Lancia guarda a Crugnola (CIAR) e Mabellini (ERC)
Secondo fonti vicine al progetto, sarebbe ormai in fase conclusiva l’accordo per schierare una Ypsilon HF Integrale Rally2 nell’ERC con Andrea Mabellini e Virgy Lenzi. Non meno rilevanti sarebbero i contatti per un impegno nel Campionato Italiano Rally con Andrea Crugnola.
In Lancia non si parla di ritorno come di un semplice rientro in scena. Dietro le quinte, il lavoro ha il passo lento delle grandi operazioni, quelle che non cercano titoli sui giornali ma risultati concreti. Riunioni riservate, confronti continui con piloti, tecnici e manager, dialoghi costanti con Aci Sport e con il Promoter delle serie nazionali: tutto avviene in un clima di estrema discrezione. Nessuna dichiarazione ad effetto, nessuna promessa pubblica. La linea è una sola: prima i fatti, poi le parole.
Il 2026 rappresenta il punto di convergenza di ogni scelta. Nel Mondiale Rally quell’orizzonte è già stato raggiunto, mentre per l’Europeo e per il Campionato Italiano il traguardo è ormai vicino. Non si tratta di una data sul calendario, ma di una visione condivisa. In Lancia sanno bene che tornare significa esporsi a un giudizio senza sconti. Il marchio torinese non porta con sé un passato qualsiasi: nei rally è stato protagonista assoluto, spesso riferimento tecnico e sportivo per tutti gli altri. Un’eredità che non consente errori grossolani.
Per questo l’organizzazione interna lavora su più livelli. In alto si definiscono le strategie di marchio e il posizionamento sportivo. Nei reparti operativi si trasformano le idee in programmi, investimenti, pianificazioni stagionali. Più in basso, nelle officine, il progetto prende forma concreta: qui le Ypsilon HF Integrale Rally2 devono dimostrare di essere competitive, affidabili e adatte a un utilizzo intensivo. Non solo vetture simboliche, ma auto capaci di vincere e di convincere.
Il contesto tecnico non aiuta chi cerca scorciatoie. Il mondo Rally2 è oggi il centro nevralgico dei rally internazionali, con una concorrenza elevatissima e clienti esigenti. A questo si aggiunge una sfida tutt’altro che secondaria: sviluppare le vetture ufficiali mentre aumentano le richieste da parte dei team privati. Un carico di lavoro che testimonia come l’interesse verso Lancia sia concreto e immediato.
Tornare, in queste condizioni, è persino più difficile che debuttare. Un nuovo marchio può concedersi qualche margine di adattamento; un nome come Lancia no. Ogni confronto richiama inevitabilmente i titoli, le vittorie, le stagioni leggendarie. E il pubblico, soprattutto nei rally iconici, non chiede exploit immediati, ma pretende coerenza, organizzazione e rispetto per la storia.
Il Rallye Monte-Carlo, in questo senso, assume un valore altamente simbolico. È lì che la presenza di Lancia verrà letta e interpretata in ogni dettaglio: dal comportamento del team alla gestione sportiva, fino all’approccio tecnico. Nessuno si aspetta miracoli, ma l’improvvisazione non è ammessa. A Torino questo lo sanno bene.
Il progetto, però, non si esaurisce nel WRC. L’esordio iridato con le Ypsilon HF Integrale Rally2 affidate a Yohan Rossel e Nikolay Gryazin rappresenta una scelta chiara in termini di credibilità. Due piloti esperti, veloci, con capacità di sviluppo tecnico, selezionati per dare basi solide al programma.
Parallelamente, Lancia guarda con grande attenzione anche all’Europeo Rally e al Campionato Italiano. Non come palcoscenici di contorno, ma come territori fondamentali per costruire una presenza sportiva autentica. In questo quadro si collocano le indiscrezioni che circolano con insistenza, pur in assenza di conferme ufficiali.

ERC e CIAR: Mabellini e Crugnola
Secondo fonti vicine al progetto, sarebbe ormai in fase conclusiva l’accordo per schierare una Ypsilon HF Integrale Rally2 nell’ERC con Andrea Mabellini e Virgy Lenzi. Mabellini, pilota bresciano, è considerato uno dei profili italiani più interessanti a livello europeo; Lenzi rappresenta una figura di grande esperienza e lucidità, ideale per un programma strutturato e ambizioso. Una scelta coerente con l’idea di costruire, non di improvvisare.
Non meno rilevanti sarebbero i contatti per un impegno nel Campionato Italiano Rally con Andrea Crugnola. Anche lui lombardo, ma di Varese, Crugnola è molto più di un campione affermato: è un punto di riferimento tecnico per il Tricolore. Mettergli tra le mani la Ypsilon HF Integrale significa sottoporre la vettura a un banco di prova severissimo, affidandola a chi ha la capacità di valutarla senza filtri.
Quando questi programmi verranno ufficializzati – e la sensazione è che manchi poco – il loro significato andrà oltre il lato sportivo. Serviranno anche a chiudere definitivamente il dibattito sterile di chi ha ridotto il ritorno di Lancia a una questione di nazionalità aziendale. Un approccio che non tiene conto della realtà del motorsport moderno.

Lancia resta un marchio italiano, con una storia profondamente italiana, inserito in una struttura industriale internazionale. Questo non limita le scelte, le amplia. Nel rally contano competenza, velocità e visione tecnica, non il passaporto. Se la scelta migliore è italiana, lo sarà senza bisogno di giustificazioni.
I rapporti con Aci Sport si inseriscono naturalmente in questa strategia. Non come semplice cornice regolamentare, ma come parte di un disegno più ampio, capace di incidere sull’intero movimento. Il ritorno di Lancia può rappresentare un’opportunità per tutti, a patto che sia gestito con equilibrio e lungimiranza.
In definitiva, ciò che emerge è un progetto che rifiuta la nostalgia come fine a se stessa. Lancia non torna per raccontare ciò che è stata, ma per dimostrare ciò che può ancora essere. Con metodo, pazienza e una consapevolezza precisa: nei rally, il nome che porti è una promessa che va mantenuta ogni giorno.









