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Damiano De Tommaso sbanca l’IRCUP: riflessioni sulla stagione

Tutto è bene quel che finisce bene. Damiano De Tommaso approva senza riserve l’assunto del vecchio detto popolare: “In effetti, quando ci capita di ripensare alla nostra stagione ci accorgiamo che anche gli episodi meno belli, anche quelli decisamente brutti come il principio di incendio che ci stoppò al Rally del Taro, ormai ci fanno sorridere…”.

Il talentino varesotto non usa quel pluralis majestatis che, non più prerogativa di papi e re, è diventato un vezzo per molti: quando parla al plurale è perché lo fa anche a nome di Giorgia Ascalone, la copilota salentina che lo ha accompagnato nella corsa verso il successo nell’edizione 2019 dell’International Rally Cup.

Ereditata nel finale, la vittoria al Città di Bassano è stata la cilegina su una torta bella e gustosa che i due ragazzi – quarantacinque anni in due – hanno confezionato gara dopo gara. A cominciare dall’Appennino Reggiano di aprile: “A prescindere da cosa ci riserverà il futuro, quel primo posto conquistato nell’ultima prova speciale è destinato a restare fra i nostri ricordi più belli”, racconta.

Poi spiega: “Al via di quell’ultimo tratto cronometrato, credevo veramente di potercela ancora fare, ma al tempo stesso non speravo di farcela. Capisco che possa sembrare contraddittorio e forse lo è, ma è proprio quello che provavo mentre eravamo in attesa del via”.

Cinque gare, tre primi posti. E tredici prove speciali vinte: quattro più di Manuel Sossella, cinque più di Paolo Porro e Alessandro Re che, fra tutti, sono stati quelli che gli hanno reso la vita più difficile. I numeri dicono molto e, soprattutto, legittimano più di milioni di chiacchiere da bar la sua vittoria nella serie che anche quest’anno ha proposto un mix di gare bene allestite, con “piesse” bene assortite e, soprattutto con un chilometraggio adeguato.

De Tommaso ne è conscio, anche se sta bene attento a non fare la ruota. La strada, la sua strada, è ancora in salita e lo sa. Ma intanto è salito di un altro gradino. “E – ricorda – non era neppure scontato che riuscissi ad avere la possibilità di provarci. Nato, una decina di giorni prima della chiusura delle iscrizioni dell’Appennino Reggiano, il progetto a un certo punto pareva essere andato in fumo e solo in extremis riuscimmo a far partire in tempo l’iscrizione”.

Il resto è venuto quasi da sé. Con il suo impegno, con la collaborazione di Giorgia, con il supporto di Munaretto. E l’affetto di molti appassionati capaci di vedere oltre le belle livree, i bei caschi. A domanda risponde, ma non sempre. Non quando si sente chiedere quale delle cinque gare dell’IRCup gli è piaciuta di più…

“E come si fa a dirlo? Ciascuna ha qualche caratteristica molto positiva, ciascuna mi ha lasciato dentro qualcosa di bello. Anche il Taro, malgrado il ritiro, alnche il Casentino, malgrado la foratura iniziale e i problemi che abbiamo risolto solo all’ultimo parco assistenza, cambiando i quattro ammortizzatori. Pare impossibile, ma appena fuori dal ‘service’ sentii di avere fra le mani un’auto diversa e difatti lo dissi subito a Munaretto, annunciandogli che se non avessi fatto il miglior tempo sulla magica Talla sarebbe stata solo colpa mia”.

“Piuttosto, quello che trovo manchi nel rallismo italiano – e non mi riferisco a un campionato o a una serie in particolare, ma lo dico in generale – è un maggior cameratismo fra noi che corriamo. Non capisco perché in Italia sia difficile, molto difficile, instaurare rapporti corretti, basati sulla stima reciproca: le gelosie, le ripicche, i sospetti servono solo a rovinare l’ambiente”.

Manuel Sossella interrompe la serie negativa al Rally del Taro

E finalmente il tanto agognato traguardo è arrivato: dopo tre ritiri e il palco d’arrivo che mancava dallo scorso settembre, Manuel Sossella e Gabriele Falzone hanno interrotto la serie negativa portando sul secondo gradino del podio del Rally del Taro, la Ford Fiesta WRC iscritta coi colori della Scuderia Palladio. Rally che il pilota vicentino apprezza particolarmente, il Taro nella sua edizione 2019 è stato particolarmente difficile soprattutto per il caldo afoso oltre le mutevoli condizioni del meteo che non ha mancato di condizionare la gara con dei temporali, soprattutto nella seconda giornata di gara dopo che la prima si era chiusa al secondo posto con la disputa di due speciali.

