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WRC, calendario 2021: mancano Messico, Argentina e Cile

C’è un pericolo reale che il WRC 2021 non vada Oltreoceano, neppure al Rally del Messico, assodato che sia Argentina sia Cile hanno confermato di avere gravi problemi per le prossime edizioni. Dunque, questa volta a farne le spese potrebbe essere il Rally del Messico. Dispiace ai fan e agli organizzatori, ma le conseguenze del Covid-19 e della crisi che da esso è generata molto probabilmente negheranno il Nord e il Sud America al WRC 2021.

Il Consiglio Mondiale del mese scorso ha confermato i contratti con nove gare, ma Argentina, Messico e Cile non erano nelle ipotesi della prossima stagione. Il direttore della Commissione Rally, Yves Matton, insiste sul fatto che dieci gare sembra il formato più probabile. L’ultima volta che le squadre non hanno volato verso l’America dalle loro basi europee è stato venticinque anni fa.

Dal 2004, Patrick Suberville organizza la gara e ha affermato: “In questo momento, nessuno sa cosa riserva il futuro, né economicamente né in termini di pandemia da Covid-19. In tali circostanze, non è stato possibile confermare la nostra partecipazione con il Promoter WRC. Stiamo parlando con il promotore e la FIA per il prossimo anno. Vedremo cosa succede, ma sarebbe un grosso problema non avere gare da queste parti, oltre l’Atlantico”.

“Sarebbe un problema non avere il Rally del Messico nel WRC 2021 – ha aggiunto Suberville -. Già nel 2009, quando abbiamo avuto l’ultima rotazione, abbiamo dovuto organizzare il Rally delle Nazioni, in sostituzione del Rally Mexico con sede a León per tenere coinvolti sponsor, partner e funzionari. È difficile mantenere gli sponsor quando corri anno dopo anno, cercare di mantenere uno sponsor quando salti un anno è impossibile”.

COVID-19: Ogier e Neuville erano critici sul Rally del Messico

Attraverso i social network, il sei volte campione del mondo rally Sebastien Ogier, aveva espresso preoccupazione per la pandemia di coronavirus già prima che iniziasse la competizione e aveva usato la “classica” sferzante ironia francese, al limite del sarcasmo ma sempre chiara e diretta: “Spero di non mettere in pericolo il Messico”, scriveva Ogier, sottolineando come fosse paradossale competere mentre nel mondo c’era una situazione così critica per questo nuovo virus.

La star francese era stata chiarissima: “Spero che ciò che stiamo facendo sia giusto e che la nostra presenza non porti pericoli qui in Messico. Questa è la mia unica preoccupazione”, diceva prima della gara Ogier.

Sebastien Ogier aveva anche chiarito da professionista che, sebbene fosse preoccupato, si sarebbe concentrato sul Rally del Messico, che aveva vinto cinque volte e che nel 2020, seppure con percorso abbreviato di tre prove, ha vinto per la sesta volta in carriera.

Dopo il successo nel Rally del Messico, però, il campione è tornato sull’argomento: “Questa vittoria sembra completamente diversa dalle altre, perché questa manifestazione non avrebbe dovuto avvenire”, ha dichiarato a fine gara. “Se mettiamo i fan qui in pericolo, questa vittoria non ha valore”.

“Proteggere la vita umana deve superare qualsiasi altro interesse, sicuramente anche quelli delle corse. Non volevo correre fondamentalmente. Sono stato convinto di farlo e ho fatto il mio lavoro ma, per me, la protezione della vita umana dovrebbe essere la prima. Spero che non abbiamo arrecato alcun danno ai nostri amici in Messico”.

“Abbiamo avuto molto supporto, come sempre qui. Ma con tutti i fan che avevamo qui, non abbiamo dato foto, non abiamo firmato autografi, non capivano davvero. Stavo cercando di fare del mio meglio per rispettare ciò che tutti nel mondo stanno provando a fare in questo momento”.

Thierry Neuville vince il Rally Argentina 2019
Anche Thierry Neuville era critico sulla disputa della gara

Ma la FIA, il promoter e gli organizzatori hanno tenuto duro alle pressioni finché non avevano fatto completare più del 75 percento del percorso, per poter assegnare punti completi ai “competitor”, come fossero figurine di cui fare sfoggio sull’Altare della Velocità.

Il belga Thierry Neuville, come Ogier e come gli altri professionisti, si era fatto delle domande, dandosi anche delle risposte. Poi, come tutti gli altri piloti e copiloti ufficiali aveva dovuto seguire il team che, a sua volta, come tutti, era chiamato al rispetto degli accordi con promoter e organizzatore.

“È strano correre mentre il mondo intero si trova in una situazione estremamente critica. Spero davvero che ciò che facciamo sia corretto e che non portiamo pericoli qui in Messico. Questa è la preoccupazione che ho, ma ora devo togliermelo dalla testa e devo concentrarmi sul rally”, aveva detto il pilota della Hyundai giovedì. Tutto questo avveniva poche ore prima che venisse ufficialmente annullato il Rally di Argentina.

WRC, Rally del Messico: Ogier vince, Tanak ci prova

Il gallese, che guida la classifica del Mondiale Rally, dopo la vittoria in Svezia il mese scorso, ha segnato il tempo di riferimento sulla PS Llano Grande di 5,51 km alla sua quarta gara con la Toyota Yaris. Ha terminato il warm-up a 0″6 secondi dalla Hyundai i20 di Thierry Neuville. Il cinque volte vincitore del rally Sebastien Ogier era terzo, un decimo di secondo più avanti su un’altra Yaris.

Teemu Suninen è stato il più veloce con la sua Ford Fiesta, prima che Ott Tanak salisse in cima alla classifica dopo il secondo passaggio. L’estone in precedenza aveva “cilindrato” un piccolo ceppo di albero. Dopo un ritorno a León, Ogier ha abbassato ulteriormente il miglior tempo prima che il compagno di squadra, Evans, incontrasse il francese.

Mentre Ogier ha deciso che tre prove erano sufficienti per la preparazione, Evans è uscito per un quarto e ha ottenuto il miglior tempo, con Neuville che ha ottenuto il secondo. Kalle Rovanpera, alla guida della terza Yaris, è quarto, 1″2 da Evans. Tanak e il compagno di squadra Sordo hanno completato i primi sei. Gus Greensmith ha bloccato la sua Fiesta all’inizio della prima manche, poi ha tagliato una barriera lungo la strada.

La prova che piace tanto ad Elfyn Evans

Decine di migliaia di fan hanno riempito le strade colorate della storica Guanajuato per vedere il belga andare in vantaggio di 1″1 rispetto al leader del Campionato del Mondo Rally, Elfyn Evans, dopo una doppia prova di 1,12 km. Le strade acciottolate attraverso gli scivolosi tunnel di miniere d’argento non lasciano spazio agli errori, ma Neuville è in testa alla classifica per 0″4 nel primo passaggio e 0″7 nel successivo con la Hyundai i20. 

Evans era secondo in entrambe le occasioni. “Mi piace quella prova e sono sempre stato veloce. So che ogni decimo conterà questo fine settimana, quindi provo a spingere dal primo chilometro”, ha dichiarato Neuville. Il terzo tempo più veloce per Ott Tanak nel secondo passaggio ha spinto l’estone dal settimo al terzo posto durante la notte con la i20. Il campione del mondo ha seguito Evans per 0″8 e ha un decimo in mano sulla Ford Fiesta di Teemu Suninen.

WRC, Messico: sfida all'ultimo decimo Evans-Neuville
WRC, Messico: sfida all’ultimo decimo Evans-Neuville

Thierry Neuville all’attacco da inizio gara

Sulle prime due PS del Rally del Messico Neuville si Lancia all’attacco. Dopo la partenza, gli equipaggi si sono spostati a Guanajuato. Ad ottenere il miglior tempo in entrambi i passaggi è stato un combattivo Thierry Neuville, che sa di essere svantaggiato rispetto ad Elfyn Evans. Anche il pilota Toyota è forte e si è fermato a solo 1″1 dal belga.

