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Tuscan Rewind 2020: la grande sfida Basso vs Crugnola

La mente ed il cuore di piloti, squadre, appassionati ed addetti ai lavori del mondo rallistico nazionale guarda sempre con maggiore interesse all’ultima prova del Campionato Italiano Rally. Sono già oltre cento le iscrizioni all’undicesima edizione del Tuscan Rewind 2020, in programma dal 20 al 22 novembre, in provincia di Siena, il rally che sarà l’ultima prova del Campionato Italiano Rally 2020 e che assegnerà il titolo di campione tricolore Cir e Cirt (campionato Terra).

Campionato Italiano Rally

Il Campionato Italiano Rally (CIR) anche quest’anno arriva a giocarsi sui magici sterrati del Tuscan Rewind 2020. Vincolante per far arrivare tutto nelle terre di Siena è stata la gara precedente, il Rally 2 Valli di Verona, dove entrambi coloro che si giocano lo scudetto – Andrea Crugnola ed il Campione uscente Giandomenico Basso – hanno fatto “harakiri” uscendo di strada, prima il varesino e nel finale il trevigiano che “vedeva” tricolore. Saranno dunque i quasi cento chilometri delle nove prove speciali di “profumo mondiale” a dare il verdetto definitivo, con Basso avanti di soli 4 punti sul rivale.

Forte interesse anche per la terza piazza, caratterizzata dal dualismo tra il bresciano Stefano Albertini (laureatosi già Campione “asfalto” a Verona) e l’altro trevigiano Marco Signor, che lo tallona a soli tre punti. Dietro a Signor, con un solo punto di scarto c’è Alessandro Re e dietro a lui si trova un cattivo cliente come Umberto Scandola, (25 punti), matematicamente in corsa per salire sul podio e sapendo della sua grande perizia sugli sterrati non è certamente da escludere che possa prendere il via.

Lotte tra Junior al Tuscan Rewind 2020

Tra gli Junior, in questa ultima chiamata per il titolo, si aspettano scintille tra Mazzocchi (visto a suo agio sulla terra di San Marino), Vita e Rosso, tre nel fazzoletto di 12 punti con il piacentino Cogni che cercherà il pieno riscatto dal ritiro in terra scaligera.

Così nella 2RM al Tuscan Rewind 2020

Nella “2 Ruote Motrici” il siciliano Casella (Peugeot 208) ed il toscano Campanaro (Ford Fiesta) sono appaiati in vetta alla classifica con 48 punti, seguiti da Andreucci a 3 punti. Facile prevedere un ribaltone, nel caso il pluricampione garfagnino dovesse presentarsi al via con la Peugeot 208 Rally4 (e si è iscritto con la 208) in luogo della Citroen C3 R5, con la quale sta anche concorrendo per il tricolore “terra” dove peraltro è al comando. Poi ci sono sia Nicelli che Lucchesi Junior (entrambi su Peugeot 208) che fremono per rimettersi sotto con il classico colpo di reni e la terra delle crete senesi potrebbe ispirarli.

Nel Campionato Italiano Rally Terra…

Nel Campionato Italiano Rally Terra, come sopra accennato, comanda la classifica con 40 punti Paolo Andreucci ed a soli quattro punti da lui si trova il romagnolo Simone Campedelli, rinvigorito dalle prestazioni ottenute con la Volkswagen Polo. Terzo, più staccato (25 punti) è il trevigiano Giacomo Costenaro (Skoda Fabia R5), a sua volta tallonato dal giovane boliviano Marco Bulacia, capace di grandi performance e certamente di rimescolare le carte sul tavolo di gioco.

Il Tuscan Rewind suona anche come l’ultima chiamata buona a risollevare le sorti della stagione per diversi, dai fratelli padovani Niccolò e Christian Marchioro all’umbro Fanari ed anche per il sammarinese Ceccoli, che all’ultima prova del Rally Adriatico è incappato in un incidente dal quale vorrà certamente riscattarsi.

Percorso, cambiamenti e DPCM

Anche l’ultimo decreto in tema di pandemia Covid-19 non ha introdotto controindicazioni circa la effettuazione della gara. Anzi, l’organizzazione smentisce categoricamente tutte le possibili voci di problematiche varie che possano precludere lo svolgimento dell’evento che ha il pieno sostegno, afferma, delle amministrazioni locali.

