Storie e aneddoti del mitico Rally della Lana 1982 e 1997
Due edizioni in particolare, il 1982 e il 1997 del Rally della Lana, restano nella memoria degli appassionati per ragioni diverse: la prima per la consacrazione di un futuro campione del mondo come Miki Biasion, la seconda per la serrata lotta per lo scudetto che vide Andrea Dallavilla imporsi per pochi secondi su Aghini.
Il Rally della Lana è una delle gare storiche del rally italiano: una competizione che, fin dalla sua nascita nel 1973, ha attirato grandi nomi del motorsport nazionale e internazionale e ha saputo esprimere tradizione, tecnica e spettacolo lungo le strade del Biellese. Nel corso degli anni questa prova si è guadagnata una reputazione di gara impegnativa e prestigiosa, capace di lanciare carriere e di decidere campionati nazionali. Due edizioni in particolare — quella del 1982 e del 1997 — riassumono diversi aspetti di questo fascino: la prima segna la prima vittoria importante di un futuro campione del mondo, la seconda è stata decisiva per l’assegnazione del titolo italiano.
1982: la prima grande affermazione di Miki Biasion
Il Rally della Lana del 1982 è ricordato soprattutto per essere la prima vittoria assoluta in carriera di Miki Biasion, pilota destinato ad affermarsi nel panorama internazionale e poi a diventare due volte campione del mondo rally.
All’epoca Biasion correva con Opel Ascona 400 e stava muovendo i suoi primi passi da pilota di livello nazionale, in un periodo in cui il rally italiano era estremamente competitivo e ricco di interpreti forti. La stagione 1982 fu caratterizzata da gare con vincitori diversi e da una competizione per il titolo serrata. In questo contesto, la prova biellese fornì a Biasion l’occasione di imporsi con autorità.
Un dettaglio significativo di quell’edizione riguarda il navigatore storico di Biasion, Tiziano Siviero.
Secondo i resoconti dell’epoca, Siviero non fu alla guida con Biasion al Rally della Lana perché — a seguito di divergenze interne con la squadra Opel tra Biasion e altri protagonisti della stagione precedente — fu deciso di sostituirlo con un altro copilota, Roberto “Rudy” Dal Pozzo, per quella specifica gara.
Il condizionale è d’obbligo perché, come emerge dalla cronaca storica, quella scelta derivò da motivazioni di squadra e non da un infortunio o assenza forzata del navigatore. Biasion vinse comunque la gara con Rudy al suo fianco, dimostrando che il suo talento era già pienamente maturo per confrontarsi con i migliori piloti italiani.
A conferma dell’importanza di quell’edizione, Biasion figura nell’albo d’oro ufficiale, accanto a piloti storici come Dario Cerrato, Piero Longhi e altri campioni italiani che più tardi avrebbero dominato la scena nazionale.
La vittoria al Rally della Lana contribuì in maniera significativa alla progressione di Biasion: quell’anno concluse la stagione come uno dei protagonisti principali del campionato italiano, aprendo la strada alla sua consacrazione europea e mondiale che sarebbe arrivata negli anni successivi.
1997: il rally decisivo per lo scudetto italiano
Se il 1982 fu l’anno della prima vittoria assoluta di un futuro campione del mondo, il Rally della Lana del 1997 è ricordato per la sua importanza nel contesto della lotta al titolo nazionale di quell’anno. L’edizione del 1997 si disputò tra il 18 e il 19 luglio e fu valida come una tappa determinante del Campionato Italiano Rally.
Tra i protagonisti di quella stagione spiccavano Andrea Dallavilla, Andrea Aghini e Franco Cunico. Dallavilla, in coppia con il navigatore Danilo Fappani, correva su una Subaru Impreza 555, mentre Aghini era alla guida di una Toyota Celica GT-Four assistita dal copilota Loris Roggia. Cunico invece puntava a difendere posizioni di classifica con una Ford Escort Cosworth Martini Racing.
La gara si rivelò fin dalle prime prove una sfida serrata. La classifica subì variazioni costanti nel corso delle speciali, con distacchi minimi tra Dallavilla e Aghini. Cunico, pur partendo con ambizioni di classifica generale, fu costretto al ritiro in una fase iniziale e si allontanò così dalla lotta per il titolo.
Nel finale, dopo un confronto prolungato sui tempi delle prove, Andrea Dallavilla chiuse al primo posto con un distacco di soli 2 secondi su Aghini, uno scarto che testimonia l’equilibrio agonistico di quella gara e il livello elevato della competizione.
Tale risultato consolidò la leadership di Dallavilla nel Campionato Italiano Rally e fu un passaggio chiave per la conquista dello scudetto italiano 1997, che avrebbe poi conquistato aritmeticamente nelle gare successive.
Questo tipo di risultati — decisi da pochissimi secondi in un contesto in cui ogni prova speciale ha un proprio valore cronometrico assoluto — è tipico dei rally: la classifica finale è la somma dei tempi sulle prove speciali, e margini così ridotti sottolineano la precisione, la strategia di guida e la capacità di gestione della gara da parte dei protagonisti.
Il Rally della Lana nel contesto storico del rally italiano
La storia del Rally della Lana è ricca di nomi illustri e di performance significative. L’albo d’oro ufficiale testimonia la presenza continuativa, fin dagli anni ’70, di piloti che avrebbero lasciato un segno nel rally italiano e oltre. Piloti come Dario Cerrato (recordman con sei vittorie), Tony Fassina, Piero Longhi e Andrea Dallavilla compaiono nell’elenco dei vincitori, insieme a protagonisti internazionali che hanno gareggiato con vetture moderne e competitive.
La vittoria di Biasion del 1982 inserisce il suo nome in una tradizione lunga e prestigiosa, accanto a campioni capaci di dominare stagioni intere o di imporsi in gare chiave. Anche Vittorie di piloti come Andrea Aghini negli anni successivi e la presenza di figure come Piero Liatti, vincitore nel 2000 e campione del mondo in altre competizioni, confermano il valore tecnico e culturale della gara biellese nel panorama rallystico italiano e europeo.
Il Lana non è semplicemente una tappa del CIR: è un evento che ha mantenuto negli anni una capacità singolare di attrarre grandi piloti, di creare momenti agonistici intensi e di integrare al proprio interno una varietà di sfide tecniche, storiche e prestazionali. Le sue prove speciali — spesso tecniche e selettive — richiedono grande abilità di guida, lettura delle note e strategia nella gestione delle gomme e dei tempi, elementi che fanno di questa gara un banco di prova esigente per qualsiasi concorrente.
Episodi e dettagli umani
Oltre ai risultati cronometrici, il Rally della Lana è noto anche per episodi umani e aneddoti che raccontano quanto sia complesso il mondo dei rally. L’edizione del 1982, oltre a segnare il primo grande successo di Biasion, è famosa per la questione con Siviero: un diverbio interno alla squadra Opel portò alla sua sostituzione proprio per il Lana, ma Biasion lo avrebbe poi riavuto come copilota per le successive gare e stagioni.
Questi dettagli, pur marginali dal punto di vista sportivo, offrono uno spaccato delle dinamiche interne di squadra e dell’evoluzione dei rapporti tra piloti e navigatori, elementi che spesso fanno parte della storia di una stagione oltre i meri risultati.







