Attilio Bettega con Arnaldo Bernacchini al Giro Automobilistico d'Italia 1980

Ricorrenze, Attilio Bettega trentacinque anni dopo

Il drammatico incidente di Attilio Bettega, occorso a Zerubia, sulla quarta prova speciale del Tour de Corse 1985 (35 anni nel 2020), attirò l’attenzione di tutto il mondo sulla inesistente sicurezza delle vetture del Gruppo B. Esattamente un anno dopo, il compagno di squadra di Bettega, Henri Toivonen, perse la vita a sua volta insieme al copilota Sergio Cresto nell’incendio della Lancia Delta S4 che cadde in fondo ad un burrone.

Questo dramma si sperava motivasse il bando del Gruppo B, ma non fu così. Il pilota di Molveno, comunque, non saltò agli onori delle cronache a causa di un incidente che lo portò via maledettamente giovane. Lui era l’erede del Drago. Tutta l’Italia rallistica vedeva in Bettega l’erede di Sandro Munari, prima di quel tragico Tour de Corse 1985. La sua morte fu un colpo terribile.

Esattamente un anno e quattro ore prima della morte di Toivonen, sempre al Tour de Corse, ma sulla PS4, arriva la conferma che quel mese di maggio tanto celebrato da poeti ed artisti, sta diventando una maledizione per il motorsport. Il compagno di squadra di Henri, Attilio Bettega, ma al volante della Lancia Rally 037 (Henri ebbe l’incidente con la Lancia Delta S4), perde per primo la vita, mentre il suo navigatore, Icio Perissinot, esce dall’auto miracolosamente illeso.

Nato nella fredda Molveno il 19 febbraio 1953, cominciò la carriera agonistica nel 1972 con una Fiat 128 Coupé della sua famiglia. L’occasione arriva nel 1977, quando conquista il premio messo in palio per il vincitore del Trofeo A112. Successivamente, al volante di una Lancia Stratos, si classifica secondo assoluto dietro a Sandro Munari nel Rally Valle d’Aosta.

Viene così ingaggiato dal gruppo Fiat, con il quale si afferma più volte a livello nazionale e internazionale al volante di varie vetture, dalla Fiat 131 Abarth Rally alla Fiat Ritmo. Nei suoi anni successivi nella squadra corse Lancia, termina quattro volte sul podio dei rally validi per il campionato del mondo. L’ultimo podio ha rappresentato il suo migliore risultato, una seconda piazza nel Rally d’Italia del 1984.

Durante la stagione 1985 partecipa al Safari Rally e al Tour de Corse. Proprio in Corsica, nella quarta prova speciale del rally, Bettega perde il controllo della sua Lancia Rally 037, che perde aderenza e finisce per sbattere dal lato del pilota contro il tronco di un albero che si trova a bordo strada, incuneandosi poi tra due alberi, che schiacciano il tetto dal lato di Bettega. Per Attilio non c’è più nulla da fare. Il suo navigatore, Icio Perissinot esce miracolosamente illeso dalla macchina.

Questa tragedia, solo unita ad altre successive nel 1986, porterà la FIA a porre il bando definitivo del Gruppo B alla fine del 1986. E il 2 maggio è destinato ad essere ricordato come giorno tragico e di macabre combinazioni. Il 2 maggio 1985 va via sul colpo Attilio Bettega, lo stesso giorno di un anno dopo una sorte peggiore tocca ad Henri Toivonen e Sergio Cresto. Stesso numero sulle portiere (4), stessa gara (Tour de Corse), stessa categoria (Gruppo B), stesso marchio di vettura (Lancia), stesso team (Martini Racing), stesso direttore sportivo (Cesare Fiorio).