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Tutto sulle tre auto di Ken Block in vendita

Ecco tutto quello che c’è da sapere sulle tre auto di Ken Block in vendita. Su LBI Limited, sito web dedicato alla vendita di vetture sportive e di lusso, sono presenti da qualche giorno tre auto della collezione Ken Block. Il funambolico americano le ha utilizzate e portato al limite in “Gymkhana” 3, 6, 8 e Terrakhana. Queste famose serie di YouTube hanno racimolato oltre 200 milioni di visualizzazioni. Attualmente in vendita c’è una Ford RS200 del 1986 altamente modificata e personalizzata e le Fiesta GYM3 e RX43.

Ford Fiesta ST RX43

Questa vettura utilizzata per Gymkhana 6, 8 e Terrakhana, è una tra le preferite in assoluto di Block. La RX43 non è stata utilizzata solo per fini cinematografici, ma anche in importanti serie rallistiche. Proprio con quest’auto, Ken ha sfidato in un evento dimostrativo la Mercedes F1 di Lewis Hamilton e ha portato a casa la sua prima vittoria nel Global Rallycross nell’ultima gara stagionale a Las Vegas.

Nelle fasi iniziali della medesima serie, Block è riuscito a conquistare altri due podi a Monaco e a Bristol e la 3° posizione finale in campionato. La britannica M-Sport ha inizialmente sviluppato la RX43. Sotto il cofano c’è un motore turbo a quattro cilindri da 2,0 litri che raggiunge oltre 600 CV e 650 Nm di coppia massima. Anche l’ECU è stato sostituito con un’ECU made in Cosworth.

Il cambio è sequenziale a 6 rapporti e il differenziale posteriore sono della Sadev. I freni sono della Bremob, le sospensioni sono della Reiger Racing e le ruote monoblocco verniciate in bianco lucido sono della Rotiform VCE-M. L’accelerazione fino ai 60 mp/h è spaventosa, poiché il tempo impiegato è inferiore ai due secondi. L’interno ovviamente è stato svuotato e rinforzato con un roll-bar progettato da M-Sport e omologato dalla FIA. 

Molto particolare è la livrea e il lungo freno a mano, un pezzo di metallo dorato dove è inciso il logo Hoonigan e il numero 43. I parafanghi e l’aggressivo paraurti anteriore migliorano l’aggressivo look, mentre l’alettone posteriore simil WRC assicura un maggiore grip alle alte velocità. In Gymkhana Six, Ken porta la macchina su un percorso a ostacoli sempre più complesso e su un campo d’aviazione abbandonato. Gymkhana Eight fa un passo avanti. Ken dapprima fa scendere dall’auto un ghepardo, poi rende alcune delle strade più importanti di Dubai un vero e proprio parco giochi personali dove demolisce letteralmente supercar di ogni tipo.. Da ricordare i donuts effettuati intorno al Boeing 747 mentre veniva trainato. 

Ford Fiesta ST GYM3

Questa è la star di Gymkhana 3, la prima auto dell’ovale blu utilizzata nella fortunata e spettacolare serie di Block. La GYM3 ha raccolto circa 66 milioni di visualizzazioni su YouTube ed è andata a sostituire la Subaru Impreza WRX STi del 2006 fortemente modificata. Gymkhana THREE rimane uno dei video più popolari di Ken, girato a sud di Parigi presso “l’Autodrome de Linas – Montlhéry”.

La pista, un ovale di 1,58 miglia è stata costruito nel 1924, presenta sponde ripide fino a 51°, più del doppio dell’inclinazione standard della maggior parte degli ovali della Nascar. L’auto è nata nel 2011 come una “semplice” Fiesta ST. Successivamente è stata trasformata completamente dalla Olsbergs MSE, una squadra di corse svedese fondata dall’ex campione di rally svedese Andréas Eriksson. Questo team ha anche gestito il programma Ken’s Rally America e ha vinto l’oro agli X Games 15 Rally Competition con una Ford Fiesta equipaggiata in modo simile.

La GYM3 monte un motore Duratec da 2,0 litri preparato dalla Olsberg MSE che spinge oltre i 600 CV e i 660 Nm di coppia di massima. E’ sorprendente che l’unità motrice è in grado di raggiungere 850 CV. L’ingente potenza è stata limitata per dare a Ken la fascia di coppia di cui aveva bisogno per controllare adeguatamente l’auto. Il cambio è un sequenziale a sei rapporti MSE MakTrak di Olsberg. L’auto impega meno di due secondi per andare da 0 a 60 mp/h. L’interno è stato alleggerito e rinforzata con un roll-bar OMSE. Il freno a mano idraulico, responsabile dei tanti donuts, è un pezzo di metallo con il logo del teschio di Ken e il numero 43. La particolare livrea è basata sul Ken’s Monster World Rally Team Rally America.

Ford RS200 Gruppo B

Noi tutti abbiamo in mente l’auto dei sogni e per Ken Block è la Ford RS200. Questa è una delle 200 vetture omologate, un requisito necessario per poter competere nella World Rally Championship al tempo delle mitiche Gruppo B. Attualmente l’auto, dopo svariate e numerose modifiche, può raggiungere i 700 CV. Questa vettura, che parte dai 550.000 dollari, è ancor più speciale perché è una delle 24 unità ad aver le specifiche “EVO”. Si possono notare delle piccole imperfezioni sul paraurti anteriore e sulla carrozzeria, ma nello stesso tempo è stata trattata in maniera maniacale da Block. L’auto del pilota americano è quella con il telaio “SFACXXBJCGL00080”. 

Non ci sono molte informazioni, bensì il primo proprietario norvegese l’ha acquistata nel dicembre del 1987. E’ stata utilizzata molto poco, poiché ha percorso solo 456 chilometri fino al 2006. Acquistata nel 2017 da Ken, è stata pesantemente modificata dalla Hoonigan Racing dal punto di vista meccanico e stilistico: la vernice esterna è nera opaca, mentre l’interno è in pelle scamosciata con gli avvolgenti sedili della Recaro. Il motore da 2,1 litri, con specifiche “EVO”, può produrre dai 700 agli 800 CV. Un grande lavoro è stato attuato sulle sospensioni, aggiornate e personalizzabili. I cerchioni bianchi sono della Rotiform e gli pneumatici Toyo Proxes R888R. 

