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Le curiosità dei Rally di Salsomaggiore Terme

Sarà l’affascinante location delle Terme Berzieri fiore all’occhiello della città Termale e terra in passato di Miss Italia, ad accogliere tra due ali di folla gli equipaggi iscritti alle tre gare nella serata di sabato 3 agosto dalle 20.31. Si replicherà per l’arrivo di domenica 4 agosto dalle 18.22. Oltre ai vari trofei, nel moderno spicca il Renault con il Trofeo “Open” dedicato alle Clio R3 ed il “Corri con Clio” alla N3 oltre al Trofeo Michelin Rally Zone Cup. La gara è valida anche per il Trofeo BMW nella classe Racing Start.

Il neonato Trofeo Coppa 127 inserito nel Rally Storico. A tal proposito ricordiamo che si correrà su strade che nel 2014 videro la vittoria di “Pedro”- Baldaccini con la Lancia Rally 037 davanti alle 2 Porsche 911 RS di Montini-Belfiore e Corbellini- Corbellini in una memorabile edizione del Circuito di Cremona valido per l’Italiano con al via ben 150 macchine totali. Ad aprire le danze sarà la PS Tabiano alle 7.40, allungata a 7,40 km e la Pellegrino a 6,80 km, tra cui s’inserisce la Varano di 7,20 km.

Il tutto da ripetere per un totale di 64,20 km di prove speciali e solo 239 km circa complessivi. Salsomaggiore Terme perno centrale di gara con il Villaggio Rally, lo shakedown ed i riordini in pieno centro cittadino. Le Ps. sono facilmente raggiungibili, a meno di 30 minuti dalla A1 uscita Fiorenzuola o Fidenza, dalla A15 uscita Parma Ovest o Fornovo e dalla A21 diramazione sempre Fiorenzuola provenienti da Brescia.

Pellegrino Parmense e Varano Dè Melegari le altre città coinvolte nell’evento che si preannuncia fin da adesso attesissimo con Aci Parma, Provincia di Parma e Aci Cremona gli enti patrocinanti. Sono già disponibile sul sito www.mediarallypromotion.com i primi documenti scaricabili con le prime informazioni. A seguire nel mese di Giugno la TTD, la cartina generale, il dettaglio delle PS, i camera car e la scheda iscrizione delle 3 gare. L’apertura delle iscrizioni è prevista per il 3 Luglio.

Duqnue, tradizione, agonismo e passione, sono alla base del successo del Rally di Salsomaggiore che alla sua prima edizione 2018 ha visto iscriversi ben 126 equipaggi provenienti da tutta l’Italia e dall’estero. La manifestazione tramanda su strade dell’Appennino Parmense intorno a Salsomaggiore una tradizione sportiva cominciata fin dal 1959 con la Cronoscalata Salsomaggiore-Sant’Antonio e proseguita fino al 2016 con il Rally Circuito di Cremona valido per il Campionato Italiano Auto Storiche.

Prove speciali percorse dai pionieri con le ruote a raggi ricche di fascino e di storia che hanno visto sfidarsi piloti affermati fino ai giorni nostri con il primo equipaggio a iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro di gara. Sono i lombardi Vittalini-Tavecchio a bordo della loro Citroen DS3 R3T i vincitori dell’edizione 2018. Il Rally di Salsomaggiore racchiude tutto un passato che proietta ai giorni nostri, e che nell’edizione in programma il 3-4 Agosto 2019 trasforma in un tris di eventi sportivi e culturali dell’automobilismo dal moderno allo storico.

“Per il futuro sicuramente l’obiettivo è quello di proseguire nella crescita di questa manifestazione ed infatti le gare diventano 3 e tutte con una loro anima ben distinta e separata. Inseguiamo la qualità non la quantità vogliamo fare eventi che si ricordano nel tempo come abbiamo già fatto in passato e che siano un piacere per gli equipaggi venire a correre. Coinvolgeremo nei progetti futuri anche la Media Sport Marketing società che si occupa di pubblicità sul territorio Nazionale per aprirci gli orizzonti in tutta l’Italia. Posso inoltre svelare che abbiamo un progetto pur se in fase molto embrionale di riportare in vita nel 2020 una prestigiosa gara che per anni non è mai mancata nel calendario rally italiano”, dicono gli organizzatori.

