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Come cambiano i rally: ieri e oggi, domani chissà

Se avete la sensazione che i rally si siano accorciati, non preoccupatevi. Non è un’impressione se vanno quasi stretti. Ma come sono cambiati negli ultimi quarant’anni i rally del WRC? E quelli del Campionato Italiano? Se in meglio o in peggio non sta a noi deciderlo. Sicuramente i rally hanno avuto bisogno di cambiare, di rinnovarsi, di adeguarsi ai tempi, con sempre minori spazi e maggiori complicazioni, spesso solo di tipo burocratico.

L’intasamento normativo ha un po’ intaccato la bellezza e la semplicità di questo sport, che resta in ogni caso il più affascinante del mondo. Esistono, però, alcuni parametri che consentono di valutare il cambiamento anche di filosofia e di approccio, da sport regolaristico, massacrante, che deve mettere a dura prova equipaggi e mezzi meccanici, a sport velocistico, sempre più corto, con percorsi sempre più a margherita (fino a restare senza petali) e veloce. Tremendamente veloce.

Con medie, nel Mondiale Rally, che superano i 160 chilometri orari. In Italia le medie sono nettamente più basse e limitate a 100 all’ora. Uno di questi parametri che citavamo è la lunghezza dei tratti cronometrati di ciascuna gara che compone il calendario rally di un’intera stagione. Un altro è la qualità dei partecipanti e soprattutto dei vincitori di ogni manifestazione.

Poi, ma in questo caso caso solo per quel che riguarda il Campionato del Mondo, ve ne sono altri che abbiamo individuato nel numero e nella qualità dei piloti al primo successo iridato, di quelli che hanno centrato i primi punti iridati e di quelli che hanno vinto per la prima volta una PS in una gara di Mondiale Rally.

Più questi indicatori hanno numeri alti e più la gara e, di conseguenza, la stagione risultano combattute e avvincenti. Imprevedibili. Abbiamo intrapreso un viaggio a ritroso nel tempo, saltando di decennio in decennio fino ad arrivare al 1981 (2021, 2011, 2001, 1991…), così da avere una visione nitida del cambiamento qualitativo e tecnico avvenuto nel rallysmo mondiale e di riflesso in quello italiano che, negli anni, hanno viaggiato a velocità differenti. Non tanto per capire come mai non ci siano più rally con 1.300 chilometri di prove speciali. Ma piuttosto per capire come si sia potuti arrivare a 220 chilometri di PS nel WRC e ai 66,5 del Rally Targa Florio 2020, sapendo che questo potrebbe essere un parametro per il futuro.

WRC 1981

Vatanen il privato

Per la prima e unica volta nella storia è un pilota di un team privato a vincere il Campionato del Mondo Rally. Ari Vatanen ha dovuto vedersela quasi esclusivamente contro Guy Frequelin che, con la Talbot, ha guidato in modo più regolare e ha segnato punti più spesso rispetto allo spericolato e spettacolare finlandese.

Alla fine, le tre vittorie di Vatanen e l’incidente del francese nel RAC Rally hanno deciso la stagione. Oltre al campione privato, nel 1981 si è registrata anche la prima vittoria di una vettura a quattro ruote motrici. Inoltre, il 1981 è l’anno della prima vittoria di una donna pilota: Michèle Mouton conquista il Sanremo. Oltre alla Mouton, anche Jean Ragnotti e Guy Frequelin centrato i primi successi in carriera.

Nel WRC, quell’anno, è stato introdotto un altro nuovo rally, quello del Brasile, entrato a spese di quello della Nuova Zelanda. Il Brasile, corso solo poche settimane dopo il rally nella vicina Argentina, è stato teatro di una crisi di carburante su piccola scala. Le norme internazionali consentivano solo alle auto che utilizzano benzina o diesel di partecipare alla competizione.

Ciò significa, che le vetture locali che utilizzavano combustibili alternativi non sono stati inserite nella classifica generale. Per questo motivo, solo venti partecipanti hanno ufficialmente preso il via e solo nove sono arrivati alla fine. In realtà, oltre a queste auto a benzina, altre trentatré vetture alimentate ad alcol si sono allineate alla partenza e dieci di queste hanno terminato il rally.

La grande novità della stagione è stata l’apparizione dell’Audi quattro. Gli scettici la consideravano troppo grande, troppo pesante e troppo complessa per avere il giusto appeal. E quando la quattro della Mouton non è riuscita a completare la tappa di concentrazione verso Monaco, sembravano quasi aver ragione. Ma una volta che la quattro ha raggiunto le prove speciali della gara, tutto è cambiato.

Dopo appena sei PS, l’Audi di Mikkola era già sei minuti avanti rispetto al rivale più vicino. Un’altra delle nuove auto introdotte nella serie iridata è stata la Renault 5 Turbo, che ha vinto a MonteCarlo, dopo che la quattro di Mikkola è uscita di strada. E poi c’era la Lancer 2000 turbo della Mitsubishi. Ma non ha avuto il successo dell’Audi o della Renault.

LA STAGIONE IN PILLOLE

GaraTipologiaDataVincitoriLunghezza
MonteCarloasfalto/ghiaccio24-30 gennaioJean Ragnotti752 km
Sveziaghiaccio13-15 febbraioHannu Mikkola359 km
Portogalloasfalto/terra4-7 marzoAlen Markku678 km
Safariterra16-20 aprileShekhar Mehta4.750 km
Corsicaasfalto30 aprile-2 maggioBernard Darniche469 km
Acropoliterra1-4 giugnoAri Vatanen958,60 km
Argentinaterra18-23 luglioGuy Frequelin1.332,60 km
Brasileterra6-8 agostoAri Vatanen704 km
1000 Laghiterra28-30 agostoAri Vatanen439,89 km
Sanremoasfalto/terra5-10 ottobreMichèle Mouton750 km
Costa d’Avorioterra26-31 ottobreTimo Salonen5.087 km
RACterra22-25 novembreHannu Mikkola746,74 km

Primo successo

  • J. Ragnotti (MonteCarlo)
  • G. Frequelin (Argentina)
  • M. Mouton (Sanremo) punto

Primi punti iridati

  • S. Nilsson (Svezia)
  • K. Shinozuka (Portogallo)
  • J. Moutinho (Portogallo)
  • R. Cid (Portogallo)
  • P. Queiroz Pereira (Portogallo)
  • J. Shah (Safari)
  • R. Hall (Safari)
  • M. Smith (Safari)
  • J. Ballet (Corsica)
  • G. Swaton (Corsica)
  • T. Kaby (Corsica)
  • J. Tichadou (Corsica)
  • C . Bartoli (Corsica)
  • P. Moshoutis (Acropoli)
  • “Carlo” (Acropoli)
  • E. Soto (Argentina)
  • R. Albertengo (Argentina)
  • L. Romero (Argentina)
  • M. Tubal (Argentina)
  • H. Maglione (Argentina)
  • L. Etchegoyen (Argentina)
  • G. Trelles (Brasile)
  • J. Berges (Brasile)
  • M. Zacarias (Brasile)
  • A. Laine (Finlandia)
  • M. Biasion (Sanremo)
  • F. Ormezzano (Sanremo)
  • L. Battistoli (Sanremo)
  • J. Durieu (Costa d’Avorio)
  • R. Clark (Gran Bretagna)