A condizionare maggiormente la prestazione di Sossella e Falzone è stara però la difficoltà ad interpretare le nuove coperture Pirelli utilizzate sulla Ford Fiesta utilizzata dal pilota vicentino. “Abbiamo finalmente rivisto il traguardo e questo era il primo obbiettivo che ci eravamo posti io e Gabriele prima della partenza. Siamo abbastanza soddisfatti del risultato anche se qualcosa dobbiamo recriminare a seguito della pioggia che chi ha in parte condizionato. Ho poi avuto difficoltà nel riuscire a far lavorare in modo ottimale le gomme Pirelli che per la prima volta abbiamo utilizzato su asciutto, per di più su un asfalto particolarmente abrasivo come quello delle prove speciali parmensi. Ora ci concentriamo sul Casentino di luglio e per preparare al meglio una delle gare che amo di più in assoluto, svolgeremo anche alcuni test proprio per venire a capo e trovare la soluzione efficace con le gomme.”

Il Rally del Taro ha un nuovo Re: Alessandro

Eh no, non va sempre a finre che piove. Neppure in questa pazza e imprevedibile primavera, neppure nell’alta valle del Taro dove la poggia, quando va in scena un rally che ormai è un classico, è una costante e non una variabile. E così il pomerggio si consuma con il sole che gioca a rincorerrsi con le nuvole. E con un bel manipolo di rallisti ben armati impegnati fin da subito a rincorrere Alessandro Re che carico il giusto, cerca quel colpaccio che ancora, in questo inizio di stagione, non è riuscito a piazzare.

Un problema a uno pneumatico dopo una dozzina di chilometri lo rallenta, ma non di molto. Non abbastanza da impedirgli di far suo il primo round. Tranquillizzato dal responso del cronometro, il figlio d’arte torna all’assalto dei quasi ventiquattromila metri della Folta e di nuovo impone la sua legge. Ma non fa il vuoto. Manuel Sossella gli concede una manciata di secondi e tuttavia resta nella sua scia nella classifica provvisoria. Seguito dappresso da Marcello “Razzo” Razzini e da Paolo Porro. Un po’ più distante Damiano De Tommaso alle prese da qualche piccolo problema di troppo e solo quinto. Un po’ preoccupato, ma non certo rassegnato.

E’ stato un antipasto, gustoso e corposo, ma comunque un antipasto. Il menù del Rally del Taro propone altre sette prove speciali e fra esse la Masanti che distribuirà una manciata di punti supplemenatri a chi l’avrà interpretata meglio fra i protagonisti dell’International Rally Cup – Pirelli e la classica Montevacà che di fatto chiuderà la sfida fra gli iscritti allla versione Internazionale dell’appuntamento parmense. Per quelli della versione Nazionale la giornata sarà ovviamente un po’ meno lunga con tre “piesse” da ripetere due volte fra mattino e primimissimo pomeriggio.

Classifica dopo la prima giornata
1° A.Re-Turati (Skoda Fabia R5) in 28’55”3
2° Sossella-Falzone (Ford Festa Wrc) a 6”4
3° Razzini-Taufer (Skoda Fabia R5) a 7”6
4° Porro-Cargnelutti (Ford Fiesta Wrc) a 10”0
5° De Tommaso-Ascalone (Skofa Fabia R5) a 19”8

E comunque c’era da aspettarselo: in zone dove i prati sono persino più verdi di quelli irlandesi la tregua offerta dalla pioggia non poteva durare a lungo. E non è durata. Un cielo fin dall’alba di un poco rassicurante grigio tendente al nero ha aperto i rubinetti verso le 8 e 30, quando Alessandro Re, il più veloce di tutti nelle due prove speciali della prima semitappa, stava per lasciarsi dietro le spalle i settemila metri della Tornolo. Quelli che Manuel Sossella, quello che nella classifica provvisoria lo seguiva più dappresso, aveva appena iniziato ad aggredire.

Acqua a secchi – condita, per gradire, da manciate di grandine – mica una di quelle pioggerelline primaverili che non riescono neppure a bagnare l’asfalto. Acqua benedetta per il ventinovenne figlio d’arte comasco, bravo comunque a sfruttarla per rifilare quasi tredici secondi al vicentino con la Ford Fiesta e ancor di più agli altri. Insomma, per fare il vuoto. Chiusa la “doccia”, a Re Junior non è restato altro da fare che imporsi un passo sufficientemente veloce da non permettere agli avversari di illudersi di riaprire la partita. Lo ha fatto e lo ha fatto bene.