La gara ha, comunque, subìto un radicale cambiamento sul programma originario, per adattarla alle prescrizioni dei protocolli sanitari vigenti ed avrà una logistica del parco di assistenza a Buonconvento, completamente rivista rispetto allo scorso anno, concordata con la proprietà del luogo e con l’amministrazione comunale.

Ad evidenziare il rapporto di alto profilo tra Tuscan Rewind e il territorio, da ricordare che il Comune di Montalcino, quest’anno, è sempre più parte integrante dell’organizzazione, riaffermando “l’alta valenza dell’evento per l’immagine e la ricaduta economica sul territorio”.

Il Tuscan Rewind 2020 si svolgerà in tappa unica sabato 21 novembre, con partenza alle ore 7.01 ed arrivo alle ore 16.01, tutto in territorio di Montalcino – mentre domenica 22 novembre sarà riservata esclusivamente al campionato italiano rally storici su terra ed al cross country, con partenza alle ore 8 ed arrivo dalle ore 16, sempre a Montalcino – .

Il campionato italiano rally (Cir) e il campionato terra (Cirt), avranno 92,280 chilometri di prove cronometrate su un percorso totale di 248,150. Mentre le parti “historic” e “fuoristrada” avranno un percorso ridotto, con 64,710 chilometri cronometrati su 217,470 totali. Domenica si svolgerà, poi, la gara riservata alle vetture della “Regolarità Sport”. Insomma, ce ne sarà davvero per tutti i gusti.

CIRT: all’Adriatico sfortunato Bulacia, vince Andreucci

Una gara incertissima, un duello sul filo dei secondi iniziato nel primo tratto cronometrato e conclusosi solamente in vista della fine. Il Rally Adriatico, valido come terza prova del Campionato Italiano Rally Terra, ha vissuto tutto nella sfida tra la Citroen C3 R5 di Paolo Andreucci, nuovamente in tandem con Francesco Pinelli, e la Volkswagen Polo R5 di Simone Campedelli, per la prima volta al suo fianco dall’esperto navigatore toscano Sauro Farnocchia.

Teatro del rally i veloci sterrati marchigiani resi quest’anno ancora più insidiosi dalla pioggia copiosa abbattutasi sul percorso per due terzi della corsa. Alla fine a primeggiare è stato il pluricampione tricolore Paolo Andreucci che ha portato il suo attacco decisivo nelle due ultime prove della gara dove è riuscito a togliersi di scia Campedelli. Il vincitore ha preceduto alla fine il rivale di 17”2. Con questo successo il campione toscano rafforza la sua leadership nel tricolore riservato agli specialisti dei fondi sterrati.

Nella prima parte del rally, per la verità, il grande e indiscusso protagonista per la lotta al vertice era stato il pilotino della Meteco Corse, Marquito Bulacia, in gara con Marcel Der Ohannesian, su una Skoda Fabia Evo. Il giovane boliviano era riuscito a mettersi tutti alle sue spalle, compreso Ucci. Poi, la sfortuna si è manifestata sotto forma di foratura nella terza prova speciale e questo ha dato via libera alla danza vittoriosa di Paolo Andreucci e all’inseguimento di Simone Campedelli, con Bulacia che ha dovuto correre per recuperare il tempo perso.

Alla fine il ragazzino boliviano su cui ha scommesso Luciano Chiaramello, team manager di una delle più importanti e longeve scuderie piemontesi, ha concluso la gara in quinta posizione. Il ventenne pilota sudamericano ha comunque festeggiato, nel giorno del suo compleanno, il successo nella classifica della Quinta Zona della Coppa Rally di Zona.

La sfortuna si è accanita contro il "nostro pilotino Marquito Bulacia
La sfortuna si è accanita contro il “nostro pilotino Marquito Bulacia

Il gradino più basso del podio è andato invece a Giacomo Costenaro, in coppia con Justin Bardini, che si è dimostrato in netta crescita rispetto all’ultima prova della serie conquistando una posizione assolutamente meritata e il successo di gara tra i piloti partecipanti alla quinta zona della Coppa Rally di Zona. In quarta posizione hanno terminato Nicolò Marchioro e Marco Marchetti, Skoda Fabia. Anche per loro una bella gara portata a termine su un terremo praticamente impraticabile che ha conquistato la prima posizione tra i partecipanti alla serie Race Day La corsa marchigiana era infatti valida anche come prima prova dell’edizione numero tredici della serie.

