Tony Cairoli

Tony Cairoli lascia il motocross e pensa ai rally

Finita la carriera nel motocross di una leggenda di tutti i tempi, Tony Cairoli, si apre ora l’opportunità di dedicarsi ai rally, un altra sua grande passione in cui si è già cimentato con ottimi risultati. Il nove volte campione del mondo, a Mantova, ha disputato il suo ultimo Gran Premio in MXGP prima del ritiro. Per il trentaseienne di Patti un risultato deludente (ritirato in Gara 1 e solo 10° in Gara 2) che non ha però impedito ai tanti suoi tifosi presenti sul tracciato lombardo di omaggiarlo e ringraziarlo per la tantissime emozioni regalate nel corso della sua lunga e vincente carriera sempre al vertice del Mondiale di Motocross.

Le gare del GP Città di Mantova, che hanno regalato il titolo iridato all’altro alfiere della KTM Jeffrey Herlings (vincitore a punteggio pieno del gran premio), chiudono infatti la storia sportiva di quello che è considerato uno dei due piloti più forti e vincenti della storia del motocross come testimoniato dal suo incredibile score che recita 94 GP vinti su 278 disputati (179 le volte in cui è salito sul podio nel complesso).

Dai suoi storici meccanici KTM che non sono riusciti a trattenere le lacrime al momento dell’ultima partenza passando per i tantissimi sostenitori che hanno omaggiato il loro beniamino prima e durante Gara 1 e Gara 2, fino alla stessa MXGP che, dopo la cerimonia del podio con la premiazione per il neocampione del mondo Herlings, ha celebrato Tony Cairoli con un momento speciale tutto dedicato a lui.

Un emozionante celebrazione sul podio dove il pilota italiano ha ricevuto un Casco d’Oro alla carriera e salutato i suoi tifosi che hanno continuato ad inneggiare a lui per tutto il tempo. A rendere ancora più speciale questo momenti ci ha pensato il neocampione del mondo Jeffrey Herlings salito sul palco e inchinatosi per rendere omaggio ad Tony Cairoli considerato da tutti una delle più grandi leggende della storia del motociclismo.

Chi è Tony Cairoli: re del motocross

Antonio Tony Cairoli è considerato uno dei più grandi piloti di motocross di tutti i tempi, in virtù dei nove titoli mondiali conquistati (sei dei quali vinti consecutivamente tra il 2009 e il 2014), che lo pongono al secondo posto nella classifica dei piloti di motocross più titolati della storia. Nasce a Patti il 23 settembre 1985,

Salito per la prima volta su una minicross a quattro anni, Tony esordisce all’età di sette anni nel minicross, dove vince ripetutamente titoli regionali e, nel 1999, il titolo juniores. Gareggia poi in seguito in tutte le categorie successive: élite, cadetti ed Europeo85. Nel 2001 arriva alla categoria 125, dove vince il titolo regionale e nazionale cadetti. Dal 2002 esordisce nel Campionato mondiale di motocross, ottenendo i suoi primi risultati importanti nel 2004, quando vince una gara (a Loket, in Repubblica Ceca) e arriva 3º in classifica finale. L’anno successivo giunge 2º nel campionato italiano 125, ma si laurea campione mondiale nella classe MX2, nonostante l’infortunio patito nel Gran Premio d’Olanda sul circuito di Lierop.

Nel 2006 si classifica al secondo posto nel mondiale MX2 dietro al francese Christophe Pourcel. Sempre nel 2006 si laurea campione europeo SuperCross e primo assoluto negli Internazionali d’Italia nella classe MX2, nello stesso anno durante il Gran Premio delle Nazioni disputato in Inghilterra con la maglia azzurra della rappresentativa italiana, ottiene una vittoria di manche davanti ai più accreditati piloti statunitensi.

