Le assicurazioni sportive e il rischio non assumibile
Il recesso di Allianz ha messo in evidenza una problematica strutturale del sistema assicurativo italiano applicato al motorsport. Senza un intervento rapido e deciso, la stagione 2025 potrebbe segnare un punto di svolta negativo per le competizioni automobilistiche nel nostro Paese, compromettendo il futuro di un settore che da sempre rappresenta una delle eccellenze italiane.
Il recesso di Allianz dalla convenzione con Aci Sport per la copertura assicurativa delle competizioni automobilistiche e nello specifico dei rally ha innescato una serie di problematiche che minacciano la regolare organizzazione delle gare in Italia. Fino al 31 dicembre 2024, Allianz forniva una copertura assicurativa federale per i rally italiani; tuttavia, con la cessazione di questo accordo, il settore si trova ora in una situazione di incertezza.
Se fino a qualche mese fa il problema sembrava confinato a discussioni burocratiche e amministrative, ora sta assumendo proporzioni ben più ampie e preoccupanti. Le difficoltà nel reperire una copertura assicurativa adeguata stanno mettendo a rischio lo svolgimento delle gare, con conseguenze che potrebbero riverberarsi su tutto il settore.
Prima del commissariamento, Aci Sport aveva avviato trattative con Unipol per garantire una continuità nella copertura assicurativa. Tuttavia, anche questo tentativo non ha avuto successo, lasciando molti organizzatori senza una polizza in convenzione. In pratica, coloro che sono riusciti a stipulare una polizza prima del 28 febbraio 2025 (e magari anche a pagarla), principalmente per gare programmate a marzo e nei primi giorni di aprile, hanno potuto procedere con l’organizzazione. Gli altri, invece, stanno affrontando serie difficoltà nel reperire una copertura adeguata.
Coloro che non hanno stipulato in tempo un contratto, i quali ora devono fare i conti con il problema di trovare un’assicurazione disponibile a coprire gli eventi. Ma c’è un’assicurazione che vuole assicurare i rally? C’è un istituto assicurativo che può assicurare i rally? Come funziona? Vi diciamo cosa abbiamo scoperto noi di RS indagando con le persone giuste in questi ambiti assicurativi, dove ci sono agenzie che assicurerebbero le prove speciali ma non i trasferimenti (perché le auto da rally non sono riconosciute dal CdS) e ci sono anche agenzie che invece vorrebbero vendere prodotti per assicurare le auto da rally sui tratti di trasferimento. Ci sono agenzie che non vogliono e agenzie che non possono. Non ce ne sono con un “prodotto rally”. Perché succede?
Il cuore della questione risiede nel modo in cui le compagnie assicurative italiane gestiscono il rischio, indipendentemente dal fatto che si tratti di RC auto o di RC organizzatori e indipendentemente che si tratti di strada e auto omologate o di competizioni motoristiche. Le assicurazioni aderenti all’ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) utilizzano un database centralizzato che valuta la rischiosità di ogni polizza richiesta. Quando un organizzatore tenta di stipulare un’assicurazione per un rally o un’altra gara automobilistica, i dati vengono inseriti in questo sistema. Tuttavia, il problema principale è che il software blocca automaticamente l’operazione che non riconosce perché considera il rischio “non assumibile”. Questo si traduce in un messaggio inequivocabile sullo schermo: una X rossa e la scritta “rischio non assumibile”. Da quel momento, l’agenzia assicurativa non può più procedere, né emettere un preventivo, né proporre una soluzione alternativa.
La conseguenza di questo meccanismo è devastante per il settore dei rally e delle competizioni su strada. Di fatto, il sistema assicurativo sembra trattare il motorsport come un’attività inesistente, o quantomeno troppo rischiosa per essere coperta. Questa situazione solleva interrogativi più ampi sul funzionamento del mercato assicurativo: le compagnie tendono a ridurre al minimo i rischi che assumono, ma al contempo i costi delle polizze continuano a salire. La logica di profitto sembra prevalere sulla necessità di garantire la copertura per eventi sportivi che hanno una lunga tradizione e un’importanza economica significativa.
Di fronte a questa emergenza, la Giunta Sportiva dell’ACI ha dovuto prendere provvedimenti urgenti per evitare il blocco della stagione sportiva 2025. Tra le misure adottate, è stato deciso di aumentare le tasse di iscrizione alle competizioni per contribuire a coprire i maggiori costi assicurativi. Questo intervento, tuttavia, non risolve il nodo fondamentale: senza una compagnia di riferimento che accetti di coprire il rischio delle gare, il motorsport italiano rischia di trovarsi in una situazione di paralisi.
La soluzione più concreta e sostenibile sembra essere l’indizione di una gara d’appalto per individuare una nuova compagnia disposta a garantire la copertura assicurativa delle gare sotto l’egida di Aci Sport. Solo attraverso un processo trasparente e competitivo si potrà arrivare a un accordo che permetta agli organizzatori di avere certezze sulle condizioni delle polizze e sui costi da sostenere. Il commissario straordinario Tullio Del Sette lo farà? Qualcuno lo ha informato?
Il settore resta in attesa di sviluppi, con la consapevolezza che il problema non è destinato a risolversi in tempi brevi, e questo sta generando panico tra gli organizzatori che si trovano a lottare contro i mulini a vento. Le difficoltà incontrate dagli organizzatori nel reperire coperture assicurative rischiano di allontanare sponsor e investitori, mettendo ulteriormente in crisi un ambiente già gravato da costi sempre più elevati e normative stringenti.