Terzo è Ott Tanak. Alle spalle del campione del mondo in carica c’è Teemu Suninen, con la prima delle Fiesta che hanno avuto problemi di surriscaldamento. Chiude la top five Dani Sordo. Sesto Sebastien Ogier, poco soddisfatto al termine del secondo passaggio. Come Ogier, anche Gus Greensmith, che sfiora il muro, e Kalle Rovanpera. Esapekka Lappi è ottavo.

Nella top ten anche due equipaggi del WRC3: Oliver Solberg, sulla Volkswagen Polo utilizzata a MonteCarlo, e Benito Guerra, su Skoda Fabia. Bella prova anche di Ken Block con la sua Ford Escort RS Cosworth. Il pilota americano, navigato da Alex Gelsomino, è stato tradito da un guasto tecnico e non ha fatto alcuno show.

111 T. NEUVILLE N. GILSOUL I20 COUPÉ WRCMRC11: 56.6
233 E. EVANS S. MARTIN YARIS WRCMRC11: 57.71,11,1
38 O. TÄNAK M. JÄRVEOJA I20 COUPÉ WRCMRC11: 58.50,81,9
43 T. SUNINEN J. LEHTINEN FIESTA WRCMRC11: 58.60,12,0
56 D. SORDO C. DEL BARRIO I20 COUPÉ WRCMRC11: 58.90,32,3
617 S. OGIER J. INGRASSIA YARIS WRCMRC11: 59.10,22,5
744 G. GREENSMITH E. EDMONDSON FIESTA WRCMRC12: 00,61,54,0
869 K. ROVANPERÄ J. HALTTUNEN YARIS WRCMRC12: 00,64,0
94 E. LAPPI J. FERM FIESTA WRCMRC12: 01.20,64,6
1023 O. SOLBERG A. JOHNSTON POLO GTIWRC3RC22: 03.01,86,4
1122 P. TIDEMAND P. BARTH FABIAWRC2RC22: 03,80,87,2
1221 O. VEIBY J. ANDERSSON NUOVA GEN. I20WRC2RC22: 04.10,37,5
1320 N. GRYAZIN Y. FEDOROV NUOVA GEN. I20WRC2RC22: 04.90,88,3
1426 B. GUERRA D. CUE FABIAWRC3RC22: 05.80,99,2
1527 M. BULACIA G. BERNACCHINI C3WRC3RC22: 06.00,29,4

Ogier rileva il comando del Rally del Messico

La terza e la quarta prova speciale del Rally del Messico lasciano a bocca aperta. Dopo aver vinto la PS3 El Chocolate 1 di 31,45 chilometri, Ott Tanak ha perso 40″ nella speciale successiva, la PS Ortega 1 di 17,24 chilometri. Va ancora peggio al povero Dani Sordo, che si deve fermare per oltre 5′ a causa di problemi di surriscaldamento.

Sebastien Ogier balza al comando e si aggiudica la PS4. Il francese di Toyota ha 5″3 di vantaggio su Teemu Suninen, che appare davvero in forma. Terza piazza per Thierry Neuville, staccato di 10″ dalla vetta. Esapekka Lappi è quarto e conferma la bontà della Ford Fiesta. Quinto è Elfyn Evans, che precede Kalle Rovanpera, sesto con problemi all’anteriore sinistra nella PS3.

Problemi per due protagonisti del WRC3: Oliver Solberg si deve fermare al termine della PS3, mentre l’idolo locale Benito Guerra, seguitissimo dai media locali, perde oltre 7′. Di nuovo fermo anche Ken Block con Ford Escort RS Cosworth.

Sebastien Ogier chiude al comando dopo oltre 50 chilometri di prove speciali. Il vincitore della PS4, allunga il proprio vantaggio nei confronti di Teemu Suninen, staccato di quasi 10″. Thierry Neuville riesce a mantenere la terza posizione e trova la strada molto sporca.

L’alfiere Hyundai vince l’ultima prova speciale della prima giornata Parque Bicentenario, di appena 2,71 chilometri ma decisamente selettiva: carreggiata molto stretta e si taglia molto. Ott Tanak perde 7″8 dal compagno di squadra, dopo aver vinto la PS5. Dani Sordo fa peggio dell’estone per problemi tecnici sulla sua i20. Soddisfatto Elfyn Evans, quinto assoluto a dispetto della posizione di partenza.

Lappi a fuoco
Esapekka Lappi commenta la vicenda con i giornalisti di WRC+

La Ford di Esapekka Lappi a fuoco sulla PS7

Sono immagini drammatiche quelle che mostrano la Ford Fiesta WRC Plus si Esapekka Lappi in fiamme al Rally del Messico. Al termine della prova speciale 7, la El Chocolate 2 di 31,45 chilometri, la Ford Fiesta di Esapekka Lappi e Janne Ferm è andata a fuoco. L’incendio è partito dalla parte posteriore. Il navigatore ha tentato di spegnere le fiamme con un estintore, aiutato dai commissari.

Lappi è follemente ripartito, tra lo stupore del suo copilota che si sbracciava. la mossa più stupida è stata quella di fare prendere aria alla vettura. Le fiamme sono divampate raggiungendo l’abitacolo e avvolgendo completamente la vettura in pochi secondi.

Dani Sordo è stato costretto alla resa a causa dei problemi di surriscaldamento avuti nelle prime speciali di giornata, che hanno provocato delle piccole fiamme, spente dal pilota. Thierry Neuville ha avuto un incontro ravvicinato con un cane, scappato dalla custodia di alcuni tifosi posti a bordo strada.

Il belga mantiene la terza posizione in classifica, alle spalle di Sebastien Ogier e di Teemu Suninen, addirittura più veloce del campione del mondo sulla PS7. Solo Ott Tanak ha fatto meglio dell’alfiere M-Sport, ma è staccato di oltre 35″ dalla testa della graduatoria assoluta.

Cancellate le PS8 e PS9 del Rally del Messico

In seguito al rogo che ha distrutto la Ford Fiesta di Esapekka Lappi, gli organizzatori del Rally del Messico hanno deciso di cancellare la PS8 di 17,24 chilometri. Resta la PS9, la PS10, da disputarsi nel per chiudere la penultima tappa solamente le tre prove spettacolo, con un doppio passaggio sull’Autodromo Shell V-Power di 2,33 e uno sulla brevissima Street Stage Leon di appena 730 metri.

Si ritira anche Neuville, Tanak vince la PS10

Ott Tanak riesce a vincere la PS9 e ottiene il miglior tempo, ma in casa Hyundai il clima è teso: dopo il ritiro di Dani Sordo, anche Thierry Neuville è costretto ad alzare bandiera bianca, tradito dal motore della propria i20. Ringrazia Sebastien Ogier, che sigla anche il miglior tempo nella prova esibizione di 2,33 chilometri e va a riposo con 13″ di vantaggio nei confronti del bravo Teemu Suninen.

Ogier è proprio in gran spolvero rispetto a Elfyn Evans e Kalle Rovanpera, che lo avevano messo in ombra nei primi due appuntamenti stagionali. La coppia del team Toyota cede il passo a Tanak, che si porta in terza posizione assoluta prima della PS12, approfittando dei ritiri di Neuville e Lappi.