Cala il sipario sul Rallylegend di star e appassionati

Con il prestigioso endorsement di Jean Todt, Presidente della Federazione Internazionale dell’Automobilismo, che ha voluto essere presente nella Repubblica di San Marino, a sostenere Rallylegend, e con il plauso da parte di Michèle Mouton, ispettrice safety per la FIA, che ha preceduto, con “autista” Bruno Bentivogli, tutte e tre le tappe del rally e anche il Legend Show del giovedì, apprezzando e approvando la struttura e l’organizzazione della sicurezza dell’evento, va in archivio una edizione di Rallylegend di quelle da ricordare, dato anche il momento storico complicato che stiamo vivendo. “Siamo soddisfatti di essere riusciti a proporre Rallylegend – commentavano alla fine Paolo Valli e Vito Piarulli, dal ponte di comando dell’evento – nonostante il periodo complesso e il forzato cambio di data poco più di un mese fa. Volevamo esserci, e un grazie va anche al Governo sammarinese e agli sponsors che hanno creduto in questa impresa”.

Tra le “Historic”, vero dominatore di tutto il rally è stato Marco Bianchini, in coppia con Giulia Paganoni, che si è divertito a spingere a fondo con la Lancia 037, chiudendo primo, come tre anni fa, con un vantaggio consistente sugli inseguitori. Inseguitori che vanno a completare un podio tutto sammarinese con il secondo posto di Stefano Rosati, con Sergio Toccaceli, su Talbot Lotus, sempre presente – e anche vincente in passato a Rallylegend – mentre terzi sono Loris Baldacci, con Enzo Zafferani, a bordo della Porsche 911 Carrera RS.

Nella categoria “WRC”, vittoria mai in discussione per il giovane francese Adrien Formaux, in coppia con Renaud Jamoul, con la Ford Fiesta WRC “Plus” ufficiale del team M-Sport, che guidava per la prima volta. “Divertente e coinvolgente l’atmosfera di Rallylegend – dichiarava Formaux alla fine, entusiasta – ed un percorso tutt’altro che banale, anzi quasi tutte “vere” prove speciali. Guidare una “Plus” in gara è stato eccitante e impegnativo”.

Cala il sipario sul Rallylegend di star e appassionati
Cala il sipario sul Rallylegend di star e appassionati

Sua la vittoria in tutte le speciali di giornata, mentre alle sue spalle il biellese “Il Valli”, in coppia con Cirillo, con la Hyundai i20 WRC del 2016 del team HMI, colleziona un altro podio a Rallylegend. “Non è facile combattere con piloti e vetture ufficiali, ma è sicuramente stimolante. Il mio è il primo posto tra gli “umani” …” Con un colpo di reni nella prova conclusiva, il torinese Enrico Tortone, con Erika Zoanni alle note, e la Ford Fiesta WRC Tamauto scalzava il campione Francois Delecour, con Sabrina De Castelli alle note, a bordo della Alpine A110 R-GT dal terzo gradino del podio. Roba da raccontare ai nipoti, per uno che corre poco come Tortone …

Si è dovuto impegnare a fondo Ken Block, nella categoria “Myth”, così come il suo fido navigatore Alex Gelsomino, per piazzare la Ford Escort Cosworth “Cossie” davanti alla splendida Subaru Impreza 555 di Carlo Boroli, con Maurizio Imerito a fianco, che è stato avversario ostico per il pilota americano. Una lotta che ha avuto fasi alterne, nel corso delle tre giornate di gara, e che si è decisa nell’ultima tappa. Ken Block aggiunge la vittoria nel rally a quella del Legend Show del giovedì. Sul terzo gradino del podio Renato Travaglia, con Nalli a fianco, che non guidava la Ford Sierra Cosworth 4X4 sull’asfalto da oltre 25 anni, mentre al quarto posto chiude Rallylegend Franco Cunico, con Gigi Pirollo alle note, con una vettura identica, che ha patito qualche problema ai semiassi nella giornata conclusiva.

La seconda edizione di Rallylegend Heritage ha visto, in pratica, il dominio dei torinesi Enzo e Luca Battiato (il papà al volante, il figlio alle note), su Lancia Fulvia Hf del 1972, in livrea Marlboro. Preso il comando a metà della prima giornata, non lo hanno più lasciato fino al traguardo finale. Lotta serratissima per il secondo posto tra il veronese Luca Cattilino, con Pesavento alle note, a bordo della Opel Kadett GTE del 1976 e Francesco Turroni, con Liverani a fianco, a bordo di una Triumph TR6 del 1969, alla fine separati da un solo decimo di secondo.

Spettacolo nello spettacolo le “Legend Stars”, guida funambolica e “traversi” a go-go, con grandi nomi dei rally come Miki Biasion, con sua moglie Paola (Lancia Stratos), Ari Vatanen, con Fabrizia Pons (Ford Escort Cosworth), Marcello Miotto, con Alessandro Verna, con la rara Hyundai Accent WRC, Simone Campedelli (Ford Fiesta R5), che nella giornata conclusiva ha avuto l’onore di avere Fabrizia Pons alle note, rimasta appiedata dalla Ford Escort Cosworth che ha condiviso, per due giornate, con il grande Ari Vatanen, il sempre spettacolare Manfred Pommer (Audi Quattro), Paolo Diana (Fiat 131 Racing) e Frank Kelly (Ford Escort Rs), “Dedo” con la interessante Renault Clio N5, Federico Sceriffo, star del drifting, con la Toyota GT86 Turbo.

