Cosa sono gli autoslalom? Lungo il percorso vengono collocate differenti postazioni di rallentamento, ciascuna costituita da non meno di quattro file di birilli disposte trasversalmente rispetto al senso di marcia. I piloti devono attraversarle effettuando vere e proprie gimkane.
L’autoslalom, spesso indicato semplicemente come slalom, è una disciplina dell’automobilismo sportivo che si disputa su percorsi realizzati lungo tratti di strade pubbliche temporaneamente chiuse al traffico. Questi tracciati presentano uno sviluppo relativamente breve e sono caratterizzati da una serie di postazioni di rallentamento obbligatorie. La specialità combina elementi tipici delle competizioni di velocità con componenti di abilità e precisione nella guida, rendendola una disciplina ibrida che richiede al pilota tanto prontezza quanto sensibilità tecnica.
Descrizione
Percorso
Il tracciato destinato a ospitare uno slalom deve essere pavimentato con superfici dure e regolari, generalmente in asfalto o cemento, così da garantire adeguati livelli di aderenza e sicurezza. La lunghezza del percorso varia in base alla tipologia dell’evento: per le competizioni ordinarie è compresa tra 1500 e 4000 metri, mentre per le gare titolate può raggiungere i 2500 metri come limite minimo. La carreggiata non può avere una larghezza inferiore a 5 metri, condizione necessaria per consentire il corretto posizionamento delle barriere di rallentamento e per assicurare margini di sicurezza adeguati nelle traiettorie di guida.
Lungo il percorso vengono collocate differenti postazioni di rallentamento, ciascuna costituita da non meno di quattro file di birilli disposte trasversalmente rispetto al senso di marcia. I piloti devono attraversarle effettuando vere e proprie gimkane, manovre che impongono continui cambi di direzione e riduzioni di velocità. Oltre a svolgere una funzione di controllo della velocità media, queste postazioni mettono alla prova la precisione nella guida, la gestione dei pesi del veicolo e la capacità di frenata e accelerazione modulata.
In base alla conformazione altimetrica del percorso, gli slalom vengono distinti in due categorie principali: quelli in pianura e quelli in salita. Per rientrare in quest’ultima categoria, la pendenza media del tracciato deve essere almeno pari al 4%. Le gare in salita presentano solitamente una maggiore difficoltà tecnica legata alla variazione di carico del veicolo e alla necessità di mantenere costante la spinta del motore in condizioni di sforzo crescente.

Fasi dello slalom
La competizione è preceduta, il giorno precedente alla gara, dalle Verifiche Sportive e Tecniche, momento durante il quale commissari e ufficiali controllano la regolarità dei documenti dei piloti, la conformità delle vetture ai regolamenti e l’aderenza alle norme di sicurezza. Solo gli equipaggi che superano entrambe le sessioni vengono ammessi alla gara.
Il giorno della competizione i piloti si dispongono in ordine di partenza secondo l’elenco stabilito dall’organizzazione. La partenza avviene a intervalli regolari, solitamente ogni 30 secondi, così da evitare sovrapposizioni tra vetture sul percorso. I concorrenti affrontano di norma due o tre manches valide, oltre a una possibile manche di ricognizione del tracciato, non obbligatoria, utile per memorizzare la disposizione dei birilli e individuare i punti più insidiosi.
La partenza è regolata da un semaforo a tre luci (rossa, gialla e verde), collegato al sistema elettronico di cronometraggio che rileva con precisione millesimale i tempi di percorrenza. Ogni secondo impiegato nel completare il percorso corrisponde a un punto di penalità. A queste penalità temporali vengono aggiunte eventuali sanzioni: 10 punti in caso di partenza anticipata e ulteriori 10 punti per ogni birillo spostato o abbattuto durante la manche.
La classifica finale viene redatta considerando il miglior punteggio ottenuto dal pilota tra tutte le manches disputate, adottando un ordinamento crescente: vince chi totalizza il minor numero di punti complessivi. Tra una manche e l’altra le vetture vengono riportate nel parco piloti, dove è consentito effettuare interventi di regolazione dell’assetto o piccole riparazioni, purché nel rispetto dei tempi stabiliti dal programma di gara.
Vetture
Le vetture ammesse allo slalom sono suddivise in gruppi tecnici che rispecchiano caratteristiche costruttive, livello di preparazione e finalità agonistiche. Alla classifica assoluta possono concorrere le auto appartenenti ai seguenti gruppi:
- Gruppo Promozionale Caccia al Pilota (CAP)
- Gruppo Energie Alternative
- Gruppo Racing Start
- Gruppo N
- Gruppo A
- Gruppo Bicilindriche
- Gruppo Speciale Slalom (SS)
- Gruppo Trofei Italia (GTI)
- Gruppo Legends Cars
- Gruppo Prototipi Slalom (PS)
- Gruppo Top Tuning
- Gruppo Sport Prototipi Slalom (SPS)
- Gruppo Monoposto Autocross
- Gruppo E2 M
Alcune categorie, pur potendo partecipare all’evento, non concorrono invece alla classifica assoluta, come accade per:
- Gruppo Autostoriche
- Gruppo Attività di base Abilità (AdB)

Storia
La disciplina dello slalom automobilistico, nata come evoluzione di prove di abilità svolte su percorsi cittadini, si è progressivamente strutturata nel corso dei decenni, assumendo regolamenti sempre più dettagliati e standardizzati. Tuttavia, la sezione storica richiede un approfondimento più ampio e organico, che includa l’evoluzione delle normative, la diffusione internazionale della specialità, i principali piloti italiani e stranieri che vi si sono distinti e le innovazioni introdotte nell’ambito della sicurezza e della preparazione tecnica delle vetture.
Campionato Italiano Slalom
In Italia la competizione più prestigiosa dedicata alla specialità è il Campionato Italiano Slalom, che rappresenta il vertice nazionale della disciplina. Vi prendono parte i migliori piloti del settore, appartenenti ai diversi gruppi di vetture previsti dal regolamento federale. Il campionato si articola in più prove distribuite sul territorio nazionale, con percorsi differenti per conformazione e caratteristiche tecniche, così da offrire una panoramica completa delle abilità richieste ai concorrenti. Ogni gara contribuisce all’assegnazione dei punti necessari alla definizione della classifica generale del campionato, che al termine della stagione incorona il campione italiano della specialità.
