Targa Florio 2019, dove era atteso da tantissimi appassionati e tifosi, ora è costretto a rinunciare anche al Rally Italia Sardegna. Il team manager della Metior, Vittorio Sala, aveva spiegato così la scelta della Sardegna: “C’è un maggiore ritorno d’immagine, che per noi che siamo un piccolissimo team è una cosa importantissima, Craig Breen sulla terra è un osso duro, lui stesso desiderava tornare a correre in un evento WRC…”.

Sala aveva anche aggiunto: “A questo si aggiunga che la spesa per affrontare la gara siciliana e quella per effettuare la trasferta in Sardegna è praticamente identica. Però, o si andava in Sicilia o si andava in Sardegna. E visto che le tappe sulla terraferma non sono in discussione, allora mi è sembrata la cosa più giusta da fare. A Craig dispiace molto non essere al Rally Targa Florio, però non posso nascondere che anche l’idea di andare a correre il Rally Italia Sardegna è parecchio stimolante per tutti”. Peccato, la fine di un sogno. La fine di un incontro atteso, Craig e la Sardegna, lì dove le strade di Breen e quelle del Mondiale Rally si sarebbero di nuovo incrociate.

CIRT, al Rally Adriatico: passa lo ‘straniero’

Partito. Il Campionato Italiano Rally Terra ha preso il via con la partenza del 26° Rally Adriatico, primo appuntamento del calendario. La gara organizzata da PRS Group ha vissuto oggi la vigilia, con la preparazione delle vetture e i primi affondi nello shakedown del pomeriggio. In serata i 47 equipaggi verificati si sono avvicendati sul palco in Piazza Vittorio Emanuele II per la cerimonia iniziale nel centro di Cingoli.

Tra i più attesi sicuramente il vincitore delle ultime sei edizioni del Rally Adriatico il veronese Umberto Scandola, al debutto sulla Hyundai i20 R5 con l’altra novità degli pneumatici Michelin. Attenzione rivolta anche verso il campione in carica CIR Paolo Andreucci, quest’anno a tutti gli effetti nel Cir Terra affiancato da Rudy Briani, sempre sulla Peugeot 208 T16 R5 ma con MM Motorsport e la scuderia Maranello Corse.

Oltre ai nuovi big della serie ci sono i veterani del CIRT, tutti armati di Skoda Fabia R5 e con ambizioni da vertice. Favoriti tra i terraioli il vice campione padovano Nicolò Marchioro, vincitore per il Terra nelle ultime due edizioni dell’Adriatico, il vicentino Giacomo Costenaro, vincitore delle prime due gare di Campionato nel 2018 e il sanmarinese Daniele Ceccoli, lo scorso anno in corsa fino all’ultimo per il titolo tricolore.

Da seguire anche il debutto stagionale su terra per i ragazzi di Aci Team Italia. Sono in 7, tutti armati di Ford Fiesta R2B, chiamati al secondo round del Cir Junior. Interessante anche la sfida integrale per il Trofeo Gruppo N – 4 Ruote Motrici che propone il confronto tra le potenti Mitsubishi Lancer Evo X di Pier Giorgio Bendini e Mattia Codato con le Subaru Impreza di James Bardini, Christian Gabbarrini e il sanmarinese Stefano Guerra.

A proposito di Cir Junior. Il Campionato Italiano Rally Junior 2019 debutta sulla Terra nel 26° Rally Adriatico. I 7 equipaggi di ACI Team Italia hanno partecipato questa sera alla cerimonia di partenza della gara marchigiana nel centro di Cingoli. Per i talenti portacolori della Nazionale si tratta del secondo appuntamento stagionale, dopo il debutto su asfalto nel Rallye Sanremo.

I partecipanti al Campionato Italiano Rally Junior 2019
I partecipanti al Campionato Italiano Rally Junior 2019

Stavolta la curiosità è tutta sull’approccio dei giovani piloti rispetto alle selettive strade bianche del maceratese. Il meteo rimane incerto, ma gli equipaggi potranno confidare sull’affidabilità degli pneumatici Pirelli. Quasi tutti i ragazzi hanno già partecipato in passato, con fortune alterne, al Rally Adriatico. Tra i più attesi sicuramente il siciliano Marco Pollara, il migliore tra le Ford Fiesta R2B di Motorsport Italia nel rally d’apertura.

Atteso al riscatto il molisano Giuseppe Testa, mentre vogliono migliorare le ultime prestazioni all’Adriatico il cuneese Giorgio Bernardi, secondo in Liguria, il toscano Mattia Vita, terzo a Sanremo e il bresciano Luca Bottarelli. Proverà a migliorarsi anche il piacentino Andrea Mazzocchi, apparso in forma sugli asfalti del ponente ligure ma sfortunato nelle ultime edizioni del Rally Adriatico. Sarà il debutto assoluto nelle Marche e la seconda gara su terra invece per il campano Pasquale Pucella.

Dalla mattina di sabato 4 maggio, si inizierà a fare sul serio con le 11 prove speciali, 93,93 chilometri di crono in un percorso complessivo di 318,06 km. L’arrivo e la cerimonia di premiazione, sempre nel centro di Cingoli, sono previsti per le ore 19.30.

Le vetture sono ripartite in prima mattinata per sfidarsi sulle piesse rese ancora più interessanti dalla pioggia caduta durante tutta la notte. Quindi da osservare anche il confronto tra gli pneumatici e le diverse scelte degli equipaggi. Onore ed oneri del numero 1 per Umberto Scandola, che partirà per primo sulla Hyundai i20 R5. La PS1 Colognola ha visto la partenza lanciata di Stephane Consani, il più disinvolto sulla prova corta d’apertura del Rally Adriatico.

Un gran debutto per il giovane pilota francese che ha chiuso con il miglior tempo sulla Skoda Fabia R5 in 3’39.8. Alle sue spalle subito convincete l’approccio del varesino Andrea Crugnola, qui nel CIR Terra da outsider su Fabia R5. Completa il terzetto di testa l’altro outsider di lusso per la gara marchigiana, il giovane russo Nikolay Gryazin anche lui su Fabia R5. Quindi, si fa interessante da subito il Rally Adriatico, con gli equipaggi che si sono lanciati nell’intensa giornata di gara aspettando, vista la pioggia, un fondo bagnato. In realtà il primo tratto si è riscontrato per gran parte asciutto e molti protagonisti hanno pagato la scelta degli pneumatici.

Giacomo Costenaro e Justin bardini sulla Skoda Fabia R5
Giacomo Costenaro e Justin bardini sulla Skoda Fabia R5

Partenza ragionata quindi per i big del Cirt, che non hanno preso rischi. Paolo Andreucci quarto in prova a +4’’9 sulla Peugeot 208 T16 R5, davanti a Giacomo Costenaro a 5’’8 su Fabia R5, sesto il veronese Umberto Scandola con Hyundai i20. Piuttosto cauto Daniele Ceccoli (Fabia R5) settimo a 7”7. Appena 2 decimi più lento Nicolò Marchioro (Fabia R5) rammaricato per la scelta errata degli penumatici sui tratti di prova rimasti asciutti. Completano la top ten provvisoria il rientrante nel Cir Andrea Dalmazzini, che vuole riprendere il feeling con la terra sulla Ford Fiesta R5, e Gigi Ricci, lui al debutto sulla nuova i20 R5.

Primi affondi anche per il Trofeo Gruppo N 4 Ruote Motrici, con il sanmarinese Stefano Guerra che è partito subito con un buon passo sulla Subaru Impreza STI, davanti all’altra Impreza del marchigiano Christian Gabbarrini e Pier Giorgio Bedini, anche lui nel tentativo di riprendere il ritmo sulla Mitsubishi Lancer Evo X. Tra i giovani di Aci Team Italia al debutto su terra per il Cir Junior il miglior crono sulla Colognola è stato del piacentino Andrea Mazzocchi. Secondo tra le Ford Fiesta R2B il leader siciliano Marco Pollara a 1”5, terzo il bresciano Luca Bottarelli a 1”8.

Sulla PS2 Avenale rileva il comando delle operazioni Crugnola, che stacca Gryazin di 0″4 e Consanni di 1”8. Scandola è quarto a 5”6 e Andreucci chiude la top five a 6”1. La PS3 Castel Sant’Angelo vede imporsi Gryazin: 7’38”7 il suo tempo sui 10,60 chilometri della prova. Il secondo miglior tempo è quello di Consanni, che accusa un distacco di appena 0″1 dal vincitore di prova e torna al comando della classifica assoluta per 0”3 su Gryazin e 1”1 su Crugnola. Quarto tempo in prova per un regolare Andreucci e quinto per il veloce Dalmazzini.

In un Cir 2019 tiratissimo, forse troppo, non c’è un attimo per respirare. Neppure finita una PS ne ricomincia un’altra. Un giro di, a volte, noiose e cortissime speciali. Sulla PS4 Dei Laghi, 11,93 chilometri, nell’ordine, Consanni (7’21”5), Gryazin (a 2”5) e Crugnola (a 6”7) sono sempre il trio di testa seguito da Marchioro, Andreucci, Scandola, Ceccoli, Ricci, Hoelbling e Succi. Dunque, Consanni resta leader e comanda per 2”8 su Gryazin e per 7”8 su Crugnola. Andreucci è quarto, ma staccato di 25”5.

Il Rally Adriatico è ripartito per il secondo giro di prove. Sulla ripetizione della Colognola Nikolay Gryazin su Skoda Fabia R5 passa forte e strappa lo scratch in 3’37”6. Ora il russo è secondo assoluto appena 1”3 da Consani. Il francese del Campionato Italiano Rally Terra, anche lui su Fabia R5 inizia a controllare la vetta e si mantiene al primo posto. Sempre sul podio virtuale della gara, anche lui su R5 boema, il varesino Andrea Crunogla che si gira sulla PS5 ma riprende regolarmente la corsa perdendo 14”8.

Peccato per Gryazin costretto al ritiro
Peccato per Nickolay Gryazin costretto al ritiro

Si avvicina nello specchietto Paolo Andreucci sulla Peugeot 208 T16 R5, ora secondo del Terra e quarto assoluto a 6 secondi di svantaggio da Crugnola. Milgiora la prestazione di Nicolò Marchioro su Fabia R5, che sembra aver risolto i problemi di assetto del primo giro segnando il terzo tempo assoluto in questa speciale. Ora il padovano è terzo tra gli iscritti Cirt. Ancora in ritardo Umberto Scandola sulla Hyundai i20 R5 come il sanmarinese Daniele Ceccoli su Fabia R5, rispettivamente in sesta e settima posizione.

Si sa, i rally sono un’incognita e così finisce sul più bello l’esperienza di Nickolay Gryazin con Yaroslav Fedorov nel Rally Adriatico. Il pilota russo classe 1997 è ripartito forte per il secondo giro di prove vincendo sulla Colognola per avvicinarsi alla vetta della classifica assoluta. Alla ripetizione della PS6 Avenale, Gryazin esce di strada con la Skoda Fabia R5 e si ritira anticipatamente. Dopo la PS6, in testa rimane quindi il francese Stephane Consani (Fabia R5), con Andrea Crugnola (Fabia R5) che ritorna alle sue spalle mentre Paolo Andreucci (Peugeot 208 T16 R5) si inserisce sul podio provvisorio della gara. Si avvicina Nicolò Marchioro (Fabia R5) ora quarto assoluto a 4”6 da Andreucci e terzo del Cirt.

Sulla PS7 Castel Sant’Angelo vince Marchioro: 7’30”0. Alle sue spalle, a 1”4, c’è Crugnola e a 2″5 Consanni, che resta leader della gara con 18”4 su Crugnola. Quarto tempo assoluto per Ricci, che anticipa Paolo Andreucci. Il campione toscano è ora terzo nella classifica assoluta della gara. A quattro prove dal termine di questa boucle su terra, le intenzioni del driver francese sono chiare. Crugnola cerca di recuperare i secondi di distacco, o quantomeno di contenerli, e ha le possibilità di farlo, visto che con Gryazin fuori c’è un pensiero in meno.

La PS8 Dei Laghi vede imporsi di nuovo Consanni, che la smette di gestire e sferra l’attacco. Marchioro è secondo a 1″3, Andreucci è terzo a 3″6. Quarto tempo per Scandola e quinto per Ricci. Consanni è ancora leader e ora comanda con 31″8 su Machioro e con 34”1 su Andreucci. Problemi in prova per Crugnola (“ho forato la gomma anteriore sinistra e mi sono fermato a cambiarla”), che chiude con un trentaseiesimo tempo che lo fa sprofondare in trentesima posizione assoluta. Scandola è quarto e Ceccoli si porta in quinta posizione assoluta, davanti a Ricci, Hoelbling, Dalmazzini, Versace e Cobbe.

Dunque, Andrea Crungola si fa da parte per la lotta al vertice del Rally Adriatico. Il pilota del Cirt si è girato durante il secondo passaggio sulla prova Dei Laghi, la speciale meno corta del rally. Testacoda e toccata sulla Skoda Fabia R5 che gli hanno causato una foratura, facendo perdere a più di 8′ in prova. Dopo l’assistenza Crungola ripartirà comunque per il finale di gara.

Ora per il podio assoluto è una corsa riservata ai protagonisti del Campionato Italiano Rally Terra, con Stephane Consani (Skoda Fabia R5) che piazza lo scratch anche sulla PS8 consolidando la sua leadership. Da segnalare il rendimento al debutto stagionale sulle strade bianche dei giovani di Aci Team Italia. Al comando della gara per il Cir Junior c’è il bresciano Luca Bottarelli, autore di 3 scratch su 8 prove disputate. Dietro di lui veloce tra le Ford Fiesta R2B anche il siciliano Marco Pollara, secondo a 3”6. Si riprende il terzo posto Andrea Mazzocchi a 17”2.

Per quanto riguarda il Trofeo Gruppo N 4 Ruote Motrici è stato protagonista per gran parte della gara Pier Giorgio Bedini, che si è però trovato costretto al ritiro sulla PS8 per un problema ai freni della sua Mitsubishi Lancer Evo X. Guadagna ora il comando della speciale classifica tra le vetture gommate Yokohama il giovane vicentino Mattia Codato, sempre su Lancer Evo X, davanti al rivale James Bardini su Subaru Impreza STI.

Sulla PS9 Avenale, la terzultima di questo Rally Adriatico 2019, è Marchioro a farsi furbo e a rischiare il tutto per tutto. E gli va bene: vince. Crugnola è secondo, staccato di appena 1″1. Terzo tempo di Scandola che fa meglio di Ucci e si ritrova staccato di soli 1″8 dal vincitore della PS. Quinto si piazza Gigi Ricci. Solo un ottavo tempo per Consanni, che continua a comandare la gara, ma Marchioro è a 26″1, mentre Ucci è terzo a 30″7.

Anche sulla PS10 Castel Sant’Angelo, è Marchioro il più veloce. Scatenatissimo, sigla un bel 7’23”1. Crugnola è secondo a 4″5, Ricci è terzo a 5″7, Consanni è quarto a 7″4 e resta leader della gara per 18″7 su Marchioro e 34″9 su Andreucci. Scandola è quinto e Ucci è tranquillamente sesto, con un podio ormai quasi suo. Sembra profilarsi la quarta piazza assoluta per Scandola e la quinta per Ceccoli.

Classifica assoluta dopo la PS10

1.Consani in 53’59.3; 2. Marchioro a 18.7 3. Andreucci a 34.9 4. Scandola a 42.9 5. Ceccoli a 1.07.2 6. Ricci a 1.19.3 7. Hoelbling a 2.18.7 8. Dalmazzini a 2.34.8 9. Versace a 3.00.8 10. Cobbe a 3.06.3

Con la PS11 Dei Laghi si conclude il Rally dell’Adriatico numero 26. Questo è il terzo passaggio sulla questa prova. Il meteo regge e tutto è pronto per l’ultima sfida cronometrata. In testa, a controllare un cospicuo vantaggio, il giovane francese Stephane Consani, con la Skoda Fabia di Erreffe mentre i suoi due principali avversari odierni, Nikolay Gryazin e Andrea Crugnola, hanno avuto una sorte avversa, il primo per uscita di strada ed il secondo per una foratura che lo ha costretto alla fermata in prova e quindi all’addio alla lotta per le prime posizioni.

