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Un Rally Val d’Orcia lampo per Sandrin

Il pilota di Povegliano si rende protagonista di un’uscita di strada che, danneggiando irreparabilmente il parabrezza, lo costringe ad alzare bandiera bianca in anticipo.

Un Rally della Val d’Orcia da dimenticare in fretta per Andrea Sandrin, il quale rientra dal fine settimana con un bottino decisamente magro.
Al via del secondo impegno personale nell’ambito del Raceday Rally Terra, dopo aver brillato in un Prealpi Master Show corso in condizioni meteo al limite della praticabilità, il pilota di Povegliano attendeva con ansia l’appuntamento con le prove speciali dell’entroterra toscano, quelle stesse strade che hanno reso celebre l’Italia, nel mondo dei rally, a livello planetario.
Seppur si trattasse di una sorta di nuovo esordio, per via della conformazione di uno sterrato ben diverso dal suo predecessore, il trevigiano otteneva importanti riscontri dai primi chilometri percorsi allo shakedown, sulla Peugeot 207 Super 2000 fornita da Ferrari Motor Team.
Supportato da Xmotors ed affiancato da Manuel Menegon, alle note, Sandrin partiva motivato.

“Non vedevo l’ora di tornare a correre in questi posti magici” – racconta Sandrin – “perchè questi sterrati sono unici al mondo. Qui hanno corso tutti i campioni, a livello mondiale, del nostro sport ed avevo davvero tanta voglia di tornare al volante. Durante lo shakedown è andato tutto bene. La vettura rispondeva come piace a me ed il feeling con Manuel, in abitacolo, era già ad un buon livello. Siamo partiti certi di poterci giocare la vittoria di classe.”

Ambizioni che, purtroppo, venivano pesantemente ridimensionate già sul primo tratto cronometrato in programma, quello di “San Casciano dei Bagni”, dove Sandrin si rendeva autore di un capottamento, fortunatamente senza conseguenze per l’equipaggio.
Con la tenacia di un vero campione, con la Peugeot 207 Super 2000 ammaccata e senza parabrezza, il trevigiano cercava di proseguire, prima di essere fermato dai commissari di gara.

“Un mio errore di stesura di una nota si è rivelato fatale” – aggiunge Sandrin – “perchè, durante le ricognizioni, non ho visto un fossetto che, alla fine, ci ha fatto uscire di strada. La vettura, a parte qualche lamiera storta, era impeccabile e poteva tranquillamente continuare la gara. Abbiamo quindi cercato di continuare, sperando di trovare un parabrezza che ci permettesse di ripartire. Conosciamo i regolamenti e, quando i commissari ci han visto senza vetro anteriore, non potendolo riparare, ci han escluso dalla gara. Un peccato, tanta amarezza. Ci tenevo a fare chilometri, divertendomi, su queste splendide speciali. Pazienza, a volte va anche così.”

Nonostante la situazione di campionato possa risultare ormai compromessa, assenza al Marche e ritiro al Val d’Orcia, Sandrin non molla e si dimostra deciso a prendere il via del prossimo Rally Città di Arezzo, Crete Senesi e Valtiberina, in programma per fine Marzo.

“Valuteremo con Xmotors e Ferrari Motor Team cosa fare” – conclude Sandrin – “ma è certo che ci piacerebbe molto poter essere al via del Valtiberina, un’altra gara dal contesto magico.”

Buon Val d’Orcia per Clacson Motorsport

La compagine trentina vince, in solitaria, la classe con Galluzzi ed incamera punti, per il Raceday, con Berrino mentre la sfortuna si accanisce contro Costa, ritirato in avvio.

Un Rally della Val d’Orcia positivo, nonostante un inciampo, per Clacson Motorsport che archivia così il terzo atto del Raceday Rally Terra.
Sugli incantevoli sterrati toscani, teatro di sfide epiche nel rallysmo degli anni storici, il team trentino si presentava con tre portacolori, due iscritti tra le moderne ed uno tra le storiche.
Vittoria in solitaria, condita da una bella terza posizione nel raggruppamento di campionato, per Roberto Galluzzi, affiancato da Andrea Montagnani sulla Suzuki Ignis Super 1600.
Un avvio contratto, sessantanovesimo tempo assoluto sulla prova di apertura, è poi sfociato in una costante crescita, recuperando ben ventotto posizioni nella generale e chiudendo ai piedi del podio nella classifica di gruppo A, preceduto da due Super 2000 ed una BMW M3.
Sorride anche Marco Berrino, con Ilaria Parrini sulla Renault Clio RS di gruppo N, autore di una buona nona posizione di classe N3, la quale si traduce in punti importanti per la serie.
Il pilota di Clacson Motorsport figura attualmente, nel Raggruppamento E, al sesto posto della classifica, a quota ventuno punti ma con la possibilità di giocare la carta della Power Race, a differenza degli avversari diretti nella rincorsa al titolo, nell’ultimo round al Rally Città di Arezzo.
Un asso nella manica per il toscano che si giocherà, a fine Marzo, un posto sul podio.

“Tra le vetture moderne direi che è andata molto bene” – racconta Gonzo (titolare Clacson Motorsport) – “perchè abbiamo visto entrambe le vetture salire sulla pedana di arrivo, senza accusare alcun tipo di problema tecnico. Per Galluzzi si trattava del debutto sulla Super 1600 e dobbiamo dire che si è comportato molto bene, andando in costante crescita sino alla fine. Complimenti anche al nostro Berrino che ha portato a casa punti importanti per il Raceday. È vero che guardando la classifica lo troviamo al sesto posto ma quasi tutti i suoi avversari hanno già usufruito della Power Race. Ci giocheremo il tutto per tutto nell’ultima gara di Arezzo, sperando che possa essere soltanto il cronometro l’unico giudice. Ce la metteremo tutta.”