Evans è riesce a tornare sul podio virtuale nell’ultima speciale di venerdì, approfittando di un Tanak non a suo agio nel mini circuito cittadino. Sesto Gus Greensmith. Nel WRC2 la prima posizione va per Pontus Tidemand, che ha un margine rassicurante di 50″ nei confronti di Nikolay Gryazin, che precede il compagno in Hyundai Ole Christian Veiby sul podio virtuale. In WRC3 prima posizione per Marco Bulacia, navigato da Giovanni Bernacchini.

117 S. OGIER J. INGRASSIA YARIS WRCMRC11: 23: 09.2
23 T. SUNINEN J. LEHTINEN FIESTA WRCMRC11: 23: 22.413,213,2
333 E. EVANS S. MARTIN YARIS WRCMRC11: 23: 42.420,033,2
48 O. TÄNAK M. JÄRVEOJA I20 COUPÉ WRCMRC11: 23: 42.60,233,4
569 K. ROVANPERÄ J. HALTTUNEN YARIS WRCMRC11: 23: 44.92,335,7
644 G. GREENSMITH E. EDMONDSON FIESTA WRCMRC11: 24: 26.041,1+1: 16.8
722 P. TIDEMAND P. BARTH FABIAWRC2RC21: 27: 25.92: 59.94: 16.7
820 N. GRYAZIN Y. FEDOROV NUOVA GEN. I20WRC2RC21: 28: 17.051,1+5: 07,8
927 M. BULACIA G. BERNACCHINI C3WRC3RC21: 29: 03.546,5+5: 54.3
1032 E. FERNÁNDEZ R. GARCIA FABIAWRC3RC21: 31: 49.02: 45.58: 39.8
1129 R. TRIVINO BUJALIL M. MARTI MORENO FABIAWRC3RC21: 32: 17.028,09: 07,8
1221 O. VEIBY J. ANDERSSON NUOVA GEN. I20WRC2RC21: 33: 05.048,09: 55.8
1335 R. CORDERO M. HERNÁNDEZ DS3NessunaRC21: 35: 33.22: 28.2+12: 24.0
1425 K. KAJETANOWICZ M. SZCZEPANIAK FABIAWRC3RC21: 37: 28.7+1: 55.514: 19.5
1537 J. COYNE S. JOYCE FIESTANessunaRC2Uno: 42: 00,94: 32.218: 51.7

La seconda tappa è sempre nel segno di Ogier

La seconda tappa del Rally del Messico inizia con un tempone sulla PS13 Guanajuatito 1 – di 24,96 chilometri – di Sebastien Ogier, che manda un segnale importante a Teemu Suninen, fino a quel momento vicino al francese, e anche al rimontante Tanak, rifilando rispettivamente 9″7 e 8″2 ai rivali.

Ogier spinge forte anche anche nella PS successiva, e ora vanta un margine piuttosto importante nei confronti di Suninen, che accusa un distacco di ben 27″6. Il pilota finlandese dovrà ora deve difendersi da Tanak, che lo insegue a 13″ di distanza e che è scatenato.

Elfyn Evans e Kalle Rovanpera non riescono a mantenere il ritmo del campione del mondo in carica. Rientrato in gara con il Rally2, Neuville pulisce la strada sulla PS13, poi decide di prendere una penalità e così si schiera terzo al via della PS successiva. La mossa paga perché il belga sigla il miglior tempo nella PS14 Alfaro 1 di 16,99 chilometri. Ma in classifica ha un distacco enorme, che difficilmente gli consentirà di rientrare in zona punti. Problemi all’acceleratore per Gus Greensmith, che perde oltre 10′.

Sulla PS15, Sebastien Ogier resta in testa alla classifica assoluta del Rally del Messico. Teemu Suninen, infatti, dopo le buone prestazioni, non solo non tiene il passo ma perde tempo e lascia avvicinare Ott Tanak, il più veloce nella PS15 di 21,78 chilomentri. Quarta e quinta piazza per il duo Toyota composto da Elfyn Evans e Kalle Rovanpera. Thierry Neuville sbaglia e paga: 10″.

A questo punto, l’inatteso colpo di scena. L’organizzatore del Rally del Messico decide di accorciare il percorso di gara, cancellando le ultime tre prove speciali in programma nella giornata di domenica, al fine di permettere a uomini e mezzi di rientrare in Europa il prima possibile, visto che c’è il concreto rischio che restino bloccati. La decisione è stata presa in considerazione del fatto che gli USA stanno cancellando tutti i voli da e per l’Europa.

A questo punto, Sebastien Ogier amministra i 28″ di vantaggio nei confronti di Teemu Suninen, senza prendere rischi eccessivi nelle ultime quattro prove rimanenti, di cui tre molto brevi. Il finlandese di M-Sport risponde agli attacchi di Ott Tanak, ma commette un errore che gli fa perdere circa 3″ sulla PS16 Guanajuatio 2 di 24,96 chilometri. L’estone successivamente si aggiudica la PS Alfano 2 (16,99 chilometri), portandosi a soli 3″1 di distacco.

Thierry Neuville punta al terzo posto, e prendendo un’ulteriore penalità. In questo modo non deve pulire la strada, compito lasciato a Greensmith. Grande spettacolo nel WRC2. Nella PS16, il leader Pontus Tidemand è quasi finito in un fosso, riuscendo a salvare la propria Skoda Fabia R5 in extremis. Nella manovra, lo svedese danneggia l’anteriore destra. Nikolay Gryazin arriva al termine della PS con la posteriore destra completamente afflosciata. Ole Christian Veiby va in testacoda all’ultima curva.

Teemu Suninen ce la mette tutta ma crolla. Ott Tanak scatenato e in rimonta pressa troppo e lo porta a commettere un altro errore. Altri secondi persi. Spinge ancora Sebastien Ogier, battuto dalle due Hyundai di Tanak e Thierry Neuville, separate in cima alla classifica della speciale Derramadero 2 (21,78 km) da soli quattro decimi. Problemi tecnici rallentano Kalle Rovanpera e Elfyn Evans, molto lenti in questa speciale. Pontus Tidemand riprende la marcia senza intoppi, Nikolay Gryazin danneggia la Hyundai i20 R5 in un guado e poi perde il controllo della vettura sul salto posto a fine prova.

WRC, Rally del Messico: shakedown replay (VIDEO)

Il Rally del Messico ha preso regolarmente il via, proprio mentre la Formula 1 in Australia era costretta ad alzare bandiera bianca, a seguito del ritiro della McLaren, dopo la positività di un componente del team. Sole e oltre 30 gradi centigradi hanno condizionato lo shakedown della manifestazione d’Oltreoceano, unico rally al mondo a prova di coronavirus, al momento, visto che anche gli organizzatori del Rally delle Azzorre, prova di Campionato Europeo, hanno deciso di rinviare a data da destinarsi la competizione portoghese, che dovendo escludere team provenienti dalle zone rosse, rischierebbe di perdere la titolazione di prova continentale per il principio di equità sportiva. Ecco il lungo replay dello shakedown del Rally del Messico 2020.

Lappi, Suninen e Greensmith in Messico con nuovi obiettivi

Esapekka Lappi, Teemu Suninen e Gus Greensmith del Ford World Rally Team puntano in alto per il Rally del Messico prima prova sterrata Oltreoceano. La Ford Fiesta WRC ha già un record di partecipazioni a questo evento, dove non ha mai mancato il podio, e la squadra è fiduciosa sulla conquista ancora di nuova vette.

Concentrato all’interno e nei dintorni del sito di Guanajuato, patrimonio dell’umanità dell’Unesco, il Rally del Messico vanta uno splendido scenario in mezzo a un terreno impegnativo. Le temperature superiori a 30°C possono arrivare a 50°C nell’abitacolo, e le PS salgono fino ad oltre 2.700 metri sul livello del mare, dove l’aria è povera di ossigeno e può ridurre le prestazione dei motori di un buon 20%.