Rallyday 2 Laghi: Caffoni come da pronostico

Davide Caffoni ha rispettato i pronostici ed aggiornato le statistiche. Il quarantunenne pilota di casa ha siglato la sua quarta vittoria sulle strade del 2 Laghi con la sempre impeccabile Renault Clio S1600 del team Balbosca. Insieme al pellese Minazzi col quale solo tre mesi fa ha preso parte al mondiale di Montecarlo, Caffoni ha avuto ragione dei 93 avversari presenti grazie ad una condotta fulminea e precisa; senza sbagliare nulla ha affondato i colpi fondamentali nel corso del primo giro di speciali mentre nell’ultimo tris ha tenuto un passo veloce ma senza incorrere in inutili rischi. Vittoria di speciale a Montecrestese, Antrona e nei due passaggi a San Domenico.

“Sono soddisfatto di questo successo, il mio tredicesimo in carriera. Vincere, specie se davanti al pubblico amico, è sempre qualcosa di emozionante. Dopo il MonteCarlo, proseguono le gioie della nostra stagione agonistica” ha dichiarato il pilota ora residente a Montecrestese. Nel suo palmares personale sono dunque quattro le vittorie al 2 Laghi. Tre quelle del Valli Ossolane, due quelle maturate sulle strade del Rubinetto e del Rally dell’Ossola mentre una arrivata al bergamasco Rally del Sebino e al pavese Valleversa.

Niente da fare per i rivali che pure si sono dannati per tenere il passo del “meccanico volante”. L’unico ad avvicinare i tempi di Caffoni è stato il comasco Alex Vittalini che sulla Citroen DS3 R3T del Wita Team era navigato dalla conterranea Clarissa Chiacchella: l’inedito duo ha vinto una prova speciale, l’Antrona2 e ha compiuto una gara in crescendo specie dopo un dritto in Ps2 che ha causato la “fuga” di Caffoni.

Se la seconda piazza non è mai stata in discussione, è stato invece acceso il duello per il podio. In molti si sono contesi l’ultimo scalino libero rimasto: dal domese Laurini al valtellinese Gianesini, dal driver di Varzo Bruni all’altro idolo locale Fabrizio Margaroli. Alla fine è stato Marco Laurini a fare lo sprint migliore; insieme a Mauro Grossi, sulla Clio S1600 della Twister Corse, il musicologo 49enne ha vinto la Montecrestese2 e ha sancito una terza piazza maturata con merito sugli asfalti amici. Bravi comunque Gianesini-Franzi (Clio Top Rally) e F.Margaroli-Dresti (id. Erreffe) che hanno tenuto viva la lotta fino alla fine.

Buoni spunti per il novarese Tondina con Cecchetto che al debutto in R3C ha portato alla vittoria la Renault Clio by Valsesia a dispetto del vercellese Quaderno che, dato per favorito, è incappato in una giornata no. Bene Petrucciani (Citroen C2 K10) e Minesi (Peugeot 106 A6) primi delle rispettive categorie. La classe R2 ha visto una lotta da coltello tra i denti fra il crevolese Fradelizio ed il 25enne di Trontano Pelgantini: dopo una sfida giocata sul filo dei centesimi l’ha spuntata Pelgantini per soli 3”6.

Le prove tecniche e il fondo molto viscido e fangoso della Antrona hanno causato diversi ritiri: tra le vittime illustri di questo 6° 2Laghi ci sono Margaroli- Cerutti  e Patritti-Porta (Clio S1600) per rottura di un semiasse; Barbieri-Pulici (Peugeot 208 R2) per incidente, Papa-Bevilacqua (Peugeot 208) per toccata, Del Custode-Ferrari (Mini Cooper) per la rottura dell’idroguida, Zucchi-Toniolo (Renault Clio N3) a causa di un incidente, Levati-Ferrari (Peugeot 106 N2) per uscita di strada e Varnero- Lauretta (Citroen SaxoA6) per guasto mentre Fontana-Bertolli (Citroen Saxo) si sono fermati per rottura di semiasse.

