Aumentano le tasse di iscrizioni per aiutare gli organizzatori
La necessità di intervenire tempestivamente ha portato la Giunta Sportiva ACI ad adottare un primo provvedimento d’urgenza richiesto espressamente dagli organizzatori: l’aumento della tassa di iscrizione alle gare rally. Questa misura, seppur inevitabile nel breve termine, rappresenta un ulteriore peso per i team e gli equipaggi, che già affrontano costi elevati per la partecipazione alle competizioni.
Il mondo del motorsport italiano, e in particolare il settore rallystico, si trova nuovamente a fronteggiare una criticità che rischia di mettere in seria difficoltà l’intera stagione agonistica: l’aumento esponenziale dei costi assicurativi. La Giunta Sportiva dell’Automobile Club d’Italia (ACI) ha recentemente affrontato il problema nel tentativo di scongiurare uno scenario che potrebbe avere conseguenze gravissime per il movimento sportivo nazionale.
Secondo l’articolo 124 del Codice delle Assicurazioni Private, le vetture partecipanti alle competizioni devono essere obbligatoriamente coperte da una polizza RCA. In passato, grazie ad accordi quadro con le compagnie assicurative, il sistema ha potuto beneficiare di condizioni relativamente stabili, ma con l’attuale situazione di libero mercato i costi sono lievitati, mettendo in difficoltà gli organizzatori delle competizioni. Un argomento delicatissimo, che è stato oggetto di una nostra inchiesta su RS, che sarà in edicola a partire dall’8 febbraio.
La necessità di intervenire tempestivamente ha portato la Giunta Sportiva ACI ad adottare un primo provvedimento d’urgenza richiesto espressamente dagli organizzatori: l’aumento della tassa di iscrizione alle gare rally. Questa misura, seppur inevitabile nel breve termine, rappresenta un ulteriore peso per i team e gli equipaggi, che già affrontano costi elevati per la partecipazione alle competizioni. Altrettanto vero è che era anche impossibile pensare che nessuno pagasse per ciò che è accaduto. Nelle settimane scorse gran parte degli organizzatori hanno lamentato il mancato aumento delle tasse di iscrizione, facendo presente che loro organizzano per chi corre e la federazione li ha ascoltati, accogliendo le loro richieste.
Al momento non è ancora stato quantificato l’aumento specifico per ogni equipaggio, ma la decisione di ACI punta a garantire agli organizzatori la sostenibilità economica delle gare in un contesto in cui il costo delle polizze assicurative rischia di diventare insostenibile. Tuttavia, si tratta solo di una soluzione temporanea, mentre si lavora per individuare strategie più strutturali.
ACI Sport sta valutando diverse ipotesi per ottenere condizioni assicurative più favorevoli. Tra le opzioni sul tavolo ci sono nuove convenzioni con le compagnie, la possibilità di creare un fondo di garanzia a sostegno degli organizzatori e la ricerca di soluzioni normative che possano ridurre l’impatto economico delle polizze.
L’obiettivo è chiaro: evitare che l’aumento dei costi porti a un blocco della stagione rallistica italiana, con ripercussioni non solo sul calendario sportivo, ma anche su tutto l’indotto che ruota intorno alle competizioni, dai preparatori ai fornitori di servizi tecnici, dagli sponsor agli appassionati.
La questione assicurativa, dunque, si conferma un nodo cruciale per la sopravvivenza del rally in Italia. La speranza è che il lavoro della Federazione e dei soggetti coinvolti porti a una soluzione sostenibile, in grado di garantire la continuità del movimento senza gravare in modo eccessivo su organizzatori e partecipanti.