Paolo Valli e Vito Piarulli sono gli “inventori” e gli organizzatori di Rallylegend. Entrambi con brillanti trascorsi nei rally. Paolo Valli, ormai da tante edizioni di Rallylegend, rimette in moto la sua splendida Lancia S4 Martini, carica di storia, e partecipa al rally tra le Legend Stars. Quest’anno anche Vito Piarulli ha rispolverato la Lancia Delta Integrale Evo, anche questa nei colori Martini e con un notevole pedigree, venti anni dopo il suo debutto al rally Raab, la gara di casa, percorrendo, con grande emozione, alcuni giri della “The Legend” con a fianco Margherita, la figlia più grande. Con la più piccola, Elisa, ha invece salutato amici e pubblico sul palco, prima dell’arrivo della gara.

Michelin, tra i main sponsors di Rallylegend 2020, ha messo in palio interessanti premi per gli equipaggi autori del passaggio più spettacolare sulla prova speciale “The Legend” della giornata di venerdì. Nella categoria Historic ad aggiudicarsi la palma del più soettacolare è stato l’equipaggio Baldacci-Zafferani su Porsche 911 Carrera RS, davanti a Rosati Toccaceli, su Talbot Lotus. Tra le Myth a vincere è stato l’equipaggio Block-Gelsomino, su Ford Escort Cosworth, davanti a Travaglia-Nalli su Ford Sierra Cosworth 4X4. Nella categoria WRC il più spettacolare è stato giudicato l’equipaggio Proh-Imerito, su Hyundai i20 WRC, davanti alla identica vettura de “Il Valli”-Cirillo.

La Antigua Legend Cup è ormai una tradizione a Rallylegend. Un trofeo con premi da sogno che, utilizzando le regole e i coefficienti delle regate veliche, consente, nella sua particolare classifica, di far competere a pari livello le vetture più lente con quelle più veloci. E’ in palio una vacanza da sogno di dieci giorni ai Caraibi per due persone. Promotore dell’iniziativa, e anche pilota affezionato a Rallylegend, Carlo Falcone, il “Console da rally”. La vittoria e la vacanza, dopo un accurato calcolo, sono andate a Adrien Formaux e Renaud Jamoul, l’equipaggio ufficiale M-Sport.

Eberhard & Co., per l’ottavo anno consecutivo partner e Official Time Keeper di Rallylegend, ha consegnato un orologio della collezione Champion V a Ari Vatanen, campione del mondo rally 1981, come premio speciale, mentre un altro esemplare è andato a Adrien Formaux e Renaud Jamoul, il duo ufficiale M-Sport in qualità di “Primo equipaggio classificato assoluto” a Rallylegend 2020.

Sparco, sponsor e partner tecnico ufficiale dell’evento, ha presentato a Rallylegend, la nuova Sparco-Martini Racing Heritage Collection, dedicata all’iconica livrea di Pessione. Dal Racing al Performance equipment, passando per lo Sportswear e il Merchandising, i colori Martini Racing, associati al brand Sparco, sono stati il polo di attrazione degli appassionati presenti. Lo stand ospitava inoltre una Lancia Rally 037 Eminence, una Lancia S4 e i prodotti della linea gaming e sono stati presenti anche i piloti Federico Sceriffo e Simone Campedelli, in veste di brand ambassadors.

Lotta tra star a Rallylegend si dall’inizio

Le seconda giornata di gara a Rallylegend 2020 è stata risparmiata dalla pioggia, caduta nelle ore immediatamente precedenti lo start dal Rally Village. Tanto pubblico, ordinato e disciplinato, ha affollato le quattro prove speciali in programma.

Nella categoria “WRC”, si conferma leader, come si aspettavano in molti, il francese Adrien Formaux, in coppia con Renaud Jamoul, sempre più veloce man mano che cresce l’affiatamento con la Ford Fiesta WRC “Plus” ufficiale del team M-Sport. Sua la vittoria in tutte le speciali di giornata, mentre alle sue spalle consolida il secondo posto il biellese “Il Valli”, in coppia con Cirillo, con la Hyundai i20 WRC del 2015. Con un colpo di reni nella prova conclusiva di giornata, Francois Delecour, con Sabrina De Castelli alle note, ha riportato la bella e potente Alpine A110 R-GT sul terzo gradino del podio.

Tra le “Historic”, un incontenibile Marco Bianchini, in coppia con Giulia Paganoni, continua a spingere con la Lancia 037, ed incrementa ulteriormente il vantaggio sui suoi connazionali sammarinesi che lo inseguono.

Saldo al secondo posto Stefano Rosati, con Sergio Toccaceli, con la Talbot Lotus, mentre ancora terzi sono Loris Baldacci, con Enzo Zafferani, a bordo della Porsche 911 Carrera RS.

Situazione più fluida tra le “Myth”, dove al termine della seconda giornata rimane leader il pilota americano Ken Block, con Alex Gelsomino alle note, con la Ford Escort Cosworth “Cossie”, riuscendo a contenere l’irriducibile Carlo Boroli, con Maurizio Imerito, che con la Subaru Impreza 555 si era portato a poco più di due secondi dal leader, per poi allontanarsi di nuovo ad oltre 10 secondi. Chiude il podio Renato Travaglia, con Nalli a fianco, che non guidava la Ford Sierra Cosworth 4X4 sull’asfalto da oltre 25 anni, mentre al quarto posto si installa Franco Cunico, con Gigi Pirollo alle note, con una vettura identica, che ha lamentato qualche problema di freni.

Le affascinanti “Heritage” vedono in testa alla classifica la conferma di Enzo e Luca Battiato, su Lancia Fulvia Hf in livrea Marlboro, mentre al secondo posto sale Luca Cattilino, con Pesavento, a bordo di una pregevole Opel Kadett GTE, che a loro volta precedono Turroni-Liverani, con una Triumph TR6 del 1969.

Spettacolo nello spettacolo le “Legend Stars”, guida funambolica e “traversi” a go-go, con grandi nomi dei rally come Miki Biasion, con sua moglie Paola (Lancia Stratos), Ari Vatanen, con Fabrizia Pons (Ford Escort Cosworth), Marcello Miotto, con Alessandro Verna, con la rara Hyundai Accent WRC, Simone Campedelli, con Rappa (Ford Fiesta R5), l’organizzatore Paolo Valli, con la Lancia Delta S4, Manfred Pommer (Audi Quattro), Paolo Diana (Fiat 131 Racing) e Frank Kelly (Ford Escort Rs), “Dedo” con la interessante Renault Clio N5, Federico Sceriffo, star del drifting, con la Toyota GT86 Turbo.