Nel 2007, Cairoli domina il mondiale dall’inizio alla fine, conquistando quasi tutte le gare in programma e vincendo il titolo con due gare d’anticipo il 19 agosto. In seguito, la sua scuderia gli chiede di partecipare a una gara del mondiale MX1 per permettere alla Yamaha di conquistare il titolo costruttori data l’assenza di Joshua Coppins per infortunio, ottiene così una vittoria nel GP del Regno Unito il 26 agosto. Al termine della stagione 2007 è convocato nella nazionale italiana al Motocross delle Nazioni in terra americana al fianco di David Philippaerts, Tony Burighel, Davide Guarneri e Alex Salvini.

Dalla stagione 2008 la sua moto veste i colori blu Yamaha, sotto lo sponsor Red Bull. Nel corso del 2008, Cairoli si infortuna al ginocchio così termina la stagione senza poter riuscire a difendere il suo titolo di campione del mondo. Al momento dell’infortunio, avvenuto prima dell’estate, era in testa alla classifica generale.

Nel 2009 inizia la sua prima stagione in MX1, vincendo la terza gara della stagione. Si aggiudica il campionato del mondo MX1 il 30 agosto dopo la gara di Lierop nei Paesi Bassi, con una gara di anticipo sul diretto rivale Maximilian Nagl, pilota ufficiale della KTM. Subito dopo la stagione agonistica 2009 entra a far parte del team KTM con gran parte dello staff che lo ha seguito nella stagione appena conclusasi. Nel 2010 Cairoli gareggia con la nuova KTM SXF 350 nel mondiale di motocross categoria MX1.

Vince il titolo mondiale nella categoria MX1 anche nell’anno 2010 e nell’anno 2011. Il 9 settembre 2012 Cairoli vince il suo quarto mondiale di motocross consecutivo nel GP di Faenza. Con questa vittoria Tony raggiunge il sesto titolo mondiale in carriera.

Il 25 agosto 2013, sull’ampio tracciato del circuito del GP d’Inghilterra, disputato a Matterley Basin, nei pressi della cittadina di Winchester caratterizzato dal fondo in terra morbida e realizzato su un’area abitualmente dedita al pascolo, Tony Cairoli conquista il suo quinto titolo mondiale di motocross consecutivo nella classe MX1. Con questo suo ennesimo trionfo, Tony consegue il suo settimo sigillo mondiale.

Apre il 2014 con un terzo posto nel GP del Qatar (2º in Gara 1 e 3º in Gara 2). La prima vittoria dell’anno, giunge il 9 marzo nel GP della Thailandia, nella quale vince entrambe le manche, piazzandosi davanti a Desalle e a Van Horebeek. Grazie a questo risultato, raggiunge quota 40 successi nella classe regina. Si ripete il 30 marzo successivo aggiudicandosi entrambe le manche, e quindi la vittoria, nel GP del Brasile. Il 13 aprile non brilla nel primo dei due GP italiani del circuito mondiale. Ad Arco di Trento non va oltre il 6º posto nella prima manche e il 4º nella seconda. Al termine della prova si aggiudicherà “solo” il 5º posto.

Il campione siciliano si concede una sontuosa rivincita la settimana seguente. Il 20 aprile, a Sevlievo, in occasione del GP di Bulgaria, centra infatti la piazza d’onore nella prima manche e trionfa nella Seconda, aggiudicandosi il gran premio e ribadendo la propria indiscussa leadership in classifica generale. Il 4 maggio, a Valkenswaard (Paesi Bassi) nel sesto appuntamento stagionale, Tony torna a ruggire. Terzo nella prima manche (che stava dominando fino al penultimo giro, nel corso del quale doveva rallentare, complice un guasto meccanico) e primo nella seconda, si aggiudica il Gran Premio dei Paesi Bassi, incrementando sensibilmente il suo vantaggio nei confronti degli immediati inseguitori. L’11 maggio, a Tavalera de la Reina, nel corso del Gran Premio di Spagna, settimo appuntamento del mondiale, Tony resta in ombra in Gara 1, dove giunge sesto al traguardo, mentre in Gara 2 si aggiudica la seconda piazza. I suoi immediati inseguitori riducono il distacco.