Le PS sterrate sono difficili e gli equipaggi devono adattare la loro guida per far fronte alla potenza ridotta. Gli errori sono meno facili da perdonare, e gli ingegneri devono essere sicuri di ottenere il massimo delle prestazioni in ogni momento. Eppure, nonostante sia uno degli eventi più impegnativi del calendario, il Rally del Messico è anche uno dei più vivaci e i tifosi messicani hanno preso questo sport nel cuore.

Per prepararsi al meglio alle sfide, la squadra ha condotto un test di ricerca e sviluppo di due giorni, perfezionando le mappe dei motori e confermando le prestazioni ottimali ad alta quota e ad alte temperature. Il tutto è stato completato da un test nel sud della Spagna la scorsa settimana, che ha permesso agli equipaggi di riaffermare la sensazione di guidare sulla ghiaia, ottimizzando gli allestimenti per le massime prestazioni, e permettendo al novellino Lappi di provare per la prima volta quest’anno la sua Fiesta su ghiaia.

“E’ ora di vedere cosa possiamo fare sulla terra, siamo ottimisti sulle nostre possibilità per la prossima settimana. Abbiamo un buon record in Messico, con la vittoria nel 2018 e i podi ogni anno dal lancio delle vetture attuali. Il team ha fatto le sue ricerche e siamo ben preparati dopo aver completato un test di quattro giorni di prove in quota in Spagna la scorsa settimana”.

“Questa sarà la prima volta che Esapekka gareggia al volante di una Fiesta in assetto terra, ma sta migliorando con sempre più chilometri sulle spalle e si sta avvicinando ai primi tre posti. Teemu non ha avuto il miglior inizio d’anno e ha bisogno di un risultato solido, ma qui ha già vinto e quando entra nel suo ritmo non c’è modo di fermarlo. E non sottovalutate nemmeno Gus. È già stato qui solo una volta, ma si è comportato bene e questo è uno di quegli eventi in cui tutto può succedere!”.

Pazza idea: la Escort Cosworth, Ken Block e le storiche nel WRC

Mentre impazza la notizia del pilota americano Ken Block che torna al Mondiale Rally a marzo, nel Rally del Messico, in tanti sui social, in particolare su Facebook e Twitter, si chiedono se il famoso e scenico pilota farà da apripista nella manifestazione iridata.

Questa volta il web si è diviso non tanto tra simpatie ed antipatie, che comunque abbondano sia da una parte sia dall’altra, bensì su un cavillo tecnico: la vettura di Ken Block non è omologata nella massima serie rallistica internazionale.

L’ultima partecipazione di Ken Block nel WRC risale alla stagione 2018 in Spagna, e si è conclusa con un viaggio fuori strada. Questa volta Ken Block ritorna in Messico con un’auto insolita, la Ford Escort RS Cosworth, ma non come apripista.

A questa manifestazione è stata concessa un’autorizzazione speciale perché questo modello, appunto, non è omologato per partecipare al campionato FIA WRC. Da qui, uno spunto: perché non ammettere le storiche al seguito del WRC?

Hyundai Motorsport: Dani Sordo rientra al Rally del Messico

Dani Sordo tornerà a competere nel WRC a partire dalla prova iridata messicana, dopo aver saltato i primi due round dell’anno.

Sordo spalleggerà Ott Tanak e Thierry Neuville nel terzo round del Mondiale Rally, che si svolgerà dal 12 al 15 marzo, al volante della I20 Coupe WRC che era disponibile per Craig Breen nel rally svedese.

Ma nel frattempo, come gara test di preparazione, Dani Sordo sarà anche al via, a fine del mese di febbraio, al Rally Serras de Fafe, insieme a Ott Tanak, campione del mondo rally in carica. La presenza di Tanak è motivata dal risolvere i problemi accusati in Svezia.

Elfyn Evans non regge la pressione e cede il secondo posto ad Ott Tanak

Elfyn Evans ha ammesso che a causa della pressione è venuta meno la concentrazione e questo lo ha costretto a cedere il passo a Ott Tanak, rinunciando al secondo posto assoluto. Il pilota del M-Sport Ford World Rally Team è stato uno dei pochi a percorrere in sicurezza e senza particolari problemi i duri sterrati del Messico, portandosi al secondo posto sabato mattina. Tuttavia, ha lasciato tempo prezioso in mano a Tänak durante il secondo passaggio della PS14 Otates di sabato pomeriggio e ha aperto le porte all’estone, che ne ha approfittato e ha colmato il divario conquistando il secondo posto nella mattinata di domenica.

Regalare 16″ in una PS è da suicida con Tanak in rimonta e in un ambiente tanto competitivo”, ha detto Evans riflettendo sulla sua perdita di tempo a Otates. “Questo ha sicuramente cambiato le carte in tavola e ha cambiato anche l’approccio di Tanak alla gara, in quanto gli ha ceduto per un soffio quel secondo posto. Potevo rendergli la vita più difficile”. Evans, comunque, è contento della sua prestazione e del terzo posto conquistato, il suo primo podio stagionale. Ma sa dove ha bisogno di migliorare andando avanti.

“Non era una prestazione completa, c’erano alcuni momenti in cui lasciavamo scivolare il secondo posto. Ma nel complesso, è stato positivo. Ora Bisogna guardare avanti “, ha aggiunto. “Ero uno dei pochi piloti che non aveva colpito qualcosa o forato uno pneumatico. Da questo punto di vista, sono felice del mio stile di guida e della velocità avuto. Ancora una volta, ho bisogno di aumentare la mia concentrazione: i tempi e i buoni risultati arriveranno”.

WRC, Messico: Tanak attacca, Ogier resiste e vince

Il Rally Mexico si conferma una gara ostica, con PS difficili e colpi di scena continui, a cominciare dal taglio e dalla successiva sospensione della prova speciale di apertura della gara, per motivi di sicurezza legati al danneggiamento della struttura artificiale con cui era stato creato il salto. Esapekka Lappi e la Citroën C3 sono stati i più veloci nella PS di 1,14 chilometri, ma la PS è stata abbreviata prima che partissero Ott Tänak, Thierry Neuville e Sébastien Ogier. Chi non è riuscito a iniziare ha ottenuto un tempo forfetario basato su quello di Kris Meeke, l’ultimo a completare il test prima che fosse fermato.

Il salto appositamente costruito si trovava a soli 100 metri dall’arrivo e diversi piloti, in particolare Lappi e Andreas Mikkelsen, hanno effettuato atterraggi decisamente pesanti dopo averlo affrontato in velocità. L’interruzione è arrivata dopo che Meeke ha fatto segnare il terzo miglior tempo con la Toyota Yaris, a 0”6 secondi da Lappi e a 0”5 secondi dalla Hyundai i20 di Mikkelsen. A Tänak, Neuville e Ogier è stato assegnato il tempo imposto di Elfyn Evans, che ha completato la PS in sicurezza. Il salto danneggiato non ha potuto essere riparato e un’ispezione effettuata nel tempo a disposizione ne ha escluso definitivamente la possibilità di continuare ad utilizzarlo. Quindi gli organizzatori hanno deciso di annullare il tutto.

Adesso gli equipaggi sono attesi dalle PS vicino a Guanajuato, portando il rally a 2700 metri sul livello del mare. Un breve tratto di strada asfaltata ai margini del parco di León divide le due PS. Le otto prove coprono 114,19 chilometri. Uno dei momenti più salienti della stagione WRC 2019. Subito dopo la colorata cerimonia di inizio all’Alhóndiga de Granaditas, i concorrenti guidano il palco di apertura attraverso le affollate strade di Guanajuato. Poi si va sottoterra attraverso gallerie risalenti a quando la città era il centro minerario d’argento del mondo. Da evitare i forti ‘cordoli’ lungo le strade.