Prima PS vinta

  • O. Stromberg (Svezia)
  • M. Mouton (Portogallo)
  • J. Recalde (Argentina)
  • D. de Vitta (Brasile)
  • M . Cinotto (Sanremo)
  • M. Biasion (Sanremo)
  • L. Battistoli (Sanremo)
  • S. Nilsson (Gran Bretagna)
  • T. Kaby (Gran Bretagna)
  • J. Raymond (Gran Bretagna)

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Miki Biasion: storia dell’ultimo rallysta italiano iridato

Miki Biasion da Bassano del Grappa, due volte campione del mondo rally nel 1988 e nel 1989, esordì nel Campionato Italiano Rally nel 1979 con la Opel Kadett GT/E. L’anno seguente, con l’Ascona SR partecipa al Campionato Italiano e fa una capatina nell’Europeo (gare italiane) e nel Mondiale (gara italiana). E si ripete anche nel biennio successivo al volante della Ascona 400 con cui al Rally della Lana, valido per il titolo italiano, centra la sua prima vittoria.

Nelle prime tre stagioni disputate con la Casa torinese prende parte all’Italiano, all’Europeo e al Mondiale con la Lancia Rally 037. Nel 1983 vince sei rally e i titoli Italiano ed Europeo. Nel 1985 si aggiudica altre due gare. Dall’anno successivo partecipa solo al Campionato del Mondo Rally.

Nel 1986 al volante della Delta S4 conquista il Rally d’Argentina, la sua prima vittoria iridata. Nello stesso anno arriva quinto nella classifica del WRC. L’anno dopo con la Lancia Delta HF 4WD si aggiudica tre rally – Montecarlo, Argentina e Sanremo – e con 94 punti è secondo nel Mondiale, preceduto di soli 6 punti dal finlandese Juha Kankkunen. Corre nel frattempo anche con l’Alfa Romeo 75 Evoluzione nel campionato turismo.

Miki Biasion: storia dell'ultimo rallysta italiano iridato

L’era della Lancia Delta Integrale

Nel 1988 a bordo della Delta Integrale vince cinque rally e il suo primo campionato mondiale. Domina anche il Giro Automobilistico d’Italia in coppia con Riccardo Patrese, al volante di una 75 Evoluzione da 335 CV. Bissa il titolo iridato l’anno seguente, centrando altre cinque vittorie: è stato il terzo rallysta, dopo Walter Röhrl e Kankkunen, a vincere due mondiali nonché il secondo, dopo lo stesso Kankkunen, a vincerli consecutivamente.

Nel 1990 vince Rally del Portogallo e Rally di Argentina, sempre con la Delta che si conferma l’auto da battere con il suo quarto titolo mondiale marche, ma il Mondiale Piloti va nelle mani di Carlos Sainz. Nel 1991 disputa una buona stagione con diversi piazzamenti a podio, ma la serie si conclude ancora una volta con la vittoria di Kankkunen sulla Lancia, campione Costruttori per la quinta volta consecutiva.

Nel 1992, passa alla Ford, sul sedile della Sierra RS Cosworth. Tuttavia nel nuovo team si ambienta male. Una delle poche soddisfazioni che ottenne con la casa statunitense è la vittoria nel Rally di Grecia del 1993, al volante della nuova Escort RS Cosworth. Conclude la carriera rallystica con la Subaru, ottenendo nel 1995 un terzo posto al Rally di Sanremo.

La vita di Miki Biasion nei rally raid

Nel 1997 inizia la sua nuova carriera di pilota di camion nei rally raid. Corre con Eurocargo al Master Rally Europa-Asia-Russia concludendolo in seconda posizione. Nel biennio seguente sempre su Eurocargo partecipa alla Coppa del Mondo Tout Terrain GTC Truck conquistando tre vittorie e la classifica nel 1998 e quattro successi e nuovamente la classifica nel 1999.

Nel 2002 entra nella squadra ufficiale Mitsubishi e pilotando una Pajero si classifica terzo al Rally di Tunisia. L’anno dopo si piazza secondo al Rally di Tunisia e secondo alla Parigi-Dakar. Nel 2006 ha partecipato alla Lisbona-Dakar alla guida di una Fiat Panda Cross, ritirandosi; alla Dakar ha poi preso parte anche alle edizioni del 2008 e del 2009.

Il 21 ottobre 2011 vince il Rally del Marocco su Iveco. Sul camion, a completare l’equipaggio con il pilota di Bassano del Grappa, c’erano gli esperti Giorgio Albiero e Livio Diamante. L’anno seguente partecipa nuovamente al Rally Dakar, vincendo tre tappe e concludendo la gara al sesto posto su camion Iveco.

Al Bassano Storico Biasion e Siviero sulla Kadett GTE

Cresce l’attesa per il Rally Storico Città di Bassano – che sarà anche in questo caso a porte chiuse e su cui però pende la “spada di damocle” prefettizia, che adesso più che mai pretendono il rispetto delle regole visto che anche negli stadi non si potrà accedere – per la presenza in prova speciale di due iscritti d’eccezione: Biasion e Siviero, con la Opel Kadett GT/E.

Un bellissimo abbinamento di cognomi che richiama i vecchi e gloriosi tempi, del debutto nel mondo dei rally della coppia, che nel 1988 e nel 1989 vinse due titoli mondiali consecutivi con la Lancia Delta HF. Per chi non lo ricordasse, il due volte campione del mondo rally (nella foto che è stata tratta dal libro “Una favola Mondiale” di Miki Biasion) esordì nel Trofeo Rally Nazionali e poi nel Campionato Italiano proprio nel 1979 con la Opel Kadett GTE.

L’anno successivo, invece, passò alla Opel Ascona SR e partecipò sia alle gare italiane dell’Europeo e pure del Mondiale. Doppietta di campionati per il 1981 e per il 1982, stagioni in cui prende parte di nuovo alle gare italiane dell’Europeo e del Mondiale Rally guidando la Opel Ascona 400 con cui al Rally della Lana, valido per il titolo Tricolore, centra la sua prima vittoria assoluta in carriera. Al Rally Storico Città di Bassano, però, in macchina non ci saranno Miki e Tiziano bensì i rispettivi figli.

Miki Biasion e quelle 17 fantastiche favole Mondiali

Miki Biasion e il periodo d’oro che lo avrebbe consegnato alla storia come il più grande rallista italiano di sempre. Un viaggio unico nella carriera di un grande campione. Un percorso che trova la sua massima elevazione nella stagione 1989, l’edizione numero 17 del massimo campionato di rally.

