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La Polo GTI R5 è quinta al Rally Sprint Praga

La Volkswagen Polo GTI R5 chiude quinta a Praga

La Volkswagen Polo GTI R5 ha centrato un buon risultato al suo debutto con l’equipaggio ceco Vojtěch Štajf e Karel Janeček, mancando di poco la vittoria al Praga Rally Sprint, dove è avvenuto il debutto come vettura clienti. Col numero 21 sulle fianncate, Štajf-Janeček, con la vettura del team BRR Baumschlager Rallye & Racing, sono finiti quinti, a soli 6″1 dal duo vincitore, composto da Martin Koči e Radovan Mozner jr. Verso la fine, Štajf-Janeček aveva un vantaggio di oltre 13″ e sembrava destinato a rivendicare la prima vittoria per la Polo GTI R5.

Tuttavia, sono stati costretti a rinunciare a questo sogno, quando un errore li ha visti colpire un cordolo che è costato loro tempo prezioso. Štajf-Janeček. A poco più di una settimana dalla consegna delle prime vetture, Praga Rally Sprint ha rappresentato la prima uscita in gara per una Polo GTI R5 clienti. La Polo GTI R5 aveva già dimostrato la sua velocità su ghiaia e asfalto al Rally di Spagna nel mese di ottobre, in cui Petter Solberg e Veronica Engan, oltre a Eric Camilli e Benjamin Veillas, l’avevano fatta debuttare.

Alexey Lukyanuk

Alexey Lukyanuk contro Grzegorz Grzyb a Praga

Alexey Lukyanuk torna in azione, per la prima volta dopo aver conquistato il titolo del Campionato Europeo Rally, correndo al Pražský Rallysprint nella Repubblica Ceca nel weekend dell’1 dicembre. Lukyanuk e il co-pilota Alexey Arnautov sono tra i più accreditati per la vittoria dell’evento di Praga e contendono la vittoria, con la Ford Fiesta R5 della Rufa Sport, a Grzegorz Grzyb, che è tra i rivali più diretti di Lukyanuk. Presente alla gara Vojtěch Štajf, ex ufficiale dell’Erc, un altro pilota da tenere d’occhio che debutta con la Polo GTI R5 della Volkswagen.

Alexey Lukyanuk e Alexey Arnautov

Europeo, Alexey Lukyanuk espugna Roma Capitale

Partiti da Fiuggi nella mattina di sabato 21 luglio, gli equipaggi iscritti all’edizione 2018 del Rally di Roma Capitale, sesta prova del Campionato Italiano Rally, devono affrontare nella seconda giornata sette prove speciali, tre da ripetere più la super stage: “PS Pico-Greci”, “PS Roccasecca”, “PS Santopadre” e la super stage di Pico. Sulla “PS2 Pico-Greci” si impone Simone Campedelli, navigato da Tania Canton sulla Ford iesta R5. Per lui un miglior tempo di 11’39”8, anche se venerdì lo si è visto in difficoltà per problemi alla vettura. Dietro si inserisce Alexey Lukyanuk, russo e anche lui su Ford, e staccato di appena 1”4. Terzo è Gryazin, con la Skoda Fabia R5, a 6”6 dal vertice. Bella prestazione di Paolo Andreucci, reduce da un brutto incidente: partito primo con la 208 T16 ha chiuso la prima PS con lo stesso tempo della Fabia guidata da Giandomenico Basso, a 8”8 da Campedelli. Umberto Scandola, distante 14’’1 dalla testa della classifica tricolore, resta alle spalle degli avversari italiani con la Skoda.

Lotte al calor bianco

In questa battaglia senza esclusione di colpi si registrano le super prestazioni delle Fabia di Igram e Kreim e della Fiesta di Habaj, che volano davanti a tutti in lotta per la vittoria della classifica dell’Europeo. Sfortunati i siciliani Marco Pollara e Giuseppe Princiotto, rallentati da una foratura alla 208. Le partenze vengono bloccate per l’uscita di strada di Monteiro, con la Fabia. Ripartono e subiscono un altro blocco per l’uscita di strada della 208 di Dominic Broz. Dal numero 35 in poi restano fermi al via della PS2. In trasferimento si ferma anche la Fabia di Luca Panzani, a causa della rottura della cinghia esterna. Il pilota toscano e il suo navigatore Pinelli non ripartiranno neppure domenica, visto che in nessun caso raggiungerebbero il minimo di chilometraggio PS richiesto dal regolamento per prendere punti. Alle 11 e 35 si riparte e “vola” fuoristrada anche Rudy Michelini, con la Fabia.