Lasciando loro scampoli di gloria qui e là, ma tornando a graffiare nel secondo passaggio sulla Masanti dove erano in palio punti extra per l’International Rally Cup – Pirelli. Che ora soprattutto torna a essere il suo vero obiettivo stagionale. Anche ma non solo per la disavventura vissuta da Damiano De Tommaso costretto alla resa da un principio di incendio della Fabia affidatagli quando era autorizzato ad ambire al terzo gradino del podio. Quello che, occupato a lungo da Marcello “Razzo” Razzini, alla fine s’è invece guadagnato Paolo Porro proprio con la complicità del parmense penalizzato dalla scelta – azzardata assai – di affrontare l’ultima “piesse” con pneumatici da bagnato. Lassù qualcuno non lo ha amato: la pioggia che probabilmente gli avrebbe permesso anche di fare il colpaccio non è più scesa.

Comunque, la Collecchio Corse lascia un’impronta indelebile sull’edizione 2019 del rally del Taro. La scuderia capitanata da Gianni Assirati mostra i muscoli nel principale rally in calendario sulle strade di casa, raccogliendo alla fine della due giorni di gara soddisfazioni ed emozioni difficili da dimenticare. A tenere alto il vessillo della scuderia nel rally Internazionale (valido quale terza prova della International Rally Cup) è Marcello Razzini: non tradisce le attese, il 35enne portabandiera di Collecchio Corse, confermandosi sin dalle prime fasi di gara tra i grandi animatori della competizione.

Sempre veloce e concreto, Razzini – affiancato dal trentino Daniel Taufer sulla Skoda Fabia di classe R5 preparata dalla bresciana DP Autosport – vede sfumare un podio che pareva alla portata per una scelta azzardata di pneumatici nell’ultima prova speciale. Alla fine arriva comunque un quarto posto – bis di quello ottenuto dodici mesi fa – di elevato peso specifico, impreziosito da un ruolino di marcia che assegna a Razzini un successo parziale, tre secondi ed un terzo posto.

Pieno di gioie nel più breve rally Nazionale, dominato da due equipaggi di Collecchio Corse. Fausto Castagnoli e Silvia Minetti (Skoda Fabia R5 di Pool Racing) si aggiudicano la gara conquistando cinque delle sei prove speciali: gara spettacolare, quella della coppia di Parma, conclusa con il primo successo in carriera, peraltro conquistato alla terza apparizione su una vettura a trazione integrale. “Che grande gioia– esclama Castagnoli -! Eravamo partiti pensando di giocarci il terzo posto e invece siamo stati davanti a tutti sin dalla prima prova. E’ stata una giornata perfetta sotto ogni aspetto. Questa prima vittoria è dedicate a mia moglie Silvia, da sempre mia fondamentale ‘complice’ in questa avventura sportiva, a Collecchio Corse e Pool Racing, agli sponsor ed al mio grande amico Ugo di Santo Stefano Val d’Aveto, che purtroppo ci ha lasciati tre mesi fa”.

Applausi a scena aperta anche per Riccardo Brugo e Luca Silvestri: il pilota di Medesano ed il navigatore ligure (anche loro su Skoda Fabia, ma preparata da Miele) tengono un ottimo passo che li conduce ad un brillante terzo posto finale. Risultato di grande rilievo, considerando che Brugo non correva da un anno. Brindano anche i cugini piacentini Fabio e Gianmaria Marcomini, splendidi mattatori di N2 sulla loro Citroen Saxo (e 15° assoluti), bene anche i piloti cittadini Gabriele Frazzani, terzo all’esordio stagionale in classe N3 sulla propria Renault Clio condivisa con il meneghino Diego Altomonte, e Massimo Minardi, secondo in A6 (con la genovese Camera) sulla competitive Citroen C2 di casa Collecchio Corse. Positivo pure il sesto posto di N2 della giovane di Sala Baganza Valentina Frigerio, assecondata dal piacentino Simone Bellotti sulla Peugeot 106 preparata da VSport. Questa ottima prova corale vale a Collecchio Corse il netto successo nella classifica delle scuderie.

Epilogo sfortunato, invece, per gli altri tre equipaggi schierati da Collecchio Corse al via del Taro 2019: il reggiano Mauro Arati ed il bolognese Andrea Musolesi alzano bandiera bianca già nel corso della prima prova del rally Internazionale (motore della loro Renault Clio ko), mentre i varesini Luca D’Alberto e Lorenzo Bertagnon si fermano proprio nel finale a loro volta per noie al propulsore della Peugeot 106, vedendo sfumare il terzo posto di N2. Non vedono la bandiera a scacchi del rally Nazionale i cittadini Paolo Folli e Clemente Musiari, appiedati dal supporto del cambio della loro Peugeot 309 (classe A7).