Miki Biasion e il periodo d’oro che lo avrebbe consegnato alla storia come il più grande rallista italiano di sempre. Il “nostro” Miki è uno dei migliori dieci rallisti di quella magnifica storia racchiusa in cinque lettere, rally: due volte campione del mondo, vincitore di 17 gare titolate, tra le quali spiccano le doppiette nel mitico Rally di MonteCarlo e, specialmente, le due consecutive nel leggendario Safari in Kenya.

Un viaggio unico nella carriera di un grande campione. Un percorso che trova la sua massima elevazione nella stagione 1989, l’edizione numero 17 del massimo campionato di rally. L’anno in cui ad aggiudicarsi il titolo piloti fu, per il secondo anno consecutivo, proprio il pilota italiano Miki Biasion. La stagione era composta da 13 rally, con alcune modifiche rispetto quella precedente.

Il WRC aveva lasciato il Nord America, eliminando l’Olympus Rally dal calendario gare e inserendo al suo posto il Rally di Australia. Un’anomalia nel calendario gare fu che, in quel 1989, il Rally di Svezia e il Rally di MonteCarlo sono stati spostati di date, con l’evento svedese ad inaugurare il Mondiale. Fu la seconda e ultima volta che il MonteCarlo non inaugurò la stagione fino al 2009.

Martini Lancia continuò a dominare lo sport per il terzo anno nel 1989, vincendo i primi sei rally in cui venivano assegnati i punti per il titolo Costruttori e alla fine conquistò il titolo con Miki Biasion e grazie al finlandese Markku Alen e al francese Bruno Saby, con il fondamentale suppirto del francese Didier Auriol, dello svedese Mikael Ericsson e del pilota argentino Jorge Recalde .

Libri su Storie di Rally

la scheda

17 FAVOLE MONDIALI

Autore: Miki Biasion

Copertina: morbida

Immagini: 85 a colori

Pagine: 128

Formato: 25 x 23,7 cm

Editore: Artioli

Prezzo: 30,00 euro

Peso: 630 grammi

ISBN: 978-8-8779217-0-3

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Le auto da rally più belle a Monaco fino a marzo

Il Principe di Monaco ospiterà fino al 15 marzo 2020 un’esposizione unica di auto da rally che hanno fatto la storia del rally automobilistico mondiale. In occasione di tale esposizione eccezionale, verranno riunite per la durata di tre mesi, una cinquantina di automobili da competizione, tra le più rappresentative della disciplina tra le quali anche alcune con un palmares prestigioso che hanno fatto sognare milioni di appassionati sui circuiti francesi ed internazionali. I visitatori, in particolare, potranno scoprire ed ammirare i seguenti modelli:

PEUGEOT 205 TURBO 16 EVOLUTION 2 GRUPPO B

Si tratta della auto da rally originale che nel 1986 ha vinto il Rally di Svezia alla guida di Juha Kankkunen in occasione della sua prima partecipazione al campionato del mondo.

LANCIA DELTA S4 GRUPPO B

La Lancia presente nell’esposizione è quella classificata in terza posizione al Rally di Sanremo con Massimo Biasion ed in seconda posizione al Rally RAC con Markku Alen nel 1986.

LANCIA DELTA HF 4WD GRUPPO A

Nel 1987 la Delta HF 4WD realizza una doppietta fin dal Rally inaugurale di MonteCarlo (Miki Biasion davanti a Juha Kankkunen).

TOYOTA CELICA TURBO 4WD GRUPPO B E GRUPPO A

Il modello Gruppo B presentato è quello con il quale Juha Kankkunen ha disputato il Rally di Hong Kong-Pechino nel 1985.

MITSUBISHI LANCER EVO III GRUPPO A

Questa Mitsubishi del 1996 è l’esemplare con cui Tommi Makinen vinse il Rally di Finlandia l’anno in cui conseguì il suo primo titolo di campione del mondo.

CITROEN XSARA WRC

Alla guida di Sébastien Loeb, del suo co-pilota Daniel Elena e con gli altri equipaggi, totalizza 32 vittorie, 3 titoli mondiali costruttori ed altrettanti titoli mondiali piloti e co-piloti.

CITROEN DS3 WRC

Vince il Campionato del mondo Rally nel 2011 e nel 2012 imponendosi 20 volte in due anni, assicurando inoltre il nono titolo mondiale di Sébastien Loeb e del suo copilota Daniel Elena oltre che il settimo titolo per la casa Citroen.

LANCIA 037 GRUPPO B CHARDONNET

Lancia era rappresentata in Francia dal suo importatore indipendente André Chardonnet. Quest’ultimo aveva creato una scuderia per le competizioni di gran successo, prima con la Stratos e poi con la 037 affidata a Jean-Claude ANDRUET, probabilmente il più talentuoso pilota francese della sua epoca. La 037 saprà imporsi nel gruppo B permettendo alla casa automobilistica Lancia di ottenere un titolo mondiale nel 1983.

RENAULT 5 MAXI TURBO

Prodotta tra il 1980 ed il 1986, la Renault 5 Turbo rappresenta oggi sicuramente una vera icona francese. Fin dal suo debutto, la R5 Turbo ha dimostrato un’agilità sorprendente nei Rally e delle capacità tali che permisero a Jean RAGNOTTI di conseguire numerose vittorie tra cui il Campionato Rally di Francia, il Rally di Monte-Carlo, il Tour de Corse etc.

SUBARU IMPREZA WRC

Quella presentata è l’automobile vincitrice del Campionato del Mondo Rally nel 2001 pilotata dall’inglese Richard BURNS.

FORD FOCUS WRC

Questa Ford Focus è quella guidata da Carlo SAINZ, due volte Campione del Mondo nel 1990 e nel 1992.

100 anni di Storie di Rally in un elegante volume

Una storia, quella dei rally, raccontata in tante storie, 74 per la precisione e circa 200 brevi aneddoti. Il tutto raccolto in 280 pagine. Questo è “100 anni di Storie di Rally”, nuova opera curata dal “nostro” Marco Cariati e dalla redazione di Storiedirally.it che ha riadattato e trasferito su carta le storie più belle e più lette del sito, dopo averle riordinate in un percorso cronologico che – partendo da Carlo Abarth, un po’ più anziano del Rally di MonteCarlo, e passando attraverso storia e aneddoti sul Rally di Sanremo, Cesare Fiorio, Rally di Svezia, Lancia, Tour de Corse, Safari Rally, Sandro Munari, Ove Andersson, David Richards, Stig Blomqvist, Attilio Bettega, Walter Rohrl, Henri Toivonen, Miki Biasion, Carlos Sainz e molti altri – attraversa le varie epoche del rallismo internazionale e italiano.