Ken Block aveva vinto il Legend Show

Rivisto e corretto, ma con il solito, traboccante contenuto di adrenalina e “traversi” intorno alle due rotonde inserite nel percorso, “Legend Show” ha aperto, nella serata di ieri, il Rallylegend a motori accesi. Fuochi d’artificio dentro e fuori del percorso. E non solo virtuali, perchè uno spettacolo pirotecnico ha festeggiato – insieme ad un pubblico ordinato e entusiasta – il podio di Legend Show.

Ancora una volta, come già lo scorso anno, è stato Ken Block, con la sua Ford Escort Cosworth “maggiorata” e il fido Alessandro Gelsomino a fianco, a conquistare la palma del più spettacolare, in una specialità in cui ha pochi rivali al mondo. Si è comunque ben difeso, con numeri di alta scuola, Adrien Formaux, giovane pilota francese dell’orbita M-Sport, con Renaud Jamoul a fianco, per la prima volta al volante della Ford Fiesta WRC “Plus”, mentre a chiudere il podio è andato Paolo Diana, un altro grande protagonista della guida spettacolare, navigato da Francesco Fresu, con la sua Fiat 131 Racing “palestrata”.

“E’ un grande divertimento “Legend Show”, fantastico e coinvolgente per chi guida e per chi guarda – dichiarava alla fine il vincitore Ken Block, vero specialista di questo genere di esibizioni – e noi ci siamo impegnati a fondo per dare spettacolo”.

Pazza idea: la Escort Cosworth, Ken Block e le storiche nel WRC

Mentre impazza la notizia del pilota americano Ken Block che torna al Mondiale Rally a marzo, nel Rally del Messico, in tanti sui social, in particolare su Facebook e Twitter, si chiedono se il famoso e scenico pilota farà da apripista nella manifestazione iridata.

Questa volta il web si è diviso non tanto tra simpatie ed antipatie, che comunque abbondano sia da una parte sia dall’altra, bensì su un cavillo tecnico: la vettura di Ken Block non è omologata nella massima serie rallistica internazionale.

L’ultima partecipazione di Ken Block nel WRC risale alla stagione 2018 in Spagna, e si è conclusa con un viaggio fuori strada. Questa volta Ken Block ritorna in Messico con un’auto insolita, la Ford Escort RS Cosworth, ma non come apripista.

A questa manifestazione è stata concessa un’autorizzazione speciale perché questo modello, appunto, non è omologato per partecipare al campionato FIA WRC. Da qui, uno spunto: perché non ammettere le storiche al seguito del WRC?

Rallylegend si conferma un successo moderno e storico

E’ stato un debutto con i fuochi d’artificio. E non solo virtuali, dato che uno spettacolo pirotecnico ha festeggiato – insieme ad un pubblico strabocchevole e entusiasta, posizionatosi sul percorso già molte ore prima del via – Ken Block, primo vincitore di “The Legend Show”, un vero e proprio challenge riservato a venti piloti e vetture d’élite – che parteciperanno poi al rally – un festival di “tondi” intorno a due rotonde, la nuova “invenzione” di Rallylegend, che si conferma un successo moderno e storico.

Una giuria di esperti ha decretato come il migliore ad “accarezzare” il centro delle rotonde il funambolico driver statunitense, famoso in tutto il mondo per le sue “acrobazie”, che a Rallylegend ha esibito al volante della sua Ford Escort Cosworth “vitaminizzata” e con il fido Alex Gelsomino a fianco. Nella sfida ravvicinata, con partenze contrapposte e quindi due vetture contemporaneamente in gara, ha avuto la meglio, alla fine, su Mattias Ekstrom, con Jonas Andersson, a bordo della Audi Quattro S1 RX e con Gigi Galli, con Alberto Genovesi, a chiudere il podio con la Kia Rio Rx.

“E’ stato uno spettacolo fantastico e coinvolgente – commentava alla fine il vincitore Ken Block, vero specialista di questo genere di esibizioni – e noi ci siamo divertiti un bel po’ a fare show. Ma soprattutto credo che sia sia divertito il mare di gente che è venuto ad assistere a questa interessante novità di “The Legend Show” …”

Anche tutti gli altri “big” che hanno infiammato gli spettatori, a partire dalle macchine storiche, in un crescendo di prestazioni che ha portato fino alla Hyundai i20 Coupè di Therry Neuville, si sono impegnati a fondo, per rendere indimenticabile la novità, che ha allungato Rallylegend di un’altra, spettacolare giornata.

Ken Block in azione a Rallylegend
Ken Block in azione a Rallylegend

Due ali folla come contorno allo shakedown

Una grande folla in festa anche quella che ha assistito allo shakedown, prima occasione per vedere l’intero, splendido parco macchine dell’evento sammarinese in azione. Venerdi 12 ottobre, alle ore 19.00, a partire dalla tarda serata quindi, si è iniziato a fare sul serio, con la partenza della prima tappa del rally, il momento più atteso, per la suggestiva frazione in notturna. La ripetizione delle prove “Le Tane” e “San Marino” è stato inframezzato dallo scenografico riordino nel centro storico di San Marino.

A chiudere in testa la prima giornata tra le “new entry” Heritage, le splendide macchine originali e in livrea d’epoca, con al volante alcuni campioni “vintage”, ma solo per l’anagrafe, è il trentino Sandro Giacomelli, con Orian alle note, a bordo di una Fiat 131 Abarth del 1977, che ha preceduto Stefano Avandero, con Salin, con una bellissima Lancia Stratos del 1975 ex Darniche e la coppia Battiato-Battiato, su Lancia Fulvia Hf del 1972, già resa vincente da Amilcare Ballestrieri.

