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Cesare Fiorio: ‘Se non finisci fra i primi tre smetti di correre’

Spesso i cerchi si chiudono. I destini di due persone, che hanno iniziato un cammino insieme, per poi allontanarsi sui percorsi separati che la vita propone, si riuniscono in un progetto comune. È quanto sta succedendo a Cesare e Alex Fiorio che da alcuni anni si trovano a gestire insieme il B&B “Masseria Camarda” a Ceglie Messapica in provincia di Brindisi.

Cesare Fiorio è uno dei monumenti del motorismo italiano, essendo i suoi interessi passati dal rally alla pista (Endurance e Formula 1) alla motonautica. I freddi numeri ci dicono che ha vinto un campionato italiano GT 1150 nel 1961 con la Lancia Appia Zagato come pilota, diciotto titoli mondiali fra marche e piloti con la Lancia e la Fiat come team manager, due titoli mondiali nella motonautica, oltre ad aver conquistato il Nastro Azzurro (che premia chi compie nel minor tempo la traversata atlantica da Est a Ovest) con “Destriero”, primato ancora in suo possesso dopo 28 anni. Senza dimenticare che è stato il creatore della squadra corse Lancia inventandosi il marchio HF (High Fidelity) con l’elefantino simbolo di perseveranza e fedeltà che ha marchiato le vetture torinesi nelle loro vincenti cavalcate mondiali e diventando un must sui modelli più prestazionali e ricercati (Flavia, Fulvia e Delta).

“Mio padre è esattamente uguale nella vita pubblica e in famiglia. Lui è un perfezionista e un vincente in qualsiasi campo si impegni. E pretende una simile dedizione da chi gli sta a fianco, sia dai famigliari, sia da chi lavora con lui” esordisce Alessandro Fiorio, 55 anni che vanta un titolo mondiale Gruppo N, tanto per ribadire che in famiglia di vincenti non c’è solo Cesare.

“Quando si è bambini si è portati a fare tutto, magari superficialmente senza metterci il necessario impegno. Per me, mia sorella Giorgia e mio fratello Cristiano non è stato possibile. Mio padre ci ha lasciato ampie libertà di scelta: ma se facevamo una cosa doveva essere fatta bene, con impegno, cercando di essere vincenti. Questa è la sua regola di vita. L’ha applicata anche con sua nipote Maria Paola, mia figlia, che è stata professionista nel golf”.

In effetti, i pargoli della famiglia Fiorio vincenti lo sono stati tutti. Giorgia ha scelto il mondo della canzone, vincendo un Sanremo Giovani, ha scalato le vette della hit parade in Germania, mentre Cristiano è stato uno studente modello, è arrivato ad alti livelli nel golf, prima di essere fagocitato dal suo impegno di top manager in FCA.

La carriera di Alex nello sport inizia con lo sci dove arriva a occupare un posto nella nazionale B, prima di dedicarsi all’automobilismo.

“Mio padre ovviamente mi seguiva e mi dava la carica a continuare a gareggiare e a migliorarmi. Seguendo la sua filosofia che nella vita si deve fare una cosa sola, ma al massimo livello, privilegiai lo sci rispetto allo studio. In quegli anni abitavamo a Torino e gli sciatori che ottenevano i migliori risultati vivevano in montagna allenandosi tutta la settimana. La mia vita era invece divisa fra la scuola dal lunedì al mercoledì, e il trasferimento in montagna dove mi allenavo i restanti giorni. E la domenica c’erano le gare. Mio padre veniva a vedermi quando era libero dai suoi impegni con la Lancia” ricorda Alessandro Fiorio dalla masseria pugliese in cui vive assieme al padre.

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Intervista di RS ad Alex Fiorio: ‘Mai dire mai’

Lo sport mantiene in forma. Alessandro “Alex” Fiorio ne è la testimonianza vivente. Sta lontano dai rally a lungo, per quanto comunque stia sempre a contatto con il motorsport, poi torna al volante di una vettura senza dubbio competitiva, ma in ritardo di circa un anno nel suo sviluppo, e ribadisce due concetti mai scontati: il piede fa sempre la differenza e la classe non è acqua. Non lo dice lui che, notoriamente, è persona molto riservata che, quando deve, dissente col sorriso. Lo dice il sesto posto assoluto davanti a vetture decisamente più competitive e al termine di una gara difficile e bagnata come era il rally leccese.

Alex iniziò a farsi notare con le Autobianchi A112 Abarth e con le Fiat Uno, nei rispettivi monomarca organizzati nei mitici e indimenticabili anni Ottanta, e arrivò a vincere il Campionato del Mondo Rally Gruppo N nel 1987, ad appena 22 anni. Nel 2019, il 10 marzo scorso per la precisione, il figlio dell’uomo che fu geniale direttore dei team Abarth, Lancia e Fiat nei rally, oltre che dei team Ferrari, Ligier e Forti in F1, ha compiuto 54 anni. Si è concesso, il Rally del Salento con quella dovrebbe essere il nuovo corso della Fiat 124 nei rally. I riflettori del Rally del Salento si sono da poco spenti, ma è inevitabile partire da lì.

Col senno di poi, non potevi immaginare un ritorno alle gare migliore. Raccontaci le tue sensazioni…

“Sicuramente è stata una bellissima gara. Io comunque, ci speravo già da prima, perché ho sempre detto che avrei voluto entrare nei primi dieci, e nei dieci poteva essere nono, ottavo, settimo o sesto. È stato sicuramente un bel risultato e poi vincere il 2RM… Le sensazioni: devo dire, pronti via, dopo 7 anni che non corri un attimo di tensione c’è, sicuramente. È vero che ho fatto lo sviluppo della macchina, ma comunque lo sviluppo è finito un anno fa. Quindi era un anno fa che non salivo in macchina, un attimo di tensione, soprattutto sulla prima prova, sulla PS Pista Salentina”.

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Alex Fiorio torna atteso al Rally del Salento

Da quanto tempo non vediamo spazzolare Alex Fiorio, figlio di cotanto Cesare, nelle PS di un rally di casa nostra? Rally del Tartufo 2012. In ogni caso troppo. L’attesa sta per terminare. Il campione del mondo rally Gruppo N 1987, 54 anni il 10 marzo scorso, sarà al via del Rally del Salento 2019 con la Fiat 124 Abarth Rally. Nel biennio del dominio Lancia nel Campionato del Mondo Rally, 1988-1989, era il secondo pilota della scuderia dopo Miki Biasion, due titoli mondiali e dieci successi nel biennio in questione. Fiorio andò a podio in nove occasioni, sei secondi posti e tre terzi posti, pur tuttavia non riuscendo mai a conquistare un successo.

In verità, Fiorio jr ha partecipato a diverse edizioni del Mondiale Rally, la maggior parte delle quali con Gigi Pirollo come navigatore, riuscendo ad andare a punti in nove stagioni (dal 1987 al 1995). Ha inoltre preso parte a quattro edizioni del Mondiale Gruppo N: un titolo nel 1987 e dal 2000 al 2002. Come miglior piazzamento in classifica generale del WRC, vanta il secondo posto della stagione 1989, alle spalle del compagno di squadra Miki Biasion. Un tragico evento ha avuto per involontario protagonista il pilota torinese, allorché nel corso del Rally MonteCarlo 1989, la sua Lancia perse il controllo e si schiantò tra la folla causando la morte di due persone tra gli spettatori, tra questi il pilota svedese Lars-Erik Torph.