“100 anni di Storie di Rally” arriva fino ai tempi più moderni del rallismo, quelli di Alex Fiorio e Giandomenico Basso emergenti nel Trofei Fiat Rally, o quelli ancor più recenti con i vari Andrea Aghini, Andrea Dallavilla, Marcus Gronholm, Paolo Andreucci, Jari-Matti Latvala, Petter Solberg, Richard Burns, Sebastien Loeb, eccetera, impegnati rispettivamente a cercare il proprio meritato momento di gloria. E poi c’è la contemporaneità. Giorni, quelli odierni, che raccontano di un italiano emergente, come Andrea Crugnola, di un italiano sul tetto del mondo, come Andrea Adamo, e della “scuola francese di rally” mestamente ritirata dal WRC. Ma non solo.

Tematiche punteggiate nel libro con una o più storie, aneddoti esclusi: Carlo Abarth, Rally di MonteCarlo, Virgilio Conrero, Rally d’Italia, Cesare Fiorio, Rally di Svezia, Lancia nei rally, Tour de Corse, La grande sfida di BMC, Safari Rally, Mini, Walter Rohrl, WRC, Rally del Marocco, Sandro Munari, La famiglia Scandola, Rally Nuova Zelanda, Campionato Autobianchi A112 Abarth, Ove Andersson, Rally del Portogallo, Lancia-Martini, Seat Panda 45 e rally, Miki Biasion, Stig Blomqvist, Audi Quattro, Peugeot 205 T16, David Richards e Prodrive, Gianni Delzoppo, Lancia Delta, Campionato Fiat Uno, Attilio Bettega, Ayrton Senna, Campionato Italiano Rally 1986, 2 maggio 1986.

E poi ancora: Rally della Lana 1986, Paolo Andreucci, Rally di Sanremo 1988, Tripletta Lancia 1989, 1000 Laghi 1990, Rally di Spagna 1991, Subaru Impreza 555, Trofeo Fiat Cinquecento, RAC 1997, Rally di Finlandia 1998, RAC 1998, Rally di Aosta 1998, Richard Burns, Ari Vatanen, Subaru Impreza P2000, Markko Martin, Rally del Giappone, Mexico Rally, la stagione degli addii nel WRC, Rally Costa Smeralda 2010, Andrea Crugnola, Jari-Matti Latvala, Olivier Quesnel su Loeb e Ogier, WRC 2017, Hyundai e Adamo, Citroen World Rally Team.

Gli eterni affamati: anatomia del pilota da Aghini a Zanardi

Gli eterni affamati è un viaggio che parte dalla fine degli anni Ottanta, quando l’automobilismo perde ogni innocenza e il campione diventa scientifico. Con Ayrton Senna in pista e Miki Biasion nei rally, il pilota si trasforma in una macchina, al pari del mezzo meccanico che guida. All’inizio dell’era Schumacher, nel 1994, l’uomo al volante è definitivamente un robot nelle reazioni e nell’abilità di guida: solo così si è piloti vincenti, oggi.

Questo libro fa parte di una serie che l’autore ha dedicato al mondo delle competizioni motoristiche. In quattro volumi, Delli Carri raccoglie la storia orale delle corse, attraverso le testimonianze dei protagonisti. Il primo capitolo è Matti dalle gare, collezione di sessanta interviste a personaggi del mondo della moto,sia piloti sia gente dei box, dal 1947 al 2002.

Il secondo capitolo di questa tetralogia è Benzina e cammina, in cui, attraverso quarantacinque interviste, si ripercorre l’epoca delle corse automobilistiche più lontana e povera di tecnologia (1947-1971) ma forse proprio per questo più ricca di fascino e di contenuti umani. Il terzo capitolo è La danza dei piedi veloci,dedicato ai piloti che si sono distinti nelle gare automobilistiche dal 1972 al 1987.

Il quarto e ultimo capitolo di questo viaggio culturale ed emozionale è Gli eterni affamati che, attraverso venticinque interviste, indaga il pilota automobilistico e i suoi orizzonti di gloria, per scoprire il motivo della perenne ricerca del giro e della corsa perfetti. Storie di pista e sterrati nelle parole, tra gli altri, di Andrea Aghini, Mauro Baldi, Miki Biasion, Ivan Capelli, Dindo Capello, Franco Cunico, Giancarlo Fisichella, Piero Liatti, Pierluigi Martini, Stefano Modena, Sandro Nannini, Riccardo Patrese, Emanuele Pirro, Jarno Trulli e Alex Zanardi.

I successi della Ferrari in Formula 1, della Lancia nei rally e dell’Alfa Romeo nel Turismo e nel DTM, commentati dai protagonisti, fanno da degno corollario alle prestazioni mai banali dei piloti italiani nel mondo. Gli eterni affamati è l’ultimo tassello di un mosaico che, con Benzina e cammina e La danza dei piedi veloci, ricostruisce la storia delle corse automobilistiche attraverso le parole dei protagonisti.

la scheda

GLI ETERNI AFFAMATI

Autori: Luca Delli Carri

Collana: Fucina

Copertina: rigida

Pagine: 560

Immagini: circa 50 in bianco e nero e a colori

Formato: 15 x 21,5 cm

Editore: Fucina

Prezzo: 16 euro

Peso: 998 grammi

ISBN: 978-8-8882691-4-6

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Juha Kankkunen in ospedale, salta l’incontro a Varese

Una premonizione più che un vero e proprio malore. Un sospetto. La chiamata ai soccorsi. Il ricovero in ospedale per accertamenti. Il quattro volte campione del mondo rally Juha Kankkunen era in aeroporto per imbarcarsi sul volo che dalla “sua” Finlandia avrebbe dovuto portarlo a Ispra, in provincia di Varese, dove ad attenderlo il 6 novembre 2019 ci sarebbero stati Miki Biasion e tantissimi suoi fans per partecipare ad un evento culturale e sportivo organizzato dal comitato organizzativo del Semestre Finlandese al JRC di Ispra in collaborazione con l’Asd Rally dei Laghi.

In aeroporto Juha Kankkunen ha percepito un fastidio al cuore, quindi ha saggiamente chiamato i soccorsi, che dato il tipo di emergenza sono intervenuti subito e hanno portato il campione finlandese in ospedale per accertamenti urgenti, decidendo di vietargli quel volo, visto che la pressione generata dal volo ad alta quota avrebbe potuto innescare eventuali problemi di coagulazione del sangue. Un dubbio così grande ha convinto il KKK a non partire per l’Italia.

Da notizie aggiornate ma non dirette che ci giungono, Juha sta meglio, ma necessita di riposo. L’evento di Varese è stato rinviato a data da destinarsi. La redazione di RS RallySlalom augura al grande KKK una veloce ripresa e lo aspetta in Italia per poterlo abbracciare al più presto.