In testa Lukyanuk

Sulla “PS3 Roccasecca-Colle San Magno” un problema al differenziale anteriore blocca le ambizioni di Scandola. Balza al comando Lukyanuk. Dietro c’è il lettone Gryazin con alle note Fedorov sulla Fabia R5. Terzo posto per Basso, primo degli italiani davanti a Campedelli, ancora il più veloce del Cir e quarto assoluto in gara. La top ten della PS si completa con il polacco Grzyb, quinto davanti al leader Magalhaes, al britannico Ingram e al tedesco Kreim, tutti su Skoda. Nono tempo per Andreucci, navigato da David Castiglioni sul “Leone” di Peugeot Italia. Continua la prova di spessore di Damiano De Tommaso, sulla su 208 R2. Si fermano i francesi Laurent Pellier e Geoffrey Combe per uscita di strada della 208 R5. Ed finisce fuori strada anche l’austriaco Simon Wagner con Gerarld Winter sulla 208 R2. Prima della partenza della PS3 si ritira Marco Caldani, su Suzuki Swift R1B.

Lotta continua…

Sulla PS4 “Santopadre – Arpino” è la pioggia a sorprendere gli equipaggi. Soprattutto sul tratto di partenza del tratto cronometrato. Si registra un principio d’incendio sulla vettura del lettone Gryazin. Lukyanuk e Campedelli impattano in un pari-tempo di 8’46”. Terza posizione per Basso, a 4”7. Quarto miglior tempo di Grzyb, seguito da Ingram. Ottava e nona piazza per “Ucci” e Pollara. Dopo la PS4 c’è Lkyanuk in testa con un vantaggio di 14”7 su Campedelli e 17”8 su Basso. Quarto Ingram, a 31”8. Sulla PS5 compaiono misteriose e grosse pietre in traiettoria. Diverse le vittime, molte delle quali riportano danni alle vetture, forature e per fortuna nessuna conseguenza fisica. Tra questi: Ingram, Ahlin, Nordgren, Yates, Basso, Campedelli Abaj. C’è anche un principio d’incendio sull’auto di Remennik. Paulo Nobre finisce in una scarpata ma ci esce ed arriva a fine prova. Si chiude nel segno di Lukyanuk, Gryazin e Andreucci.

Si ritira Campedelli

Sulla PS6 Roccasecca, la sfortuna è sempre più cieca e colpisce per l’ennesima volta Campedelli: fora, perde un’infinità di tempo e poi deve ritirarsi perché non ha più pneumatici. I rally sono anche questo. Andreucci agguanta la classifica del Cir con 24”5 su Campedelli, ma Basso, che è davanti ad Andreucci, gli porta via i punti della prima piazza. Alonso fora e si ritira. L’asfalto è viscido, molti piloti non hanno esperienza sul bagnato. Di conseguenza, la sesta prova rappresenta la classica “prova del 9”. Se l’aggiudica Basso-Lucca con un tempone di 8’27”0. Alle spalle ci sono i coriacei Magalhaes-Magalhaes, Grzyb-Wrobel, Kreim-Frank, Ingram-Whittock, Lukyanuk-Arnautov, Gryazin-Fedorov, Pollara-Princiotto, Antonio Rusce e Sauro Farnocchia e finalmente Andreucci-Castiglioni. Si arriva alla settima PS con in testa alla gara Lukyanuk. Secondo è Basso, terzo Andreucci, poi Grzyb e Kreim. Sulla ripetizione della “Santo Padre” si registra la nuova affermazione di Basso, con alle spalle Kreim, Grzyb, Rusce, Andrea Crugnola, Pollara. Nono è Giacomo Scattolin e undicesimo “Ucci”, che scivola in quinta posizione nella generale di gara.