Nella categoria Historic, solo otto decimi di secondo separano il leader provvisorio Marco Superti, con Brunetti (Porsche Carrera RS 1972) dall’altra Porsche 911 SC del 1978 del sammarinese Giuliano Calzolari, subito in palla, al rientro alle gare dopo l’incidente dello scorso anno in Finlandi, qui con Ercolani alle note, mentre a chiudere il podio va l’altro veloce pilota di casa Stefano Rosati, con Toccaceli, su Talbot Lotus.

Come da facile pronostico, Thierry Neuville, con Gilsoul, comanda agevolmente tra le WRC con la Huyndai i20 Coupè WRC, davanti al suo team mate Andreas Mikkelsen, con Jaeger, al volante di una i20 Coupè ma del 2016 del team HMI. Terzo in classifica e primo degli “umani” nella categoria, “Il Valli”, con Cirillo, che completa un terzetto di “vuerrecì” coreane sul podio.

Tra le “Myth” Simone Romagna, con Addondi, e la Lancia Delta 16 V nei colori Martini Racing, guidano la categoria, davanti alla Subaru Impreza 555 di Boroli-Vercelli e alla Ford Escort Cosworth del fuoriclasse statunitense Ken Block, con Gelsomino alle note.

Thierry Neuville impegnato a Rallylegend
Thierry Neuville impegnato a Rallylegend

Day 2 tra Neuville, Calzolari, Giacomelli e Romagna

Giorno due di Rallylegend 2019 all’insegna delle conferme delle leadership della prima frazione tra le vetture Heritage, Myth e WRC, e con un nuovo leader tra le Historic. Questo, in estrema sintesi, l’esito agonistico di una tappa, vissuta in un abbraccio di pubblico davvero straordinario, lungo le sei prove speciali (tre da ripetere) in programma.

Conferma di Sandro Giacomelli, con Orian, a bordo della Fiat 131 Abarth tra le Heritage, dove il trentino consolida il suo primato davanti al secondo Stefano Avandero, con Salin, con una Lancia Stratos del 1975 ex Darniche, che supera, alle spalle del leader, il duo Battiato-Battiato, su Lancia Fulvia Hf del 1972 ex-Ballestrieri.

Il sammarinese Giuliano Calzolari, al ritorno alle gare dopo oltre un anno, passa in testa tra le Historic, con Ercolani alle note e la Porsche 911 SC del 1978, mostrando di avere già ritrovato il passo giusto, passo del quale fanno le spese Marco Superti, con Brunetti e la Porsche Carrera RS 1972, in testa a fine Giorno 1, e l’altro veloce pilota di casa Stefano Rosati, con Toccaceli, su Talbot Lotus, terzi.

Ancora una conferma, attesa, quella di Thierry Neuville, con Gilsoul, leader tra le WRC con la Huyndai i20 Coupè WRC, ancora davanti al suo team mate Andreas Mikkelsen, con Jaeger, al volante di una i20 Coupè ma del 2016 del team HMI. Completa un podio “internazionale” il danese Brian Madsen, con Torstein, a bordo di una Peugeot 206 WRC del 1999.

Tra le “Myth” Simone Romagna, con Addondi, e la Lancia Delta 16 V nei colori Martini Racing, guidano la categoria ma è ad un soffio la Ford Escort Cosworth dello statunitense Ken Block, con Gelsomino alle note, in netta rimonta. E anche Carlo Boroli, con Vercelli, non sono lontani, al terzo posto, con la Subaru Impreza 555. Tra i ritiri importanti quelli dell’uruguaiano Gustavo Trelles, con Del Buono, incappati in una uscita di strada già venerdì sera, e del siciliano Totò Riolo, con Floris, su Ford Sierra Cosworth.

Giuliano Calzolari sul podio di Rallylegend 2019
Giuliano Calzolari sul podio di Rallylegend 2019

Day3, finale di un’edizione memorabile

Non cercava di certo la vittoria, anche se non ha faticato per ottenerla. Thierry Neuville, il navigatore Nicolas Gilsoul e la Hyundai i20 Coupè WRC erano a Rallylegend, oltreche per far felici decine di migliaia di fans, soprattutto per svolgere una sessione di test in gara, in vista del rush finale del Mondiale Rally, che vede attualmente la Casa coreana in testa alla classifica Costruttori. E alla fine il pilota belga ha dominato anche in gara, avendo ragione del suo compagno di squadra Andrea Mikkelsen, con Anders Jaeger, al via con una Hyundai i20 WRC del 2016 del team HMI, per fare chilometri su fondo asfaltato, in ottica del prossimo impegno al rally di Spagna.

A Mikkelsen e Jaeger sono andati in premio i due prestigiosi orologi Eberhard&Co, molto apprezzati dall’equipaggio. Nessuno degli inseguitori è riuscito nel sogno, quasi impossibile, della gara della vita, nell’impresa da raccontare ai nipoti di stare davanti ai due battistrada “mondiali”. E il terzo classificato, primo degli “umani”, è alla fine il danese Brian Madsen, con Eriksen Torstein, navigatore di Mads Ostberg nel Mondiale Rally, a bordo di una Peugeot 206 WRC del 1999.

Tre piloti in meno di dieci secondi nella classifica finale raccontano la lotta che ha caratterizzato la categoria Myth, dove un soddisfatto Ken Block, con Alex Gelsomino alle note e la Ford Escort Cosworth del 1994 hanno avuto ragione degli inseguitori, primo dei quali Simone Romagna, con Addondi, e la Lancia Delta 16 V nei colori Martini Racing del 1990. Carlo Boroli, con Vercelli, non sono lontani, al terzo posto, con la Subaru Impreza 555 del 1993 ex Colin Mc Rae. Tra i ritiri importanti quelli dell’uruguaiano Gustavo Trelles, con Del Buono, per problemi al motore già venerdì sera, e del siciliano Totò Riolo, con Floris, su Ford Sierra Cosworth.