L’ultimo tratto cronometrato si rivela una formalità. Il più veloce è sempre Marchioro, che stacca Crugnola di 3″7 e Consani di 3″9. Il francese va a vincere la gara con un tempo totale di 1.01’18″4, appena 11″8 su Marchioro e 36″5 su Andreucci. In quarta posizione si ferma Scandola, seguito da un ottimo Ceccoli. Seguono Ricci, Hoelbling,Dalmazzini, Versace e Cobbe.

Ucci e Ussi insegnano ai Leoncini in Sicilia

Un rallysta come può divertirsi di più ed essere più competitivo? Basta fare sempre la traiettoria e la scelta giusta! Facile a dirsi, molto meno a farsi, visto che al volante quasi ogni pilota è autodidatta. Sicuramente, la Motorsport Accademy di Peugeot Sport Italia può essere d’aiuto. Per questo, avere i suggerimenti di un campione è prezioso. E per questo Peugeot Sport Italia, in occasione del quarantennale del trofeo Peugeot Competition, vuole offrire ai suoi trofeisti l’opportunità di partecipare gratuitamente ad un corso speciale condotto dall’undici volte Campione d’Italia Paolo Andreucci.

Si comincia, non a caso, in Sicilia, dove Paolo Andreucci, Anna Andreussi ed i tecnici Pirelli nei giorni precedenti il rally Targa Florio faranno una intera giornata di “lezioni” teoriche e pratiche ai piloti siciliani iscritti al Peugeot Competition 2019. Perché la Targa Florio è un evento straordinario di cui Paolo Andreucci è il maestro assoluto con le sue 10 vittorie. E perché la Sicilia è la regione con il maggior numero di piloti iscritti al Peugeot Competition del Quarantennale: ad oggi ben 16.

E molti di loro potranno mettere subito in pratica quanto impareranno, visto che subito dopo si schiereranno al via del Targa Florio: con qualche dritta in più per essere profeti in patria. I piloti invitati al corso sono in maggioranza iscritti al Rally Regional Club del Peugeot Competition 2019, cioè la serie di base aperta a tutti i modelli Peugeot utilizzabili nei rally: hanno età compresa fra 21 e 50 anni e partecipano ai rally italiani con ben 9 modelli differenti di Peugeot da competizione: dalla mitica Peugeot 205 alla più recente Peugeot 208 R2B, il modello per i clienti sportivi di maggior successo agonistico e commerciale della storia di Peugeot Sport.

Al corso per I trofeisti siciliani ne seguiranno a breve altri, fra cui quelli dedicati ai partecipanti alle due serie principali del Peugeot Competition 2019 – 208 Rally Cup Top e 208 Rally Cup Pro. Di seguito, l’elenco completo degli iscritti al Peugeot Competition 2019 invitati all’evento siciliano.

Invitati Motorsport Accademy di Peugeot Sport Italia

Ancona Gaspare 208R2B

Bongiovanni Girolamo 106N2

Brusca Ivan 106 A6

Casella Alessandro 208 R2B

Chianetta Vincenzo 106 N2

Celi Paolo 206 N3

Corbetto Gaspare 106 A6

Cimino Stefano 106 N2

Farina Salvatore 106 N2

Fragale Paolino 106 A5

Gangemi Giuseppe 106 N2

Lombardo Roberto 207 S2000

Melia Francesco 205 A5

Montana Lampo Giacomo 106 A6

Naccari Carlo 106 A5

Scarlata Davide 205 A5

Paolo Andreucci ha scelto Rudy Briani e sogna il RIS

E’ un Paolo Andreucci pimpante e fiducioso quello che si prepara a tornare in abitacolo per giocarsi il successo nel Campionato Italiano Rally Terra. “L’avevo promesso che avrei continuano a correre, anche se al di fuori del Cir ed accanto al mio nuovo ruolo di tutor Peugeot – spiega Paolo in esclusiva a RS e oltre -. Ho sempre amato lo sterrato quindi mi ripresento su questo fondo con la 208 T16 della MM – grazie all’appoggio di Peletto, Fiamm, Easy Pay, Studio Strambi e Pirelli – con tutte le intenzioni di fare bene. I presupposti ci sono tutti e anche la prospettiva di ritrovarmi con fior di avversari, come Scandola e Longhi”.

Ucci prosegue anticipandoci che “per affrontare la stagione ho scelto di avere al mio fianco Rudy Briani, mantovano di nascita ma garfagnino di adozione. Per me una vecchia conoscenza, visto che da anni è al mio fianco nei test, anche se in gara sarà quasi un battesimo. L’unico precedente che ricordo è stato in un raid di qualche anno fa”. Dunque nessun ritiro dalle competizioni per il “nostro” Paolo. Ma esiste un programma? “Il mio programma? L’intero CIRT”. E chissà che nel CIRT 2019 non ci scappi anche la Sardegna…

Andrea Aghini testimonial al Rally Piancavallo

Il suo nome è scolpito nell’albo d’oro del Rally Piancavallo. Andrea Aghini, assieme al compianto Loris Roggia, nel 2001 vinse l’ultima edizione internazionale della corsa al volante di una Subaru Impreza Wrc. Tempo totale: 2.52’52’’6. Altri tempi, quasi tre ore di corsa valida per il Campionato Europeo, tracciato lunghissimo disegnato dal genio di Maurizio Perissinot. Sul podio Paolo Andreucci (oggi recordman di scudetti vantando 11 titoli assoluti) e l’udinese Claudio De Cecco, entrambi alla guida di una Ford Focus Wrc.

Ebbene Andrea Aghini sarà l’ospite d’onore alla presentazione del Rally Piancavallo 2019, edizione n. 33, in programma ad Aviano, Villa Policreti, la sera di venerdì 26 aprile mentre la gara si svolgerà nel fine settimana dell’11 e 12 maggio. “Miglior testimonial non potrebbe esserci – sottolinea Corrado Della Mattia, presidente dell’Aci Pordenone – per un’organizzazione fortemente motivata a riportare in alto la nostra gara”.

Plauso esplicito al lavoro di Knife Racing, che ha invitato il campione toscano volendo abbinare alla cerimonia ufficiale con le autorità del territorio (ore 19) un appuntamento del filone “miti dei rally” (inizio ore 20), dopo gli incontri di successo con Miki Biasion, Franco Cunico, Piero Longhi e Andrea Zanussi, organizzati in collaborazione con RinnovaMente di Maniago. Nel palmares di Aghini anche l’onore di essere stato l’ultimo pilota italiano a vincere una prova iridata con una vettura italiana: suo il sigillo al Sanremo 1992 al volante di una Lancia Delta Integrale del team Martini Racing.

Nel 1998 e 1999 si aggiudicò lo scudetto tricolore, mentre nel 2001, nonostante il successo al Piancavallo, fu Paolo Andreucci a laurearsi campione. “Ne avrà di storie da raccontare il driver livornese – conclude Della Mattia – scatenando la nostalgia degli appassionati d’antan, ma siamo certi sarà di stimolo per i più giovani che ancora vedono i rally, e il Piancavallo in particolare, come occasioni di gloria ed emozioni irrinunciabili”.

Nicolas Ciamin lancia la ‘sfida’ a Paolo Andreucci e Umberto Scandola

Il giovane pilota transalpino, Nicolas Ciamin, originario di Nizza, si è rimesso sotto la luce dei riflettori lo scorso weekend vincendo la gara d’esordio del Campionato Francese Asfalto, il Rallye Le Torquet, battendo un’agguerrita concorrenza di oltre venti vetture di pari categoria. Abbiamo avuto l’occasione di scambiare quattro chiacchiere il giovane pilota francese che nel 2018 si è diviso tra WRC2, alla guida della Hyundai i20 R5 e la classe RGT, con la Abarth 124 del Team Milano Racing, ottenendo buoni risultati dopo quelli del 2017 nel Campionato Junior nel WRC.

Parlaci della tua ultima vittoria: ci speravi?

“Non solo ci speravo, ma sapevo di aver un’ottima vettura a disposizione, la Volkswagen Polo R5 del Team Belga THX Racing, e mi sono preparato molto bene andando a correre una settimana prima al Rally de Hannut che ha fondi simili e dove abbiamo trovato un meteo identico a quello del Touquet. Abbiamo vinto con Yannick Roche due rally in due fine settimana consecutivi, una grande soddisfazione per me e per il team”.

Il tuo programma agonistico prima della tappa del Campionato Francese Rally non era ancora definitivo, obiettivi dopo questa vittoria?

“Non ho ancora in previsione di fare il campionato completo, ora sono concentrato per il Tour de Corse che si correrà a fine mese”.

A cosa punti in questo Tour de Corse 2019?

“Punto a vincere o comunque a classificarmi nelle prime posizioni nel WRC2”.

Correrai nel Campionato Italiano Rally Terra con la Fiat 500X R4 di Milano Racing. E se ti trovassi a confrontarti con Umberto Scandola e Paolo Andreucci?

“Se ci sono è meglio, così posso confrontarmi anche con due campioni come loro. Mi auguro di incontrarli”.

Ciuffi-Gonella pronti per suonare la carina nel Cir 2 Ruote Motrici

Tutto pronto per l’inizio della stagione del Campionato Italiano Rally 2019: La Casa del Leone schiererà al via del 42° Rally Il Ciocco e Valle del Serchio la nuova coppia Ciuffi-Gonella a bordo della Peugeot 208 R2B che punterà a conquistare il Cir 2 Ruote Motrici. Un nuovo equipaggio che sale a bordo della piccola di Casa Peugeot grazie alla vittoria del Peugeot Competition Top 208 della scorsa stagione, trofeo che mette in palio il posto da ufficiale nella stagione successiva. Una grande opportunità per i due nuovi giovani che gareggeranno in un campionato che si preannuncia davvero combattuto.

Un impegno, quello di Peugeot, che nasce diversi decenni fa e che mira a far crescere nuove generazioni di piloti mettendo a loro disposizione delle grosse opportunità di visibilità e crescita agonistica. Un progetto, quello della Casa del Leone, che nasce 40 anni fa con il Trofeo Peugeot Competition che quest’anno celebra questo importante traguardo. In questo contesto, Peugeot ha deciso di coinvolgere l’11 volte campione italiano rally Paolo Andreucci per un’attività di coaching del nuovo equipaggio ed anche come motorsport Ambassador del Marchio. Il campione toscano seguirà da vicino il giovane equipaggio con l’obiettivo di trasferire il suo enorme bagaglio di esperienza nel settore, con l’obiettivo di farli crescere non solo in ambito competitivo, ma anche professionale e personale.

Paolo Andreucci, nella veste di coach e motorsport ambassador Peugeot, spiega: “Quest’anno sarò al Ciocco, mia gara di casa, non da concorrente, ma quasi da spettatore. Ho detto quasi perché ho deciso di accettare la proposta della Casa del Leone di diventare motorsport ambassador e, soprattutto, coach del nuovo equipaggio che correrà nel Campionato Italiano Rally 2 Ruote Motrici con la Peugeot 208 R2B ufficiale. Voglio diventare parte attiva del progetto di Peugeot che da diverso tempo investe sui giovani per farli crescere in questa disciplina, allo scopo di far emergere i campioni del futuro. Si celebrano quest’anno i 40 anni del trofeo promozionale della Casa del Leone, quattro decenni durante i quali Peugeot ha messo a disposizione premi in denaro e non, per permettere a promettenti piloti di crescere ed emergere nel mondo dei rally. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata molta, ma Peugeot è sempre il marchio più presente nei rally italiani e la filiale italiana ha dimostrato di essere molto attenta alle nuove generazioni. Io voglio mettere a loro disposizione il mio bagaglio di esperienze e sarò presente anche in qualità di coach, o tutor, se preferite. Sono molto convinto di questa nuova sfida che mi attende quest’anno.”

Ad Agrigento grande festa dei motori, premiato anche l’editore di RS e oltre

Grande festa con quasi seicento ospiti per la Premiazione dei Campionati Siciliani di automobilismo e karting, che si è svolta ad Agrigento nella serata di venerdì 8 marzo. I migliori protagonisti di karting, slalom, rally, regolarità e velocità montagna hanno ricevuto i meritati trofei durante la cerimonia loro dedicata dalla Delegazione Aci Sport Sicilia. Con i più altisonanti nomi dello sport delle 4 ruote dell’isola si sono congratulati il presidente dell’Automobile Club d’Italia Angelo Sticchi Damiani, il Direttore delle attività sportive dell’Aci Marco Ferrari e molti dei dirigenti della Federazione, tra cui erano presenti diversi componenti della giunta e presidenti delle Commissioni.

A fare gli onori di casa Armando Battaglia, delegato regionale Aci Sport, oltre che componente della giunta sportiva, unitamente al coordinatore della delegazione Daniele Settimo, Presidente della Commissione Rally. Il noto team manager di F.1 e apprezzato talent scout Giancarlo Minardi ha premiato i campioni del karting, dai giovanissimi ai più esperti ed ai protagonisti della categoria – palestra dell’automobilismo ha ricordato: -“Impegno, tenacia, costanza e sacrificio sono alla base del successo”.

Il presidente Angelo Sticchi Damiani ha sottolineato l’impegno di Aci a supporto dello sport e della passione della Sicilia “Ciò che Aci sta facendo da alcuni anni in Sicilia è un atto d’amore verso questa terra. Abbiamo questa grande volontà di riuscire a valorizzare ancora di più la Targa Florio. Un lavoro che prosegue da alcuni anni per ridare alla Targa ciò che merita. Il nostro interesse è verso l’Autodromo di Siracusa e la sua prestigiosa storia, come seguiamo con attenzione ciò che sta succedendo a Pergusa, grazie all’impegno del nuovo consiglio direttivo dell’Automobile Club Enna. La Sicilia è terra di grande tradizione sportiva e di grande passione per l’automobilismo. Fertile vivaio nel quale continuano a crescere ottimi piloti in ogni categoria”.

Dei progressi del lavoro della Delegazione, grazie al proficuo dialogo diretto con ogni realtà sportiva della regione, ha poi parlato Armando Battaglia, che ha ringraziato i presenti per la partecipazione e gli sportivi per la passione mostrata. L’impegno a favore della crescita sportiva della Sicilia da parte della delegazione è stato sottolineato da Daniele Settimo, che ha espresso apprezzamento per il lavoro dell’intero staff isolano ed in particolare per quello del Delegato Battaglia. Premiato anche il nostro editore Luciano Chiaramello.

Ad Agrigento è stato insignito anche l'editore di RS e oltre, Luciano Chiaramello
Ad Agrigento è stato insignito anche l’editore di RS e oltre, Luciano Chiaramello

Boato del pubblico nel momento riservato ad Andrea Nucita, il talentuoso pilota messinese vincitore della 102^ Targa Florio; per Anna Andreussi apprezzata navigatrice, nonché componente della Commissione Rally, pluri vincitrice della Corsa più antica del Mondo al fianco di Paolo Andreucci, il pilota toscano 11 volte Campione Italiano che ha inviato un video saluto; ma anche per Fabio Andolfi, il driver ligure protagonista italiano nel mondiale rally.

