Suzuki Swift Hybrid R1

Jean Todt: dall’elettrico all’idrogeno per rally a emissioni zero

“Tutto il motorsport sarà a emissioni zero. Perché, se lo fa la mobilità, è giusto che lo facciano anche le competizioni. E questo avverrà con l’elettrificazione e i carburanti”. Parola di Jean Todt. Dunque, rally a emissioni zero. Subito.

La lunga linea verde è oramai tracciata e sarà semplicemente una questione di “quando” e non “se” approderà nel mondo del motorsport. A confermare che la strada è battuta è stato Jean Todt, attuale presidente FIA. Parole che non lasciano spazio a speculazioni per il futuro delle corse automobilistiche – rally, rallycross, pista e quant’altro – che andrà verso l’utilizzo di “emissioni zero, grazie all’elettrificazione o ai biocarburanti”.

Una via che è stata tracciata anni fa, che sta proseguendo in modo costante e che arriva nei rally del WRC sotto forma di ibrido elettrico già a partire dal 2022 (anche se, per la verità, in Italia alcune vetture da rally ibride corrono già da due anni). Nel 2022 le vetture da rally inquineranno il 10% in meno di oggi, nel 2025 inquineranno il 100% in meno di oggi. Appunto, rally a emissioni zero.

La propulsione a emissioni zero si fa strada

La propulsione a emissioni zero si sta facendo spazio nelle vetture su strada, ci sono precisi diktat europei che portano come data di scadenza il 2030, e cresce anche nel mondo delle competizioni. Todt conferma la tendenza green dando dimostrazione che la qualità non è a discapito della velocità e dello spettacolo: si può coniugare mobilità elettrica con l’agonismo e le prestazioni sportive.

Di fronte a questa evoluzione, gli atteggiamenti sono contrastanti. C’è chi vede come necessaria l’evoluzione del motorsport per farlo rimanere il banco di prova tecnologico della mobilità. C’è invece chi guarda con nostalgia al rumore, ai tubi di scarico e ai pistoni come elementi imprescindibili del motorismo sportivo. Quest’ultima è una visione prevalentemente estetica nella quale si mescolano anche altre sensazioni come l’odore della gomma, dell’olio e della benzina. Sono gli elementi emozionali classici che, insieme alla velocità e al coraggio, hanno sempre reso il motorsport oggetto di fascino.

Rally a emissioni zero, accadrà. Ma quando accadrà? “Nel momento in cui chi vuole entrare spingerà sempre più per farlo. Non è necessario elettrificare tutto” ha sostenuto Todt, che ha aggiunto: “Sarà fondamentale introdurre anche i biocarburanti. Non parlo semplicemente della Formula 1 o del WRC, ma di tutto il panorama motoristico mondiale”. E dunque, il pensiero, oltre alla F1 e ai rally corre subito ai campionati Turismo. “E’ un destino comune a cui nessuna realtà dei motori può più sottrarsi in alcun modo”.

Rally a emissioni zero e non solo: Mission H24

Un progetto globale, dunque, alle basi della volontà di spingere l’emissione zero nel mondo dei motori. Il progetto attualmente più imponente è fare partire prima il Mondiale Rally con l’elettrico nel 2022 e poi il Mission H24 che vorrebbe portare le prime propulsioni a idrogeno nel 2024 a Le Mans. La FIA sostiene questo tipo di passaggio ed elabora nuove tecnologie che possano supportare queste scelte: “Presto faremo anche un annuncio sull’utilizzo dell’idrogeno. Sarà questo il futuro nei motori”.

Si punta verso le emissioni zero non vuol dire che tutto il motorismo sportivo diventerà elettrico o ad idrogeno. C’è anche la strada dei carburanti. Todt allude a quelli di origine vegetale e ai sintetici prodotti con energia rinnovabile. Dunque non sono fossili e, oltre a ridurre le emissioni allo scarico, si auto bilanciano in termini in CO2. La Formula 1 ha già intrapreso questa strada: nel 2022 saranno il 10%, nel 2025 saliranno al 100%. Nel Mondiale Rally dal 2022 le nuove WRC saranno elettriche.

Per la massima categoria dei rally c’è anche un’altra strada percorribile, ma non prima della fine del 2024: l’utilizzo dell’idrogeno come combustibile e il ritorno all’aspirato. Ma fino ad oggi, l’unico Costruttore che ha usato l’idrogeno in un motore a pistoni e non come vettore energetico è stata la BMW negli anni Duemila.