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Un detto che ben si attaglia al sammarinese Giuliano Calzolari, “Lupo” per i rallisti, che al rientro agonistico dopo più di un anno di stop forzato, ha vinto il suo secondo Rallylegend tra le Historic, al debutto con la per lui sconosciuta Porsche 911 SC del 1972 e con Ercolani alle note. Solo l’ultima speciale ha deciso il duello con il suo conterraneo Stefano Rosati, con Toccaceli, e la evergreen Talbot Lotus, per poco più di due secondi con Bruno Bentivogli, campione degli anni ’80, che con Segato alle note, ha pilotato da par suo una Ford Sierra Cosworth Gruppo N.

E’ il trentino Sandro Giacomelli, con Francesco Orian al cronometro, a bordo della Fiat 131 Abarth del 1977 il primo vincitore di Rallylegend Heritage, la nuova proposta di successo di Rallylegend 2019. Uno scrigno contenente una ventina di vetture di grande storia, originali e nelle livree d’epoca passate alla leggenda, qui impegnate in una Regolarità Sport, con un percorso rally ridotto.

Giacomelli, rallista D.O.C. con un notevole curriculum di vittorie, era alla prima esperienza con il cronometro “di precisione” ma ha preso subito il comando, per non lasciarlo più fino alla fine. Alle sue spalle, la terza e ultima tappa ha deciso la sfida tra il duo Enzo e Luca Battiato, a bordo di una splendida Lancia Fulvia HF 1.6 del 1972 ex Ballestrieri, giunti alla fine secondi, e la altrettanto spettacolare Lancia Stratos ex Darniche nei colori Chardonnet del 1975 di Stefano Avandero , con Nicola Salin, andati a chiudere il podio.

Ritirati, ma acclamati dal pubblico presente, Jean Claude Andruet, mito nei rally e nelle gare in pista, affiancato da Florence Brettenui, con una Fiat 131 Abarth Fiat France del 1976, al tempo pilotata anche da Michele Mouton, Miki Biasion, che ha fatto passerella con la Opel Kadett GTE gruppo 1 del 1979, con la quale ha debuttato nei rally, Chicco Svizzero, al via con la Alfa Romeo Alfetta 1800 del 1975 della quale era pilota ufficiale, e Tito Cane, tornato al volante dopo molti anni della stessa Fiat 131 Abarth nei colori 9Nove del 1977, con cui si aggiudicò il TRN del 1979.

La Antigua Legend Cup è ormai una tradizione a Rallylegend. Un trofeo con premi da sogno che, utilizzando le regole e i coefficienti delle regate veliche, consente, nella sua particolare classifica, di far competere a pari livello le vetture più lente con quelle più veloci. Quest’anno la vittoria è andata a Thierry Neuville, che si aggiudica una vacanza da sogno di dieci giorni ai Caraibi per due persone.

Sempre spettacolare, Paolo Diana con Mattia Dini alle note e la sua Fiat 131 Racing “vitaminizzata” del 1982 si è aggiudicato i premi “Pirelli Jump in the Legend”, per i salti giudicati più spettacolari da una giuria posizionata in due particolari punti del percorso.

1979-2019: 40 anni di storie di rally

“1979-2019, 40 anni di storie da rally” era il claim dell’incontro, affollatissimo e partecipato come sempre per gli appuntamenti nella Rallylegend Arena. Sul palco un sestetto delle meraviglie, sei campioni che hanno scritto pagine indelebili di storia sportiva a quattro ruote.

Miki Biasion, che proprio nel 1979 iniziava, affiancato da Tiziano Siviero, una carriera che lo avrebbe portato a vincere due titoli mondiali, Jean Claude Andruet, un mito del suo tempo, velocissimo nei rally ma anche in pista, Tony Fassina, che nel 1979 sbaragliò una folta concorrenza di piloti e squadre ufficiali in un Sanremo mondiale, misto asfalto e sterrato, dove piazzò la sua bianca Lancia Stratos davanti a tutti, Chicco Svizzero, pilota che ha corso anche come ufficiale Alfa Romeo con l’Alfetta GTV, Tito Cane, che nel 1979 vinse un combattutissimo Trofeo Rally Nazionali con la Fiat 131 Abarth. Sul palco racconti di aneddoti, ricordi di sfide, scherzi e divertimento, che ha coivolto il tanto pubblico presente.

Rallylegend, Vito Piarulli: ‘Ogni anno meglio del precedente’

“Ogni anno mi domando se riusciremo a fare meglio del precedente, poi leggo l’elenco degli iscritti e puntualmente mi rispondo di sì …”. Non nasconde orgoglio e grande soddisfazione Vito Piarulli, l’“inventore” insieme a Paolo Valli, di Rallylegend, l’evento-rally più atteso della stagione. Che ogni anno riesce a stupire per adesioni e contenuti, attraendo campioni, equipaggi e pubblico da mezzo mondo.

Anche per la edizione numero 17, quella che andrà in scena dal 10 al 13 ottobre prossimi, tutto esaurito per quanto riguarda le domande di iscrizione, con le 150 selezionate provenienti da 24 Nazioni, pienone nelle strutture ricettive, dalla Repubblica di San Marino fino alla riviera adriatica, ma soprattutto un ricchissimo plateau di campioni e fuoriclasse al via. Come e più di sempre, per un evento che, pur mantenendo il “core business” nel rally storico, è divenuto un contenitore unico e originale e a 360° di tutto il meglio dei rally di ieri e di oggi.

Quest’anno importanti segni di apprezzamento sono giunti da varie direzioni: anzitutto da Hyundai Motorsport, il team attualmente leader nel mondiale rally Costruttori, il cui Team Director Andrea Adamo ha scelto Rallylegend – dove sarà presente – per schierare Thierry Neuville e la Hyundai i20 Coupè WRC, con cui il pilota belga è in piena lotta per l’iride Piloti. Una scelta che ha trovato in Neuville, già presenza “dinamica” all’evento sammarinese, un entusiasta ambasciatore, ma anche una occasione per fare test e chilometri in gara, in vista del finale del campionato del mondo.