A fianco dell’evento riservato alle vetture moderne la zona di Radicofani ha ospitato la seconda edizione del Rally Storico della Val d’Orcia, apertura ufficiale del Campionato Italiano Rally Terra Storico dove Clacson Motorsport schierava uno dei suoi equipaggi di punta.
Alla guida dell’immortale Opel Corsa GSI gruppo A, la stessa utilizzata dal patron Gonzo in tante campagne vittoriose, Corrado Costa dava inizio alla sua stagione tricolore.
Condividendo l’abitacolo della trazione anteriore tedesca con Domenico Mularoni, alle note, il pilota sammarinese partiva a testa bassa e, dopo due speciali, viaggiava al quarto assoluto.
Un lampo prima della doccia fredda, un problema tecnico che lo costringeva al prematuro ritiro.

“Eravamo partiti molto bene con Costa” – aggiunge Gonzo – “e potevamo iniziare nel miglior modo il Campionato Italiano Rally Terra Storico ma, purtroppo, il cedimento di un cuscinetto del cambio ci ha bloccati. Non potevamo ripararlo ed andare avanti significava rischiare di compromettere l’intera trasmissione. Assieme a Corrado abbiamo quindi deciso di fermarci.”

Il Rally Val d’Orcia parla greco con Papadimitriou

Il penultimo appuntamento del Challenge Raceday Rally Terra, l’11° Rally della Val d’Orcia, che ha raccolto 100 iscritti, si è corso in una giornata quasi primaverile sulle fantastiche prove speciali sulle colline del senese. Una giornata che ha richiamato numerosi spettatori che si sono suddivisi lungo tutto il percorso di gara.

Dopo un inizio ottimo vincendo i primi due passaggi Christian Marchioro – Dall’Olmo (Skoda Fabia R5) leader della classifica assoluta Raceday, nel terzo passaggio sono usciti di strada e sono stati costretti al ritiro.

A questo punto il greco Papadimitriou, navigato da Harryman alla sua seconda gara in assoluto con la Skoda Fabia R5 ha preso il comando del rally senza più lasciarlo e acquisendo punti preziosi nel Challenge Raceday Rally Terra.

“E’ stata una bellissima gara – ha commentato Papadimitriou – organizzata bene e con tanto pubblico lungo il percorso. Vengo sempre volentieri a correre in Italia. Ovviamente è stata una grande soddisfazione questo risultato. Cercherò di disputare anche la prossima gara Raceday ad Arezzo il mese prossimo. Sarà tutta esperienza importante per disputare il Campionato Rally Greco, che ho deciso di correre dopo più di vent’anni che non partecipavo”.

Dietro di lui lotta serrata sino alla fine, tra Carella-Bracchi (Skoda Fabia R5) e Maselli- Danese (Hyundai i20 R5). Maselli è riuscito a tenere testa al suo diretto rivale sino al penultimo tratto cronometrato, ma sull’ultimo passaggio sulla PS Radicofani Carella è riuscito a vincere la prova e a passare in seconda posizione assoluta, lasciando un po’ di amaro in bocca a Maselli che ormai stava intravedendo il secondo gradino del podio.

Quarta piazza per il pimontese Donetto, navigato da Giatti su Skoda Fabia R5, che dopo un inizio in salita è riuscito a riprendere confidenza con la vettura e a staccare tempi decisamente interessanti.

A chiudere la top five gli sloveni Novak-Vihtelic anche loro su Skoda Fabia R5. Con una gara regolare e senza sbavature hanno portato a casa una quinta posizione assoluta e punti importanti per il Challenge Raceday.

Poca fortuna per le tre vetture N5 in gara. Codato – Dinale (Citroen Ds3) ha preso un colpo e piegato un braccetto, mentre Trevisani-Marchesini (Peugeot 308) hanno forato, ma hanno voluto terminare la prova e anche loro alla fine hanno danneggiato un braccetto. Il terzo equipaggio N5, Soppa-Marchiori hanno concluso la gara 27° assoluti.

In Gruppo N la lotta per il vertice è stata tra Peljhan-Car (Mitsubishi Lancer Evo IX), Rigo Angeli con medesima vettura e Bentivogli-Cecchi con la datata Subaru Sti, che però non è riuscito mai a impensierire i primi due a causa di problemi alle sospensioni. Alla fine l’ha spuntata Rigo lasciano il secondo posto di gruppo allo sloveno.

Tra le due ruote motrici l’ha spuntata Alex Raschi (Peugeot 208 R2) che è rimasto sempre al comando davanti a Daprà (Ford Fiesta Rk8 R2).

Nel femminile ha vinto la precisa e veloce Tamara Molinaro (Citroen C3 R5) che ha concluso in undicesima posizione assoluta.

Grande soddisfazione da parte di Radicofani Motorsport, organizzatori dell’evento e delle amministrazioni locali che hanno appoggiato questa bella manifestazione. E soddisfazione anche del promotore del Challenge Raceday che aveva in questa gara 58 iscritti e che ora si concentrerà sulla finale a fine marzo ad Arezzo. Un’altra splendida gara sulle strade bianche toscane.