Rallylegend, Vito Piarulli: ‘Ogni anno meglio del precedente’

“Ogni anno mi domando se riusciremo a fare meglio del precedente, poi leggo l’elenco degli iscritti e puntualmente mi rispondo di sì …”. Non nasconde orgoglio e grande soddisfazione Vito Piarulli, l’“inventore” insieme a Paolo Valli, di Rallylegend, l’evento-rally più atteso della stagione. Che ogni anno riesce a stupire per adesioni e contenuti, attraendo campioni, equipaggi e pubblico da mezzo mondo.

Anche per la edizione numero 17, quella che andrà in scena dal 10 al 13 ottobre prossimi, tutto esaurito per quanto riguarda le domande di iscrizione, con le 150 selezionate provenienti da 24 Nazioni, pienone nelle strutture ricettive, dalla Repubblica di San Marino fino alla riviera adriatica, ma soprattutto un ricchissimo plateau di campioni e fuoriclasse al via. Come e più di sempre, per un evento che, pur mantenendo il “core business” nel rally storico, è divenuto un contenitore unico e originale e a 360° di tutto il meglio dei rally di ieri e di oggi.

Quest’anno importanti segni di apprezzamento sono giunti da varie direzioni: anzitutto da Hyundai Motorsport, il team attualmente leader nel mondiale rally Costruttori, il cui Team Director Andrea Adamo ha scelto Rallylegend – dove sarà presente – per schierare Thierry Neuville e la Hyundai i20 Coupè WRC, con cui il pilota belga è in piena lotta per l’iride Piloti. Una scelta che ha trovato in Neuville, già presenza “dinamica” all’evento sammarinese, un entusiasta ambasciatore, ma anche una occasione per fare test e chilometri in gara, in vista del finale del campionato del mondo.

Adesione immediata per Andreas Mikkelsen, su proposta di Luis Moya, grande amico di Rallylegend, durante il rally di Turchia, con il pilota svedese che disporrà della Hyundai i20 WRC messa a disposizione da HMI e che sarà “vestita” con i colori 958 Santero, dinamico partner molto presente nel mondo rallistico e supporter anche di Rallylegend 2019. Craig Breen, altro pilota proveniente dal Mondiale Rally, ha fatto salti mortali per riuscire ad inserire Rallylegend nel suo affollato calendario e per essere al via, con una Subaru Impreza 555 Gruppo A, nella stessa categoria in cui sarà presente anche suo padre Raymond, con una splendida Mg Metro 6R4 gruppo B.

Sempre di titoli mondiali si parla, ma passando a MotoGp e al Rallycross iridato. Andrea Dovizioso, pilota ufficiale Ducati Corse MotoGp, e Mattias Ekstrom, il campione mondiale rallycross 2016 sono altre due stelle di prima grandezza dell’evento sammarinese. Saranno al via con una spettacolare vettura, che verrà svelata più avanti, e “Dovi” avrà a fianco Paolo Ciabatti, Direttore Sportivo Ducati Corse.

Gigi Galli e Ken Block: tra le top star di Rallylegend

Tra le top stars di questo Rallylegend ci saranno Gigi Galli, ultimo pilota ufficiale italiano nel Mondiale Rally di qualche anno fa, che porta per la prima volta in prova speciale la Kia Rio RX da rallycross del suo team GGRX. Inutile dire che sarà grande spettacolo, a cui contribuirà, non poco, Ken Block , il funambolico pilota statunitense che porta, con grande entusiasmo, a San Marino la sua ipervitaminizzata Ford Escort Cosworth.

E’ un habitue, praticamente da sempre, di Rallylegend, e ci sarà anche quest’anno, Miki Biasion, due volte campione del mondo rally con la Lancia a fine anni ’80, beniamino tra i più amati dal pubblico. Quest’anno, con il consueto supporto di Eberhard&Co, di cui è brand ambassador, e che “veste” la sua Lancia 037, festeggia due importanti ricorrenze, che verranno celebrate “in stile” Rallylegend: nel 1979, giusto quaranta anni fa, iniziava la sfolgorante carriera di “Capitan Miki”, con una Opel Kadett Gte gruppo 1 e dieci anni esatti dopo portava in bacheca, nel 1989, il suo secondo titolo mondiale, con la Lancia Delta Integrale. E Biasion avrà a fianco proprio Tiziano Siviero, navigatore con cui ha condiviso tutto il percorso vincente della carriera.

Anche Tony Fassina entra di diritto tra i grandi del Mondiale Rally: perché nel 1979, quaranta anni fa, conquistava una clamorosa vittoria nel rallye di Sanremo iridato, mettendo in riga, lui pilota privato al 100%, un incredibile gruppo di grandi campioni e piloti ufficiali, con la indimenticabile Lancia Stratos bianca, proprio quella con cui sarà al via a Rallylegend.

Sempre in ambito Mondiale Rally, sarà al via anche Eriksen Torstein, navigatore di Mads Ostberg, che qui affianca il danese Brian Madsen e torna anche Yvonne Metha, moglie e anche navigatrice di Shekar Metha, tra i grandi interpreti del Safari Rally degli anni 80, vinto cinque volte e qui a fianco di Robert Whitehouse. Non poteva mancare Gustavo Trelles, con Jorge Del Buono, dominatori del “Produzione” iridato per molti anni con la Mitsubishi e al via, ancora una volta, a Rallylegend con una Subaru Impreza.

Una ventina di selezionate e importanti macchine storiche degli anni ’70 e ‘80, in livrea originale e “certificate”, vere ed esclusive pagine di storia dei rally, che avranno al volante, in un rally dal percorso ridotto, un gruppo di fuoriclasse da urlo. Saranno schierate Fiat 131 Abarth, Lancia Stratos, Opel Manta 400, Fiat 124 Abarth, Saab 96 V4, la rara Alfetta 1800, Fiat Ritmo Abarth Alitalia, Talbot Lotus e altri rari gioielli, guidate da campioni del calibro di Jean Claude Andruet, pilota impegnato in gare mondiali dal 1973 al 1986, specialista dell’asfalto, con tre vittorie a Montecarlo ’73 (Renault Alpine), al Tour de Corse ‘74 (Lancia Stratos) e a Sanremo ’77 (Fiat 131 Abarth).

Quest’anno al debutto a Rallylegend, Miki Biasion, due volte campione del mondo rally con la Lancia Delta Integrale nel 1988 e 1989, ma in carriera anche campione Europeo e Italiano Federico Ormezzano, quattro volte campione italiano Gruppo 2 tra fine anni ’70 e primi anni ’80, Tito Cane, campione nel Trofeo Rally Nazionali del 1979, Chicco Svizzero, negli anni ’70 pilota ufficiale Alfa Romeo, e tanti altri.

