Armstrong rompe l’equilibrio: Jürgenson si arrende
In Scozia le due Fiesta Rally2 di M-Sport fanno gara a sé, con l’irlandese che costruisce il successo nella seconda metà del Grampian. Jürgenson chiude a soli 9”3, Gryazin porta la nuova Lancia sul podio
È stata una gara costruita sul filo dei secondi quella che ha consegnato a Jon Armstrong il successo nel Grampian Forest Rally, quarto appuntamento della serie britannica andato in scena sulle veloci strade bianche dell’Aberdeenshire. A decidere la sfida non è stato un dominio netto, ma la capacità dell’irlandese di trovare qualcosa in più nella seconda parte della gara, quando la pressione su Romet Jürgenson è diventata sempre maggiore.
Le due Ford Fiesta Rally2 ufficiali M-Sport hanno infatti monopolizzato la testa della classifica, lasciando agli avversari soltanto la lotta per il terzo gradino del podio. Jürgenson aveva iniziato nel modo migliore, prendendo il comando e riuscendo a conservarlo per quattro speciali, nonostante Armstrong fosse già riuscito a mettere a segno tre scratch. La situazione cambia sulla quinta prova, quando l’irlandese passa al comando e da quel momento comincia a costruire il proprio successo. Il margine resta comunque minimo, perché l’estone non perde mai davvero il contatto e le due Fiesta continuano a viaggiare su ritmi praticamente identici. Armstrong trova però altri quattro scratch, quel tanto che basta per trasformare un equilibrio assoluto in una vittoria. Al traguardo sono appena 9”3 a separare i due piloti M-Sport, un distacco che racconta meglio di qualsiasi altro dato quanto sia stata combattuta la sfida.
Per Armstrong arriva così una vittoria di peso, mentre Jürgenson conferma di essere ormai una presenza concreta ai vertici anche su un fondo veloce e difficile come quello scozzese. Dietro alle due Ford, invece, la situazione è stata decisamente meno equilibrata. Nikolay Gryazin ha portato la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale al terzo posto, pagando oltre mezzo minuto dalla vetta ma mostrando segnali interessanti sullo sterrato per la nuova arma di Stellantis Motorsport. Il lettone ha avuto la meglio sul confronto interno con Yohan Rossel, quinto al traguardo, con il francese che ha scelto un approccio più prudente e regolare rispetto alla ricerca della prestazione assoluta di Gryazin.
In mezzo alle due Lancia si è inserito Osian Pryce, quarto assoluto con la Toyota GR Yaris Rally2, unico della top five con pneumatici Michelin, mentre il resto della top cinque montava Hankook, e soprattutto primo tra i piloti impegnati nella corsa al campionato britannico. Una posizione particolarmente importante in ottica titolo, ottenuta in una gara nella quale la regolarità ha avuto un peso decisivo. Non altrettanto fortunato Max McRae, costretto a perdere una cinquantina di secondi a causa di due forature lente nella serata del venerdì. La reazione del giovane scozzese è arrivata con due scratch, ma il tempo perso lo ha relegato al settimo posto, a circa dodici secondi dalla top five.
Davanti a lui ha chiuso Brandon Semenuk, autore di una bella sesta posizione e arrivato a soli cinque secondi da Rossel. Al di là della classifica, però, il Grampian ha offerto indicazioni che vanno oltre il risultato della singola gara. Il fondo e le caratteristiche delle speciali hanno infatti permesso a piloti e squadre di confrontarsi con un terreno che potrebbe avere un ruolo importante quando il WRC tornerà nel Regno Unito nel 2027. Non si è trattato di una vera simulazione del futuro appuntamento mondiale, considerando la struttura del percorso e i circa 95 chilometri cronometrati, ma la velocità delle strade forestali, il grip variabile e la presenza di numerosi tratti affrontati una sola volta hanno rappresentato un banco di prova significativo.
Anche il dato degli pneumatici merita attenzione: quattro delle prime cinque vetture hanno utilizzato Hankook, un risultato che conferma la competitività della gomma coreana su questo tipo di fondo. Ma il verdetto più interessante resta quello arrivato dalla testa della classifica: Armstrong ha avuto bisogno di oltre novanta chilometri per costruire appena 9”3 di vantaggio su Jürgenson. Una sfida equilibrata, due Fiesta praticamente incollate e un vincitore deciso soltanto nella parte finale. Se questo era un assaggio di quello che attende la Scozia con il ritorno del WRC, le premesse sono tutt’altro che banali.