Applausi per tutti i vincitori di classe e per i campioni siciliani di ogni specialità. Particolare entusiasmo durante la consegna dei riconoscimenti ai coloro che hanno portato in Sicilia dei titoli tricolori: i campioni italiani rally autostoriche 3° Raggruppamento Natale Mannino e Giacomo Giannone; il campione italiano GT Davide Di Benedetto con la Scuderia Island Motorsport ed il Campione Italiano TCR Salvatore Tavano; tutta la squadra karting che ha rappresentato la Sicilia alla Coppa delle Regioni. Finale di serata dedicato al campione italiano velocità montagna Gruppo E2SS Domenico Cubeda che ha alzato il Trofeo di Campione Siciliano Velocità in Salita.

Metti anche RS e oltre una sera a cena con Paolo Andreucci

Proprio così, ormai è una consuetudine consolidata nel tempo. Da dieci anni a questa parte, ovvero dal quarto Campionato Italiano Rally vinto nel 2009 con Anna Andreussi a bordo della Peugeot 207 S2000 del team Racing Lions, Paolo Andreucci dedica, a fine stagione, una serata estremamente conviviale ed informale ad amici ed appassionati, nuovi e di un tempo che durante la stagione non hanno modo di seguirlo negli eventi organizzati in tutta Italia, ma soprattutto nella sua amata Garfagnana.

Nonostante tutti gli impegni Paolo non si è mai sottratto a partecipare a questa cena, organizzata come consuetudine presso il Ristorante Pizzera “Il Cigliere” di Terricciola dai proprietari Andrea Caroti e Gabriele Petroni che lo conoscono da più di 20 anni e che hanno avuto modo, in passato, di collaborare con lui. Una serata nata per caso appunto con la vittoria del quarto titolo nazionale quando Andrea e Gabriele avendo rilevato questa attività decisero di invitare l’amico Paolo Andreucci a festeggiare questa vittoria con una serata a base di zuppa di pane, molto apprezzata dal pluricampione italiano.

Lunedì 25 scorso, come da tradizione, l’ennesimo ritrovo e cena a base di zuppa di pane, con una cinquantina di persone presso “Il Cigliere” alla presenza anche che dei suoi più stretti collaboratori attuali e di uomini che hanno fatto la storia di questo Campione, come il suo primo navigatore Ferdinando Pierotti con il quale fu protagonista di un episodio memorabile al 10° Rally Il Ciocco e Valle del Serchio 1987, dove iscritto come navigatore, fu effettivamente lui a pilotare la Renault 5 GT Turbo della Scuderia Vallserchio Corse, preparata dai fratelli Venturi.

Espediente utilizzato per evitare le attenzioni dei genitori che non volevano pilotasse una vettura da rally per la pericolosità . Con Ferdinando Pierotti sempre nel 1987, Paolo centrò il primo podio, conquistando il terzo posto assoluto, al 9° Rally Alta Val di Cecina a bordo della Renault 5 Gt Turbo. Presente anche Alessandro Giusti che nel 2001 alternandosi con la debuttante Anna Andreussi portò Andreucci alla vittoria del suo primo Campionato Italiano a bordo della Ford Focus RS WRC del team Euro Motor Sport.

Mentre alla TV scorrevano i filmati e le immagine relative alla vittoriosa stagione 2018, saltando di tavolo in tavolo, con la solita forma fisica e l’allegria che contraddistingue il campione Garfagnino, Paolo non si è sottratto a nessuna domanda dedicando tempo ad amici ed appassionati presenti per incontrarlo e festeggiarlo, sacrificando anche l’ottima cena (anche se in realtà noi sappiamo che Paolo segue una rigidissima dieta, fatta di rarissime eccezioni). La serata si è conclusa con la consueta sessione di autografi e foto di rito catturate da Paolo Fontanelli davanti al bancone del bar dov’è stata tagliata l’undicesima torta a celebrazione dell’ultimo titolo italiano vinto, almeno per ora.

Ad Autoexpo 2019 sono state celebrate auto, gare e campioni

Ha chiuso con il sorriso, ma anche con l’ottimismo, Autoexpo 2019, proposto nel fine settimana appena trascorso negli spazi espositivi de “La Cattedrale – Pistoia Fiere” di Pistoia. Organizzato da Pistoia Corse in collaborazione con l’Automobile Club Pistoia, l’evento era partito al meglio nella vigilia, conoscendo un notevole interesse da parte degli operatori economici, con la parte espositiva che ha incrementato del 15% rispetto all’edizione dello scorso anno, segno che la vetrina è stata ritenuta un importante volano per l’immagine dell’attività di chi espone oltre che per favorire ed avviare importanti contatti commerciali.

Per due giorni, a Pistoia si è parlato di passione, soprattutto. Passione per l’automobilismo, per il motorsport, per le due ruote ed un forte interesse per la mobilità. Con tutto questo Autoexpo 2019 ha ricevuto una concreta risposta del pubblico, sia locale che arrivato anche da molte parti d’Italia, permettendo di registrare lo stesso afflusso della passata edizione, nonostante sul territorio fossero presenti altre manifestazioni.

Autoexpo 2019, facendo anche “cultura” di automobilismo e motociclismo, sia con lo sport che con il racconto dell’industria e dell’indotto ad essi legato, dove l’Italia eccelle da sempre, ha comunicato quindi anche il territorio, favorendo l’incoming di tanti appassionati, come peraltro accaduto nelle tre edizioni passate, segno tangibile della dimensione che il salone sta assumendo in un contesto nazionale.

Già due anni fa ed anche l’anno passato le “rosse” di Maranello fecero sfoggia del loro design unico, del loro colore inconfondibile. Anche quest’anno la Ferrari ha fatto parte integrante di Autoexpo, si è potuta ammirare un modello della vettura Formula 1, in una delle ultime versioni, vero oggetto di culto per gli appassionati di motorsport. Un successo oltre le aspettative anche il tributo organizzato alla Porsche 911. Alla celebre coupé di Stoccarda, dalla silhouette iconica ed il design senza tempo, un simbolo intramontabile delle vetture sportive ed anche da competizione, è stata dedicata un’ampia mostra di modelli che ne hanno raccontato la storia inimitabile.

L’Automobile Club Pistoia ha presentato il nuovo passaggio da Pistoia della 1000 Miglia. La “corsa più bella al mondo” transiterà dalla città il 17 maggio, con un controllo a timbro in Piazza Duomo, oltre a passare in altre parti del territorio. Legata alla storia della mitica gara della “freccia rossa” era la mostra di vetture della Ermini, il celebre costruttore di auto a connotazione sportiva di Firenze (nato nel 1932 e chiuso nel 1956) con modelli che hanno contribuito a fare grande la storia della corsa della “freccia rossa”. Sono stati esposti diversi modelli d’epoca, oggetto anche essi di grande interesse da parte del pubblico, anche da coloro non propriamente ispirati dalla passione per l’automobilismo sportivo, ma della storia industriale toscana.

La kermesse toscana ha avuto quest’anno il valore aggiunto della premiazione del portale web Rallylink.it, online dal 1998. E’ stato premiato, con i voti delle migliaia di utenti del portale, il Campione Italiano Rally (per l’undicesima volta) Paolo Andreucci. “Personaggio del Rally 2018”, un titolo che ha conquistato per la terza volta. Il “Trofeo Loris Roggia”, istituito nel 2004 dopo la scomparsa del copilota veneto (ideatore e fondatore del sito Rallylink), è stato vinto da Luca Beltrame, che al fianco di Enrico Brazzoli, lo scorso anno è diventato campione del mondo rally in categoria WRC 3.

Rallylink premia Paolo Andreucci, Luca Beltrame e Damiano De Tommaso

Aria di premiazioni, ad Autoexpo’: il portale Rallylink.it premia i big del rallismo italiano, votati dai suoi lettori. Spazio ai premi decretati dai lettori del portale numero uno in Italia, riferimento irrinunciabile per appassionati e addetti ai lavori anche all’estero. Saranno presenti il Campione d’Italia assoluto Paolo Andreucci, il copilota Campione del Mondo WRC-3 Luca Beltrame ed il bi-campione tricolore “Junior” e “Due Ruote Motrici Damiano De Tommaso. La consegna dei premi alle ore 12,00 di sabato 23 febbraio.

Manca una settimana, al taglio del nastro di Autoexpo’ 2019, organizzato da Pistoia Corse in collaborazione con l’Automobile Club Pistoia, in programma nell’area espositiva “La Cattedrale – Pistoia Fiere” di Pistoia il 23 e 24 febbraio. Quest’anno, oltre ai padiglioni espositivi, alle tematiche riservate alla Porsche 911, alla Ferrari F.1, alle vetture Ermini, alla 1000 Miglia che torna sul territorio pistoiese a maggio, alla Moto Morini, ci sarà anche un’importante premiazione, che porterà a Pistoia alcuni Campioni di rally e certamente tanti appassionati.

Autoexpo’ 2019 sarà quest’anno il palcoscenico esclusivo della celebre premiazione del portale web Rallylink.it, il riferimento assoluto in Italia ed all’estero per le corse su strada, online dal 1998. Per il diciassettesimo anno consecutivo, i lettori di Rallylink, hanno partecipato ai sondaggi di fine stagione per esprimere le loro preferenze sui personaggi del rallismo nazionale che hanno, a parer loro, caratterizzato maggiormente la stagione appena conclusa.

Verrà premiato il Campione Italiano Rally (per l’undicesima volta) Paolo Andreucci. Dopo un inizio anno da mattatore del Campionato Italiano Rally, aveva sofferto a metà anno segnato una fase calante condizionata dal serio incidente occorso a lui e ad Anna Andreussi, sua copilota e compagna nella vita, durante dei test, con il riscatto all’ultima gara di Campionato che gli ha permesso di vincere, con la Peugeot 208 T16, l’ennesimo scudetto di una carriera inimitabile. Il pilota di Castelnuovo Garfagnana è stato premiato da migliaia di utenti di Rallylink, che lo hanno eletto “Personaggio del Rally 2018”, titolo che Andreucci conquista per la terza volta da quando è stato istituito il premio.

Anna Andreussi, sfiora l’ennesimo titolo nel premio “Trofeo Loris Roggia”,istituito nel 2004 dopo la scomparsa del copilota veneto, ideatore del sito Rallylink e dedicato appunto al difficile compito del codriver. A vincerlo quest’anno, per la prima volta, è stato Luca Beltrame, che quest’anno, fra le tante gare corse, si è preso il lusso di diventare, al fianco di Enrico Brazzoli, campione del mondo rally in categoria WRC-3, a bordo della Peugeot 208 R2b.

I sondaggi di fine stagione di Rallylink non hanno dimenticato i giovani, premiando colui che della “filiera verde” delle corse su strada si è messo più in luce durante la stagione e fregiandolo del premio “La promessa del rally”. La scelta dei lettori di Rallylink è caduta quest’anno sul giovane varesino Damiano De Tommaso, che, con la Peugeot 208 R2B di Peugeot Italia, ha trionfato nel Campionato Italiano Rally Junior e nel Campionato Italiano Rally Due Ruote Motrici.

Paolo Andreucci e Anna Andreussi testimonial Sparco

Per tutti gli appassionati di rally, sabato 16 febbraio ci sarà un evento da non perdere a Reana del Rojale, presso lo Sparco Store di via Nazionale. All’evento saranno presenti i campioni italiani rally Paolo Andreucci ed Anna Andreussi ed il loro socio Luca Vicario, inoltre, sarà un’importante appuntamento per la presenza del personale specializzato della casa madre Sparco di Volpiano (TO), che per l’occasione metterà a disposizione dei presenti “custom easy”.

Visti i numerosi progressi delle vetture da gara, che sviluppano sempre più potenza e ottengono prestazioni sempre maggiori, la sicurezza a bordo delle macchine da rally assume sempre più importanza. Per garantire la sicurezza degli equipaggi diventa fondamentale quindi l’utilizzo di materiali sempre più all’avanguardia, che possano dare confort e sicurezza allo stesso tempo.

L’evento si svolgerà dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 19:30, e sarà possibile dialogare con il personale del quartier generale della casa madre sparco di Volpiano (TO) e con i detentori del titolo italiano rally Paolo Andreucci e Anna Andreussi.

I piloti Peugeot che spopolano nei sondaggi di Rallylink

I piloti di Peugeot Sport Italia hanno monopolizzato le classifiche dell’annuale sondaggio condotto a fine stagione agonistica da Rallylink.it dell’amico Claudio Carusi, vero punto di riferimento per gli appassionati di rally. Paolo Andreucci è, infatti, eletto Personaggio del Rally 2018. Per l’undici volte campione italiano, ora motorsport ambassador di Peugeot e tutor dei giovani piloti che sceglieranno di gareggiare nei rally nazionali con vetture del Marchio, è la terza affermazione, dopo quelle del 2006 e del 2015.

La sua navigatrice nei rally (e nella vita) Anna Andreussi è, invece, seconda nel Trofeo Loris Roggia 2018, il sondaggio di Rallylink riservato ai copiloti che l’aveva vista prima per ben quattro volte: 2005, 2011, 2012 e 2017. Per i “navigatori” del sito di Carusi, infine, Promessa del Rally 2018 è il ventiduenne Damiano De Tommaso, fresco vincitore del Campionato Italiano Rally Junior e Due Ruote Motrici con i colori di Peugeot Sport Italia. Il suo riconoscimento è anche un’ulteriore conferma della validità formativa del Peugeot Competition, il trofeo promozionale ideato dalla Casa del Leone che, da 40 anni, costituisce l’unico vivaio nazionale che consente la scoperta e la valorizzazione di giovani talenti italiani nei rally.

Vittorie equipaggi Peugeot

Personaggio del Rally Rallylink

nel 2002 con Renato Travaglia (Peugeot 206 WRC) vincitore CIR e ERC

nel 2008 Luca Rossetti (Peugeot 207 Super 2000) vincitore CIR e ERC

nel 2009 Elwis Chentre con la Peugeot 206 WRC

nel 2014 con Alessandro Bosca (Peugeot 207 Super 2000)

nel 2015 e nel 2018 con Paolo Andreucci (Peugeot 208 T16) vincitore CIR

Promessa del Rally Rallylink

nel 2016 Fabio Andolfi (Peugeot 208 R2)

nel 2017 Marco Pollara (208 R2)

nel 2018 Damiano De Tommaso (208 R2)

Trofeo Loris Roggia Rallylink

nel 2011, 2012 e 2018 Anna Andreussi (Peugeot 207 S2000 e 208 T16)

nel 2013 Silvia Mazzetti (208 R2)

nel 2014 Roberto Aresca (207 S2000)

nel 2015 Simone Scattolin (208 R2)

nel 2018 Luca Beltrame che ha corso con diverse vetture ma ha conquistato il WRC-3 con Brazzoli su 208 R2

David Castiglioni si racconta a Radio Rally

“Sono arrivato a 500 gare e, da quel momento, ho smesso di contarle”. La quinta puntata di Radio Rally inizia così, con David Castiglioni entusiasta del ruolo di recordman e delle nuova veste di papà. Anzi, di “babbo”, come usa dire in Toscana. A pochi metri da lui, dietro la telecamera, Matias e Marisol assistono alla chiacchierata in religioso silenzio, salvo poi esprimere eccitazione quando viene toccato l’argomento Rally di Roma Capitale, teatro che ha visto il copilota lucchese dettare le note a Paolo Andreucci. Con il pluridecorato campione garfagnino, David Castiglioni aveva vinto – nel 1994 – il Campionato Italiano 2 litri. La vettura, la Clio Williams dell’Autorel, fa sfoggio in una manciata di fotografie, rispolverate per l’occasione.

La chiamata di “Ucci”, il bagaglio professionale, la vita quotidiana, gli amici… C’è tutto in questa bella chiacchierata con uno degli esponenti del sedile destro: un tuffo in un mondo dove la gavetta, quella vera, ha garantito chiamate su sedili “pesanti” ed amicizie durature. Dagli esordi, anno 1993, sulla Peugeot 309 condivisa alla seconda gara in carriera con Paolo Andreucci al legame instaurato con piloti al centro di programmazioni di alto livello. David Castiglioni, 500 gare all’attivo, si racconta davanti ai microfoni di “RS e oltre” regalando agli spettatori una golosa anteprima: il suo 2019 sarà al fianco di uno dei migliori interpreti del panorama rallistico giovanile.