Brutto incidente per Teemu Suninen e per il suo navigatore, ma per fortuna senza conseguenze fisiche. Proprio nelle fasi iniziali della PS2 El Chocolate del Rally Mexico 2019, dopo aver percorso poco più di una decina di chilometri a tutto gas, Teemu Suninen non controlla più la sua Ford Fiesta WRC Plus M-Sport numero 3 e la schianta di malomodo. Risultato disastroso: la vettura non va più. Ci sono gravi danni alla sospensione anteriore destra. ma non solo. Anche la carrozzeria è messa male. C’è bisogno dell’intervento in prova speciale del carro attrezzi. Inevitabile il ritiro.

L’incidente, che poi è un’uscita di strada, per la precisione è occorso al chilometro 13,5 della PS2 El Chocolate, in assoluto una delle più dure, polverose e difficili della prima giornata della gara iridata messicana. La giornata di Suninen, che era cominciata con un ottavo piazzamento assoluto sulla “catastrofica” prova d’apertura della terza prova del WRC 2019, è finita praticamente subito. Peccato. Sicuramente, i meccanici della M-Sport sapranno fare del loro meglio per consentirgli di rientrare sabato. In fondo hanno risanato quella stessa vettura in condizioni decisamente peggiori.

Andrea Mikkelsen con la Hyundai i20 WRC Plus al Rally Mexico 2019
Andrea Mikkelsen con la Hyundai i20 WRC Plus al Rally Mexico 2019

Andreas il biondo chiude al comando questa frazione di gara della prima tappa del Rally Mexico 2019. Sulle PS2, 3 e 4, il veloce pilota norvegese se l’è suonate a suon di temponi con il sei volte campione del mondo rally, Seb Ogier. E così, se sulla seconda prova vince il pilota Hyundai, sulla terza il campione Citroen si riprende il maltolto, restituendo la cortesia. Dani Sordo, che adora questa gara, è sempre lì a rosicchiare decimi, cercando di garantirsi un posto sul podio. La quarta prova, la stretta e corta Leon, di appena 1″1, va a Mikkelsen che risponde duro.

Sulla PS2 El Chocolate è Andreas Mikkelsen a vincere tra polvere e caldo. Il norvegese chiude la PS con il miglior tempo assoluto di 23’50”6. Alle spalle del velocissimo pilota della Hyundai si piazza Sebastien Ogier, che gli sta alle calcagna ad appena 2”4. Sono, invece, 2”6 i secondi che separano Dani Sordo dal compagno di squadra in testa alla speciale. Kris Meeke riesce a confermare un’ottima quarta posizione assoluta con alle spalle a 0”3 un combattivo Elfyn Evans. Sesta posizione assoluta per Jari-Matti Latvala, che si lascia alle spalle nell’ordine Lappi, Tanak, Neuville e Bulacia. La classifica del dopo prova, come posizioni, non si discosta da quella della prova. Cambiano, ovviamente, i tempi.

Mentre si sta concludendo la seconda prova speciale, parte la terza, quella di Ortega. Qui è il francese di Citroen a fare la differenza, anche se Mikkelsen mantiene la testa della classifica assoluta del Rally Mexico 2019. Secondo è Dani Sordo, sempre più veloce ed efficace con la sua Hyundai i20 WRC. Vola anche Latvala, che porta la Yaris WRC in terza piazza. Evans è quarto davanti ad Andreas Mikkelsen. Seguono racchiusi in appena due decimi Lappi e Meeke, che se le suonano di santa ragione. Solo ottavo Neuville a 6”4 dal vertice e in lotta con Tanak a 7”1 da Ogier. In decima posizione questa volta chiude Guerra, che stacca di 3”5 Bulacia.

In pratica, dopo tre prove, Mikkelsen è sempre leader, ma con soli 0”7 di vantaggio su un pericolosissimo Ogier. Sordo rimane con i piedi sul podio ad appena 2”3 dal compagno di squadra e a 1”6 da Ogier. A ridosso del podio c’è Evans che accusa un ritardo complessivo di 8”5 e pericolosamente insediato da Meeke che è ad appena 1”2. Seguono Latvala a 17”8, Lappi a 20”3, Tanak a 26”8. Continua a sprofondare anche Neuville a 48”8. Guerra guadagna la decima posizione assoluta, staccato di 1’28”8 dal belga e di 2’15”6 da Mikkelsen.

Si va sulla quarta prova speciale, la stretta e corta Leon. Vince di nuovo il norvegese della Hyundai, questa volta seguito da Sordo, ad appena 0”4. Latvala chiude terzo a 0”9 e a pari tempo con Ogier. Quinto è Neuville, con alle spalle Evans, Tanak, Meeke e Lappi. Dopo la quarta speciale, ci si ferma per alcune ore. Le ostilità riprendono alle 22.17 (orario italiano) con le ultime due prove della giornata. Intanto, Mikkelsen è il leader momentaneo della gara e Ogier è secondo a 1″6. Sordo mantiene la terza posizione a 2″7 da Mikkelsen. Quarto e leggermente più staccato è Evans, inseguito da Meeke (a soli 1″5). Latvala, Lappi, Tanak, Neuville e Bulacia completano la prima decina.

Dani Sordo alla cerimonia di partenza del Rally Mexico
Dani Sordo alla cerimonia di partenza del Rally Mexico

Alle 22.17 italiane prende il via la PS4, la ripetizione della El Chocolate, 31,57 chilometri infernali. Strade inizialmente larghe, che si restringono man mano, mentre il percorso si inerpica ripidamente in una sequenza di tornanti con una superficie irregolare. La PS si stringe ancora mentre abbraccia la montagna prima di un’altra serie di tornanti in salita dopo sedici chilometri, quelli che sono stati fatali a Teemu Suninen. La strada si tuffa di nuovo in discesa per poi tornare ad arrampicarsi di nuovo fino a un punto più alto di 2660 metri. Ci sono grandi tagli per i più coraggiosi, curve attraenti e pericolose.

La El Chocolate vede vincere Sebastien Ogier, che riesce a far segnare un miglior tempo assoluto di 23’35”0, mentre Mikkelsen perde prima 90” e poi si ferma. Peccato. Fin a quel momento ha regalato spettacolo con una guida veloce e generosa. “Penso che il grip sia migliore rispetto a stamattina e la sensazione in macchina ora è perfetta”, dice Ogier al fine prova. Alle spalle del campione del mondo rally in carica c’è Dani Sordo. Lo spagnolo è vicinissimo, ad appena 0”8. Peccato per Mikkelsen che non ce la fa a terminare la prova: centra un enorme pietrone. Torna sul podio anche Evans, staccato di appena 2”3, seguito da Lappi (6”2) e Meeke (7”9) a completare la top five assoluta.

Di nuovo in difficoltà Neuville, che conclude sesto a 9”7. Il finlandese della Toyota, Latvala, non va oltre il settimo posto assoluto con un distacco di 10”8 dal vertice. Il compagno di squadra Tanak si ferma all’ottavo posto, ma ad appena 0”2 da Latvala. Nona e decima piazza sono per Bulacia e Guerra, a conferma di un rally difficile, che nonostante sia più corto sta mettendo a dura prova macchine e uomini. La classifica assoluta dopo la PS5 vede Ogier in testa, anche grazie all’incidente capitato a Mikkelsen al sesto chilometro della prova speciale. Poi, nell’ordine: Sordo (1”9) ed Evans (10”4) sul podio, Meeke (17”5), Lappi (26”7), Latvala (27”9), Tanak (37”6), Neuville (58”0), Bulacia (3’42”1) e Guerra (3’51”5).

