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Sei gare per il Memory Fornaca che perde il Vallate Aretine

Tutto pronto per la nona edizione del Memory Fornaca, il trofeo dedicato ai rally storici ideato ed organizzato dall’associazione Amici di Nino per ricordare l’amico che tanto diede al mondo dei rally negli anni ’70 e ’80. Dopo la combattuta edizione 2019 che si è decisa solo all’ultima speciale della Grande Corsa lo scorso novembre, gli organizzatori hanno proposto un calendario che passa a sette gare grazie all’inserimento del Giro dei Monti Savonesi, che sarà il sesto appuntamento in programma.

La cancellazione del Vallate Aretine di inizio marzo, ha però ridotto la serie a sei gare. Si inizia a fine aprile con il Valsugana in provincia di Trento e un mese dopo il Campagnolo a Vicenza. Il Lana Storico del 20-21 giugno farà da giro di boa prima della pausa estiva per ritrovarsi sulle speciali dell’Elba Storico dal 17 al 19 settembre; rush finale con l’appuntamento savonese e ci si giocherà il tutto per tutto alla Grande Corsa a Chieri il 6 e 7 novembre.

L’iscrizione alla serie Aci Sport, si può perfezionare durante le verifiche tecniche delle gare a calendario direttamente presso il sempre frequentato corner allestito dagli “Amici di Nino” dove ospitalità e buonumore non mancano mai. Il calendario aggiornato del 9° Memory Fornaca: 24-25 aprile: 10° Valsugana Historic Rally; 29-30 maggio: 16° Rally Campagnolo; 20-21 giugno: 10° Rally Lana Storico; 17-19 settembre: Rallye Elba Storico; 24-25 ottobre: 2° Giro Monti Savonesi; 6-7 novembre: La Grande Corsa

Campagnolo Historic e Legend: divertimento assicurato

Se il Rally Campagnolo Storico è stato combattuto ed avvincente, non di meno lo sono state le due gare di regolarità abbinate: la sport che ha visto cinquantadue equipaggi al via e quella a media con diciassette unità. Partito con un pronostico molto aperto, il Campagnolo Historic ha visto la Volvo 144 di Leonardo Fabbri e Cristian Garavello prendere il comando sin dal prologo serale e mantenerlo fino all’ottava e ultima prova dove il duo del Progetto Mite si presentava con sette punti di vantaggio sul primo degli inseguitori, l’equipaggio formato da Mauro Argenti e Roberta Amorosa con la Porsche 911T.

Succede però che proprio l’ultimo, decisivo, passaggio sul pressostato risulti quello meno preciso per il leader e nel contempo è quello quasi perfetto del duo bolognese che per un solo centesimo di secondo si è ritrovato una comunque meritata vittoria, portando un nuovo alloro in casa Palladio Historic. Fabbri mastica amaro ma si consola col terzo posto e il podio viene completato dalla Fiat 124 Spider di Arturo Barbotto e Roberta Giachino. Racchiusi in due soli punti i quattro equipaggi che seguono con Marco Maiolo e Maria Teresa Paracchini quarti assoluti su Porsche 911 RSR e a un punto Luigino Gennaro e Stefano Emilio Bovio con l’Opel Kadett GT/E.

Chiudono con le stesse penalità, cinquanta, Andrea Giacoppo e Giacomo Turri ma la discriminante premia col sesto posto il primo e la navigatrice Daniele Grillone Tecioiu su Lancia Fulvia, rispetto al secondo che era navigato da Natascia Biancolin sulla Fiat 128. Marco Bentivogli e Andrea Marani sono ottavi assoluti con la Fiat 124 Abarth, mentre noni chiudono Adriano Nello Pilastro e Tomas Sartore con l’Autobianchi A112 Abarth; la top ten viene completata da Roberto Rossetto e Valter Libero su Fiat 124 spider.

Dopo l’esordio dello scorsa anno, la regolarità a media e il Campionato Italiano di specialità sono tornati a far tappa al Rally Campagnolo per il terzo appuntamento della Serie. A metter tutti in riga è stato l’equipaggio “rosa” Alexia Giugni e Caterina Silvana Leva, le più precise con la Renault Alpine A11o del CMAE Milano. Staccati di 18 penalità, i capoclassifica del Campionato, Maurizio Vellano e Giovanni Molina su Audi 80 Quattro e a podio ci vanno anche Enrico Scotto e Fabrizio Mazzoni con la Lancia Fulvia Coupè.