Adesione immediata per Andreas Mikkelsen, su proposta di Luis Moya, grande amico di Rallylegend, durante il rally di Turchia, con il pilota svedese che disporrà della Hyundai i20 WRC messa a disposizione da HMI e che sarà “vestita” con i colori 958 Santero, dinamico partner molto presente nel mondo rallistico e supporter anche di Rallylegend 2019. Craig Breen, altro pilota proveniente dal Mondiale Rally, ha fatto salti mortali per riuscire ad inserire Rallylegend nel suo affollato calendario e per essere al via, con una Subaru Impreza 555 Gruppo A, nella stessa categoria in cui sarà presente anche suo padre Raymond, con una splendida Mg Metro 6R4 gruppo B.

Sempre di titoli mondiali si parla, ma passando a MotoGp e al Rallycross iridato. Andrea Dovizioso, pilota ufficiale Ducati Corse MotoGp, e Mattias Ekstrom, il campione mondiale rallycross 2016 sono altre due stelle di prima grandezza dell’evento sammarinese. Saranno al via con una spettacolare vettura, che verrà svelata più avanti, e “Dovi” avrà a fianco Paolo Ciabatti, Direttore Sportivo Ducati Corse.

Gigi Galli e Ken Block: tra le top star di Rallylegend

Tra le top stars di questo Rallylegend ci saranno Gigi Galli, ultimo pilota ufficiale italiano nel Mondiale Rally di qualche anno fa, che porta per la prima volta in prova speciale la Kia Rio RX da rallycross del suo team GGRX. Inutile dire che sarà grande spettacolo, a cui contribuirà, non poco, Ken Block , il funambolico pilota statunitense che porta, con grande entusiasmo, a San Marino la sua ipervitaminizzata Ford Escort Cosworth.

E’ un habitue, praticamente da sempre, di Rallylegend, e ci sarà anche quest’anno, Miki Biasion, due volte campione del mondo rally con la Lancia a fine anni ’80, beniamino tra i più amati dal pubblico. Quest’anno, con il consueto supporto di Eberhard&Co, di cui è brand ambassador, e che “veste” la sua Lancia 037, festeggia due importanti ricorrenze, che verranno celebrate “in stile” Rallylegend: nel 1979, giusto quaranta anni fa, iniziava la sfolgorante carriera di “Capitan Miki”, con una Opel Kadett Gte gruppo 1 e dieci anni esatti dopo portava in bacheca, nel 1989, il suo secondo titolo mondiale, con la Lancia Delta Integrale. E Biasion avrà a fianco proprio Tiziano Siviero, navigatore con cui ha condiviso tutto il percorso vincente della carriera.

Anche Tony Fassina entra di diritto tra i grandi del Mondiale Rally: perché nel 1979, quaranta anni fa, conquistava una clamorosa vittoria nel rallye di Sanremo iridato, mettendo in riga, lui pilota privato al 100%, un incredibile gruppo di grandi campioni e piloti ufficiali, con la indimenticabile Lancia Stratos bianca, proprio quella con cui sarà al via a Rallylegend.

Sempre in ambito Mondiale Rally, sarà al via anche Eriksen Torstein, navigatore di Mads Ostberg, che qui affianca il danese Brian Madsen e torna anche Yvonne Metha, moglie e anche navigatrice di Shekar Metha, tra i grandi interpreti del Safari Rally degli anni 80, vinto cinque volte e qui a fianco di Robert Whitehouse. Non poteva mancare Gustavo Trelles, con Jorge Del Buono, dominatori del “Produzione” iridato per molti anni con la Mitsubishi e al via, ancora una volta, a Rallylegend con una Subaru Impreza.

Una ventina di selezionate e importanti macchine storiche degli anni ’70 e ‘80, in livrea originale e “certificate”, vere ed esclusive pagine di storia dei rally, che avranno al volante, in un rally dal percorso ridotto, un gruppo di fuoriclasse da urlo. Saranno schierate Fiat 131 Abarth, Lancia Stratos, Opel Manta 400, Fiat 124 Abarth, Saab 96 V4, la rara Alfetta 1800, Fiat Ritmo Abarth Alitalia, Talbot Lotus e altri rari gioielli, guidate da campioni del calibro di Jean Claude Andruet, pilota impegnato in gare mondiali dal 1973 al 1986, specialista dell’asfalto, con tre vittorie a Montecarlo ’73 (Renault Alpine), al Tour de Corse ‘74 (Lancia Stratos) e a Sanremo ’77 (Fiat 131 Abarth).

Quest’anno al debutto a Rallylegend, Miki Biasion, due volte campione del mondo rally con la Lancia Delta Integrale nel 1988 e 1989, ma in carriera anche campione Europeo e Italiano Federico Ormezzano, quattro volte campione italiano Gruppo 2 tra fine anni ’70 e primi anni ’80, Tito Cane, campione nel Trofeo Rally Nazionali del 1979, Chicco Svizzero, negli anni ’70 pilota ufficiale Alfa Romeo, e tanti altri.

Tanta Italia al via del rally di San Marino

Miki Biasion e Tony Fassina, che sono stati anche campioni europei ed italiani rally capeggiano una pattuglia numerosa e plutititolata di campioni che in Italia e in Europa hanno raccolto titoli a grappoli, insieme a tanti piloti che hanno comunque lasciato segni importanti nella storia dei rally italiani.

Ci saranno Piero Longhi, campione italiano rally nel 2000 con la Toyota Corolla WRC e nel 2005 con la Subaru Impreza WRX, che torna a Rallylegend con una Ford Fiesta WRC del 2013. Con la Ford Sierra RS Cosworth è iscritto Bruno Bentivogli, dominatore del Gruppo 1 nel Tricolore rally anni ’80, mentre disporrà di una splendida Lancia Stratos Mauro Sipsz, monegasco di adozione, anche lui veloce protagonista del Turismo di Serie anni ’80. Con una Ford Sierra Cosworth, il sempre veloce Totò Riolo darà la caccia ad un’altra affermazione in terra sammarinese.