Un confronto schietto dal quale emerge l’alto profilo di quello che, in Toscana, definiscono un “anti personaggio”. “Il 2019? Negli ultimi anni non sono stato molto fortunato con le programmazioni, per questo non sto lasciando niente al caso” . La stagione prenderà il via sulle strade del Ciocco, orfane da questa stagione di Paolo Andreucci. “Mi spiacerebbe anche dell’assenza di Scandola, spero che a breve possa smuoversi qualcosa. Sarebbe un vero peccato altrimenti”. Venti minuti che fanno leva sull’emozione, elemento distintivo di una puntata da non perdere.

Tommaso Ciuffi il pilota di Peugeot Sport Italia nel Cir 2019

Sarà il toscano Tommaso Ciuffi il pilota di Peugeot Sport Italia che ne difenderà i colori nel campionato italiano Due Ruote Motrici 2019 al volante della 208 R2B ufficiale. Al suo fianco, nel ruolo di copilota, ci sarà il piemontese Nicolò Gonella. La promozione a pilota ufficiale per la nuova stagione rallistica è il premio che l’anno scorso Peugeot Sport Italia aveva messo in palio per il vincitore del Peugeot Competition Top, la serie di vertice del trofeo promozionale che da quarant’anni forma generazioni di nuovi piloti tricolori.

Tommaso Ciuffi è nato a Firenze il 24 novembre 1993 ed è figlio di Paolo, uno dei migliori piloti privati nazionali degli anni Novanta. Tommaso ha debuttato agonisticamente nel 2015 nel Peugeot Competition, dopo aver trovato una stabilità lavorativa come imprenditore e con un percorso insolito per un pilota italiano, cioè partendo dal più formativo sterrato con qualche punta all’estero.

I risultati sono arrivati subito, a dimostrazione della sua classe: nel 2015 partecipa a quattro gare nel Trofeo Raceday Terra con 2 secondi posti di classe; nel 2016 disputa 9 gare su terra con tre vittorie di classe in vari campionati con la Peugeot 208 R2B ed è primo del 2 Ruote Motrici Terra; nel 2017 è secondo nel Peugeot Competition Top 208, terzo nel Peugeot Competition Rally 208 ed è primo di classe al Rally della Val d’Orcia con una 207 S2000.

Nel 2018 il grande exploit: terzo classificato Campionato Italiano Junior su 208 R2B; primo classificato nel Trofeo Peugeot Competition Top 208; primo classificato Trofeo Peugeot Competition Rally 208. Primo classificato nel Trofeo Peugeot Competition Club. Arriva quindi, per la stagione 2019, la “promozione” a pilota ufficiale. “È il coronamento di un sogno che coltivavo fino da piccolo”, dichiara Tommaso Ciuffi.

“Grazie a Peugeot Italia e ai suoi trofei ho avuto la possibilità di concretizzarlo ed ora ho davanti una straordinaria opportunità per crescere ancora. La migliore che si possa avere quando si ha, come me, la speranza di poter arrivare a diventare un pilota professionista. Io e Nicolò ci impegneremo al massimo per imparare e per soddisfare le aspettative di Peugeot. So che vestire i panni del pilota ufficiale è qualcosa di speciale, riservato a pochi. Ma è anche un bel carico di responsabilità, perché in Italia non c’è una squadra vincente quanto Peugeot. L’avere come obiettivo il titolo Tricolore due ruote motrici anziché lo Junior come in passato non mi spaventa: è un incentivo in più e non vedo l’ora di iniziare”.

Tommaso Ciuffi sarà “navigato” da Nicolò Gonella. Nato a Santo Stefano Belbo (Cuneo) il 3 luglio 1995, lavora nell’azienda di famiglia che commercia in uva. Come Tommaso anche Nicolò ha iniziato a gareggiare nel 2015 come copilota di vari piloti, fra cui, Filippo Persico, figlio di Enrico, già vincitore del Trofeo Peugeot. L’anno seguente disputa il Campionato italiano rally con Gianandrea Pisani cogliendo le prime vittorie di classe; nel 2017 l’incontro con Tommaso Ciuffi con cui disputa il Peugeot Competition Top 208; nel 2018, poiché squadra che vince non si cambia, fa coppia fissa con Tommaso Ciuffi e ne condivide i tanti successi.

“Quella 2019 sarà sicuramente una stagione emozionante che ci permetterà di metterci in gioco all’Interno di un team ufficiale. Non nascondo che l’emozione è tanta – confessa Nicolò Gonella – è un sogno che si avvera. Non ci resta che preparare questo inizio di campionato nel migliore nei modi, senza lasciare nulla al caso; gli avversari, come ogni anno, saranno agguerriti ma cercheremo di portare a casa un buon piazzamento fin dalla prima gara. Ci tengo a ringraziare Peugeot Italia, Aci Team Italia e Pirelli per la grande opportunità che ci è stata offerta”.

“L’aver scelto i giovani Tommaso e Nicolò come nostro equipaggio ufficiale per disputare il 2 Ruote Motrici, un campionato da sempre altamente competitivo – dichiara Giulio Marc D’Alberton, responsabile comunicazione di Peugeot – dimostra la nostra fiducia non solo nelle loro qualità, ma anche nella capacità formativa del Peugeot Competition. Infatti, da quarant’anni il nostro trofeo promozionale costituisce l’unico vivaio nazionale che consente la scoperta e la valorizzazione di giovani talenti italiani, permettendo ai migliori di competere alla pari con campioni già affermati. Per noi questo continua ad essere motivo di grande orgoglio e stimolo per proseguire su questa strada, magari per altri quarant’anni”.

Paolo Andreucci lascia il Cir, ma resta con Peugeot: diventa coach

Il Paolino Nazionale ha deciso e ha tolto il ‘tappo’ al mercato piloti. Niente Skoda Fabia R5 e niente DP Autosport, che a questo punto, come avevamo anticipato sia sul sito sia sulla rivista in edicola, potrebbero portare avanti una eventuale trattativa con Giandomenico Basso, fino ad ora davvero molto poco fortunato nel trovare un sedile per la stagione ormai alle porte. Dunque, Paolo Andreucci non sarà al via del Cir 2019, ma è sempre stato l’uomo Peugeot nei rally italiani e ha intenzione di restarlo per il 2019 e anche per il 2020. E chissenefrega se la 208 T16 plurititolata è una vettura obsoleta. Gli appassionati e i fans continueranno a sognare.

Ucci e Ussi, un binomio indissolubile e splendido, che ci ha regalato delle edizioni combattutissime del Campionato Italiano Rally, restano fedeli a Peugeot Italia, di cui Paolo diventa coach, un testimonial, un ambasciatore. Come fu Erik Carlsson per Saab. L’undici volte campione italiano rally, che come detto non sarà al via nel Cir 2019, non difenderà l’ultimo titolo conquistato. Ma resterà nell’orbita della filiale italiana del Costruttore francese. Per lui non c’è un posto dietro ad una scrivania, in una stanza piena di foto con tutti i successi suoi e di Peugeot Italia nei rally.

Per lui c’è la possibilità di disputare delle gare spot, che il campione toscano sceglierà di volta in volta, e di far nascere la nuova Peugeot 208 Turbo, che arriverà tra poco meno di dodici mesi. Esatto, nel 2020. Paolo, nato a Castelnuovo di Garfagnana, il 21 aprile 1965, si è aggiudicato in carriera undici scudetti tricolore, per la precisione nel 2001, 2003, 2006, 2009, 2010, 2011, 2012, 2014, 2015, 2017 e 2018 e per meriti sportivi legati ai rally è stato insignito della cittadinanza onoraria dei comuni siciliani di Scillato e Santa Teresa di Riva.

In gioventù ha praticato lo sci ad alto livello agonistico venendo anche convocato per la Nazionale Azzurra, ma ha dovuto abbandonarlo per il fisico esile ed un brutto infortunio al ginocchio. Prima di esordire al volante di una Renault 5 GT Turbo, correva di nascosto con l’auto di sua mamma e ciò era possibile grazie al fatto che, all’epoca, era permesso correre anche con auto strettamente di serie. Anche questo contribuisce a rendere Paolo Andreucci un pilota eccezionale.

Siamo nel 1987 quando Ucci passa ai rally. Come detto esordisce nella gara di casa, il Rally Il Ciocco e valle del Serchio, organizzato dall’omonima tenuta di Barga, con una Renault 5 GT Turbo. Figura come navigatore, ma in realtà è lui a guidare. Quella gara finisce con un mesto ritiro sotto il diluvio, proprio quando era terzo assoluto. L’anno successivo è secondo nel Trofeo Fiat Uno. Successivamente disputa alcune stagioni per Lancia, Peugeot e Renault. Proprio con la Renault, Andreucci si esalta nel Campionato Italiano prima con la Clio Williams e poi con l’indimenticabile Megane Maxi, portando più volte a casa il titolo nazionale delle 2 Ruote Motrici. Un destino già scritto quello del campione garfagnino. Un destino che lo ha condotto da Peugeot Italia. Altro che Skoda!

Cir 2019: mercato piloti, aggiornamenti sulla situazione

Niente di certo ma tutto ormai quasi fatto. Si potrebbe fotografare così il momento attuale in vista della stagione Cir 2019. Per questo useremo il condizionale, come fino ad ora abbiamo sempre fatto in mancanza di ufficializzazioni da parte dei diretti interessati, anche riguardo a quelle che possono essere considerate trattative ormai andate in porto.

Paolo Andreucci: Prosegue la trattativa con il team bresciano DP Autosport che lo porterebbe a correre nel Cir con una Skoda Fabia R5 Evo 2019, ma continuano però le incertezze da parte dello stesso pilota. Potrebbero infatti essere annunciate altre situazioni, come quella di una permanenza del pilota garfagnino, in Peugeot, con nuove sfide e nuovi obiettivi: un campionato che non sia il Cir e possibili incarichi all’interno di Peugeot Italia. L’attesa è tutta rivolta al 31 gennaio quando proprio la Casa del Leone presenterà e svelerà i suoi programmi. A tal proposito in occasione dei suoi 40 anni di Trofei, Peugeot ha intenzione di confermare il Trofeo Peugeot Competition, che metterà nuovamente in palio un casco da pilota ufficiale per la stagione successiva.

Luca Rossetti: E’ ufficiale che nel Campionato Italiano Rally 2019 ci sarà la partecipazione di Citroen Italia con una C3 R5. A guidare la vettura francese è ormai quasi certo che dovrebbe appunto essere il pilota di Pordenone. Diciamo quasi certo perché attendiamo il comunicato ufficiale.

Simone Campedelli: Poche certezze attorno al pilota romagnolo. Un punto fermo rimarrà quello alla sua destra, con Tania Canton. Campedelli e Orange 1 Racing si stanno concentrando sia sulla scelta della vettura con cui correre, Ford o Skoda R5, che sulle competizioni da affrontare. Il romagnolo non nasconde la voglia di riconfermarsi tra i protagonisti del Cir, ma rimane viva anche la possibilità di partecipazione su altri fronti. “Ho avuto un importante incontro con il presidente Armando Donazzan e insieme abbiamo vagliato alcune ipotesi circa il campionato a cui prendere parte e con quale auto. Questa è una decisione che spetta a lui prenderema posso anticiparvi che stiamo trattando con alcuni team importanti per garantirci la presenza in una serie di valore. Per quanto mi riguarda, farò di tutto per convincere Orange1 Racing per essere ancora una volta della partita nel CIR perchè credo sia il campionato nazionale più bello in Europa. Nelle prossime settimane esporremo il programma definitivo, ma già da oggi posso dire che ci saremo anche noi!”, ha scritto Campedelli junior sulla sua pagina Facebook.

Andrea Crugnola: Il vincitore del Campionato Italiano Rally Asfalto 2018 è ancora in cerca del budget adeguato che gli possa garantire una presenza concreta e costante nel Tricolore Rally, anche se teoricamente il varesino dovrebbe già vestire il ruolo di pilota con HK di Felice Re. Il team avrebbe a disposizione le nuove Polo, pronte al debutto italiano, oltre alle Fabia e Fiesta R5. Intanto, ha annunciato che farà il commentatore su Dazn.

Umberto Scandola: Dopo l’uscita di scena ufficiale di Skoda Italia dal Campionato Italiano Rally, sembrerebbe che il driver veronese stia ancora cercando, una possibile strada, per essere al via del Cir o eventualmente in altri campionati italiani. Non guiderà la 500 testata nei giorni scorsi. Rumors attendibili lo vogliono vicino a Hyundai Slovenia.

Stefano Albertini: Il bresciano, Campione Italiano WRC per due anni di fila, dovrebbe tentare il salto nella massima serie e tornare a far parte delle sfide nell’Italiano, sempre insieme al fidato Danilo Fappani. I due bresciani dovrebbero correre con la Skoda della TamAuto, supportato sempre dalla Scuderia Mirabella Millemiglia.

Giandomenico Basso: Il driver trevigiano sta cercando ancora un programma definitivo e dopo aver chiuso un possibile discorso con Citroen, sta rivolgendo lo sguardo su altre case.

Rudy Michelini e Giacomo Scattolon: Dovrebbero essere al via del Cir 2019 con la Skoda del Team PA Racing. La stessa con la quale il toscano e il lombardo hanno già partecipato nella passata stagione.

Antonio Rusce: Il reggiano dovrebbe essere tra gli iscritti della serie tricolore, sempre con XRace Sport, stavolta al volante di Skoda Fabia R5.

Luca Panzani: Discorso simile per il toscano che potrebbe correre con una Skoda, ma tutto dipenderà dagli accordi con Hankook.

Tra i movimenti attuali, il manager di Ford Racing Italia, Valentino Giorgi, sta prendendo contatti con alcuni dei maggiori piloti italiani non ancora “accasati”. L’obiettivo è quello di trovare un accordo e ripetere il progetto in Ford, verso la conquista del Costruttori, mettendo a disposizione un budget di supporto.

Cir 2019: Ford Italia Racing guarda Ucci, Basso, Campedelli e Dalmazzini

Il tormentone Cir 2019 è ormai una partita a scacchi imprevedibile e alle battute finali e – dopo gli annunci del pensionamento della Peugeot 208 T16 e del ritiro di Skoda Italia dai rally, a cui è seguita la scelta di Riccardo Scandola di vendere le Fabia R5 al Power Car Team – il mercato piloti a molti è sembrato indecifrabile. Niente di più sbagliato. Molte Cassandre si sono fatte annunciatrici di disgrazie, prevedendo un Campionato Italiano Rally povero, sull’orlo della miseria sportiva, addirittura mono-Costruttore e con un campione già nominato: Luca Rossetti.

Lo ripetiamo, niente di più sbagliato. Per fortuna, giornalisti più quotati ed esperti rispetto a diversi improvvisati blogger hanno dispensato diverse ipotesi, molte delle quali assolutamente plausibili e con un minimo di fondamento. E poi c’è chi nega qualunque evidenza e, per comodità, aspetta i comunicati stampa ufficiali. Veline da sbandierare come fossero uno scoop. Ecco, la vera confusione è solo questa. Peccato che praticamente tutti si siano dimenticati di Ford Racing Italia. Infatti, cosa farà la squadra che ha intascato il titolo tricolore Marche 2018? RS e oltre anticipa le intenzioni della squadra italiana. Ma si tratta di rumors (verificati ma sempre rumors) e, con una variabile impazzita come Ucci, ancora è tutto possibile.