Davide Caffoni e Max Minazzi con il primo posto si sono aggiudicati il Memorial Nevio Rabogliatti; il Diego Caffoni è andato invece a Mirko Pelgantini in quanto primo Under 25 all’arrivo. Il Trofeo UGI (Unione Genitori Italiani), che premiava il salto più bello sulla Ps San Domenico Ski 1 è andato ad Alex Vittalini e Clarissa Chiacchella.

‘Vale Rally Show’, penalità ritirate e risse sfiorate: Monza vuole cambiare

Anche gli organizzatori del Monza Rally Show prendono atto del fatto che c’è qualcosa che non va e confermano a bocche rigorosamente cucite che Valentino Rossi ha ‘ammazzato’ lo show di Monza. A bocche cucite finché non è il neo direttore dell’Autodromo di Monza, Pietro Benvenuti, a parlare con la Gazzetta dello Sport: “Vorremmo aumentarne il valore sportivo, suscitando l’interesse delle Case. Ci piacerebbe un evento più dedicato ai rallysti. In tanti vengono qui per Rossi, ma un sondaggio del 2017 ci dice che il 31% del pubblico viene per vedere il rally e i rallysti, il 21% per personaggi come Valentino o Cairoli, e il resto perché appassionati di motori. C’è uno zoccolo duro, è a loro che dobbiamo pensare. Sia portando più piloti del WRC, sia coinvolgendo il territorio: magari con la partenza in centro a Monza e una prima parte in città”. Come si converrebbe per un rally…

La notizia è, dunque, che bisogna cambiare formula per il prossimo anno. Bisogna riuscire a ripensare e a mettere in atto qualcosa che coinvolga e che faccia davvero divertire il pubblico, che è poi il vero “padrone” della kermesse monzese. Senza quello, infatti, c’è ben poco da fare, a parte noleggiare l’impianto a Valentino e amici per farsi un giro divertente con le auto da corsa migliori prima di Natale. Ecco, magari si potrebbe chiamare Vale Rally Show. La gara lombarda va ripensata, ricostruita, altrimenti si vanifica anche il grande lavoro di comunicazione che c’è intorno. E’ inutile fare dirette da ogni dove se molti non ti seguono più, e non si può sempre vivere di onde lunghe. Una gara dal risultato scontato è più paragonabile ad un soliloquio.

A Tony Cairoli il Monza Rally dei ‘normali’

Sotto il profilo prettamente sportivo è andato tutto come da copione. Perché era un copione già scritto. Valentino Rossi e la Ford Fiesta WRC Plus hanno vinto tutto quello che c’era da vincere. Quasi una noia, se non ci fossero state battaglie ben più interessanti in altre categorie. Rossi incassa la settima vittoria in carriera nell’evento in autodromo, la quarta di fila, 2015, 2016, 2017 e 2018, e saluta tutti, lasciando il vuoto dietro di sé. Il vuoto in pista e anche tra gli spettatori che, ormai da anni, beneficiano molto poco della presenza vip della “Brigata Rossi”. Anche nella giornata di domenica il “Dottore” ha dato il massimo e ha tratto il massimo, finendo però per ammazzare lo spettacolo. Suonano profetiche le parole del sabato di Tony Cairoli: “Io le WRC Plus le avrei vietate. Hanno ucciso lo spettacolo e si vede anche da quanta gente in meno c’è. Di sicuro loro sono fortunati a guidarle, però a ruoli invertiti avrei scelto… le storiche. Quale? La Lancia Delta, come al Legend”.