Daniele Zampollo ed Edoardo Nalon sono quarti con la Porsche 912 mentre Marco Gandino e Danilo Scarcella si accontentano della posizione numero 5. Ancora una Porsche, la Carrera 3,2 di Mauro Arlenghi e Giampiero Signorelli in sesta posizione davanti alla Peugeot 204 di Luca Monti e Daniele Barbieri. Carlo Pretti e Carlo Merenda chiudono ottavi su Renault 5 Alpine precedendo l’A112 di Stefano Cenna e Paola Scalia e in chiusura di assoluta troviamo Marco Ernesto Leva e Paolo Casaleggio su Alfa Romeo Giulia GT.

Ciras, Rally Campagnolo: lo sfogo di Matteo Luise

”Dura, dura, dura, non ci voleva anche questa – si sfoga Matteo Luise – e la beffa nella beffa è che ci siamo ritirati a cinquecento metri da dove ci siamo fermati quattro anni fa, sulla stessa prova speciale. Il colpo gobbo che abbiamo vissuto al Valsugana, circa un mese fa, sembrava fosse il punto più basso, della nostra storia sportiva con la Ritmo, ed invece pare che la fortuna non voglia proprio darci una mano. Ritrovarsi, ancora una volta, a doversi fermare quando manca una sola prova speciale al termine e quando hai la vittoria in tasca è una sensazione davvero triste”.

Certo non gli mancano le parole per descrivere l’amarezza e la delusione che si è trovato, nuovamente, ad incontrare sul proprio cammino, in occasione della quindicesima edizione del Rally Campagnolo, andata in scena nel recente fine settimana. Il pilota di Adria si è visto costretto, ancora una volta, ad alzare bandiera bianca quando aveva tra le mani la vittoria in classe A-J2/2000, 49”2 il vantaggio sul primo degli inseguitori, per un problema tecnico al propulsore della Fiat Ritmo 130 Abarth, griffata Team Bassano.

”La cosa che fa più male è proprio questa perchè, quando ti manca una sola prova alla fine, mentalmente cominci a pensare che ormai è fatta e cerchi di stare attento per arrivare sulla pedana di arrivo. Non so, alla prossima gara, cosa mi verrà da pensare quando mi troverò allo start, davanti al semaforo, dell’ultima prova. Mi dispiace un sacco per Melissa che, seppur alle prime gare, è costretta a digerire un sacco di delusioni, spesso pesanti come le ultime due. Mi dispiace tanto per tutta la nostra squadra, da Silvano Amati a Valentino Vettore ed a tutti i nostri ragazzi, mossi dalla passione autentica, che condividono con noi tanti bocconi amari”.

Data l’impossibilità di ripristinare, in tempo utile, il cuore pulsante della trazione anteriore della casa torinese Luise affrontava l’appuntamento valido per il Campionato Italiano Rally Auto Storiche con una soluzione alternativa ma, nonostante questo, infliggeva oltre un secondo al chilometro sulla speciale di apertura, la “Torreselle”, affrontata Venerdì sera. Il ruolino di marcia dell’adriese non lasciava spazio alla concorrenza: al giro di boa di Sabato tutte le prove disputate portavano la sua firma ed il divario dal sescondo saliva a 36”3.

Con un margine cospicuo e con la voglia di vedere il traguardo Luise iniziava a tirare i remi in barca, vincendo il secondo passaggio a “Gambugliano” e controllando il rientro degli avversari. Usciti dalla ripetizione a “Recoaro 1000” erano quasi cinquanta i secondi da gestire su Frainer, secondo, ed oltre un minuto e mezzo su Bianco, terzo, ma la sorte aveva deciso diversamente.

”Non è stata una gara bella per noi” – sottolinea Luise – “perchè abbiamo affrontato quasi metà giornata senza spingere. L’unica cosa che ci dà ottimismo è che, nonostante non avessimo il nostro motore operativo, eravamo comunque tranquillamente al comando nella nostra classe, con quasi un minuto di vantaggio. Ci piacerebbe trovare un po’ di continuità e non di vederci sfuggire di mano dei risultati prestigiosi come accaduto qui al Campagnolo ed al Valsugana”. Forza, impossibile non è per sempre.