Punte di trapano per fermare Da Zanche nel CIRAS
La vicenda ha scosso non solo Da Zanche e il suo team, ma l’intero mondo dei rally storici. In un post amaro e carico di delusione, Da Zanche ha espresso tutto il suo sdegno e la sua frustrazione, sintetizzando il suo stato d’animo in una sola parola: “vergogna!”.
Il Rallye Elba Storico, una delle gare più affascinanti del panorama automobilistico storico, è stato recentemente macchiato da un episodio spiacevole e controverso: il sabotaggio della Porsche di Lucio Da Zanche. L’esperto pilota valtellinese, noto per la sua bravura e la sua passione nel mondo delle competizioni storiche, si è visto costretto a fare i conti con un atto vile e scorretto che ha compromesso la sua partecipazione all’evento.
La vicenda ha scosso non solo Da Zanche e il suo team, ma l’intero mondo dei rally storici. In un post amaro e carico di delusione, Da Zanche ha espresso tutto il suo sdegno e la sua frustrazione, sintetizzando il suo stato d’animo in una sola parola: “vergogna!”. Il pilota non ha nascosto la propria indignazione per quanto accaduto, sottolineando come episodi del genere possano minare la credibilità e l’integrità di uno sport che dovrebbe basarsi su lealtà e competizione pura.
“Anche questo sport sta arrivando alla fine, se per vincere le gare dobbiamo arrivare a tanto meglio rimanere a casa e risparmiare tempo e denaro…” ha scritto Da Zanche, visibilmente colpito da un episodio che non solo ha danneggiato la sua vettura, ma ha anche messo in discussione i valori che dovrebbero animare chi partecipa a queste gare. Parole dure, che risuonano come un grido di denuncia contro chi ha scelto di agire al di fuori delle regole del gioco, favorendo – secondo Da Zanche – un altro equipaggio “che andava più piano”.
L’accusa velata di favoritismi emerge chiaramente dalle parole del pilota, che ha espresso tutto il suo dispiacere non solo per sé, ma per il suo team e i suoi tifosi. “Mi dispiace tantissimo per Lucio, per tutti quelli che ci seguono e lavorano per avere una vettura sempre al top”, ha dichiarato, evidenziando il duro lavoro che sta dietro ogni gara, la dedizione e il sacrificio di un’intera squadra che si impegna per ottenere il massimo.
Da Zanche, però, non si è lasciato abbattere e, nonostante la rabbia e la frustrazione, ha lanciato un messaggio di forza e resilienza: “Speriamo passi tutto in fretta, vi aspettiamo in PS ancora più forti”. Questo episodio, pur doloroso, non sembra aver scalfito la determinazione del campione, che ha promesso di tornare in prova speciale ancora più determinato e combattivo.
L’atto di sabotaggio al Rallye Elba Storico rappresenta un grave colpo per l’immagine dello sport e getta un’ombra su una competizione che, da anni, attira piloti e appassionati da tutto il mondo proprio per la sua bellezza e storicità. In un contesto dove la lealtà e il rispetto dovrebbero essere i valori fondamentali, un episodio del genere mina la fiducia e rischia di allontanare chi, come Lucio Da Zanche, ha sempre gareggiato con passione e correttezza.
L’augurio è che episodi di questo tipo non si ripetano e che venga fatta chiarezza su quanto accaduto, per garantire che il Rallye Elba Storico e le altre competizioni automobilistiche possano continuare a rappresentare un momento di sport vero, dove a vincere siano solo il talento e la bravura dei piloti in gara. Ma si auspica anche un intervento concreto da parte della Commissione Aci Sport per evitare sospetti e malumori e soprattutto che qualcuno possa beneficiare di questo episodio in termini di classifica. A buon intenditor,,,