Un dominio come i precedenti, cambiava la tipologia di vettura: al volante della Ford Fiesta WRC Plus, questa volta, ha vinto tutte le nove prove speciali e ha rifilato oltre 1′ a Teemu Suninen, il giovane finlandese che ha corso il con il team M-Sport. Terzo gradino del podio per Roberto Brivio, che ha vinto il “derby” con Uccio. Applausi per Tony Cairoli che ha portato la sua Hyundai i20 al quinto posto assoluto vincendo il rally dei “normali”. Ha vinto con una facilità a tratti imbarazzante, anche sul giovane finlandese, in gara con la stessa macchina, che ha un po’ deluso le aspettative della vigilia accumulando un distacco importante chilometro dopo chilometro. Le WRC Plus hanno fatto la differenza e Brivio e Uccio, rallysti solo nel weekend monzese di fine stagione, si sono giocati il gradino più basso del podio: a spuntarla è stato il fratello del team manager della Suzuki.

Sfiorata rissa tra Alex Perico e Gigi Pirollo

Menomale che Cairoli, almeno, è riuscito ad avere la meglio su Valentino nel Master Show. Ma andiamo per gradi, perché se è vero che la cronaca assoluta del Monza Rally Show può risultare noiosa, è vero che Monza ha offerto diversi spunti di riflessione, come ad esempio l’inspiegabile principio di rissa scoppiato tra Alessandro Perico e Gigi Pirollo, probabilmente legato all’ancora irrisolto ‘caso Monzino’. Alex Perico è destinato, in ogni caso, a non finire la gara: si è ritirato per foratura. E poi c’è la vicenda degli alettoni: quella in cui vengono assegnate penalità a diverse vetture, tra cui quella di Luca Rossetti, perché avrebbero gli alettoni fuori misura nientepocodimenoche di 3 millimetri, e poi vengono tolte perché era sbagliato il metodo usato per la misurazione. Poche idee e ben confuse che contribuiscono ad alimentare tensioni e malumori.

E poi ci sono le lotte di classe. Nella WRC, come detto, vince Cairoli, che batte Bonanomi e la Ford Fiesta WRC per 0″8, Longhi e la Hyundai i20 WRC a 22″7, D’Aste e la Citroen DS3 WRC a 33″7 e Yates e Ford Fiesta WRC a 44″4. Nella R5, col ritiro della penalità, il primo è Rossetti sulla Hyundai i20, che stacca Alex Re con la Volkswagen Polo GTI R5 di 17″2, Crugnola sulla Skoda Fabia di 18″2, Basso sulla Skoda a 56″7 e Scattolon su un’altra Fabia a 58″8. Nella R2B il migliore è De Tommaso con la Peugeot 208, seguito dalle identiche vetture di Ciuffi a 3’24″7, Guerra a 5’37″4, Ghirri a 6’12″0 e Porta a 6’45″0. Nella R3 vince Vittalini su Citroen DS3, che ha la meglio sulle Clio di Pederzani a 1’55″6 e Santalucia a 3’03″7. Fra le storiche primeggia Riolo e la sua Subaru Legacy, più veloci di Musti su Porsche 911 a 49″0, Bianchini su Lancia 037 a 52″3, Noberasco su Bmw M3 a 4’14″0 e Visinteiner su Bmw M3 a 4’14″6.

Infine si vola verso il Master Show. Tra le storiche, il Raggruppamento 2 va a Musti su Porsche 911, il Raggruppamento 3 a Caffi su Porsche 911, il Raggruppamento 4 J1 a Brusori su Porsche 911 e il Raggruppamento 4 J2 a Riolo su Subaru Legacy. Invece, tra le vetture moderne, la classe R2B va a Damiano De Tommaso su Peugeot 208 R2B, la R3 ad Alex Vittalini su Citroen DS3, la R5 ad Andrea Crugnola su Skoda Fabia R5, la WRC 1.6 a Tony Cairoli su Hyundai i20 WRC, la WRC Plus a Valentino Rossi su Ford Fiesta WRC Plus, mentre la Super Finale vede svettare Tony Cairoli.

Monza, la galleria fotografica di Magnano

Guarda il video del Monza Rally Show