La struttura guidata (gli ottimi risultati parlano da soli) dal team manager Valentino Giorgi è fresca del titolo Costruttori vinto da pochi mesi e, fino ad ora, è stata silenziosamente alla finestra ad osservare. Giorgi si è accorto che, attualmente, sul mercato ci sono disponibili dei ‘pezzi da 90’. E allora: perché fare passi falsi e affrettati? Questo hanno pensato, con ogni probabilità, in Ford Italia Racing. Adesso, la filiale italiana del Costruttore americano è quasi pronta. E nonostante i vertici dell’azienda si tengano, comprensibilmente, le bocche ben cucite è praticamente certo che i piloti che stanno guardando sono tre, quelli che piacciono sono quattro. Quello che ancora non sanno è quanti sedili possono rendere disponibili…

A chi sta ammiccando Ford Italia? Chi gli piacerebbe avere al volante della Fiesta RS R5 per difendere il titolo contro l’attacco certo di Citroen Italia con una C3 svezzata ma ancora da sviluppare concretamente sulle PS italiane? Il Costruttore, come era inevitabile che fosse, sta guardando con serio interesse Giandomenico Basso e Simone Campedelli. E come under, visto che è tradizione di Ford Italia avere un vivaio? In questo caso piace Andrea Dalmazzini. E qual è il problema?

Il problema è che Paolo Andreucci deve decidere cosa vuol fare da grande. Perché? Perché Ucci piace anche ai vertici di Ford Italia, che non esiterebbero un istante a valutare la possibilità di correre con lui, visto che correre con Ucci significa anche trovare più facilmente sponsor. Ecco perché diciamo che l’undici volte campione italiano rally è la variabile impazzita che ha reso la situazione del Cir 2019 tanto incerta. Insomma, tutti lo cercano e tutti lo vogliono. Peugeot Italia sarebbe persino disposta a disputare il Cirt 2019 con lui e con la obsoleta 208 T16 (ipotesti improbabile). Max Rendina, Loran, DP Autosport e Skoda Motorsport (Mlada Bolesav, per intenderci) sono pronte ad accordarsi con Ucci, oppure in alternativa con Giandomenico Basso. Ma ora anche Ford Italia Racing getta l’esca, invitando alla propria corte Paolo e la sua dolce metà, Anna Andreussi.

Inevitabile che, così corteggiato, Paolo Andreucci si prenda tutto il tempo per decidere quale tuta indossare, scelta non facile se si considera che il “nostro” è ormai identificato come il pilota del gruppo Psa Italia. Quello che è certo, a questo punto, è che anche altri piloti interessanti come Andrea Crugnola e Giuseppe Testa siano disponibili per correre seriamente nel Cir 2019 con qualche squadra ambiziosa. Ed è certo che Simone Campedelli, invece, resta ancora nell’orbita Ford. In particolare, il driver lombardo, cioè Crugnola sta cercando accordi e sembra a buon punto. Da non dimenticare, come detto all’inizio, che ora le Skoda di Riccardo e Umberto Scandola sono state vendute a Power Car Team e quindi le ritroveremo con ogni probabilità nel Campionato Italiano.

A proposito, cosa farà Scandola? Come accennato nei giorni scorsi potrebbe cercare accordi con Volkswagen Motorsport per correre con la Polo R5, considerato che la Hyundai i20 R5 della Friul Motor è disponibile solo come vettura clienti (cosa che è stata sottolineata a più riprese dall’ingegnere Andrea Adamo, a capo della struttura sportiva della Casa coreana) e che gli Scandola hanno una struttura in grado di gestire da sola una vettura da assoluta al pari delle squadre ufficiali. E non solo un pilota in grado di competere per un titolo nazionale nei rally italiani. E c’è ancora una certezza: la smentita a quelle Cassandre che volevano un Cir 2019 povero…

Paolo Andreucci: auguri di buon Natale ai lettori di RS e oltre (VIDEO)

Paolo Andreucci, undici volte campione italiano rally, esprime i suoi personali auguri di buon Natale ai lettori di RS e oltre. Fategli gli auguri anche voi nei messaggi qui sotto, sul nostro canale Youtube o sulla nostra pagina Facebook. Ha promesso che li leggerà tutti. Ucci nasce a Castelnuovo di Garfagnana il 21 aprile 1965 e vince il Campionato Italiano Rally 2001, 2003, 2006, 2009, 2010, 2011, 2012, 2014, 2015, 2017, 2018. È cittadino onorario dei comuni siciliani di Scillato e Santa Teresa di Riva. In gioventù praticò lo sci ad alto livello venendo anche convocato per la Nazionale Azzurra, ma dovette abbandonarlo per il fisico esile ed un infortunio al ginocchio.

Prima di esordire al volante di una Renault 5 GT Turbo, correva di nascosto con l’auto di sua mamma. Questo è stato possibile grazie al fatto che, all’epoca, era permesso correre anche con auto strettamente di serie. Quando suo padre Piero Leonardo Andreucci lo vide correre per la prima volta, presso la tenuta del Ciocco a Barga esclamò: “Ma che si mette a fare quel matto del mi figliolo…”. Passa ai rally nel 1987 esordendo nella gara di casa, il Rally del Ciocco, organizzato dall’omonima tenuta di Barga, con una Renault 5 GT Turbo. Figurava come navigatore ma in realtà era lui a guidare: prima di ritirarsi sotto il diluvio era terzo assoluto.

L’anno successivo è secondo nel Trofeo Fiat Uno. Corre alcune stagioni per Lancia, Peugeot e Renault. Proprio con la Renault Andreucci si esalta nel Campionato Italiano prima con la Clio Williams e poi con la Megane Maxi portando più volte a casa il titolo nazionale delle 2 ruote motrici. Nel 1999 Andreucci sceglie la Subaru per cercare di conquistare il campionato assoluto: prima con la Impreza WRX e poi con la versione WRC Andreucci lotta soprattutto nel 2000 con Andrea Aghini, Piero Longhi, Gianfranco Cunico.

Nel 2001 passa alla Ford Focus WRC e conquista il suo primo Campionato Italiano Rally, davanti a Renato Travaglia. In questa stagione Andreucci inizia inoltre la lunga collaborazione con la navigatrice friulana Anna Andreussi, sua compagna nella vita di tutti i giorni, che tuttora si occupa di dettare le note al pilota garfagnino. Nel 2002 passa alla Fiat con la quale resta 5 anni vincendo altre due volte il Campionato Italiano Rally, rispettivamente nel 2003 con la Punto S1600 e nel 2006 con la Grande Punto S2000.

Nella stagione 2006, sempre in coppia con la navigatrice Anna Andreussi, vive una delle sue stagioni migliori, vincendo i rally del Ciocco, delle Alpi Orientali, il 1000 Miglia, il Rallye Sanremo, il Targa Florio, il Costa Smeralda e il Rally San Crispino, tutte prove valide per il Campionato italiano Rally che lo incoroneranno appunto campione tricolore della specialità. Nel 2007 passa alla Mitsubishi Lancer Evo IX di Gruppo N di Ralliart Italia: nonostante l’inferiorità del mezzo rispetto alle S2000 nelle gare su asfalto vince tre prove del Campionato Italiano Rally: il Rally del Ciocco, il Rally Targa Florio e il Rally San Crispino.

Alla fine della stagione chiude terzo in campionato dietro a Giandomenico Basso su Fiat Grande Punto Abarth S2000 ed a Luca Rossetti sulla debuttante Peugeot 207 S2000. La stagione 2008 vede Andreucci continuare con la Mitsubishi Lancer Evo IX: dopo aver vinto il 1000 Miglia, il San Crispino e il Costa Smeralda conclude il campionato al secondo posto, alle spalle di Rossetti (sempre alla guida della Peugeot 207 S2000).

Nel 2009 è al volante di una vettura di categoria Super 2000, in questo caso la Peugeot 207 S2000 della Racing Lions contro cui aveva combattuto l’anno prima. L’inizio di stagione è vincente, con il successo al Rally dell’Adriatico, battendo il rivale Luca Rossetti (passato alla Grande Punto S2000). L’annata nel campionato italiano prosegue con le vittorie a San Marino e nel Costa Smeralda che lo porteranno a diventare il Campione Italiano Rally, facendo vincere inoltre il titolo costruttori alla Peugeot. Il resto è storia contemporanea…

Auguri caro Paolo!

Caccia al talento e talenti cacciati

La stagione delle chiacchiere è aperta. Che farà Andreucci dopo l’undicesimo scudetto? E la Peugeot – o meglio il Gruppo PSA che vuol dire anche Citroen, Opel e DS – insisterà sulla 208 T16 o si rivolgerà alla C3 R5, di cui Racing Lions ha già ordinato un esemplare (ma vuol dire poco)? Di certo ci sono solo i trofei con le 208 R2B per celebrare il Quarantennale dei monomarca rally italiani del Leone. Che farà Campedelli ora che la BRC ha venduto la sua Fiesta R5? Cercherà un accordo diretto con M-Sport? E che sarà del sodalizio Skoda-Scandola?

E si è aperta anche la nuova stagione della caccia al talento. In modo doppiamente sorprendente: imitando il mondiale rally con l’introduzione di una serie monomarca Ford Pirelli e togliendo lo Junior dal CIR per poter fare dello sterrato il “centro” della serie in prospettiva iridata per il suo vincitore. A completare l’opera, lo stravolgimento del Supercorso Federale, diventato Shoot-Out propedeutico a questo Junior con una selezione partita da età e disponibilità economica (sigh, è a pagamento!) per un gruppo infarcito di sconosciuti, poi setacciati per età e suddivisione geografica, nella aleatoria speranza che il talento si celi fra chi ancora di altri meriti non ne ha piuttosto che i fra i pochi che qualcosa già hanno mostrato.

In fondo lodevole come tentativo ‘diverso’, visto che con i precedenti sistemi non si è certo centrato il teorico scopo finale: rilanciare un italiano nei Top del mondiale. E siamo a trent’anni dall’ultimo titolo iridato (Biasion), più di venti dall’ultima vittoria (Liatti, Montecarlo ’97), dieci dall’ultima stagione WRC (2008, Galli con la Ford Focus). Eppure i talenti probabilmente li abbiamo anche avuti. Ma sembra nessuno se ne accorga neppure adesso che sono ampiamente negli ‘anta’ e fanno mirabilie, come Luca Rossetti e Giandomenico Basso – peraltro gli ultimi ad aver fatto vincere un marchio italico fuori dai confini. Chissà dove sarebbero arrivati se ci fosse stata la Fiat/Lancia degli anni di Munari e Biasion…

A ‘Giando’ – senza parlare dei titoli italiani e internazionali da ‘ufficiale’ – non è bastato nemmeno lo scudetto 2016 per garantirsi un futuro certo da professionista. E neppure la vittoria nella serie europea Ter sia nel 2017 che nel 2018. Men che meno l’essere stato ampiamente il migliore dei nostri nel Roma Capitale Europeo. Luca – pure lui scudettato e tricampione europeo – ha scontato la scelta illusoria (in chiave prospettive iridate) verso Abarth, perdendo poi un sedile ufficiale ma nulla del suo talento. Nel 2018 ha disputato 8 rally e ne ha vinti sei: 4 con la Skoda Fabia, uno con la Hyundai i20 (il Due Valli CIR) ed uno con la DS3 Wrc.

Negli altri due casi grandissima prestazione in Friuli (con la i20) – 4° assoluto ma vincente in R5 – ed un ritiro, al Casentino. E l’anno scorso non era stato da meno 6 gare in R5 con cinque vittorie (Due Valli CIR compreso) e un ritiro (Friuli da protagonista in Hyundai). Accanto a quattro gare in giro per l’Europa con la Toyota Gt-86 R3, e il solo pilota riuscito a farla sembrare competitiva.

Insomma, talenti cacciati.

Questo è l’editoriale del direttore di RS e oltre di dicembre 2018: scopri il giornale

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Paolo Andreucci si confida a Rock n Rally

Paolo Andreucci ha vinto l’undicesimo titolo tricolore da poche ore. L’undicesimo scudetto sul petto, tanto ormai sulla tuta non c’è rimasto spazio. ‘Merito di Anna Andreussi e di Peugeot Italia’. Ha ragione, ma è anche soprattutto merito suo. Merito del suo piede incredibilmente collegato con ogni neurone del cervello. Ucci è per noi italiani un record da esportazione. E pensare che anni fa i giapponesi non l’anno voluto nel Mondiale Rally, con la scusa che era troppo vecchio… Poche ore dopo aver battuto il proprio record, Andreucci ha partecipato alla trasmissione radiofonica Rock n Rally e si è lasciato andare ad una piacevole chiacchierata dai contenuti decisamente vari.

Cinquantatré anni, undicesimo titolo tricolore. Una stagione particolare quella che avete affrontato, ce la racconti?

‘Per noi è stata una stagione a due facce. La prima parte è andata decisamente bene, poi a Luglio l’incidente con Anna ci ha un pò scombussolato. Nelle successive tre gare non abbiamo raccolto punti, ma fortunatamente avevamo un buon vantaggio da poter gestire. Il ritorno di Anna, la professionalità della squadra, l’affidabilità della vettura e la competitività delle gomme ci hanno però permesso di disputare un’ottima gara a Verona e di cogliere questo risultato’.

C’è stato un momento in passato in cui hai accarezzato la prospettiva di poter essere un pilota ufficiale. Un’ipotesi però sfumata e che ti ha costretto a ripartire da zero. Col senno di poi, baratteresti la carriera che hai fatto fino ad ora per un sedile da ufficiale?

‘Era un periodo diverso. In quei tempi la presenza di Lancia nel mondo dei rally era molto forte e c’erano molte risorse che venivano distribuite anche ai team privati per supportare i giovani. Sono arrivato nel posto giusto ma nel momento sbagliato, cosa che mi ha costretto a ripartire da capo. Sono contento comunque della carriera che ho fatto e di quel che ho raggiunto grazie ai programmi di Peugeot Italia’.

Hai cavalcato diversi periodi rallystici: sei passato dalle potenti WRC alle N4, fino ad arrivare alle S2000 e alle performanti R5. Quale è stato il miglior Paolo Andreucci in assoluto?

‘Cerco di migliorare il mio stile di guida ogni anno, e devo dire che la prima parte del 2018 per me è stata ottima. Nel 2001 feci una grande stagione, ma in generale anche durante tutte le stagioni in cui ho corso con Peugeot mi sento di aver fatto bene. Probabilmente la soddisfazione maggiore l’abbiamo avuta con la 208 R5, una vettura che abbiamo seguito e sviluppato fin dai suoi primi passi e portata al trionfo durante la sua prima stagione assoluta. Dopo cinque anni siamo qui a festeggiare un altro titolo, per cui la vettura è ancora competitiva e tutt’altro che finita’.

Parliamo di questa 208 R5. Il suo ciclo è finito oppure ci sono ancora delle carte da giocare?

‘Il ciclo della 208 R5 non è finito. La vettura è affidabile e veloce. E’ importante soprattutto capire cosa faranno i nostri competitor ed anche le nuove vetture che arriveranno nel CIR l’anno prossimo (Polo R5 NdR). Noi non avremo nuove evoluzioni, non sarà stravolta e dovremo lavorare sui dettagli. Abbiamo un’ottima squadra e il minor numero di ritiri rispetto a tutti i nostri avversari, questi sono i nostri punti di forza’.

Quale è il tuo elisir di lunga vita? Hai dei riti particolari che compi prima della gara?

‘Avere una passione che è anche il tuo lavoro aiuta moltissimo e ti spinge a non lasciare mai quello che fai. Sei alla ricerca continua di nuove motivazioni, soprattutto per me che amo questo sport e che sono riuscito a trasformarlo nel mio lavoro. Mi ritengo fortunato per questo. Riti particolari? No non ne ho, prima di mettermi in macchina faccio dello stretching ma non sono superstizioso, a differenza di Anna quando vede i gatti neri! Se ne troviamo uno in trasferimento, mi costringe a fermarmi (se abbiamo tempo)!’.