Tanta Italia al via del rally di San Marino

Miki Biasion e Tony Fassina, che sono stati anche campioni europei ed italiani rally capeggiano una pattuglia numerosa e plutititolata di campioni che in Italia e in Europa hanno raccolto titoli a grappoli, insieme a tanti piloti che hanno comunque lasciato segni importanti nella storia dei rally italiani.

Ci saranno Piero Longhi, campione italiano rally nel 2000 con la Toyota Corolla WRC e nel 2005 con la Subaru Impreza WRX, che torna a Rallylegend con una Ford Fiesta WRC del 2013. Con la Ford Sierra RS Cosworth è iscritto Bruno Bentivogli, dominatore del Gruppo 1 nel Tricolore rally anni ’80, mentre disporrà di una splendida Lancia Stratos Mauro Sipsz, monegasco di adozione, anche lui veloce protagonista del Turismo di Serie anni ’80. Con una Ford Sierra Cosworth, il sempre veloce Totò Riolo darà la caccia ad un’altra affermazione in terra sammarinese.

Da seguire anche le due Delta 16V di Simone Romagna, tra i big del Campionato Terra Storico e di Paolo Baggio, altro pilota affezionato della Casa di Chivasso. Ancora Lancia, rispettivamente una aggressiva Delta S4 e una Delta Integrale per due grandi delle cronoscalate, sempre presenti a Rallylegend, come Marco Gramenzi e Roberto Di Giuseppe. Svizzera di origine ma italianissima per carriera, con i suoi titoli tricolori “rosa” Chantal Galli, anche lei su Lancia Delta.

Indigestione di “traversi” e sbandate controllate per i funamboli, attesi del pubblico di Rallylegend, Paolo Diana, con la sua Fiat 131 Racing “super muscolosa” e Giorgio Mela, al debutto con una insolita Audi Quattro S1. Sempre presente anche Flaviano Polato, tornato in prova speciale con la piccola e inconfondibile Fiat 126, con cui era molto conosciuto nei rally anni ’80.

A fare gli onori di casa, tra i centocinquanta ammessi a Rallylegend 2019, tre equipaggi sammarinesi di prestigio: Paolo Valli, nella triplice veste di pilota, organizzatore e Presidente della FAMS, la Federazione Automotoristica Sammarinese, sarà al volante della sua Lancia Delta S4, mentre Marcello Colombini, con la BMW M3 E30 sarà tra i papabili per la vittoria nella categoria Myth, come Stefano Rosati, tra le Historic, dove con la sua Talbot Lotus ha già vinto ben tre volte.

Tanti i campioni nazionali di mezza Europa presenti tra gli iscritti a Rallylegend, come ad esempio i fratelli Kristian e Roland Poulsen, vincenti e ben conosciuti in Danimarca e anche brillanti protagonisti nel WTCC e a Le Mans. Grande show è atteso anche da Frank Kelly, che torna con la potente Ford Escort MkII e da Christof Klausner, con la Audi Quattro.

Miki Biasion: i miei primi quarant’anni di rally a Gubbio

All’edizione numero 54 della cronoscalata Trofeo Luigi Fagioli, valida quale prova del Campionato Italiano Velocità Montagna, ci sarà nientepopodimenoche Miki Biasion. La cronoscalata umbra è in programma dal 23 al 25 agosto a Gubbio.

La tradizionale serata di venerdì, quella che alle 21 sul palco centrale di Piazza dei Quaranta Martiri celebrerà la consegna del Memorial Angelo e Pietro Barbetti che, quest’anno, gli organizzatori hanno assegnato a Miki Biasion, il driver veneto che giusto quarant’anni anni fa esordì ufficialmente nei rally e poi si laureò due volte campione del mondo (1988 e 1989) al volante della Lancia Delta Integrale.

Vincitore di 17 rally iridati e indimenticabile protagonista di un’epoca d’oro per il rallysmo e il motorsport italiano, il pilota di Bassano del Grappa è stato più volte in gara anche a Gubbio, calcando su Lancia e Ford le prove speciali del territorio nella zona di San Bartolomeo nelle occasioni dei Rally di Sanremo iridati dei primi Anni Novanta.

Per Biasion si tratta dunque di un ritorno a Gubbio e nell’albo d’oro del Memorial Barbetti, dedicato a due personaggi che tanto hanno rappresentato per Gubbio e il suo mondo sportivo, succede, tra gli altri, a personaggi come Mauro Forghieri, Clay Regazzoni, Giancarlo Minardi, Ezio Zermiani, Andrea Montermini, Emanuele Pirro e Pino D’Agostino.

“Abbiamo avuto il privilegio di poter dare molto allo sport in quegli anni – spiegato Miki Biasion -. Cosa che oggi è più difficile. Abbiamo vissuto da protagonisti gli anni dell’epopea dell’automobilismo. Ho corso sulle leggendarie prove speciali umbre dal 1982 al ’92. Una zona e un territorio meravigliosi che amo, per i luoghi ma sopratutto per la gente straordinaria che vi si trova. Torno con gioia in quelle zone, anzi forse posso godermele di più poiché vi ritorno senza pressioni addosso, come quando le mie trasferte erano legate alle gare”.

Lancia Rally, nome in codice 037: Limone e Gastaldi

L’unione tra le capacità cognitive e tecniche della mente dell’ingegnere Sergio Limone, unite alle abilità professionali e alla fede Lancista del giornalista Luca Gastaldi, fa nascere Lancia Rally: nome in codice 037. La Lancia Rally 037 è stata una vettura prodotta dalla Lancia negli anni ’80 per partecipare al Mondiale Rally.

L’ingegnere Limone fu il responsabile del progetto SE037 e fu Cesare Fiorio, il direttore sportivo Fiat, ad annunciare nel 1981 la nascita di un nuovo modello per il rally a causa dei cambiamenti nel regolamento. Il progetto fu sostenuto da una collaborazione tra Lancia, Pininfarina e Abarth, riprendendo l’evoluzione 037 realizzata dalla Abarth nella seconda metà degli anni ’70, e fu presentato al cinquantanovesimo Salone dell’Automobile di Torino nel 1982.

La versione stradale non riscosse particolare successo, per l’omologazione nel Gruppo B bisognava infatti costruire almeno duecento esemplari del modello in questione. “Abbiamo ottenuto i primi importantissimi risultati dieci anni fa con la Fulvia HF, vincendo il Campionato del Mondo 1972. Abbiamo ribadito la nostra superiorità per tre anni consecutivi, dal 1974 al 1976, ma con la Stratos, e altri tre titoli iridati ce li ha regalati la Fiat 131 Abarth Rally, nel 1977, nel 1979 e nel 1980″, spiegava Cesare Fiorio.

“Tre dei nostri piloti sono saliti sul gradino più alto del podio piloti: Sandro Munari, Markku Alen e Walter Rohrl. Ma nel 1982 dovremo affrontare una svolta regolamentare e, proprio per questo, i nostri programmi sono stati rivoluzionati. Correremo a partire da aprile, appena sarà omologata, con la Lancia Rally!”, furono le parole di Cesare Fiorio all’epoca.