Lukyanuk chiude in testa

Si arriva a fine giornata. C’è la super stage di Pico. Si parte alle 20 e 38, invece che alle 19 e 15. Nelle prime battute la PS viene fermata perché la vettura di Gryazin è bloccata con il cambio in panne. Dopo l’intervento del carroattrezzi si riparte. Vince Magalhaes, secondo è Avcioglu, terzo si piazza Kreim, seguito da Ingram, Basso, un rinvigorito Andreucci, Grzyb e Pollara. Lukyanuk è nono e Yates chiude la top ten assoluta. Gli equipaggi vanno a riposo e i team riprendono a lavorare in vista della terza e ultima giornata di gara, domenica 22 luglio, con in testa alla generale Lukyanuk, in posizione d’onore Basso a 15”8, poi Kreim a 40”4, Grzyb a 41”8, Andreucci a 48”0, Magalhaes a 1’11”9, Nordgren a 1’25”7 e Ingram a 2’06”5. I primi dieci piloti prioritari Fia della classifica generale partono per l’ultima frazione di gara ad ordine inverso rispetto a questa classifica.

La seconda giornata

Come ci eravamo lasciati ieri? A fine giornata, dopo la super stage di Pico, partita con un ritardo di un’ora e diciotto minuti rispetto all’orario del programma e vinta da Magalhaes, in testa alla generale c’era Lukyanuk, in posizione d’onore Basso a 15”8, poi Kreim a 40”4, Grzyb a 41”8, Andreucci a 48”0, Magalhaes a 1’11”9, Nordgren a 1’25”7 e Ingram a 2’06”5. Nell’ultima frazione di gara, quella odierna, i primi dieci piloti prioritari Fia della classifica generale sono partiti ad ordine inverso rispetto a questa classifica. Inoltre, sono rientrati in gara i concorrenti costretti al ritiro ieri, che usufruiscono della formula del “rally-2”. Essendo una gara Fia si applicano le penalità previste per le gare dell’Europeo. Quindi, Simone Campedelli rientra con 17’ di penalità: 7’ per la PS7 e 10 per la super stage non disputata.

Annullata la “PS9 Rocca di Cave”

Il tempo è magnifico. Regna il sole. Fa caldo. Sembrano esserci tutti gli ingredienti. C’è anche tanto pubblico. Le caratteristiche del tracciato sono completamente diverse da quelle di ieri. Le vetture “morderanno” asfalti lisci e veloci, decisamente meno sporchi per via dei minori tagli richiesti. E invece, nulla. Non si corre. La “PS9 Rocca di Cave”, più di ventotto chilometri per fare la differenza in classifica, viene percorsa in trasferimento. Annullata. La “PS10 Monastero” prende il via con venti minuti di ritardo. Vince Basso con 7’26”1. Secondo è Gryazin a 0”2, terzo Campedelli a 3”4, quarto Andreucci a 5”0, sesto Scattolon a 5”1. Seguono Grzyb, Ingram, Magalhaes, Pollara e Nordgren. In testa alla generale c’è sempre Lukyanuk (che a fine di questa prova arriva undicesimo), seguito da Basso, Grzyb e Andreucci.

Basso, la spina nel fianco

Le vetture arrivano al via della “PS11 Guarcino”, con i nuovi ritardi che iniziano ad accavallarsi di nuovo. Miglior tempo di Lukyanuk in 6’37”5. Segue Basso a 1”2, Campedelli a 2”3, Gryazin a 3”5 e Grzyb a 3”6. Poi c’è il campione italiano in carica “Ucci”, la pattuglia che comprende Scattolon, Pollara, Crugnola e Magalhaes. Per abbattere il ritardo, che altrimenti rischia di lievitare come il giorno prima, si opta per limitare il riordino a Fiuggi a soli tre minuti, recuperando così ventisette minuti di ritardo accumulato. Intanto, dopo undici prove speciali disputate, la classifica generale recita: primo Lukyanuk, secondo Basso a 7”5, terzo Grzyba 42”1. Seguono Andreucci a 48”0, Kreim a 53”5, Magalhaes a 1’16”7, Nordgren a 1’33”4, Ingram a 2’21”3, Scattolon a 2’23”2 e Rusce a 2’23”4. La “PS12 Rocca di Cave”, che doveva essere la ripetizione della prima prova della giornata, che è stata annullata, parte regolarmente.