Nelle tue note si sente spesso il termine “zanella”. Ci spieghi cosa significa?

‘La “zanella” è semplicemente il bordo strada che divide l’asfalto e il marciapiede quando c’è lo scolo dell’acqua. Quando esiste questo scolo, lo inseriamo nelle note perchè a volte mettiamo la ruota in quel punto’.

Parliamo dell’incidente di Luglio con Anna. Quando capitano queste cose ed esiste un vincolo sentimentale tra pilota e navigatore, la preoccupazione è doppia?

‘No, il nostro vincolo rappresenta un vantaggio perchè abbiamo un grande feeling. Quest’anno è stato particolare perchè Anna è stata costretta a letto per un certo periodo a causa dell’incidente e per lei è stato un periodo duro vista l’impossibilità di muoversi. Non è stata una bella estate, ma è tornata più carica che mai con la solita voglia di fare bene’.

Cosa farete nel 2019 e come ti vedi tra 10 anni?

‘E’ ancora presto per parlare del prossimo anno perchè in Peugeot sono molto impegnati. Comunque aspettiamo fiduciosi i loro programmi futuri. Indipendentemente dall’età, se sei competitivo e vai forte le squadre ti cercano e continuano a cercarti. Tra 10 anni mi vedo ancora coinvolto appieno nel mondo del motorsport. Con Anna abbiamo già delle attività in questo senso, come ad esempio i corsi di guida sicura che teniamo quando non siamo impegnati con le gare. In linea di massima insegnare e trasmettere quello che so fare è una cosa che mi piace molto, già dai tempi in cui facevo il maestro di sci’.

E’ difficile trovare Paolo Andreucci nella sua vita privata al di fuori dei rally, ma c’è stata nell’ultimo periodo una certa vostra apertura nei confronti dei social network. Cosa ne pensi di questi nuovi sistemi di comunicazione?

‘In questo periodo che stiamo vivendo, i social network sono fondamentali. All’inizio era un mondo che non abbiamo mai toccato, ma poi con Peugeot si è avvertita questa esigenza. Ora abbiamo delle persone che seguono questo aspetto durante le gare, senza poi dimenticare l’app che abbiamo sviluppato che può essere inserita in questo contesto. Per noi questa app è fonte di soddisfazione in quanto si tratta di un brevetto che tanti hanno cercato di realizzare ma solo noi abbiamo portato fino in fondo. Ora ci sarà un nuovo aggiornamento diviso in due sezioni: una dedicata alla guida stradale e l’altra per i rallysti, in uscita a dicembre’.

Armando Donazzan (Orange1 Racing) ha presentato un esposto contro di voi e Peugeot. In questi giorni si sono animate molte polemiche attorno a tutto questo, ma nè tu nè Peugeot avete preso una posizione in merito. Cosa ti senti di dire a riguardo?

‘Peugeot risponde alle cose sensate, a quelle non sensate non risponde. Lo stesso faccio io. Se le cose hanno un fondamento è un conto, se invece non hanno senso è anche difficile dare una risposta. Noi e Peugeot siamo un agglomerato che deve rispettare le regole e noi le rispettiamo appieno. Negli ultimi anni abbiamo sempre fatto bene nel CIR, tanto da indurre i vertici a prendere delle decisioni di carattere politico più che sportivo, atte a limitare la nostra forza. Succede quindi che anzichè apportare qualche piccolo accorgimento al regolamento, esso venga completamente stravolto di anno in anno penalizzando non solamente noi ma tutti. Di altre polemiche, è meglio non parlarne’.

Cir, Rally Due Valli: A Paolo Andreucci il Cir numero 11

Il Rally Due Valli parte decisamente male per Marco Pollara e Giuseppe Princiotto. Sulla prima prova speciale, quella di Erbezzo l’equipaggio siciliano è uscito di strada nel tratto finale e i soccorsi sono intervenuti in tempi rapidi. Piloti subito soccorsi e coscienti. Rally Due Valli: PS1 bloccata per uscita di strada dei due siciliani, Marco Pollara e Giuseppe Princiotto, con la loro Peugeot 208 T16 R5. L’intervento delle ambulanze è stato tempestivo e allo stato attuale pilota e navigatore risultano coscienti. Pollara riporta una leggera ferita in volto.

Il Due Valli è più che combattuto del solito. Sulla PS4 Roncà, Luca Rossetti (Hyundai) parte subito all’attacco con il tempo di 6’58.1 davanti a Paolo Andreucci (Peugeot). Terzo tempo in prova per il varesino Andrea Crugnola con la Ford Fiesta R5 di Ford Racing Italia a sua volta eguito da Elwis Chentre con la Skoda Fabia R5. Quinto crono per Andre Dalmazzini con la FIesta R5 di X Race Sport. Segnalata una foratura per Umberto Scandola (Skoda). Il driver veronese scivola a 18” da Paolo Andreucci, suo diretto avversario nella sfida per titolo tricolore.

Tra le forature si segnala anche quella della Skoda Fabia R del toscano Rudy Michelini. Uscita di strada per Ivan Ferrarotti con la Renault Clio R3T senza conseguenze per l’equipaggio composto da Ivan Ferrarotti. Tra gli Under 26 ancora davanti Damiano De Tommaso seguito da Andrea Mazzocchi che prosegue la sua corsa in ottiva di Trofeo Peugeot Competition.

Sulla PS5 della gara tricolore Cà del Diaolo è ancora Luca Rossetti il più veloce in prova, ma Andreucci non demorde e attacca dietro al pordenonese chiudendo ad un solo decimo di secondo dal friulano. Terzo crono per l’aostano Elwis Chentre, con la Skoda Fabia R5 con un distacco dal primo di 5”2. Resta alle spalle dei primi tre il veronese Umberto Scandola con la Fabia, a sua volta seguito dalla Ford Fiesta di Crugnola. Dopo la quinta prova speciale, la classifica generale vede Rossetti ancora saldamente al comando del Raly Due Valli, secondo Paolo Andreucci a 12”3 e Crungola a 25”5.Scandola quarto a 38”5.

Nemmeno il tempo di finire la prima prova del Due Valli che decideva il Tricolore Rally. Neppure il tempo di arrivare in fondo ad un crono che – stando agli intertempi – stavano dominando. E’ finita così, con la Ford Fiesta inesorabilmente ammutolita, l’ultima gara della stagione per Simone Campedelli e Tania Canton. Le Pantere Alate di Orange 1 Racing erano pronte, decise a combattere sino in fondo per conquistare quel titolo che era alla loro portata ma, evidentemente, non era destino che andasse così.

Un guasto inaccettabile, sul quale bisognerà fare chiarezza, ha spento ogni speranza. Ed a nulla è valso il super motore che gli uomini di M-Sport, su diretto interessamento di Malcolm Wilson, avevano fornito alle Pantere Alate di Orange1 Racing per consentire loro di difendere al meglio le chance di conquista del Tricolore. Finisce così, con tanta amarezza, una stagione bella e difficile, che ha visto Simone e Tania risultare spesso l’equipaggio più performante fra quelli in corsa per il Campionato Italiano. L’amarezza come detto è grande ma lo è altrettanto la voglia di riprovarci: never give up!

“Nonostate il ritiro sulla prima prova per un problema elettronico voglio ringraziare M-Sport – dice Simone – per avermi fornito un super motore e un ingegnere, Slavek Wneck, bravissimo nel supportarmi in fase di preparazione al rally. Purtroppo non abbiamo potuto effettuare il test pre-gara come avevamo stabilito con la squadra e questo nonostante il propulsore di M-Sport fosse disponibile al team sin dal lunedì precedente la corsa”. Davvero un’occasione sprecata… “Con il senno di poi – analizza Campedelli – il problema che ci ha fermato si sarebbe potuto scoprire, dunque risolvere, durante il test pre-gara e quindi non avremmo compromesso tutte le nostre chance, come invece è accaduto. Ringrazio comunque tutti i nostri tifosi, i partner ed i collaboratori per il continuo supporto che ci hanno fornito nel corso di questa stagione. Tornerò più forte e motivato per lottare per il titolo”.

Paolo Andreucci e Anna Andreussi, Peugeot 208 T16, si sono aggiudicati il titolo di campioni italiani rally 2018 al termine di una stagione altalenante, in il toscano ha in pratica fatto di tutto per vincere, ma anche per rendere assolutamente difficile la sua ennesima caccia al titolo tricolore. Una stagione che a Verona ha portato ben quattro piloti ad avere ancora possibilità di vittoria e che si è conclusa solamente dopo l’ultimo chilometro cronometrato, quando tutto si è finalmente chiarito. Una festa tricolore quella di Verona, che ha perso subito uno dei suoi protagonisti più attesi, Simone Campedelli fermato da problemi meccanici alla sua Ford, ma che è proseguita lungo due giornate con Umberto Scandola, Skoda Fabia R5, e Andrea Crugnola, Ford Fiesta R5, che sono rimasti sempre lì a costringere il toscano a non mollare mai fino in fondo.

Il più accreditato avversario del toscano, Umberto Scandola, in coppia con Guido D’Amore, sulle strade della sua Verona ci ha provato fino in fondo, ma il suo passo e non certo per sua colpa, un po’ meno veloci le sue Dmack rispetto alle Pirelli dell’avversario e qualche problemino meccanico, è stato leggermente sempre più alto rispetto a quello di Andreucci. Per il varesino Andrea Crugnola e Danilo Fappani con la Ford Fiesta R5 di Ford Racing Italia invece la soddisfazione è stata comunque grande, perché con questa gara, ha vinto comunque il Campionato Italiano Rally Asfalto, serie dedicata a piloti e squadre assolutamente private. Con questo meritato risultato del driver varesino, il titolo tricolore riservato ai Costruttori viene assegnato alla Ford, davanti alla Skoda e la Peugeot.

Parlato della lotta per il titolo, un capitolo a sé lo merita la prova di Luca Rossetti e Eleonora Mori su Hyundai i20 NG R5, vincitori con pieno merito della gara veronese. Il pilota friulano ha da alcuni anni lasciato il Campionato Italiano Rally, ma ha anche mantenuto una classe del tutto intatta, che si manifesta ogni qualvolta partecipi ad una gara. Nella classifica finale di gara Luca Rossetti ha preceduto il bravo Andrea Crugnola, Paolo Andreucci e un ottimo Elwis Chentre su Skoda Fabia R5. Alle spalle dei primi quattro, chiude dunque Umberto Scandola, seguito a sua volta dal toscano Rudy Michelini, altra Skoda. Ad inserirsi nella top ten finale poi il veronese Luca Hoelbling, Skoda, il reggiano Gianluca Tosi, Ford e, Leopoldo Maestrini, iscritto al CIRA, con la Skoda Fabia e, il pilota di casa Massimo Zaglia su Peugeot 208 R5.

Chiudono in bellezza la stagione 2018, Damiano De Tommaso e Michele Ferrara per i già ottenuti titoli tricolori nel Campionato Junior e nel Due Ruote Motrici piazzandosi a Verona undicesimo assoluti. Per quanto riguarda il Trofeo Peugeot Competition Top 2018, la vittoria in gara è andata a Tommaso Ciuffi e Nicolò Gonella che sono semplicemente arrivati in fondo alla gara senza commettere troppi errori, davanti ad Andrea Mazzocchi e Silvia Gallotti, diretti avversari, molto bravi qui tra gli Junior, rimasti alle spalle di De Tommaso per gran parte della gara. Un altro risultato di rilievo a Verona lo ha ottenuto nuovamente con la sua Suzuki Swift R1B, il Campione Italiano R1 e vincitore del Trofeo Suzuki Rally Trophy Giorgio Cogni, davanti al piemontese Simone Goldoni e il toscano Stefano Martinelli. Migliore tra le Twingo R1 il già vincitore del Trofeo dedicato alle piccole Renault, Alberto Paris, autore di ottimi tempi tra le vetture di classe R1.

‘Ce l’abbiamo fatta, ma quanta fatica! Abbiamo affrontato questo ultimo appuntamento di campionato con un handicap di mezzo punto su Scandola e non era la situazione migliore con cui avrei mai voluto arrivare a Verona. Ci siamo concentrati molto su ogni singolo particolare, ma lo confesso, eravamo tesi, bastava un nonnulla per buttare via il lavoro di una intera stagione. Né io né Anna volevamo lasciare nulla sul tavolo, volevamo a tutti i costi la vittoria e grazie all’impegno di tutta la squadra ce l’abbiamo fatta. Una grande soddisfazione che rende merito di un lavoro egregio fatto quest’anno da tutti, un grosso grazie a Pirelli che è stata fondamentale. Grazie a tutti gli altri sponsor che mi hanno sostenuto in questa stagione e che hanno creduto ancora in me. Grazie anche alle migliaia di tifosi che nel corso del campionato mi hanno fatto sentire una vicinanza pazzesca, fatta di tanti gesti e che sono venuti a tifarci con grande passione’.

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Sotto il Segno dei Rally 2: racconti di Beppe Donazzan

La formula è sempre la stessa: un’appassionante serie di storie, fatti e imprese che, lette in sequenza, finiscono per dar vita ad un vero e proprio romanzo su questo mondo che tanta passione ha suscitato negli anni. A cambiare, questa volta, sono i protagonisti che, in questo secondo volume, corrispondono a quelli di alcuni fra i piloti italiani di maggior rilievo che hanno corso dagli anni Ottanta sino ad oggi.

I loro nomi sono, fra gli altri, Vudafieri, Cerrato, Zanussi, Bettega, Tabaton, Tognana, Cunico, Biasion, Liatti e Deila. Basta leggere i primi due o tre racconti per ritrovarsi, improvvisamente, in mezzo ai muri di folla che negli anni Ottanta e Novanta delimitavano i percorsi delle prove speciali lungo la penisola.

E capisci subito che non è necessario arrivare in fondo al volume, per sentirsi in grado di garantire che l’ultima fatica di Donazzan dovrebbe occupare un posto di riguardo nella libreria di ogni appassionato. E ti ritrovi comunque, tutto d’un fiato, in fondo al volume.

Tre i capitoli del libro. Il primo, “Le sfide infinite” parla di Attilio Bettega, Adartico Vudafieri, Vittorio Caneva, Tonino Tognana, Nico Grosoli, Franco Ceccato, Mario Aldo Pasetti, Antonella Mandelli, Franco Corradin, Gabriele Noberasco, Micky Martinelli, Alberto Alberti, Paolo Pasutti, Giorgio Pasetti.

E poi ancora, Paola Alberi, Gianni Del Zoppo, Nick Busseni, Dario Cerrato, Massimo Barbujani, Franco Uzzeni, Michele Cinotto, Franco Leoni, Carlo Cuccirelli, Fratelli Betti, Alberto Carrotta, “Bronson”, Pietro Mirri, Flaviano Polato, Paolo Baggio, Pierangela Riva, Ennio Santinello, Giacomo Bossini.

Nel secondo, “Tutte le latitudini” ci sono Fabrizio Tabaton, Andrea Zanussi, Miki Biasion, Gianfranco Cunico, Alessandro Fiorio, Bruno Bentivogli, Massimo Ercolani, Paola De Martini, Carlo Capone, Chantal Galli, Michele Rayneri, Gilberto Pianezzola, Giovanni Manfrinato, Isabella Bignardi, Fabrizio Fabbri, Paolo Alessandrini, Prisca Taruffi, Alessandro Fassina, Enrica Munaretto, Giammarino Zenere, Pucci Grossi, Michele Grecis, Edi Orioli, Enrico Bertone, Sergio Cresto, “Tabacco”.

Nel terzo, “L’era dell’elettronica” salgono in cattedra Andrea Aghini, Piero Liatti, Paolo Andreucci, Andrea Dallavilla, Pierluigi e Romeo Deila, Piero Longhi, Andrea Navarra, Renato Travaglia, Luca Rossetti, Gigi Galli, Umberto Scandola, Andrea Crugnola, Loris Roggia, Manuel Sossella, Lara Battistolli, Massimo Gasparotto, Alex Bruschetta, Alessandro Battaglin.