I 17,28 chilometri della PS6 Ortega, anche questa la ripetizione della prova speciale disputata al mattino, con Mikkelsen momentaneamente fuori dai giochi, vedono Ogier aggiudicarsi il primato con 2”9 su Sordo e 4”4 su Meeke che cerca di rosicchiare secondi ad Evans, che però rimane terzo assoluto. Tra i due ci sono appena 0”3 di distacco. In quinta posizione si ferma Latvala, seguito da Tanak e Neuville. L’estone e il belga impattano nello stesso tempo, a conferma della competitività che c’è anche nelle retrovie. Lappi è ottavo, con dietro Bulacia e Guerra. La prima tappa termina con Ogier, Sordo ed Evans che lottano per la vittoria della gara, Meeke Latvala, Lappi e Tanak che puntano alle posizioni di rincalzo, ma sognano la vittoria.

Alle 15.23 italiane riparte il circus iridato, atteso dalla PS10 Guanajuatito. Tanti sono i problemi di sicurezza che si stanno manifestando nelle prove speciali, in particolare legati al pubblico indisciplinato che si lascia sfiorare dalle WRC. A nulla servono i ripetuti appelli degli organizzatori. Questo pone il Rally Mexico a rischio riconferma per il 2020. La gara del cento america, infatti, potrebbe cedere il posto al Rally Estonia.

Intanto, il campione del mondo ha anticipato Elfyn Evans di 14”8 secondi dopo una dura giornata su strade sterrate in mezzo alle montagne vicino a León. Le due prove di velocità del mattino hanno regalato a Mikkelsen un vantaggio di 1”6 su Ogier. Gli sforzi del norvegese si sono rivelati inutili quando si è ritirato vicino all’arrivo della PS El Chocolate del pomeriggio: rottura della sospensione, dopo aver colpito una pietra.

La sua scomparsa lascia Sordo a meno di 2” dalla Citroën C3 di Ogier. Lo spagnolo, al suo primo rally iridato della stagione, ha attaccato ma è apparso quasi impotente rispetto ad Ogier. Peccato si sia dovuto fermare dopo la speciale successiva con un sospetto problema elettrico. Le temperature che superano i 31 gradi centigradi e le altitudini superiori ai 2750 metri hanno assicurato una giornata impegnativa per equipaggi, motori e trasmissioni, ma i problemi di Ogier si sono limitati ad una foratura.

“È stata una giornata quasi perfetta ma non è stato facile. Iniziare terzo sulla strada non era l’ideale e la presa era molto bassa nel primo passaggio. Possiamo beneficiare della migliore posizione di partenza sabato, ma dovremo anche stare fuori dai guai”, ha detto. La Ford Fiesta di Evans si è surriscaldata per tutto il giorno, ma ha avuto la meglio in una battaglia con il connazionale Kris Meeke, con un margine di vantaggio di 6”3 secondi.

Meeke è stato ostacolato dalla polvere che entrava all’interno della Toyota Yaris, ma ha superato il leader del campionato Ott Tänak di 16”0. L’estone ha riacciuffato Esapekka Lappi nell’ultimo paio di PS del circuito automobilistico di León, per reclamare il quarto posto, una posizione che a stento poteva sognare. Tänak ha spazzato via la ghiaia libera dalla superficie, lasciando più aderenza e una linea più veloce per chi partiva dietro. Ha perso tempo praticamente in ogni prova, ma due vittorie di tappa e l’alto tasso di logoramento lo hanno comunque aiutato.

Lappi è rimasto deluso dal suo ritmo e ha perso tempo perché si è girato. Poi, però, Latvala si è ritirato per guasto dell’alternatore… Un Thierry Neuville malato è sesto tra le i20 superstiti. Ha perso quasi 45” per una foratura e partire secondo non gli ha offerto condizioni migliori di Tänak. L’altro importante ritiro della prima giornata è stato quello di Teemu Suninen, che ha strappato l’angolo anteriore destro dalla sua Fiesta.

Sebastien Ogier con la Citroen C3 WRC guida la classifica del Rally Mexico
Sebastien Ogier con la Citroen C3 WRC guida la classifica del Rally Mexico

Il leader della WRC 2, Marco Bulacia è settimo e in lotta con Benito Guerra e Alberto Heller. Il pilota locale Ricardo Trivino ha completato la top ten assoluta. La tappa di sabato è la più lunga dell’evento. Due anelli identici di terra dura nelle montagne a nord est di León sono seguiti da ripetizioni del circuito automobilistico e prove su strade cittadine. Le nove tappe coprono 138,37 chilometrico.

La PS10 Guanajuatito del Rally Mexico è stata neutralizzata dopo che Esapekka Lappi è scivolato fuori strada, vicino al traguardo, lasciando la sua Citroen C3bloccata sul tracciato. Il finlandese scivola lungo sull’angolo sinistro a 800 metri dalla fine della speciale. La parte posteriore della Citroën C3 cade in un fosso, mentre la parte anteriore si ferma sulla strada e non può essere spostata. Kris Meeke ed Elfyn Evans sono riusciti a finire prima che gli organizzatori decidessero di rallentare tutte le vetture fino all’arrivo.

La decisione di interrompere la PS si rivela una benedizione per il leader Sébastien Ogier. Il francese aveva forato l’anteriore destra della C3. “La foratura è avvenuta un po’ prima, ma avevamo una bandiera rossa e quindi ci siamo dovuti fermare. Abbiamo guidato su alcune rocce trainate sulla PS dalle macchine davanti, non ho potuto evitarle in traiettoria”, ha spiegato Ogier. Kris Meeke è stato il più veloce. Il britannico era 12”1 più veloce di Evans.

Ott Tänak è stato il terzo più veloce con la Yaris, ma tutti i tempi e le posizioni sono rimaste congelate. Jari-Matti Latvala è ripartito dopo il ritiro della notte precedente a causa di problemi con l’alternatore. Ha deliberatamente iniziato il palco con 10 minuti di ritardo, incorrendo in una penalità di 1 minuto e 40 secondi, che però gli hanno dato il vantaggio di condizioni stradali più pulite e veloci nel tentativo di risalire la classifica.

Sulla PS11 Otates, Latvala riesce a fare finalmente la voce grossa e, con un tempo totale di 24’42”6 anticipa Ogier di 1”2. Terzo è il veloce Tanak, sempre più in rimonta, che stacca Sordo di 6”8. Il quinto miglior tempo lo fa segnare Evans, che a sua volta si ritrova ad 1” da Sordo. Neuville continua a dare il meglio, ma le sue condizioni fisiche non aiutano. Per lui un sesto posto a 14”5 dalla vetta e a 2”3 da Evans. Si rivede Mikkelsen, fa meglio di Guerra, primo del WRC 2, Meeke e Bulacia.

Dopo questa prova, Ogier resta al vertice della gara, ma con un vantaggio di appena 15”5 su Evans, che si fa sempre più insidioso. In terza posizione c’è l’estone volante, a soli 21”5, con quarto Neuville, a 39”. Quinta piazza per Meeke, a 19”3. Ottima gara per Guerra, Bulacia, Heller e Trivino, che nell’assoluta si trovano davanti a Latvala, fin qui decimo, ma con buone possibilità di risalita. Sordo è dodicesimo, dietro Cordero.

Il dodicesimo tratto cronometrato della gara iridata messicana vede impattare in un meraviglioso ex-aequo il finalndese di Toyota e il francese di Citroen: 4’40”0 il loro tempo. A 3”5 spunta Neuville, qui decisamente ringalluzzito. A ridosso del podio si ferma Evans, che è distante appena 3”7 da Ogier e Latvala, che tiene a bada Tanak, Mikkelsen e Sordo. Più distanti Guerra, Heller e Bulacia, che completano la top ten del tratto cronometrato e mantengono anche l’ottima posizione nella classifica generale (sesto Guerra, settimo Bulacia, ottavo Heller, nono Trivino). Resta in testa Ogier, sempre inseguito da Evans, ma ora a 19”2, e Tanak a 21”8.