Era il 14 dicembre 1981 e Cesare Fiorio, responsabile delle attività sportive del Gruppo Fiat, annunciava la nascita della nuova “arma” torinese per i rally: la 037. Una vettura nuova, meccanicamente differente dalle progenitrici, voluta, progettata e costruita in funzione del nuovo regolamento Fisa Gruppo B.

Il progetto – sviluppato in collaborazione tra Lancia, Abarth e Pininfarina – si materializzò nella sua veste definitiva il 2 maggio 1982 al Salone dell’Automobile di Torino. La Lancia 037, in versione stradale, viene presentata al grande pubblico nel corso della kermesse motoristica italiana riscuotendo immediatamente un grande successo fra gli addetti della stampa specializzata e i numerosi appassionati che affollavano i padiglioni di Torino Esposizioni.

Le scelte che portarono alla realizzazione della 037 non furono certo facili. Si decise per una vettura convenzionale, con due ruote motrici, dotata di tutti i pregi della Fiat 131 con qualcosa in più a livello di telaio. Questo doveva essere concepito nella maniera più semplice possibile e in grado di consentire facili riparazioni e sostituzioni meccaniche durante i rally.

Un telaio predisposto per un nuovo sistema di sospensioni, non più di tipo McPherson come sulla 131, ma a quadrilateri come nelle monoposto da pista. Questa soluzione era in grado di fornire diverse regolazioni di assetto e di camber e di utilizzare pneumatici sia radiali che non radiali.

La 037, soprannominata la “Regina dei Rally”, è l’ultima due ruote motrici della storia a conquistare il titolo iridato della specialità. Inizialmente identificata con il codice di progetto Abarth SE037, la Lancia Rally (questo il suo nome ufficiale) ottiene l’omologazione in Gruppo B il 1 aprile del 1982, a soli due anni dalle prime righe tracciate su un foglio bianco e dopo intense attività di test. La descrizione tecnica dell’ingegner Sergio Limone e le fotografie inedite dell’epoca fanno rivivere un capitolo fondamentale dell’automobilismo sportivo e una decade di grande rivoluzione.

la scheda

LANCIA RALLY: NOME IN CODICE 037

Autori: Sergio Limone, Luca Gastaldi

Copertina: rigida con sovracopertina

Pagine: 200

Immagini: 220 a colori e in bianco e nero

Formato: 21x 24 centimetri

Editore: Autopubblicazione

Prezzo: 39 euro

ISBN: 979-1-2200297-8-0

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Andrea Aghini testimonial al Rally Piancavallo

Il suo nome è scolpito nell’albo d’oro del Rally Piancavallo. Andrea Aghini, assieme al compianto Loris Roggia, nel 2001 vinse l’ultima edizione internazionale della corsa al volante di una Subaru Impreza Wrc. Tempo totale: 2.52’52’’6. Altri tempi, quasi tre ore di corsa valida per il Campionato Europeo, tracciato lunghissimo disegnato dal genio di Maurizio Perissinot. Sul podio Paolo Andreucci (oggi recordman di scudetti vantando 11 titoli assoluti) e l’udinese Claudio De Cecco, entrambi alla guida di una Ford Focus Wrc.

Ebbene Andrea Aghini sarà l’ospite d’onore alla presentazione del Rally Piancavallo 2019, edizione n. 33, in programma ad Aviano, Villa Policreti, la sera di venerdì 26 aprile mentre la gara si svolgerà nel fine settimana dell’11 e 12 maggio. “Miglior testimonial non potrebbe esserci – sottolinea Corrado Della Mattia, presidente dell’Aci Pordenone – per un’organizzazione fortemente motivata a riportare in alto la nostra gara”.

Plauso esplicito al lavoro di Knife Racing, che ha invitato il campione toscano volendo abbinare alla cerimonia ufficiale con le autorità del territorio (ore 19) un appuntamento del filone “miti dei rally” (inizio ore 20), dopo gli incontri di successo con Miki Biasion, Franco Cunico, Piero Longhi e Andrea Zanussi, organizzati in collaborazione con RinnovaMente di Maniago. Nel palmares di Aghini anche l’onore di essere stato l’ultimo pilota italiano a vincere una prova iridata con una vettura italiana: suo il sigillo al Sanremo 1992 al volante di una Lancia Delta Integrale del team Martini Racing.

Nel 1998 e 1999 si aggiudicò lo scudetto tricolore, mentre nel 2001, nonostante il successo al Piancavallo, fu Paolo Andreucci a laurearsi campione. “Ne avrà di storie da raccontare il driver livornese – conclude Della Mattia – scatenando la nostalgia degli appassionati d’antan, ma siamo certi sarà di stimolo per i più giovani che ancora vedono i rally, e il Piancavallo in particolare, come occasioni di gloria ed emozioni irrinunciabili”.

Rally Città di Arezzo: Nicolò Marchioro e Simone Romagna al comando

Partito, con gli auspici di un sole deciso e temperature primaverili, il 13° Rally Città di Arezzo-Crete Senesi e Valtiberina, primo atto dell’attesissimo  Trofeo Terra rally storici, il nuovo Campionato tricolore riservato alle vetture di un tempo e penultima prova del Challenge Raceday Rally Terra.

La gara, organizzata da Valtiberina Motorsport, è partita con 81 equipaggi verificati in totale, con le defezioni “di livello” di Ormezzano (Talbot Lotus) e di Galleni (Opel Ascona 400), entrambi per problemi meccanici. Il confronto ha subito espresso tanto spettacolo ed agonismo, con i due passaggi della celebre prova del “Monte Sante Marie” negli scenari mozzafiato delle crete senesi, la grande novità dell’edizione di quest’anno.

Dopo i primi due “chrono”, presi d’assalto dal pubblico delle grandi occasioni, disposto lungo la strada con la massima sicurezza, comandano rispettivamente Marchioro-Marchetti (Skoda Fabia R5) e Romagna-Lamonato, con la Lancia Delta Integrale.

Romagna ha preso il comando della classifica “storica” dalla seconda prova, approfittando del ritiro (uscita di strada) del giovane Alberto Battistolli, su una vettura analoga (primo anche del 4. Raggruppamento), affiancato da Bettina Biasion, la figlia di Miki, campione del mondo rally con la Lancia negli anni ottanta. Seconda posizione provvisoria per la Ford Escort MK II di Guggiari-Sordelli (in testa al 3. Raggruppamento), davanti ai trentini Tiziano e Francesca Nerobutto, padre e figlia, con una Opel Kadett GT/E. Il secondo raggruppamento vede al comando i sammarinesi Cesarini-Gabrielli (Ford Escort RS 1600), mentre si segnala la performance dell’umbro Giorgio Sisani, in coppia con Pollini, su una A112 Abarth, quinti nella generale, con tanto spettacolo offerto.