Ma anche: Claudio De Cecco, Luca Cantamessa, Giandomenico Basso, Massimo Ceccato, Marco Tempestini, Luca Pedersoli, Valentino Rossi, Franco Ballerini, Felice Re, Luca Campedelli, Matteo Gamba, Mauro Spagolla, Fabrizio Nucita, Fontana, Italia Rally Talent, Sandro Sottile, Angelo Medeghini.

Esiste la possibilità di acquistare Sotto il Segno dei Rally 1 e Sotto il Segno dei Rally 2 in abbinata e contenuti in un elegante cofanetto. Si tratta di una edizione limitata di duecento pezzi, che consiglio vivamente e che trovi dettagliata nella scheda libro. Beppe Donazzan, che è sempre un gentiluomo, mi ha concesso la pubblicazione di alcuni brani. Li trovi su Storie di Rally con una semplice ricerca. Di seguito ne pubblico uno molto divertente.

In Abruzzo il colpo con una Porsche in una torrida estate del 1982

Nel corso della giornata, per lo più all’imbrunire, scattava la domanda da un milione di dollari. Da nord a sud. Classica. In veneto era: “Te piase più i rally o la figa?”… Immancabile, dopo tanti discorsi di motori, ammortizzatori, “meglio i Koni o i Bilstein? No, su quea gara monto i Bilstein, la machina, da drìo, la sta più zò…”. Di solito il quesito veniva sparato dal personaggio più carismatico, quello che correva. Il team principal del gruppo, si direbbe ora.

Partivano le schermaglie di precisazioni: “Un rally con che macchina?, in contrapposizione “con che figa?”. Dalla Stratos o dalla 037, sull’altra sponda andavano a mille Serena Grandi, Edwige Fenech, Carmen Russo, Lilli Carati…protagoniste di film e di immagini senza veli sui giornali tipo Le Ore, Blitz, Men o Caballero che, per qualche minuto, avevano la supremazia su Autosprint.

C’era chi sceglieva i rally, chi – i più – la seconda opzione. Chi invece, ligio al compromesso radicato nella cultura democristiana, diceva: “Mi fasso i rally. La tosa poi me la trovo in machina…”. Le sghignazzate si protraevano a lungo, con toni sempre più coloriti e accesi. Uno dei tanti ritrovi dei giovani di Bassano del Grappa era un negozio di calzature. Titolare Ennio Santinello, un altro personaggio oltre le righe di quel pazzo mondo, con passione smisurata per le auto.

Fuori dal comune. Un pensiero fisso che non aveva fine. Era lui che innescava ogni tanto quella domanda, quando il gruppetto di amici aumentava di numero sul far della sera. C’era chi arrivava dal lavoro e chi aveva chiuso i libri dell’università”.

Ennio lasciava alla compagna il compito di servire i clienti. Entrava in scena solo se le presenze, all’interno del negozio, aumentavano di numero, oppure per l’ingresso di qualche attraente ragazza. Allora scattava dalla poltrona dell’ufficio, pieno di coppe e di cataste di Autosprint e Quattroruote, tirava giù dagli scaffali mezza bottega per mostrare le proposte più belle.

Cosa riuscisse a scorgere, inginocchiato, davanti alle signore, mentre le aiutava ad infilarsi le accattivanti scarpe dai tacchi slanciati o gli stivali, realmente non si sa. Conclusa la vendita rientrava nell’ufficio, rosso paonazzo, agitando le mani anticipando, visivamente, il racconto.

A luci rosse, naturalmente. Qualcuno del gruppo – compreso chi scrive, non lo nega – per provare l’ebbrezza del proibito, si improvvisava, qualche volta, commesso. Ma ne ritornava deluso. Era l’atmosfera che si creava ad alzare la temperatura del momento. Siparietti come nei film di Pierino e nulla più. Certo è che Ennio Santinello in macchina andava forte. Preparava le sue auto con una meticolosità da fuori di testa.

Soprattutto i particolari venivano esaltati. A vederle finite, dalla Fulvia HF 1600, alla Beta Montecarlo, per finire alla Porsche SC 3000, alcune con le quali aveva gareggiato, era un delitto pensare che avrebbero affrontato dei rally su viottoli dal fondo impossibile. Santinello non aveva mai avuto velleità di graduatorie e campionati. Correva quando voleva e se ne aveva voglia.

Così come decise di andare giù a Pescara, per partecipare al secondo rally della Spiga. Bel parco partenti con “Pau”, Leoni e Mirri con le Stratos. Ennio era alla guida di una Porsche SC 3000 Gruppo B, in realtà poco più di serie. Come navigatore Walter Bizzotto, un altro personaggio di Bassano, successivamente numero 1 della Mitropa Cup e dal 2013 anche presidente dell’Automobile Club di Vicenza.

Giù il piede, facendo attenzione a non esagerare e il risultato arrivò. Imprevisto e imprevedibile. Primi assoluti in un delirio di folla nel capoluogo abruzzese, in un giorno caldissimo di inizio estate. In pieno Mundial di Spagna, 112 iscritti, 82 partenti. Accade in Centro Italia, sempre in quel fine settimana del giugno 1982.

la scheda

SOTTO IL SEGNO DEI RALLY 2

Autore: Beppe Donazzan

Volumi: collana editoriale Grandi corse su strada e rallies

Copertina: rigida

Pagine: 416

Immagini: in bianco e nero e colori

Dimensioni: 14 x 22 centimetri

Editore: Giorgio Nada Editore

Prezzo: 20.50 euro

Peso: 739 grammi

ISBN: 978-8-8791159-9-5

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Elba, la rimonta del Leone: vincono Ucci-Ussi

Paolo Andreucci, terzo alla fine della PS1, riesce a rimontare e vince il 51° Rallye Elba, raggiungendo così la terza vittoria in quattro gare disputate. Un appuntamento storico che è stato teatro di grandi imprese del passato e che ora vede il Leone sul più alto gradino del podio, consolidandone la leadership in campionato, sia piloti sia costruttori. Week end di gara un po’ sfortunato quello del giovane Marco Pollara alla guida della seconda Peugeot 208 T16 ufficiale. Noie all’idroguida lo hanno rallentato quando si stava avvicinando a posizioni da podio: finisce decimo assoluto. Un peccato, ma ha dimostrato che la stoffa c’è ed è in grado di lottare con i top driver del campionato.

Paolo Andreucci (208 T16): “Il rally dell’Elba è stato una bella sfida! Non facile perché molto scivoloso il fondo nelle prime prove speciali di ieri (venerdì). Sembrava di avere grip, ma non era così. Ho concluso quindi la prima prova speciale in terza posizione. Poi, ieri sera, alla fine della PS5, sono riuscito a risalire una posizione e questa mattina, invece, ho fatto il salto in prima posizione, perché chi mi stava davanti ha avuto un problema ad una gomma. Dall’ottava prova in poi ho amministrato la gara perché chi mi inseguiva era ben distante. È stata una bella gara, finalmente in un clima estivo e senza le bizze del meteo come al Targa Florio. La 208 T16 è andata bene e le gomme sono state una conferma della qualità e competitività di Pirelli. Bene così. Ora ci si prepara per il San Marino, a fine giugno, perché ora arrivano le tappe più difficili per noi. Ma sono sicuro che il lavoro fatto finora ci servirà”

Marco Pollara (208 T16): “Che delusione, ci speravo proprio! Anche perché stavo andando bene. Nemmeno me lo sarei immaginato che avrei potuto puntare al podio e stavo andando in quella direzione prima che l’idroguida mi rallentasse… I meccanici al parco assistenza sono stati come sempre perfetti, ma il ritardo accumulato era tale che non ero in grado di recuperare e puntare più in alto di questo decimo posto. Male ma con una consolazione derivante dal fatto che mi sono reso conto che posso puntare in alto, con i migliori piloti del campionato. La gara è stata una bella esperienza e sicuramente carica di storia. L’appuntamento è solo rinviato.”

Scandola-D’Amore conquistano al debutto il secondo posto al 51° Rallye dell’Elba. Grazie a questo risultato, raggiunto dopo un entusiasmante recupero nella giornata di sabato, la Fabia bianco-verde di Skoda Italia Motorsport sale anche al secondo posto del Campionato Italiano Rally, arrivato al giro di boa. Tutto il team festeggia l’ottima prova e guarda con ottimismo al prossimo appuntamento del 29-30 giugno sulla terra del San Marino Rally

Dal quinto al secondo posto, impreziosito da ottimi tempi nelle prove speciali di sabato. Il Rallye dell’Elba si conclude nella maniera migliore per Umberto Scandola e Guido D’Amore. Nei 150 chilometri delle dieci prove cronometrate l’equipaggio di Skoda Italia Motorsport ha trovato un ottimo passo gara, dopo aver lavorato sulle regolazioni della vettura. Prova dopo prova il pilota veronese ha maturato la giusta confidenza per attaccare nella ricerca dei tempi migliori e dalla quinta posizione che aveva conquistato nella prima semitappa di venerdì, sabato è passato al secondo posto a 30” dal vincitore.

Il 51° Rallye Elba è stato lo scenario della terza prova stagionale del Trofeo Clio R3 Top e del Twingo R1 Top. Nel primo non è mancato lo spettacolo, grazie ad un bel duello tra il leader Ivan Ferrarotti e Riccardo Canzian, che sin dalle prime battute del venerdì hanno fatto registrare tempi molto simili. Canzian ed il navigatore Andrea Prizzon hanno tenuto il comando delle operazioni fino alle battute finali del rally, dove l’esperienza di Ferrarotti e del suo coéquipier Giovanni Agnese è uscita fuori proprio in occasione dell’ultima delle dieci prove speciali previste dalla competizione isolana, ovvero la “Due Mari”.

La stoccata vincente del pilota reggiano gli ha permesso di conquistare anche il primato tra le Due Ruote Motrici del Campionato Italiano Rally ed allo stesso tempo di consolidare la propria leadership nel tro feo, in cui adesso vanta 15 lunghezze di vantaggio nei confronti di Canzian, che ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per poter ambire al titolo. Continua a migliorare anche il debuttante Emanuele Rosso, che con Andrea Ferrari a leggergli le note è riuscito a svettare nella prova spettacolo di venerdì sera a Portoferraio. Un passo di gara costante e deciso ha permesso all’equipaggio della Gima Autosport di salire sul gradino più basso del podio.

Targa Florio, con Andrea Nucita non passa lo ‘straniero’

Il trionfo siciliano che porta i nomi di Andrea Nucita e del navigatore Marco Vozzo suggella un’entusiasmante 102° Targa Florio sul traguardo finale di Piazza Duomo a Cefalù, colmata da un bagno di folla entusiasta. Per la prima volta in carriera l’equipaggio che nell’occasione ha condiviso l’abitacolo della Hyundai i20 R5 ha vinto la corsa più antica del mondo e gara di casa, quest’anno valida per il Campionato Italiano Rally e Campionato Italiano Rally Autostoriche, Campionato Italiano Regolarità a Media e Campionato Regionale.

Nucita, pilota messinese di Santa Teresa Riva classe 1989, in quello che è anche il suo primo successo assoluto nel Tricolore ha ingaggiato un duello mozzafiato con il campione italiano Paolo Andreucci, navigato da Anna Andreussi sulla Peugeot 208 T16 ufficiale, e dopo aver costruito un vantaggio di una manciata di secondi nell’ultimo “giro” di prove speciali ha preceduto sul podio il driver toscano, stavolta secondo dopo che nel 2016 vinse la sua decima Targa Florio proprio davanti al siciliano, e Umberto Scandola, terzo sulla Skoda Fabia R5 condivisa con Guido D’Amore.

Insomma, la Targa Florio non si smentisce e con la sua raffica di emozioni si è rivelata la gara più incerta e appassionante del Cir. “Si realizza il sogno- ha detto Nucita -. Dal punto di vista storico la Targa Florio è unica al mondo. Solo il fatto di partecipare è speciale e noi abbiamo vinto! E’ stata una gara molto dura e impegnativa caratterizzata da margini ravvicinati, ma durante le prove eravamo molto soddisfatti, nonostante anche il meteo fosse difficile. Nelle ultime prove l’obiettivo era rimanere molto concentrati stando attenti a non fare errori. Abbiamo tenuto un ritmo più alto possibile”.

Dopo la partenza dall’elegante Piazza Verdi di Palermo e la prova spettacolo in notturna nei pressi dello Stabilimento Blutec a Termini Imerese venerdì, la giornata finale della Targa Florio 2018 ha vissuto nuovi momenti entusiasmanti nelle sfide che si sono susseguite lungo le 15 speciali del sabato, caratterizzate dall’incognita meteo e quindi dall’alternanza tra fondi asciutti, umidi e bagnati che a team e piloti hanno reso complicate le scelte di assetto e soprattutto di pneumatici.

L’incertezza nel meteo si è presto trasformata anche in incertezza “agonistica”, dimostrata dai 7 vincitori diversi nelle prime 11 prove speciali (e alla fine saranno 8 su 16). Nucita, autore con Vozzo e la Hyundai i20 di quattro scratch da metà gara in poi (PS7, PS8, PS12 e PS13), ha preso il comando alla PS7 “Scillato Polizzi 2”, all’inizio del secondo “giro” di prove. Poi con Andreucci (che ha vinto le PS5 e la PS9, quest’ultima con lo stesso tempo di Nucita!) ha addirittura condiviso proprio la testa della generale al secondo passaggio a Pollina per poi sferrare l’attacco in quello a Cefalù.

Andreucci-Andreussi sono sempre stati in lizza per la vittoria, anche se il pensiero ai punti del Tricolore Rally nel finale ne ha caratterizzato la strategia. Poco dietro, dopo un inizio complicato dalla pioggia mattutina, Scandola e D’Amore sono risaliti fino a un convincente terzo posto che replica quello del 2016 ed è impreziosito dal miglior tempo nella PS11. Sotto al podio ha concluso quarto Totò Riolo sulla Skoda Fabia R5. Navigato da Gianfranco Rappa, il pilota di Cerda sulle strade di casa ha vinto la PS6 e ha conquistato un altro risultato di prestigio nonostante una foratura alla posteriore sinistra lo abbia attardato nelle fasi iniziali.

Prima di Nucita, proprio Riolo era stato l’ultimo siciliano a vincere la Targa Florio, nel 2010 su Citroen Xsara WRC. La top-5 è stata completata da Luca Panzani, in coppia con Francesco Pinelli sulla Ford Fiesta R5, il pilota toscano sorprendente vincitore dell’insidiosa (causa pioggia) PS2 che ha aperto la giornata di sabato. Altri vincitori “parziali” capaci di distinguersi a più riprese durante la competizione sono stati il pavese di Voghera Giacomo Scattolon (con Paolo Zanini sulla Skoda Fabia R5), che ha firmato le finali PS15 e PS16 concludendo sesto, e l’emiliano Antonio Rusce (con Sauro Farnocchia sulla Ford Fiesta R5), ottavo al traguardo e autore degli scatch nelle PS10 e PS14.

Settimi i toscani Rudy Michelini e David Castiglioni (Skoda Fabia R5) e nono il molisano Giuseppe Testa (Ford Fiesta R5 condivisa con Massimo Bizzocchi). Tra i siciliani, avvincente nel finale la rimonta di Marco Pollara e Giuseppe Princiotto sulla Peugeot 208 T16. I due ufficiali della Casa del Leone hanno recuperato fino a entrare nella top-10 dopo un problema all’idroguida accusato durante il secondo “giro” di prove e che liaveva rallentatifino ad allontanarli dalle posizioni di vertice (erano quinti).