Quasi come un copione già scritto, è di nuovo il francese campione del mondo in carica ad aggiudicarsi questo giro di prove speciali, la PS13 e la PS14, cioè la Guanajuatito e la ripetizione della Otates . Ogier vince, infatti, la PS13 Guanajuatito sempre davanti ad Evans, che questa volta lo tallona a 3”7, ma che a sua volta ha Tanak che gli fa sentire il fiato sul collo: appena 0”6 separano il britannico dall’estone, che in prova si ferma a 4”3 da Ogier.

Per il trio di testa posizioni cristallizzate anche nella classifica generale del Rally Mexico 2019. Latvala in prova è quarto a 1”2 dal compagno di squadra e a 5”5 dal sei volte campione del mondo rally. Questa prestazione gli consente di risalire fino alla settima posizione assoluta, decisamente più consona al suo blasone. Quinto miglior tempo per Meeke e sesto per Neuville. Il pilota Toyota è quinto nella generale, mentre Neuville mantiene salda la quarta posizione a 44”6 dal leader Ogier.

Sordo ferma i cronometri a 6” netti da Neuville. Un altro tempone sulle strade amiche, porta Guerra a siglare l’ottavo tempo. Mikkelsen e Pieniazek chiudono la prima decina. Curioso inconveniente per Mikkelsen, primo a partire, che si è trovato in prova speciale un cancello chiuso, dimenticanza di un commissario di percorso. Il pilota norvegese ha twittato l’inconveniente scrivendo: “Come equipaggio di apertura abbiamo anche dovuto aprire il cancello”.

Andreas Mikkelsen apre il cancello dimenticato chiuso sulla PS13

Sulla PS14 Otates, Ott Tanak trova il feeling giusto e vince. Alle sue spalle si piazza distante 1”5 Jari-Matti Latvala. Bene anche Neuville, che è terzo davanti a Meeke e ad Ogier. Sesto tempo assoluto per Evans che fa meglio di Sordo. Solo ottavo Mikkelsen. Dopo la PS14, nonostante il quinto tempo in prova, Ogier chiude al comando della gara. Il suo vantaggio cresce a 30”4 su Evans e 36”2 su Tanak. Fuori dal podio, lontano quasi un minuto e mezzo dalla testa della gara, c’è Neuville, seguito da Meeke che si tiene stretto il quinto posto nella generale. Seguono Guerra, Bulacia, Latvala, Trivino, Sordo e Mikkelsen.

Tutti ad inseguire Ogier e a cercare di rosicchiargli decimi di secondo. In ogni caso il pilota Citroën chiude la penultima tappa con un vantaggio di 27”0 secondi su Elfyn Evans. Nella giornata di sabato il caldo torrido e le difficili strade sterrate hanno molto influenzato le prestazioni dei contendenti del World Rally Championship. Non ultime per importanza, le precarie condizioni di sicurezza, legate al pubblico indisciplinato, e ad un organizzazione che quest’anno lascia a desiderare.

Il vantaggio notturno di Ogier, dopo la PS18 è stato spazzato via da problemi avuti nella PS Guanajuatito. Il compagno di squadra di Ogier, Esapekka Lappi, come detto ha fatto scivolare la C3 in un fosso a 800 metri dal fine prova, rimanendo bloccato con metà auto in strada e metà fuori dalla carreggiata. Dopo Kris Meeke ed Elfyn Evans la prova è stata accorciata per motivi di sicurezza. I tempi forfettari assegnati agli altri hanno condizionato il resto della classifica, ma certamente hanno aiutato Ogier che aveva forato la gomma anteriore destra prima dell’interruzione.

Gli organizzatori gli hanno concesso un tempo di 22”4 inferiore a quello di Meeke per compensare, dando all’inglese un vantaggio di 1”3. Meeke ha forato subito una gomma nella successiva prova di Otates. Ha impiegato più di 90” dopo aver scelto di non fermarsi e ha perso ulteriori 1’45” sulla PS El Brinco con le sospensioni danneggiate.

Ogier aveva 19”2 di vantaggio sulla Ford Fiesta di Evans e ha aumentato il distacco nel pomeriggio, nonostante un ritardo spaventoso causato dall’aver colpito le barriere del circuito di León. “Non è stata una giornata tranquilla. Prima ho avuto una foratura e poi è stata una giornata con temperature calde. Ho finito con un piccolo problema al differenziale e l’auto era difficilmente guidabile nella fase finale”, ha detto Evans, che si è dovuto difendere dal leader del WRC, Ott Tänak, vicinissimo, a 2”2 secondi, grazie a due vittorie di PS. Questo fa sì che l’ultimo giro di prove della domenica non sia scontato, bensì emozionante.

Thierry Neuville è solo al quarto posto con la Hyundai i20. Il belga ha lottato e ha trascorso gran parte del pomeriggio armeggiando con l’assetto della sua auto nella speranza di trovare una soluzione. Le sue condizioni fisiche sono decisamente migliorate. Meeke era a più di 2’. Alla deriva, in quinta posizione. Ha aggiunto alle sue pene un errore simile a Ogier, che gli è costato 45” e lo ha costretto ad affrontare la fase finale della PS con il cambio bloccato in seconda marcia. Era a più di 7’ dal leader della WRC 2 Benito Guerra, con il compagno Marco Bulacia al settimo posto.

Jari-Matti Latvala ha recuperato fino all’ottavo posto, dopo aver giocato una carta tattica dopo il ritiro di ieri. Ha deliberatamente pagato una penalità per iniziare le PS più in basso nell’ordine di partenza, con il vantaggio di condizioni più pulite e più veloci. Ha pagato ma ha vinto due prove. Il finale di domenica comprende tre PS che coprono 60,17 chilometri, che sfruttano molte strade già conosciute. Si conclude con la power stage a Las Minas, che offre punti bonus per i cinque piloti più veloci.

Nella gara del WRC 2, Benito Guerra evita il guaio che colpisce i suoi rivali del WRC 2 per finire il penultimo giorno del Rally Guanajuato Mexico con un vantaggio di 3’33”6 con la Skoda Fabia R5. Inizia la giornata con 13”6 secondi in svantaggio su Marco Bulacia, poi cinque vittorie di PS lo proiettano in corsa per la vittoria della categoria davanti ad un bagno di folla. La sua rimonta è stata aiutata dai problemi di Bulacia nella ripetizione della Guanajuatito. Il pilota della Fabia ha perso più di 3’ cambiando la gomma forata per scivolare dal secondo al terzo posto.

Tuttavia, il boliviano ha combattuto: sue tre vittorie di PS. Quando Alberto Heller si è ritirato con la Fiesta su PS14 Otate 2 con lo sterzo rotto, è tornato in seconda posizione. Inoltre, il fratello di Alberto, Pedro si è ritirato per un problema meccanico sulla PS16. Tra le WRC 2 Pro, Lukasz Pieniazek ha avuto una gara senza problemi sulle nove PS di sabato ed è rimasto in corsa per prendere il massimo dei punti WRC 2 Pro. Il polacco ha ammesso che ha dovuto riprendere fiducia dopo l’incidente di venerdì.

Alla fine, il Rally Mexico è finito in mano a Sebastien Ogier. La strategia del francese e i tanti problemi patiti da tutti gli altri equipaggi del Mondiale Rally hanno dato ottimi frutti. Gara perfetta e anche fortunata. Il sei volte campione del mondo rally festeggia con le mani al cielo quest’altro successo, difficile, combattuto, messo a rischio nel finale da Ott Tanak e insediato durante tutta la gara da Elfyn Evans. Ma vediamo cosa racconta la cronaca delle ultime tre prove speciali prima della terza prova del WRC 2019.