Che botta Andreucci

Si ferma in trasferimento Tommaso Ciuffi con problemi meccanici alla sua vettura. Ahlin continua a fare test di assetto. Nordgren si gira e perde tempo prezioso. Il più veloce questa volta è nientepocodimeno che Campedelli. Il suo tempone di 17’27”4 è indiscutibile. Stacca di 5”9 Gryazin, di 6”6 Basso, di 7”4 Lukyanuk e di 15”0 Ingram. Andreucci è sesto, davanti a Kreim e al trittico composto da Magalhaes, Grzyb e Habaj. Appena fuori dalla top ten c’è Scattolon. Sulla “PS13 Monastero”, Andreucci picchia. La vettura ostruisce la strada e le partenze vengono fermate. Si riparte dopo che il carro recupera l’auto. La prova è condizionata dai tempi imposti. Il migliore è Ingram con 7’25”9, seguito da Lukyanuk a 0”8. Campedelli è terzo a 1”. Seguono Pollara, Magalhaes e Gryazin, Scattolon e Ahlin, Avcioglu e Yates. Basso non conclude a causa dell’incidente di “Ucci”.

Ad un passo dal successo

È la volta della “PS14 Guarcino”. Sono ventidue i minuti di ritardo accumulati fino ad ora. Primo è Lukyanuk, che chiude in 6’35”2, secondo è Basso a 1”2, seguito a brevissima distanza da Campedelli a 1”3, Ingram a 2”8 e Pollara 4”0. Dopo la PS14 viene attributo a Basso, che non ha concluso la PS13 a causa dell’incidente occorso a Paolo Andreucci, il tempo di Chris Ingram, che è di 7’25”9 ed è il miglior tempo della PS. L’uscita di strada di Florian Bernardi, con la Renault Clio, causa la sospensione delle partenze. Ma ormai siamo agli sgoccioli. A questo punto, facendo un riepilogo ad una prova dal termine, Lukyanuk è in testa con 1.47’21”0 e Basso è staccato di 7”1, mentre Grzyb è a 1’02”6, Kreim a 1’14”5, e Magalhaes a 1’38”4. Completano la top ten Ingram a 2’30”9, Nordgren a 2’33”9, Scattolon a 2’54”7, Rusce a 3’05”6 e Ahlin a 3’15”7. Il riordino di Fiuggi non riesce a ricompattare il ritardo accumulato. Ahlin esce dal riordino di Fiuggi alle 17.06, che costa un ritardo di ventitré minuti alla gara e, di conseguenza, all’ultima speciale, la “PS15 Lido di Ostia”. Al Lido di Ostia, sul lungomare, il pubblico è assiepato lungo il tracciato di 650 metri. Si attende il nome del vincitore

Lukyanuk brinda al successo

I rally, si sa, sono concludono solo sulla pedana di partenza. Fino ad allora può succedere di tutto. E questo Rally di Roma Capitale, nel bene e nel male, di emozioni ne ha regalate, a prescindere dai ritardi. La PS doveva partire alle 19.18, poi alle 19.41, invece prende il via alle 20.17. Il primo ad entrare in speciale è Ahlin, che impiega 43”8 per percorrere il percorso realizzato dagli organizzatori per chiudere il rally. Fa bene Rusce, ma Nordgreen fa meglio anche di Ahlin e stacca un 43”3. Basso sigla un 42”9, ma poi Campedelli lo supera con 42”2 e si aggiudica la PS. Però, Lukyanuk conclude la sua prova in 42”5 e con Arnautov conquista la vittoria finale del rally. Basso sale in piazza d’onore, staccato di 7”5. Terzo è Grzyb a 1’04”2. Appena fuori dal podio c’è Kreim a 1’16”5 e primo dell’Under 28 dell’Erc. Quinto si piazza Magalhaes a 1’41”2, che regola Ingram a 2’32”2, Nordgren a 2’34”7 e Scattolon a 2’56”8. A chiudere la classifica dei migliori dieci assoluti sono Rusce a 3’08”4 dal vertice e Ahlina 3’17”0. Scattolon, Nobili e la Fabia R5 della PA Racing vincono la classifica di gara del Campionato Italiano Rally.

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