Sfortunati e mancati protagonisti al traguardo, invece, sono Simone Campedelli e Andrea Crugnola, entrambi su Ford Fiesta R5. Il primo, con Tania Canton, sulla Fsi era aggiudicato la prova spettacolo allo Stabilimento Blutec venerdì sera e poi le PS3 e PS4 sabato mattina, ma è uscito di strada nel tratto “della Fontana” alla PS7, ovvero al secondo passaggio sulla “Scillato-Polizzi”, subito dopo il parco assistenza di fine mattinata dove era rientrato terzo, staccato di appena 1”4 da Andreucci (in quel momento leader).

Crugnola, invece, affiancato da Danilo Fappani, ha alzato bandiera bianca alla PS4 (“Bergi 1”) per un problema al mozzo dell’anteriore destra (era quinto a 13” secondi dal primo). Nella competizione riservata al Campionato Siciliano Rally, con arrivo nel cuore di Termini Imerese in via Mazzini nel pomeriggio, Roberto Lombardo ha vinto al volante della Renault Clio Williams. Il driver e preparatore nisseno, immancabile all’appuntamento con la Targa Florio, si è messo in luce fin dall’inaugurale prova spettacolo in notturna allo Stabilimento Blutec e si è aggiudicato in totale ben cinque prove speciali.

Nella prima parte di gara gli ha reso la vita difficile Calogero Quaranta sulla Renault Clio di classe S1600, che dopo essersi aggiudicato due prove ha perso terreno in una toccata all’anteriore sinistro a Pollina concludendo secondo. Alle spalle dei due si è classificato terzo Nazareno Pellitteri con la Clio di classe A7, mentre tra gli autori di almeno uno scratch c’è Domenico Gabriele Morreale, anche lui sulla berlina francese ma in versone N3.

L’esperto agrigentino si è però giocato il podio assoluto nel finale per una penalty di 4 minuti dovuta a un cambio gomme tra controllo orario e ingresso in prova. Costretto a fermarsi per un surriscaldamento nelle prime battute, invece, Giuseppe Messina con la Renault Clio RS di classe R3C.

Vite in controsterzo: confessioni di rally a tu per tu

Vite in controsterzo è una serie di racconti che formano un racconto unico e rappresentano storie in diretta dal mondo delle quattro ruote da competizione. Emozioni, incidenti, vittorie e sconfitte per la prima volta riuniti in un libro che vuole dare al lettore il brivido di un motore spinto al limite in piena prova speciale.

Un libro sui rally italiani di oggi e di ieri. Al di là di cronache e biografie piloti, navigatori e appassionati raccontano i retroscena di uno sport vissuto al cento per cento. Piloti esperti, campioni italiani ed europei, italiani schierati in prima linea nelle gare mondiali, rallysti degli anni d’oro e donne del motorsport, tutti uniti da un’unica passione.

Emozioni, incidenti, vittorie e sconfitte per la prima volta riuniti in un libro che vuole dare al lettore il brivido di un motore spinto al limite in piena prova speciale. Gigi Galli, Massimo “Miki” BiasionSandro Munari, Paolo Andreucci, Elwis Chentre e molti altri raccontano alla D’Arrigo i propri sentimenti, le proprie emozioni.

La D’Arrigo in questo volume amplia, con la sua smisurata passione, la conoscenza del rallysmo e mostra un forte attaccamento emotivo ad uno sport magico e sano che permette di confrontarti, di lottare, di gareggiare e qualche volta, perché no, anche di vincere la sfida. 

Da qualche anno navigatrice per passione, la genovese Giulia D’Arrigo ha “timbrato” in perfetto orario nel presentare “Vite in Controsterzo”, la sua prima “prova speciale” letteraria in cui, tra emozioni e retroscena di piloti esperti e consumati campioni, ripercorre la storia dei rally italiani di oggi e di ieri. Trecento pagine di confidenze.

la scheda

VITE IN CONTROSTERZO

Autore: Giulia D’Arrigo

Copertina: morbida

Pagine: 292

Immagini: in bianco e nero

Formato: 15 x 21 centimetri

Editore: Chinasky Edizioni

Prezzo: 18 euro

ISBN: 978-8-8899666-1-7

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Andreucci-Andreussi e il Leone espugnano Sanremo

La quarta volta consecutiva per il pilota toscano e la sesta in totale, un record. Il 65° Rallye di Sanremo è stato teatro di una gara spettacolare del campione italiano. Così come era stato quello del Ciocco. Un week end iniziato con la vittoria della prova speciale del venerdì, nel porto turistico Porto Sole, e consolidato nel corso delle prove speciali anche di sabato, dove il Leone è riuscita a mantenere un’ottima distanza dagli inseguitori. Il 10 volte campione italiano rally conclude la gara con un vantaggio di quasi 10 secondi sul secondo classificato.

Week end sfortunato per l’equipaggio siciliano formato da Marco Pollara e Giuseppe Princiotto che, a causa di una chiazza di olio nella prova speciale numero 4, ha urtato una pianta, rovinando seriamente la 208 T16. I danni riportati sono stati troppo gravi per permettergli di proseguire. La coppia che la scorsa stagione ha portato a casa il titolo junior e quello due ruote motrici è stata così costretta al ritiro.

Paolo Andreucci (208 T16): “Week end di gara da manuale, molto bello e con un meteo che non ha giocato brutti scherzi. Umido e talvolta bagnato il venerdì, asciutto sabato. Sono molto soddisfatto del risultato portato a casa. La macchina andava molto bene ed abbiamo fatto scelte giustissime lato pneumatici, perché in molti tratti c’era tanto grip ed in altri, invece, abbiamo trovato anche chiazze d’olio che ci hanno messo alla prova. Devo dire che la preparazione meticolosa della gara ha portato ai risultati attesi ed anche grazie al perfetto coordinamento della squadra siamo ancora intesta al campionato. Bene, molto bene. Archiviato Sanremo, massima concentrazione sulla terza tappa di campionato, il Targa Florio”.

Marco Pollara (208 T16): “Sono molto contrariato per questo risultato, perché stavamo andando bene. Siamo partiti in undicesima posizione nella prova spettacolo ma poi stavamo recuperando terreno ed eravamo anche arrivati al sesto posto, niente affatto male, quindi. Purtroppo, però, nella quarta prova speciale di venerdì sera abbiamo incontrato un tratto molto scivoloso causa olio perso dalle auto storiche che ci hanno preceduto. Siamo passati consapevoli di questo fatto ma, nonostante ciò, siamo andati lunghi perché il tratto era viscidissimo, come andare sul ghiaccio. Siamo andati a sbattere su un albero ed abbiamo danneggiato seriamente la nostra 208 T16, tanto da non farci proseguire la gara. Un vero peccato! Il nostro esordio è rinviato al Targa Florio, gara di casa”.

Paolo Andreucci e Anna Andreussi firmano il Rally Il Ciocco

Il dieci volte campione italiano rally Paolo Andreucci, con Anna Andreussi e la Peugeot 208 T16 R5 del team Racing Lions, gommata Pirelli, iniziano alla grande, sulle strade di casa, il Campionato Italiano Rally 2018, mettendo l’ottavo sigillo sul Rally Il Ciocco e Valle del Serchio, la gara di casa, sulle cui strade “Ucci” e “Ussi” sono risultati, ancora una volta, imbattibili. Preso il comando delle operazioni già dalla seconda prova speciale, Andreucci ha incrementato lentamente, ma inesorabilmente, il suo vantaggio sugli inseguitori, dimostrando che anche nelle gare con il nuovo “format” proposto da AciSport, più concentrate, con nuovo punteggio e che hanno richiamato tanti nuovi protagonisti, l’uomo da battere resta lui.

La lotta per i due gradini liberi del podio ha visto in grande spolvero il varesino Andrea Crugnola, con l’esperienza di Danilo Fappani alle note e il cesenate Simone Campedelli, vincitore su queste prove speciali lo scorso anno, oggi affiancato dalla rientrante Tania Canton. Crugnola inizia il suo programma tricolore con la Ford Fiesta R5 HK Racing del team Ford Racing marcando un ottimo secondo posto, ma soprattutto mostrando un passo che è già, per lunghi tratti, quello dei migliori. E intanto si porta in testa al quel Campionato Italiano Rally Asfalto che è uno dei suoi obiettivi. Campedelli, anche lui su Ford Fiesta R5 “colorata” Orange1 Racing, che in una gara tiratissima ha accusato un ritardo di una dozzina di secondi, per un paio di forature.

Ritardo che non è stato in grado di recuperare. Dicevamo di Umberto Scandola. Il pilota veronese, con Guido D’Amore alle note, è presto uscito dalla lotta al vertice, con la Skoda Fabia R5 che deve “abituare” alle nuove gomme D-Mack, con la quale è incappato però in una “toccata” con danni ad una ruota che lo hanno costretto al ritiro. Due prove speciali vinte con la Hyundai i20 “made” in Bernini, due forature che lo hanno attardato, una uscita di strada che lo ha tolto di gara, sulla ripetizione di “Tereglio”, sono il bilancio in chiaroscuro del messinese Andrea Nucita, con Vozzo, veloce ma un po’ falloso, in una partecipazione al Rally Il Ciocco decisa all’ultimo minuto.

L’ultima prova speciale, i circa 20 km in notturna di “Careggine” hanno dato uno scossone alle posizioni ai piedi del podio. Dove il giovane nipponico Takamoto Katsuta, in orbita del team Toyota Gazoo Racing, qui con una Ford Fiesta R5 e Salminen alle note, ha approfittato dal passo troppo blando di Rudy Michelini nella prova conclusiva, recuperandogli oltre venti secondi e scavalcandolo al quarto posto assoluto per poco più di due secondi. E risolvendo, così, in modo deciso, anche il duello del “Sol Levante” con il compagno di team Hiroki Arai, con Macneall a fianco, giunto sesto assoluto.

Paga caro l’errore di valutazione sull’ultima speciale Rudy Michelini. Sulle stesse strade che lo scorso anno lo avevano visto secondo assoluto, il pilota lucchese, con Perna alle note, non cancella comunque una gara positiva, con la Skoda Fabia R5 by PA Racing, con la quale ha vinto due speciali ed è comunque secondo nel Campionato Italiano Rally Asfalto, precedendo una serie di altri pretendenti di valore. E con qualcuno degli attesi protagonisti anzitempo fuori gara. Come il molisano Giuseppe Testa, con Bizzocchi, uscito di strada con la seconda Ford Fiesta Hk Racing, seguito poco dopo dal palermitano Marco Pollara, con Princiotto, al quale un errore veniale è costato il ritiro, con la Peugeot 208 T16 R5.

Nel Campionato Italiano 2 Ruote Motrici, vittoria per l’esperto Ivan Ferrarotti, con Giò Agnese alle note, anche dodicesimo assoluto. Bella e decisa affermazione nella classifica del Campionato Italiano Rally Junior del giovane fiorentino Tommaso Ciuffi, in grande crescita anche sui fondi asfaltati con la Peugeot 208 R2 by Munaretto e Nicolò Gonnella a fianco, anche quattordicesimo assoluto, che ha regolato per circa 10 secondi il piacentino Andrea Mazzocchi, con Silvia Gallotti, anche lui su ritmi molto alti. Necessita una prova d’appello per il varesino Damiano De Tommaso, con Michele Ferrara, terzo alla fine tra gli Junior, ma in sostanza mai in gara, anche per qualche noi all’impianto frenante.

Il 41° rally Il Ciocco e Valle del Serchio, che si è concluso nell’abbraccio di pubblico di Castelnuovo Garfagana, era iniziato, lo ricordiamo, nel bagno di folla della prova speciale spettacolo di Forte dei Marmi. Un nuovo percorso, totalmente rinnovato, che è piaciuto molto ai piloti. In particolare ad Andrea Nucita, autore del miglior tempo – e vincitore, per questo, del 2° Trofeo Rossi-Guglielmini, consegnatogli all’arrivo del rally -, che l’ha definito “un tracciato che, seppur corto come sviluppo, aveva tutte le caratteristiche di una vera prova speciale”, mentre Andrea Crugnola ha descritto la speciale di Forte dei Marmi “percorso assolutamente non banale, la più bella “spettacolo” che abbia mai fatto”.

A questi, in conferenza stampa finale, si sono aggiunti i complimenti di Simone Campedelli e del vincitore Paolo Andreucci. “Credo che sia stata una grande partenza per il Campionato Italiano Rally 2018, – commentava alla fine Valerio Barsella, dal ponte di comando dell’Organizzazione della gara – con un rally Il Ciocco e Valle del Serchio che vantava un elenco di partenza eccezionale e ventuno vetture “errecinque” schierate, con piloti di grande valore nazionale e internazionale. Lo spettacolo agonistico credo che non abbia deluso le attese del tanto pubblico presente e dal punto di vista organizzativo non c’è stato il minimo problema”.

Nella gara valida per il Campionato Toscano Rally ein-plein della Peugeot 208 T16 R5 che, oltre alla assoluta CIR con Andreucci-Andreussi, si aggiudica anche la gara del Campionato Regionale, un “Ciocco” a percorso ridotto, grazie al piacentino Andrea Carella, con Bracchi alle note, in testa dall’inizio alla fine, con vittoria in tutte le prove. Nulla da fare per il locale Egisto Vanni, partito debilitato da una intossicazione alimentare, che in coppia con Lartini a bordo di una Skoda Fabia R5 è stato capace di chiudere al secondo posto, davanti a Fabio Pinelli, con Menchini (Ford Fiesta R5).

I miei primi 40 anni: il libro sul Rally 1000 Miglia

Un appassionato di rally italiani non può prescindere da questo libro. Rally 1000 Miglia: da 40 anni una storia che continua a correre è il titolo dell’opera edita nel 2016 da Promos Edizioni per celebrare i quarant’anni del Rally 1000 Miglia. Nell’opera è raccontata in dettaglio la storia della gara bresciana dal 1977 al 2015, corredata da oltre seicento immagini di un rally mitico che nel suo albo d’oro annovera i migliori interpreti del rallismo italiano degli ultimi quarant’anni.

Scritto a quattro mani da Gianni Parolini e Aldo Malchiodi, due che non hanno bisogno di presentazioni, il volume è una meravigliosa passeggiata nella storia del rally. Si comincia con l’equipaggio vincitore della prima edizione del 1977, Pasetti-Pirollo con la Fiat 131 Abarth Rally, e si prosegue con i più bei nomi dei rally italiani: Nick Busseni, Fabrizio Tabaton, Dario Cerrato, Franco Cunico, Piero Liatti, Piero Longhi, Paolo Andreucci, Renato Travaglia e avanti così fino a Luca Pedersoli e Anna Tomasi vincitori dell’edizione 2016.

Parolini e Malchiodi – oltre a quelli che hanno letto il libro, corso nella gara della Leonessa, o anche solo fatto da spettatori nel periodo d’oro dei rally – lo sanno bene. Non basta dire che il “Rally 1000 Miglia è un evento rallystico che si disputa dal 1977, organizzato dall’Automobile Club di Brescia”. Non c’è miglior modo della testimonianza diretta per descrivere con sentimento la corsa che si disputa sulle tortuose strade asfaltate tra le montagne della provincia di Brescia.

Questo ragionamento va al di là di qualunque validità che la federazione italiana decida di assegnare al rally: Campionato Italiano WRC, Campionato Italiano Rally, Campionato Europeo Rally. Diciamocelo, almeno fra me e te: una gara che si disputa da quarant’anni anni deve essere festeggiata degnamente, e il libro che vi suggerisco oggi è nato proprio con questo intento.

la scheda

RALLY 1000 MIGLIA

Autori: Gianni Parolini, Aldo Malchiodi

Copertina: rigida con sovracoperta

Pagine: 344

Immagini: oltre 600 a colori e in bianco e nero

Formato: 24 x 33 centimetri

Editore: Promos Edizioni

Prezzo: 50 euro