Il 25 maggio, a Matterley Basin, nel Gran Premio del Regno Unito (in un periodo di grande difficoltà emotiva per il campione siciliano, in considerazione della recente scomparsa del padre Benedetto) Tony trionfa in Gara 1 e conquista il secondo posto in Gara 2, aggiudicandosi con questo gran premio, il 44º in carriera, nella classe regina. Il 1º giugno, a Saint-Jean-d’Angély, nel Gran Premio di Francia, giunge Secondo al traguardo di Gara 1 e terzo in Gara 2, dopo aver commesso, in entrambe le manche, un banale errore a 2 giri dal termine, mentre era saldamente al comando. Deve quindi accontentarsi del terzo posto nel nono gran premio della stagione. In classifica generale, pur mantenendo la leadership, è avvicinato dal più temibile tra i suoi avversari stagionali, il belga Clément Desalle.

Il 15 giugno, a Maggiora, nel corso del decimo appuntamento del mondiale, domina entrambe le prove del Gran Premio d’Italia, aggiudicandoselo (45º in carriera) e incrementando il suo vantaggio in classifica generale. La settimana seguente, nel Gran Premio di Germania, disputato sul circuito di Teutschenthal, il campione siciliano si presenta in condizioni fisiche non perfette. Debilitato dall’influenza, riesce a “limitare i danni”, giungendo 5º in Gara 1 e 4º in Gara 2. In classifica generale, il belga Desalle, torna a “farsi sotto”. Il 6 luglio, sul circuito di Uddevalla, in occasione del Gran Premio di Svezia, dodicesimo appuntamento del mondiale, Tony ritorna alla vittoria in entrambe le manche. È il suo 46º gran premio in carriera e salgono a 70 le sue affermazioni mondiali.

Nel week end successivo, si ripete sul circuito di Hyvinkää, in Finlandia, tredicesimo appuntamento del mondiale, aggiudicandosi sia Gara 1 che Gara 2. Il 27 luglio, a Loket, nel Gran Premio della Repubblica Ceca, quattordicesima tappa del circuito mondiale, si presenta al via forse un po’ meno in forma del consueto e si classifica al terzo posto nella prima manche mentre in Gara 2, giunge al secondo posto, concedendo a Jeremy Van Horebeek un sorpasso ai suoi danni, all’ultimo giro, che permette al suo avversario e immediato inseguitore in classifica generale, di aggiudicarsi il suo primo gran premio nel corrente mondiale.

Il campione siciliano si rifà ampiamente la settimana seguente, a Lommel, in occasione del 15º appuntamento del mondiale, conquistando entrambe le gare ed ovviamente il Gran Premio del Belgio. Il 7 settembre, nel 16º round del mondiale, disputato nello stato di Goiânia, in Brasile, conquista il titolo mondiale con un’accorta gara “di conserva”. Giungendo al quinto posto in Gara 1, si assicura il suo ottavo titolo iridato. In Gara 2 si aggiudica il terzo gradino del podio e la medesima posizione nella classifica finale del gran premio.

Durante il campionato 2015 dopo il cambio di moto, che lo ha visto passare dal modello 350 al 450 (sempre KTM SX-F) e che lo pone “alla pari” con i suoi avversari. Tony paga a caro prezzo il suo presunto “debito” con la fortuna. Dopo un inizio meno brillante del consueto, proprio quando stava iniziando a recuperare, resta vittima di un infortunio che, aggravatosi, lo costringerà ad abbandonare il mondiale.

Al termine di una lunga convalescenza, si frattura due costole in allenamento, poco prima dell’inizio del mondiale 2016. I risultati ottenuti nelle prime gare di quest’anno, risentono delle sue precarie condizioni fisiche. In Gara 2 a Valkenswaard (Gran Premio d’Europa) pur apparentemente saldamente in testa, è vittima di un vistoso calo fisico nel finale di gara, che non gli permette di resistere all’attacco di Romain Febvre. Seguono tre gran premi in cui alterna valide prestazioni a gare più opache. L’8 maggio, a Teutschenthal, durante il Gran Premio di Germania, Tony torna prepotentemente alla ribalta. Primo in qualifica e in entrambe le manche, si aggiudica il Gran premio, senza che la sua leadership sia mai messa in discussione. A Pietramurata, in occasione del Gran Premio del Trentino, svolto la settimana seguente, il centauro messinese si ripete, aggiudicandosi il suo 76º gran premio in carriera, con il primo posto in Gara 1 e il secondo posto in Gara 2.