A chiudere la top ten si sono quindi classificati sesti Andrea Dalmazzini con Alessandra Avanzi Ford Fiesta MKII R5, settimi Francesco Fanari e David Castiglioni, Skoda Fabia R5, secondi nella classifica della serie Race Day, mentre all’ottavo posto ha chiuso l’altro Marchioro, Christian, in coppia con Silvia dall’Olmo piazzatosi terzo nella gara Race Day. Noni assoluti a Cingoli si piazzano i sardi Giuseppe Dettori e Carlo Pisano con l’ennesima Skoda Fabia R5. Chiude con il decimo posto in gara il biellese Massimiliano Tonso con Massimo Bizzocchi con la VW Polo R5.

Tra i ritirati di rilievo quello di Daniele Ceccoli, in coppia con Piercarlo Capolongo, Hyundai i20, usciti rovinosamente di strada con un capottamento. Vettura distrutta e qualche problema ad una spalla per il bravo navigatore torinese. Ritiri sul finale per un problema meccanico anche per i francesi Nicolas Ciamin, in coppia con Yannick Roche, Citroen C3 R5 quando erano sesti assoluti a Cingoli per allenamento in vista del Mondiale Rally.

Il Gruppo N parla sloveno

Tra i confronti annunciati per quanto riguarda le altre classi nel Gruppo N la vittoria va allo sloveno Darko Peljhan con Matei Car su Mitsubishi Lancer Evo IX, davanti al romano Emanuele Silvestri ed a Riccardo Rigo, anche loro con la berlina giapponese. L’Adriatico-Marche ha fatto sorridere anche Mattia Codato su la Citroen Ds3 N5 dopo due round sfortunati in questo CIRT 2020.

Grande Trevisani tra le 2RM

Grande soddisfazione tra le vetture di classe R2 dove ha chiuso al comando della classifica riservata tra le piccole vetture a due ruote motrici il bresciano Jacopo Trevisani, che è riuscito a bissare la vittoria nell’ultima di campionato con la sua Peugeot 208 terminando davanti alla Ford Fiesta di Enrico Oldrati e Jean Philippe Quilichini su altra 208.

Caso Rally di San Marino: la sentenza dice ”Andreucci è innocente”

Giustizia è stata fatta per Paolo Andreucci e Francesco Pinelli a distanza di un mese dal Rally di San Marino: il pilota è innocente, come il copilota, la scuderia e il preparatore. Il ricorso di Paolo Andreucci contro la esclusione al rally di San Marino ha avuto successo e il TNA della FAMS ha ripristinato la classifica di gara in cui figurava al terzo posto (confermandolo così anche al comando del CIRT alla vigilia del Rally Adriatico) restituendo al pilota il deposito cauzionale di 3.000 Euro del ricorso.

Lo avevamo anticipato (in questo editoriale), ma ovviamente non potevamo sostituirci al giudice sportivo. Ucci-Pinelli erano stati esclusi dalla classifica della competizione sammarinese perché in verifica la loro vettura non si era spenta alla prova effettuata con una pallina da tennis. Come noto la squalifica era arrivata alle due di notte in quanto la sua vettura non si spegneva occludendo il foro d’aspirazione – da cui dovrebbe passare tutta l’aria per la combustione – pur in presenza di una flangia verificata regolare. L’appello si è incentrato proprio sul concetto che potesse esserci un’altra fonte incidentale di aria trascurata e in grado di far restare in moto la vettura.

La successiva verifica più approfondita effettuata dal perito ingegner Roberto De Felice a metà settembre sulla vettura – sino ad allora rimasta chiusa in un garage a San Marino – ha confermato la correttezza tecnica dell’operato dei commissari tecnici di gara, ma ha anche indicato che andava approfondito il motivo di questo. E così facendo il perito nominato dalla FAMS ha evidenziato che il mancato spegnimento era riconducibile alla caduta di un O-Ring, innescata dal suo errato montaggio che l’ha probabilmente danneggiata e fatta cadere.

In tal modo si è creato un ulteriore orifizio – senza bypassare la flangia ma a valle del compressore – che consentiva al motore di restare in moto, mentre nel normale funzionamento senza la guarnizione ciò non causava un aumento dell’aria aspirata bensì una perdita anche di prestazioni.