Da seguire anche le due Delta 16V di Simone Romagna, tra i big del Campionato Terra Storico e di Paolo Baggio, altro pilota affezionato della Casa di Chivasso. Ancora Lancia, rispettivamente una aggressiva Delta S4 e una Delta Integrale per due grandi delle cronoscalate, sempre presenti a Rallylegend, come Marco Gramenzi e Roberto Di Giuseppe. Svizzera di origine ma italianissima per carriera, con i suoi titoli tricolori “rosa” Chantal Galli, anche lei su Lancia Delta.

Indigestione di “traversi” e sbandate controllate per i funamboli, attesi del pubblico di Rallylegend, Paolo Diana, con la sua Fiat 131 Racing “super muscolosa” e Giorgio Mela, al debutto con una insolita Audi Quattro S1. Sempre presente anche Flaviano Polato, tornato in prova speciale con la piccola e inconfondibile Fiat 126, con cui era molto conosciuto nei rally anni ’80.

A fare gli onori di casa, tra i centocinquanta ammessi a Rallylegend 2019, tre equipaggi sammarinesi di prestigio: Paolo Valli, nella triplice veste di pilota, organizzatore e Presidente della FAMS, la Federazione Automotoristica Sammarinese, sarà al volante della sua Lancia Delta S4, mentre Marcello Colombini, con la BMW M3 E30 sarà tra i papabili per la vittoria nella categoria Myth, come Stefano Rosati, tra le Historic, dove con la sua Talbot Lotus ha già vinto ben tre volte.

Tanti i campioni nazionali di mezza Europa presenti tra gli iscritti a Rallylegend, come ad esempio i fratelli Kristian e Roland Poulsen, vincenti e ben conosciuti in Danimarca e anche brillanti protagonisti nel WTCC e a Le Mans. Grande show è atteso anche da Frank Kelly, che torna con la potente Ford Escort MkII e da Christof Klausner, con la Audi Quattro.

Ken Block con la Escort Cosworth ‘vitaminizzata’ a Rallylegend

L’annuncio lo ha dato Ken Block stesso, nel corso della video presentazione del “Cossie” World Tour 2019, la sua nuova “invenzione” per fare show originali con auto da rally. Il pilota statunitense, fenomeno mediatico da anni con le sue spettacolari esibizioni, ma anche con partecipazioni a gare del Mondiale Rally, ha inserito Rallylegend, a calendario dal 10 al 13 ottobre prossimi, nel suo programma stagionale, che comprenderà sette eventi, tra rally ed esibizioni, in tutto il mondo.

La macchina che Block utilizzerà sarà una Ford Escort Cosworth degli anni Novanta “vitaminizzata” ed al suo fianco avrà il fedele navigatore Alex Gelsomino. Si annunciano dunque grandi numeri in prova speciale da parte del funambolico driver americano, una attrattiva in più ed un contorno di lusso per un Rallylegend sempre più internazionale.

“La partecipazione entusiasta di Ken Block è senz’altro una bella sorpresa, anche se in realtà c’erano stati contatti, lo scorso anno, con il suo management – commenta Vito Piarulli, per l’Organizzazione –. Ciò conferma la fama mondiale del nostro evento. Dove il rally rimane il “core business”, ma con momenti collaterali che connotano Rallylegend come la vera festa dei rally”.

Pilota di rally, stuntman e imprenditore, come lui stesso di definisce, Ken Block, classe 1967 è sportivo a tutto tondo, con esperienze nel motocross, skateboard e snowboard. Prima di innamorarsi delle auto e dei rally, dove debutta nel 2005: quarto assoluto e “rookie” dell’anno nel Campionato Americano Rally, con la Subaru Impreza. Vettura con cui corre ancora alcuni anni, tra gare americane e le prime apparizioni nel Mondiale Rally.

Che frequenta con una certa assiduità con la sua squadra Monster World Rally Team dal 2010 al 2013 con la Ford Fiesta RS WRC M-Sport, con alcuni piazzamenti a punti ed un settimo assoluto al rally del Messico. Ma la fama mediatica di Block è legata anche alle sue spettacolari esibizioni, alle gimkane a base di controsterzi in varie e suggestive location nel mondo, con filmati che nel Web hanno ottenuto milioni di visualizzazioni e che lo hanno portato ad essere anche una star nei videogames, dove ha collaborato in Dirt2, Dirt3 e Dirt Showdown.

Ken Block 10: il funambolo delle gymkhane colpisce ancora (VIDEO)

Ken Block è al decimo appuntamento della serie che lo ha reso famoso: nel video appena pubblicato lo vediamo impegnato in giro per tutto il mondo passando dalla Svezia per arrivare a Detroit, seguendo poi in Messico per tornare a Los Angeles e finire sulla mitica Route 66 in Texas a bordo del nuovo mostro studiato dal giocoliere americano: un Ford F150 del 1977 da 914 cavalli ribattezzato HooniTruck.

La vera sorpresa, però, è la partecipazione in Svezia di Oliver Solberg, figlio di Petter soprannominato Hollywood: il papà ha evidentemente passato un po’ di “pazzia” al figlio che all’epoca delle riprese aveva sedici anni e pare trovarsi davvero a suo agio nel guidare una Plus sul ghiaccio ad un centimetro dall’auto di Ken e a un millimetro dalle insidie pensate dal team statunitense.

La gimkhana altro non è che uno sfogo di valvole aperte, traversi, sfiammante, salti e staccate che Block realizza con una facilità disarmante, mettendo alla frusta tutte le Ford che gli passano sotto mano non da ultima la mitica Escort Gruppo A, tanto cara agli appassionati rallysti.

Sappiamo bene che Ken Block non è un pilota di alto livello quando si è trovato impegnato nel WRC, ma in queste gymkhane non ha eguali: diciannove minuti da godersi tutti di un fiato, alzando il volume a manetta, consci che il video finale è il risultato di mille mila passaggi, ma che nella versione definitiva non può che piacere per il divertimento che trasmette. E il finale è tutto un programma: To Be Continued…