Il 10 settembre 2017 Tony ritorna campione del mondo, a 3 anni di distanza dall’ultima volta, conquistando così il suo nono titolo iridato. Nella stagione 2018 conclude al secondo posto in classifica, dietro al compagno di squadra Jeffrey Herlings. Nella stagione 2019, a causa di un infortunio e di successiva operazione chirurgica alla spalla, finisce anticipatamente la stagione, conclusa poi al decimo posto, dopo aver disputato solo metà dei gran premi stagionali. Nella stagione 2020 conclude al terzo posto in classifica, dietro a Tim Gajser e Jeremy Seewer. Nel settembre 2021 annuncia il ritiro dalle corse alla fine della stagione 2021. Nello stesso mese, la squadra italiana, composta da Cairoli, Alessandro Lupino e Mattia Guadagnini, vince il Motocross delle Nazioni 2021. Conclude la sua ultima stagione in carriera al sesto posto in classifica.

Tony Cairoli atteso al Tuscan Rewind
Tony Cairoli atteso al Tuscan Rewind

Tony Cairoli e i rally

Ci sono pochissimi atleti che hanno avuto un tale impatto sul proprio universo da trasformarsi nella personificazione dello sport. Ancora meno sono quelli tanto universali da essere riusciti a trascendere il loro mondo per diventare delle vere e proprie icone della cultura pop. Dici basket e pensi a Michael Jordan, scartato dalla squadretta del liceo e poi capace di diventare il simbolo più amato e glorificato della storia dell’NBA, grazie ad una ferocia ed un talento senza precedenti.

Pensi al golf e dici Tiger Woods. Pensi al nuoto e nella mente, all’improvviso, compare Michael Phelps. Ce ne sono pochissimi di campioni così. Kelly Slater, Jonah Lomu, Muhammad Ali. Uno di questi è nato a Patti, un comune di poco più di 13 mila anime, placidamente adagiato sulle coste di una tra le isole più rigogliose, e ricche, e ammirate in assoluto: la dolce Sicilia.

Tony Cairoli è partito dalla piccola pista costruita apposta per lui davanti a casa da papà Benedetto, intraprendendo così un viaggio straordinario, i cui traguardi e confini più estremi, forse, sarebbero stati difficili da immaginare persino per lui, che da bambino cullava sogni di vera grandezza.

Nel 2011 ha iniziato a correre nei rally, saggiando il Memorial Bettega con la Citroen DS3 WRC. Nel 2013 è a Monza, con la stessa vettura, navigato da Matteo Romano. E così anche l’anno successivo. Stessa vettura, stesso copilota, stesso autodromo. Ma la tentazione di correre un rally vero avrà il sopravvento l’anno dopo. Nel 2015, Tony ha debuttato prima a Rallylegend con la Delta HF Integrale 16V e poi al Rally di Tindari con la C4 WRC, con un copilota speciale, Luca Pedersoli, prima di tornare a girare a Monza con la C3 WRC. Da quel momento Tony Cairoli è stato una costante. Ogni anno qualche rally, fino a presentarsi al via, con una Hyundai i20 R5, fornita dalla casa di Alzenau e gestita dal BRC Racing Team, del Tuscan Rewind, ultima prova del CIR 2020.

Adesso, dopo il ritiro dal motocross, avrà più tempo per dedicarsi ai rally e, chissà, puntare al titolo Tricolore, magari in uno dei Campionati Italiani Rally, magari nel Campionato Italiano Rally Terra, visto che ha mostrato una certa predilezione per la terra.