La gara “moderna” è in mano al padovano Nicolò Marchioro, in coppia con Marchetti, su una Skoda Fabia R5. Sono 14”8, i secondi che il portacolori della scuderia Etruria ha nei confronti del trevigiano Giacomo Costenaro, affiancato da Bardini, che hanno portato al debutto italiano su sterrato la nuova Citroen C3 R5. Terza piazza provvisoria per l’altro Marchioro, Christian, il fratello del leader, con Silvia Dall’Olmo alle note, alla loro prima esperienza con una Fabia R5.

Più distanziati i diversi altri “papabili” per la vittoria: il vicentino Andrea Smiderle, leader della serie Raceday è rimasto attardato sul primo passaggio per alcuni errori, e per la stessa causa si sono vanificati gli attacchi al vertice dei varii Fanari, Longhi e Versace, che comunque meditano riscossa per la lunga e faticosa giornata di domani. Tra i “nomi” illustri sono già out il romagnolo Bentivogli (Subaru Impreza) ed il fiorentino Ancillotti (Peugeot 208 R2), entrambi per rottura della trasmissione nella PS1.

Lancia Stratos Alitalia, la più ammirata della Fia Hall of Fame

È stata inaugurata ieri, presso l’Headquarter parigino della Federazione Internazionale dell’Automobile in Place de la Concorde, una nuova sezione della FIA Hall of Fame – la galleria realizzata nel 2017 per celebrare la storia della Formula 1 – dedicata a diciassette Campioni del Mondo di Rally, una delle discipline più impegnative e coinvolgenti dell’automobilismo sportivo.

All’evento erano presenti molti dei protagonisti di queste emozionanti competizioni, tra cui il campione del mondo Miki Biasion della Squadra Corse Lancia, oltre ad alcune vetture vincitrici di diverse epoche del Campionato del Mondo Rally. Tra le più ammirate, una straordinaria Lancia Stratos Gruppo 4 Alitalia (1974) che vinse il rally del Portogallo nel 1976 e si classificò seconda nel rally di Monte Carlo del 1977. Contraddistinta dalla livrea bianco-rosso-verde dello sponsor Alitalia, l’esemplare fa parte della preziosa collezione di FCA Heritage, il dipartimento del Gruppo dedicato alla tutela e alla promozione del patrimonio storico dei marchi Alfa Romeo, Fiat, Lancia e Abarth.

Il mitico modello Stratos garantì alla casa Lancia il dominio assoluto del mondo dei rally fino a metà degli anni 70. All’epoca il direttore sportivo Cesare Fiorio sfruttò tutte le possibilità del regolamento per creare -sotto il suo coordinamento –  la prima auto costruita con il  solo ed unico scopo di vincere i rally. La coupé due posti è caratterizzata dall’iconica linea cuneiforme, opera di Marcello Gandini per la carrozzeria Bertone,  ed è spinta da un sei cilindri da 2,4 litri di provenienza Ferrari,  situato alle spalle di pilota e copilota allo scopo di ottimizzare il peso.

Prodotta nella versione ufficiale da corsa (con testata prima a 12, poi a 24 valvole per una potenza massima di 300 CV) in 26 esemplari su un totale di circa 500, la Stratos conquistò un numero straordinario di vittorie, tanto da essere definita l’”arma assoluta” dei rally. Fra l’altro vinse per tre volte consecutive il rally di Monte Carlo e si aggiudicò tre titoli nel campionato mondiale costruttori (dal 1974 al 1976) ed altrettanti nell’europeo piloti, oltre alla vittoria (nel 1977, con Sandro Munari) della Coppa Mondiale FIA piloti rally.

Miki Biasion: storia inedita di un grande campione

Dai primi passi con la Opel Kadett GT/E ai trionfi al rally di Monte-Carlo e al Safari in Kenya. Diciassette volte primo in gare valide per il Campionato del Mondo, ha vinto anche la Coppa del Mondo Raid Tout Terrain, le massacranti corse in Africa come la Dakar nel 1998 e nel 1999, alla guida di un camion Iveco Eurocargo.

Ricordi, aneddoti, retroscena in un libro, scritto con il giornalista Beppe Donazzan, “Miki Biasion: storia inedita di un grande campione” che è un susseguirsi di emozionanti ed inedite pagine, dove emergono molti fatti meno noti della vita di uno fra i “campionissimi” del rallysmo iridato di tutti i tempi.

Davvero una splendida biografia è “Miki Biasion: storia inedita di un grande campione”. L’ultimo italiano a vincere un campionato del mondo rally racconta la sua storia tra vittorie e sconfitte, gioie e dolori in uno sport che ha visto in quegli anni il periodo di massimo splendore. 

La scalata al successo, il Gruppo B, l’amore sfrenato per la Lancia, i mondiali, il Safari, la Deltona,e in ultima (ma non ultima) la Dakar. Storie di furbizie, tranelli, tradimenti, che il pilota bassanese ha voluto raccontare per renderci partecipi di quello che è stato il mondo del rally negli anni anni Ottanta e Novanta. 

Un’opera “nata con l’intento di raccontare gli aneddoti, le problematiche, i sentimenti e gli stati d’animo che hanno caratterizzato tutta la mia carriera e che mai sino ad ora erano stati messi nero su bianco. Questo libro si rivolge chiaramente a chi ama i Rally, di ieri e di oggi, e soprattutto a quei giovani che non c’erano e non conoscono la storia di questa disciplina, dando quindi modo a loro di capire quanto questo sia un grande sport”.

“Ho inoltre voluto rivolgermi agli appassionati dell’epoca, che tramite le pagine da me scritte possono rivivere determinati momenti e determinate situazioni. Leggendo questo libro molti possono inoltre capire a cosa ha rinunciato il Biasion uomo, o meglio, quali scelte si devono effettuare per arrivare a determinati risultati sportivi”.

“Correre in automobile ai miei tempi voleva dire passare circa 300 giorni all’anno sulla vettura per test e prove. Risulta facile quindi comprendere quanto tali circostanze imponessero a molte rinunce, tra cui famiglia e amici o alle piccole cose della vita. Questi sono infatti molti aspetti a cui spesso non si pensa: un pilota viene sempre identificato con l’immagine delle vittorie e dello champagne stappato sul podio, ma la realtà è che alla base dei risultati c’è un lavoro enorme”.

la scheda

MIKI BIASION STORIA INEDITA DI UN GRANDE CAMPIONE

Autore: Beppe Donazzan

Collana editoriale: Grandi corse su strada e rallies

Copertina: rigida

Pagine: 224

Immagini: circa 300 a colori

Dimensioni: 20,95 x 27,3 centimetri

Editore: Giorgio Nada Editore

Prezzo: 21 euro

Peso: 440 grammi

ISBN: 978-8879115162

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