Ott Tanak e la sua Toyota Yaris vanno a segno sulla PS19 Alfaro di 21,10 chilometri: l’estone è 4”2 più veloce della Ford Fiesta del Welshman, 3”7 più veloce di Neuville e 0”9 più veloce di Ogier. Con questa prestazione trasforma un deficit di 2”2 in un vantaggio di 2”. Eccezionale. Tänak ha rischiato con la scelta delle gomme per le ultime tre tappe della domencia. In contrasto con l’opzione di gomma a mescola media Michelin di Evans, l’estone ha optato per un mix di pneumatici duri e medi. “Abbiamo giocato un po’ con gli pneumatici”, ha confermato Tanak.

Evans è rimasto combattivo, ma nell’umore. “Possiamo continuare a provare, questa PS non era male per essere onesti. La sensazione era buona dobbiamo spingere sul prossimo tratto”, ha spiegato il pilota della Ford Fiesta. Come detto, il leader Sebastien Ogier ha terminato la tappa a 0”9 secondi da Tänak per mantenere il vantaggio ai quasi mezzo minuto. “Ho bisogno di mantenere alta la velocità perché stanno spingendo molto dietro”, ha detto Ogier.

Kris Meeke ha preso 1’ ma dice di non aver né problemi né preoccupazioni. Con oltre 7’ di vantaggio su Benito Guerra, Meeke sta preservando le sue gomme prima di una spinta per punti bonus nella power stage. Le speranze di Jari-Matti Latvala di scalare ulteriormente la classifica si assottigliano sempre più. Ha sofferto la penalizzazione di 1’ per aver violato il regolamento, lavorando sulla sua Yaris nella in zona illuminata nelle adiacenze del circuito di León.

Sulla PS20 Mesa Cuata di 25,07 chilometri Ogier vede la vittoria, portando il suo vantaggio nell’assoluta a 24”4. In realtà, a vincere la prova speciale è un Tanak che non vorrebbe accontentarsi in nessun modo del secondo posto. Ma il sei volte campione del mondo è secondo e riduce il distacco in prova ad appena 3”9. Dietro c’è Evans, a soli 5”2. Più staccato Neuville a 11”8, con dietro Mikkelsen a 2”4 e Latvala a 0”1 da Mikkelsen. Settimo miglior tempo per Sordo, che è lontano dalla testa 21”2. Lappi è ottavo a 2”3 dallo spagnolo e a 23”5 da Ogier. Seguono Meeke e Bulacia che completano la top ten assoluta.

Alle 19.13 italiane parte la PS21 Las Minas, che è la power stage. Il miglior tempo è un ex-aequo tra Ogier e Meeke. Quanto basta per dare al pilota francese un vantaggio di 30”2 sul suo più diretto inseguitore, l’estone che è emerso solo a fine rally. A 49”9 si ferma Evans, che conferma ulteriormente le sue doti e le sue capacità e sale su un podio letteralmente agognato. Poi, il vuoto. Gli echi. Ed ecco che a 1’27”0 c’è il quarto classificato Neuville, lontano 37”1 da Evans nell’assoluta, ma terzo in prova speciale. Sordo segna il quarto migliore scratch e salva la nona piazza assoluta. Quinto tempo per Lappi, che si ferma in quattordicesima posizione.

Tanak nella power stage non riesce ad andare oltre il sesto tempo. Il pilota Toyota anticipa Mikkelsen ed Evans. Latavala è solo nono. Con la decima migliore prestazione, Guerra vince tra le WRC 2 e si piazza sesto assoluto nella classifica finale del WRC, davanti a Bulacia, Latvala, Sordo e Trivino. Pieniazek è il più veloce nella graduatoria del WRC 2 Pro.

WRC 2019: Tanak, Neuville e Ogier pronti a giocarsela sugli sterrati del Rally México

Mancano poche ore al Rally México, che prende il via con una spettacolare cerimonia di partenza e una prova breve sulle strette strade acciottolate di Guanajuato proprio questa sera. Uno dei più famosi luoghi di partenza nel World Rally Championship (WRC), che attira migliaia di spettatori ogni anno, per le famigerate prove speciali sulle colline della Sierra de Lobos del venerdì. Ott Tanak arriva a León con l’obiettivo di difendere un vantaggio di sette punti su Thierry Neuville nel Campionato Piloti, mentre la Toyota ha un vantaggio di un solo punto sulla Hyundai nel Campionato Costruttori. Speriamo siano stati risolti i problemi di raffreddamento della Yaris WRC, visto cosa è successo nelle ultime due visite in Messico. Il team pare aver lavorato duramente per alleviare questi problemi e migliorare ulteriormente le prestazioni.

Sugli sterrati messicani il sei volte campione del mondo rally, Sébastien Ogier, cercherà di regalare alla Citroën l’ottava vittoria. Il francese ha bei ricordi in questo rally: ha conseguito una vittoria di classe JWRC al debutto messicano nel 2008. “Abbiamo svolto un buon test di due giorni su strade che erano abbastanza simili – dice Ogier -. Dopo un duro Rally Svezia, non vedo l’ora di iniziare. Le tappe sono belle, ma bisogna stare attenti nel pomeriggio, quando fa più caldo. Si corre il rischio di avere problemi di raffreddamento”. Tanak è ottimista: “Credo che sia possibile vincere ogni rally. L’obiettivo principale è quello di segnare punti, ma ho intenzione di sfruttare l’occasione per spingere per la vittoria”.

Mentre Tanak, Neuville e Ogier puntano al titolo, Kris Meeke spera di migliorare i suoi due sesti posti in classifica. M-Sport Ford World Rally Team punta a restare attaccato a Elfyn Evans o, magari, a riproporre una bella sfida tra Teemu Suninen e Neuville. Però, occhio, stavolta c’è Dani Sordo. E si sa, lo spagnolo, sulla terra è da temere, come si è visto in Portogallo. Lukasz Pieniazek ha la grande opportunità di colmare il divario con Gus Greensmith, Kalle Rovanperä e Mads Ostberg nella lotta al campionato WRC 2 Pro. La Polo e il suo copilota Kamil Heller sono pronti. Dunque: fuoco alle polveri. L’evento è il primo per la Polo al di fuori dell’Europa.

Anche Benito Guerra ha un’ottima occasione per portare alla nazione che lo ospita una vittoria in WRC 2, una categoria solitamente molto combattuta e qui in tono un po’ minore. Guerra dovrà affrontare Ole Christian Veiby con la Skoda Fabia R5, oltre che Marco Bulacia su un’altra Fabia e le Ford dei fratelli cileni, Pedro e Alberto Heller. Diciotto anni, Bulacia ritorna nel WRC per la prima volta dallo scorso anno, era al Rally de España, mentre Alberto spera di vincere la categoria come in Australia a novembre 2018. Ci sono tre ulteriori R5 nella lista degli iscritti: Ricardo Triviño, Ricardo Cordero e Barry McKenna. Un braccio di ferro a tre per la categoria nazionale NR4: Julian Jaramillo (Subaru) e i messicani Oscar Uribe e Javier Ortuño (Mitsubishi).

L’evento di quest’anno ha 21 prove speciali e 313.87 chilometri di velocità su un percorso di 1,002.49 chilometri. Ci sono solo lievi modifiche alle tappe che sono state utilizzate nel 2018. Il tratto El Cioccolato, che sale a oltre 2.700 metri sul livello del mare è il principale punto focale per il venerdì ed è affrontato due volte. Sabato è il giorno più lungo della manifestazione: si hanno speciali lunghe, come Otates di 32,27 km ed El Brinco rivisto, in cui il salto è stato sostituito da una rampa artificiale. Domenica presenta la nuova PS Mesa Cuata, che utilizza una sezione di El Cioccolato e la tradizionale finitura della power stage sul palco di Las Minas.