COVID-19: Ogier e Neuville erano critici sul Rally del Messico

COVID-19: Ogier e Neuville erano critici sul Rally del Messico

Attraverso i social network, il sei volte campione del mondo rally Sebastien Ogier, aveva espresso preoccupazione per la pandemia di coronavirus già prima che iniziasse la competizione e aveva usato la “classica” sferzante ironia francese, al limite del sarcasmo ma sempre chiara e diretta: “Spero di non mettere in pericolo il Messico”, scriveva Ogier, sottolineando come fosse paradossale competere mentre nel mondo c’era una situazione così critica per questo nuovo virus.

La star francese era stata chiarissima: “Spero che ciò che stiamo facendo sia giusto e che la nostra presenza non porti pericoli qui in Messico. Questa è la mia unica preoccupazione”, diceva prima della gara Ogier.

Sebastien Ogier aveva anche chiarito da professionista che, sebbene fosse preoccupato, si sarebbe concentrato sul Rally del Messico, che aveva vinto cinque volte e che nel 2020, seppure con percorso abbreviato di tre prove, ha vinto per la sesta volta in carriera.

Dopo il successo nel Rally del Messico, però, il campione è tornato sull’argomento: “Questa vittoria sembra completamente diversa dalle altre, perché questa manifestazione non avrebbe dovuto avvenire”, ha dichiarato a fine gara. “Se mettiamo i fan qui in pericolo, questa vittoria non ha valore”.

“Proteggere la vita umana deve superare qualsiasi altro interesse, sicuramente anche quelli delle corse. Non volevo correre fondamentalmente. Sono stato convinto di farlo e ho fatto il mio lavoro ma, per me, la protezione della vita umana dovrebbe essere la prima. Spero che non abbiamo arrecato alcun danno ai nostri amici in Messico”.

“Abbiamo avuto molto supporto, come sempre qui. Ma con tutti i fan che avevamo qui, non abbiamo dato foto, non abiamo firmato autografi, non capivano davvero. Stavo cercando di fare del mio meglio per rispettare ciò che tutti nel mondo stanno provando a fare in questo momento”.

Thierry Neuville vince il Rally Argentina 2019
Anche Thierry Neuville era critico sulla disputa della gara

Ma la FIA, il promoter e gli organizzatori hanno tenuto duro alle pressioni finché non avevano fatto completare più del 75 percento del percorso, per poter assegnare punti completi ai “competitor”, come fossero figurine di cui fare sfoggio sull’Altare della Velocità.

Il belga Thierry Neuville, come Ogier e come gli altri professionisti, si era fatto delle domande, dandosi anche delle risposte. Poi, come tutti gli altri piloti e copiloti ufficiali aveva dovuto seguire il team che, a sua volta, come tutti, era chiamato al rispetto degli accordi con promoter e organizzatore.

“È strano correre mentre il mondo intero si trova in una situazione estremamente critica. Spero davvero che ciò che facciamo sia corretto e che non portiamo pericoli qui in Messico. Questa è la preoccupazione che ho, ma ora devo togliermelo dalla testa e devo concentrarmi sul rally”, aveva detto il pilota della Hyundai giovedì. Tutto questo avveniva poche ore prima che venisse ufficialmente annullato il Rally di Argentina.