Nel Taro Nazionale, quello in versione light con sei prove speciali tutte condensate la domenica, successo di Castagnoli e Minetti (Collecchio Corse) con una Skoda Fabia davanti a Vellani e Alicervi (Maranello Corse) con una Peugeot 208 e a Brugo e Silvestri (Collecchio Corse) con un’altra Skoda Fabia. Appena sotto il podio, ma primi fra le 2 Ruote Motrici, Mazza e Figone con una Renault Clio A7. In Gruppo N vittoria di Bernardi e Battelli su Renault Clio e nella affascinante sfida fra le Bmw 318 della inossidabile Isabella Bignardi in coppia con Elena Migliorini.

Il pollice punta in alto. E fa il paio con il sorriso, stampato sui volti dei component di Publirace. Finisce così, per la scuderia di San Polo d’Enza, il rally del Taro: con un bilancio ampiamente positivo, di quelli buoni per fare un salutare pieno di energia in vista degli imminenti impegni agonistici. Il valzer delle soddisfazioni si apre con Alessandro Zorra e Fabrizio Carbognani: i due, impegnati sulla Peugeot 208 preparata dal Publirace in collaborazione con Reggiana Riduttori (per quanto riguarda i componenti della trasmissione), disputano una gara maiuscola, che nulla ha da invidiare a quella di aprile all’Appennino Reggiano.

Velocissimi sin dal via, i due tengono sotto pressione i più esperti rivali ed arrivano al traguardo di Bedonia ritrovandosi in mano un secondo posto di classe R2B e nel trofeo 208 Rally Cup Pro di casa Peugeot (ed un eloquente 16° posto assoluto), peraltro legittimati dalle sei prove speciali concluse tra i migliori tre di classe. “Gara molto combattuta e tesa – il commento del pilota di Borsea -, nel corso della quale abbiamo azzeccato tutto, in gara e nelle scelte tecniche. Peccato aver perso molto tempo nella terza prova, disputata con pneumatici da asciutto su strada inzuppata d’acqua per un improvviso temporale: questo, forse, ci è costato il successo di classe, ma non recriminiamo: questo secondo posto vale tantissimo sia per quanto riguarda la classifica di classe nell’International Rally Cup, sia nell’ottica del trofeo Peugeot”.

Al via del rally Internazionale anche il pilota di Canossa Andrea Saccheggiani ed il navigatore sampolese Manuel Tamagnini (Renault Clio classe R3C). I due lottano con alcuni contrattempi tecnici ma riescono comunque a chiudere caparbi 23° assoluti e primi (in solitaria) di classe. “Questo Taro è stato decisamente duro – racconta Saccheggiani -, le noie prima alla pompa dei freni posteriori, poi al cambio ci hanno costretto a fare gli straordinari. Questo piazzamento è davvero il meglio che potessimo conquistare”.

Il rally Nazionale, andato in scena nella sola giornata di domenica, vede il rubierese Gabriele Ravazzini e lo scandianese Simone Sforacchi completare la loro fatica al secondo posto di classe N3 ed al 12° assoluto. Anche per loro, sempre in azione sulla Renault Clio curata da Publirace, questa piazza d’onore significa fare un importante passo in avanti nella classifica del trofeo Corri con Clio proposto dalla casa della losanga.

“Siamo stati troppo abbottonati nella prima parte di gara – riflette Ravazzini –, poi non c’è più stato tempo per cercare di ricucire il divario dai battistrada di classe. Abbiamo comunque maturato un’esperienza importante e corso con lucidità. E questo nuovo secondo posto, che fa il paio con quello dell’Appennino Reggiano, ci pone in una condizione ottimale nella classifica del trofeo in vista del ‘girone di ritorno’ che inizierà ad agosto”.

I vincitori delle prove speciali

A. Re 6 (ps 1. 2. 3. 4. 5. 7.)
Sossella 1 (ps 6.)
Razzini 1 (ps 8)
Porro 1 (ps 9)

Rally leader

A. Re da ps 1 alla fine

Top Five Rally del Taro

1° A. Re-Turati (Skoda fabia R5) in 1.29’19”3
2° Sossella-Falzone (Ford Fiesta Wrc) a 14”9
3° Porro-Cargnelutti (Ford Fiesta Wrc) a 59”4
4° Razzini-Taufer (Skoda Fabia) a 1’18”3
5° Di Benedetto-Longo (Skoda Fabia) a 1’39”1